Archivio mensile:Marzo 2013

ALIMENTAZIONE – Il biologico è più sicuro?

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 19 ottobre 2012 – “L’incondizionata passione dei consumatori per il biologico è l’ennesima prova del loro disorientamento”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando le numerose richieste di informazioni sui prodotti bio che giungono agli sportelli dell’associazione.

“Molti consumatori ci chiedono se possono fidarsi dei prodotti biologici e se è giustificato il prezzo più alto rispetto agli alimenti convenzionali” afferma Dona, che aggiunge: “Con carrelli della spesa sempre più magri in effetti fa riflettere che questo è uno dei pochi settori che regge alla crisi”.

"A chi predilige il biologico perché lo considera più sicuro -spiega Agostino Macrì, esperto di sicurezza alimentare dell’UNC- rispondiamo che indubbiamente ha caratteristiche di qualità che permettono di ritornare ai valori della tradizione, ma il livello di sicurezza è analogo a quello degli alimenti convenzionali. In concreto, le produzioni biologiche seguono cicli produttivi naturali senza il ricorso a sostanze chimiche ‘xenobiotiche’ e quindi viene evitata la presenza di residui di pesticidi, fitofarmaci, farmaci veterinari; negli alimenti convenzionali, in ogni caso, l’eventuale presenza di questi residui è molto contenuta e comunque sempre al di sotto dei limiti di sicurezza che sono stati stabiliti dalle autorità sanitarie nazionali e comunitarie. Il vero problema -spiega l’esperto- è che le sostanze chimiche naturali (micotossine, prodotti di degradazione) ed i microrganismi (virus, batteri, parassiti, funghi) di origine ambientale (che possono essere alla base delle tossinfezioni alimentari) possono essere presenti sia negli alimenti biologici sia in quelli convenzionali”.

“A far lievitare i costi del biologico -aggiunge Macrì- contribuiscono le norme comunitarie che impongono una ‘certificazione’, le cui spese devono essere sostenute direttamente dai produttori. Ridurre i costi per le certificazioni (rendendole anche più efficienti), contenere le spese di gestione per i produttori e accorciare ulteriormente la filiera aiuterebbe, perlomeno, a rendere il biologico meno elitario”.

GIOCO – Il decreto Balduzzi perde pezzi?

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 18 ottobre 2012 – “Il Decreto Balduzzi ha ceduto ancora un po’ alle pressioni delle lobby sul gioco d’azzardo ed ora non ci resta che aspettare le ulteriori modifiche del Senato, che speriamo tengano in maggiore considerazione i cittadini”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando il decreto sulla Salute approvato oggi dalla Camera dei deputati.

“Rispetto alla precedente versione del testo -afferma Dona- la Commissione Affari Sociali ha introdotto significativi passi indietro, in particolare  sul tema delle ludopatie: salta il fondo per prevenire la dipendenza dal gioco d’azzardo, che doveva essere finanziato con una parte delle entrate dei giochi e viene meno anche l’obbligo di introdurre strumentazioni tecniche (come la tessera sanitaria) per scoraggiare l’accesso alle macchinette da parte di minori."

"Si salvano -prosegue Massimiliano Dona- alcuni punti importanti, come il divieto degli spot sul gioco d’azzardo nel corso di trasmissioni rivolte ai minori, così come l’obbligo (proposto in più sedi anche dall’UNC) di rendere ben presenti le  formule di avvertimento sul rischio di dipendenza e contenenti le note informative sulle probabilità di vincita; ma si deve fare di meglio per contrastare una vera e propria emergenza -conclude Dona- che rischia di aggravare i bilanci non solo economici, ma anche psichici delle famiglie".

CRISI – Con il Ministro Riccardi nel sostegno alla famiglia

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 18 ottobre 2012 – “Non è un impoverimento solo quantitativo quello dei consumi delle famiglie, ma soprattutto  qualitativo in quanto stanno peggiorando, per molti aspetti, le abitudini di spesa degli italiani”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori  (UNC), a margine della presentazione di questa mattina dello studio "(S)bilancio di famiglia" realizzato dalla società Ref per Centromarca e Famiglia Cristiana.

“I dati emersi confermano una situazione preoccupante che, nonostante le rassicurazione degli ultimi giorni del Governo, non ci fanno ben sperare per il futuro”, afferma Dona che spiega: “ Alcuni comportamenti che la recessione ha reso necessari, come la particolare attenzione ai prodotti sottocosto, c’è il rischio che si sedimentino nelle abitudini degli italiani: ciò non significa che risparmiare fa male, ma dobbiamo tener presente che la scelta di comprare prodotti di basso costo, alimentari ad esempio, funziona solo se sono di qualità; spesso invece si tratta di merce che non vale neanche la metà di quello che costa”.

“Una delle poche conseguenze positive della crisi -afferma Dona- è che oggi i consumatori resistono più facilmente agli acquisti di impulso e anzi assistiamo al fenomeno inverso con il ripensamento dell’ultimo momento (pensiamo a quante confezioni fuori posto troviamo al supermercato avvicinandoci alla cassa, segno che qualcuno prima di pagare ha ritenuto che quel prodotto non era strettamente necessario), ma purtroppo -aggiunge Dona- siamo di fronte ad una nuova ‘schizofrenia’ del consumatore che, da una parte taglia l’essenziale (la carne scompare dai carrelli)e dall’altra si concede lussi fino a poco tempo fa impensabili (mi riferisco all’ultima moda dei gruppi d’acquisto online)”.

“In un momento -conclude Massimiliano Dona- nel quale far quadrare il bilancio è una sfida complicata per tutti, dobbiamo far nostro l’auspicio del ministro Andrea Riccardi che stamani ha esortato ad una valorizzazione della famiglia anche in risposta alla globalizzazione e, aggiungo, considerare la crisi come nuova opportunità  per mettere da parte cattive abitudine ed educarsi a maggiore consapevolezza”.

PUBBLICITA’ – Quanto sono “sani” i flauti Mulino Bianco?

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 17 ottobre 2012 –  “Cosa vuol dire che i flauti Mulino Bianco sono ‘sani’? Hanno forse meno calorie? Grassi? Zuccheri? O dobbiamo pensare che sono più salutari rispetto ad altre merendine?” E’ quanto si chiede Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), riferendosi alla pubblicità delle note merendine prodotte da Barilla, in cui una delle bambine protagoniste recita: ‘non lo mangio perché è buono, lo mangio perché è sano!

“Abbiamo denunciato lo spot all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato -afferma Dona- in quanto riteniamo veicoli un modello comportamentale sbagliato, soprattutto se pensiamo che i principali destinatari sono i bambini, ai quali piuttosto sarebbe bene insegnare fin da piccoli il valore di una corretta alimentazione, in cui magari a merenda ogni tanto si preferisca un frutto ad uno snack. Non solo -aggiunge Dona- sembrerebbe che la pubblicità Barilla violi la normativa europea che vieta qualsiasi riferimento tra un alimento e la salute in assenza di valide argomentazioni scientifiche”.

“Se l’Antitrust ci darà ragione -conclude Massimiliano Dona- ci auguriamo che Barilla risarcisca (come ha fatto Nutella negli Usa) i consumatori che si sono fidati dello spot, ma anche che voglia modificare le informazioni date sulla confezione dei flauti che oggi lascia intendere che il contenuto del ripieno è principalmente il latte (in realtà la quantità del prodotto è solamente il 4 per cento): l’avvertenza che chiarisce che ‘le immagini hanno solo un valore simbolico’ è ‘magra’ consolazione!”

CONTRAFFAZIONE – #bloccoiltarocco con l’etichetta!

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 16 ottobre 2012 –  “La contraffazione non rappresenta soltanto un danno per le aziende italiane e per l’economia, ma può essere dannosa anche per i consumatori”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando il maxi sequestro di borse e scarpe taroccate effettuato in questi giorni a Roma.

“Scarpe, borse, portafogli, cinture contraffatti sono realizzati con pellami di pessima qualità -afferma Dona- che sono spesso difettosi nell’uso, ma possono anche contenere sostanze chimiche che nelle produzioni italiane ed europee non sono più presenti per restrizioni normative. Chi acquista questi prodotti consapevolmente (per risparmiare o semplicemente per avere un capo quasi uguale all’originale) spesso ignora il rischio di dermatiti, allergie e disturbi respiratori.”

“Alle volte però, l’acquisto del tarocco avviene inconsapevolmente, pagandolo persino ad una cifra solo di poco inferiore a quella dell’originale. In questi casi -consiglia l’avvocato Dona- per evitare fregature può essere molto utile leggere l’etichetta che, ricordiamo, deve avere indicazioni chiare delle tappe percorse dal prodotto nelle varie fasi produttive. In particolare, un’ etichetta di composizione fibrosa deve riportare: la ragione sociale o il marchio registrato dell’azienda; il nome per esteso delle fibre tessili che compongono il prodotto stesso; deve essere scritta in lingua italiana e deve specificare la percentuale di tutte le fibre presenti, fatte salve le tolleranze e i criteri d’uso della dicitura ‘altre fibre’; può riportare il termine ‘altre fibre’ fino ad un massimo del 10% del peso totale del prodotto”. (Leggi l’articolo #Bloccoiltarocco con l’etichetta)

Il falso nella moda sarà uno degli argomenti del Premio Vincenzo Dona 2012 che si terrà il prossimo 22 novembre (Roma, Centro Congressi Montecitorio Eventi – P.zza Capranica 101) e sarà dedicato quest’anno alla contraffazione.

Tieniti aggiornato seguendo su Twitter l’hashtag #bloccoiltarocco.

BOLLETTE – I consumatori contro la black list

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 15 ottobre 2012 –  “I clienti morosi, la maggior parte delle volte, non sono dei furbetti, ma persone che, in questo momento di forte disagio economico, hanno difficoltà anche nel pagare le bollette”. E’ quanto dichiara Pieraldo Isolani, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), esprimendo il disaccordo dell’associazione alla proposta dell’Autorità per l’energia di realizzare una sorta di black list dei clienti morosi.

“L’introduzione di questa lista consultabile soltanto dalle società energetiche -spiega Isolani- può servire per scongiurare il ‘turismo energetico’ praticato da molte imprese che chiedono un nuovo fornitore del Mercato Libero, lasciando bollette non pagate al vecchio venditore, ma non può essere applicata per le utenze domestiche che hanno ben altri problemi”.

L’Unione Nazionale Consumatori con le altre associazioni hanno chiesto all’Autorità un incontro per affrontare alcuni argomenti: la revisione del Bonus sociale per le famiglie economicamente disagiate (in modo da aumentare il numero degli aventi diritto elevando l’attuale livello ISEE); il riesame della regolamentazione che stabilisce le modalità di lettura dei contatori del gas; la nuova disciplina della gestione dei reclami che riduca i tempi di risposta delle società e valorizzi il ruolo e la rappresentatività delle associazioni.

CONTRAFFAZIONE – Cosa ne pensano i consumatori?

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 15 ottobre 2012 –  “Cosa pensi della contraffazione?” E’ questa la domanda oggetto dell’ultimo sondaggio che l’Unione Nazionale Consumatori (UNC) ha lanciato sul sito www.consumatori.it, su Facebook e su Twitter (segui #bloccoiltarocco), in vista della sesta edizione del “Premio Vincenzo Dona” che si terrà il prossimo 22 novembre e che quest’anno sarà dedicata proprio al tema della contraffazione.

“Le più recenti stime diffuse sul fenomeno -afferma Massimiliano Dona, Segretario generale dell’UNC- evidenziano come il ‘mercato del falso’ non conosca crisi e, anzi, nell’era digitale, abbia ormai invaso la Rete”.

“Ma i consumatori sanno sempre distinguere un prodotto originale da uno ‘taroccato’? E cos’è che li spinge ad acquistare beni contraffatti? E’ proprio per dare una risposta a queste domande -spiega il Segretario generale dell’UNC- che nasce il sondaggio”.

“Dandovi appuntamento alla mattinata di convegno del 22 novembre (Roma, Centro Congressi Montecitorio Eventi – P.zza Capranica 101) -conclude Dona- non mi resta che invitarvi a rispondere al quesito: ‘E tu, cosa pensi della contraffazione?’ ”

CARBURANTI – Il vademecum del risparmio

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 13 ottobre 2012 – “Gomme gonfie, finestrini chiusi e bagagliaio vuoto: così è più facile risparmiare carburante”. Sono questi, in sintesi, i consigli di Raffaele Caracciolo esperto di automotive dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), in questi giorni in cui il prezzo della benzina è alle stelle.

“Sempre più italiani rinunciano all’automobile -afferma Caracciolo- ma a quelli che non possono farlo, non resta che seguire qualche piccolo suggerimento di guida per economizzare. Molti dimenticano che viaggiare con le gomme sgonfie può comportare aumenti di consumo anche del 10 per cento; non solo: il climatizzatore, considerato molto dispendioso in termini di benzina, è da preferire ai finestrini aperti che compromettono l’aerodinamica della vettura. Un notevole contributo -prosegue l’esperto- viene poi dall’andatura: è preferibile far scorrere la vettura il più possibile, evitando continue frenate e ripartenze; l’automobile in curva, inoltre, consuma di più perché c’è più resistenza da parte dei pneumatici, per questo motivo, quando è possibile, sarebbe meglio fare traiettorie ‘rotonde’”. Vedi il vademecum per il risparmio su www.consumatori.it

“Non bisogna sottovalutare infine -conclude Caracciolo- che risparmiando benzina, si spenderà molto meno anche nella manutenzione: freni e meccanica meno sollecitati aiutano ad allungare di parecchio la vita di dischi, pasticche, frizione, cambio, pneumatici ed anche del motore nel suo complesso”.

AUTO – Risparmiare senza sacrificio

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 9 ottobre 2012 – “Se non si può rinunciare all’auto, proviamo almeno a cambiare alcune abitudini alla guida: solo così risparmiare sarà più facile”. E’ quanto dichiara Raffaele Caracciolo, esperto di Automotive dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), dando  qualche consiglio agli automobilisti alle prese con il caro benzina e le spese per la manutenzione dell’auto.

“Una  guida insensata e prevaricatoria -afferma Caracciolo- oltre ad essere pericolosa per sé e per gli altri provoca un considerevole spreco di carburante; basti pensare -prosegue l’esperto- che chi guida in modo accorto e rispettoso, risparmia il 30 per cento del prezzo del carburante: è come, quindi, se pagasse la benzina 1,30 al litro invece di 2 euro. Il tempo di percorrenza, infatti, dipende prevalentemente dalla densità di traffico, per cui la guida sconsiderata fa consumare molto di più del necessario senza nessun guadagno di tempo”.

“Non solo -conclude Caracciolo- evitando brusche partenze e frenate e tenendo un’andatura costante, freni, frizione e pneumatici allungano la loro vita fino al 50 per cento. Significa che per ogni chilometro percorso si risparmia intorno ad 1 centesimo di euro, dunque all’anno sarebbero circa 200 euro per una percorrenza di 20.000 chilometri: non male nel bilancio annuale di una famiglia!”.

SALUTE – UNC e AIC unite per i celiaci

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 5 ottobre 2012 – “La proposta di Regolamento della Commissione europea disconosce la vulnerabilità dei soggetti affetti da celiachia e rischia di ridurre le garanzie di sicurezza dei prodotti specificamente formulati per celiaci”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), esprimendo l’appoggio dell’Unione all’Associazione Italiana Celiachia (AIC) per una modifica della proposta di Regolamento relativo agli alimenti destinati ai lattanti e ai bambini e agli alimenti destinati a fini medici speciali (COM 353/2011).

"La celiachia -spiega la Presidente di AIC Elisabetta Tosi- è una malattia che colpisce, in Italia e nel mondo, una persona ogni 100. Si tratta di una malattia autoimmune, cronica ed a componente genetica, ancora molto sottostimata; in Italia si contano solo poco più di 122 mila diagnosi, ma se ne attendono 4 volte tante. La celiachia richiede, come unica terapia ad oggi conosciuta, l’adesione ad una dieta che escluda completamente il glutine per tutta la vita”.

“Contestiamo il nuovo Regolamento -prosegue la Presidente- perché ignora la necessità di tutelare una categoria sensibile e vulnerabile di consumatori, come appunto quella dei celiaci, eliminando la definizione di ‘prodotti dietetici’ e riducendo la definizione ‘senza glutine’ ad un semplice claim fra altri della normativa dell’etichettatura”.

“Condividiamo la posizione assunta da AIC in sede europea -conclude Dona- e auspichiamo che si trovi un compromesso tra le diverse opinioni, nel rispetto della sicurezza dei prodotti, del loro controllo e della tutela delle famiglie con un componente affetto da celiachia”.