Archivio mensile:Marzo 2013

GIOCO D’AZZARDO – Fallita una nuova chance

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 18 maggio 2012 – “L’Europa ha perso una preziosa opportunità per contrastare il fenomeno dilagante del gioco d’azzardo online”. Così Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commenta l’incontro tenutosi a Bruxelles tra i funzionari dell’Ue e i rappresentanti degli enti regolatori nazionali, conclusosi con un nulla di fatto.

“Sarebbe stato importante -spiega Dona- mettere le basi per una regolamentazione comune del gioco online: si sarebbe potuto intervenire con fermezza per tutelare i minori e i consumatori più vulnerabili, vincolando gli Stati membri attraverso l’emanazione di una direttiva comunitaria in grado di armonizzare gli aspetti più delicati, come la tutela dell’integrità dei consumatori, la dipendenza e il contrasto del mercato nero”.

“Da parte nostra -prosegue Dona- siamo impegnati da tempo in una campagna finalizzata ad informare i cittadini delle derive patologiche del gioco d’azzardo. Attraverso la presentazione di una mozione parlamentare, inoltre, abbiamo chiesto alle Istituzioni italiane di prendere atto del problema e regolamentare il settore per vietare la pubblicità commerciale di tutte le attività legate ai giochi e rendere trasparenti le informazioni fornite ai giocatori, in primis quelle relative alle reali possibilità di vincita”.

“Nel nostro Paese il gioco d’azzardo ha raggiunto proporzioni tali da rappresentare la terza industria per fatturato (arrivando a far spendere ad ogni cittadino quasi 1300 euro ogni anno), ma nel resto d’Europa la situazione non è meno preoccupante. L’anno scorso infatti il settore ha generato un giro d’affari di oltre 10 miliardi di euro e parte consistente delle attività si è svolta su internet, telefoni cellulari e piattaforme di TV interattiva”.

NUTELLA E COCA-COLA – Due pesi e due misure?

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 9 maggio 2012 – “Dobbiamo forse pensare che vengano usati due pesi e due misure o che le Autorità italiane siano meno efficienti rispetto a quelle di altri paesi?” E’ questa la provocazione di Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), in merito alla disparità di trattamento tra le iniziative che hanno messo sotto inchiesta l’azienda produttrice della Nutella in USA e l’assenza di interesse da parte delle Autorità italiane in merito alla richiesta di chiarimenti sulla Coca-Cola da tempo avanzata dalla nostra Associazione.

“Oltre alla Nutella -spiega Agostino Macrì, responsabile UNC per la sicurezza alimentare- anche altri alimenti, ed in particolare le bevande gassate, hanno infatti un elevato potere calorico: basti pensare che una lattina di Coca-Cola da 33 cl contiene un numero di calorie analoghe a quelle di un cucchiaio di Nutella. Inoltre nella Coca-Cola ci sono la caffeina, il caramello ed altri additivi alimentari di cui non si conosce l’esatta concentrazione”.

“Pur esprimendo dunque apprezzamento per l’iniziativa che ha imposto alla Ferrero una maggiore chiarezza sulle proprietà nutritive della Nutella, rimaniamo seriamente perplessi sulla mancanza di serie iniziative dopo la nostra richiesta di chiarimenti sulla Coca-Cola: in particolare, nelle etichette viene indicato un solo tipo di caramello, mentre sembrerebbe probabile la presenza contemporanea di altri caramelli. Perciò -incalza Dona- già da tempo abbiamo richiesto sia all’ASSOBIBE sia al Ministero della Salute di chiarire quali controlli vengono effettuati per accertare la tipologia di caramello utilizzato e le quantità impiegate”.

“Abbiamo inoltre segnalato l’ingannevolezza di alcuni messaggi pubblicitari della Cola laddove ne è sollecitato un consumo eccessivo anche durante i pasti: lo IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) ha accolto le nostre istanze, ma è davvero giunta l’ora -conclude Dona- che ai nostri quesiti vengano date delle risposte concrete".

EQUITALIA – Nessun dialogo con i consumatori?

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 8 maggio 2012 – “Speriamo che il tavolo di lavoro tra Equitalia Gerit e le Associazioni dei consumatori non sia solo un’operazione di facciata.” E’ questo il monito di Dino Cimaglia, consulente legale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), al termine dell’incontro che si è tenuto questa mattina tra la società incaricata della riscossione nazionale dei tributi e i rappresentanti dei consumatori, tra cui la nostra Unione.

“Da mesi  -spiega Dino Cimaglia- si discute al tavolo per evidenziare le criticità nel rapporto tra la società ed i cittadini, ma, ad oggi, dobbiamo amaramente constatare che permangono i problemi di sempre e si fanno anzi sempre più numerosi i comportamenti scorretti ed alcune illegittime richieste di pagamento da parte della società a danno dei cittadini”.

“E’ allora davvero giunta l’ora che Equitalia si faccia carico delle istanze avanzate dai consumatori e dia delle risposte concrete ai tanti quesiti posti. Senza un serio impegno di Equitalia per la correttezza e la trasparenza -conclude Dino Cimaglia- la nostra organizzazione abbandonerà il dialogo impugnando anche davanti alle Corti Europee le pratiche che si dimostreranno scorrette”.

Cerca un altro comunicato

ENERGIA – Avanti tutta con le rinnovabili

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 8 maggio 2012 – “Insistiamo sulla necessità che l’Italia si doti di un’adeguata strategia energetica fondata su un più sapiente uso delle fonti rinnovabili e sul miglioramento dell’efficienza energetica nel settore residenziale ed industriale”. È quanto dichiara Pieraldo Isolani, Responsabile settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC).

“E’ fuori di dubbio che le rinnovabili siano il futuro del nostro Paese, tuttavia -afferma Isolani- più che investire sulle tecnologie attuali, prossime a diventare obsolete, riteniamo occorra investire in ricerca, per migliorare soprattutto l’attuale livello di rendimento dei pannelli fotovoltaici, che attualmente si attesta intorno ad un mediocre 15%”.

“Inoltre -prosegue Isolani- occorre migliorare l’efficienza energetica per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra e rafforzare la sostenibilità e la sicurezza degli approvvigionamenti, offrendo così un contributo importante alla riduzione dei costi energetici per i consumatori”.

Sulla base di queste premesse, Pieraldo Isolani auspica che dagli “Stati Generali delle rinnovabili e dell’efficienza energetica” (evento che si terrà domani, 9 maggio, alla Solarexpo di Verona) nascano indicazioni significative per la politica economica del Paese. “Auguriamo al Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, alle istituzioni tecniche e alle associazioni per l’energia sostenibile -conclude Isolani- di perfezionare le politiche strategiche al 2020 per la transizione ad un’economia  più rispettosa dell’ambiente e dei consumatori, con proposte concrete, cosicchè l’industria della green Energy possa fare da propulsore per la ripresa economica nel nostro Paese”.

Dieta Dukan: follia collettiva

Sempre più spesso molte persone in sovrappeso od obese vengono bersagliate dal miraggio di diete miracolose che promettono perdita di peso, assenza della fame e non ripresa del peso perduto. Fra queste la più in voga al momento è la dieta del nutrizionista francese Pierre Dukan che, pubblicizzata da alcune star dello spettacolo, si sta diffondendo a macchia d’olio in molti paesi del continente. In realtà si tratta del solito regime iperproteico e chetogeno che funziona solo per brevi periodi, più o meno come la dieta del sondino o della dieta tisanoreica. Nulla di nuovo, in quanto questi tipi di regimi dimagranti sono già stati sperimentati negli USA negli anni 1975-1980 dove l’obesità era per quel Paese già un problema sociale. E così, alcuni studiosi come Apfelbaun, Garrow ed infine Blackburn provarono ad integrare la dieta con proteine che potessero dare un bilancio calorico negativo (dimagrimento) senza alterare la massa magra. Queste tecniche, che furono addirittura sperimentate al famoso MIT (Massachussets Institute Tecnology), ebbero un iniziale successo per essere poi ben presto abbandonate per i gravi effetti collaterali sulla funzione renale ed epatica, nonché per i negativi risultati a lungo termine.

Il meccanismo di questi regimi iperproteici è semplice: somministrando grandi quantità di carne ed aminoacidi ed eliminando quasi completamente grassi e zuccheri, nei primi 2 giorni l’organismo è costretto a prelevare gli zuccheri dal glicogeno muscolare ed epatico. Dopo di che si mette in moto il processo della gluconeogenesi che, trasformando in carboidrati il tessuto muscolare, manda in chetosi il nostro organismo ed i corpi chetonici saranno così l’unico nutrimento per il cervello ed i muscoli. Contemporaneamente, gli stessi corpi chetonici inibiranno la fame mettendo in atto il meccanismo della lipolisi (perdita di grasso) sia per una ridotta azione dell’insulina (che fa accumulare grasso), sia per un incremento dell’ormone GH che, invece, contribuisce alla perdita di grasso.

Il metodo Dukan è più o meno questo, specie nelle prime due fasi (di attacco e di crociera) dove non c’è un limite all’uso di consumare carne (ed aminoacidi) tanto che si può arrivare ad assumere anche 4-5 grammi pro chilo di proteine (l’OMS raccomanda un uso di 0,9 grammi pro chilo di peso corporeo). Inoltre, essendo la fase di crociera direttamente proporzionale al grasso da perdere, questo regime squilibrato iperproteico può durare anche molto a lungo (ad esempio, per chi deve perdere trenta chili si può protrarre per trenta settimane) sottoponendo l’organismo ad uno stress metabolico che difficilmente può sopportare.

L’autore sostiene che il 25% dei pazienti riesce a mantenere il peso a distanza di 5 anni, tutto ciò in netta contraddizione di quanto sostengono i dati della Società Francese di Dietologia (il 34% recuperano il peso dopo 1 anno, il 64% dopo 2 anni e 84% dopo 3 anni). Inoltre, sempre la Società Francese di Dietologia classifica la dieta Dukan fra le 5 peggiori degli ultimi anni. A tal proposito, è bene sottolineare la bocciatura di questo regime alimentare anche da parte dell’EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition) a causa dell’aumento di morti per cancro.
Ma allora, chi può seguire il regime alimentare iperproteico e chetogeno del dott. Dukan?

  • no i ragazzi e giovani adolescenti perché è solo ricco di proteine mentre per la formazione degli ormoni della crescita occorrono programmi molto equilibrati e con tutti i nutrienti;
  • non lo possono fare le donne gravide e chi allatta;
  • i pazienti con insufficienza renale lo devono escludere per l’alto carico proteico che apporta;
  • i gottosi perché l’acido urico deriva dal metabolismo delle purine, contenute nei cibi ricchi di carne;
  • gli epatopazienti (steatosi epatica, epatite cronica, cirrosi, ecc) perché questi necessitano di particolari aminoacidi detti ramificati (leucina, isoleucina, valina), che sono contenuti negli alimenti vegetali, come patate, fagioli, ceci, eccetera. Stop, invece, agli aminoacidi aromatici che, contenuti nei cibi carnei, fanno aumentare una sostanza, l’ammoniaca, che è tossica per il cervello;
  • grande attenzione per i pazienti diabetici, sia di tipo 1 (fanno insulina) che di tipo 2 (non fanno insulina). Il motivo? i corpi chetonici che si formano antagonizzano gli effetti dell’insulina e, di conseguenza, si possono avere grandi oscillazioni della glicemia, andando da gravi ipoglicemie fino al coma diabetico. Inoltre la dieta di questi pazienti deve essere equilibrata (55% carboidrati, 15% proteine, 30% grassi) e fare la dieta Dukan in queste situazioni è pura follia;
  • stop a questo regime a tutti, per lo più giovani ragazze, che sono affette da crisi bulimiche o compulsive e che, per loro, i carboidrati così ricchi di serotonina sono una vera medicina;
  • stop per i vegetariani puri che, nella fase di attacco e di crociera, non si sa come possono cavarsela;
  • no a questo regime per i cardiopatici in quanto i famosi corpi chetogeni sono aritmogeni ed in grado, perciò, di scatenare pericolose aritmie (fibrillazione atriale, flutter atriale);
  • no ai pazienti anziani che non possono sopportare carichi elevati di proteine, dannose per reni e fegato;
  • no per gli sportivi perche troppo povere di calorie e per i possibili crampi causati dalla chetogenesi.

Ma allora, chi può davvero fare la dieta Dukan ed altre simili?

Ebbene, solo persone giovani e con un profilo clinico, strumentale ed ematologico perfetto. Infatti, per questi pazienti i risultati, almeno a breve termine, sono assicurati, salvo tutti i dubbi e le premesse fatte da me in precedenza. Quindi può andare bene per la prova costume,per certi vip e, perché no, per dare uno start iniziale ha chi ha sempre avuto difficoltà a perdere peso. Infine, può essere di aiuto nelle grandi e gravi obesità ma, in questi casi, i pazienti dovrebbero essere strettamente seguiti o, meglio ancora, ricoverati.

Quindi e, per quanto esposto finora (fai la dieta Dukan, schemi simili e vai), sarà meglio che medico e paziente se lo scordino, a meno che non vogliano incorrere in situazioni assai pericolose.

Autore: Francesco Morelli
Data: 7 maggio 2012