Rimborso fiscale dall’Agenzia delle Entrate

2 commenti  |   stampa  |  pdf

856 (Sdc – ott. 2014) – La domanda che molti italiani si fanno è come fare per conservare al meglio i risparmi di una vita, e la risposta non è immediata in quanto si sa bene che tra gli altri Paesi europei l’Italia è il più caro quando si parla di prodotti bancari. E’ quindi necessario prendersi del tempo e vagliare quali conti correnti le banche offrono utilizzando, ad esempio, il comparatore online SuperMoney, in modo da avere una panoramica esaustiva delle possibilità che il mercato offre.

E anche se il panorama non è dei più brillanti, arrivano ottime notizie dall’Agenzia delle Entrate, che vi faranno rimanere increduli, ma anche ringraziare di avere trovato ciò che stavate cercando. Le caselle di posta ordinaria e quelle di posta elettronica Pec, infatti, si stanno riempiendo di notifiche riguardanti l’accredito dei rimborsi fiscali per un numero molto elevato di contribuenti.

L’accredito riguarda tutti i contribuenti che non hanno il sostituto d’imposta e che per legge possono ottenere un rimborso fiscale da parte dello Stato. Nelle caselle di posta degli italiani quindi arrivano le richieste di comunicare il codice IBAN del proprio conto corrente, in modo da dare la possibilità all’Agenzia delle Entrate di effettuare il rimborso.

Per poter beneficiare di questa opportunità è però necessario seguire alcuni step. Innanzitutto il contribuente beneficiario del rimborso fiscale deve indicare i dati del conto corrente sul quale desidera che l’importo sia accreditato. Per farlo bisogna utilizzare un modello specifico e indicare anche il codice IBAN del conto, se no non è possibile ricevere l’indennizzo.

Ma ci sono alcuni italiani che non dispongono di un conto corrente nazionale. Infatti c’è anche chi ha dei conti stranieri, e per poter ricevere il rimborso fiscale è necessario fornire alcuni dati in più. Nel caso in cui la banca destinataria dell’accredito faccia parte dell’unione economica e monetaria europea, allora alle Entrate serve sapere anche il nome e l’indirizzo dell’istituto, il suo codice BIC e la denominazione dell’intestatario del conto. Servono le coordinate bancarie nel caso in cui non sia previsto un codice IBAN.

Se per ipotesi le informazioni recapitate all’Agenzia delle Entrate non sono corrette, è possibile modificarle o addirittura cancellarle senza troppi problemi. Nel caso in cui nel modello vengano inserite le coordinate bancarie sbagliate, infatti, si può procedere alla modifica, che verrà poi riconosciuta ed utilizzata automaticamente dal sistema. Se si devono cancellare delle informazioni, invece, il rimborso fiscale verrà accreditato tramite vaglia non trasferibili della Banca d’Italia.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 15 ottobre 2014

   Hai bisogno di assistenza su questo argomento? Clicca qui!

Vuoi commentare l'articolo? Usa questo spazio.

Usa questo spazio solo per i commenti. Per le richieste di assistenza invece vai qui.

xAvvertenza

* Campi obbligatori

I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di consumatori.it e dei moderatori eccetto i commenti inseriti degli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di consumatori.it hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di consumatori.it invita ad un uso costruttivo dei commenti.

*

PIETRO ANTONIO

MIA FIGLIA AVANZA DALL’ AGENZIA DELL’ENTRATE 800,00 DEL MOD 730
PRIMA LE AVEVANO DETTO CHE BASTAVA IBAN DEL LIBRETTO POSTALE
POI INVECE NOììì COSA DOVBBE FARE MIA FIGLIA???

Unione Nazionale Consumatori è membro di TUTTOCONSUMATORI CONSUMERS INTERNATIONAL CONSUMERS' FORUM

Unione Nazionale Consumatori è membro di:
TUTTOCONSUMATORI
CONSUMERS INTERNATIONAL
CONSUMERS' FORUM

© 2016 Unione Nazionale Consumatori
© 2016 Unione Nazionale Consumatori