Archivio mensile:Marzo 2013

FORMAGGI – L’App arriva anche su Android

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 22 giugno 2012 – "Anche Android ha la sua app sui formaggi!", così Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), lancia l’applicazione "Formaggi-per sapere e per sapore", realizzata dall’associazione in collaborazione con Assolatte e  disponibile ora anche sulla piattaforma di Google.

“Sono 92 i formaggi da scoprire e da gustare -afferma Dona- grazie alla nuova applicazione che solletica il palato e stimola la curiosità con le sue 350 ricette per tutti i gusti, gli oltre 2.000 abbinamenti con frutta, verdura, pane e confetture e i 300 suggerimenti per accompagnare ogni formaggio con la birra e con il vino più indicati”.

“Un’app da mangiare con gli occhi -aggiunge Massimiliano Dona- ma anche uno strumento ‘dalla parte del consumatore’, da portare con sé quando si va al supermercato o ci si mette ai fornelli: ‘Formaggi – per sapere e per sapore’ -conclude Dona- è infatti ricca di consigli e suggerimenti per fare un acquisto informato e consapevole, per conservare e degustare al meglio i formaggi e per inserirli in una corretta alimentazione seguendo i consigli di un nutrizionista”.

La nuova versione per Android e la versione per Apple sono scaricabili gratuitamente all’indirizzo: https://www.consumatori.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3496&Itemid=149.

VENDITE – Fare presto con il recepimento della direttiva 83/11

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 22 giugno 2012 – Le Associazioni dei consumatori chiedono con fermezza al Presidente del Consiglio dei Ministri l’immediato recepimento della Direttiva Comunitaria n. 83/11 in materia di contratti a distanza e fuori dai locali commerciali, che costituisce una base indispensabile per arginare il dilagante fenomeno della vendita di beni e servizi non richiesti oppure difformi da quanto inizialmente proposto.

Da sempre, a seguito degli elevatissimi reclami pervenuti, le Associazioni dei consumatori denunciano tali pratiche scorrette che, il più delle volte, si rivelano vere e proprie trappole per i consumatori dalle quali risulta difficile uscire se non con ingenti esborsi di denaro e che, purtroppo, anche il Registro delle Opposizioni non riesce a ridurre a causa di una normativa incompleta che ne determina l’inefficienza.

Aspettare l’ultima data utile prevista per il recepimento della Direttiva, ovvero il lontano dicembre 2013, sarebbe deleterio, perché si permetterebbe di protrarre la pericolosa tendenza, già in atto da parte delle singole Autorità Indipendenti, di approvare discipline differenziate per ciascun settore produttivo, di fatto riducendo le garanzie per i consumatori previste dal Codice del consumo e ritardando, ingiustificatamente, le maggiori tutele previste dalla Direttiva europea.

Le Associazioni dei consumatori rimangono favorevoli ad uno sviluppo dinamico del mercato e della concorrenza reso possibile dalle nuove tecnologie digitali, ma rivendicano contestualmente regole certe e ben comunicate, come peraltro è richiesto dall’Agenda Digitale. In tal senso il recepimento delle disposizioni della Direttiva 83/2011 inerenti l’informativa precontrattuale soprattutto su tempi di consegna, costi accessori, diritto di recesso, costi supplementari, garanzie post vendita, eventuali esclusioni, avrebbe il pregio di riportare, anche nell’ambito della società dell’informazione, garanzie e tutele adeguate per i consumatori che ne rafforzerebbero la fiducia.

Nei prossimi giorni partiranno una serie di nuove iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica su queste tematiche, che hanno un’incidenza concreta sulla vita quotidiana dei cittadini ed in particolare degli anziani e dei soggetti più deboli, sottoposti ad esborsi ingiustificati ed al pericolo di interruzione delle forniture.

Dubbi sullo spot Fiat

Sarebbe bello poter pagare la benzina 1 euro al litro per tre anni, ma la realtà non è così dolce. Da giorni Fiat manda su tv e giornali  la pubblicità che promette di bloccare il prezzo della benzina fino al 2015 per chi acquista una nuova autovettura.

La campagna pubblicitaria dell’azienda dà una notizia (“oggi Fiat blocca il prezzo del carburante a 1 euro a litro per tre anni“), ma in caratteri microscopici poi si legge non solo che l’offerta è valida solo per alcune stazioni di servizio (distributori di carburante IP) ma, soprattutto, una grave limitazione (“in base alle soglie massime di litri previste per ogni modello“). Ciò significa che non è affatto vero che “Fiat blocca il prezzo del carburante per tre anni“, ma che per ogni vettura è previsto un limite massimo di litri acquistabili a prezzo scontato. Non tre anni ad un prezzo da sogno, dunque, ma solo una manciata di litri presso i distributori convenzionati.

L’Unione Nazionale Consumatori ha depositato una denuncia per pubblicità ingannevole presso l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato chiedendo di interrompere gli spot. Speriamo che non sia troppo tardi!

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 12 giugno 2012

TELEMARKETING – Ancora troppe le telefonate indesiderate

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 7 giugno 2012 – “A distanza di poco più di un anno dalla sua istituzione, il Registro pubblico delle opposizioni si è dimostrato poco efficace”. È quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), in riferimento alle numerose lamentele che giungono quotidianamente agli sportelli dell’associazione da parte di cittadini che, nonostante si siano iscritti al Registro, continuano a ricevere telefonate commerciali indesiderate.

“Il Registro -precisa l’avvocato Dona- ha come finalità quella di vietare le invadenti chiamate dei call center verso coloro che non sono interessati a ricevere comunicazioni commerciali. A giudicare però dalla mole di segnalazioni che pervengono alla nostra Unione, il fenomeno è ancora assai diffuso, un po’ per la mancanza di informazioni tra gli utenti, ma anche perché l’impianto sanzionatorio non è efficace”.

“Pur consapevoli di una certa responsabilità degli stessi consumatori (in molti casi non sanno che se hanno volontariamente prestato il consenso all’atto della sottoscrizione di un contratto, continueranno a ricevere telefonate da quell’operatore) -precisa il Segretario generale- andrebbe però rivisto l’intero impianto normativo alla base del Registro, a partire dalla artificiosa separazione tra l’organo che lo gestisce (la Fondazione Bordoni, facente capo al Ministero dello Sviluppo Economico) e quello che ne controlla il rispetto (il Garante della Privacy, che è un’Autorità indipendente)”.

“Ricordiamo anche -conclude Dona- che il Registro è il frutto di una rivoluzione che ha capovolto il precedente regime normativo: prima non si potevano fare telefonate se il ricevente non aveva dato il proprio consenso, adesso si possono fare a tutti coloro che non abbiano manifestato la propria opposizione. Un regime più permissivo, quindi, che però si presta ad abusi commessi talvolta per ignoranza talvolta per malafede”.