Archivio mensile:Marzo 2013

ISTAT: prosegue aumento carrello della spesa

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 30 aprile 2015. “Il carovita è uscito dall’agenda politica, ma è bene che ci rientri al più presto. Non solo perché con il Quantitative Easing i prezzi si alzeranno molto presto, come confermato oggi dalla Bce, e questo anche in assenza di una ripresa dei consumi, ma perché le spese obbligate, come quelle del carrello della spesa, non hanno mai smesso di aumentare” ha dichiarato Massimiliano Dona (segui @massidona su Twitter), Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati Istat sull’inflazione.

Ad aprile l’indice dei prezzi al consumo aumenta dello 0,3% su base mensile e registra una variazione nulla rispetto ad aprile 2014. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, però, segnano un incremento dello 0,8% su base annua, confermando l’impennata di marzo.

Secondo i calcoli dell’Unione Nazionale Consumatori, per una coppia con 1 figlio l’aumento dello 0,8% del carrello della spesa significa pagare, in termini di aumento del costo della vita, 54 euro in più su base annua (cfr tabella). Per un pensionato con più di 65 anni sono 30 euro in più, mentre per un single con meno di 35 anni si tratta di 36 euro. Il maggior aumento per la tradizionale famiglia italiana: una coppia con due figli spenderà 55 euro in più.

COMMERCIO: consumatori e franchising un binomio vincente

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Il franchising può essere un’opportunità per i consumatori e per gli stessi imprenditori che entrano nella rete.  Ne parlerà Massimiliano Dona, lunedì nel corso del workshop “Conoscere per scegliere”, promosso e organizzato da Mail Boxes Etc. (MBE).

Roma, 30 aprile 2015 – “L’imprenditore che decide di avviare un’attività indipendente e per questo investe del denaro può essere visto anche come un consumatore, che è alle prese con la ricerca, la valutazione e l’acquisto di un’attività professionale.” E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, anticipando alcuni dei temi di cui parlerà nel corso del workshop “Conoscere per scegliere”, promosso e organizzato da Mail Boxes Etc. (MBE), che si terrà a Roma il 4 maggio dalle ore 11 alle 13 presso il Gran Hotel Palatino.

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“E’ nostro interesse -aggiunge l’avvocato Dona (segui @massidona su Twitter)– non solo tutelare quel consumatore che acquista nel negozio di una catena franchising e si aspetta qualità dei prodotti, tutele adeguate e la possibilità di interfacciarsi facilmente con l’azienda, ma anche gli aspiranti imprenditori e in generale tutti coloro che desiderano avviare una nuova attività professionale autonoma, dando loro maggiori garanzie di successo e la sicurezza di veder riconosciuti i propri diritti”.

“E’ fondamentale il dialogo tra le associazioni dei consumatori e i grandi network del franchising -conclude Massimiliano Dona- che devono interrogarsi per trovare dei terreni comuni, a partire da una autoregolamentazione che accresca la fiducia nel settore e agisca da traino per i consumi”.

 

Consumatori e franchising

Il franchising e le nuove possibilità di crescita imprenditoriale: sono questi i temi al centro del workshop “Conoscere per scegliere”, promosso e organizzato da Mail Boxes Etc. (MBE) in collaborazione con la nostra Unione Nazionale Consumatori che si terrà a Roma il 4 maggio dalle ore 11 alle 13, presso il Grand Hotel Palatino.

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A moderare l’incontro l’incontro Fabrizio Mantovani (MBE Italia); interverranno come relatori: Massimiliano Dona, Segretario Generale dell’Unione Nazionale Consumatori, Italo Bussoli, Vicepresidente di Assofranchising, Giuseppe Scelza Concessionario d’Area di Mail Boxes Etc. e Roberto Polisano di Unicredit Banca. Al termine del workshop, organizzato sul modello del talk show, gli ospiti potranno rivolgere domande ai relatori e aprire così una discussione sui punti di maggior rilevanza.

“E’ nostro interesse -dichiara Massimiliano Dona- non solo tutelare quel consumatore che acquista nel negozio di una catena franchising e si aspetta qualità dei prodotti, tutele adeguate e la possibilità di interfacciarsi facilmente con l’azienda, ma anche gli aspiranti imprenditori e in generale tutti coloro che desiderano avviare una nuova attività professionale autonoma, dando loro maggiori garanzie di successo e la sicurezza di veder riconosciuti i propri diritti”.

Autore: Simona Volpe
Data: 30 aprile 2015

 

BANCHE: quale difesa per gli azionisti di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca?

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Dopo la maxi svalutazione della azioni di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca moltissimi consumatori hanno scritto agli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori.

Roma, 28 aprile 2015 – “Numerosissime le segnalazioni che stanno giungendo alla nostra associazione dopo che la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca hanno operato una maxi svalutazione delle azioni: da 62,50 a 48 euro (-23,20%) la prima, da 39,50 a 30,50 euro (-22,80%) la seconda, alla luce dei bilanci delle due banche chiusi con gravi perdite e svalutazioni miliardarie” è quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario Generale dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Ci sono risparmiatori che riferiscono di essere stati praticamente ‘costretti’ dalle banche ad acquistare le loro azioni pur di ottenere un mutuo od un affidamento, altri ai quali non è stato spiegato che si trattava di titoli illiquidi e che, dunque, al momento del bisogno, non sono riusciti a rivendere” aggiunge Valentina Greco, legale dell’Unione Nazionale Consumatori che segue il caso e aggiunge: “Tutti i risparmiatori coinvolti riferiscono, inoltre, di essere stati sollecitati dai funzionari dei due istituti di credito all’acquisto ed invogliati dalle ampie rassicurazioni sulla bontà dell’investimento proposto”.

“In attesa che si si definisca la linea più opportuna da adottare a tutela dei risparmiatori -conclude l’avvocato Dona- invitiamo gli azionisti a contattare i nostri esperti scrivendo un’e-mail a segnalazioni@consumatori.it, indicando nell’oggetto “BPV” O “VB” e allegando il modulo informativo (scarica il modulo)“.

C’è ancora chi crede alle promozioni dell’elettronica?

Vi è mai capitato di andare in un negozio dopo aver visto il volantino di una promozione per poi scoprire che i prodotti in offerta sono finiti? Da Media World è successo a molti consumatori…Ne parla Massimiliano Dona sul suo blog su Today.it, ecco un estratto:

“In questo periodo si moltiplicano le offerte dei grandi magazzini dell’elettronica: dagli enormi cartelloni pubblicitari delle nostre città ai volantini che riempiono le cassette della posta, tutte le insegne si rincorrono in una gara a chi la spara più grossa.

“Fuori tutto”, “sotto costo” ed altre promozioni servono a spingere i consumatori a visitare gli store della grande distribuzione, ma talvolta si tratta di pratiche già finite nel mirino dell’Autorità Antitrust con l’accusa di essere pubblicità ingannevole.

Solo per limitarsi alle ultime settimane…” Continua… 

Leggi l’articolo completo 

Autore: Massimiliano Dona
Data: 24 aprile 2015

Bus, taxi, car sharing: cosa conviene di più?

L’Unione Nazionale Consumatori ha condotto uno studio sul costo medio che gli italiani pagano per il mantenimento di una singola automobile: una vera stangata.

CLICCA QUI PER LEGGERE LO STUDIO COMPLETO

Secondo i calcoli di UNC (elaborati su dati Aci) la spesa media ad autovettura (non a famiglia) è stata pari, nel 2013, a 3101 euro: 1205 euro di carburante, 180 per i pneumatici, 647 per la manutenzione e la riparazione del veicolo, 223 per il ricovero ed il parcheggio, 122 per i pedaggi autostradali, 136 per il bollo, 507 per l’Rc auto, 48 euro per le multe, 33 per la revisione (vedi tabella nello studio completo).

L’associazione di consumatori ha poi analizzato il costo del car sharing per valutare la convenienza di questo servizio rispetto all’uso dell’auto di famiglia. Per lo studio si è considerata la città di Milano, sia perché tra le più care per gli automobilisti (record di multe, parcheggi da 2 euro all’ora) sia per la presenza dell’Area C, la congestion charge che regola gli accessi nel centro di Milano (5 euro ad accesso), sia perché è stata la prima ad avere introdotto il car sharing fin dal settembre 2001.

Ebbene, confrontando il costo annuo ad autovettura per un milanese (che è pari a 4690 euro, vedi tabella B nello studio completo), con un uso quotidiano del car sharing (che oscilla mediamente da 11270 a 13800 euro) è evidente che la funzione del car sharing non è quella di sostituire la vettura di famiglia.

L’UNC ha allora ipotizzato un uso poco intensivo dell’auto, pari a quello di una seconda vettura che potrebbe avere una casalinga, con 3 spostamenti a settimana per 46 settimane, per un totale di 138 spostamenti all’anno.

Rispetto all’auto privata, che in questo caso costa 2418 euro all’anno (vedi tabella C nello studio completo), il costo annuo del car sharing varia da 1653 a 5332 euro (vedi tabella D ed E).

Il car sharing, insomma, appare essere una soluzione che, almeno economicamente, a Milano, potrebbe sostituire la seconda vettura di proprietà. Questo dato, però, è fortemente influenzato dall’Area C (senza considerarla, infatti, il costo annuo scenderebbe già a 1728 euro) e dal caro sosta (552 euro). Se considerassimo per parcheggio quanto si spende mediamente in Italia, ossia 223 euro invece di 552, e non ci fosse l’Area C, il costo annuo dell’auto scenderebbe a 1399 euro, meno del car sharing più conveniente.

Infine l’UNC ha considerato i costi di un singolo spostamento medio, confrontando quello di una vettura privata con quello del car sharing, dei mezzi pubblici e dei taxi (cfr. tabella F sotto riportata). Come spostamento medio si è calcolato un viaggio di 11 km (andata + ritorno) a 22 km/h (30 minuti di viaggio) in centro città, ossia con accesso all’Area C e 2 ore di sosta dentro l’Area C.

La palma del risparmio va, com’è naturale che sia, ad autobus e metropolitana con tre euro a spostamento, ma vanno considerate anche tutte le scomodità del caso (e, in città meno organizzate di Milano, la scarsa frequenza dei mezzi); al secondo posto, il car sharing per il quale, senza considerare la sosta, il prezzo oscilla da 3,9 euro a 8,7 euro (meno vantaggioso se mantengo il noleggio per tutto il tempo con un costo tra 11,55 euro e 38,50 euro). Il costo di  una singolo spostamento con l’automobile varia da 5,08 a 8,83 euro, anche senza considerare l’Area C; ultimo in classifica il taxi con un costo che varia tra 34,30 euro, nel caso lo si trovi libero, e 41,40 euro, in caso di chiamata alla centrale.

Per leggere lo studio completo clicca qui

Tabella F: confronto costo singolo spostamento tra vari mezzi di trasporto (valori in euro).
Clicca sull’immagine per scaricare la tabella.

tabella car sharing

Fonte: UNC su dati Aci costi chilometrici, Comune di Milano (x tariffe taxi e bus) e siti internet delle società di car sharing.

Note:

(a): costi proporzionali: benzina + usura pneumatici + manutenzione veicolo + quota capitale
(b): costi non proporzionali: quota interessi, bollo auto, rc auto
(c): costi complessivi: costi proporzionali (a) + costi non proporzionali (b)
(d): per il calcolo del costo chilometrico secondo le tabelle Aci si è considerata la percorrenza annua di 5.000 km
(e): si considerano due chiamate, una per viaggio di andata (5,5 km) e una per il ritorno (5,5 km) e nessuna sosta

Autore: Mauro Antonelli
Data: 12 Novembre 2014

ISTAT: in calo i piccoli negozi, salgono i discount

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 22 aprile 2015 –  “Il calo delle vendite al dettaglio reso noto oggi dall’Istat dimostra che siamo ben lontani da una ripresa dei consumi” ha dichiarato Massimiliano Dona (segui @massidona su Twitter), segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori.

A febbraio le vendite al dettaglio, infatti, hanno fatto registrare un calo dello 0,2% rispetto a gennaio, segnando una diminuzione sia delle vendite di prodotti alimentari (-0,2%) che di quelle non alimentari (-0,1%).

“Anche l’impercettibile segno positivo rispetto a febbraio 2014, +0,1%, è purtroppo privo di effetti significativi, considerato che i dati incorporano sia la dinamica delle quantità che dei prezzi. Come dimostra lo studio dell’UNC, per recuperare il crollo degli anni precedenti ci vorrebbero secoli, con questo ritmo. Rispetto agli alimentari, inoltre, anche su base tendenziale scendono ancora sia le vendite dei piccoli esercizi (-1%) che degli ipermercati (-1,5%). Unici dati positivi quelli di supermercati e discount” ha proseguito Dona.

Secondo uno studio dell’Unione Nazionale Consumatori, dal 2008 al 2014 le vendite delle imprese operanti su piccole superfici sono diminuite dell’11,9%, segnando un calo del 13,2% per i prodotti alimentari e dell’11,5% per quelli non alimentari. Dal 2014 al 2011, in appena 3 anni, le vendite dei piccoli negozi segnano una contrazione del 7,8% (-8,1% per gli alimentari e – 7,7% per i  non alimentari).

Per quanto riguarda la grande distribuzione, analizzando i dati degli esercizi non specializzati a prevalenza alimentare, i risultati sono impressionanti. I discount dal 2006 al 2014 hanno segnato un aumento delle vendite del 19,1%. Dal 2008 al 2014 l’incremento è del 9,1%. Aumento che va scapito degli ipermercati (superficie di vendita superiore a 2.500 metri quadrati) che, nello stesso periodo di riferimento, segnano una contrazione del 7,2%. Reggono, invece i supermercati (superficie di vendita tra 400 e 2.500 metri quadrati) che hanno una variazione negativa dello 0,2%.

“Il dato positivo dei discount dimostra le difficoltà in cui versano le famiglie, costrette ad abbandonare le marche famose della produzione alimentare italiana, per passare a prodotti meno noti ma più economici” ha dichiarato Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. “Mentre il crollo delle vendite dei piccoli esercizi ha determinato la chiusura di migliaia di negozi di vicinato, creando seri problemi ad alcune categorie sociali, come gli anziani, abituati a fare acquisti sottocasa. Un fatto che ci preoccupa particolarmente” ha concluso l’avv. Dona.

ANTITRUST: denunciata Media World per le promozioni introvabili

Comunicato stampa dell’unione Nazionale consumatori

L’Unione Nazionale Consumatori ha denunciato all’Autorità Antitrust Mediamarket S.p.a,  per la promozione denominata “Buono easy gift volantino 16-26 aprile” per i punti vendita Media World.

Roma, 22 aprile 2015 – “Non possiamo accettare che i consumatori siano influenzati anche solo nella scelta del negozio dove fare acquisti da offerte commerciali di prodotti in realtà indisponibili”. E’ quanto dichiara Emanuela Dona, avvocato dell’Unione Nazionale Consumatori (https://www.consumatori.it), annunciando la denuncia all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato di Mediamarket S.p.a,  per la promozione denominata “Buono easy gift volantino 16-26 aprile”.

Attraverso un volantino disponibile presso i punti vendita Media World e on-line sul sito www.mediaworld.it, Mediamarket ha, infatti, lanciato una promozione che prevede la possibilità di acquistare durante ogni giorno nel periodo 16-26 aprile 2015, un determinato “prodotto promozionato” per ottenere un buono sconto di importo pari al prezzo corrisposto per l’acquisto del prodotto stesso.

“In realtà -spiega l’avvocato Dona, che si è occupata della denuncia- molti consumatori ci hanno segnalato che i prodotti in offerta sono introvabili già nella prima mattinata del giorno previsto per l’offerta. Del resto appare evidente che il numero di pezzi disponibili (per lo più da 300 a 600 e solo per due prodotti 1000 e 1500 pezzi) sia insufficiente a soddisfare la richiesta da parte dei consumatori anche in considerazione del fatto che l’offerta si riferisce a tutti i punti vendita Media World presenti in Italia e anche al canale di vendita on-line tramite il sito (circostanza non indicata nel volantino!).”

“E’ orientamento consolidato -conclude Emanuela Dona- che inserire in volantini promozionali offerte di beni poi di fatto indisponibili proprio nel periodo della promozione, costituisce una pratica scorretta per il solo fatto di indurre il consumatore a recarsi nel punto vendita. Per questo ci auguriamo che l’Antitrust intervenga tempestivamente sanzionando la società, qualora riscontrasse l’irregolarità e soprattutto metta fine a questa pratica che non tiene in nessuna considerazione le esigenze dei consumatori, ma risponde invece a logiche di risultati immediati di fatturato per l’azienda”.

ANTITRUST: aperto il procedimento su RegalONE e Movebox

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

A seguito della segnalazione dell’Unione Nazionale Consumatori, l’Autorità Antitrust ha aperto un procedimento sulle società distributrici dei coupon, venduti nei negozi e online su www.regalone.it e www.moveboxe.eu.

Roma, 21 aprile 2015 – “I nostri legali stanno continuando a gestire le pratiche relative ai cofanetti regalo, ma nel frattempo ci auguriamo che l’Antitrust si pronunci velocemente”. E’ quanto dichiara Emanuela Dona, avvocato dell’Unione Nazionale Consumatori (https://www.consumatori.it), annunciando l’apertura del procedimento dell’Autorità Antitrust,  a seguito della denuncia dell’associazione, per le società distributrici dei coupon venduti nei negozi e online su www.regalone.it e www.moveboxe.eu.

“Negli ultimi mesi -spiega l’avvocato Dona, che si è occupata del caso- abbiamo raccolto centinaia di segnalazioni da parte di consumatori che non riescono ad utilizzare i cofanetti regalo acquistati sui due siti internet, in quanto numerose strutture rifiutano le prenotazioni dichiarando che le società distributrici dei buoni sono inadempienti nei loro confronti. I consumatori, quindi, si trovano in possesso di voucher e coupon, già interamente pagati e in molti casi prossimi alla scadenza, che di fatto non possono utilizzare”.

“Inoltre -aggiunge Emanuela Dona- alcuni consumatori segnalano un’ulteriore circostanza che vorremmo fosse verificata dall’Autorità: sembrerebbe, infatti, che per i voucher prossimi alla scadenza (il cui mancato utilizzo, si ricorda, è imputabile alle società distributrici) venga proposto ai consumatori la concessione di una proroga della validità a fronte, però, del pagamento di somme ulteriori. Ci auguriamo, dunque, che l’Antitrust faccia chiarezza sulla situazione nel più breve tempo possibile e, qualora riscontri scorrettezze, proceda con l’adeguata sanzione, oltre naturalmente alla sospensione del servizio”.

Tutti coloro che hanno un problema con RegalONE e Movebox possono segnalarcelo attraverso il nostro sportello “Segnalazioni” alla pagina https://www.consumatori.it/segnalaci-il-tuo-problema/; i nostri consulenti sono a disposizione degli iscritti dell’associazione.

Assicurare l’auto: occhio alle polizze accessorie

Assicurare l’auto è un’operazione indispensabile per qualsiasi automobilista, a seconda delle personali necessità ed abitudini è possibile selezionare la polizza più adeguata e vantaggiosa sul piano economico. Al fine di individuare velocemente la soluzione ottimale ciascuno può mettere le assicurazioni auto delle varie compagnie a confronto avendo cura di valutare l’importo del premio Rca anche in relazione alle garanzie accessorie proposte.

Assicurare l’auto con le polizze online

Recentemente l’IVASS in collaborazione con l’AGCM ha puntato il dito contro le pratiche commerciali scorrette connesse all’acquisto di una polizza Rca online ed, in particolare, relativamente alle garanzie accessorie.

Noi tutti sappiamo che assicurare l’auto in Italia non è di certo un’operazione semplice e men che meno economica. L’importo medio delle assicurazioni auto italiane supera di gran lunga la media europea, motivo per cui si rende necessario valutare accuratamente quali sono le voci di costo che contribuiscono al lievitare dell’Rca.

Trasparenza sulle polizze accessorie

In particolare l’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni ed il Garante del Mercato hanno denunciato come frequentemente le assicurazioni online propongano polizze accessorie automaticamente preselezionate violando così i principi di correttezza e trasparenza.

Nel dettaglio le Autorità hanno evidenziato come, per mezzo di un meccanismo di preselezione automatica, vengano spesso incluse nel processo di preventivazione sul web le garanzie relative a furto e incendio del veicolo, infortuni del conducente, assistenza stradale, tutela legale.

Garantire la trasparenza e la chiarezza dei messaggi pubblicitari sulle Rca è essenziale al fine di favorire la consapevolezza degli automobilisti. A tal proposito l’IVASS ha chiesto a tutte le imprese di assicurazione RC auto di eliminare entro 90 giorni dai preventivi online ogni eventuale abbinamento forzato di garanzie accessorie.

Vediamo di seguito le polizze accessorie più rilevanti e come orientarsi nella scelta senza dimenticare le personali esigenze.

Furto e Incendio

La polizza Furto e Incendio è una delle più note e richieste dai consumatori. Costituisce una garanzia in caso di furto della vettura o danni connessi ad incendi ed esplosioni. Tale polizza accessoria copre anche gli eventuali danni connessi ai tentativi di furto e scasso dell’automobile.

Nella maggior parte dei casi sono le stesse concessionarie automobilistiche a suggerire la sottoscrizione di una polizza furto e incendio. In questo caso suggeriamo di acquistare questo tipo di garanzia ulteriore se non si dispone di un box in cui mettere l’auto durante la notte o se si risiede in un centro urbano dall’elevato tasso di criminalità.

Assistenza Stradale

Acquistando un’assicurazione facoltativa per l’assistenza stradale si ha diritto all’intervento tempestivo e gratuito dei soccorsi stradali in caso di incidente o avaria del veicolo. Tale tipologia di assicurazione può rivelarsi utile per coloro che percorrono abitualmente molti km. Nella copertura è incluso anche il trasporto presso il più vicino centro di assistenza automobilistica.

Kasko

La garanzia Kasko mette al sicuro il guidatore da tutti i danni e gli imprevisti connessi alla circolazione del veicolo. E’ consigliabile sottoscrivere questa polizza se si vive in una grande città in cui le collisioni accidentali e gli urti posso rivelarsi più probabili. La polizza Kasko viene sottoscritta molto spesso anche dai neopatentati e da coloro che hanno acquistato una nuova automobile.

Ricordiamo che occorre informarsi adeguatamente sulle clausole contrattuali relative a scoperto e franchigia della polizza Kasko prescelta.

 

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 20 aprile 2015