L’esperto risponde su pagamenti in vacanza

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Mio figlio partirà quest’estate per la prima volta per una vacanza con gli amici per due settimane. Con mia moglie ci stiamo interrogando se è meglio dargli un po’ di soldi contanti per le sue spese o affidargli la carta di credito per qualsiasi emergenza… voi che ne dite?

Al di là dei risvolti educativi, ci sono alcune aspetti pratici da considerare. Eviterei di dare al ragazzo troppo denaro contante: il rischio di subire furti di contanti è più elevato di quello della clonazione della carta o del bancomat. Meglio utilizzare la moneta elettronica, tranne che per piccole spese.

La carta di credito resta il metodo di pagamento più tradizionale ed è quello più utilizzato in vacanza (a patto che il figlio sia maggiorenne). Ha, infatti, il pregio di avere un plafond elevato, prevede un addebito posticipato delle transazioni, sono accettate sia in Italia che all’estero e godono di una tutela elevata contro le frodi. Solitamente si paga un canone annuo e ci sono zero spese sulle singole transazioni. In alcuni casi è obbligatoria, come per noleggiare una macchina, prenotazioni alberghiere, acquisto di biglietti, aerei o per i pagamenti in crociera, anche se alcune compagnie stanno per accettare il bancomat.. Attenti, però, quando andate fuori dall’Eurozona: gli oneri di negoziazione compaiono magicamente e si paga una percentuale sull’importo pagato.

Non va usata, poi, per prelevare contanti, come se fosse un bancomat. Per la banca è denaro anticipato e le commissioni sono onerose, specie se prelevi presso sportelli automatici di altri banche (fino al 4% sull’importo prelevato). Non solo: sarà più difficile per i genitori controllare le spese del figlio se non quando arriverà l’estratto conto!

Carta di debito (bancomat). E’ l’ideale per prelevare soldi dal conto. Il rischio è che non si trovi lo sportello della nostra banca nel luogo di villeggiatura e che, prelevando negli sportelli di altri istituti di credito, si paghino commissioni elevate. All’estero le commissioni lievitano ulteriormente. Il limite di prelievo può essere un limite al suo uso.

La carta ricaricabile o prepagata è una carta di debito. Non è collegata ad un conto corrente e può essere usata nei limiti dell’importo caricato (questo la rende ideale per i pagamenti on-line su siti a rischio truffa).

E’ accettata in Italia e generalmente all’estero, anche se la rete di accettazione può essere meno estesa rispetto a quelle tradizionali. Anche in questo caso, se si esce dall’Eurozona, le commissioni salgono.

In vacanza, può essere comoda per i genitori per contrattare prima di partire il tetto di spesa massima concesso al figlio con la possibilità in caso di emergenza di ricaricarla anche a distanza (occhio ai costi di ricarica, che possono arrivare fino a 5 euro, oltre a quelli di attivazione).  E’ la soluzione indicata per i giovani che non hanno entrate fisse né conto corrente. Nel caso di un figlio minore che va in vacanza da solo, poi, sono l’unico strumento di pagamento elettronico possibile. E’ bene soltanto verificare se il circuito di riferimento è sufficientemente diffuso in quel paese.

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Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 22 giugno 2016

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