Archivio mensile:Marzo 2013

Discount e crisi vanno a braccetto?

In tempo di crisi sono cambiate le abitudini di acquisto dei consumatori, sempre più costretti a spendere di meno. Anche il budget per la spesa alimentare si è ridotto drasticamente e sono diventati protagonisti i discount, che rafforzano notevolmente la loro quota di mercato. Le ultime statistiche di settore confermano che sempre più consumatori (circa il 70%) affollano i discount alla ricerca di offerte e promozioni per una spesa low-cost, a discapito di altri supermercati e ancor più dei piccoli negozi al dettaglio, che purtroppo sono i più colpiti dall’attuale regressione economica.

Discount, strategia delle vendite

La strategia commerciale del discount è molto semplice: vendere prodotti a costi inferiori rispetto a quelli analoghi commercializzati in altre tipologie di punti vendita. L’obiettivo è raggiunto attraverso precise scelte gestionali e di marketing finalizzate all’abbattimento dei costi, come ad esempio: vendita di prodotti di marche non conosciute, minore assortimento dei prodotti, superfici dei locali non troppo ampie, riduzione delle spese destinate all’allestimento dei locali e al personale.

Discount, prezzi e qualità

Al momento dell’acquisto il proposito comune è quello di “fare l’affare” a pari qualità e ad un costo più contenuto. Ciò che desta maggiore preoccupazione ai consumatori è il primo aspetto, quello legato alla qualità degli alimenti perché sottintende garanzia, sicurezza e salute.

Certamente il risparmio è evidente, mentre non è detto che la merce acquistata sia di scarsa qualità; questi due aspetti non viaggiano in parallelo anche perché parte degli alimenti in vendita sono prodotti da grandi aziende, ma commercializzati con marchi e imballaggi differenti.

Inoltre il costo dei prodotti dipende da numerosi aspetti, ad esempio: la qualità degli ingredienti, i costi di produzione, di commercializzazione e di distribuzione, gli spot pubblicitari, la collocazione all’interno del locale, ecc..

Consigli

Al discount, per una spesa intelligente e vantaggiosa è bene seguire, oltre al proprio buon senso, alcuni nostri consigli:

  • leggere attentamente le etichette degli alimenti che devono essere complete e conformi alla normativa vigente;
  • verificare che le informazioni riportate in etichetta siano in lingua italiana e soprattutto la presenza dell’elenco degli ingredienti e anche del luogo di produzione;
  • controllare la data di scadenza dei prodotti, in particolar modo quelli in offerta;
  • nei reparti “carni” e “prodotti freschi” (pasta fresca, salumi, affettati, formaggi, latticini, yogurt) verificare la data di confezionamento e la data di scadenza, in modo tale da scegliere quelli più freschi;
  • per i prodotti freschi confezionati con pellicola trasparente, controllare visivamente l’assenza di eventuali fenomeni di deterioramento;
  • verificare l’integrità della confezione.

Per saperne di più, leggi l’articolo ABC etichette alimentari

Autore: Martina Bernardi
Data: 30 settembre 2014

Il prezzo del carburante

Il prezzo del carburante segnato sul totem esposto ai distributori deve essere quello del self service (prezzo più basso) oppure deve essere indicato anche il prezzo del servito (prezzo più alto)?

La legge stabilisce che ogni distributore deve esporre i prezzi dei carburanti, distinti fra servito e self service (ove esista anche questo servizio).

Tuttavia, purtroppo la medesima legge non prevede alcuna sanzione per i gestori che non rispettano questa norma.

La nostra Associazione si batte da tempo per eliminare questa grave anomalia, ma sinora …. senza alcun risultato.

(Pieraldo Isolani)

 

Iva sulle imposte

Perché il mio fornitore di elettricità e di gas metano per uso domestico nella bolletta applica l’IVA anche sulle imposte oltre che sulla fornitura e sui servizi di rete ecc.? E’ giusto?

Secondo le norme in vigore, purtroppo l’IVA va applicata anche sulle imposte, sulle accise ed anche sugli oneri di sistema che gravano sulla bolletta.

Le Associazioni dei Consumatori da tempo hanno chiesto al Governo di eliminare questa palese ingiustizia, ma sinora senza risultato: i diversi Ministri delle Finanze hanno fatto prevalere le esigenze del bilancio dello Stato, piuttosto che l’equità.

(Pieraldo Isolani)

Pagare i servizi di rete

Da gennaio 2011 sulle bollette dell’elettricità e del gas, fanno pagare i  servizi di rete, quando precedentemente questi costi non erano presenti in bolletta. Tutto questo è legale?

L’indicazione in bolletta dei costi dei servizi di rete è corretta perché risponde a quanto stabilito dalla Delibera dell’Autorità per l’energia 202/09, in vigore dal 1° gennaio 2011. Tale Delibera, con l’intento semplificare le bollette e di facilitarne la comprensione, ha obbligato le Società di Vendita dell’elettricità e del gas a indicare nella prima pagina delle bolletta, oltre ai dati del cliente, i consumi,  l’importo da pagare, la scadenza del pagamento, ecc., anche un quadro di sintesi dove l’importo fatturato viene suddiviso nelle diverse voci che lo compongono, e cioè:

  • costo dell’energia (o servizi di vendita);
  • costo delle reti di trasporto e di distribuzione (o servizi di rete);
  • l’ammontare delle imposte e le accise nazionali e locali;
  • l’IVA sul totale imponibile

Le bollette elettriche devono riportare anche i consumi per fasce orarie.

Si ricorda che nelle bollette elettriche dei clienti domestici l’aliquota IVA è del 10%, mentre per i clienti del gas l’aliquota del 10% si applica sui primi 480 mc/annui: per gli ulteriori Smc consumati l’IVA è del 21%.

(Pieraldo Isolani)

 

Bonus sociale per elettricità e gas

Come faccio a sapere se ho diritto al Bonus Sociale per l’elettricità ed il gas?

In linea generale, hanno diritto a ricevere il Bonus Sociale le famiglie con un reddito ISEE fino a 8.107,50 euro all’anno. Per verificare se vi sono le condizione per aver diritto al Bonus, bisogna rivolgersi al proprio Comune di residenza, oppure ad un Centro di Assistenza Fiscale (CAF), che, dopo aver riscontrato la sussistenza del diritto, provvederanno a fare le pratiche necessarie per ottenerlo.

(Pieraldo Isolani)

Consumi notturni e festivi

E’ vero che i consumi notturni e festivi di corrente elettrica con le tariffe del Mercato di Maggior Tutela non sono più convenienti come veniva pubblicizzato tempo fa?

Tre anni fa, quando l’Autorità per l’energia istituì i prezzi elettrici biorari, l’energia elettrica era più cara nelle ore di giorno dei giorni lavorativi e meno cara il sabato, nei giorni festivi e nelle ore serali e notturne.

Con l’immissione di elettricità prodotta da fotovoltaico la situazione si è capovolta. L’elettricità è diventata più cara nelle ore serali (dalle 19 alle 22), quando la produzione fotovoltaica cessa e l’elettricità è prodotta dalle centrali a gas, che, in quelle ore è molto cara.

Quindi attualmente non è più conveniente spostare i consumi elettrici nelle ore serali.

Siamo in attesa che l’Autorità per l’energia, come hanno chiesto le Associazioni Consumatori intervenga per modificare le fasce orarie in modo che i consumatori sappiano se e quando l’energia elettrica costa meno.

I Prezzi Biorari sono obbligatori per i clienti domestici del Mercato di Maggior Tutela, mentre l’elettricità con il Prezzo Monorario è offerta sul Mercato Libero da molte Società di Vendita.

(Pieraldo Isolani)

Consumi stimati e contatore elettronico”

Perché nella mia bolletta elettrica ci sono una parte dei consumi stimati, nonostante abbia installato in casa un contatore elettronico?

Nel settore elettrico ormai a quasi tutti i clienti domestici è stato installato il contatore elettronico, che, alla fine di ogni mese, comunica alla Società di Vendita i consumi effettuati dalla famiglia. Ciò permette alla Società di non emettere più bollette di acconto.

Tuttavia, poiché non tutte le bollette vengono emesse alla fine del mese (ma nei giorni successivi), l’Autorità per l’energia consente alle Società di emettere bollette con consumi stimati per i pochi giorni intercorrenti fra la fine del mese in cui il contatore ha rilevato la lettura effettiva e la data di emissione della bolletta.

Le Associazioni Consumatori hanno chiesto all’Autorità di eliminare questa possibilità, in modo che i clienti elettrici ricevano soltanto bollette con letture effettive dei loro consumi.

(Pieraldo Isolani)

Distacco della fornitura

La Società che mi fornisce il gas (o l’elettricità) mi ha comunicato che nei prossimi giorni procederà al distacco della fornitura perché sostiene che non ho pagato alcune bollette. Cosa devo fare per evitare che mi stacchino la corrente (o il gas) per morosità?

Prima di procedere al distacco della fornitura per morosità del cliente, le Società devono seguire una precisa procedura (lettera di messa in mora, lettera di preavviso, ecc.).

Come primo atto conviene presentare reclamo alla Società con lettera RR esprimendo le proprie ragioni circa la eventuale illegittimità del distacco.

Inoltre, è bene farsi assistere da un Ufficio di una Associazioni Consumatori per verificare che la Società abbia seguito puntualmente la procedura prevista, o comunque per concordare una eventuale rateizzazione del debito, al fine di evitare il distacco della fornitura.

(Pieraldo Isolani)

Reclamo società

Ho presentato un reclamo alla Società che mi fornisce il gas (o l’elettricità): ho ricevuto una risposta che non mi convince (oppure sono trascorsi 40 giorni e non ho ricevuto alcuna risposta). Io sono convinto che il mio reclamo è fondato. Cosa devo fare per vedere riconosciuti i miei diritti?

Prima di adire le vie legali, chiedendo l’intervento del Giudice di Pace, può:

Rivolgersi ad una Associazione Consumatori per chiedere di attivare con la Società la procedura di Conciliazione Paritetica. Una apposita Commissione composta da un conciliatore dell’Associazione Consumatori prescelta e da un conciliatore della Società, cercherà di trovare un Accordo stragiudiziale, che verrà sottoposto alla sua approvazione.

Può presentare reclamo allo Sportello del Consumatore, chiedendo di intervenire presso la Società per il riconoscimento dei suoi diritti.

(Pieraldo Isolani)

Verifica dell’importo in bolletta

Come faccio per verificare se l’importo addebitato sulla mia bolletta elettrica (o del gas) è corretto?

La prima cosa da fare è controllare che i kWh (o i mc) addebitati siano corretti e corrispondano a quanto registrato sul proprio contatore. Se i dati grosso modo corrispondono, si può ritenere che l’importo addebitato sia giusto (non conviene attardarsi sui calcoli dei corrispettivi di prezzo che sono molto complessi e, in genere, sono esatti).

Se i kWh (o i mc) addebitati sono lontani da quelli registrati dal contatore, conviene presentare subito reclamo alla Società, comunicare con una Autolettura i dati esatti, ed intanto evitare di pagare la bolletta.

(Pieraldo Isolani)