Archivio mensile:Marzo 2013

C’E’ VINO E VINO – Dalle analisi effettuate è emerso un quadro rassicurante

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 22 dicembre 2010 – “E’ emerso un quadro rassicurante sulla qualità del vino disponibile sul mercato in Italia: ad eccezione di casi marginali e di scarsa significatività, i campioni analizzati non hanno infatti evidenziato irregolarità". E’ quanto rende noto Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando le analisi di laboratorio effettuate su 64 tipi di vino, italiani e stranieri, al fine di verificarne alcuni parametri chimici di sicurezza.

"L’attività di analisi -spiega Dona- è stata eseguita nell’ambito del progetto ‘C’è vino e vino’, realizzato dalla nostra Unione con il contributo del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, per rilevare eventuali anomalie e potenziare l’attività di informazione ed educazione dei consumatori, anche a salvaguardia dell’immagine delle produzioni vinicole".

"Le indagini analitiche a carattere conoscitivo -prosegue Dona- sono state compiute su campioni acquistati in alcuni esercizi commerciali di Roma e sono state realizzate a seguito delle segnalazioni giunte alla nostra Associazione da consumatori che ci hanno manifestato dubbi e talvolta preoccupazioni, evidenziando per altro un certo livello di confusione sulla diversa qualità del vino, soprattutto per quanto riguarda le denominazione di origine".

"Nel dettaglio -prosegue Dona- sui 64 campioni analizzati, in 2 casi la presenza di pesticidi (e in particolare del fungicida ‘fenomidone’) è risultata in violazione dei limiti previsti dalla legge; in 60 è stata rinvenuta la presenza, ma sempre nei limiti, di ocratossina (una micotossina la cui presenza oltre certe soglie è considerata dannosa). Nessuna irregolarità è stata poi evidenziata dalle analisi di istamina, metalli e solfiti. Bisogna però sottolineare la presenza in 22 campioni di ‘procimidone’, un pesticida il cui impiego nei vigneti è stato bandito a partire dal giugno 2010. Si tratta di un aspetto molto importante, in quanto, seppur non costituisce un’irregolarità nei vini analizzati, quelli che sono stati ottenuti nella recente vendemmia non dovranno più contenere residui di questo pesticida".

"Alla luce dei dati emersi, riteniamo fondamentale proseguire ed incrementare la nostra attività di educazione. Sarebbe inoltre necessario -conclude Dona- condurre in futuro una nuova indagine, con criteri di campionamento mirati, sui vini di produzione nazionale e di importazione, in funzione delle nuove norme che prevedono il divieto di impiego di alcune sostanze nella coltivazione della vite".

 

Pesce a Natale: l’intervista a Giuseppe Palma

Pubblichiamo l’intervista realizzata con Giuseppe Palma, direttore del Mercato Ittico all’ingrosso di Pozzuoli.

Come viene controllato il pesce prima di andare sul mercato?foto-giuseppe-palma-2.jpg

La recente normativa in materia di “Sicurezza Alimentare” conferisce, all’operatore del settore alimentare (OSA), un nuovo ruolo per quanto riguarda il controllo degli alimenti e, nello specifico dei prodotti della pesca, la quale espressamente prevede “la responsabilità principale per la sicurezza degli alimenti incombe all’operatore del settore alimentare”. L’OSA pertanto, seguendo i principi tracciati dal “pacchetto igiene” si adopera affinché il prodotto commercializzato sia rispondente alla normativa di riferimento nonché alle richieste del consumatore. Detto sistema prevede il costante controllo da parte dell’Autorità competente che esegue attività di controllo, a secondo del caso specifico, tesa a verificare la rispondenza degli impianti produttivi e dei prodotti alle normative di riferimento.

Quali sono le frodi più comuni? E come riconoscerle?

Senza dubbio la frode più comune risulta la vendita di prodotto decongelato per prodotto fresco. Questa frode oltre ad avere ripercussioni sulle caratteristiche organolettiche presenta dei rischi dal punto di vista igienico-sanitario in quanto il prodotto, decongelato, cosi come previsto dalla regolamentazione, deve recare l’indicazione “da consumarsi entro 24 ore e da non ricongelare”.

Altra frode riguarda la sostituzione di specie pregiate con specie di minor pregio. A tal proposito risulta di fondamentale importanza richiedere, al punto vendita, la corretta e visibile etichettatura, la quale prevede: denominazione commerciale (Dentice), metodo di produzione (pescato o allevato) e la zona di produzione per il pescato o il paese di origine per l’allevato (Mar Mediterraneo o Italia). Discorso diverso riguarda il prodotto congelato o surgelato per il quale sono previste le medesime indicazioni, alle quale bisogna aggiungere il riferimento al peso ed alla glassatura. Per il prodotto confezionato vi è l’obbligo dell’indicazione del peso netto mentre per i prodotti venduti allo stato sfuso vi è l’obbligo di indicare la percentuale di glassatura così come previsto dal D.Lgs  181/2003.

Quando, in vista delle festività natalizie, è consigliabile acquistare il pesce?

Dipende dalla tipologia di prodotto da acquistare in quanto la conservabilità dipende essenzialmente dalle caratteristiche del prodotto. A tal proposito sconsiglio l’acquisto di prodotto da congelare a domicilio, in quanto la particolare procedura di congelamento o surgelazione, effettuata presso i preposti impianti, consente un rapido “abbattimento” conservando, pertanto, le caratteristiche organolettiche originarie del prodotto.

E’ meglio comprare pesce fresco o surgelato? Come capire la differenza e quali sono i vantaggi e gli svantaggi dell’uno o dell’altro?

Senza dubbio il prodotto fresco trasferisce, al meglio, le caratteristiche organolettiche, proprie della specie, presentando, però, delle problematiche dal punto di vista della conservazione. il prodotto surgelato, di contro, risente dell’intervento della procedura di congelamento e di quella di scongelamento, conservando però un’elevata rispondenza alle caratteristiche organolettiche originarie del prodotto.  A parte lo stato fisico, che differenzia i prodotti, il prodotto congelato/surgelato presenta una colorazione biancastra dell’occhio mentre per il prodotto freso, a seconda del grado di freschezza, l’occhio sui presenta lucido.

Una volta acquistato come conservarlo per mantenere le qualità nutrizionali ed organolettiche?

I prodotti della pesca devono essere conservati a 0-4 C per i prodotti refrigerati e -18 C per i prodotti congelati/surgelati, non solo per quanto riguarda la conservazione domestica ma anche per il periodo intercorrente tra l’acquisto e l’arrivo a casa, pertanto è auspicabile l’utilizzo di apposite borse termiche per la conservazione del prodotto. Dette temperature consentono di preservare le caratteristiche organolettiche e impediscono lo sviluppo di processi alterativi. Per un buon mantenimento delle caratteristiche organolettiche, risulta di fondamentale importanza evitare le oscillazioni di temperature comunque dannose anche per gli aepetti igienico-sanitari.

Ci potrebbe indicare alcuni suggerimenti per la cottura?

La cottura dipende molto dalle proprie esigenze, tradizionali e culturali, ma, per consentire un corretto approccio alle caratteristiche organolettiche e pertanto poter godere delle sensazioni fornite dall’insieme di sapori propri dei prodotti della pesca, propongo due spunti di riflessione: incrementare più la temperatura  che la durata di cottura ed utilizzare le spezie in modo proporzionato, sia in quantità che in numero.

Autore: Sonia Galardo
Data: 20 dicembre 2010

Il dott. GIUSEPPE PALMA, nato il 18 luglio 1973 a Caserta ha conseguito la Laurea in Medicina Veterinaria, Facoltà di Medicina Veterinaria – Università degli Studi di Napoli Federico II. È specialista in Malattie Infettive, Profilassi e Polizia Veterinaria nonché in Ispezione ed Igiene degli Alimenti di Origine Animale.
Dal 13 luglio 2004 è direttore del Mercato Ittico all’ingrosso di Pozzuoli NA.

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THE NEXT WORLD – Segnalazione dell’UNC all’Antitrust

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 15 dicembre 2010 – A seguito delle numerose segnalazioni pervenute ai nostri sportelli, l’Unione Nazionale Consumatori (UNC) ha segnalato all’Autorità Antitrust la condotta commerciale posta in essere dalla società “Next Level distribuzione srl” per il servizio “The Next World”. Si tratterebbe di una specie di social network che in realtà nasconderebbe una vendita multilevel, molto onerosa per i partecipanti.

L’Unione Nazionale Consumatori ricorda che, trattandosi di contratti negoziati fuori dai locali commerciali, è fatta salva la possibilità di sciogliersi dal contratto esercitando il diritto di recesso: quanti siano stati coinvolti in iniziative promozionali  o siano stati indotti a firmare contratti con la promessa di lauti guadagni potranno inviare entro dieci giorni lavorativi una comunicazione scritta (una raccomandata con avviso di ricevimento) nella quale sarà sufficiente dichiarare di volersi sciogliere dal contratto senza ulteriori oneri.

Tra l’altro la società denunciata ha diffuso notizie circa l’esistenza di un “accordo di collaborazione” con l’Unione Consumatori, ma UNC smentisce ogni coinvolgimento precisando di non aver mai conferito autorizzazioni all¹utilizzo del suo logo.

 

“TIM PREMIA” – Grazie all’UNC è arrivata la sanzione dell’Antitrust

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 14 dicembre 2010 – “Nessuno ti regala nulla: avrebbero fatto bene a ricordarlo i clienti Tim che nella primavera del 2009 hanno aderito all’offerta ‘Tim Premia’, oggi sanzionata dall’Antitrust con una multa di 95 mila euro.” E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando positivamente la sanzione commissionata dall’Authority all’azienda Telecom Italia Spa.

“Quando la promozione della compagnia telefonica è stata pubblicizzata sulle principali emittenti televisive -prosegue Dona- la nostra Unione ha denunciato l’ingannevolezza del messaggio all’Autorità garante della concorrenza e del mercato che oggi ci ha dato ragione. Lo spot era incompleto -spiega il Segretario generale- non solo perché prometteva 10 euro di traffico telefonico per ogni ricarica di 20 euro senza specificare che l’adesione comportava una variazione del piano tariffario ad un costo piuttosto oneroso, ma forniva anche informazioni discordanti tra il contenuto della pubblicità e il messaggio sottostante”.

“L’intervento dell’Autorità -conclude Dona- rappresenta un segnale importante nella quotidiana battaglia per un mercato più etico e trasparente!”

BOLLO AUTO – L’UNC scrive all’On. Polverini

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 14 dicembre 2010 – “E’ inaccettabile che sui consumatori ricadano le inefficienze della Pubblica Amministrazione”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando le numerose segnalazioni di cittadini che si sono visti recapitare dalla Regione Lazio un atto di accertamento per il mancato pagamento del bollo auto per l’anno 2007, nonostante avrebbero dovuto beneficiare degli incentivi previsti dalla Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Legge Finanziaria 2007).

“Ecco perché -continua il Segretario generale Massimiliano Dona- abbiamo rivolto all’On. Renata Polverini, Presidente della Regione, la richiesta di chiarimenti in merito alle cause che hanno determinato questa situazione.”

“Tali procedure -specifica l’avvocato Dona- si rivelano oltremodo onerose sia per il cittadino che per la Pubblica Amministrazione. Confidiamo quindi -conclude Dona- in un tempestivo intervento da parte dell’On. Polverini volto ad offrire chiarimenti in merito”.

AFFARI TUOI – Secondo il giudice difetti nel gioco

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 2 dicembre 2010 – La vicenda "evidenzia i difetti di un gioco che per garantire vera e certa trasparenza avrebbe dovuto avere ben altre modalità di svolgimento nella fase di abbinamento dei premi ai pacchi e di ingresso dei pacchi nello studio". Con queste parole, pur archiviando il procedimento, il giudice per le indagini preliminari di Roma conferma le irregolarità denunciate dall’Unione Nazionale Consumatori con l’esposto a firma del suo segretario generale Massimiliano Dona.

Secondo Dona, pertanto, la "denuncia" non era affatto ‘assolutamente infondata’, come proclama la Rai in un comunicato, né priva di riscontri probatori: i filmati trasmessi anche da "Striscia la notizia" hanno mostrato a tutti in che modo alcuni concorrenti venissero a conoscenza del contenuto dei pacchi prima di giocare.

Dalla lettura delle motivazioni dell’archiviazione emerge, infatti, che il Giudice è costretto ad ammettere la difficoltà di "ricostruire oggi in quale segmento delle operazioni di gioco, puntata per puntata, può essersi verificata l’ alterazione della sua alea" e di ottenere informazioni dai concorrenti "non interessati a dire la verità quando partecipi al trucco".

"Stupisce che la Rai – spiega l’avvocato Massimiliano Dona – si compiaccia di un’archiviazione che, pur affermando inequivocabilmente l’irregolarità del gioco, ammetta l’impossibilità di individuare oggi i responsabili. Probabilmente un maggiore e tempestivo controllo da parte della stessa Rai avrebbe condotto ad esiti diversi: ma, evidentemente, l’azienda non aveva alcun interesse a risparmiare qualche milione di euro dei cittadini".

"D’altra parte -conclude Dona – è lo stesso giudice a scrivere che non può essere contestato il delitto di truffa in danno della Rai "attesi i vantaggi nascenti per Rai dall’alterazione denunciata": insomma, se un soggetto che subisce una truffa ne esce arricchito, ben difficilmente tenterà di scongiurare altre truffe tanto convenienti.

Affari tuoi: per i magistrati “gioco assolutamente scorretto”

Secondo i magistrati “Affari tuoi” é “assolutamente scorretto“. Lo ha affermato il Pubblico Ministero incaricato di valutare se “Striscia la Notizia” e Massimiliano Dona hanno detto la verità accusando il programma di Raiuno. E non è la prima volta: già nel dicembre 2010 il giudice per le indagini preliminari di Roma, in ordine alla denuncia depositata dall’Unione Nazionale Consumatori, aveva evidenziato “i difetti del gioco“.

Infatti, la vicenda evidenziava che “il gioco per garantire vera e certa trasparenza avrebbe dovuto avere ben altre modalità di svolgimento nella fase di abbinamento dei premi ai pacchi e di ingresso dei pacchi nello studio“. Con queste parole, pur archiviando la denuncia di Massimiliano Dona, il giudice per le indagini preliminari di Roma confermava così le irregolarità segnalate dall’associazione.

Del resto che la denunzia di Dona non fosse priva di riscontri probatori era già evidente guardando i video realizzati proprio dal difensore dei consumatori nel dietro-le-quinte del programma dove era stato invitato dalla stessa Rai per garantire la regolarità del gioco: i filmati, trasmessi anche da “Striscia la notizia”, hanno mostrato a tutti in che modo alcuni concorrenti venissero a conoscenza del contenuto dei pacchi prima di giocare (vedi il link qui sotto).

L’ultima tappa, come dicevamo, pochi giorni fa: anche il Pubblico Ministero al quale si era rivolto il notaio Luigi Pocaterra, ritenendosi offeso dai servizi di “Striscia la notizia” e dal libro-inchiesta pubblicato da Massimiliano Dona (“Affari loro”, Minerva edizioni, http://www.minervaedizioni.com/Home.aspx ) si è visto respingere la richiesta. Ecco le parole del PM che rimanda al mittente le richieste del notaio affermando quanto segue: “si può agevolmente ritenere che quel procedimento, seppur archiviato, abbia evidenziato che, per un certo periodo di tempo, i concorrenti più accorti siano stati messi in grado di individuare i pacchi contenenti i premi più ricchi e che, pertanto il gioco  sia risultato assolutamente scorretto“.

La Rai, da parte sua, continua a ripetere che le irregolarità sono state rimosse ed oggi le procedure sono diverse da quelle denunciate da Massimiliano Dona. L’Unione Nazionale Consumatori non ha le prove per affermare il contrario, visto che il suo rappresentante è stato estromesso da quel ruolo di controllo che oggi è affidato ad altre associazioni di consumatori, forse più compiacenti. Quel che è certo, però, è che la Rai oggi non consente a questi osservatori di partecipare alla fase del sorteggio con la quale vengono inseriti i premi all’interno dei pacchi.

Massimiliano Dona su questo ha le idee chiare: “So per esperienza quante difficoltà oppose la Rai prima di consentirmi l’accesso nella stanza degli abbinamenti e so per certo che entrare in quel luogo è decisivo per accertare la regolarità del gioco. C’è da chiedersi che senso abbia la presenza dei rappresentanti dei consumatori nel programma se la Rai li esclude dalle fasi cruciali”.

Ecco i video che mostrano il difetto del gioco

Scarica il testo del provvedimento del 2010

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 27 marzo 2013