Recupero crediti aggressivo: Ge.Ri e non solo

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1177 (Sdc – feb. 2016) – Recupero crediti aggressivo: è il motivo per cui ad agosto 2014, a seguito di una nostra denuncia, la società di recupero crediti Ge.Ri  è stata multata dall’Autorità Antitrust per 205 mila euro: l’Agcm ha accertato che Ge.Ri. ha sollecitato ai consumatori il pagamento -su incarico di diversi committenti- di presunti crediti, infondati o prescritti, minacciando anche azioni legali.

Numerosi consumatori si sono rivolti alla nostra associazione denunciando di aver ricevuto da parte della società di recupero crediti comunicazioni dal tono piuttosto aggressivo: in alcuni casi è stata addirittura preannunciata la visita di un funzionario a casa o sul posto di lavoro per “ritentare la composizione bonaria del debito”, mentre altri consumatori sono stati invitati a contattare una numerazione a pagamento, per presunte “verifiche amministrative”, pagando un costo elevato per la chiamata.

Purtroppo, nonostante la multa, la società ha proseguito con un comportamento aggressivo, tanto che a Gennaio 2016 abbiamo depositato una nuova denuncia. Leggi a riguardo GE.RI: una nuova denuncia per recupero crediti aggressivo

Purtroppo casi del genere sono sempre più comuni e, complice la crisi economica, il recupero crediti sembra diventato il business del momento: in molti, infatti, segnalano ai nostri sportelli di aver subito vessazioni e altri vergognosi condizionamenti. Su questi comportamenti sono intervenuti ripetutamente tanto l’Autorità della Concorrenza e del Mercato che il Garante della Privacy indicando le misure necessarie perché tutto si svolga nel rispetto dei principi di liceità e correttezza, ma si tratta di prescrizioni spesso disattese.

Come possono difendersi, dunque, i consumatori dal recupero crediti illegittimo?

La prima cosa alla quale dobbiamo prestare attenzione è la corretta verifica circa la reale esistenza del debito: teniamo in considerazione che alcune società si affidano a comunicazioni improvvisate che sono facilmente riconoscibili perché il riferimento alla posizione debitoria è molto superficiale e generico (si tratta spesso di messaggi che ci arrivano via e-mail oppure per posta).

In generale, è illegittima ogni modalità di ricerca del debitore, presa di contatto, sollecitazione che sia lesiva della sua riservatezza o della dignità personale: si pensi a quelle sgradite sollecitazioni sull’utenza telefonica fissa o mobile, all’invio di messaggi Sms, a comunicazioni telefoniche il cui contenuto è preregistrato e quindi poste in essere senza l’intervento di un operatore con il rischio che soggetti diversi dal destinatario vengano a conoscenza del contenuto di chiamata. Ma si arriva persino alle visite a domicilio o sul luogo di lavoro, talvolta con apposizione di messaggi sulla porta di casa idonei a violare le più elementari regole di rispetto della privacy. Può persino capitare di ricevere un Atto di citazione a comparire dinanzi ad un Giudice di pace di un luogo diverso dalla nostra residenza, ma andrebbe verificato con cura perché spesso si tratta solo di intimidazioni.

Insomma, è bene fare attenzione a tutte quelle affermazioni non veritiere utilizzate per indurre i consumatori a pagare: non è vero che il mancato pagamento di un debito può comportare il carcere, trattandosi di un inadempimento di natura civilistica; non è vero che può portare alla dichiarazione di fallimento, per la quale è sempre necessaria un’apposita procedura preceduta dalla emissione di un decreto ingiuntivo o di una sentenza; non è vero che al mancato pagamento può far seguito il pignoramento dei beni (o addirittura dello stipendio) perché anche in questo caso è necessario che intervenga un provvedimento del giudice; non è vero che si rischia il iscrizione nella “banca dati dei cattivi pagatori” perché questa è possibile solo se il debito è stato contratto con una banca con una finanziaria.

Ricordiamo che per problemi con società di recupero crediti aggressive è possibile contattare i nostri esperti attraverso lo sportello http://www.consumatori.it/segnalaci-il-tuo-problema/ sul nostro sito.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 03 febbraio 2016

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giuseppe

Con voi ho risolto diversi problemi vessatori da parte di agenzie recupero crediti. Sono iscritto presso la filiale di Campobasso Avv. Cerio da diversi anni un grazie di cuore per quello che fate per difendere i nostri diritti.
del Pesco Giuseppe

Fabio

Posso confermare che anche nel mio caso, la società GE.RI è sembrata molto aggressiva. Mi chiedeva piû volte al giorno, alternando comunicazioni telefoniche, e-mail e lettere per me al limite delle attività intimidatorie, di saldare fatture mai ricevute di società Cliente.
Alla mia richiesta, scritta di risentire le telefonate registrate da loro non ho mai avuto risposta.
Alla fine mi sono tirato fuori da questa situazione con l’uso di un legale.
Scavalcando la cessione del credito a GE.ri e pagando il 30% del totale inizialmente richiesto da GE.ri
Badate gente, evitate i contatti telefonici per servizi, nel caso di problemi non c’è nulla di scritto su cui basare la richiesta di chiarimenti.
Questo è ciò che penso.
Grazie
Saluti
Fabio

Marco

Con me ci ha provato Vodafone

domenico

…solo se il debito è stato contratto con una banca con una finanziaria…. ( manca qualcosa per collegare le due entità ? )

Giacomo Quaglieri

Ho un prestito con una finanziaria di 30.000euro purtroppo dopo due mesi mi hanno buttato in mezzo a una strada cioè ho perso il lavoro quel gran (signore )che mi ha fatto il fi
nanziamento mi disse che ero coperto da una’ssicurazione per due anni invece mi hanno dato solo 6 mesi ora non posso pagare più perché ho anche un mutuo da pagare per altri 15 anni mi stanno facendo un sacco di minacce telefoniche via imail purtroppo io non posso pagare più a cosa vado incontro? perché ho 52 anni e non trovo più lavoro grazie

La Redazione UNC
La Redazione UNC

Gentile Signor Giacomo, ci dispiace moltissimo della sua situazione, purtroppo comune a moltissimi italiani, non trattandosi però di violazione di legge, non è possibile per noi intervenire…
Può in ogni caso chiedere la sospensione delle rate del mutuo per disoccupazione fino ad un massimo di 18 mesi recandosi presso la sua filiale e facendo riferimento all’accordo ABI Ass.ni consumatori. La sospensione riguarda solo il capitale e non gli interessi che continuano a decorrere; per quanto riguarda la finanziaria difficilmente si potrà fare qualcosa…

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