Archivio mensile:Marzo 2013

CLASS ACTION – E’ nostra la prima sentenza di accoglimento in Italia

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Il Tribunale di Napoli ha riconosciuto il risarcimento del danno da vacanza rovinata ad un gruppo di turisti in viaggio a Zanzibar. E’ la prima pronuncia favorevole ai consumatori in una class-action ai sensi dell’art. 140 – bis del Codice del Consumo.

Roma, 28 febbraio 2013 – “Un risultato storico perché rappresenta la prima pronuncia favorevole ai consumatori in una class-action ai sensi dell’art. 140 – bis del Codice del Consumo”, esulta così Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (https://www.consumatori.it), commentando la sentenza del Tribunale di Napoli che ha riconosciuto il risarcimento del danno ad un gruppo di turisti che avevano subito un pregiudizio da vacanza rovinata durante un soggiorno a Zanzibar.

“Il caso (del quale si era occupata anche ‘Striscia la Notizia’) -spiega Stefano Perciaccante, legale dell’Unc che ha seguito l’azione- risale alle vacanze di Natale del 2009, allorché alcuni turisti italiani partirono per la località turistica pagando profumatamente per alloggiare in un lussuoso resort che si rivelò, al loro arrivo, un vero e proprio cantiere; al rientro dal viaggio, raccogliemmo le segnalazioni dei consumatori coinvolti per poi intraprendere un’azione di classe contro il tour operator Wecantour che aveva organizzato il soggiorno. Oggi otteniamo un eccellente risultato -prosegue Perciaccante- anche se purtroppo il Giudice ha escluso una parte dei consumatori aderenti, applicando in modo esageratamente rigoroso il concetto di identità delle posizioni dei danneggiati”.

“Siamo felici di questa vittoria -commenta Massimiliano Dona (segui @massidona su Twitter)- anche se restiamo consapevoli delle inefficienze della procedura che, ad oltre tre anni dalla sua entrata in vigore, non ha prodotto i risultati sperati: se l’istituto della class action non è, infatti, in grado di assicurare in tempi rapidi soddisfazione per i consumatori, viene meno la sua funzione di deterrenza nei confronti dei comportamenti scorretti delle imprese. L’auspicio -conclude l’avvocato Dona- è che il nuovo Parlamento se ne renda conto e intervenga con una revisione di questo importante strumento di tutela”.

SICUREZZA ALIMENTARE – Le risposte dell’esperto sulla carne di cavallo

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Agostino Macrì, esperto di sicurezza alimentare dell’Unione Nazionale Consumatori (https://www.consumatori.it), risponde alle domande più frequenti dei consumatori sul caso della carne di cavallo riscontrata in alcuni diffusi prodotti alimentari.

Roma, 27 febbraio 2013 – “La carne di cavallo fa male? Quali rischi si corrono? Di chi è la responsabilità dei controlli?”. Sono alcune delle domande più frequenti che i consumatori rivolgono agli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori (https://www.consumatori.it) in seguito ai casi di carne di cavallo, non dichiarata in etichetta, rilevata in alcuni diffusi prodotti alimentari.

"E’ legittima una certa perplessità dei consumatori riguardante i prodotti che portano a tavola -afferma Agostino Macrì, esperto di Sicurezza alimentare dell’associazione- ma ricordiamo che i casi riscontrati finora non rappresentano rischi per la salute, riguardano, invece, la violazione delle norme di etichettatura. I consumatori che avessero bisogno di ulteriori chiarimenti possono, comunque, contattarci all’indirizzo email info@consumatori.it, mettendo in oggetto ‘carne equina’”.

Per avere maggiori informazioni sul caso leggi “Carne di cavallo: le domande dei consumatori”.

Vaccino: l’Unc scrive al Ministero

A seguito dell’indagine  del “Center for Diseases Control and Prevention” degli Stati Uniti sull’efficacia del vaccino antinfluenzale, l’Unione Nazionale Consumatori ha scritto al Ministero della Salute italiano per chiedere informazioni sul vaccino utilizzato nel nostro Paese.

Secondo le Autorità sanitarie degli USA, infatti, l’efficacia dei vaccini impiegati negli Stati Uniti nell’ultima campagna per la prevenzione dell’influenza è stata modesta nella popolazione ultra sessantacinquenne, il che fa sorgere qualche dubbio anche su quanto siano utili per le persone anziane del nostro Paese. Per questo motivo abbiamo chiesto chiarimenti al Ministero, anche per evitare che questi dati siano strumentalizzati nella prossima campagna antinfluenzale.

“Sono sempre numerosi i consumatori che scrivono ai nostri sportelli per avere chiarimenti sull’efficacia del vaccino e sui destinatari raccomandati –commenta il Segretario generale Massimiliano Dona (segui @massidona su Twitter)- e vogliamo essere certi di dare loro le informazioni corrette affinché il vaccino rappresenti realmente una risorsa e non solo una possibilità di business”.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 27 febbraio 2013

SALUTE – Il Ministero chiarisca sull’efficacia del vaccino antinfluenzale

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

A seguito dell’indagine delle Autorità Sanitarie degli Stati Uniti sull’efficacia del vaccino antinfluenzale, l’Unione Nazionale Consumatori (https://www.consumatori.it) ha scritto al Ministero della Salute per chiedere informazioni sul vaccino utilizzato in Italia.

Roma, 27 febbraio 2013 – “I consumatori hanno il diritto di conoscere l’efficacia del vaccino per poter scegliere consapevolmente come difendersi dall’influenza”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (https://www.consumatori.it), annunciando di aver scritto al Ministero della Salute, in seguito all’indagine del “Center for Diseases Control and Prevention” degli Stati Uniti, per chiedere informazioni sui vaccini antinfluenzali utilizzati in Italia.

“Secondo le Autorità sanitarie degli USA -spiega Agostino Macrì esperto in materia dell’associazione- l’efficacia dei vaccini impiegati negli Stati Uniti nell’ultima campagna per la prevenzione dell’influenza è stata modesta nella popolazione ultra sessantacinquenne, il che fa sorgere qualche dubbio anche su quanto siano utili per le persone anziane del nostro Paese. Per questo motivo abbiamo chiesto chiarimenti al Ministero, anche per evitare che questi dati siano strumentalizzati nella prossima campagna antinfluenzale”.

“Sono sempre numerosi i consumatori che scrivono ai nostri sportelli per avere chiarimenti sull’efficacia del vaccino e sui destinatari raccomandati -conclude Massimiliano Dona (segui @massidona su Twitter)- e vogliamo essere certi di dare loro le informazioni corrette affinché il vaccino rappresenti realmente una risorsa e non solo una possibilità di business”.

Carne di cavallo: le domande dei consumatori

Dopo la scoperta di carne di cavallo non dichiarata in etichetta in alcuni prodotti alimentari, i consumatori italiani sono sempre più preoccupati di quello che portano a tavola. Agostino Macrì, esperto di Sicurezza alimentare della nostra associazione risponde alle domande più frequenti.

1) La carne di cavallo in generale può far male?

La carne di cavallo ottenuta da animali sani ha un ottimo valore nutrizionale e non dà origine a pericoli particolari. Con la carne di cavallo in alcune regioni italiane vengono preparate dei piatti tipici che sono molto apprezzati.

2) Cosa potrebbe avere di nocivo la carne di cavallo rilevata?

Il problema è rappresentato dal fatto che non si conosce l’origine dei cavalli da cui è stata ottenuta la carne e, soprattutto, quale sia stata la loro mansione. Se si tratta di animali allevati per essere macellati si deve ritenere che non hanno subito trattamenti farmacologici che possono lasciare residui pericolosi nelle loro carni. Se invece i cavalli hanno svolto attività sportiva è presumibile che siano stati trattati con farmaci di vario tipo che possono avere lasciato residui nel loro corpo; proprio per questo motivo la carne di questi animali non può essere destinata al consumo alimentare umano. Quindi eventuali pericoli possono arrivare soltanto da soggetti che hanno subito trattamenti farmacologici.

3) Cosa può succedere mangiando carne al fenilbutazone?

Il fenilbutazone è un farmaco antinfiammatorio particolarmente efficace in varie situazioni di flogosi. La sua concentrazione nella carne può variare in modo significativo in funzione della dose che viene somministrata e, soprattutto, nell’intervallo di tempo che passa dalla somministrazione alla macellazione. Dopo una settimana dieci giorni dalla somministrazione la sua presenza nelle carni è molto bassa. Come effetto “tossico” per il consumatore di carni contaminate il pericolo maggiore riguarda il possibile effetto negativo sulle difese immunitarie.

4) Chi doveva controllare?

Il primo controllo doveva essere effettuato da chi preparava le partite di carne e che doveva evitare l’inserimento della carne equina. Le aziende che utilizzano la carne per farne le diverse specialità alimentari avrebbero dovuto applicare un sistema di autocontrollo  sulla qualità della materia prima verificando se i certificati rilasciati dai loro fornitori erano corretti; le Autorità sanitarie pubbliche hanno l’incarico di verificare la corretta applicazione delle misure di autocontrollo. Sui prodotti finiti possono essere effettuati dei controlli (come in effetti è avvenuto) per verificare la loro qualità e sicurezza.

5) Cosa consigliamo ai consumatori?

Dai risultati finora disponibili risulta che il problema in Italia e molto ridotto se non del tutto assente. Comunque i controlli in atto dovrebbero escludere ogni possibilità di trovare prodotti trasformati in cui è presente carne di cavallo non dichiarata in etichetta. Per coloro che consumano la carne di cavallo, ma in genere per tutti gli alimenti, è necessario ricorrere soltanto ed esclusivamente ai canali di vendita legali che sono gli unici in grado di garantire la buona qualità igienico sanitaria certificata dai controlli veterinari.

Leggi l’articolo di Agostino Macrì “Tortellini al cavallo”

Leggi l’articolo di Agostino Macrì “Findus: rischi per il nostro Paese?”

Autore: Agostino Macrì
Data: 27 febbraio 2013

Truffe: non aprite quella porta!

Vecchio trucco, soliti inganni: sono sempre numerosi i consumatori che scrivono ai nostri sportelli denunciando di essere stati ingannati da sedicenti agenti che, in nome della convenienza, suonano alla porta proponendo offerte telefoniche, promozioni e sconti in bolletta. “Basta una ‘firmetta’ per assicurarsi vantaggi fantasmagorici”, rassicurano questi addetti alle vendita porta a porta, ma  poi iniziano i problemi.

Una firma su un qualsiasi modulo può avere conseguenze inimmaginabili, spesso, infatti, nonostante le rassicurazioni degli agenti, si sottoscrive inconsapevolmente un contratto con il quale si autorizza una società, di cui forse non si conosce neanche il nome, ad emettere fatture al posto del vecchio gestore.

“E’ sempre bene diffidare da questo tipo di visite -consiglia il Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona- e firmare soltanto dopo essersi fatti rilasciare una copia utile ad acquisire piena consapevolezza dei contenuti economici del contratto che ci viene sottoposto: solo in questo modo sarà possibile evitare brutte sorprese”.

Autore: Simona Volpe

Data: 21 febbraio 2013

MPS – Pesante l’accusa della CONSOB

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Nuove ipotesi di reato per Monte dei Paschi di Siena. In attesa che si faccia luce sulla vicenda e che si definisca la linea più opportuna da adottare, i consumatori coinvolti  possono rivolgersi ai consulenti dell’Unione Nazionale Consumatori (https://www.consumatori.it)

Roma, 20 febbraio 2013 – “Tra le varie ipotesi di reato prospettate va ora ad aggiungersi anche quella, ancor più grave per i risparmiatori e per la trasparenza del mercato borsistico, di manipolazione del mercato”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (https://www.consumatori.it) che aggiunge: “questo è quanto emerge dalla Nota Tecnica redatta dall’Ufficio Abusi di Mercato e trasmessa, unitamente ad una Relazione per la Commissione, dalla CONSOB al PM, Dott. Antonino Nastasi, che sta svolgendo le indagini”.

Secondo la CONSOB, dalle condotte tenute dagli esponenti MPS derivano gravi danni per i risparmiatori: “un investitore che si fosse proposto di compravendere strumenti finanziari emessi da MPS avrebbe rinvenuto nella relazione semestrale al 30 Giugno 2008 indicazioni false e fuorvianti circa (…) il valore degli strumenti finanziari emessi da MPS. Su tali indicazioni l’investitore avrebbe erroneamente fondato le proprie decisioni di investimento o disinvestimento con riguardo al prezzo al quale convenientemente compravendere e alla dimensione delle operazioni da effettuare”. Il risparmiatore sarebbe stato indotto, quindi, “ad attribuire agli strumenti finanziari emessi da MPS un valore superiore a quello loro attribuibile sulla base della reale consistenza del patrimonio di vigilanza e dell’effettiva consistenza dei coefficienti patrimoniali”.

“In attesa che si faccia luce sulla vicenda e che si definisca la linea più opportuna da adottare a tutela dei risparmiatori -prosegue l’avvocato Dona (segui @massidona su Twitter)- invitiamo quanti abbiano acquistato prodotti finanziari MPS a segnalarlo compilando il modulo e ad iscriversi alla nostra newsletter in modo da poter essere sempre costantemente aggiornati sui risvolti”.

Ogni segnalazione potrà essere potrà essere inviata all’indirizzo di posta elettronica info@consumatori.it indicando nell’oggetto MPS. I consulenti legali dell’Unione sono a disposizione dei consumatori per fornire chiarimenti e assistenza.

AUTO – Le garanzie per l’acquisto del nuovo e dell’usato

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Devo pagare la garanzia dell’auto? Ne ho diritto se acquisto una vettura usata? A chi mi devo rivolgere? Sono le domande più frequenti sul mercato dell’auto che i consumatori rivolgono agli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori (https://www.consumatori.it).

Roma, 7 febbraio 2013 – “La garanzia legale di conformità non è rinunciabile né limitabile: anche se firmaste una furbesca postilla che esclude o limita la garanzia, si tratterebbe di una clausola vessatoria, quindi nulla e priva di efficacia”. E’ quanto dichiara Raffaele Caracciolo, esperto di Automotive dell’Unione Nazionale Consumatori (https://www.consumatori.it), in riferimento alle garanzie della vendita di auto nuove e usate.

“Nonostante il periodo di crisi del settore -afferma Caracciolo- giungono sempre numerose domande ai nostri sportelli sul tema delle garanzie: ‘devo pagare la garanzia dell’auto? Ne ho diritto se acquisto una vettura usata? A chi mi devo rivolgere? Se modifico l’autovettura ho diritto alla garanzia?’, sono alcuni dei quesiti più comuni ai quali proviamo a rispondere per far ordine in un mercato in cui c’è molta disinformazione e un po’ di malafede”. Leggi le domande più frequenti dei consumatori.

“E fondamentale chiarire -conclude l’esperto- che la garanzia legale prevista dal Codice del Consumo, si applica per un periodo minimo di 24 mesi dalla data di consegna dei veicoli nuovi, o percepiti come tali dal consumatore; il termine è lo stesso per i veicoli usati, ma in questo caso può essere ridotto fino a non meno di 12 mesi purché con il consenso dell’acquirente, espresso prima della vendita”.