Archivio mensile:Marzo 2013

TELEFONIA – Scandaloso il costo degli SMS in Italia

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 3 settembre 2009 – “Scandaloso il costo degli SMS in Italia”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, facendo osservare il paradosso per cui spedire un messaggio in un altro paese europeo costa meno rispetto al messaggio mandato nella stessa città. “Il servizio SMS -spiega Dona- ha un costo pari a zero per il gestore (come dimostra il fatto che spesso si offrono promozioni che prevedono l’invio gratuito di migliaia di messaggi) ed è quindi inaccettabile che le aziende del settore fatturino milioni di euro soprattutto sulle prepagate dei più giovani grazie ai messaggini”. Secondo un recente studio del professor Keshav Srinivasan, docente di informatica all’Università di Waterloo in Canada, (pubblicato anche sul New York Times) risulta che gli SMS vengono inseriti nello spazio libero del segnale di controllo, segnale che cellulari e antenne del gestore si scambiano tra loro continuamente a prescindere dalla presenza di un SMS da inviare, senza occupare banda maggiore o causare costi aggiuntivi all’operatore telefonico. In pratica, per l’operatore un SMS non costa praticamente nulla. “Naturalmente i giornali italiani si sono guardati bene dal pubblicare la notizia di questa perdurante ruberia”, incalza Dona, facendo notare che “i quotidiani italiani, pieni zeppi di pubblicità telefoniche, si guardano bene dall’informare l’opinione pubblica su questi temi”. “Mister Prezzi non si lasci ingannare da questi furbetti ed imponga ai gestori italiani il tetto dei costi in vigore a livello europeo”. Secondo Dona “il Dott. Roberto Sambuco dovrebbe spiegare ai gestori che il vincolo di un costo massimo non è in contrasto con le regole della concorrenza, ma è la necessaria garanzia per gli utenti in un mercato che non perde occasione per fare speculazioni in danno dei consumatori, soprattutto i più giovani”.

Roma, 3 settembre 2009

CLASS-ACTION – L’ “italiana” fa ridere anche in Giappone

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 3 settembre 2009 – “La farsesca vicenda della class-action italiana è ormai un fenomeno da baraccone”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, all’esito di un incontro con una delegazione di accademici giapponesi, incaricati di studiare una legge per l’introduzione della class-action in Giappone. In Italia il prof. Koichi Miki, presidente della Commissione giapponese per la class-action, ha incontrato rappresentanti dell’Autorità Antitrust e del Ministero della Giustizia, mentre il Ministero dello Sviluppo si è reso indisponibile, cosa che ha attirato il caustico commento di Massimiliano Dona: “Non mi stupisco che vogliano continuare ad operare nell’ombra, visto che il Ministro Claudio Scajola ha letteralmente consegnato la class-action nelle mani della Confindustria tradendo tutte le promesse fatte ai consumatori”. All’incontro presso la sede dell’Unione Nazionale Consumatori (foto) hanno partecipato anche la professoressa Liliana Rossi Carleo ed il professor Giorgio Costantino: la prima fu componente della Commissione per l’introduzione del Codice del Consumo, il secondo, noto processualista, è uno dei massimi studiosi della class-action. Quel che ha colpito la delegazione internazionale è stata soprattutto la decisione di emanare una normativa così rilevante per gli interessi della collettività senza nominare alcuna Commissione di esperti, ma affidando la redazione del testo a meccanismi per nulla trasparenti. Inoltre, per il Giappone, che ha un ordinamento giuridico di tipo continentale più vicino quindi a quello europeo che a quello statunitense, preoccupa la recente riforma dell’istituto che ha riconosciuto la legittimazione attiva in capo a ciascun soggetto danneggiato, in contrasto con la scelta europea della legittimazione riconosciuta agli enti collettivi, cioè alle associazioni rappresentative dei cittadini. “I consumatori giapponesi avranno la class-action prima di noi”, incalza Dona, osservando la determinazione con la quale la commissione governativa nipponica procede ad una serrata serie di incontri internazionali.

Roma, 3 settembre 2009

ENERGIA – Addio alle vecchie lampadine, ma occhio al risparmio

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 1 settembre 2009 – “Da oggi 1 settembre inizieremo a dire addio alle vecchie lampadine ad incandescenza per passare definitivamente a quelle a basso consumo, come stabilito dalla Commissione Ue nel marzo scorso”. E’ quanto ricorda Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori.

“L’obiettivo -spiega Dona- è quello di rimpiazzare completamente le lampadine tradizionali entro il 2012 sostituendole con lampadine di ultima generazione, le quali, rispetto a quelle ad incandescenza, ripagano il loro maggiore costo grazie al risparmio energetico. Inoltre, queste nuove lampade durano di più e aiutano l’ambiente con minori emissioni nocive nell’atmosfera”.

“Per ottenere un maggiore e reale risparmio -conclude Dona- è consigliabile privilegiare le lampadine compatte fluorescenti rispetto alle alogene di nuova generazione. Le alogene infatti, pur essendo migliorate, garantiscono una riduzione dei consumi solo fino al 50% perché richiedono un trasformatore aggiuntivo che necessita di ulteriore energia”.

Roma, 1 settembre 2009