Archivio mensile:Marzo 2013

Cose da non credere: i video

Un evento non convenzionale all’ora dell’aperitivo, una splendida location nel cuore di Roma, ospiti di alto profilo, una vivace discussione e tante proposte per il futuro: tutto questo è stato ‘Cose da non credere’, l’evento in cui ciascun partecipante è protagonista, dai tavoli di lavoro alla sessione plenaria.

Ecco i video che raccontano l’evento attraverso i volti dei protagonisti.

La classifica dei reclami 2013

E’ la telefonia, la regina incontrastata della classifica dei reclami che arrivano ogni giorno alla nostra associazione: è questo uno dei dati emersi dal Report dell’Unione Nazionale Consumatori “Reclami e contenzioso” sul rapporto tra consumatori e giustizia (guarda di seguito l’infografica con tutti i dati del Report).

Il 27 per cento dei 10.700 reclami raccolti nel 2013, infatti, riguarda proprio i problemi con gli operatori telefonici (costi non dovuti, portabilità, attivazione servizi indesiderati, scarsa trasparenza contrattuale, inefficienza dei call center), seguiti dai disservizi relativi all’energia (bollette gonfiate, fatture di conguaglio, offerte non in linea con i consumi); il 13 per cento delle lamentele riguarda, poi, l’e-commerce (in particolare problemi per ritardi nella consegna, danni ai prodotti, inefficienze nel sistema dei pagamenti on-line), il 12 per cento, viaggi e vacanze (soprattutto per il ‘fai da te’ turistico) e il 9 per cento i prodotti in generale, con punte per il mancato rispetto della garanzia post-vendita. Si registra, infine, un 25 per cento di denunce che riguardano i servizi di poste, banche, assicurazioni, trasporti.

Un altro dato interessante, frutto probabilmente del clima di sfiducia di questi anni è la riluttanza dei consumatori a difendersi: la soglia di impunità, infatti, è arrivata a 700 euro (in ascesa rispetto agli anni scorsi) per cui sono sempre più numerosi i cittadini, che non possono permettersi di rivolgersi al giudice e così rinunciano di fatto ad ogni tutela. Eppure il processo tradizionale non è l’unica soluzione come sanno bene tutti quei consumatori che si rivolgono alla nostra associazione e risolvono i loro problemi grazie ad interventi stragiudiziali: grazie alla diffida inviata da UNC per conto dell’utente (55 per cento); grazie ad una procedura di conciliazione (36 per cento) o denunciando il caso ad un’Autorità di controllo o alle Istituzioni preposte (7 per cento). Soltanto il 3 per cento procede con un processo civile o con una class action, a riprova che ancora tanto va fatto per rendere questo ultimo strumento davvero utile per la difesa dei consumatori.

Ricordiamo che i consumatori che avessero problemi relativi a telefonia, energia, e-commerce, vacanze rovinate e prodotti difettosi possono contattarci mandando un’email a info@consumatori.it; i nostri esperti sono a disposizione degli iscritti all’associazione.

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INFOGRAFICA_UNC_RECLAMI_ WEB

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 27 marzo 2014

I risultati del primo sondaggio sui bitcoin

Risultati positivi per il primo sondaggio sui bitcoin, mai realizzato in Italia: non solo più del 60 per cento degli intervistati dimostra una certa predisposizione per la moneta elettronica, ma andando nello specifico sui bitcoin, oltre il 75 per cento risponde “sì” alla domanda “Hai mai sentito parlare di bitcoin?”.

Il nostro sondaggio non ha ovviamente un valore statistico, visto che il campione non è rappresentativo, ma mira semplicemente a fotografare il sentiment dei consumatori, siano essi esperti del web, che navigatori alle prime armi: in molti si sono divertiti a rispondere alle nostre domande, alcune molto generiche sulla moneta elettronica, altre più specifiche sui bitcoin; anche sui social network la discussione è stata vivace, segno di un clima nuovo che aleggia intorno all’e-payment.

Nel dettaglio, come detto, fa ben sperare il dato che emerge dalla prima domanda: più del 60 per cento degli intervistati dimostra una certa predisposizione per carte e bancomat (il 47,14% risponde addirittura che vorrebbe poter utilizzare la moneta elettronica anche per i pagamenti di pochi euro e il 16,30 per i pagamenti online); il 36,56%, invece, dichiara di preferire ancora i contanti. Il 76,21% di chi ha risposto al nostro questionario, poi, risponde di conoscere i bitcoin e lo dimostra anche nella successiva domanda, dando la corretta definizione della moneta digitale (una moneta virtuale criptata che viene scambiata da computer e server attraverso la tecnologia peer to peer): per il primo sondaggio sui bitcoin, mai lanciato in Italia, è un ottimo risultato!

Due aspetti, infine, meritano un ulteriore riflessione; il primo riguarda i vantaggi del bitcoin che sembrano raccontare una visione business di questa novità: sicurezza al primo posto (47,14%), ma anche una certa aspirazione di guadagno (28,19%). Da questo punto di vista sembrerebbe che, almeno in questa fase, il fenomeno della moneta matematica riguardi più le imprese che i consumatori. Nello stesso senso può forse essere interpretata la risposta alla domanda sui rischi del bitcoin:  il 51,98 per cento degli intervistati ritiene che la prima preoccupazione derivi da eventuali problemi tecnologici. Infine, l’altro aspetto che può sorprendere è una nuova fiducia nel mondo bancario (più del 20% degli intervistati dichiara che non è ancora pronto a fare a meno del rapporto diretto con la banca), segno che, probabilmente, virtuale e reale possono convivere.

 

Di seguito i dati completi del sondaggio, raccolti dal 19/06/2014 al 26/06/2014

1. Qual è il rapporto con la moneta elettronica
2. Hai mai sentito parlare di bitcoin
3. Qual è la definizione che ti sembra più corretta per il bitcoin
4. Ti fideresti di una moneta in tutto e per tutto virtuale
5. Quali vantaggi ti aspetteresti da una moneta digitale
6. Quale ritieni sia il rischio maggiore nell'utilizzo di bitcoin
7. L'idea che non ci sia un intermediario finanziario come la banca

Gli inganni delle patatine in busta

Nel mercato delle patatine fritte in busta, le cosiddette chips, sono diffuse alcune campagne pubblicitarie che promuovono questo genere di prodotti in modo poco trasparente: per questo l’UNC ha segnalato all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato alcuni operatori colpevoli, secondo le nostre indagini, di aver lanciato una comunicazione commerciale poco veritiera, così tradendo le aspettative dei consumatori. Oggi l’apertura di tre procedimenti da parte dell’Autorità Antitrust a carico delle aziende produttrici di patatine Pata S.p.A.Ica Foods S.p.A. e Amica Chips S.p.A conferma i nostri sospetti.

Le aziende denunciate, pur con delle differenze, promuovono le chips puntando sull’artigianalità, la minore percentuale di grassi e l’utilizzo di ingredienti di prima qualità; non sempre però è vero quanto pubblicizzato con claims accattivanti e con una veste grafica che richiama la tradizione: sulle confezioni di Amica Chips (prodotti denominati “Eldorada” e “Alfredo’s”) e Ica Foods (“Le Contadine fatte a mano”), ad esempio, si legge rispettivamente che le patatine sono “cotte a mano” e “fatte a mano”, mentre su quelle prodotte daPata S.p.A., troviamo la dicitura “patatina artigianale” persino nel nome del prodotto (appunto “Patatina artigianale”).

I tre produttori ci tengono ad esibire un’immagine light, pubblicizzando il basso contenuto di grassi delle loro chips, ma fanno ricorso a slogan sommari, con indicazioni superficiali che non rispettano la normativa europea di settore secondo la quale è consentita l’indicazione nutrizionale “a tasso ridotto di…” soltanto a condizione che la vantata riduzione sia pari ad almeno il 30% a comparazione di un prodotto simile (sulle confezioni di Ica Foods e Amica Chip, si legge ‘-20% di grassi’); sulle patatine prodotte da Pata S.p.A., invece, l’indicazione potrebbe essere scorretta laddove la riduzione di nutriente non è vantata verso un individuato elemento di comparazione.

Tra le anomalie riscontrate ci è sembrata grave, inoltre, la scorrettezza che riguarda gli ingredienti ampiamente pubblicizzati con tanto di immagini sulle confezioni, ma che poi si fatica a trovare nella ricetta: nella “Patatina artigianale al peperoncino” e nella “Patatina artigianale al pomodoro e basilico” (di Pata), infatti, non c’è traccia degli ingredienti menzionati, ma troviamo semplicemente degli aromi; l’olio d’oliva della patatina “Eldorada la tradizionale con olio di oliva” (di Amica Chips) è solo il 5% (il resto sono oli vegetali), così come non compare il pollo tra gli ingredienti di “Patatine Pollo Roasted” (di Amica Chips), ma solo aroma naturale al gusto di pollo.

Insomma, una situazione di grave trascuratezza informativa da parte di Pata S.p.A.Ica Foods S.p.A. e Amica Chips S.p.A. sulla quale ci auguriamo l’Antitrust faccia luce al più presto, trattandosi di un settore nel quale le scelte dei consumatori sono spesso influenzate dalle caratteristiche nutrizionali e dagli effetti salutistici dei prodotti, qualità che difficilmente possiamo attribuire alle chips, alimenti solitamente non raccomandati per un’alimentazione bilanciata, come fa notare la stessa Autorità nel suo provvedimento di apertura della procedura.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 21 luglio 2014

Alimenti sicuri? Ecco come

Sapevate che è importante evitare il contatto tra cibi diversi, come ad esempio verdura e carni fresche, sia quando vengono conservati a temperatura ambiente, sia nel frigo? E’ solo uno fra i tanti consigli che potrete leggere nella nuova “Guida alla sicurezza alimentare” realizzata dall’Unione Nazionale Consumatori nell’ambito del progetto “Consumatori 2.0 – Radicamento e interattività”, svolto con il finanziamento del Ministero dello Sviluppo Economico, ai sensi del decreto 21/03/2013, e realizzato dall’UNC insieme con Movimento Difesa del Cittadino, capofila del progetto, Assoutenti, Codacons e Confconsumatori.

Elaborato da Agostino Macrì, esperto UNC per la sicurezza alimentare, e arricchito dalla presentazione di Eugenio Del Toma, Primario emerito di dietologia e diabetologia, l’opuscolo racchiude le informazioni sulla sicurezza alimentare, sottolineando innanzitutto come questa debba essere ovviamente garantita da produttori e distributori, ma anche dai consumatori che devono essere educati su come conservare e consumare correttamente il cibo, anche quando lo acquistano on line.

Inoltre, grazie al focus sulle patologie alimentari è possibile riconoscere e imparare a fronteggiare malattie come l’anoressia e la bulimia, o anche le meno note drunkoressia e ortoressia, e saperne di più su allergie e intolleranze alimentari. In particolare per queste ultime è fondamentale la corretta lettura delle etichette, non solo per conoscere la data di scadenza e il contenuto calorico degli alimenti, ma anche e soprattutto la loro composizione, così da evitare le sostanze che potrebbero creare pericoli.

La guida non manca infine di porre l’accento sul ruolo della pubblicità, potente mezzo di comunicazione, talvolta utilizzato in modo ingannevole dalle aziende disoneste. Come difendersi? Non facendosi abbindolare dai messaggi suadenti di quella parte di pubblicità che sembra aver rinunciato a dare informazioni veritiere sui prodotti. Perché invece i consumatori non vogliono rinunciare a essere più consapevoli e ad alimentarsi in modo sano e corretto!.

Per ulteriori informazioni sulle attività previste dal progetto, ricordiamo di consultare il sito internet www.consumatoriduepuntozero.it.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 21 luglio 2014

ANTITRUST: gli inganni delle patatine fritte in busta

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

‘Patatine artigianali’, ‘fatte a mano’ e ‘cotte a mano’: possiamo fidarci? L’Antitrust apre un procedimento su Pata S.p.A., Ica Foods S.p.A. e Amica Chips S.p.A. a seguito della denuncia dell’Unione Nazionale Consumatori.

Roma, 21 luglio 2014 – “Nel mercato delle patatine fritte in busta, le cosiddette chips, sono diffuse alcune campagne pubblicitarie che promuovono questo genere di prodotti in modo poco trasparente: per questo abbiamo segnalato all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato alcuni operatori colpevoli, secondo le nostre indagini, di aver lanciato una comunicazione commerciale poco veritiera, così tradendo le aspettative dei consumatori. Oggi l’apertura del procedimento da parte dell’Antitrust conferma i nostri sospetti”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, annunciando l’apertura di tre procedimenti da parte dell’Autorità Antitrust a carico delle aziende produttrici di patatine Pata S.p.A., Ica Foods S.p.A. e Amica Chips S.p.A., proprio a seguito di una denuncia della stessa associazione.

“Le aziende denunciate -spiega Dona (segui @massidona su Twitter)- pur con delle differenze, promuovono le chips puntando sull’artigianalità, la minore percentuale di grassi e l’utilizzo di ingredienti di prima qualità; non sempre però è vero quanto pubblicizzato con claims accattivanti e con una veste grafica che richiama la tradizione: sulle confezioni di Amica Chips (prodotti denominati ‘Eldorada’ e ‘Alfredo’s’) e Ica Foods (‘Le Contadine fatte a mano’), ad esempio, si legge rispettivamente che le patatine sono ‘cotte a mano’ e ‘fatte a mano’, mentre su quelle prodotte da Pata S.p.A., troviamo la dicitura ‘patatina artigianale’ persino nel nome del prodotto (appunto ‘Patatina artigianale’).”

“I tre produttori -aggiunge Massimiliano Dona- ci tengono ad esibire un’immagine light, pubblicizzando il basso contenuto di grassi delle loro chips, ma fanno ricorso a slogan sommari, con indicazioni superficiali che non rispettano la normativa europea di settore secondo la quale è consentita l’indicazione nutrizionale ‘a tasso ridotto di…’ soltanto a condizione che la vantata riduzione sia pari ad almeno il 30% a comparazione di un prodotto simile (sulle confezioni di Ica Foods e Amica Chip, si legge ‘-20% di grassi’); sulle patatine prodotte da Pata S.p.A., invece, l’indicazione potrebbe essere scorretta laddove la riduzione di nutriente non è vantata verso un individuato elemento di comparazione”.

“Tra le anomalie riscontrate -conclude il Segretario generale- ci è sembrata grave, inoltre, la scorrettezza che riguarda gli ingredienti ampiamente pubblicizzati con tanto di immagini sulle confezioni, ma che poi si fatica a trovare nella ricetta: nella ‘Patatina artigianale al peperoncino’ e nella ‘Patatina artigianale al pomodoro e basilico’ (di Pata), infatti, non c’è traccia degli ingredienti menzionati, ma troviamo semplicemente degli aromi; l’olio d’oliva della patatina “Eldorada la tradizionale con olio di oliva’ (di Amica Chips) è solo il 5% (il resto sono oli vegetali), così come non compare il pollo tra gli ingredienti di ‘Patatine Pollo Roasted‘ (di Amica Chips), ma solo aroma naturale al gusto di pollo”.

“Insomma -commenta in conclusione Massimiliano Dona- una situazione di grave trascuratezza informativa da parte di Pata S.p.A., Ica Foods S.p.A. e Amica Chips S.p.A. sulla quale ci auguriamo l’Antitrust faccia luce al più presto, trattandosi di un settore nel quale le scelte dei consumatori sono spesso influenzate dalle caratteristiche nutrizionali e dagli effetti salutistici dei prodotti, qualità che difficilmente possiamo attribuire alle chips, alimenti solitamente non raccomandati per un’alimentazione bilanciata, come fa notare la stessa Autorità nel suo provvedimento di apertura della procedura”.

Siamo tutti pedoni

La sicurezza di chi cammina dipende soprattutto dall’attenzione di chi guida, ma anche noi pedoni possiamo fare qualcosa.

Per attraversare la strada usare le strisce è obbligatorio (se sono presenti nel raggio di 100 metri) ed è fondamentale per la nostra sicurezza: gli attraversamenti infatti, anche quando non hanno il semaforo, sono in punti più sicuri, con buona visibilità sia per i pedoni che per gli autisti. Se le strisce non ci sono meglio comunque cercare un posto con le stesse caratteristiche: tranquillo e con la visuale libera per controllare chi arriva. Strisce o no, quando si scende dal marciapiede, meglio procedere con cautela: guardando che nessuno arrivi da destra e da sinistra, prima e durante l’attraversamento. Anche l’autista più rispettoso, infatti, può non avere i riflessi pronti quanto pensiamo. Attraversiamo con passo sicuro ma con calma. Se siamo con dei bimbi o con il cane è meglio tenerli stretti a noi. Se poi la nostra età o le nostre condizioni fisiche non ci permettono di essere scattanti, raddoppiamo la prudenza!

Proprio per tutelare la sicurezza degli utenti più deboli della strada, l’UNC ha aderito alla campagna “Siamo tutti pedoni”. Scarica l’opuscolo

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 23 luglio 2014