Telefonia: come evitare le sorprese in bolletta

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833 (Sdc – set. 2014) – Un’estate calda per la telefonia, è proprio il caso di dirlo, viste le centinaia di segnalazioni giunte ai nostri sportelli, che coinvolgono i principali operatori della rete fissa e mobile del Paese.

Sia per email che su Twitter numerosi consumatori, nel mese di agosto, ma anche in questi primi giorni di settembre, ci hanno scritto denunciando amare sorprese sul conto telefonico a causa dell’attivazione di servizi non richiesti. I casi sono diversi: c’è chi navigando o giocando con lo smartphone si ritrova abbonato ad un servizio a pagamento per aver accidentalmente sfiorato un banner pubblicitario; in molti, poi, denunciano di aver scoperto troppo tardi di aver superato le soglie previste dal proprio piano tariffario, navigando su contenuti a pagamento non segnalati; così come è molto diffuso il caso di chi  riceve sms con contenuti a pagamento pur non avendone mai fatto richiesta!

Se dunque vi siete ritrovati un’amara sorpresa in bolletta per aver usufruito di un servizio extra che non era segnalato, la prima cosa da fare è contattare immediatamente il gestore, inviando un reclamo scritto (tramite fax, portale on-line, canale dedicato o raccomandata con avviso di ricevimento) per contestare le somme ingiustamente addebitate e richiedere il rimborso, dichiarando esplicitamente di non aver mai richiesto l’abbonamento. In alcuni casi l’attivazione di un servizio non richiesto avviene tramite un sms da parte dell’azienda erogatrice del servizio: in questo caso è necessario inviare la richiesta di blocco non solo all’operatore ma anche all’azienda. Sarà ad ogni modo l’operatore a dover fornire un riscontro: se così non è (o il riscontro risulta essere insoddisfacente), ricordiamo che gli esperti della nostra associazione sono a disposizione degli iscritti ed è possibile contattarli mandando un’email all’indirizzo consulenza@consumatori.it, indicando nell’oggetto “servizi non richiesti”.

Attenzione anche alle app: alcune sono a pagamento, ma anche se la maggior parte sono gratuite, capita spesso di scaricare un’applicazione apparentemente gratis, come un gioco, per poi accorgersi che qualche clic è a pagamento.

Consigliamo, dunque, di controllare periodicamente il dettaglio del proprio credito al fine di evitare ulteriori sorprese ed agire tempestivamente; inoltre, è una buona regola selezionare nelle impostazioni dello smartphone l’aggiornamento (che spesso è a pagamento) solo se autorizzato dall’utente.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 17 settembre 2014

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elena sarugia

Riguardo ai servizi non richiesti e a pagamento che ti ritrovi nelle bollette telefoniche, oramai sembra una battaglia persa. Per definire un contratto è necessario il consenso delle parti in modo chiaro ed esplicito con uno scambio di dati che portano al consenso ben preciso, non si capisce perche’ i legislatori non abbiano ancora preso provvedimenti in tal senso.

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