Archivio mensile:Marzo 2013

PREMIO DONA – Le mille voci della sostenibilità

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COMUNICATO STAMPA

PREMIO DONA:  LE MILLE VOCI DELLA SOSTENIBILITA’

In occasione della settima edizione del Premio “Vincenzo Dona, voce dei consumatori”, abbiamo ascoltato le voci di alcune fra le imprese protagoniste. Ecco cosa hanno dichiarato ai microfoni dell’Unione Nazionale Consumatori:

Una mongolfiera composta da mille palloncini colorati: è questa la creatività che abbiamo scelto per il Premio Dona 2013, a rappresentazione delle molte voci che dovranno necessariamente collaborare se si vorrà fare della sostenibilità una opportunità concreta per il nostro Paese”. Queste le parole di Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, per presentare la settima edizione dell’evento consumeristico più importante dell’anno.

Aidepi è consapevole che le proprie aziende associate vedano la sostenibilità come un’opportunità per cogliere la sfida della green economy e sviluppare le potenzialità che hanno a disposizione per fornire un valido contributo in questo processo di crescita.

Già nel 2004 l’Associazione ha aderito all’United Nation Global Compact , l’iniziativa politica proposta dall’ex segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan, svolgendo azioni di informazione e sensibilizzazione dirette alle proprie aziende associate.  Aderisce alla Carta dei Principi di sostenibilità di Confindustria, ed ha conseguito la certificazione ambientale ISO 14001 nel marzo 2012
” – così Aidepi.
Mario Piccialuti, Direttore di Aidepi, ha dichiarato: “credendo fortemente nei principi della sostenibilità, nel 2008 ha istituito un’apposita commissione costituita da esperti provenienti dalle principali aziende associate che sta ultimando il primo Rapporto di sostenibilità del settore del Dolce e della Pasta, probabilmente unico nel suo genere in Europa, e che sarà presentato nella prossima primavera. Il Rapporto, oltre a descrivere gli impatti delle principali materie prime agricole utilizzate nel settore in termini di “carbon footprint” e “water footprint”, è corredato dai dati delle performance ambientali di settore nel quadriennio 2009-2012, con l’obiettivo di raccogliere e valutare le emissioni di CO2, dei consumi energetici, di quelli di acqua, dei rifiuti prodotti ed avviati al recupero al fine di fissare gli obiettivi di miglioramento nel lungo periodo.

A titolo d’esempio, grazie all’utilizzo dei Sistemi di Gestione Ambientale ed all’applicazione delle migliori tecniche disponibili, il settore ha risparmiato nel quadriennio l’equivalente di 16 Anfiteatri Flavii di acqua!”


AIDEPI non mancherà di continuare a realizzare gli impegni pianificati e svolgere il ruolo di stimolo verso il proprio settore
”.

Assolatte ha dichiarato: “l’industria lattiero-casearia è tra gli esempi più emblematici della ‘sostenibilità piena e realizzata’, in tutte le sue declinazioni: in senso sociale, come capacità di garantire benessere e salute dei consumatori, a partire dalla più ampia disponibilità e sicurezza dei propri prodotti; in senso ambientale come capacità di mantenere qualità e riproducibilità delle risorse naturali, evitando perdite e sprechi; in senso economico, come capacità di generare reddito e lavoro.

Il formaggio nasce agli albori della storia umana come metodo atto a preservare e rendere disponibili nel tempo e nello spazio le proprietà nutritive di un alimento tanto ricco di sostanze, quanto deperibile: il latte.


Le tecniche si sono via via affinate,  fino ad arrivare, grazie alla pastorizzazione e alle nuove tecnologie di confezionamento, alla possibilità di distribuire il latte tal quale ovunque e a renderlo disponibile a tutti in imballaggi sempre più leggeri, nella pienezza delle sue qualità sensoriali e nutrizionali, in condizioni di totale sicurezza per la salute, a costi sostenibilissimi per chiunque, generando lavoro e ricchezza.


Assolatte ha inoltre accompagnato le aziende nel compimento di un percorso di completa tracciabilità dei prodotti, grazie alla quale svolge un importante compito di ‘sentinella ambientale’ in collaborazione con le Istituzioni. Una tutela del territorio alternativa all’idea dei chilometri zero, la cui applicazione al settore lattiero-caseario sarebbe sbagliata, perché causerebbe insostenibilità anziché sostenibilità. Il latte non si produce e non è producibile ovunque: se non vi fosse l’industria, in molte zone del Paese l’unica cosa a chilometri zero sarebbe l’indisponibilità di latte e – questa – non potrebbe definirsi davvero ‘un’idea sostenibile’
”.

Stefano Brovelli, Presidente Assosalute, ha affermato: “i medicinali di automedicazione, quelli acquistabili senza bisogno della ricetta del medico e indicati per il trattamento autonomo dei più comuni disturbi di salute, rappresentano un’importante risorsa in grado di contribuire alla sostenibilità del Sistema Sanitario del nostro Paese.

Destinati al trattamento dell’80% dei disturbi di salute della popolazione, possono favorire l’emersione e la valorizzazione di quegli ambiti di salute e cura dove il cittadino sempre più chiede di sviluppare la propria autonomia. Inoltre, intervengono su comportamenti inappropriati, favorendo un approccio alle opzioni terapeutiche più adatte e contribuendo ad una razionalizzazione delle risorse destinate alla Sanità pubblica (es. minor ricorso al “pronto soccorso”, minori visite al medico di medicina generale, ecc.).


La sostenibilità del Sistema Sanitario passa dunque anche attraverso i farmaci di automedicazione. Investire in questo ambito significa investire nello sviluppo della cultura della salute
”.

Ecco la dichiarazione di Asdomar, Generale Conserve. “Sostenibilità equivale a garantire i bisogni delle generazioni attuali, senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri: questa è una delle definizioni che rende appieno anche la visione e l’approccio  strategico di Generale Conserve. La sostenibilità deve essere considerata come un mezzo per la prosecuzione della vita stessa dell’Azienda, come il mantenimento degli elementi che alimentano e sostengono il business, in estrema sintesi: la materia prima e il potere d’acquisto dei consumatori. Ecco perché la strategia di sostenibilità dell’ azienda si fonda proprio  su questi  tre pilastri: il lavoro in Italia, la responsabilità sociale e la sostenibilità della pesca”.

Così Federico Sannella, Responsabile Relazioni Esterne di Birra Peroni:“ci sentiamo partecipi degli obiettivi proposti in questa giornata perché da sempre crediamo nell’Italia, nelle opportunità che offre questo Paese e lo facciamo insieme a tutti i protagonisti della nostra filiera, dalla Terra alla Tavola. Condividiamo con gli stakeholder presenti in questa giornata l’obiettivo di percorrere, insieme, azioni di sostenibilità a 360°, a vantaggio delle aziende e dei cittadini.  Lavoriamo con gli agricoltori e i produttori delle nostre materie prime che curano con passione i loro prodotti. Ci impegniamo con le nostre persone al fine di migliorare sempre di più la nostra capacità produttiva agendo in maniera sostenibile. Collaboriamo con i nostri clienti per fornire ai nostri consumatori in maniera responsabile, in Italia e in tutto il mondo, un prodotto di altissima qualità da oltre 160 anni.  Insieme possiamo costruire un futuro migliore”.

Antonio Guerrini, Direttore Generale di Confindustria CECED Italia ha spiegato: “la costante innovazione, interamente autofinanziata dai produttori, ha portato gli elettrodomestici nelle Classi energetiche di eccellenza a ridurre drasticamente i consumi di elettricità, acqua, detersivo. Per esempio, un frigorifero in Classe A++ consuma il 70% in meno  in confronto a un prodotto paragonabile di 10 anni fa. Lavabiancheria e lavastoviglie risparmiano circa il 60% di energia elettrica rispetto a 10 anni fa. Questo risparmio significa minori emissioni di CO2 nell’atmosfera, stimate, negli ultimi 10 anni in Europa, in circa 34 TWh di elettricità, pari a circa 17 Mton (milioni di tonnellate) di CO2. Un esempio significativo è fornito dalle lavastoviglie, che possono completare un intero ciclo utilizzando solamente 10-12 litri d’acqua, contribuendo così alla salvaguardia di un prezioso bene naturale. In attuazione della Strategia Energetica Nazionale, servono politiche nazionali focalizzate alla sostituzione delle vecchie apparecchiature energivore con quelle di nuova generazione, molto più efficienti e con il maggiore impatto sui consumi energetici e l’ambiente. La trasformazione del mercato, opportunamente promossa e incentivata in termini di sostenibilità, avrebbe un impatto positivo sul bilancio statale e sul sistema energetico nazionale”.

Corrado Sforza Fogliani, Presidente di Confedilizia, ha affermato: “la Confedilizia è da sempre promotrice di una politica che favorisca il recupero del patrimonio edilizio esistente e la sua valorizzazione. In questo quadro, abbiamo da sempre guardato con grande attenzione a tutte quelle misure che – soprattutto attraverso incentivi di natura tributaria – rendano meno oneroso per i proprietari di casa l’accesso a tecnologie che siano in grado di coniugare la riduzione dei costi per le famiglie con la salvaguardia dell’ambiente. Rientrano in questo ambito le detrazioni fiscali per gli interventi finalizzati al risparmio energetico, per le quali abbiamo in più occasioni richiesto che fossero rese il più possibile stabili in modo da consentire la programmazione dei lavori necessari. Si tratta di politiche che non vanno interrotte, ma che rischiano di rivelarsi insufficienti in una fase – come quella che stiamo vivendo – in cui il peso della tassazione sugli immobili, soprattutto affittati, ha raggiunto un livello tale da impedire in molti casi qualsiasi spesa che non sia ritenuta come strettamente indispensabile alla salvaguardia del bene”.

La migliore assicurazione per il futuro è avere comportamenti sostenibili. Ciò vale soprattutto per i consumatori che, con le proprie scelte di vita e di consumo, possono premiare prodotti e servizi rispettosi dell’ambiente e penalizzare quelli realizzati in paesi o da imprese che non danno questa garanzia. La Fondazione è impegnata a sostenere iniziative e progetti concreti di consumo sostenibile”. Queste le parole di Paolo Landi, presidente Fondazione Consumo Sostenibile.

Gaia Checcucci, vice presidente Federutility, ha dichiarato: “l’acqua del sindaco è un progetto concreto, sostenuto da  Federutility e Ministero dell’Ambiente,  che trova ampio sostegno da parte dei cittadini. Sono già circa mille i chioschi di distribuzione nelle varie regioni.  È un servizio, un consumo sostenibile,  che porta un risparmio  alle famiglie, rispetto all’acqua del supermercato di circa 200 euro/anno, una  riduzione di CO2 perché evita  la produzione e smaltimento delle bottiglie di plastica e il trasporto dell’acqua dalla fonte al supermercato”.

Ettore Capri, Professore all’Università cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, ha dichiarato: “la filiera produttiva del formaggio Grana Padano DOP risale a circa mille anni fa e da sempre è espressione della sostenibilità e della green economy del territorio di produzione. Da quando i monaci che attorno al 1000 bonificarono le paludi della valle del Po ottenendo rigogliosi pascoli si sviluppò una filiera produttiva molto integrata con il territorio. Le vacche venivano alimentate con i foraggi degli abbondanti pascoli, quando necessario e possibile la loro alimentazione veniva integrata con i residui della macinazione dei cereali (cruscami) mentre il residuo della caseificazione, il siero di latte, era destinato all’allevamento dei suini che affiancava i caseifici; così non si sprecava nulla e tutto veniva utilizzato. In questo contesto insieme ad un indotto economico e sociale per la comunità nacque così un alimento di alto valore nutrizionale: un formaggio a pasta dura che grazie alla stagionatura consentiva di conservare il latte fino a più di un anno e che ne avrebbe fatto la sua fortuna. Occorre circa ½ litro di latte crudo proveniente solo dal territorio definito dalla DOP per ottenere una porzione di 30g di Grana Padano DOP.

Oggi la stessa filiera s’impegna in un rigoroso progetto per migliorare la sua efficienza. Attraverso metodi di riferimento internazionali quali ad esempio l’analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assessment) vengono valutate e poi ridotte le impronte ambientali derivanti dalla gestione delle risorse ambientali.


Il Consorzio di Tutela Grana Padano ha avviato una ricerca sul campo a livello di caseifici tipo nelle situazioni territoriali differenziate che caratterizzano tutta l’area di produzione. Un impegno che coinvolge gli operatori a cui saranno destinati i protocolli di sostenibilità e le linea guida per le buone pratiche. Attraverso campagne informative anche il consumatore sarà protagonista di questo progetto perché la sua impronta ambientale è rilevante quando la dieta e la manipolazione dei prodotti alimentari è scorretta
”.

Questa la dichiarazione di Federalimentare:“l’Industria Alimentare italiana è fortemente interessata all’affermazione su scala globale di modelli di produzione e consumo sostenibili, che facciano fronte al crescente fabbisogno della popolazione mondiale e garantiscano la competitività dei sistemi agroalimentari nel rispetto dell’ambiente. Quale secondo settore manifatturiero del Paese e anello centrale del primo settore economico, siamo convinti che la sostenibilità – nella dimensione economica, sociale e ambientale – richieda il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera e vada declinata in relazione allo specifico contesto operativo, intervenendo sugli ambiti che offrono i più importanti margini di riduzione degli impatti. L’innovazione dei processi, la valorizzazione dei sottoprodotti, l’ottimizzazione del packaging e la partecipazione proattiva ai sistemi di recupero e riciclo, la razionalizzazione della logistica, l’efficienza energetica e idrica rappresentano importanti aree di sviluppo e i principali ambiti d’intervento delle Imprese alimentari, che hanno già raggiunto importanti risultati e sono proiettate verso più ambiziosi obiettivi”.

Pietro Lironi, Presidente Giflex, Gruppo Imballaggio Flessibile, ha affermato: “l’imballaggio flessibile offre un’ottima soluzione per le nostre sfide di sostenibilità di oggi fornendo una risposta semplice e adattabile a porzionatura, conservazione e richieste di convenienza. Efficacia ed efficienza sono i fattori fondamentali che definiscono la massima sostenibilità di una soluzione di packaging. Il packaging flessibile consente contemporaneamente sia l’ottimizzazione della funzionalità packaging e il miglior uso delle risorse offrendo notevoli benefici economici, ambientali e sociali. L’equazione ‘più prodotto meno imballaggio’ si adatta perfettamente a questo tipo di materiale che è molto leggero e quindi riduce l’incidenza del peso del pack garantendo contemporaneamente la massima sicurezza del consumatore. Quando si analizza l’intero ciclo di vita di un prodotto, tenendo conto di tutti gli aspetti della catena del valore, possiamo vedere che il flessibile sposa il concetto di ‘green economy’ perché riduce gli sprechi, aumenta la ‘shelf life’ del prodotto, minimizza i volumi e si adatta a tutte le applicazioni”.

Luca Pereno, Coordinatore Sviluppo Sostenibile di Leroy Merlin Italia, ha dichiarato: “siamo molto soddisfatti di questo riconoscimento perché da sempre la nostra azienda è impegnata nella diffusione della cultura sostenibile e il progetto ‘Carbon Foot Print di Prodotto’ è un passo importante di questo percorso. Con questo progetto, abbiamo avviato una serie di iniziative di informazione e promozione dei prodotti a minore impatto ambientale, rivolte ai nostri clienti. Coinvolgendo i nostri partner, l’azienda si è infatti impegnata nel promuovere lo sviluppo di una o più Carbon Footprint di prodotto (CFP), attraverso un accordo volontario con il Ministero dell’Ambiente, la Task Force per la valutazione dell’impronta ambientale del Ministero collaborerà con noi e una decina di fornitori. Con questo progetto, verrà realizzata un’attenta analisi, finalizzata alla conoscenza degli impatti ambientali e a una loro corretta e completa comunicazione e, in futuro, all’eventuale individuazione delle misure da attuare per la riduzione delle emissioni nel ciclo di vita dei prodotti”.

Fabrizio Mantovani, Franchise Devolpment Director Mail Boxes Etc. Italia ha affermato: “abbiamo accolto molto volentieri l’invito a partecipare al Premio Vincenzo Dona per dare la nostra testimonianza sul fare impresa in modo sostenibile.

Crediamo che ‘ripartire insieme in modo sostenibile’ sia realmente possibile, a condizione che sia un obiettivo comune e che ci si adoperi, tutti, con il massimo impegno per rendere effettivamente disponibili le risorse e le condizioni per la ripresa economica del Paese. Una ripresa che riteniamo possa avvenire proprio attraverso il sostegno alla nascita di nuove imprese, che con la formula dell’autoimpiego rappresenta una risposta anche al gravissimo problema dell’occupazione. Tutto ciò deve avvenire nel rispetto dell’ambiente e delle risorse, intese sempre di più come bene comune.


Ci auguriamo anche che il Premio Vincenzo Dona di quest’anno sia il primo di una serie di appuntamenti che, sotto la guida del suo Segretario Generale, possano essere l’occasione per mettere insieme autorevoli esponenti del privato, del pubblico e dell’associazionismo per individuare e iniziare concretamente una serie di azioni per imboccare la strada della ripresa
”.

Claudio Ferri, Head of Sales MasterCard Italia, ha dichiarato: “MasterCard è una Società tecnologica globale che si occupa di sistemi e di tecnologie di pagamento. Possiede la rete di gestione di pagamenti più veloce al mondo, che consente di connettere i consumatori, le istituzioni finanziarie, gli esercenti, i governi e le aziende in più di 210 Paesi e territori.

Ogni giorno a MasterCard usiamo le nostre competenze, la nostra tecnologia e la nostra esperienza per rendere l’economia e i pagamenti, facili, sicuri e veloci, e più accessibili per tutti.


Ogni giorno creiamo prodotti e servizi che siamo convinti possano sostenere la crescita economica, l’efficienza, la trasparenza e il progresso del commercio a livello globale, al centro del quale è per noi molto importante la vita delle persone e delle comunità con cui interagiamo.


MasterCard in Italia, ad esempio, partecipa attivamente a programmi di educazione economica dei giovani,  attraverso attività di volontariato d’impresa nelle scuole.


Grazie all’associazione con organizzazioni no profit, i dipendenti di MasterCard, in qualità di esperti d’azienda prendono parte volontariamente a programmi di educazione nelle scuole secondarie e nei licei, insegnando i concetti base dell’economia e della finanza, ma anche sostenendo la realizzazione concreta di ‘mini progetti d’impresa
’”.

Ecco la dichiarazione di Maurizio Molinari, Presidente Metaenergia. “La nostra, pur essendo un’Azienda di servizi, fa della sostenibilità un proprio punto di forza, che concretamente si realizza attraverso azioni di comunicazione trasparente, agevolazioni alle famiglie, attenzione verso il sociale e rispetto per le persone e l’ambiente. Metaenergia appoggia anche iniziative rivolte ai giovani, all’arte, alla cultura, allo sport ma anche alla divulgazione e all’applicazione di una nuova cultura dell’energia che insegni come consumare meglio attraverso interventi di reale efficientamento energetico e di gesti quotidiani di consumo”.

Daniela Murelli, Direttore Corporate social responsibility Gruppo Sanpellegrino, ha affermato: “parlare di Green Economy oggi è di grande attualità. Mi piace a questo riguardo sottolineare un concetto che condivido pienamente: la Green Economy è  un’economia  che si basa sul cambiamento, volto al raggiungimento di una maggior sobrietà  da non intendersi come ‘scarsità’, bensì come maggior consapevolezza e ottimizzazione delle risorse. Il compito delle aziende nell’era della Green Economy è quello di adottare comportamenti sostenibili e di incentivarli a loro volta, sensibilizzando l’opinione pubblica ed indirizzandola verso uno stile di vita virtuoso a tutto tondo. Come  Gruppo Sanpellegrino, in qualità di principali player nel mercato delle acque minerali, adottiamo un approccio volto alla creazione di valore condiviso, per la nostra azienda  e per le comunità in cui operiamo. All’interno del nostro percorso di sviluppo sostenibile, abbiamo messo in campo azioni volte al coinvolgimento diretto dei cittadini; un esempio è il grande impegno che stiamo investendo nel promuovere l’importanza di una corretta raccolta differenziata dei rifiuti, in particolare delle bottiglie in PET, che solo così possono rinascere a nuova vita, creando benefici per l’intera società civile e riducendo il loro impatto sull’ambiente”.

Queste le parole di Angelo Trocchia, Presidente Unilever Italia: “nel piano di sostenibilità Unilever abbiamo tradotto gli obiettivi di miglioramento della qualità della vita delle persone e di riduzione ambientale, in obiettivi di business. Non si tratta di filantropia dunque, ma di un nuovo modo di fare business nel quale la sostenibilità non è una semplice giustapposizione ma è parte integrante della crescita. Si parte da un asserto molto semplice: in un mondo e in un’economia in rapida trasformazione solo integrando la sostenibilità sociale e ambientale nella catena del valore di ogni business, si potrà crescere nel lungo periodo. Da qui il nostro impegno a raddoppiare il fatturato e, allo stesso tempo, dimezzare l’impatto ambientale e aumentare quello sociale entro il 2020.  L’obiettivo è ambizioso e siamo consapevoli che da soli sarà impossibile raggiungerlo. Se vogliamo creare un mondo in cui operare in maniera sostenibile diventi la norma è necessaria maggiore collaborazione tra aziende, governi, ONG, clienti e cittadini. Unilever è aperta ad accogliere nuove idee da tutti i settori per fare la differenza per le future generazioni”.

Luca Tonelli, Amministratore delegato Ventana Group, ha affermato: “come Ventana Group abbiamo intrapreso un percorso di sostenibilità importante, avvalendoci della collaborazione di un partner significativo come il WFP Italia, il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite che combatte la fame nel mondo. Oggi siamo in grado di offrire servizi di hospitality e MICE in linea con il tema di Expo 2015 e lavoriamo ogni giorno per posizionarci al centro di pratiche realmente sostenibili grazie al nostro nuovo format di prodotto, ‘BeSt’, che rappresenta un approccio concreto e facile alla sostenibilità.

‘BeSt’ significa ‘Beautiful Sustainable events & travels’ e intende offrire alle aziende nostre clienti la possibilità non solo di realizzare un evento ‘green’, ma anche, volendo mettersi maggiormente in gioco -come d’altronde noi di Ventana per primi abbiamo fatto-, di crescere ed evolvere fino a inserire eventi e viaggi sostenibili nella propria esperienza di business quotidiana.


Il concept della nostra proposta è insito nel nome: aspiriamo a raggiungere insieme ‘il meglio’, the ‘BeSt’ appunto, per il singolo, per la collettività e per il pianeta
”.

Giuseppe Brambilla di Civesio, Presidente Carrefour Italia, ha dichiarato: “il tema della sostenibilità, in particolare quella ambientale, è da tempo al centro delle strategie di sviluppo di Carrefour, così come di altre aziende della Distribuzione Moderna, che sta in questo senso implementando molte iniziative: dal risparmio energetico alla ottimizzazione del riciclo dei rifiuti, dall’utilizzo di materiali eco-compatibili alla minimizzazione dell’impatto ambientale delle nuove strutture. Grande attenzione è posta anche ad un positivo inserimento del punto vendita nella comunità: cresce costantemente il numero di punti vendita che organizzano il recupero delle eccedenze, donando a enti caritatevoli il prodotto alimentare invenduto e ancora perfettamente commestibile. Vogliamo che i nostri negozi siano visti dai consumatori come punti di riferimento in chiave di acquisto consapevole: luoghi nei quali avere trasparenza di informazioni sui prodotti e dove poter scegliere liberamente facendo semplici confronti di prezzo”.

Per ulteriori informazioni:
Sonia Galardo, addetta stampa
Unione Nazionale Consumatori
Tel: 06-32600239
Mobile: 333-2347747
e-mail: sonia.galardo@consumatori.it

 

PREMIO DONA – Appuntamento con la sostenibilità

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COMUNICATO STAMPA

PREMIO DONA: APPUNTAMENTO CON LA SOSTENIBILITA’

L’Unione Nazionale Consumatori, la più antica organizzazione consumerista in Italia,

presenta la settima edizione del Premio “Vincenzo Dona”,  dedicato alla memoria

del suo fondatore, offrendo un momento di riflessione su sostenibilità e green economy,

due fattori su cui si può puntare per far ripartire il nostro Paese.

Roma, 21 novembre 2013 – Appuntamento questa mattina a Roma (Teatro Argentina, Largo di Torre Argentina 52) con la settima edizione del Premio “Vincenzo Dona, voce dei consumatori”, evento organizzato dall’Unione Nazionale Consumatori, la prima organizzazione di consumatori in Italia, fondata nel novembre 1955 da Vincenzo Dona.

L’incontro,  ispirato al ricordo del fondatore, autentica “voce dei consumatori” ed iniziatore del movimento consumerista italiano, intende quest’anno fare il punto su sostenibilità e green economy alla presenza di autorevoli personalità del mondo accademico, politico e istituzionale.

 

Il Premio “Vincenzo Dona, voce dei consumatori” 2013 è conferito a Ermete Realacci (Presidente Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici Camera dei deputati), Serge Latouche (Professore emerito di economia Università d’Orsay, obiettore di crescita) e Andrea Segrè (Presidente Last Minute Market).

Ecco le dichiarazioni di alcuni partecipanti alla mattinata di convegno:

 

L’avvocato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, spiega perché questa edizione è dedicata alla sostenibilità: “abbiamo scelto un tema positivo e ottimistico. Sostenibilità e green economy sono sinonimi di italianità: ci fanno pensare alle tradizioni, al local, all’impegno e, di conseguenza, al nostro Paese che può ripartire facendo leva proprio su questi due fattori. Tuttavia c’è bisogno anche e soprattutto della collaborazione dei consumatori che – come ha dimostrato un recente sondaggio secondo cui il 90% dei consumatori è incline a consumare prodotti di aziende attente alla responsabilità sociale di impresa – sono pronti a dare il proprio contributo a patto che il messaggio sia quanto più serio e veritiero possibile”.

Ringrazio l’Unione Nazionale Consumatori che ha deciso di assegnarmi il Premio Dona 2013, un riconoscimento di cui sono davvero onorato. Il Premio Dona è un’iniziativa meritevole perché difende la qualità italiana, la trasparenza e la corretta informazione dei cittadini consumatori, che quest’anno accende i riflettori sulla sostenibilità e la green economy. Tutti temi che sono da sempre al centro del mio impegno politico”. Così Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera, che oggi è stato insignito del Premio Dona. “Quella della green economy -prosegue Ermete Realacci- è la via che può cambiare l’Italia. E’ un’idea di futuro per l’economia, la società, la politica. Ed è una prospettiva credibile per superare la dura crisi che stiamo attraversando. Dobbiamo puntare sulla qualità ambientale, sulla green economy, come hanno fatto in questi anni il 22% delle imprese italiane. Perché investire in tecnologie e prodotti ‘verdi’ non vuol dire ‘solo’ diventare più sostenibili, contribuire a costruire un futuro migliore per il pianeta, per noi e i nostri figli. Significa anche fare innovazione e creare occupazione: ad oggi sono tre milioni gli occupati verdi nell’intera economia italiana, dalle imprese della green Italy arriverà il 38% di tutte le assunzioni programmate nell’industria e nei servizi quest’anno e sempre a queste realtà, che sono più innovative e competitive ed esportano di più, si devono 100,8 miliardi di euro di valore aggiunto. Un caso eclatante di come la politica abbia spesso da imparare dalle imprese”.

Serge Latouche, Professore emerito di economia all’Université d’Orsay, obiettore di crescita, esprime il suo punto di vista sulla sostenibilità: “la società dei consumi o della crescita è insostenibile – e per questo non ha futuro – perché è fondata su una triplice illimitatezza: illimitatezza del prodotto, dunque della distruzione delle risorse rinnovabili e non rinnovabili, illimitatezza dei consumi, dunque della creazione di bisogni sempre più artificiali, e soprattutto illimitatezza della produzione dei rifiuti, dunque dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua e della terra. L’economia verde, la crescita verde, epigoni dello sviluppo sostenibile,  fondate sulla  finzione di un capitalismo verde o ecocompatibile, non rimettendo in causa la religione della crescita, sono degli ossimori e partecipano al greenwashing del big business a scapito dei cittadini e dei consumatori”.

Andrea Segrè, Presidente di Last Minute Market, dichiara: “il riconoscimento del Premio ‘Vincenzo Dona, voce dei consumatori’ mi onora e certamente mi motiverà con rinnovato impegno nel nuovo incarico di coordinatore del Piano nazionale di prevenzione degli sprechi alimentari, ricevuto dal Ministro dell’Ambiente: un ruolo che implica uno sguardo sempre attento alle esigenze dei consumatori e quindi all’interesse diffuso dei cittadini. In questo senso, la crescita sostenibile segna la strada per uscire da una profonda crisi non solo economica ed ecologica, ma anche estrema nel suo impatto sociale. Occorre oggi una visione lungimirante che pre-veda, nel senso letterale del termine, un investimento sul futuro, prestando attenzione prima di tutto ai giovani e al lavoro. Noi stessi dobbiamo ribaltare la nostra visuale per vedere un nuovo orizzonte: sostenibilità per un mondo che deve durare nel tempo, che deve mantenere la sua musica – che è la vita – allungando le note e la loro risonanza come si fa con il pedale del pianoforte, sustain in inglese. Risorse come il suolo, l’acqua e l’energia non sono infinite e neppure scarse, come sostiene più di qualcuno. Se le dobbiamo consumare, dobbiamo anche consentire la loro rigenerazione nel tempo. Per questo la campagna europea ‘Un anno contro lo spreco’, da quattro anni avviata con Last Minute Market, sensibilizza l’opinione pubblica e promuove la necessità di una maggiore efficienza nell’uso delle risorse, trasversale a tutti i settori dell’economia. A partire dal settore agroalimentare, che necessita di una transizione verso produzioni meno intensive e filiere più efficienti ma anche di cittadini informati e responsabili: solo lo spreco domestico, dalle stime dell’Osservatorio Waste Watcher, costa agli italiani 8,7 miliardi di euro, ovvero oltre mezzo punto di PIL, cioè 7,06 euro settimanali a famiglia”.

Guido Bortoni, Presidente Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, riflettendo sull’importanza dell’efficienza energetica, afferma: “l’efficienza energetica è una leva strategica di crescita industriale e di sviluppo sostenibile: il recepimento della Direttiva 2012/27/EU rappresenta l’occasione per farne il ‘biglietto da visita’ della politica energetica italiana. L’Autorità è pronta a definire un quadro regolatorio e gli strumenti necessari per dare concreta attuazione ad uno scenario stabile ed organico che riconosca il significativo contributo che può derivare dall’efficienza. In questa prospettiva, la regolazione dei servizi di teleriscaldamento può rappresentare un ambito di intervento importante, dove il regolatore può fornire un quadro solido per lo sviluppo di investimenti e introdurre adeguate tutele ai consumatori ed utenti”.

Fulco Pratesi, presidente onorario del WWF Italia, concentra la sua attenzione sul problema del riscaldamento globale: “il riscaldamento globale è un problema reale, che sta cambiando il nostro pianeta con gravissimi rischi per gli ecosistemi, le straordinarie specie che li popolano e la stessa sopravvivenza degli esseri umani. Dobbiamo agire subito per invertire la rotta, a tutti i livelli della società: i governi, arrivando al più presto a un serio accordo per il clima, il mondo produttivo avviando un nuovo modello di economia che rientri nei limiti del pianeta, i cittadini scegliendo stili di vita più sostenibili e chiedendo con forza il cambiamento. Dalla natura dipende la nostra vita e le soluzioni sono già a portata di mano: mettiamole in pratica, per dare al mondo un futuro più vivo, più sicuro e più sostenibile”.

Alessandro Ortis, Commissione Economia Assemblea Parlamentare del Mediterraneo, sostiene: “un’economia da ‘sviluppo sostenibile’ esige sistemi energetici sempre più sicuri ed accessibili, rispettosi dell’ambiente e convenienti quanto a prezzi e qualità. Ciò significa anche dare a problemi globali, come la montante ‘fame’ energetica e il cambiamento di clima, soluzioni altrettanto globali, coinvolgendo necessariamente tutti i continenti. In questo senso vanno superati gli approcci tipo ‘protocollo di Kyoto’ o ‘cap & trade’ a scacchiere geografico limitato della UE. Essi si stanno dimostrando inefficaci, inefficienti e non sono in grado di contrastare il ‘dumping ambientale’ operato da importanti Paesi sul mercato mondiale. Bisogna adottare invece meccanismi di mercato che, legati ad obiettiva ‘etichettatura’, addebitino direttamente a prodotti e servizi il costo del loro specifico contenuto di CO2. Sarà così il consumatore finale, informato, attento ai prezzi ed alla tutela ambientale, a decretare l’insuccesso commerciale di chi sporca; di chi non attua ancora politiche energetico-ambientali basate su sorgenti primarie e tecnologie, rinnovabili comprese, sempre più ambientalmente benigne, impegnate in sviluppi infrastrutturali ed iniziative sempre più favorevoli all’efficienza energetica, a produzioni e consumi energetici sempre più razionali ed intelligenti”. 

Tullio Fanelli, Dirigente Enea, soffermandosi sulla necessità di grande riforme per muovere l’economia, afferma: “non possiamo più accontentarci di una green economy di nicchia basata sul volontarismo e su costosi incentivi: servono grandi riforme che mettano al centro la forza dei consumatori per muovere l’economia. Nel settore dei rifiuti bisogna superare un modello fondato sulle discariche, inquinato dalla criminalità e reso iniquo da tasse non legate ai comportamenti e dalla morosità.

La riforma, secondo il principio del ‘chi inquina paga’, dovrebbe attribuire i costi agli operatori che immettono sul mercato i prodotti che generano i rifiuti: i consumatori non pagherebbero più la TARES o la TARI ma in base alla natura e alla quantità dei rifiuti che originano dai prodotti acquistati; una parte degli oneri sostenuti andrebbe restituita ai consumatori attraverso un sistema premiante che incentivi la raccolta differenziata. La riforma creerebbe filiere industriali del riciclaggio e indurrebbe una riduzione “a monte” dei rifiuti attraverso prodotti più ecocompatibili”.

Maurizio Melis, Giornalista scientifico Radio 24, sostiene: “termini come Smart City o Green Economy rimandano a un dibattito ancora percepito da gran parte dell’opinione pubblica come distante e per addetti ai lavori; un dibattito carico di buone intenzioni e di valori etici importanti – sebbene in qualche caso anche un po’ oscuri –  ma comunque di scarso impatto pratico sulla vita quotidiana. Uniche eccezioni quando di mezzo ci vanno direttamente la salute o il portafoglio.

La portata delle trasformazioni che si celano dietro a questi inglesismi, invece, è enorme: parliamo dei nuovi modi di lavorare, di viaggiare, di studiare, di produrre, di essere consumatori e cittadini. Ecco perché è importante comprendere e indirizzare queste trasformazioni, assumendo un ruolo attivo, come certamente possono fare le associazioni di consumatori. Se non altro, perché guidarle è l’unico modo per non esserne travolti”.

Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, riflettendo sul problema della crisi, dichiara: “la crisi che sta vivendo il nostro Paese ci indica l’urgenza di individuare uno nuovo modello di sviluppo sostenibile per il pianeta. La via da percorrere per superare questo momento buio si chiama green economy: un’economia verde trasversale a tanti settori in grado di costruire una nuova dimensione di diritti e di welfare, di benessere e di qualità della vita unendo ambiente, economia e società. Guardare ed investire sulla forza dei territori, sulle energie rinnovabili, sull’efficienza energetica significa, infatti, investire sul futuro, rilanciare l’Italia rendendola più competitiva e all’avanguardia creando nuovi posti lavoro e nuove opportunità, di cui la Penisola ha fortemente bisogno. Ma per far ciò ci vuole la voglia e il coraggio di fare scelte politiche innovative che vadano in questa direzione, che abbandonino la strada delle fonti fossili e che fermino lo sperpero di denaro pubblico destinato a inutili e devastanti grandi opere a favore, invece, della green economy e della sostenibilità ambientale”.

Roberto Grossi,  presidente Federculture, concentrandosi sul tema della sostenibilità culturale, dichiara: “se andiamo oltre una visione troppo spesso retorica del Bel Paese e un approccio ‘monumentalistico’ alle ricchezze culturali, ci rendiamo facilmente conto che l’industria culturale e creativa può rappresentare una prospettiva straordinaria e irrinunciabile di sviluppo sostenibile del territorio, nel segno dell’innovazione. La cultura e la conoscenza sono del resto il filo rosso sul quale si è costruita la nostra identità nazionale e che ancora oggi ci rende unici nel mondo. Da qui è necessario ripartire, ricostruendo un ponte tra i luoghi della cultura, l’attività creativa, l’educazione, la produzione culturale e i cittadini. Per questo serve, anche, una politica fiscale che incentivi gli investimenti delle imprese e i consumi delle famiglie e per questo Federculture da tempo propone l’introduzione della detrazione fiscale delle spese culturali e per la formazione. Consapevoli, inoltre, che se l’Italia e l’Europa non torneranno ad essere produttori di cultura, saremo destinati al declino rispetto ai processi mondiali nei quali proprio alla conoscenza e alla cultura vengono affidati i destini dello sviluppo”.

Roberto Morabito, Direttore Unità tecnologie ambientali Enea, dichiara: “le crisi economiche e climatiche in atto e la scarsità delle risorse e delle materie prime ci impongono una transizione verso un nuovo modello di sviluppo, quale può essere la green economy, basato su un uso sostenibile delle risorse ed una riduzione drastica degli impatti ambientali e sociali ai fini di un miglioramento generalizzato della qualità della vita. La società dell’usa e getta, centrata sullo spreco delle risorse, deve trasformarsi nella società dell’usa e ricicla, centrata sull’uso efficiente e sostenibile delle risorse. Dobbiamo produrre meglio con meno passando da un’economia lineare ad una circolare. Il passaggio alla green economy implica la capacità di eco-innovare non solo cicli produttivi ma anche consumi, approcci culturali e stili di vita. A tal fine è necessario un nuovo patto verde (un Green New Deal) che metta insieme, con i relativi strumenti, istituzioni e finanza (strumenti politici, normativi e fiscali), ricerca e imprese (eco-innovazione tecnologica e di sistema per processi e prodotti verdi), cittadini e consumatori (comportamenti e consumi)”.

In occasione dell’incontro si svolgerà la cerimonia di consegna dei premi “Vincenzo Dona”: nella scorsa edizione sono stati premiati Pietro Grasso (allora Procuratore Nazionale Antimafia), Sergio Marini (Presidente Coldiretti), Capitanerie di Porto rappresentate da Pierluigi Cacioppo (Comandante generale del Corpo delle Capitanerie di Porto Guardia Costiera), Guardia di Finanza, rappresentata da Giorgio Toschi (Comandante dei Reparti Speciali della Guardia di Finanza).

 

Questi i premi che saranno assegnati per il 2013:

“Premio Vincenzo Dona” per le personalità che si sono distinte per l’impegno a favore dei consumatori:

•    Ermete Realacci (Presidente Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici Camera dei deputati)

•    Serge Latouche (Professore emerito di economia Université d’Orsay, obiettore di crescita)

•    Andrea Segrè (Presidente Last Minute Market)

“Premio Vincenzo Dona” per i giornalisti:

•    “Quattroruote” rappresentato dal direttore Carlo Cavicchi.

“Premio Vincenzo Dona” per le migliori tesi di laurea in materia di tutela dei consumatori. Riceveranno il Premio:

•    Selmin Sara Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.       

•    Ornago Eleonora dell’Università degli Studi di Padova.      

“Premio Vincenzo Dona” per i comitati locali dell’Unione Nazionale Consumatori: delegazione di Molfetta (BA).

 

“Premio Consumo Sostenibile” a:

“L’acqua del sindaco e la sua impronta” : ritira il premio Gaia Checcucci Vice Presidente di Federutility.

“L’impegno del Consorzio per la tutela del Grana Padano” : interviene in rappresentanza il Prof. Ettore Capri (Prof. Università Cattolica del Sacro Cuore – Piacenza).

“L’impronta ambientale dei prodotti”: ritira il Premio Luca Pereno Coordinatore Sviluppo Sostenibile di Leroy Merlin.

Per ulteriori informazioni:

Sonia Galardo, addetta stampa

Unione Nazionale Consumatori

Tel: 06-32600239

Mobile: 333-2347747

e-mail: sonia.galardo@consumatori.it

PREMIO DONA – Domani al Teatro Argentina

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Appuntamento domani alle ore 9 al Teatro Argentina con la settima edizione del "Premio Vincenzo Dona – voce dei consumatori", dedicato a sostenibilità e green economy.

Roma, 20 novembre 2013 – "Siamo alla vigilia del più importante evento del consumerismo italiano: domani al Teatro Argentina, si terrà la settima edizione del ‘Premio Vincenzo Dona-voce dei consumatori’". Con queste parole Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, dà appuntamento a domani alle ore 9 per il convegno dedicato a sostenibilità e green economy.

"Sarà un’edizione ricca di novità -prosegue Dona (segui @massidona su Twitter)- già a partire dalla location: dopo tanti anni al Teatro Capranica, quest’anno ad ospitare il nostro Premio sarà, infatti, il Teatro Argentina, uno dei più antichi della città di Roma. Anche la formula sarà del tutto nuova rispetto alle scorse edizioni: saranno i rappresentanti delle istituzioni, delle imprese e della cultura a raccontare le loro ‘idee di sostenibilità’, in un ‘percorso verde’ tra green economy, lotta agli sprechi, sviluppo e decrescita felice. Solo per citare qualche nome, avremo con noi, oltre ad alcuni importanti manager delle aziende coinvolte sui temi energetici, ambientali e del food: il Presidente dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas Guido Bortoni, il Presidente della Commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci, il Presidente di Last Minute Market Andrea Segrè, il Presidente di Federculture Roberto Grossi, il  filosofo della decrescita felice Serge Latouche. Inoltre, accoglieremo i messaggi video del Commissario europeo per l’ambiente Janez Potočnik, del Commissario europeo per la politica dei consumatori Neven Mimica e del Presidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro. Nel corso della mattinata si terrà la cerimonia di premiazione, presentata da Antonio Lubrano ed Eleonora Daniele".

"Non resta che darvi appuntamento a domani -conclude il Segretario generale- ricordando di seguirci anche su Twitter attraverso i nostri hashtag: #premiodona2013 e #ideasostenibile".

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PREMIO DONA – L’edizione 2013 a Serge Latouche, Ermete Realacci e Andrea Segrè

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Saranno Serge Latouche, Ermete Realacci e Andrea Segrè a ricevere il Premio per le personalità ‘Vincenzo Dona, voce dei consumatori’, edizione 2013. Appuntamento giovedì 21 novembre al Teatro Argentina di Roma.

Roma, 19 novembre 2013 – “Saranno Serge Latouche, Ermete Realacci e Andrea Segrè a ricevere il Premio per le personalità ‘Vincenzo Dona, voce dei consumatori’, edizione 2013”. E’ quanto rende noto l’Unione Nazionale Consumatori (UNC), Associazione promotrice dell’evento consumeristico più importante dell’anno che è giunto alla sua settima edizione e che si terrà giovedì 21 novembre, alle ore 9, nella splendida cornice del Teatro Argentina.

“Questo pubblico riconoscimento -prosegue Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Consumatori- va al al filosofo Latouche, al professor Segrè e al Presidente Realacci,  perché si tratta di tre personalità che sanno parlare ai cittadini e sono protagonisti, ciascuno nella propria visione, di un ruolo attivo di stimolo delle coscienze collettive su un tema quanto mai attuale come quello della sostenibilità”.

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PREMIO DONA – Ripartire insieme è un’idea sostenibile

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Un percorso originale attraverso le molte declinazioni della sostenibilità: appuntamento il 21 novembre a Roma, ore 9, nella splendida cornice del Teatro Argentina, con la settima edizione del Premio "Vincenzo Dona, voce dei consumatori".

Roma, 15 novembre 2013 – “Un percorso originale attraverso le molte declinazioni della sostenibilità: da quella energetica ed ambientale a quella alimentare, fino ad accennare ai temi del turismo sostenibile, alle dinamiche del supermercato, al lavoro, alla cultura”. E’ con queste parole che Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, presenta la settima edizione del Premio “Vincenzo Dona, voce dei consumatori”, l’evento consumeristico più importante dell’anno.

“La riflessione -prosegue Dona (segui @massidona su Twitter)- si spingerà ad approfondire il dibattito tra sviluppo sostenibile e decrescita felice, mentre sullo sfondo farà da filo conduttore il tema della green economy nella quale in molti intravedono un’opportunità per rilanciare l’economia. Ecco perché lo slogan con il quale abbiamo invitato i nostri ospiti quest’anno è ‘ripartire insieme è un’idea sostenibile’ ed ecco perché -conclude Massimiliano Dona- è necessaria la collaborazione di tutti: di istituzioni, imprese e naturalmente dei consumatori”.

Alla mattinata di convegno parteciperanno, tra gli altri, Fulvio Conti, Amministratore delegato di Enel, Maurizio Molinari, presidente di Metanergia, Angelo Trocchia, presidente di Unilever Italia, Vito Gulli, presidente ASDOMAR, Fabrizio Mantovani, Franchise Development Director Mail Boxes Etc. Italia, Giuseppe Brambilla di Civesio, Presidente di Carrefour Italia. Saranno poi presenti anche alcuni addetti ai lavori e celebri opinion makers come Fulco Pratesi, Presidente onorario WWF Italia e Vittorio Cogliati Dezza, presidente Legambiente. E ancora personaggi del calibro di Ermete Realacci, il professor Andrea Segrè e il filosofo francese Serge Latouche.

L’appuntamento è a Roma, il prossimo 21 novembre, alle ore 9, nella splendida cornice del Teatro Argentina.

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PREMIO DONA – Il nostro evento è sostenibile

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

La settima edizione del "Premio Vincenzo Dona, voce dei consumatori" (21 novembre-Teatro Argentina di Roma-ore 9), dedicata alla sostenibilità, sarà un "evento a C02 zero": per annullare il consumo di risorse e le emissioni inquinanti prodotte dall’evento, infatti, saranno piantati un centinaio di alberi.

Roma, 13 novembre 2013 – "Il Premio Vincenzo Dona è ancora più sostenibile!" E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, annunciando che la settima edizione del più importante evento consumerista dell’anno (21 novembre-Teatro Argentina di Roma-ore 9) sarà a C02 zero.

"Ogni evento organizzato (convegni, concerti, forum, ecc.) -spiega Dona (segui @massidona su Twitter)- ha un impatto sull’ambiente in cui viviamo in termini di consumo di risorse, produzione di rifiuti ed emissioni di C02 ed altre sostanze inquinanti, sia per l’organizzazione sia durante l’evento stesso. Oggi è possibile però, grazie a oculate politiche di gestione, certificare la sostenibilità ambientale dell’evento. Di fatto -spiega il Segretario generale- la certificazione IMQ permette di monitorare e verificare tutta una serie di parametri (percentuale di raccolta differenziata, utilizzo di energia prodotta da fonti rinnovabili, acquisti di materiali con certificazione ambientale, modalità di trasporto per gli spostamenti, ecc.) che consentono di calcolare la produzione di C02 dell’evento".

"Una volta calcolati gli effetti sull’ambiente -conclude Massimiliano Dona – metteremo in campo una serie di azioni che in concreto andranno ad annullare il consumo di risorse e le emissioni inquinanti prodotte dall’evento stesso, come ad esempio piantare un certo numero di alberi. Non solo: nel corso dell’evento si farà particolare attenzione alla mobilità sostenibile, alla minimizzazione dei rifiuti, all’attenzione alle emissioni di CO2 e alla divulgazione di contenuti sostenibili. In conclusione, è doveroso ringraziare Consulenze Cremonesi e IMQ per averci indicato la strada (e per il prezioso lavoro fatto con noi) per questo importante risultato: realizzare per la prima volta il Premio Vincenzo Dona ad impatto sostenibile".

LEGGE DI STABILITA’ – Consumatori rammaricati con il Premier Letta, non siamo stati ascoltati

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Adoc, Cittadinanzattiva, Codacons e Unc hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio Letta: i consumatori hanno ruolo strategico, non possono essere esclusi dal confronto su temi cruciali.

Roma, 8 novembre 2013 – Adoc, Cittadinanzattiva, Codacons e Unc hanno inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta una lettera in cui esprimono il loro disappunto per non essere stati auditi nel processo decisionale della Legge di Stabilità.

“Esprimiamo il nostro rammarico al Premier Letta perché sulla Legge di Stabilità, che impatterà a fondo sulla vita dei consumatori, non sono stati ascoltati i pareri e le proposte dei consumatori – dichiarano i Presidenti delle 4 Associazioni – siamo convinti che il ruolo del consumatore avrà un peso sempre maggiore nelle politiche e nelle strategie economiche, siano esse nazionali che europee. Per questo rinnoviamo l’invito a riprendere la consuetudine di consultare le Associazioni dei consumatori, in qualità di rappresentanti dei diritti e degli interessi dei consumatori, al momento di assumere decisioni fondamentali per i cittadini”.