Focus sulle carni avicole

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1027 (Sdc – giu. 2015) – Apporto di proteine “nobili” di elevato valore biologico, specifiche vitamine tra cui quelle del gruppo B, minerali tra cui il ferro, ridotta quantità di grassi totali con prevalenza di mono e polinsaturi. Sono alcune delle caratteristiche che rendono le carni avicole un perfetto alleato per la salute e il benessere fisico ad ogni età, il cui consumo, in un’alimentazione varia ed equilibrata, si associa ad effetti neutri o favorevoli sul rischio delle principali patologie degenerative: come le malattie cardiovascolari, alcuni tipi di tumori e il diabete.  Insomma, un maggiore ricorso alle carni avicole, nell’ambito di un consumo adeguato di alimenti su base proteica, consentirebbe un miglioramento della qualità complessiva della dieta nella popolazione italiana.

Sono le conclusioni del primo Documento di Consenso sul ruolo delle carni avicole di Nutrition Foundation of Italy (NFI), coordinato da Andrea Poli e Franca Marangoni con il supporto di esperti nazionali con articolate competenze specialistiche, che sarà pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Food & Nutrition Research.

Si tratta del primo Documento di consenso redatto in Italia, realizzato anche grazie al contributo di Unaitalia, che riassume i dati più solidi descritti in letteratura in tema di consumi di pollame, salute e benessere.

“Con la realizzazione di questo documento di consenso”, cui hanno collaborato alcuni dei principali rappresentanti della comunità clinica e nutrizionale italiana, spiega Andrea Poli, presidente di NFI “colmiamo una lacuna di carattere scientifico sul tema delle carni avicole e sul loro ruolo nell’ambito di una corretta alimentazione. Il documento conferma come le carni avicole sono caratterizzate da un profilo nutrizionale decisamente favorevole: gli studi epidemiologici che abbiamo analizzato mostrano come un adeguato consumo di carni di pollo, in associazione ad una dieta ricca di vegetali, con un apporto moderato di grassi, e ad uno stile di vita attivo, possa facilitare il mantenimento del giusto peso corporeo, con effetti complessivamente neutri o favorevoli sul rischio delle principali malattie degenerative tipiche della nostra società”.

In Italia le carni avicole rappresentano circa un quarto delle carni che vengono consumate quotidianamente, a tale percentuale contribuiscono in misura importante i salumi, gli insaccati, e gli altri prodotti lavorati, che coprono circa il 30% del mercato delle carni italiane, e le carni bovine con il 38% (INRAN-SCAI 2005-2006). Questo dimostra che le carni bianche nel nostro Paese sono ancora relativamente poco consumate.

“I livelli di consumo di queste carni” aggiunge Poli “sono tuttora contenuti nel nostro Paese: un loro impiego più ampio, nell’ambito di una corretta alimentazione, con un apporto adeguato di proteine, sia vegetali che animali, consentirebbe un miglioramento della qualità complessiva della dieta nella popolazione italiana”.

Autore: UnaItalia
Data: 3 giugno 2015

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Aureli

un lavoro chiaro e ben fatto . Un unico rilievo sarebbe stato opportuno considerare nella lista dei prodotti di cui è stata esaminata la composizione includere i più popolari prodotti trasformati come i wurstel di pollo e/o tacchino e gli impanati prefritti.

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