Archivio mensile:Marzo 2013

Recupero, ma di quale crediti?

Sta diventando il business del momento, molti consumatori ci segnalano di aver ricevuto solleciti di pagamento (o veri e propri atti di citazione) per il recupero di somme in realtà non dovute. L’ultima caso riguarda le comunicazioni inviate dalla “Ditta Paravati Consuelo” per il pagamento di alcune fatture Tim scadute. Però la cosa che desta sospetti è che i consumatori che ci hanno contattato affermano di non aver mai avuto un contratto con la Tim. Ed allora potrebbe trattarsi delle solite comunicazioni-truffa mandate ad ignari consumatori nella speranza di spaventarli ed indurli a pagare importi contenuti pur di evitare grattacapi. Insomma una vera e propria catena milionaria (se consideriamo che queste indebite richieste sono inviate a migliaia di consumatori).

In casi come questo è bene ricordare di non spaventarsi, verificare se il credito è dovuto, tenendo conto però che difficilmente le grandi società telefoniche si affidano a comunicazioni così improvvisate. Inoltre, è bene sapere, quando si ricevere un atto di citazione a comparire dinanzi ad un Giudice di un luogo diverso dalla nostra residenza, che questo è illegittimo!

La nostra organizzazione sta valutando con l’operatore la fondatezza di queste richieste di pagamento che, in molti casi, hanno ad oggetto fatture risalenti al 1997. Nei prossimi giorni invieremo una segnalazione alle autorità di vigilanza che valuterà la rilevanza dei fatti. Ma intanto, in caso di dubbio, il consiglio è di non pagare e di segnalare l caso ai nostri sportelli: consulenza@consumatori.it

Autore: Dino Cimaglia
Data: 22 aprile 2013

 

Acquisto di una nuova automobile

Quali sono le regole a protezione del consumatore che acquista un’auto nuova?

La protezione del consumatore che compra un’auto (a parte la disciplina delle pratiche commerciali scorrette in caso di pubblicità ingannevole) si sostanzia negli art. 128 e seguenti del Codice del Consumo che stabilisce, in sostanza, che tutti i prodotti sono garantiti dal venditore per due anni decorrenti dalla consegna del mezzo. Sul consumatore grava l’onere di denunciare il difetto (meglio se per iscritto) entro due mesi dalla scoperta.

(Raffaele Caracciolo)

Alle #cosedanoncredere si aggiunge il grande inganno delle rate

A seguito di una denuncia dell’Unione Nazionale Consumatori, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha condannato Mercedes per pubblicità ingannevole per le campagne Smart “Veramente sono 95 euro al mese? e SLK “Perché mettere un tetto ai tuoi desideri?

Nel primo caso la cartellonistica stradale enfatizzava il costo delle rate senza precisare che i consumatori, al termine del finanziamento di tre anni, per acquisire la titolarità del veicolo avrebbero dovuto versare una maxirata finale di 5.548 euro ovvero restituire il veicolo anche se in buona parte già pagato;  le affissioni pubblicitarie di SLK, invece, promettevano che sarebbe stato possibile acquistare una vettura con rate mensili di 249 euro senza precisare i reali costi del finanziamento.

In questi ultimi mesi abbiamo segnalato all’AGCM e anche attraverso la nostra campagna #cosedanoncredere, numerosi spot nel settore automotive, in particolare con riguardo al tema dei finanziamenti e delle vendite a rate: i messaggi si fanno sempre più aggressivi e numerosi consumatori ci raccontano la triste esperienza di scoprire, solo una volta giunti presso il concessionario, che nelle parole dei pubblicitari ci sono molte fantasie.

“C’è da augurarsi -commenta il Segretario generale Massimiliano Dona- che questi provvedimenti, sempre più frequenti grazie al costante impegno dell’Antitrust,  possano spiegare alle grandi imprese e a chi si occupa di produrre le campagne pubblicitarie che l’inganno non paga e che la crisi nella quale versa il Paese non può essere risolta promettendo ai consumatori agevolazioni di pagamento che esistono solo sulla carta: in questo modo non si fa che aggravare la sfiducia dei consumatori verso il mercato”.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 21 marzo 2013

AFFARI TUOI – Adesso è corretto?

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Dopo il provvedimento della Procura di Roma che ha chiesto l’archiviazione delle querele per diffamazione in merito ad "Affari tuoi", molti consumatori ci chiedono se possono ancora fidarsi del gioco dei pacchi.

Roma, 19 marzo 2013 – "Moltissimi appassionati del gioco dei pacchi ci chiedono se, dopo le nostre denunce, il gioco di Raiuno sia attualmente credibile: io fui estromesso dal mio ruolo di controllo, quindi non ho certezze su ciò che accade adesso, ma i miei sospetti restano". Con queste parole Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (https://www.consumatori.it), risponde alla curiosità della gente delusa dalle vicende processuali che hanno coinvolto il famoso quiz show "Affari tuoi" condotto da Max Giusti.

"Nel mio libro (‘Affari loro’, Minerva edizioni) -afferma Dona (segui @Massidona su Twitter)- spiegai dettagliatamente in che modo il gioco favoriva le vincite di alcuni concorrenti: il luogo delle scorrettezze era la stanza dove si svolgevano gli abbinamenti pre-partita (per questo mi fu impedito di accedere in quel posto, territorio esclusivo del dirigente Rai e del notaio). Anche se la Rai oggi dichiara che è tutto regolare -prosegue Massimiliano Dona- restano i miei dubbi: per quanto ne so, infatti, ancora oggi quella stanza è off-limit per ogni verifica esterna".

"Mi dispiace dirlo -conclude l’avv. Dona- ma il recente provvedimento della Procura di Roma rappresenta una macchia anche per i rappresentanti delle altre associazioni di consumatori che invece restarono nel programma, evidentemente senza richiedere di controllare nella stanza dei sorteggi: attualmente la loro presenza in diretta ad ‘Affari tuoi’ é solo un regalo per la Rai".

AFFARI TUOI – Il PM ci dà ragione

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Vittoria dell’Unione Nazionale Consumatori e "Striscia la notizia" su "Affari tuoi": il procuratore chiede l’archiviazione delle querele per diffamazione.

Roma, 18 marzo 2013 – "Leggere le parole di un Pubblico Ministero che ribadisce la veridicità delle cose scritte nel mio libro-inchiesta ‘Affari loro’ ha il gusto della vittoria!". Con queste parole Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (https://www.consumatori.it), festeggia il provvedimento della Procura di Roma che ha dichiarato il gioco "Affari tuoi" "assolutamente scorretto".

 

"Insieme al TG satirico di Antonio Ricci ‘Striscia la notizia -ricorda Dona (segui @massidona su Twitter)- sollevammo forti dubbi sulla regolarità del gioco di Raiuno: in particolare quando nel 2009 fui chiamato dallo stesso programma per controllare che tutto si svolgesse in maniera trasparente mi accorsi, e oggi lo conferma il procuratore Leonardo Frisani, che ‘i concorrenti più accorti erano stati messi in grado di individuare i pacchi contenenti i premi più ricchi‘. Ma ai miei dubbi, raccontati nel libro ‘Affari loro’ ed esposti in una denuncia alla Procura della Repubblica, dopo una prima inchiesta terminata con l’archiviazione (ma che lasciava molti dubbi sulla regolarità del gioco) è seguita una denuncia per diffamazione da parte del notaio della trasmissione Luigi Pocaterra".

 

"Oggi -conclude l’avvocato Dona- secondo il procuratore, quella querela non ha alcun fondamento né per Striscia (‘ricevere il Tapiro non ha alcuna rilevanza penale‘), né nei miei confronti: ‘Dona si è limitato alla semplice esposizione dei fatti‘, si legge infatti nel provvedimento del Pubblico Ministero".

GIUSTIZIA – Fasi decisive per l’ADR in Europa

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Domani 12 Marzo i membri della Commissione Mercato Interno e Protezione dei Consumatori del Parlamento Europeo si riuniranno per discutere su Soluzioni Alternative delle Controversie (ADR) e Soluzioni Alternative delle Controversie Online (ODR). Su Twitter segui l’hasthag della Commissione Europea #adror.

Roma, 11 marzo 2013 – “La tutela dei consumatori risulterebbe rafforzata dal potenziamento di quei meccanismi che consentono la soluzione alternativa delle controversie (ADR) anche online (ODR) con il ricorso alle conciliazioni”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (https://www.consumatori.it), aggiungendo: “le procedure di conciliazione paritetica sono un servizio estremamente importante per la cittadinanza, che porta a risolvere migliaia di casi che non troverebbero altra soluzione se non ricorrendo al giudice; le stesse aziende dovrebbero convincersi che si tratta di un ottimo strumento di attenzione verso il cliente, in particolare dopo il fallimento della mediazione civile”.

Questa del resto è la posizione dell’Unione Nazionale Consumatori alla vigilia di una data importante: domani 12 Marzo i membri della Commissione Mercato Interno e Protezione dei Consumatori del Parlamento Europeo si riuniranno per discutere su Soluzioni Alternative delle Controversie (ADR) e Soluzioni Alternative delle Controversie Online (ODR), tema centrale per l’enforcement (l’argomento è al centro di una campagna di comunicazione su Twitter attraverso l’hashtag #adror. Per avere maggiori informazioni consultare la pagina http://ec.europa.eu/consumers/redress_cons/adr_en.htm).

"La riluttanza dei consumatori nella tutela giuridica -afferma Massimiliano Dona (segui @massidona su Twitter)- è un fenomeno tipico dei mercati recentemente liberalizzati come quello italiano dove sempre più cittadini  rinunciano ai propri diritti in quanto non possono permettersi di far causa all’impresa scorretta, il che genera un sistema di prepotenze e tolleranza verso i potenti sempre più difficile da sradicare. A questo stato di cose -conclude l’avvocato Dona- non ha sicuramente posto rimedio l’introduzione della class action nel nostro ordinamento: nonostante la nostra Unione sia tutt’ora l’unica associazione di consumatori ad aver vinto un processo di questo tipo, riconosciamo l’urgenza di una revisione dello strumento”.

SICUREZZA ALIMENTARE – Quanta carne di cavallo c’è in giro?

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Nuovi casi di carne di cavallo non dichiarata in etichetta, questa volta nel sugo ragù Star; numerosi consumatori scrivono agli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori (https://www.consumatori.it) per avere chiarimenti.

Roma, 8 marzo 2013 – “Non è in gioco la salute dei consumatori, ma l’obbligo di trasparenza nei loro confronti”. E’ quanto dichiara Agostino Macrì, esperto di sicurezza alimentare dell’Unione Nazionale Consumatori (https://www.consumatori.it), commentando l’ennesimo caso di carne equina, non dichiarata in etichetta, riscontrato questa volta nel sugo ragù Star.

“Il dato che accomuna tutti gli episodi -afferma Macrì- è che la carne utilizzata proviene dall’ est Europa: evidentemente il prezzo era allettante e molte aziende l’hanno acquistata, fidandosi della certificazione dei produttori, senza fare i necessari prescritti controlli.

Hanno ragione, dunque, le aziende cha hanno immesso nel loro ciclo di lavorazione la carne equina nel dire di essere i primi truffati, ma è altrettanto vero che sono gravemente colpevoli di non avere effettuato i controlli previsti, in quanto ogni azienda alimentare deve esercitare una costante azione di autocontrollo in tutte le fasi della produzione ed ovviamente ha l’obbligo di controllare la composizione delle materie prime che adopera”.

“Dopo questo ennesimo caso -sostiene l’esperto- i consumatori ci chiedono se esiste il rischio di trovare la carne di cavallo anche in altri prodotti (confezionati o freschi); è bene ricordare, dunque, che da un punto di vista di sicurezza alimentare la presenza di carne equina può risultare dannosa solo per le persone che fossero allergiche. Non si può ignorare, però, che un gran numero di consumatori non desidera assolutamente mangiare carne di cavallo e questo comportamento alimentare deve essere rispettato.

Per questo motivo il consiglio che possiamo dare -conclude Macrì- è di non acquistare in questo momento (finché il problema non sarà risolto) i prodotti sospetti; nel caso che invece siano stati già comprati  è opportuno riconsegnarli al negozio, chiedendo il rimborso delle spese sostenute: i negozianti potranno a loro volta rivalersi sulle aziende fornitrici”.

Per maggiori informazioni leggi i consigli di Agostino Macrì “Carne di cavallo: le domande dei consumatori” o scrivi a info@consumatori.it

MPS – Nulli i contratti My Way e 4 You stipulati fuori dalla banca

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

I contratti My Way e 4 You offerti fuori dai locali della banca sono da considerarsi nulli: i consumatori che li abbiano sottoscritti possono, dunque, agire giudizialmente per chiedere il rimborso delle rate pagate.

Roma, 4 marzo 2013 – “I contratti My Way e 4 You che siano stati offerti e sottoscritti fuori dai locali della banca, se privi della clausola indicante la facoltà di recesso a favore del cliente, sono da considerarsi nulli”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (https://www.consumatori.it), facendo riferimento alla sentenza numero 1584 del 3 Febbraio 2012 della Suprema Corte di Cassazione.

“Come si ricorderà -aggiunge Dona (segui @massidona su Twitter)- una decina di anni fa questi contratti furono ingannevolmente proposti ai risparmiatori come piani di accumulo a fini previdenziali da Banca 121 (poi Monte dei Paschi di Siena), trattandosi in realtà di mutui finalizzati all’acquisto di fondi di investimento della stessa banca”.

“Il collocamento fuori dai locali della banca -spiega Valentina Greco, avvocato dell’associazione- non riguarda soltanto quello effettuato tramite promotori finanziari, ma anche se realizzato dai dipendenti bancari che si recano presso gli uffici dei clienti più importanti per far sottoscrivere loro contratti finanziari. Quindi -prosegue l’avvocato Greco- anche i contratti 4 You venduti dalle banche del gruppo Monte dei Paschi di Siena, che non contenevano la clausola indicante la facoltà di recesso a favore del cliente, sono nulli se sono stati fatti firmare fuori dai locali della banca”.

“La conseguenza giuridica -conclude l’esperto- è che i consumatori devono considerarli nulli e quindi tutti coloro che li abbiano sottoscritti possono agire giudizialmente per chiedere il rimborso delle rate pagate e gli interessi. Invitiamo, pertanto, tutti gli interessati ad inviarci una segnalazione all’indirizzo di posta elettronica info@consumatori.it, indicando nell’oggetto MPS: MY WAY/4 YOU”.