Archivio mensile:Marzo 2013

Dimostrazione dei danni

Devo dimostrare i danni che il medico mi ha causato?

Si, secondo le regole generali del nostro ordinamento, sarà il paziente a dover dimostrare il danno subito ed il suo nesso causale con l’agire del medico, che dovrà aver violato regole di prudenza, diligenza e perizia ovvero leggi e regolamenti, ponendo in essere proprio quel comportamento che ha generato il danno. In tal senso è sempre preferibile sottoporsi a consulenza medico legale.

(Nicola Todeschini)

Mancata informativa

E’ ipotizzabile anche una responsabilità del sanitario per mancata informativa al paziente?

Si, il medico è tenuto ad informare correttamente il paziente di ogni iniziativa, con riferimento ai benefici possibili, alle modalità di intervento, alle possibilità di scelta fra diverse tecniche operatorie, ai rischi prevedibili in sede post-operatoria.

(Nicola Todeschini)

Termini per la denuncia

Sono previsti dei termini per denunciare penalmente un medico?

Si: la denuncia deve essere presentata entro tre mesi da quando si ha conoscenza del fatto che costituisca reato.

Esistono dei termini per chiedere il risarcimento al medico in via civilistica?

Si: opera la prescrizione ordinaria decennale, poiché il rapporto tra medico e paziente o fra Ospedale e ricoverato è un vero e proprio rapporto contrattuale. Tuttavia, quando possibile, è preferibile agire entro cinque anni così da poter far valere anche la responsabilità extracontrattuale.

(Nicola Todeschini)

Ricovero al Pronto Soccorso

In occasione di un ricovero presso il Pronto Soccorso di un Ospedale, mi è stata fornita assistenza medica inadeguata, dal medico di turno. Per tutelare i miei diritti, debbo individuare i dati personali di questo medico?

No, la richiesta di risarcimento può essere formalizzata –anzi è preferibile- direttamente nei confronti dell’Ospedale, posto che il medico di turno ha agito nel corso del rapporto di lavoro che svolge presso la struttura. Il contratto di cura, infatti, viene perfezionato tra il paziente e la struttura che poi mette a disposizione i singoli sanitari suoi dipendenti.

(Nicola Todeschini)

Medico superficiale

Ritengo che il medico al quale mi sono rivolto si sia comportato in maniera superficiale. Posso esperire un’azione legale a tutela dei miei diritti?

Si, la legge prevede che il professionista utilizzi nel proprio lavoro una diligenza commisurata alla natura dell’attività svolta e, nel caso di un sanitario, si richiede che lo stesso adoperi nel proprio agire prudenza, diligenza e perizia particolari, in considerazione dei beni fondamentali che vengono sottoposti alla sua attenzione. Tra l’altro, in caso di affermata imprudenza, nemmeno si applica l’art. 2236 cod. civ. che prevede una forma di limitazione –anche se sui generis- della severità di giudizio.

(Nicola Todeschini)

Diritto al risarcimento

Mi sono rivolto ad un medico che non ha risolto i miei problemi di salute. Ho automaticamente diritto ad un risarcimento?

No, la prestazione del medico deve essere valutata sotto il profilo della speciale diligenza che l’appartenenza ad una determinata categoria professionale gli impone; solo la violazione di tale standard da adito a responsabilità e, tra le violazioni, va ricondotta anche quella del dovere d’informare.

(Nicola Todeschini)

TELEFONIA – Denunciata WIND per “All inclusive Digital”

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

L’Unione Nazionale Consumatori ha denunciato WIND all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per aver modificato le condizioni contrattuali della promozione "All inclusive Digital".

Roma, 10 marzo 2014 – "Un aumento di due euro in pochi mesi tradisce le legittime aspettative di chi aveva aderito ad un’offerta telefonica, ritenendola vantaggiosa". E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, annunciando la denuncia all’Autorità Garante della Concorrenza, nei confronti di WIND.

"All’inizio del 2013 -spiega Dino Cimaglia, membro del Consiglio Direttivo dell’Unc, che ha seguito la pratica- WIND ha lanciato l’offerta promozionale “Passa a Wind con All Inclusive Digital”, offrendo (come scritto sul sito della compagnia) per 5 anni, al costo di attivazione di 19 euro e mensile di 5 euro: 60 minuti di chiamate verso tutti, 60 SMS verso tutti e 2 GB di traffico internet. Molti consumatori che hanno aderito alla promozione ci hanno segnalato di aver ricevuto, nel mese di febbraio, un messaggio in cui WIND comunica che dal 14 aprile "All Inclusive Digital avrà 1GB di traffico internet in più tutti i mesi! Dalla stessa data, l’attuale costo scontato passerà da 5,04 euro a 7 euro al mese e le telefonate nazionali, effettuate al superamento dei minuti inclusi nella sua offerta, costeranno 29cent/min, con tariffa al secondo e senza scatto alla risposta".

"Dopo meno di un anno -aggiunge Cimaglia- WIND propone in maniera unilaterale un aumento del 40% della tariffa, a fronte di un non richiesto aumento di 1 GB di traffico dati. Per questo motivo, abbiamo segnalato l’accaduto all’Autorità Antitrust e chiediamo (considerato che la data di attivazione del nuovo piano è il 14 aprile) la sospensione provvisoria della pratica per evitare, in attesa di una pronuncia del Garante, che la comunicazione commerciale attualmente diffusa induca i consumatori a comportamenti che, altrimenti, non avrebbero attuato".

ENERGIA – No all’abbandono della maggior tutela

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

L’Unione Nazionale Consumatori (con Adoc, Codici e Lega Consumatori) risponde alla posizione di Assoelettrica,  in merito all’abbandono del mercato di maggior tutela.

Roma, 5 marzo 2014 – "La lentezza del passaggio dei clienti dal mercato tutelato a quello libero sembra dipendere più dalla scarsa attrattività delle offerte che le Società fanno sul mercato libero, che da ipotetiche barriere, come d’altra parte dimostra una recente indagine dell’Autorità per l’energia". E’ questo il commento dell’Unione Nazionale Consumatori, insieme a Adoc, Codici e Lega Consumatori, rispetto alla posizione di Assoelettrica, che emerge da un’intervista rilasciata al Quotidiano Energia.

Il Presidente di Assoelettrica Chicco Testa, infatti, afferma che vi è una distorsione del mercato elettrico poiché “il 50% della produzione è fuori dal mercato, se poi anche nella vendita lo è un terzo dei clienti, competere diventa difficile” per cui, prosegue Testa su Quotidiano Energia, “l’obiettivo credo debba essere un abbandono progressivo della maggior tutela”.

Secondo l’Unc e le associazioni Adoc, Codici e Lega Consumatori, invece, le cose non stanno così: "dire che un terzo del mercato è precluso per via dell’esistenza del mercato tutelato è quantomeno azzardato: al di là della facile considerazione per cui l’Acquirente Unico acquista, per i clienti del mercato tutelato, sia sul mercato a termine dell’energia che sul mercato del giorno prima (quindi pienamente sul mercato), non bisogna dimenticare che circa 1 milione e mezzo di clienti all’anno passano dal mercato tutelato a quello libero. La vera domanda è: perché invece di essere un milione e mezzo non sono tre milioni o quattro o cinque? Ma, forse, la responsabilità è da ricercare altrove e specialmente nella poca convenienza del mercato libero".