Archivio mensile:Marzo 2013

C’è ancora chi crede alle acque della salute

Se un’azienda viene sanzionato dall’Autorità Antitrust per pubblicità ingannevole ci si aspetterebbero che questo spot non fosse più in circolazione e invece…”Uliveto e Rocchetta sono acque della salute”, ne siete proprio sicuri? Ne parla Massimiliano Dona nell’ultimo post del suo blog AAA…Acquisti (www.today.it). Di seguito un estratto dell’articolo….

Certi ritornelli della pubblicità ci entrano nella testa: anche un bambino ricorda che Uliveto e Rocchetta sono acque della salute. Peccato che non sia vero! Lo slogan pubblicitario è infatti stato censurato a più riprese dal Giurì per l’Autodisciplina pubblicitaria e dalla Autorità Garante della concorrenza e del mercato, intervenuta nuovamente in questi giorni.

Ma se i ritornelli pubblicitari ci sono entrati nella testa è forse anche per la scarsa efficacia del sistema sanzionatorio. Insomma la notizia è proprio questa: come è possibile che sia ancora in circolazione uno slogan dichiarato a più riprese illegittimo?“… Continua…

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Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 28 gennaio 2015

Gioco: un libro per difendersi dall’azzardo

“Il gioco ha sempre fatto parte dell’esistenza umana (secondo alcune scoperte antropologiche già prima dell’avvento della scrittura, l’uomo primitivo giocava con pietre e bastoncini), ma purtroppo oggi è venuta meno la componente ludica ed è invece sempre più presente una certa compulsività che arreca seri danni economici e alla salute dei consumatori”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, in riferimento al suo ultimo libro “Gioco d’azzardo. Difendersi si può” scritto con la psicologa Paola Vinciguerra ed edito da Minerva Edizioni.

“Anche in un momento di profonda crisi economica -afferma Dona (segui @massidona su Twitter)– nonostante i carrelli della spesa si svuotino, il peso di slot machine, sale bingo, gratta e vinci e poker online è diventato sempre più pesante. Il motivo probabilmente è da ricondursi alla maggiore facilità con cui oggi è possibile giocare (basta un telefonino e la connessione Internet), ma anche per l’invadenza della pubblicità, che veicola modelli sbagliati: è per questo che siamo chiamati a maggiore responsabilità per evitare che chi ancora gioca per diletto cada nella trappola del vizio e aiutare chi, purtroppo, ne è già vittima”.

“Questo libro -aggiunge il Segretario generale- mira ad offrire qualche spunto di riflessione, alcuni approfondimenti e le informazioni necessarie per proteggersi da comportamenti che potrebbero divenire distruttivi e patologici. In poche pagine, con un linguaggio semplice, abbiamo ricostruito il panorama del gambling in Italia con riferimento ad una normativa che non sempre riesce ancora a tenere il passo con la tecnologia ed alla politica, stretta nella morsa delle potenti lobby dell’azzardo. In mezzo, purtroppo, ci sono esistenze rovinate, famiglie sul lastrico, giovanissimi alle prese con una dipendenza simile alla droga: per loro dobbiamo essere convinti che, come si legge nel titolo del libro, difendersi si può”.

“È il rischio della patologia che dobbiamo combattere -afferma la psicoterapeuta Paola Vinciguerra- dobbiamo riuscire a mantenere l’attività del gioco d’azzardo entro i limiti della normalità, con tutta una serie di accorgimenti e prevenzione fatta attraverso corsi, sostegno, informazione e una comunicazione corretta. Finché, infatti, il gioco si mantiene nei termini di una tranquilla frequentazione all’interno delle nostre decisioni e possibilità, esso può svolgere un ruolo ricreativo e ludico assolutamente positivo, come mangiare un cioccolatino, come comperare un paio di scarpe che non è detto siano assolutamente necessarie ma che ci rendono contenti. I problemi nascono quando, per una serie complessa e profonda di cause, il piacere nel compiere queste azioni comincia a diventare un impulso incontrollabile, patologico, quando tutto il nostro disagio viene risolto nel compiere l’azione fino ad arrivare a stravolgere i rapporti familiari, sociali, finanziari e a distruggere la nostra vita”.

Autore: Simona Volpe
Data: 30 Gennaio 2015

 

GIOCO: i numeri e le proposte per un fenomeno in continua crescita

Comunicato stampa dell’ Unione Nazionale Consumatori

Presentato ieri a Roma il libro di Paola Vinciguerra e Massimiliano Dona “Gioco d’azzardo. Difendersi si può” (Minerva Edizioni); la presentazione è stata anche l’occasione di una riflessione sul tema e un confronto con gli ospiti presenti. All’incontro, moderato dalla giornalista di Raitre Elsa Di Gati, hanno partecipato: Daniela Rondinelli, Consigliera Comitato economico e sociale europeo (Relatrice del parere sul gioco d azzardo on line) e Pietro Malara, Direttore Uff. VII – Tutela salute persone vulnerabili del Ministero della Salute.

 Roma, 30 gennaio 2015 – “Siamo chiamati a maggiore responsabilità per evitare che chi ancora gioca per diletto cada nella trappola del vizio e aiutare chi, purtroppo, ne è già vittima”. Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori e la psicoterapeuta Paola Vinciguerra, autori del libro “Gioco d’azzardo. Difendersi si può” (Minerva Edizioni), presentato ieri sera a Roma, sono concordi nel definire il gioco d’azzardo  una vera iattura che miete ogni giorno nuove vittime. “Mai come negli ultimi anni -ha dichiarato ieri l’avvocato Dona- agli sportelli della nostra associazione sono arrivate così tante lettere di persone cadute nella rete dell’azzardo o preoccupate per la deriva di un familiare: il motivo probabilmente è da ricondursi alla maggiore facilità con cui oggi è possibile giocare (basta un telefonino e la connessione Internet), ma anche perché il clima di incertezza sviluppa alti livelli di stress e ansia e le persone cercano soluzioni all’esterno, tentando una vincita che risolva le paure”.

I numeri, d’altra parte, bastano da soli a spiegare la portata del fenomeno: nel 2011, come si legge nel libro, in Italia la raccolta del gioco d’azzardo è stata di quasi 80 miliardi di euro, circa il 5 per cento del Prodotto Interno Lordo nazionale: il 56,3 per cento del fatturato totale è stato raccolto da slot machine e video-lotterie, il 12,7 per cento dai Gratta e Vinci, l’8,5 dal Lotto, il 4,9 dalle scommesse sportive, il 3 per cento dal Superenalotto, e il rimanente da bingo e scommesse ippiche. Non solo: esiste anche una geografia del gioco patologico per cui in Abruzzo e nel Lazio si registrano i picchi di spesa, mentre è la Basilicata la regione più virtuosa. (Dati: Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato)

Ma difendersi dall’azzardo non significa demonizzare il gioco: finché si mantiene nei termini di una tranquilla frequentazione all’interno delle nostre decisioni e possibilità, esso può svolgere un ruolo ricreativo e ludico assolutamente positivo. Purtroppo non sempre è così e, come rileva lo studio realizzato da Eurodap (l’associazione europea per il disturbo da attacchi di panico di cui Paola Vinciguerra è Presidente),  il gioco d’azzardo per 1 italiano su 2 è diventata un’esperienza emotiva insostituibile destinata a trasformarsi in qualcosa di più serio, in una forma di compulsività tale da provocare nei giocatori e nelle loro famiglie pesanti ripercussioni.

Secondo il sondaggio, al quale hanno risposto 850 persone tra i 25 e i 65 anni, il 20 per cento del campione ha le caratteristiche di un patologico grave, ossia si tratta di persone che non riescono a sottrarsi al gioco; il 30 per cento è patologico (siamo in presenza di una malattia legata al gioco). Il 20 per cento del campione è risultato a rischio nel senso che l’abitudine del gioco potrebbe facilmente diventare una malattia, mentre il 30 per cento del campione si è dichiarato giocatore occasionale.

Cosa fare dunque per arginare il fenomeno? “E’ fondamentale considerare l’aspetto socio-sanitario del gioco d’azzardo -afferma la dottoressa Vinciguerra- sia per tutelare i cittadini ma anche per limitare la spesa del Servizio Sanitario Nazionale che si trova a dover affrontare la diffusione dell’azzardo patologico. Dobbiamo riuscire a mantenere l’attività del gioco entro i limiti della normalità, con tutta una serie di accorgimenti e prevenzione fatta attraverso corsi, sostegno, informazione e una comunicazione corretta”.

Anche Massimiliano Dona sottolinea l’importanza della comunicazione: “In diverse circostanze e anche con una mozione parlamentare nel 2012, siamo intervenuti sul tema dell’invadenza pubblicitaria che va seriamente regolamentata a cominciare da alcuni divieti di pubblicizzare certe forme di gioco. In generale, va garantito il diritto per i consumatori di essere informati sulle reali possibilità di vincita (in forma comprensibile, sulla base di un’analisi certificata da organismi pubblici o provati, indipendenti dai concessionari). Negli anni, infatti, abbiamo denunciato all’Autorità Antitrust e all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria numerosi spot che, puntando su testimonial simpatici e rassicuranti, incoraggiavano le giocate spingendo le persone a tentare la sorte, senza tenere conto che per ogni vincitore si contano innumerevoli sconfitti.

Ci auguriamo, in ogni caso, che la Delega fiscale che a  breve dovrebbe riformare il sistema, corregga alcuni punti che fino ad oggi ci sono apparsi lacunosi, razionalizzando la pressione fiscale su tutte le tipologie di gioco e prevedendo delle serie misure di contrasto al gioco patologico”.

 

ISTAT: dal 2010 al 2014 i dipendenti in attesa di rinnovo salgono del 48,8%

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 29 gennaio 2015. “I dati resi noti oggi dall’Istat sulle retribuzioni sono allarmanti. I consumi non potranno mai riprendere se i lavoratori non ricevono uno stipendio adeguato e non vedono rinnovati i loro contratti” ha commentato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori.

L’UNC denuncia il fatto che dal dicembre 2010 al dicembre 2014, in appena 4 anni, la quota di dipendenti in attesa di rinnovo per l’intera economia è passata dal 37,3% al 55,5%, un incremento del 48,8%. Nel dicembre 2009 era appena il 10,3%. Anche i mesi che bisogna attendere per veder rinnovato il proprio contratto scaduto sono diventati inaccettabili, passando dai 14,5 mesi del 2010 ai 37,3 mesi del dicembre 2014 (+157,2%). La diretta conseguenza di questi dati è che le retribuzioni contrattuali orarie nella media del 2014 sono salite solo dell’1,3%, il minimo storico, la variazione più bassa dal 1982, anno d’inizio delle serie.

“Invitiamo il Governo a dare il buon esempio, sbloccando il congelamento delle retribuzioni dei dipendenti pubblici ormai ferme da troppi anni” ha concluso l’avv. Dona (segui @massidona su Twitter).

tabella 29 gennaio

ENERGIA E GAS: no all’eliminazione del mercato tutelato

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

L’Unione Nazionale Consumatori dice “no” all’abolizione del Mercato Tutelato dell’energia e del gas, previsto dalla bozza di legge sulla concorrenza, ancora allo studio.

Roma, 26 gennaio 2015 – “E’ una decisione immorale, che se fosse confermata, scaricherebbe ancora una volta sulle tasche delle famiglie e sui soggetti più vulnerabili il peso della crisi energetica”. E’ quanto dichiara Pieraldo Isolani, Responsabile del settore energia per l’Unione Nazionale Consumatori, in riferimento alla bozza di Legge sulla Concorrenza che prevede la fine del Mercato Tutelato per i clienti domestici e le PMI sia per il gas che per l’elettricità.

“Se la legge sarà approvata -spiega Isolani- le famiglie italiane (dal 30 giugno 2015 per il gas e dal 30 giugno 2016 per l’elettricità) saranno obbligate a scegliere un nuovo contratto di fornitura sul Mercato libero e l’Autorità per l’energia non potrà più stabilire i prezzi di riferimento per elettricità e il gas per i clienti domestici e le PMI. Di conseguenza, si sancirebbe anche la fine del ruolo di Acquirente Unico, che fino ad oggi ha comprato a prezzi vantaggiosi l’elettricità nel mercato all’ingrosso per i clienti del Mercato Tutelato, assicurando un’ efficace tutela di prezzo ai piccoli clienti elettrici. Sarebbero, dunque, le società a stabilire i prezzi e  non è difficile immaginare un aumento in bolletta per i piccoli clienti: troppo grande è, infatti, la disparità di potere contrattuale fra gli operatori energetici ed i piccoli consumatori!”

“Purtroppo -aggiunge l’esperto- non saranno sufficienti le promesse di vigilanza e sanzione dell’Autorità per l’energia e del’Antitrust a contenere l’aumento dei prezzi. Infatti, già oggi, pur in presenza del Mercato tutelato, la scarsa informazione e trasparenza delle offerte sul Mercato libero, insieme alle pratiche commerciali scorrette da parte di molti operatori, stanno provocando notevoli disagi ai consumatori, che lamentano numerosi contratti non richiesti sul Mercato Libero. Ci auguriamo, quindi, che Governo e Parlamento respingano l’ipotesi di abolire il Mercato tutelato, evitando così nuovi indubbi aumenti dei prezzi che riguardano servizi così essenziali per la vita delle famiglie”.

 

Gioco d’azzardo: difendersi si può

Nonostante la crisi, sono sempre più numerosi gli italiani che cedono alle lusinghe del gioco d’azzardo, con gravi conseguenze per il portafoglio e per la salute. Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori e la psicoterapeutoa Paola Vinciguerra (Presidente di Eurodap) nel loro ultimo libro “Gioco d’azzardo: difendersi si può”, che sarà presentato il 29 gennaio a Roma alle ore 18,30 a villa Mercadante, ricostruiscono il panorama del gambling in Italia, raccontando le origini del gioco e le storie di chi, purtroppo, è caduto nella trappola del gioco compulsivo.

Da una parte, infatti, il grandissimo aumento dell’offerta di possibilità legali di scommettere (lotto e super enalotto, gratta e vinci, Win for life, centri scommesse) non fa altro che alimentare sempre di più le speranze illusorie di molti; dall’altra nell’era digitale il giocatore d’azzardo è ancora più facilitato: chiunque disponga di un computer, di un collegamento internet e di una carta di credito può essere un giocatore compulsivo in un casinò virtuale.

E’ bene chiarire che il giocatore patologico non riesce a fare a meno di giocare; più perde, più alza le puntate, arriva spesso ad indebitarsi ed a mettere a rischio il suo sostentamento e quello della sua famiglia. Inoltre, dopo una prima fase caratterizzata da vincite esaltanti, la tendenza è di rincorrere altre vincite, aumentando la frequenza di gioco e le puntate. Quando inizia a perdere il gioco comincia ad essere visto come l’unica possibilità di recupero. E’ così, purtroppo, che inizia la dipendenza.

Al fine di evitare di entrare in un vero e proprio comportamento compulsivo possono essere utili alcuni consigli:

  1. decidere un budget da non superare mai;
  2. tenere sotto controllo l’assiduità con cui si gioca;
  3. cercare di capire se l’astinenza dal gioco crea nervosismo, ansia o agitazione;
  4. cercare di passare meno tempo possibile a giocare;
  5. evitare di frequentare compagnie in cui normalmente si gioca d’azzardo;
  6. evitare di frequentare posti in cui l’accesso al gioco è più semplice.

Bisogna, inoltre, tenere presente che in certe occasioni può essere d’aiuto rivolgersi ad un professionista.

Di questo e molto altro si parlerà il prossimo 29 gennaio durante la presentazione del libro. Scarica l’invito.

Autore: Eleonora Iacobelli
Data: 21 gennaio 2015

ISTAT: ripresa è per ora un miraggio

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma 22 gennaio 2015 –  “La ripresa resta per ora un miraggio” è il commento di Massimiliano Dona, Segretario nazionale dell’Unione Nazionale Consumatori ai dati Istat resi noti oggi su ordini e fatturato dell’ industria e sulle vendite al dettaglio.

“Il fatto che sia gli ordinativi che il fatturato siano negativi sia rispetto ad ottobre che su base annua indica che la famosa ripresa che avrebbe dovuto esserci nell’ultimo trimestre del 2014 non è arrivata” ha dichiarato l’avv. Dona (segui @massidona su Twitter). “D’altronde anche per il 2015 tutti i principali previsori hanno recentemente tagliato le stime. Con il ritmo di crescita previsto per il 2015 per recuperare il Pil perso nel solo 2009 occorrerebbero oltre 12 anni. Decisamente troppo!” ha proseguito Dona.

Le vendite al dettaglio di novembre, invece, hanno avuto un flebile rialzo dello 0,1% rispetto ad ottobre. “Il segno positivo, dopo una serie di cali consecutivi, è dovuto all’effetto bonus di 80 euro deciso dal Governo Renzi. Ma il cambio di rotta è decisamente insufficiente. Troppo poco l’effetto bonus, sia perché la percentuale di aumento è prossima allo zero, sia perché è dovuto alle sole vendite di beni alimentari e ai discount. Tutti gli altri comparti restano fermi. A salire, insomma, sono solo gli  acquisti di beni necessari come il cibo, ma anche in questo caso si limitano alla tipologia di esercizio che fa i prezzi più bassi, ossia i discount, che registrano un + 0,9% su base annua” ha concluso Dona.

 

TELEFONIA: dopo la multa dell’Antitrust, i rimborsi

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

L’Autorità Antitrust ha multato per 5 milioni di euro gli operatori di telefonia per i servizi premium a sovrapprezzo; ci auguriamo che dopo la sanzione arrivino i rimborsi.

Roma, 22 gennaio 2015 – “Finalmente gli operatori di telefonia sono chiamati a prendersi le loro responsabilità sui servizi a sovrapprezzo”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (https://www.consumatori.it), riferendosi alla multa di 5 milioni di euro dell’Autorità Antitrust comminata a Telecom, H3G, Vodafone e Wind (le multe sono di 1 milione 750 mila ciascuno per Telecom e H3G e di 800 mila euro ciascuno per Wind e Vodafone) per i servizi premium a sovrapprezzo non richiesti.

“Negli ultimi mesi -afferma Dona (segui  @massidona su Twitter)-  numerosi consumatori ci hanno scritto denunciando amare sorprese sul conto telefonico a causa dell’attivazione di servizi non richiesti. I casi sono diversi: c’è chi navigando o giocando con lo smartphone si ritrova abbonato ad un servizio a pagamento per aver accidentalmente sfiorato un banner pubblicitario; in molti, poi, denunciano di aver scoperto troppo tardi di aver superato le soglie previste dal proprio piano tariffario, navigando su contenuti a pagamento non segnalati; così come è molto diffuso il caso di chi  riceve sms con contenuti a pagamento pur non avendone mai fatto richiesta. Fino ad oggi, gli operatori potevano scaricare le responsabilità sui fornitori, ma come si legge  nella sentenza dell’Antitrust : ‘gli operatori traggono uno specifico vantaggio economico dalla commercializzazione dei servizi premium, in quanto condividono con i fornitori i ricavi dei servizi erogati, trattenendone un’elevata percentuale. E inoltre, si sono dimostrati ampiamente consapevoli circa la sussistenza di attivazioni e di addebiti relativi a servizi non richiesti da parte dei propri clienti mobili’ “.

“Esprimiamo apprezzamento per il lavoro svolto dal Garante -conclude l’avvocato Dona- e ci auguriamo che le aziende di telefonia siano disponibili ad aprire un tavolo di consultazione con le associazioni dei consumatori in modo da trovare le giuste modalità per rimborsare gli utenti ed evitare che casi del genere si ripetono; intanto i consumatori che hanno riscontrato problemi simili in bolletta possono contattarci scrivendo a consulenza@consumatori.it“.

Uova: l’etichetta più completa

uova12Le uova hanno l’etichetta più completa, grazie alla quale i consumatori posso scoprire numerose informazioni sul prodotto che portano a tavola.

Se sull’uovo è stampigliata la sigla 1IT significa che è di un allevamento di galline all’aperto, mentre 2IT è un allevamento a terra, 3IT nelle gabbie e OIT è biologico. Le suddette sigle sono obbligatorie sulle uova, mentre sull’imballaggio sono obbligatorie le diciture “uova da allevamento all’aperto”, “uova da allevamento a terra”, “uova da allevamento in gabbie”, oppure “uova da agricoltura biologica”. E’ altresì obbligatorio, sia sulle uova sia sugli imballaggi, il codice distintivo del produttore, anche se si tratta di uova vendute direttamente dal produttore al consumatore finale, con eccezione di quelle provenienti da produttori con meno di 50 galline. Il codice è rilasciato dalla ASL competente per territorio.

La dicitura “extra” o “extra fresche” è ammessa soltanto se sull’imballaggio è indicata la data di deposizione (cioé quando la gallina ha fatto l’uovo) e il termine di 9 giorni dalla suddetta data, trascorsi i quali l’uovo non è considerato più extra fresco, ma soltanto fresco (categoria A). Sulle uova e sugli imballaggi è possibile inoltre apporre diciture e/o simboli relativi all’origine, purché tale origine sia rilevabile dal codice distintivo del produttore. A titolo di esempio, il codice 3IT001191TO036 significa:
- il numero iniziale 3, come si è detto, indica che è un allevamento di galline in gabbie;
- IT che si tratta di un allevamento italiano;
– 001191 è il codice Istat del Comune nel quale è situato l’allevamento; in questo caso è Pinerolo e, volendo, i codici Istat dei Comuni si possono trovare su Internet, ma non ha molta importanza perché c’è la provincia;
– TO, infatti, significa che l’allevamento sta in provincia di Torino;
– 036 è il numero identificativo dell’allevamento e al consumatore non interessa.

L’etichetta delle uova è forse la più completa che esista. Infatti, altre diciture che si possono apporre (facoltative) riguardano il tipo di alimentazione somministrata alle galline, alle seguenti condizioni:

a) i cereali possono essere indicati come ingredienti dei mangimi solamente se costituiscono almeno il 60% in peso della formula del mangime, che può comprendere al massimo il 15% di sottoprodotti di cereali;
b) qualora sia fatto riferimento ad un cereale specifico, esso deve rappresentare almeno il 30% della formula del mangime utilizzato mentre, qualora sia fatto riferimento a più di un cereale, ciascuno di essi deve rappresentare almeno il 5% della formula del mangime.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 12 gennaio 2015

GIOCO: un libro per difendersi dall’azzardo

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Sarà presentato il 29 Gennaio a Roma (ore 18,30 a villa Mercadante) l’ultimo libro di Massimiliano Dona e Paola Vinciguerra dal titolo “Gioco d’azzardo. Difendersi si può”.

Roma, 21 gennaio 2015 – “Il gioco ha sempre fatto parte dell’esistenza umana (secondo alcune scoperte antropologiche già prima dell’avvento della scrittura, l’uomo primitivo giocava con pietre e bastoncini), ma purtroppo oggi è venuta meno la componente ludica ed è invece sempre più presente una certa compulsività che arreca seri danni economici e alla salute dei consumatori”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, in riferimento al suo ultimo libro “Gioco d’azzardo. Difendersi si può” (Minerva Edizioni), scritto con la psicologa Paola Vinciguerra e che sarà presentato il 29 gennaio a Roma a villa Mercadante (ore 18,30). Scarica l’invito

“Anche in un momento di profonda crisi economica -afferma Dona (segui @massidona su Twitter)– nonostante i carrelli della spesa si svuotino, il peso di slot machine, sale bingo, gratta e vinci e poker online è diventato sempre più pesante. Il motivo probabilmente è da ricondursi alla maggiore facilità con cui oggi è possibile giocare (basta un telefonino e la connessione Internet), ma anche per l’invadenza della pubblicità, che veicola modelli sbagliati: è per questo che siamo chiamati a maggiore responsabilità per evitare che chi ancora gioca per diletto cada nella trappola del vizio e aiutare chi, purtroppo, ne è già vittima”.

“Questo libro -aggiunge il Segretario generale- mira ad offrire qualche spunto di riflessione, alcuni approfondimenti e le informazioni necessarie per proteggersi da comportamenti che potrebbero divenire distruttivi e patologici. In poche pagine, con un linguaggio semplice, abbiamo ricostruito il panorama del gambling in Italia con riferimento ad una normativa che non sempre riesce ancora a tenere il passo con la tecnologia ed alla politica, stretta nella morsa delle potenti lobby dell’azzardo. In mezzo, purtroppo, ci sono esistenze rovinate, famiglie sul lastrico, giovanissimi alle prese con una dipendenza simile alla droga: per loro dobbiamo essere convinti che, come si legge nel titolo del libro, difendersi si può”.

“È il rischio della patologia che dobbiamo combattere -afferma la psicoterapeuta Paola Vinciguerra- dobbiamo riuscire a mantenere l’attività del gioco d’azzardo entro i limiti della normalità, con tutta una serie di accorgimenti e prevenzione fatta attraverso corsi, sostegno, informazione e una comunicazione corretta. Finché, infatti, il gioco si mantiene nei termini di una tranquilla frequentazione all’interno delle nostre decisioni e possibilità, esso può svolgere un ruolo ricreativo e ludico assolutamente positivo, come mangiare un cioccolatino, come comperare un paio di scarpe che non è detto siano assolutamente necessarie ma che ci rendono contenti. I problemi nascono quando, per una serie complessa e profonda di cause, il piacere nel compiere queste azioni comincia a diventare un impulso incontrollabile, patologico, quando tutto il nostro disagio viene risolto nel compiere l’azione fino ad arrivare a stravolgere i rapporti familiari, sociali, finanziari e a distruggere la nostra vita”.