Trasporti: leggi antidiluviane bloccano l’innovazione

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1021 (Sdc – mag. 2015) – Il Tribunale di Milano ha disposto il blocco di “Uber-pop”, uno dei servizi messi a disposizione dalla app Uber, su tutto il territorio nazionale. Eppure i risultati del sondaggio UNC “Trasporti in città: e tu, quale preferisci?” lanciato a inizio marzo dall’Associazione sul sito www.consumatori.it, evidenziano una grande curiosità da parte degli utenti verso nuove forme di mobilità e  il desiderio di accesso a più soluzioni, soprattutto tra i più giovani,  alla ricerca di un mercato che garantisca loro servizi più efficienti, tariffe concorrenziali e al contempo sicurezza.

Secondo lo studio, l’automobile rimane il mezzo preferito per spostarsi nelle ore diurne. Se il trasporto pubblico locale di giorno è utilizzato dal 40% dei consumatori, di sera la percentuale crolla al 6%: un dato che fa riflettere su come i cittadini considerino i mezzi pubblici insufficienti e forse anche poco sicuri nelle ore serali.

C’è poi un 17% che per spostarsi la sera individua proprio nelle piattaforme di sharing il mezzo preferito, segnale di un nuovo che avanza, soprattutto fra i più giovani. Andando a confrontare le risposte date da coloro di età compresa tra i 18 e i 40 anni, emerge infatti che di sera si affida alle piattaforme di sharing il 22% dei partecipanti al sondaggio, rispetto all’9% di coloro di età compresa tra i 41-80 anni.

Inoltre, il 45% dei consumatori ritiene che condividere l’auto consenta di ridurre inquinamento e traffico nelle città, il che evidenzia un’importante attenzione ai temi ambientali; un interessante 25% individua nella nuova forma di mobilità un’opportunità, ma con la necessità di adeguare la normativa alle nuove tecnologie; è poi da notare il dato per cui il 41% dei consumatori teme che salire in macchina con uno sconosciuto possa creare pericoli per la sicurezza, tant’è vero che alla domanda “Nella scelta di un servizio di sharing cos’è per te sinonimo di sicurezza?” ben il 59% sostiene infatti che per sentirsi sicuro vuole avere informazioni sull’autista e sull’auto sulla quale viaggerà”.

Il fatto che la maggior parte dei consumatori dichiari di usare l’automobile per spostarsi di giorno è sicuramente una sconfitta per tutti, anche alla luce di una sempre più diffusa coscienza ambientale: se ci fossero più soluzioni si garantirebbe invece un pluralismo di servizi, che andrebbe al di là dello scontro fra le singole parti, e implicherebbe un approccio di più ampio respiro.

Se le leggi sono antidiluviane e non riescono a stare al passo con l’innovazione, vanno interpretate con senso logico: è evidente che c’è un vuoto normativo in materia, ma questo vuoto non può essere colmato dai giudici.

Per questo chiediamo al Governo di intervenire e al Parlamento di legiferare sul punto. Ricordiamo che proprio dal ddl concorrenza, ora in discussione, il capitolo sul Trasporto pubblico non di linea è stato accantonato, guarda caso per le proteste dei tassisti. L’UNC chiede di reintrodurlo e di potenziarlo, disciplinando servizi come quelli di Uber. Una legislazione moderna, infatti, non può prescindere dall’esistenza della sharing economy, che rappresenta il nuovo che avanza ed una nuova frontiera per i consumatori.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 27 maggio 2015

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emma cristina fini

benvenga uber!!!!!

Mario

Che differenza c’è tra uber e un taxista abusivo ? Gli autisti uber dichiarano quello che guadagnano e ci pagano le tasse ? Perchè devo pagare 2000€ per il cqc (carta di qualifica del conducente ) poi 300€ ogni 5 anni per rinnovarlo , se poi il primo che passa può svolgere il mio lavoro anche senza ? Perchè per lavorare sono obbligato sottopormi a delle visite mediche periodiche da mostrare a chiunque le richieda (alla faccia della privacy) ? Gli autisti uber chi li controlla ? Perchè i taxisti devono sborsare centinaia di migliaia di € per la licenza e uber no ? In pratica : perchè devo sottostare a tasse , balzelli , vistie , licenze , esami ecc se poi chiunque può improvvisarsi autista senza bisogno di nulla ?

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