Sanità e previdenza: dicci la tua!

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1165 (Sdc – gen. 2016) – Come immagini il tuo futuro in tema di previdenza e salute? E’ giusto pretendere più assistenza oppure pensi che dovremo pagare di più per mantenere i servizi attuali? Saresti disposto a pagare i servizi se lo Stato riducesse le tasse?” Raccontaci la tua opinione rispondendo all’indagine “Sanità e previdenza: più o meno tasse per il futuro?” disponibile a questo link.

I cambiamenti nel settore previdenziale e sanitario a cui abbiamo assistito negli ultimi tempi richiederanno, soprattutto  alle giovani generazioni, nuovi sacrifici: per questo diventa interessante capire quali sono le speranze e le preoccupazioni dei consumatori. Per partecipare, basterà rispondere a 9 semplici domande: i risultati saranno presto diffusi sul nostro sito www.consumatori.it!”

Autore: Sonia Galardo
Data: 13 gennaio 2016

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Elio Ameleti

I servizi sanitari devono essere per sua natura gratuiti essendo servizio a garanzia della salute. Ai ricconi invece vanno moltiplicate le tasse 44 volte col resto di due.

Elio Ameleti

Diminuire ancora la spesa sanitaria è pazzia. La sanità deve avere un piccolo parlamentino suo di esperti nelle varie discipline mediche, nella gestione della complessità che ha questo ministero della salute oltre i direttori sanitari di singole ASL. Per fare sì che i servizi siano sempre più rapidi e non alla deriva come adesso togliere ogni vento politichese che spesso danneggia. Potrebbero accessoriare più medici di base con lo stesso personale e con funzioni di competenza per il filtraggio con esami delle malattie prima di eventuale ricovero. Aumentare tantissimo gli screeling di prevenzione e quelli di laboratorio associarli agli esami normali per favorire la spesa e il tempo al cittadino. I pronto soccorso sarebbero sgravati, i laboratori e il menage sanitario ospedaliero pure e tutto darebbe un abbassamento di spesa. Gli acquisti e le gestioni devono essere in mano di questo parlamentino dietro proposta di ogni singolo direttore sanitario che ha diritto di voto come membro di questo consiglio. E’ impensabile vedere un San Camillo con malati nelle barelle e medici e infermieri fuori routine. Questo andazzo può essere voluto da poteri nascosti, ma la vita della gente a questo punto vale più della loro. I soldi chiedeteli a chi spende miliardi per i giocatori in ritiro, in ritardo o in ritorno, la gente non è carne da macello, come non lo sono le forze dell’ ordine ridotte come si dice in fin di vita lavorativa. Le associazioni, come sempre fatto, devono dare un bel pugno al ministro Lorenzin, non su di lei bella e piacevole, ma sul suo tavolo perchè si decida da svegli. Quando si tolgono risorse alla sanità si ammazza la gente. Una amica mia che ha dovuto operare con ritardo di due mesi una mammella, per un tumore infiltrante, ora non so quante albe e tramonti potrà vedere ancora. Questa è l’ Italia la patrida del diritto che dalla vecchia Roma lungo i secoli è diventato storto e speriamo che durante altri secoli ridiventi diritto, ma penso invece che il popolo lo spezzerà e sarà la sconfitta annunciata per tutti.

Renata Manganelli

Penso che dovremmo tutti pagare i servizi sanitari,così non funziona più.La mutua è cosa antica bisogna contribuire non é possibile avere tutti i servizi gratis,a discapito delle persone che realmente me hanno bisogno!!!!!!!!!

Ettore Oreste

Ci sono solo tre possibilità per essere soddisfatti della Sanità:
1) Capitare nel posto giusto con le persone giuste.
2) Avere le “conoscenze” che contano.
3) Essere sufficientemente sani da non averne mai bisogno.
E le stesse regole valgono nei confronti di tutta l’amministrazione pubblica.

GIUSEPPE AMEDEO D'AMICO

La verità è che dovunque girano soldi ci sono gli avvoltoi, in Sicilia, solo chi ha molti soldi può accedere ai big della medicina, non è questione di essere al posto giusto o con le persone giuste, è solo questione di portafoglio, preferibilmente senza richiedere ricevuta fiscale, per accattivarsi lo specialista.

GIUSEPPE AMEDEO D'AMICO

Sono un pensionato di 67 a.della provincia di PA: Per motivi di salute siamo stati costretti ad andare negli ospedali del nord/italia. Nonostante i nostri connazionali pagano gli stessi tributi allo stato, noi in Sicilia siamo trattati da terzo mondo.Arrivi in H./nord e trovi al P.Soccorso l’igiene, le lettighe pronte e con un lenzuolo confezionato pronto all’uso. L’accoglienza e la professionalità. Basti entrare nei così detti PS dell’H Civico o al Buccheri La Ferla o tanti altri di Palermo e ti cade il mondo addosso. L’unico servizio pubblico efficiente che gira torno torno gli H, sono le imprese funebri che ti garantiscono l’immediata presa in consegna.Gli H con 6 ascensori al piano dove si utilizzano in promiscuità, lo stesso ascensore, per il trasporto infermi per la discesa dei rifiuti e della biancheria sporca, eppure hanno i loro montacarichi liberi e funzionanti, ma per capacità si preferiscono quelli riservati ai barellati. Per non dire che ai piani arrivano barbieri non abilitati dalla AZ/Ospedaliera, mendicanti con bambini in braccio fino a ridosso delle corsie. Per non dire una moltitudine di animali che la fanno da padroni in tutti i viali dell’H. Cani randagi a gruppi, gatti, gabbiani che volteggiano sui reparti e colombi che nidificano in ogni dove. Eppure, nessuno muove un dito, come li vedo io li vede chiunque,giornalisti, gente colta, medici e paramedici, solo quando succedono gravi fatti di mala sanità inquadrano gli H, ma sembra che le persone hanno già istaurato un clima di convivenza con l’inciviltà e la mancanza di igiene. Con la mentalità che tanto non cambia niente.

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