Archivio mensile:Marzo 2013

CONSUMATORI: la conferenza stampa di “Consumatori 2.0″

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Comunicato stampa – Invito stampa

Roma, 2 aprile 2014 – ore 11.00
Roma Eventi, Sala Raffaello via Alibert, 5/A

Roma, 31 marzo 2014 – Appuntamento mercoledì 2 aprile alle ore 11.00 (Roma Eventi – Sala Raffaello) con la conferenza stampa di presentazione di “Consumatori 2.0 – radicamento e interattività”, il progetto nato per coniugare una rafforzata presenza sul territorio con l’adozione delle più avanzate tecnologie multimediali.

Finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico ai sensi del decreto 21/03/2013, “Consumatori 2.0” è realizzato da cinque associazioni riconosciute dal Consiglio Nazionale Consumatori Utenti (CNCU): Movimento Difesa del Cittadino, capofila del progetto, Assoutenti, Codacons, Confconsumatori e Unione Nazionale Consumatori.

Nel corso dell’anno saranno svolte attività sull’intero territorio nazionale (tra le altre, campagne di comunicazione, diffusione di materiale informativo, pagine web dedicate sui siti delle cinque associazioni, apertura di sportelli di consulenza e realizzazione di app) rivolte ad accrescere la consapevolezza dei consumatori e a favorire l’esercizio dei loro diritti.

All’incontro con la stampa saranno presenti i responsabili delle associazioni coinvolte: Antonio Longo (Movimento Difesa del Cittadino), Antonietta Boselli (Assoutenti), Gianluca Di Ascenzo (Codacons), Mara Colla (Confconsumatori) e Massimiliano Dona (Unione Nazionale Consumatori). E’ stato inoltre invitato il Ministero dello Sviluppo Economico.

RSVP: sonia.galardo@consumatori.it

SCUOLA: illegittimo pretendere contributi dalle famiglie

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

E’ illegittima la richiesta da parte degli Istituti scolastici di denaro alle famiglie degli studenti; come ribadito dal Ministero dell’Istruzione i contributi scolastici sono volontari.

Roma, 24 marzo 2014 – “Il contributo scolastico volontario è del tutto facoltativo ed è illegittima la pretesa di quegli istituti che lo richiedono spacciandolo per obbligatorio”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, facendo riferimento alle recenti dichiarazione del Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini sulle richieste illegittime di alcuni presidi alle famiglie degli studenti.

Una circolare del Ministero dell’Istruzione di qualche anno fa chiarisce bene che: “In ragione dei principi di obbligatorietà e di gratuità, non è consentito richiedere alle famiglie contributi obbligatori di qualsiasi genere o natura per l’espletamento delle attività curriculari e di quelle connesse all’assolvimento dell’obbligo scolastico (fotocopie, materiale didattico o altro), fatti salvi i rimborsi delle spese sostenute per conto delle famiglie medesime (quali ad es.: assicurazione individuale degli studenti per RC e infortuni, libretto delle assenze, gite scolastiche, etc.). Eventuali contributi per l’arricchimento dell’offerta culturale e formativa degli alunni possono dunque essere versati dalle famiglie solo ed esclusivamente su base volontaria”.

“Ricordiamo -prosegue Massimiliano Dona (segui @massidona su Twitter)- che le tasse obbligatorie sono riconoscibili, peraltro, perché intestate all’Agenzia delle Entrate e mai alla scuola. Inoltre, per quanto riguarda le famiglie che decidano di contribuire, hanno il diritto di ricevere dalla scuola informazioni specifiche in merito all’utilizzo del versamento e che tale contributo (letteralmente ‘erogazione liberale’) è detraibile nella dichiarazione dei redditi nella misura del 19% (nel rigo E19, codice 31). Per evitare brutte sorprese -conclude l’avvocato- consigliamo nel momento in cui si raccolgono informazioni sull’istituto presso il quale si ha intenzione di iscrivere i propri figli, di valutare l’ammontare della somma richiesta in qualità di contributo volontario e quale tipo di attività o spese andrà a coprire tale somma”.

GIUSTIZIA: sotto i 700 euro i consumatori rinunciano a difendersi

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Accesso facilitato alla giustizia e forme alternative di soluzione delle controversie, è la ricetta dell’Unione Nazionale Consumatori per la riforma della giustizia.

Roma, 20 marzo 2014 –  “Nel nostro Paese esiste un significativo scollamento tra la protezione scritta nel Codice del Consumo (c.d. ‘law in the book‘) e quella effettivamente riconosciuta nel mercato (‘law in action‘)”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, intervenendo su un tema caldo di questi giorni: la riforma della giustizia.

“I dati emersi dal rapporto annuale sui sistemi giudiziari dei Paesi Ue (dai quali emerge che l’Italia è all’ultimo posto per numero di processi civili pendenti e al penultimo per la durata) -afferma Dona (segui @massidona su Twitter)- confermano un’emergenza che, più volte, come associazione dei consumatori abbiamo denunciato: secondo le nostre stime, infatti, 700 euro è la soglia di impunità fino alla quale i cittadini rinunciano alla tutela giudiziale, il che significa che sempre più consumatori, che non possono permettersi di far causa all’impresa scorretta, rinunciano di fatto ad ogni protezione”.

“E’ un dato grave -commenta l’avvocato Dona- se si pensa che solo un anno fa il limite era di 500 euro, ma d’altronde la spesa per rivolgersi ad un legale, la ‘complessità’ della controversia di consumo per certi giudici, la durata stessa del giudizio, sono fattori di rischio che ricadono interamente sul consumatore e che diventano ingiustificati ogniqualvolta si controverte per danni di modesta entità. Ci auguriamo -conclude il Segretario generale- che il nuovo Governo si attivi concretamente sul tema dell’accesso alla giustizia tradizionale e alle forme alternative di soluzione delle controversie, perché in quel ‘lasciar perdere’ di molti consumatori risiede il più appariscente vulnus della concreta tutela del consumatore, che ricade sull’efficienza stessa del mercato e più in generale sulla fiducia dei cittadini”.

L’esperto risponde su… tasso zero

Mi è stato proposto un finanziamento a tasso zero per l’acquisto di una lavatrice. Ma il tasso zero esiste davvero?

Bisogna fare attenzione perché in realtà tratta di un escamotage spesso meramente promozionale e si riferisce, in molti casi, solo al Tan e non al Taeg. Se il primo è il tasso annuo nominale ed è solo un tasso di riferimento, il secondo è il tasso annuo effettivo globale ed è quello che bisogna guardare perché è quello che effettivamente conta.

Spesso i negozi praticano quel prezzo solo se si acquista a rate. Ciò  significa che il bene potrebbe costare di meno e che nel prezzo di vendita sono già  compresi gli interessi per il finanziamento che si è costretti a fare per acquistare.

(Giuseppe Mermati)

Conto corrente on-line

E’ vero che si risparmia aprendo un conto corrente on-line?

In generale l’apertura di un conto corrente on-line comporta costi minori, ma bisogna fare attenzione per essere sicuri di non subire frodi. E’ dunque bene consultare la pagina dedicata alla sicurezza sul sito internet e verificare che siano riportati tutti i recapiti necessari nel caso si abbiano problemi.

(Giuseppe Mermati)

Costi apertura conto corrente

Devo sostenere dei costi per aprire un conto corrente in banca?

Sì, perché la banca offre al cliente una serie di servizi. Questi possono essere molto diversi e anche i loro costi possono essere calcolati in modo diverso. Per questo è molto importante valutare con attenzione i costi di ciascun servizio prima di prendere una decisione.

(Giuseppe Mermati)

Danno del chirurgo estetico

Mi sono rivolto ad un chirurgo estetico (dentista) per effettuare un particolare intervento, ma il risultato è assolutamente difforme da quanto previsto. Anche in questo caso il medico non è tenuto a garantirmi il buon esito?

Il medico deve sempre e comunque essere giudicato in funzione della regola della “speciale diligenza” prevista dall’art. 1176 cod. civ.; sarà indiligente anche quando avrà promesso un risultato e non lo avrà ottenuto per sua colpa purchè sia possibile dimostrare la “promessa”; è opportuno accordarsi per iscritto circa i risultati richiesti, ovvero essere accompagnati, ai colloqui, da terzi che possano poi testimoniare gli impegni particolari assunti dallo specialista circa il risultato estetico da conseguire. Se lo specialista non intende mettere per iscritto quanto promesso è utile valutare attentamente l’opportunità di sottoporsi ad un intervento d’elezione (e quindi non necessitato) di natura prettamente estetica.

(Nicola Todeschini)

Cartella clinica

Devo conservare la cartella clinica e la documentazione medica?

Si: è necessario avere a disposizione tutta la documentazione del caso, comprensiva di prescrizioni, certificazioni, cartelle cliniche e fatture di pagamento, posto che ad essa si farà principale riferimento nel valutare l’operato dei medici ed i danni eventualmente subiti dal paziente.

(Nicola Todeschini)

Valutazione medico-legale

Posso presentare una valutazione medico-legale redatta da un medico di mia fiducia?

Si: una previa relazione medica “di parte” è sicuramente strumento necessario, anche per valutare l’opportunità di esperire l’azione di risarcimento; se non sarà possibile trovare un accordo con la compagnia di assicurazione della struttura, in sede giudiziale il Giudice nominerà un tecnico d’ufficio al quale farà riferimento per ogni decisione.

(Nicola Todeschini)