Risparmiare sul riscaldamento si può: ecco come

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868 (Sdc – ott. 2014) – Quando arriva il freddo i consigli su come far funzionare il riscaldamento domestico nel migliore dei modi e come dare un taglio alla bolletta non bastano mai.

Se battere i denti non fa bene, anche l’eccessivo caldo crea problemi alla salute: un giusto compromesso tra salute, portafoglio e ambiente è quello di tenere durante il giorno la temperatura tra i 19 e i 20 gradi. Anche se ci sono bambini, ciò che conta è che l’appartamento non sia freddo: superare i 24 gradi non è l’ideale per un bambino, anzi, al contrario, può essere pericoloso per la sua salute. Inoltre, un solo grado in più fa aumentare i consumi dell’8%.

Se il riscaldamento è autonomo, di notte la caldaia va spenta e programmata per la riaccensione un paio d’ore prima della sveglia mattutina.

Le case italiane consumano troppa energia per il riscaldamento, poiché molte sono state costruite senza tenere in considerazione l’efficienza energetica, tanto che in media si consumano tra i 140 ed i 170 kwh/m2 anno. Per meglio comprendere questo dato, basti pensare che esistono oggi tecnologie costruttive ed impiantistiche che consentono di abbassare i consumi per il riscaldamento anche del 30-40%, mantenendo le medesime condizioni di comfort.

Quindi anche nelle case esistenti si possono ridurre gli attuali consumi, utilizzando le tecnologie ed i nuovi materiali disponibili, insieme ad un’attenta gestione dell’impianto di riscaldamento. Ecco allora qualche utile consiglio per verificare se il proprio impianto di riscaldamento è efficiente, oppure se ha bisogno di interventi per migliorarlo e risparmiare energia.

1. La nostra abitazione è bene isolata? Un edificio male isolato fa aumentare le spese per il riscaldamento e per il condizionamento estivo, perché disperde il calore attraverso le finestre, le pareti, i solai ed il tetto.

2. Le finestre e le porte vetrate forniscono luce ed aria alle stanze e favoriscono gli apporti temici gratuiti del sole nella casa. Tuttavia, se non hanno ancora i doppi vetri possono disperdere il calore della casa, anche se l’edificio è sufficientemente isolato nelle sue parti murarie. L’intervento più risolutivo consiste nella sostituzione dei serramenti con altri predisposti di doppi vetri (vetrocamera) meglio se con depisiti bassoemissivi o selettivi: l’intercapedine e i depositi permettono di ridurre notevolmente la dispersione di calore verso l’esterno.

3. L’efficienza della caldaia è fondamentale per risparmiare energia e per ridurre le emissioni inquinanti. Le caldaie a condensazione sono più efficienti di quelle tradizionali, perché recuperano il calore disperso nel camino e lo riutilizzano nel riscaldamento. Il loro costo è superiore del 30-40 per cento ai modelli tradizionali, ma la spesa viene ammortizzata nel giro di pochissimo tempo in quando rendono almeno il 20-30% in più.

4. Le valvole termostatiche installate sui caloriferi rendono indipendente il funzionamento dei vari termosifoni all’interno dell’abitazione, poiché regolano automaticamente l’afflusso di acqua calda in ciascun termosifone, sulla base alla temperatura scelta ed impostata nella manopola graduata. La valvola si chiude mano a mano che la temperatura della stanza si avvicina a quella desiderata, dirottando l’acqua calda verso gli altri radiatori ancora aperti. Impostando temperature differenziate nelle varie stanze, si ottiene una corretta gestione del comfort secondo le diverse necessità degli abitanti della casa.

5. L’impianto di riscaldamento autonomo è economico quando serve una villetta unifamiliare o piccoli edifici di 3–4 abitazioni. Negli edifici maggiori è antieconomico perché:

a. la potenza complessiva delle caldaie autonome installate è sproporzionata rispetto alle esigenze energetiche dell’edificio;

b. i costi di manutenzione sono più elevati;

c. la sicurezza è inferiore.

La legge vieta l’installazione degli impianti autonomi negli edifici di nuova costruzione con più di 4 abitazioni.

6. Nell’impianto di riscaldamento del condominio è importante che la caldaia sia dimensionata secondo il reale fabbisogno termico dell’edificio. Se nella centrale termica del condominio vi è installata una caldaia di tipo tradizionale, anche se funziona ancora bene, conviene sostituirla con una caldaia a condensazione in cascata, che ottimizza al meglio il consumo di combustibile.
Per ottenere ulteriori risparmi di energia, nelle abitazioni condominiali è altresì opportuno installare le valvole termostatiche su ciascun radiatore ed un sistema di contabilizzazione individuale del calore.

In sostanza, un impianto di riscaldamento centralizzato è energeticamente efficiente quando ha:

I una caldaia dimensionata secondo il reale fabbisogno termico dell’edificio;

II una caldaia a condensazione in cascata, invece di una sola caldaia tradizionale;

III la termoregolazione autonoma di ogni abitazione, dove ogni radiatore ha installato ripartitori di calore e valvole termostatiche;

IV la contabilizzazione individuale del calore, gestita da una Società specializzata, che legge i dati e ripartisce i costi sulla base dei consumi effettuati da ciascuna famiglia.

Attualmente è assai conveniente realizzare interventi di riqualificazione energetica degli edifici, poiché il 65% dei costi sostenuti può essere detratto dall’IRPEF.
Ricordiamo infine che è comunque consigliabile far effettuare da un professionista indipendente una Analisi Energetica Dettagliata dell’edificio, prima di decidere gli interventi da fare e di affidare l’incarico all’impresa che dovrà eseguire i lavori.

Autore: Pieraldo Isolani
Data: 29 ottobre 2014

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adriano

Ma che bravi,queste cose quasi tutti le sanno.Ma il problema principale sono i soldi per isolare e sostituire o rinnovare.Chi li ha non ha di questi problemi.Non per niente il consumo della legna per riscaldamento è triplicata.

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