Recupero crediti aggressivo: Ge.Ri e non solo

3 commenti  |   stampa  |  pdf

825 (Sdc – set. 2014) – Niente più solleciti di pagamento con modalità scorrette da parte di Ge.Ri che, a seguito di una denuncia dell’Unione Nazionale Consumatori, è stata multata dall’Autorità Antitrust per 205 mila euro. In particolare, l’Agcm ha accertato che Ge.Ri. ha sollecitato ai consumatori il pagamento -su incarico di diversi committenti- di presunti crediti, infondati o prescritti, minacciando anche azioni legali.

Nei mesi scorsi numerosi consumatori si sono rivolti alla nostra associazione, denunciando di aver ricevuto da parte della società di recupero crediti comunicazioni dai toni piuttosto aggressivi: in alcuni casi è stata addirittura preannunciata la visita di un funzionario a casa o sul posto di lavoro per “ritentare la composizione bonaria del debito”, mentre altri consumatori sono stati invitati a contattare una numerazione a pagamento, per presunte “verifiche amministrative”, pagando un costo elevato per la chiamata.

Purtroppo casi del genere sono sempre più comuni e, complice la crisi economica, il recupero crediti sembra diventato il business del momento: in molti, infatti, segnalano ai nostri sportelli di aver subito vessazioni e altri vergognosi condizionamenti. Su questi comportamenti sono intervenuti ripetutamente tanto l’Autorità della Concorrenza e del Mercato che il Garante della Privacyindicando le misure necessarie perché tutto si svolga nel rispetto dei principi di liceità e correttezza, ma si tratta di prescrizioni spesso disattese.

Come possono difendersi, dunque, i consumatori dal recupero crediti illegittimo?

La prima cosa alla quale dobbiamo prestare attenzione è la corretta verifica circa la reale esistenza del debito: teniamo in considerazione che alcune società si affidano a comunicazioni improvvisate che sono facilmente riconoscibili perché il riferimento alla posizione debitoria è molto superficiale e generico (si tratta spesso di messaggi che ci arrivano via e-mail oppure per posta).

In generale, è illegittima ogni modalità di ricerca del debitore, presa di contatto, sollecitazione che sia lesiva della sua riservatezza o della dignità personale: si pensi a quelle sgradite sollecitazioni sull’utenza telefonica fissa o mobile, all’invio di messaggi Sms, a comunicazioni telefoniche il cui contenuto è preregistrato e quindi poste in essere senza l’intervento di un operatore con il rischio che soggetti diversi dal destinatario vengano a conoscenza del contenuto di chiamata. Ma si arriva persino alle visite a domicilio o sul luogo di lavoro, talvolta con apposizione di messaggi sulla porta di casa idonei a violare le più elementari regole di rispetto della privacy. Può persino capitare di ricevere un Atto di citazione a comparire dinanzi ad un Giudice di pace di un luogo diverso dalla nostra residenza, ma andrebbe verificato con cura perché spesso si tratta solo di intimidazioni.

Insomma, è bene fare attenzione a tutte quelle affermazioni non veritiere utilizzate per indurre i consumatori a pagare: non è vero che il mancato pagamento di un debito può comportare il carcere, trattandosi di un inadempimento di natura civilistica; non è vero che può portare alla dichiarazione di fallimento, per la quale è sempre necessaria un’apposita procedura preceduta dalla emissione di un decreto ingiuntivo o di una sentenza; non è vero che al mancato pagamento può far seguito il pignoramento dei beni (o addirittura dello stipendio) perché anche in questo caso è necessario che intervenga un provvedimento del giudice; non è vero che si rischia il iscrizione nella “banca dati dei cattivi pagatori” perché questa è possibile solo se il debito è stato contratto con una banca con una finanziaria.

Ricordiamo che per problemi con società di recupero crediti aggressive è possibile contattare i nostri esperti all’indirizzo: segnalazioni@consumatori.it.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 3 settembre 2014

   Hai bisogno di assistenza su questo argomento? Clicca qui!

Vuoi commentare l'articolo? Usa questo spazio.

Usa questo spazio solo per i commenti. Per le richieste di assistenza invece vai qui.

xAvvertenza

* Campi obbligatori

I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di consumatori.it e dei moderatori eccetto i commenti inseriti degli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di consumatori.it hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di consumatori.it invita ad un uso costruttivo dei commenti.

*

nicola

Sono disoccupato , mi hanno minacciato che devo pagare , sennò finisco in tribunale per la sentenza .

willie calderon

Buongiorno anche io sono stato contattato dalla Ge.Ri e sono stato anche minacciato di finire in tribunale altre ai toni aggressivi

PAOLA CROCIOLI

ma è possibile che devono succedere queste cose? ma la tutela li hanno solo i delinquenti? Braviiii così va il mondo poveri noi

Unione Nazionale Consumatori è membro di TUTTOCONSUMATORI CONSUMERS INTERNATIONAL CONSUMERS' FORUM

Unione Nazionale Consumatori è membro di:
TUTTOCONSUMATORI
CONSUMERS INTERNATIONAL
CONSUMERS' FORUM

© 2016 Unione Nazionale Consumatori
© 2016 Unione Nazionale Consumatori