Archivio mensile:Marzo 2013

Cenone low cost

Meno di 15 euro a persona per il cenone di Natale? Non è l’offerta ingannevole di un volantino commerciale, ma una delle opportunità per chi fa acquisti in modo oculato, secondo un’inchiesta sui consumi natalizi, realizzata dall’Unione Nazionale Consumatori.

Rita, l’inviata della nostra associazione, è andata a fare la spesa per quattro persone per il cenone di Natale in quattro diversi canali di vendita di Roma: il discount, il supermercato, l’ipermercato e la vendita al dettaglio (cioè gli esercizi commerciali specializzati nella vendita di un determinato prodotto), dimostrando che con una spesa tra i 14 e i 25 euro a persona è possibile preparare la tavola per il cenone di Natale.

Nel carrello della nostra inviata ci sono tutti i prodotti della tradizione: insalata di mare, zuppa di pesce, pasta lunga, spigola, patate, insalata verde mista, frutta (mele, kiwi, banane, clementine), frutta secca (noci, mandorle, fichi), vino da tavola, spumante, panettone, pandoro, caffè e ammazzacaffè. Rita ha fatto i conti, come la maggior parte degli italiani, con un budget ristretto, cercando di scegliere sempre prodotti di qualità, ma low cost.

Per questo motivo abbiamo preferito dividere la spesa, separando alimenti e bevande (il vino, lo spumante e il superalcolico): nel nostro carrello abbiamo inserito prodotti a buon mercato ma non scadenti (6 euro al litro circa per il vino e 7 per lo spumante), ma è evidente che preferendo un vino più costoso o uno spumante pregiato il prezzo dell’intera cena può lievitare e di molto.

Inoltre anche per quanto riguarda le quantità, se prese singolarmente a qualcuno potrebbero apparire troppo contenute, facciamo notare che sommando le porzioni si raggiungono circa 2 chili e mezzo di cibo a persona, quindi abbiamo motivo di ritenere che, come accade purtroppo nella tradizione,  una buona parte potrebbe finire nella spazzatura.

Fatte queste doverose precisazioni vediamo dunque i risultati dell’inchiesta: facendo la spesa al discount per sé e la sua famiglia di quattro persone in tutto, Rita ha speso 56 euro e 3 centesimi, che a testa sono 14 euro e 1 centesimo. Dall’antipasto all’ammazzacaffè, nei supermercati del risparmio si trova ormai di tutto: pochi prodotti di marca (anche se ormai alcuni marchi più noti compaiono anche negli scaffali dei discount), ma alimenti comunque sicuri, seppur non di pregio.

Spostandosi in un supermercato di una zona centrale di Roma, il totale per la cena aumenta del 31,32%: Rita spende, infatti, circa 81,62 euro (20,40 euro a persona). Più alti risultano i prezzi dell’insalata di mare, dei dolci e del vino; possono sorprendere i dati relativi alla zuppa di pesce (costa quasi 1 euro in meno del discount), della spigola (10 centesimi in meno) e della frutta (20 centesimi in meno), il che dimostra che non sempre è così ovvio che il discount sia più conveniente per tutte le tipologie di prodotto.

La spesa all’ipermercato è, poi, ancora più costosa: questi giganti dell’alimentare, nonostante permettano un’ampia possibilità di scelta, hanno spesso prezzi più alti. Non solo: offrono molti prodotti pronti (dall’insalata già lavata e tagliata alla zuppa di pesce pronta da servire), il che rappresenta una comodità, ma sicuramente anche un sovraprezzo. Rita, dunque, ha speso 92,62 euro per tutta la famiglia (23,16 euro a persona), cioè il 39,51% in più rispetto al discount (e 13,47in più rispetto al supermercato).

Alla vendita al dettaglio spetta il primato del prezzo più caro: la nostra inviata acquistando il pesce al banco del mercato, il panettone e il pandoro in pasticceria, vino e spumante in enoteca, frutta e verdura al banco del mercato ha speso 100,06 euro per 4 persone che a testa sono 25,02 euro: con un rincaro di circa il 44% rispetto alla spesa più economica. A fare la differenza è soprattutto il pesce: l’insalata di mare in pescheria costa 30 euro al chilo (a fronte di 8,50 euro al discount, 11,80 euro al super e 17,32 euro all’iper). Ben più cari i dolci tipici di Natale acquistati in pasticceria rispetto a quelli industriali: la differenza è la qualità organolettica che viene conferita dagli ingredienti che vengono impiegati, dalla cottura, dalle modalità di conservazione; inoltre a far lievitare i prezzi dei prodotti delle pasticcerie tradizionali sono i costi di produzione decisamente più elevati di quelli industriali (anche se ci sono meno spese per il trasporto e la conservazione, in quanto nella maggior parte dei casi vengono venduti direttamente dal produttore al consumatore).

Clicca qui per vedere la tabella completa della spesa di Natale low cost

“Confrontando le spese -commenta Massimiliano Dona Segretario generale dell’Unc- ci accorgiamo che con un po’ di accortezza nella scelta del canale di vendita e dei prodotti si può risparmiare oltre ogni immaginazione; scopriamo, quindi, che al prezzo di un cd, due biglietti del cinema, di un libro o di un aperitivo si può festeggiare la ricorrenza senza rinunciare a nulla della tradizione”.

Non solo, confrontando i prezzi ci accorgiamo che su alcuni prodotti la differenza tra i vari canali è minima, mentre è molto più marcata per pesce, vino e dolci: “un utile accorgimento per risparmiare senza rinunciare ad alcune prelibatezze tipiche del periodo quindi -suggerisce Dona- è di differenziare i canali della spesa. Un amante del panettone ad esempio, risparmierà sul pesce, ma si concederà un dolce realizzato in pasticceria e pagato più di quello industriale; la signora che ama invece i carciofi tipici del periodo, spenderà un po’ di più dal fruttivendolo, ma preferirà probabilmente il vino del supermercato piuttosto che quello da enoteca”.

Anche scegliere la tempistica giusta può servire a risparmiare: inutile aspettare l’ultimo momento per acquistare la pasta, il vino e i prodotti confezionati con una data di scadenza; guardare le etichette è un’ottima abitudine che può far risparmiare fino al 20% e che andrebbe rispettata ancora di più in queste occasioni.

Le offerte “sottocosto” della grande distribuzione, poi, possono essere un’ottima occasione di risparmio, ma è importante non esagerare con le quantità, acquistando solo alimenti che siamo certi di consumare o che è possibile conservare anche dopo la fine delle feste.

E’ sempre meglio, inoltre, preferire prodotti italiani e di stagione: ci guadagneremo sia in termini economici che di qualità. Non può mancare un occhio al risparmio energetico e all’ambiente perché anche questo è un modo di fare economia.

Riassumendo, ecco i nostri consigli per una spesa low cost:

  1. Comprare con la giusta tempistica: si risparmia fino al 20%
  2. Scegliere accuratamente il canale di vendita: si risparmia circa il 40%
  3. Confrontare i prezzi e le offerte: si risparmia circa il 35%
  4. Selezionare il menù in base al numero e ai gusti dei commensali: si risparmia circa il 35%
  5. Evitare gli sprechi: si risparmia circa il 30%
  6. Conservare adeguatamente le rimanenze e reinventare nuovi menù: si risparmia circa il 15%
  7. Occhio alle scadenze e alla “catena del freddo”: si risparmia circa il 10%
  8. Contenere i costi energetici: si risparmia circa il 10%
  9. Preferire prodotti di stagione e/o tipici italiani: si risparmia circa il 10%
  10. Non dimenticarsi dell’ambiente: no a piatti e bicchieri di carta e sì alla raccolta differenziata: si risparmia circa il 10%

Insomma, facendo qualche calcolo approssimativo il consumatore disattento rischia di spendere circa il 215% in più rispetto al più oculato; pensiamo ai rincari in un pranzo per 4 persone: al discount invece dei 56 euro e 3 centesimi di Rita si spenderebbero 176,49 euro; al supermercato 257,10 (a fronte di 81,62) all’iper 291,75 (e non 92,62) e nei negozi al dettaglio ben 315,19 piuttosto che 100 euro e 6 centesimi.

Autore: Simona Volpe con la collaborazione di Rita Mascolo
Data: 19 dicembre 2012

PUBBLICITA’ – Denunciati i tormentoni Eni e Vodafone

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 17 dicembre 2012 – "Sarà l’Autorità Antitrust a stabilire se le pubblicità di Eni e Vodafone, veri tormentoni di questi giorni, sono ingannevoli". E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), annunciando che l’associazione ha denunciato all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato gli spot "Eni 3" e "Vodafone 250+250".

"Nel caso di Eni -spiega Massimiliano Dona- è pubblicizzata un’offerta comprendente gas, luce e carburante sostenendo che sono fornite ‘finalmente in un unico pacchetto’. Tuttavia il consumatore non è in grado di comprendere i reali costi del servizio a causa di alcune evidenti opacità: non si spiega quale possa essere il risparmio sulla quota energia del prezzo gas e luce, mentre per quanto riguarda i carburanti si tratta di un complesso meccanismo di punti addizionali del programma ‘you&eni’. E’ inaccettabile -prosegue l’avvocato Dona- che si propongano soluzioni così poco trasparenti e, per di più, con una campagna pubblicitaria che veicola l’immagine di un graffitaro che disegna il logo Eni sui muri delle città".

"Per quanto riguarda lo spot Vodafone -spiega Dona- conosciamo ormai tutti la campagna ‘Vodafone 250+250’ che ha per protagonista l’orso di nome Bruno che, danzando sul ghiaccio, lascia credere ai consumatori che la compagnia telefonica offra 250 minuti e 250 sms verso tutti al prezzo di 9,90 euro al mese: la nostra denuncia è motivata dal fatto che la pubblicità non spiega che l’offerta è riservata a chi passa a Vodafone da un altro operatore e che dopo due anni il prezzo diventerà di 14,90 euro. E poi -incalza Dona- lo spot Vodafone ci è sembrato gravemente scorretto nella misura in cui i minuti offerti non sono reali trattandosi di ‘scatti anticipati di 30 secondi’, una vera bufala per i consumatori".

"Appresa la notizia delle nostre segnalazioni all’Autorità -afferma il Segretario generale- entrambe le imprese ci hanno comunicato alcune modifiche: Eni ha cominciato con il rimuovere il writer dagli spot, mentre Vodafone ha persino dichiarato di aver già interrotto la campagna ‘250+250’. Certamente è una bella vittoria per la nostra organizzazione che dobbiamo, forse, anche alla pubblicazione di alcuni video nell’ambito della campagna #cosedanoncredere diffusa su Twitter e Youtube (guarda il video Eni ; guarda il video Vodafone).

Guarda la playlist di #cosedanoncredere

PUBBLICITA’ – Denunciati i tormentoni Eni e Vodafone

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 17 dicembre 2012 – "Sarà l’Autorità Antitrust a stabilire se le pubblicità di Eni e Vodafone, veri tormentoni di questi giorni, sono ingannevoli". E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), annunciando che l’associazione ha denunciato all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato gli spot "Eni 3" e "Vodafone 250+250".

"Nel caso di Eni -spiega Massimiliano Dona- è pubblicizzata un’offerta comprendente gas, luce e carburante sostenendo che sono fornite ‘finalmente in un unico pacchetto’. Tuttavia il consumatore non è in grado di comprendere i reali costi del servizio a causa di alcune evidenti opacità: non si spiega quale possa essere il risparmio sulla quota energia del prezzo gas e luce, mentre per quanto riguarda i carburanti si tratta di un complesso meccanismo di punti addizionali del programma ‘you&eni’. E’ inaccettabile -prosegue l’avvocato Dona- che si propongano soluzioni così poco trasparenti e, per di più, con una campagna pubblicitaria che veicola l’immagine di un graffitaro che disegna il logo Eni sui muri delle città".

"Per quanto riguarda lo spot Vodafone -spiega Dona- conosciamo ormai tutti la campagna ‘Vodafone 250+250’ che ha per protagonista l’orso di nome Bruno che, danzando sul ghiaccio, lascia credere ai consumatori che la compagnia telefonica offra 250 minuti e 250 sms verso tutti al prezzo di 9,90 euro al mese: la nostra denuncia è motivata dal fatto che la pubblicità non spiega che l’offerta è riservata a chi passa a Vodafone da un altro operatore e che dopo due anni il prezzo diventerà di 14,90 euro. E poi -incalza Dona- lo spot Vodafone ci è sembrato gravemente scorretto nella misura in cui i minuti offerti non sono reali trattandosi di ‘scatti anticipati di 30 secondi’, una vera bufala per i consumatori".

"Appresa la notizia delle nostre segnalazioni all’Autorità -afferma il Segretario generale- entrambe le imprese ci hanno comunicato alcune modifiche: Eni ha cominciato con il rimuovere il writer dagli spot, mentre Vodafone ha persino dichiarato di aver già interrotto la campagna ‘250+250’. Certamente è una bella vittoria per la nostra organizzazione che dobbiamo, forse, anche alla pubblicazione di alcuni video nell’ambito della campagna #cosedanoncredere diffusa su Twitter e Youtube (guarda il video Eni ; guarda il video Vodafone).

Guarda la playlist di #cosedanoncredere

Fiat multata per “1 euro al litro”

A proposito della campagna UNC #cosedanoncredere, ricordate lo spot di Fiat “1 euro al litro”? Massimiliano Dona in un video annuncia che l’Antitrust ha multato l’azienda per pubblicità ingannevole grazie ad una segnalazione dell’Unione Nazionale Consumatori.

Guarda il video (http://youtu.be/KkwAX0hARO0).

Guarda gli altri video della campagna #cosedanoncredere

http://www.youtube.com/playlist?list=PLw5m2OXKdAEMDNI7yAqJMCifaBtVRi8j_

e segnala anche tu su Twitter gli inganni della pubblicità.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 12 dicembre 2012

PUBBLICITA’ – Condannata Fiat per lo spot sullo sconto benzina

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 12 dicembre  2012 – A proposito della campagna UNC #cosedanoncredere, ricordate lo spot di Fiat “1 euro al litro”? Massimiliano Dona in un video annuncia che l’Antitrust ha multato l’azienda per pubblicità ingannevole grazie ad una segnalazione dell’Unione Nazionale Consumatori.

Guarda il video

“Ci sarebbe piaciuto che Fiat bloccasse davvero il prezzo del carburante per tre anni, ma non era così e anche l’Antitrust l’ha riconosciuto, seppur cinque mesi dopo la fine della campagna”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando la sanzione di 200 mila euro comminata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato all’azienda del Lingotto per la campagna  della scorsa estate “1 euro al litro”.

“Lo scorso giugno denunciammo lo spot all’Antitrust -ricorda l’avvocato Dona- ritenendo  il messaggio ‘oggi Fiat blocca il prezzo del carburante a 1 euro al litro per tre anni’ quantomeno incompleto. L’Autorità, seppur con un po’ di ritardo, ha confermato le nostre accuse multando Fiat per pubblicità ingannevole: probabilmente però, se la decisione fosse stata più tempestiva, molti consumatori avrebbero scoperto le reali condizioni dell’offerta prima di andare dal concessionario, credendo di fare un affare”.

“Ci auguriamo -conclude Dona- che  la sanzione del Garante dissuada Fiat (e tutte quelle aziende così poco attente a dare le informazioni corrette ai consumatori) dal promuovere questo tipo di pubblicità; vista la pervicacia di certi inganni pubblicitari, l’UNC ha deciso di denunciarli (oltre che attraverso i tradizionali canali) con la campagna #cosedanoncredere  (veicolata su Twitter e Youtube)”.

Guarda i video della campagna #cosedanoncredere e segnala anche tu su Twitter gli inganni della pubblicità.

Twitta #cosedanoncredere, la rubrica UNC

Inauguriamo #cosedanoncredere, la nuova rubrica UNC su Twitter e YouTube dedicata alla pubblicità, alle volte ingannevole, molto più spesso poco chiara ed incompleta. Il Segretario generale Massimiliano Dona spiega in un breve video cosa si nasconde dietro tante campagne che rimbalzano da ogni angolo dei teleschermi, dei giornali e dei cartelloni delle nostre città.

Guarda il video che spiega cosedanoncredere

Guarda tutti i video

“Occhio agli spot -avverte Massimiliano Dona- in cui si dice molto meno di quanto si dovrebbe, prendendosi gioco dei consumatori.  Stiamo sottoponendo all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato tante campagne pubblicitarie, ma, vista la pervicacia di certi inganni pubblicitari, l’UNC ha deciso di inaugurare nuovi strumenti: con la rubrica #cosedanoncredere (veicolata su Twitter e Youtube) sarò proprio io, in un breve video, a raccontare cosa si nasconde dietro la pubblicità.


Autore: Simona Volpe
Data: 4 dicembre 2012

PUBBLICITA’ – C’è da credere alla campagna Smart?

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 4 dicembre  2012 – “Un’auto Smart a 95 euro al mese? La domanda sembrerà retorica, ma la risposta, purtroppo, non è per niente scontata”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), riferendosi alla pubblicità Smart che rimbalza da ogni angolo delle nostre città con l’interrogativo: “Veramente sono 95 euro al mese?”.

“La casa automobilistica propone un finanziamento con rate da 95 euro -spiega Dona- ma lo spot manca di dire tutta la verità: solo con un carattere minuscolo, infatti, sul cartellone si chiarisce che per avere l’autovettura è necessario versare un sostanzioso anticipo di 2200 euro ed è prevista una maxi rata finale da 5548 euro. Come se non bastasse, lo slogan principale tace il numero delle rate (nella nota si scopre che sono 35). Infine, solo leggendo il testo con l’asterisco si capisce che l’offerta non vale per tutte le Smart, ma è limitata ad un determinato modello”.

“Occhio a spot come questo -conclude Dona- in cui si dice molto meno di quanto si dovrebbe, prendendosi gioco dei consumatori.

Stiamo sottoponendo questa campagna all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ma, vista la pervicacia di certi inganni pubblicitari, l’UNC ha deciso di inaugurare nuovi strumenti: con la campagna #cosedanoncredere  (veicolata su Twitter e Youtube) sarò proprio io, in un breve video, a raccontare cosa si nasconde dietro la pubblicità".

Guarda il video e seguici su Twitter segnalando le #cosedanoncredere.