Archivio mensile:Marzo 2013

ANTITRUST: giusta la sfida al capitalismo di relazione

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, esprime apprezzamento per la relazione annuale del Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Roma, 30 giugno 2014 – “È la sfida dei tempi moderni, quella al crony capitalism, il capitalismo di relazione basato sugli intrecci tra pochi grandi potentati economici e sulle loro relazioni con il potere politico e amministrativo”. Con queste parole Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, esprime vivo apprezzamento a margine della Relazione annuale del Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Giovanni Pitruzzella, appena conclusa presso la Sala Koch di Palazzo Madama al Senato.

“L’Autorità Antitrust -prosegue Dona (segui @massidona su Twitter)-avrà al suo fianco la nostra organizzazione nel contrasto ai veri nemici della concorrenza e dell’innovazione che sono i privilegi, che aggravano le diseguaglianze e rendono il mercato chiuso e statico a tutto danno dei consumatori”.

“Una concorrenza basata sui meriti (e non invece sulle rendite di posizione) -conclude il Segretario generale- è l’unico ambiente possibile per una vera e sana ripresa economica e solo in questo contesto i consumatori potranno aspirare ad una nuova stagione di rispetto dei loro diritti”.

Affari tuoi: ecco il video

Pubblichiamo il video che illustra la fase di preparazione dello studio dalla quale i concorrenti potevano trarre alcuni indizi sul contenuto dei pacchi.

Ma facciamo un passo indietro: il programma “Affari tuoi” è un gioco televisivo che consiste, in estrema sintesi, nella scelta da parte del concorrente giocatore di una scatola (“pacco”) all’interno della quale viene preventivamente inserito un premio in denaro; a tale scelta si perviene eliminando progressivamente tutti gli altri pacchi, ognuno dei quali è numerato ed abbinato ad una Regione italiana. Il tutto sull’ovvio presupposto che il concorrente ignori il contenuto dei pacchi.

Le operazioni di sorteggio, di abbinamento dei premi ai pacchi e di questi alle venti Regioni, avvengono all’interno di una stanza attigua allo studio televisivo. A questa possono accedere solo un funzionario della Rai ed il notaio; una volta sigillati i pacchi, questi vengono portati all’interno dello studio da alcuni fattorini in quattro pile da cinque, e deposti al centro dello studio (vedi foto sotto).

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Nella passata stagione l’avv. Massimiliano Dona partecipava al programma come rappresentante dell’Unione Nazionale Consumatori. Nel corso di alcune registrazioni effettuate tra dicembre 2008 e gennaio 2009 notava alcune anomalie nelle fasi di preparazione dello studio televisivo: dapprima una “particolare” attenzione di alcuni concorrenti al momento dell’ingresso dei pacchi nello studio e, successivamente, che alcune volte i pacchi venivano introdotti non in ordine numerico, ma alla rinfusa. Decideva allora di verificare se dietro l’apparente casualità della composizione delle pile si celasse un ordine diverso da quello numerico.

Così, dopo aver fotografato alcune pile di pacchi prima dell’inizio della registrazione, poteva constatare che l’ordine apparentemente casuale corrispondeva esattamente all’ordine di valore dei premi: in tal modo il concorrente che si fosse accorto di tale circostanza (o ne fosse stato informato) avrebbe potuto facilmente lasciare i premi più ricchi per ultimi. Per far ciò egli avrebbe dovuto solo osservare le pile prima che i pacchi venissero smistati (vedi foto sotto) o contare sui suggerimenti di qualcuno che aveva visto entrare i pacchi.

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A tale situazione corrispondeva, inoltre, un’anomala incidenza di vincite importanti, tale da confermare che l’osservazione delle fasi preparatorie del gioco fosse rilevante per consentire ai concorrenti di aumentare le possibilità di vincita.

Insomma, alcune volte le pile erano composte da pacchi in ordine numerico (vedi foto sotto a sinistra), con conseguente impossibilità per il concorrente di trarre alcun indizio sul contenuto; altre, in ordine crescente di premio, come confermato nel corso della partita.

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Siamo in possesso di un video che mostra l’ingresso dei pacchi e la successiva distribuzione sulle postazioni dei concorrenti. Sono le fasi preparatorie dello studio che precedono la messa in onda.

Si vedono chiaramente tutti i concorrenti nei pressi del divano rosso e i pacchi introdotti all’interno dello studio da quattro fattorini. Ciascuno di questi trasporta una pila di cinque pacchi e la deposita al centro dello studio. Osservando con attenzione si possono ricostruire le cinque pile. Tra parentesi è indicato il valore del premio contenuto all’interno, come risulta dall’apertura dei pacchi (il video si riferisce alla puntata messa in onda domenica 11 gennaio 2009).

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Non tutti i giocatori erano al corrente di questo meccanismo (anche perché altrimenti in ogni partita si sarebbero vinti i 500.000 euro): ed infatti nella puntata di quel giorno il concorrente non ne approfitta e vince solo 20.000 euro.

Ma altri concorrenti hanno fatto tesoro dell’osservazione dei pacchi vincendo, tra settembre 2008 e gennaio 2009, le cifre più alte che si siano mai vinte ad “Affari tuoi”.

Poi, su precisa richiesta dell’Unione Nazionale Consumatori, la procedura di ingresso dei pacchi è stata modificata a partire da gennaio 2009 fino a giugno. Grazie al divieto per i concorrenti di entrare nello studio finché tutto non fosse stato pronto per la registrazione, la vincita media si è drasticamente ridotta (vedi il nostro comunicato “Dopo l’esposto vincite dimezzate”).

Nella nuova edizione di “Affari tuoi” l’Unione Nazionale Consumatori è stata esclusa dal programma (vedi il nostro comunicato “UNC ospite non gradito”) e dunque non è dato sapere quali procedure siano adottate attualmente.

Guarda il video della fase di preparazione dello studio

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Sostenibilità: i risultati del sondaggio

Cos’è per te la sostenibilità? Cosa dovrebbe fare un’azienda per essere davvero sostenibile? Sai cos’è la sostenibilità culturale? Lo abbiamo chiesto ai consumatori in occasione della settima edizione del Premio “Vincenzo Dona, voce dei consumatori” dedicato proprio a sostenibilità e green economy. Ecco cosa pensano (e quanto ne sanno):

1. Cos’è per te la sostenibilità?
• Una moda: ormai viene usata dalle imprese solo per “far colpo” e aumentare le vendite. 12%
• Una necessità: il mondo ha bisogno di essere sostenibile. 38%
• Un dovere: etico e morale di aziende e consumatori. 50%

2. Cosa dovrebbe fare un’azienda per essere davvero sostenibile?
• Produrre e utilizzare materiali a impatto zero. 52%
• Mettere i consumatori nelle condizioni di fare facilmente la raccolta differenziata. 26%
• Puntare su una comunicazione chiara e trasparente sul risparmio energetico. 22%

3. In che modo contribuisci, nel tuo piccolo, a realizzare un mondo sostenibile?
• Faccio un’oculata raccolta differenziata. 70%
• Sto attento al consumo dell’acqua in casa. 22%
• Uso mezzi di trasporto sostenibili. 8%

4. Come si fa a risparmiare energia in casa?
• E’ importante spengere la luce quando si lascia una stanza e non lasciare gli elettrodomestici in stand by. 38%
• E’ bene controllare gli impianti ed eventualmente effettuare gli interventi di efficientamento. 38%
• Bisogna evitare di disperdere calore, magari scegliendo i doppi vetri per le finestre. 24%

5. Quanto saresti disposto a pagare di più per un veicolo sostenibile?
• Niente. 18%
• Fino al 10% in più. 68%
• Fino al 30% in più. 14%

6. Quanto le produzioni alimentari possono contribuire all’effetto serra?
• Molto. 52%
• Poco o per niente. 8%
• Il loro impatto ambientale varia in funzione dell’alimento. 40%

7. Qual è secondo te la funzione del packaging?
• Non serve a niente, è solo un inutile spreco. 6%
• Aiuta a conservare i prodotti, mantenendone le caratteristiche originali. 28%
• Pur riconoscendone l’importanza, credo che andrebbe limitato agli involucri essenziali. 66%

8. Secondo te quali sono gli interventi da fare per avere una bolletta energetica meno pesante?
• Installare una caldaia a condensazione e mettere le valvole termostatiche sui termosifoni. 34%
• Cambiare i vecchi serramenti esterni con altri a doppio vetro. 34%
• Mettere i pannelli solari sul tetto per scaldare l’acqua. 32%

9. Quale tra questo tipo di alimenti ritieni sia maggiormente “sostenibile” dall’ambiente?
• La verdura e la frutta fresche vendute direttamente dagli agricoltori. 90%
• La verdura e la frutta fresche acquistate nei supermercati. 6%
• I prodotti vegetali trasformati in conserve, marmellate, ecc. 4%

10. Hai mai sentito parlare di “sostenibilità culturale”?
• Sì e credo che valorizzare il patrimonio culturale significhi anche rendere produttivi beni e servizi. 60%
• Sì, ma non ho ben capito come la cultura possa essere sostenibile. 12%
• No, non so cosa sia. 28%

(Sondaggio realizzato nei mesi di ottobre-novembre 2013)

WIND: si poteva fare di più?

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Nessun risarcimento per i disservizio di Wind dello scorso 13 giugno: è quanto emerso dal tavolo di confronto tra l’azienda e le associazioni dei consumatori presso l’Agcom. Si poteva fare di più?

Roma, 25 giugno 2014 – “Ci aspettavamo qualcosa di più da un’azienda che  promuove, in più occasioni, il suo senso etico e il rispetto per i consumatori”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando quanto emerso dal tavolo di confronto di questa mattina tra Wind e le associazioni dei consumatori, presso l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

“Nonostante -spiega Dona (segui @massidona su Twitter)- la nostra associazione abbia tempestivamente proposto all’operatore telefonico di risarcire i consumatori per i disservizi dello scorso 13 giugno con un bonus sotto forma di minuti e traffico dati (in linea con la proposta avanzata dal Garante), Wind ha dichiarato che, essendo il guasto di natura tecnica, gli utenti non avranno diritto ad alcun indennizzo con buona pace della carta dei servizi!”.

“Non solo -aggiunge Massimiliano Dona-  ci sembra davvero paradossale che la società, ancora oggi, dichiari di non conoscere il numero preciso dei clienti che hanno subito il disservizio. Invitiamo pertanto coloro i quali hanno subito danni per il black out dello scorso 13 giugno a scriverci all’indirizzo email info@consumatori.it, in attesa del prossimo incontro con l’azienda fissato per il 2 luglio”.

Che stress!

Ecco un estratto del post di Massimiliano Dona sul suo blog “AAA…Acquisti” (www.today.it) in cui si parla dello stress da crisi. Per leggere l’articolo completo clicca qui

“Oggi si sente continuamente parlare dell’aumento dello stress provocato dalla crisi economica e sociale che stiamo vivendo. Tuttavia sarebbe sbagliato liquidare con superficialità gli effetti negativi provocati dallo stress o avere la convinzione di non poter far nulla per risolverlo. Troppo spesso i consumatori legano lo stress a fatti unicamente oggettivi non rendendosi conto invece che ciascuno di noi può modificare le proprie risposte soggettive.

I dati sono inquietanti: il 70% degli italiani muore per malattie causate da stress (secondo uno studio del Dipartimento di Studi Clinici dell’Università “La Sapienza di Roma” in collaborazione AISIC). E’ stato calcolato che…” Continua…

WIND: ecco il momento di indennizzare i clienti

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Grazie all’intervento dell’Unione Nazionale Consumatori per i disservizi subiti dagli utenti Wind lo scorso 13 giugno, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha convocato un tavolo di confronto tra l’azienda e le associazioni dei consumatori.

Roma, 23 giugno 2014 – “Confidiamo in un confronto costruttivo, nel quale la società sia animata da una concreta volontà di trovare la giusta soluzione per risarcire gli utenti dai disservizi subiti”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la convocazione del tavolo di confronto da parte dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni per mercoledì 25 giugno.

“In quello che molti consumatori (ma probabilmente anche la stessa azienda) -afferma Dona (segui @massidona su Twitter)– ricorderanno come un venerdì nero per le comunicazioni, considerando che per ore milioni di utenti sono rimasti senza linea fissa e mobile, abbiamo raccolto numerose segnalazioni e aperto immediatamente un canale di dialogo con l’azienda, chiedendo anche la convocazione di un tavolo di confronto presso l’Autorità”.

“La serietà di un’azienda -conclude l’avvocato Dona- si vede proprio in questi momenti: dopo aver dedicato intere campagne pubblicitarie all’etica aziendale, questo è il momento della verità e ci auguriamo davvero di poter accertare da parte di Wind concreti segnali di rispetto della clientela, a cominciare da adeguati indennizzi per il disservizio subito”.

Etichette alimentari, l’opuscolo del Ministero

Il Ministero della Salute ha elaborato un opuscolo attraverso il quale desidera fornire uno strumento che permetta al consumatore di comprendere le “nuove” etichette e di fare scelte informate. Scarica l’opuscolo

Le etichette alimentari, infatti, rappresentano una vera e propria carta d’identità dei prodotti che acquistiamo: la scelta di alimenti e bevande condiziona la nostra dieta in termini di apporti ed equilibrio nutrizionale e leggere e comprendere le etichette degli alimenti è importante perché ci consente di fare scelte più sane e consapevoli.

L’etichetta riporta informazioni sul contenuto nutrizionale del prodotto e fornisce una serie di indicazioni per comprendere come i diversi alimenti concorrono ad una dieta corretta ed equilibrata. Il Regolamento (UE) 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori aggiorna e semplifica le norme precedenti sull’etichettatura degli alimenti.

Lo scopo di tale innovazione è quello di tutelare ulteriormente la salute dei consumatori e assicurare un’informazione chiara e trasparente. Il Regolamento introduce alcune importanti novità.

Altro aspetto importante dell’etichettatura degli alimenti sono le indicazioni nutrizionali e sulla salute (claims), disciplinate dal Regolamento (CE) 1924/2006 relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari.

 

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 3 giugno 2014

 

AUTOMOTIVE: nuove regole anche per la vendita dell’auto

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Da qualche giorno è in vigore la nuova regolamentazione per la protezione del consumatore (D.lgs. 21/2014) che disciplina contratti di vendita e servizi a distanza: tante le novità anche per il settore dell’auto.

Roma, 20 giugno 2014 – “Un passo avanti per i venditori che vogliono fare la differenza, proteggendo il consumatore e un ulteriore incentivo per decidere di acquistare un’auto usata solo da professionisti qualificati”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando alcune delle nuove regole per la protezione del consumatore, entrate in vigore lo scorso 13 giugno (Decreto 21/2014).

“Il Decreto legislativo 21/2014 -aggiunge Raffaele Caracciolo, esperto di automotive dell’associazione- dovrebbe segnare il tramonto di pratiche commerciali scorrette, purtroppo, consuete in alcuni mercati, primo tra tutti quelli dell’automobile. Le informazioni precontrattuali diventano sempre di più un elemento determinante nella relazione tra dealers di auto e consumatore ed è interesse dello stesso venditore assicurarsi che chi compra sia assolutamente consapevole di ciò che sta acquistando. Quindi -prosegue l’esperto- le caratteristiche essenziali del veicolo, le sue dotazioni, gli eventuali limiti nel suo utilizzo e, nel caso di veicoli usati, le conseguenze del pregresso utilizzo, devono essere note al consumatore come condizione imperativa perché il contratto sia vincolante per il consumatore. Insomma, se il professionista non può dimostrare di aver fornito informazioni precontrattuali adeguate e comprensibili per il consumatore, questi non sarà vincolato a concludere un contratto firmato: potrà rifiutare la consegna e il professionista dovrà rimborsare la caparra”.

“La nuova direttiva -prosegue Raffaele Caracciolo- chiarisce molti aspetti della vendita a distanza, superando gli ostacoli che sinora impedivano di concludere l’acquisto di veicoli usati sul web: comprare un’auto usata senza vederla è oggi, dunque, possibile e vantaggioso, se chi la offre si è adeguatamente organizzato per gestire il diritto di recesso ed applica la norma UNC DOC 01 (maggiori informazioni al link https://www.consumatori.it/articolo/lo-standard-auto-futura). Come già si acquistano sul web senza rischi scarpe e vestiti, possiamo farci inviare l’auto che ci serve per verificare che corrisponda alle informazioni precontrattuali ricevute e decidere se fa al caso nostro o meno, sulla base di informazioni certe, verificabili e impegnative per chi la vende, come del resto avviene già da tempo in Inghilterra”.

Contratti a distanza, la Direttiva Ue

contratti a distanzaDa giugno 2014 è entrata in vigore la Direttiva UE sulle vendite online e a distanza che delinea regole omogenee per tutti i Paesi comunitari, così garantendo più informazione e trasparenza per il consumatore e maggiori tutele contro le pratiche aggressive e sleali.

Maggiori vantaggi
La nuova direttiva garantisce ai consumatori maggiori informazioni e sicurezza nelle vendite a distanza attraverso garanzie sul consenso all’acquisto, sull’oggetto del contratto, sul prezzo e sul diritto di recesso.

Come le nuove regole aiutano il consumatore
Grazie a una regolamentazione più attenta i consumatori saranno al sicuro da servizi apparentemente gratuiti: al momento dell’acquisto dovranno, infatti, confermare esplicitamente di avere compreso che l’offerta è a pagamento.

Se per confermare l’ordine è necessario un click su un pulsante o un link, questi devono indicare chiaramente che con tale conferma il consumatore si obbliga a pagare una somma di danaro (dovrà esserci una scritta del tipo: “ORDINE CON OBBLIGO DI PAGARE”). In caso contrario, il consumatore non è vincolato al contratto o all’ordine e, dunque, non è obbligato a pagare.

Sono vietati, inoltre, meccanismi come quelli delle caselle “prespuntate”, secondo i quali è il consumatore a dover rifiutare espressamente la prestazione che altrimenti si intende tacitamente richiesta o accettata.

Nuove forme di tutela sono state introdotte anche per contratti conclusi per telefono: questi sono validi solo dopo la firma o comunque dopo un’accettazione per iscritto.

In caso di servizi, la conferma da parte del professionista deve avvenire prima dell’erogazione del servizio stesso. In ogni caso, il professionista non potrà prestare il servizio (inclusa la fornitura di acqua, gas o elettricità, o teleriscaldamento) nei 14 giorni validi per il recesso, in cui il consumatore può esercitare il diritto di ripensamento.

Per quanto attiene ai prezzi, questi dovranno essere espressi in modo chiaro e completo: i venditori dovranno chiarire il costo totale del prodotto o servizio offerto, comprensivo di qualsiasi costo aggiuntivo.