Tutto sul canone Rai

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Che cosa cambia con il canone Rai  in bolletta? Di seguito tutte le nuove regole ed i suggerimenti dell’Unione Nazionale Consumatori.

 

ATTENZIONE! Chi non ha ancora ricevuto il canone Rai nella bolletta della luce deve pagarlo in unica soluzione entro il 31 ottobre con modello F24.

 

L’Agenzia delle entrate, sul suo sito, nelle Faq, ha risposto alla seguente domanda:

Ho ricevuto la fattura elettrica senza l’addebito del canone TV. Cosa devo fare?

Risposta dell’Agenzia: “Dal 2016 il canone è addebitato sull’utenza elettrica di tipo domestico residenziale. In caso di mancato addebito, occorre verificare il tipo di contratto e controllare se il canone viene addebitato nella bolletta successiva. In caso contrario, l’importo dovuto deve essere versato entro il 31 ottobre 2016 utilizzando il modello F24”.

Quindi, essendo oramai in ottobre, se non avete ancora ricevuto il canone in bolletta, dovete pagarlo entro fine mese.

Di seguito, l’elenco di chi, avendo un apparecchio televisivo, deve pagare il canone di abbonamento con modello F24, entro il 31 ottobre (o tutti i 100 euro in unica soluzione o una quota residua del canone):

1) Chi non ha ancora ricevuto il canone in bolletta. Se nessun componente della famiglia anagrafica ha ancora ricevuto il canone in bolletta e si detiene una tv, si deve provvedere al pagamento, in unica soluzione, di tutti i 100 euro, entro il 31 ottobre.

2) Quando nessun componente della famiglia anagrafica, tenuta al versamento del canone, è titolare di contratto elettrico di tipo domestico residenziale (decreto del ministero dello Sviluppo economico n. 94 del 13 maggio 2016).

Ad esempio:

a) Case multifamiliari dove c’è un solo contatore e abitano più famiglie (genitori e figli sposati oppure fratelli vari). In questo caso la famiglia titolare di contratto elettrico paga mediante bolletta, le altre famiglie versano il canone, se dovuto, mediante modello F24.

b) Inquilino, con luce intestata al proprietario. Gli inquilini che risiedono in una casa in affitto e l’utenza elettrica risulta ancora intestata al proprietario. Ricordiamo che gli inquilini devono pagare il canone anche se la tv è del proprietario dell’appartamento. Conta, infatti, la detenzione dell’apparecchio tv, non la proprietà.

c) Moglie che non ha la residenza anagrafica con il marito. In tal caso, essendo due distinte famiglie anagrafiche, il canone è dovuto sia dal marito che dalla moglie. Se, però, le utenze elettriche delle due case sono entrambe intestate al marito, o quella intestata alla moglie è utenza elettrica non residenziale, la moglie dovrà pagare con modello F24.

d) Bidelli che vivono nelle scuole.

e) Portieri che risiedono nella casa data a disposizione dal condominio, titolare dell’utenza elettrica.

f) Figli che abitano nella seconda casa dei genitori e hanno lì la residenza, ma la luce è intestata ad uno dei genitori. I figli, avendo la residenza anagrafica nella seconda casa dei genitori, costituiscono un’autonoma famiglia anagrafica e sono, quindi, tenuti al pagamento del canone. Ma essendo la luce intestata ai genitori, devono pagare in unica soluzione.

3) Chi abita nelle isole non interconnesse con la rete di trasmissione nazionale, ossia: Ustica, Tremiti, Levanzo, Favignana, Lipari, Lampedusa, Linosa, Marettimo, Ponza, Giglio, Capri, Pantelleria, Stromboli, Panarea, Vulcano, Salina, Alicudi, Filucudi, Capraia, Ventotene.

4) Chi ha variato l’utenza elettrica da “residente” a “non residente” entro il 30 giugno. In questi casi, infatti, il canone non arriva nella fattura elettrica.

5) Chi ha disattivato una utenza elettrica residente in corso d’anno e non ha attivato alcuna nuova utenza elettrica residente nel corso dello stesso anno. In questo caso, dato che nella fattura  di conguaglio non sono addebitate tutte le rate di canone mancanti sino a fine anno, occorre che la somma residua sia pagata direttamente dal contribuente con il modello F24.

6) Chi ha volturato l’utenza elettrica ad un terzo, e non ne attiva una nuova entro la fine dell’anno, deve pagare le rate mancanti con modello F24.

7) A chi è stata volturata una utenza elettrica in corso d’anno, il canone è addebitato dal mese di voltura della fornitura. L’addebito avviene nella prima fattura elettrica utile, nella quale sono addebitate le rate scadute. Dato che in questo caso l’importo non è 100 euro, ma è variabile a seconda della data di attivazione, se il televisore era già posseduto prima dell’attivazione dell’utenza l’eventuale importo non addebitato deve essere pagato mediante modello F24.

8) A chi ha attivato una nuova utenza elettrica, il canone è addebitato dal mese di attivazione della fornitura. L’addebito avviene nella prima fattura elettrica utile, nella quale sono addebitate le rate già scadute. Dato che in questo caso l’importo non è 100 euro, ma è variabile a seconda della data di attivazione, se il televisore era già posseduto prima dell’attivazione dell’utenza l’eventuale importo non addebitato deve essere pagato mediante modello F24.

9) In linea generale, nei casi in cui l’importo complessivamente addebitato in fattura è inferiore al canone dovuto per l’anno di riferimento, occorre versare la differenza mediante modello F24, a meno che l’addebito del canone nelle fatture elettriche stia procedendo regolarmente e non sia stata addebita entro il 31 ottobre 2016 solo l’ultima rata, non essendo ancora arrivata la bolletta di ottobre. 

10) Chi ha erroneamente scorporato la quota canone dalla bolletta elettrica, pagando con un bollettino “bianco”, è bene, invece, che NON paghi con modello F24, ma che versi il canone con la stessa modalità, ossia all’impresa elettrica, per consentire all’impresa di riconciliare il pagamento e di rendicontare correttamente all’Agenzia delle entrate l’avvenuto versamento. Questo anche per evitare che l’impresa elettrica solleciti il pagamento, a fronte di un versamento già avvenuto con modello F24.

PAGAMENTO CON MODELLO F24: L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n.53/E del 7 luglio 2016, ha istituito i codici con i quali i contribuenti, tramite il modello F24, dovranno pagare il canone Rai nei casi in cui non è stato possibile l’addebito sulla bolletta della luce.

I codici sono:

-TVRI per chi deve rinnovare l’abbonamento

-TVNA per i nuovi abbonamenti

 

RIMBORSI: l’Agenzia delle entrate ha emanato il provvedimento sui rimborsi (Provv. del 2-08-2016, Prot. n. 125604/2016), ossia le istruzioni per richiedere il rimborso del canone tv già pagato, ma non dovuto.

Si può chiedere in tutti i casi si pensi che il canone sia stato erroneamente addebitato, ossia quando:

1) si è in possesso dei requisiti di esenzione (over 75 con reddito complessivo familiare non superiore a 6.713,98 euro) ed è stata presentata l’apposita dichiarazione sostitutiva;
2) il richiedente è esentato per convenzioni internazionali (diplomatici e militari stranieri);
3) si è già versato il canone con modalità diverse dall’addebito in bolletta (ad esempio con addebito sulla pensione).
4) se è stato addebitato due volte, ossia anche sull’utenza elettrica intestata ad altro componente della famiglia anagrafica. In questo caso, la domanda vale anche come dichiarazione sostitutiva per richiedere il non addebito sulla propria utenza elettrica e comunicare il codice fiscale del familiare che già paga il canone mediante la sua fornitura elettrica. L’istanza di rimborso può essere presentata anche da un erede in relazione al canone tv addebitato sulla bolletta elettrica intestata ad un soggetto deceduto. Attenti a come compilate il campo “data fine”.
5) il richiedente ha presentato la dichiarazione sostitutiva di non detenzione di apparecchi televisivi da parte propria e dei componenti della sua famiglia anagrafica.
6) altri motivi diversi dai precedenti.
I numeri dall’1) al 6) sopra riportati corrispondono ai codici che vanno inseriti nella richiesta di rimborso.

Come per la dichiarazione, anche la richiesta di rimborso può essere presentata in 4 modi:

1) Tramite l’applicazione web disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle entrate (www.agenziaentrate.gov.it), utilizzando le credenziali Fisconline o Entratel;

2) Tramite i Caf, ossia gli intermediari abilitati di cui all’articolo 3, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e successive modificazioni, appositamente delegati dal contribuente.

3) A mezzo del servizio postale mediante raccomandata al seguente indirizzo:

Agenzia delle entrate – Direzione Provinciale 1 di Torino – Ufficio Torino 1 – Sportello abbonamenti TV – Casella postale 22 – 10121 Torino.

La richiesta di rimborso si considera presentata nella data di spedizione risultante dal timbro postale. In quest’ultima ipotesi il modello deve essere presentato unitamente alla copia di un valido documento di riconoscimento.

4) Tramite Pec, all’indirizzo cp22.sat@postacertificata.rai.it. In questo caso, se l’istanza è firmata digitalmente, non è necessario allegare copia del documento.

Il modulo da utilizzare per il rimborso va scaricato dal sito dell’Agenzia delle entrate

 L’Agenzia delle entrate, sul suo sito, nelle Faq, ha risposto alla seguente domanda:
Ritengo che l’addebito del canone nella fattura elettrica non sia corretto. Cosa devo fare?
Risposta dell’Agenzia: Se si ritiene che l’addebito del canone nella fattura elettrica non sia corretto è possibile il pagamento della sola quota energia: il pagamento parziale della fattura va effettuato secondo le modalità definite da ciascuna impresa elettrica per i pagamenti parziali, indicando nella causale di versamento l’imputazione del pagamento (in questo caso, quota energia elettrica). In mancanza di tale indicazione, la somma versata è comunque attribuita prioritariamente alla fornitura elettrica. L’Agenzia delle entrate effettuerà successivamente riscontri sulle singole posizioni. Se, invece, è stato già effettuato il pagamento della fattura, si potrà richiedere il rimborso del canone TV con le modalità previste dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 2 agosto 2016.

ATTENZIONE: L’art.  1 comma 157 della legge di stabilità effettivamente prevede, per la domiciliazione della bolletta della luce,  “la  facoltà  di revoca dell’autorizzazione nel suo complesso da parte dell’ utente” (ossia, per revocare la domiciliazione del canone, si deve revocare anche quella della luce).
Tuttavia, la soluzione di sospendere il pagamento del canone, ad avviso dell’UNC, è più rischiosa (per quanto più equa e giusta) rispetto a quella di pagare e poi presentare richiesta di rimborso secondo le modalità qui sopra definite, ossia quelle previste dal provv del 2-8-2016. L’Agenzia delle entrate, infatti, non ha ancora chiarito, ad esempio, che succede se poi ritiene che il contribuente abbia torto. Sarà considerato pagamento tardivo? Ci saranno da pagare sanzioni? Cosa deve fare il consumatore una volta sospeso il pagamento? Al momento non si sa.
La frase inserita nelle Faq del sito dell’Agenzia (“L’Agenzia delle entrate effettuerà successivamente riscontri sulle singole posizioni”) non chiarisce cosa succederà se, a seguito del riscontro, l’Agenzia darà poi torto al consumatore, ossia se riterrà che il pagamento fosse invece dovuto. Saranno applicate sanzioni? Quali?
Il decreto n. 94 del 13/5/2016 stabilisce:  “Nei  casi  in  cui  la  tardivita’ (ndr. del pagamento del canone) non  dipenda  da  cause imputabili all’utente non si procede all’applicazione di  sanzioni  e interessi a suo carico“. Non è ancora chiaro, però, quali sono le cause imputabili. Il rischio è che la sospensione del pagamento nella fattura per ragioni o autocertificazioni che poi si rivelano sbagliate o inesatte o non congrue con i dati in possesso dell’Agenzia, dia luogo all’applicazione di interessi e sanzioni.

Ricordiamo che per assistenza sul canone Rai è attivo il nostro sportello “Canone tv in bolletta. Assistenza ai consumatori”, nell’ambito del progetto finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico ai sensi della legge 388/2000 art. 148 e realizzato dalla nostra Unione Nazionale Consumatori insieme a Udicon. Per contattare i nostri esperti scrivi un’email all’indirizzo canonetv@consumatori.it

 

CHI – Chi deve presentare l’autocertificazione all’Agenzia delle entrate?
Canone Rai: CHI deve presentare la dichiarazione

COME – Come si deve presentare l’autocertificazione all’Agenzia delle entrate?
Canone Rai: COME presentare la dichiarazione

QUANDO – Quando si deve presentare l’autocertificazione all’Agenzia delle entrate?
Canone Rai: QUANDO presentare l’autocertificazione

ESEMPI DI COMPILAZIONE – Riportiamo gli esempi pratici di come va compilata la dichiarazione sostitutiva relativa al canone (l’autocertificazione) chiariti dall’Agenzia delle entrate in Canone Rai: esempi di compilazione

DECRETO – Le novità previste dal decreto del ministero dello Sviluppo Economico n. 94 del 13 maggio 2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 129 del 4-6-2016

 LE NOVITÀ – Le novità introdotte dalla Legge di stabilità

ALTRE REGOLE – Per approfondire le vecchie regole e la definizione di apparecchio atto o adattabile alla ricezione dei programmi televisivi

Autore: Mauro Antonelli
Data: 13 ottobre 2016

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jean barbuti

ho divorziato da mia moglie,e il Comune dove risiedo,per non farmi risultare -senza fissa dimora-,mi ha rilasciato la residenza in un deposito di mia proprieta’,dove oviamente ho la rete elettrica,devo pagare il canone RAI ?

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