Archivio mensile:Marzo 2013

EUROPA – Massimiliano Dona confermato all’ECCG

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

La Commissione Europea ha confermato la nomina di Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, come componente del Gruppo Consultivo Europeo per i Consumatori (ECCG). Quali sono le sfide per i prossimi tre anni di mandato?

Roma, 19 settembre 2013 – "Un segnale di continuità che conferma un impegno importante e agisce da stimolo per affrontare le sfide del  futuro". Con queste parole Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori annuncia il suo secondo mandato come componente del Gruppo Consultivo Europeo per i Consumatori (ECCG).

La Commissione Europea ha, dunque, confermato la nomina dell’avvocato Dona che, già nel 2010, era stato designato a rappresentare i consumatori italiani a Bruxelles: "dopo la fiducia che i colleghi delle altre associazioni italiane mi hanno accordato sono orgoglioso adesso di questa conferma da parte della Commissione" commenta Dona (segui @massidona su Twitter) che aggiunge: " il mio mandato coprirà anche i sei mesi di presidenza dell’Italia al Consiglio dell’Unione Europea e dunque ci sarà molto lavoro da fare".

"In questi tre anni in Europa -prosegue Dona- abbiamo discusso di temi che riguardano da vicino i consumatori (dai nuovi regolamenti in materia alimentare alla tutela dei diritti turistici), ma rimangono ancora delle zone d’ombra su cui il legislatore europeo ha il dovere di intervenire: su tutti  è fondamentale definire gli strumenti che assicurino ai consumatori un agevole accesso alla giustizia ed un effettivo risarcimento dei danni patiti anche grazie ad una class action europea: solo così sarà possibile estirpare la riluttanza dei consumatori nella tutela giuridica, per cui sempre più cittadini rinunciano alla tutela dei propri diritti in quanto non possono permettersi di far causa all’impresa scorretta".

ENERGIA – Le proposte dell’UNC all’AEEG

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Presentate oggi le proposte dell’Unione Nazionale Consumatori sui temi dell’energia durante le consultazioni periodiche dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

Roma, 18 settembre 2013 – Si è svolta questa mattina la sessione dedicata alle Associazioni Consumatori delle consultazioni periodiche dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas. Nell’ambito di questo importante appuntamento l’Unione Nazionale Consumatori non ha fatto mancare la sua voce, segnalando le problematiche che da tempo denuncia e proponendo gli interventi necessari a superarle.

“Le conseguenze della crisi -spiega Pieraldo Isolani, responsabile del settore energia dell’UNC- stanno diventando ormai insopportabili: il reddito si riduce, milioni di famiglie sono sotto il livello di povertà, numerose aziende chiudono e centinaia di migliaia di lavoratori hanno perso il posto di lavoro. Pur nella consapevolezza della ristrettezza dei margini di cui dispone, anche l’Autorità per l’energia deve fare la sua parte per contribuire a superare, o almeno alleviare, questa situazione affrontando con urgenza le seguenti questioni:

– è indispensabile una rimodulazione del Bonus Sociale Elettrico e Gas allargando la platea degli aventi diritto e aumentando l’entità del contributo e, inoltre, estenderlo anche al settore idrico;

– è arrivato il momento di ‘alleggerire’ la bolletta elettrica da tutti quei costi impropri che sono dei veri e propri balzelli caricati sulle spalle dei consumatori: sussidi alle aziende energivore ed alle FFSS, prelievi dalle bollette per coprire i costi delle manovre economiche, ecc.

– intervenire per  eliminare le rendite generate dagli incentivi alle fonti rinnovabili (fotovoltaico in particolare), che gravano sulle bollette delle famiglie, e non rinviare questi costi ai prossimi anni, maggiorati degli interessi, come prevede la proposta di emettere le obbligazioni;

– di fondamentale importanza è la difesa del Mercato di Maggior Tutela e dell’Acquirente Unico, consolidandone il ruolo di operatore nel Mercato, e facendo in modo che il Mercato Libero si trasformi realmente in un’opportunità di risparmio per i consumatori e non in una giungla di offerte poco chiare e spesso, come rilevato dall’indagine della stessa AEEG, anche poco convenienti;

– bisogna affrontare e risolvere il problema delle pratiche commerciali scorrette, della comunicazione tra distributori e venditori e rafforzare il ruolo delle AACC attraverso la valorizzazione di quelle buone pratiche, come i protocolli di conciliazione paritetica e la gestione dei reclami per conto dei consumatori, utili sia come segnalazione dei disservizi che per la risoluzione efficace dei contenziosi”.

L’Unione Nazionale Consumatori fa appello all’AEEG affinché tenga conto delle proposte, intervenendo sia attraverso l’attività regolatoria che facendo pressione sul Governo utilizzando lo strumento delle segnalazioni.

Scarica la nota completa presentata dall’UNC

PUBBLICITA’ – Condannata Eni grazie a “Cose da non credere”

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

A seguito della denuncia dell’Unione Nazionale Consumatori, attraverso la campagna di video "Cose da non credere", l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha multato Eni per lo spot "Eni 3".

Roma, 12 settembre 2013 – "’Cose da non credere’ colpisce ancora e dopo la nostra video-denuncia arriva la sanzione dell’Antitrust". E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (www.consumatori.it), annunciando la multa di 250 mila euro comminata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ad Eni per la pubblicità "Eni 3".

"Lo scorso dicembre -ricorda Dona (segui @massidona su Twitter)- denunciammo attraverso la nostra campagna ‘Cose da non credere’ (Guarda il video #cosedanoncredere 03: Eni e la campagna ‘scopri eni3‘) lo spot di Eni in cui si pubblicizzava un’offerta comprendente gas, luce e carburante ‘finalmente in un unico pacchetto’; come rilevato dal Garante ‘gli spot andati in onda nel periodo novembre-dicembre 2012 erano ambigui e omissivi, in grado di falsare in misura apprezzabile le scelte dei consumatori in relazione ai servizi pubblicizzati‘. Il messaggio pubblicitario, infatti -spiega l’avvocato Dona- attraverso le immagini e la voce fuori campo, veicolava ai potenziali nuovi clienti una promessa particolarmente allettante consistente nella possibilità di bloccare il prezzo della bolletta di luce e gas per 36 mesi e di ottenere uno sconto immediato di 6 cent sull’acquisto di un litro di carburante: in realtà il blocco dei prezzi riguardava soltanto una quota delle bollette (la c.d. quota energia) difficilmente quantificabile da parte dei consumatori, mentre per ottenere lo sconto sulla benzina era comunque necessario aderire ai programmi di fidelizzazione della società nella vendita di carburanti ".

"Oltre al messaggio ingannevole -ricorda Massimiliano Dona- la prima versione della pubblicità conteneva l’immagine di un grafitaro che disegnava il logo Eni sui muri delle città: grazie al nostro intervento, il writer (che sicuramente non veicolava un messaggio positivo) è scomparso nelle versioni successive, ma ciò non ha reso l’offerta più trasparente".

Guarda gli altri video di #cosedanocredere e segui la discussione su Twitter

#COSEDANONCREDERE – Coca-Cola non sa perdere

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, commenta le risposta di Coca-Cola alla notizia dell’intervento dell’Autorità Antitrust su un messaggio pubblicitario della stessa azienda.

Roma, 6 settembre 2013 – "È sconcertante l’atteggiamento di alcune grandi aziende che vogliono avere sempre ragione". È questo il commento di Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (www.consumatori.it), rispetto alle prese di posizione della Coca-Cola in seguito alle notizie, diffuse dai media, circa l’intervento dell’Autorità Antitrust su un messaggio pubblicitario diffuso dalla stessa azienda.

"Invece di tacere -incalza Massimiliano Dona (segui @massidona su Twitter)- anche per rispetto dei consumatori traditi da messaggi pubblicitari scorretti, il management di Coca-Cola ha pensato bene di avventurarsi in una difesa impossibile: sostenere che l’esito del procedimento davanti all’Autorità Garante della Concorrenza sia un buon risultato, persino una conferma della correttezza commerciale dell’azienda. È vero che non c’è stata sanzione, ma questo perché (è bene spiegarlo ai non addetti ai lavori) l’azienda ha ammesso l’ingannevolezza di alcuni messaggi ed ha scelto la procedura degli ‘impegni’, una sorta di patteggiamento per evitare la condanna con l’impegno appunto di modificare per il futuro la propria comunicazione".

Qualche giorno fa proprio Massimiliano Dona (vedi il comunicato "PUBBLICITA’ – Le #cosedanoncredere negli spot di Coca Cola e chewing gum") commentava amaramente che in tempo di crisi sarebbe lecito aspettarsi da aziende di alto lignaggio un serio investimento in correttezza verso i consumatori. Oggi c’è di più: "devo rilevare -conclude l’avv. Dona- che Coca-Cola manca di buon gusto spingendosi fino al ridicolo per difendersi pubblicamente di fronte all’evidenza di un comportamento scorretto. Se l’azienda fosse stata socialmente responsabile, invece, mi sarei aspettato una seria verifica interna della comunicazione commerciale e del marketing pubblicitario che si dimostra schizofrenico come ho già rilevato in passato, evidenziando che dopo la campagna invernale fondata su bottiglie di formato più grande, abbiamo assistito a quella estiva che promuoveva i formati più piccoli in una prospettiva di minor apporto calorico".

PUBBLICITA’ – Le #cosedanoncredere negli spot di Coca Cola e chewing gum

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Riparte la campagna dell’Unione Nazionale Consumatori (attraverso l’hashtag #cosedanoncredere) dedicata alle pubblicità ingannevoli: il Segretario generale Massimiliano Dona commenta gli interventi dell’Autorità Antitrust sugli spot di Coca-Cola e di una celebre marca di chewing-gum.

Roma, 4 settembre 2013 – "Insieme alla crisi economica, viviamo una grave crisi di correttezza commerciale resa evidente dalla crescente frequenza degli interventi dell’Autorità Antitrust". E’ questo il commento di Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (www.consumatori.it), rispetto alle ultime iniziative che hanno inchiodato l’industria americana della bibita zuccherata e la celebre marca di chewing-gum, la Perfetti Van Melle, per campagne pubblicitarie ingannevoli.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha imposto a Coca Cola di rimuovere le scorrette informazioni contenute in un opuscolo pubblicitario dove si fornivano notizie nutrizionali fuorvianti, in particolare sul contenuto di zuccheri e si arrivava persino a sostenere che la bevanda gassata fa bene perché favorisce l’idratazione del corpo umano o a esaltare la comprovata sicurezza della caffeina. Il Garante ha altresì bocciato la campagna Perfetti Van Melle che sostiene l’idea che masticare chewing-gum possa evitare di lavare i denti con lo spazzolino.

"E’ gravissimo -prosegue l’avvocato Massimiliano Dona (segui @massidona su Twitter)- che siano proprio i leaders del settore a macchiarsi sempre più frequentemente di questi inganni alle spalle dei consumatori, imprese dalle quali sarebbe lecito attendersi un atteggiamento etico verso il mercato e che invece dimostrano di non sapere cosa sia la Responsabilità sociale di impresa, quella CSR che è spesso sbandierata nei bilanci sociali, ma che poi in concreto non esiste".

Secondo Massimiliano Dona, "è la peggiore risposta che potremmo aspettarci in tempo di crisi. Se anche certe big companies sono in difficoltà, non possiamo però tollerare che la risposta sia un permanente inganno ai danni dei consumatori: dalle campagne sui finanziamenti per l’acquisto delle auto, agli spot della telefonia, sembra proprio che la pubblicità abbia rinunciato a dare informazioni veritiere. Ma quello che queste aziende trascurano è che i consumatori stanno perdendo fiducia negli spot e dunque sempre più spesso rinunciano a fare acquisti non solo per colpa dei budget limitati, ma anche per una crescente diffidenza".

L’Unione Nazionale Consumatori ha promosso una campagna, invitando i consumatori a segnalare spot ingannevoli utilizzando la casella di posta info@consumatori.it o su Twitter attraverso l’hashtag #cosedanoncredere.