Archivio mensile:Marzo 2013

ISTAT: finita deflazione, a maggio prezzi + 0,2%

Roma, 29 maggio 2015 – “Dopo 4 mesi consecutivi di deflazione, i prezzi tornano a salire. Se l’inflazione dipendesse da una ripresa della domanda e dei consumi e fosse il segno di una vera ripresa economica, potremmo essere anche contenti. Purtroppo non è così!” ha dichiarato Massimiliano Dona (segui @massidona su Twitter), Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati Istat, secondo i quali a maggio i prezzi salgono dello 0,2%.

“La fine della deflazione, infatti, si deve solo ai primi effetti del QE, ossia all’immissione di liquidità da parte della BCE, e al ridimensionamento della flessione dei beni energetici come i carburanti” ha proseguito l’avv. Dona.

L’UNC ricorda che secondo le stime di Bankitalia il solo QE determinerà un aumento dell’inflazione di 0,5 punti percentuali nel 2015 e di 0,7 punti nel 2016. Inoltre i prezzi sia della Benzina che del Gasolio per mezzi di trasporto sono aumentati, in un solo mese, del 2,4%.

“L’economia reale, insomma, continua ad andare male e per le famiglie italiane non ci sono segnali di miglioramento, come dimostra il dato di oggi, sempre dell’Istat, secondo il quale la spesa delle famiglie cala dello 0,1% su base congiunturale” ha concluso Dona.

Confermato, invece, l’aumento dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona che, come ad aprile, segnano ancora un incremento dello 0,8% su base annua, determinando, in termini di aumento del costo della vita, per la tradizionale famiglia italiana, una coppia con due figli, un aggravio di spesa di 55 euro in più su base annua.

Nel dettaglio, secondo i calcoli dell’Unione Nazionale Consumatori, per una coppia con 1 figlio l’aumento dello 0,8% del carrello della spesa significa pagare, in termini di aumento del costo della vita, 54 euro in più su base annua. Per un pensionato con più di 65 anni sono 30 euro in più, mentre per un single con meno di 35 anni si tratta di 36 euro.

COSE DA NON CREDERE: le foto e i video per raccontare l’evento

Sul sito www.cosedanoncredere.it sono disponibili le foto e i video di “Cose da non credere”, l’evento del 21 maggio, promosso dall’Unione Nazionale Consumatori, dedicato alla consapevolezza dei consumatori.

 Roma, 29 maggio 2015 – Le immagini e i video rendono meglio di molte parole l’anima e il mood di un evento: per questo motivo è il momento di raccontare ‘Cose da non credere’ attraverso i volti, le parole  e le emozioni di tutti i protagonisti”. Con queste parole, Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, lancia la fotogallery e i video di “Cose da non credere” (curati da Key4biz, media partner dell’evento).

Guarda la fotogallery di “Cose da non credere”

Guarda i video di “Cose da  non credere”

Consumatori ed energia: i risultati del sondaggio

L’innovazione può essere un alleato formidabile per il consumatore nel settore dell’energia, che si presenta molto complesso, tanto che ancora oggi i consumatori dimostrano difficoltà anche solo nella lettura della bolletta. E’ quanto emerge dai risultati della survey relativa al mercato dell’energia, dal titolo: “Come l’innovazione cambia la relazione consumatori-imprese”, realizzata dall’Unione Nazionale Consumatori nell’ambito delle’evento “Cose da non credere”.

Una delle novità più apprezzate di questa terza edizione dell’evento dedicato alla consapevolezza dei consumatori, che si tiene ogni anno a fine maggio, è stata, infatti, di far partire la discussione dei tavoli di lavoro dalle survey, lanciate nei giorni scorsi, sul sentiment dei consumatori.

Per quanto riguarda l’energia, è emerso, dunque, un basso livello di consapevolezza dei consumatori, accompagnato però da una forte richiesta di innovazione. Secondo la nostra ricerca, i consumatori sembrano accogliere positivamente le novità tecnologiche,  soprattutto i nuovi contatori che potrebbero diventare non solo misuratori più precisi, ma veri e propri strumenti per rendere più facile la gestione dei consumi.

Guarda i risultati della Survey Energia

In particolare, nelle due domande in cui si mette alla prova la conoscenza dei consumatori, i risultati non sono del tutto soddisfacenti: se infatti alla domanda numero 6 sulla differenza tra mercato libero e mercato tutelato la maggior parte dei consumatori (65%) risponde correttamente (‘Il mercato tutelato è quello regolamentato dall’Autorità per l’energia’), va nettamente peggio con la domanda successiva da cui si evince che ben il 52% dei consumatori non conosce la differenza tra distributori e venditori. Fanno riflettere, inoltre le risposte alla domanda sulle modalità di informarsi per la scelta del fornitore del mercato libero: il 20% degli intervistati risponde ‘sono stato contattato a casa mia da un operatore’; il 10% ‘ho conosciuto l’offerta attraverso la pubblicità sui mass media’, il 7% ‘ho ricevuto una proposta per telefono’ e soltanto il 2% dichiara di aver consultato il ‘Trova offerte sul sito dell’Autorità dell’Energia’, che è sicuramente più attendibile rispetto alle offerte commerciali.

L’ultima domanda è quella più interessante per le associazioni dei consumatori: abbiamo, infatti, chiesto ‘che cosa dovrebbe fare un’associazione nel settore dell’energia?’. Abbiamo dato la possibilità di scegliere più opzioni e la maggior parte degli intervistati ha puntato sul ruolo informativo dell’associazione e infatti il 65% risponde: ‘fare chiarezza sui mezzi di informazione per spiegare come scegliere i contratti più vantaggiosi’ a cui si aggiunge il 21%‘fare informazione con opuscoli, pubblicazioni e app per smartphone‘; considerevole poi è il numero di quanti reputano prioritaria l’attività di denuncia: il 52% risponde infatti: ‘Denunciare le imprese scorrette alle Autorità indipendenti’ e il 35% ‘fare cause e processi per chi subisce abusi, come ad esempio addebiti indesiderati’.

Guarda i risultati della Survey Energia

Autore: Simona Volpe
Data: 27 maggio 2015

UBER: Giudice dimentica che seconda auto a Milano costa 2418 Euro

Roma, 26 dicembre 2015 – “Uno studio dell’UNC sulla mobilità di Milano dimostra che la motivazione con la quale il Tribunale di Milano ha accolto il ricorso presentato dalle associazioni di categoria dei tassisti, ed in particolare la considerazione che Uber-pop non genera vantaggi alla collettività, è fondata su presupposti sbagliati” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

Il giudice, infatti, ha considerato solo le diseconomie esterne, come consumo energetico e inquinamento  atmosferico, e non ha calcolato i costi che i cittadini milanesi devono sostenere per mantenere la seconda auto: 2418 euro all’anno.

“Queste forme innovative di trasporto possono consentire ad una famiglia di non acquistare una seconda autovettura, risparmiando così su tutti i costi fissi, come rc auto, manutenzione del veicolo, posteggi”  ha proseguito l’avv. Dona.

Anche considerando un uso poco intensivo della seconda auto, con 3 spostamenti a settimana per 46 settimane, un milanese (cfr. tabella A) paga 552 euro per ricovero e parcheggio, 136 euro di bollo, 451 di rc auto. Il totale è di 2418 euro. Anche scorporando il costo dell’Area C la stangata è di 1728 euro.

Se poi si analizza la convenienza su un singolo spostamento (un viaggio di 11 km andata e ritorno a 22 km/h), mentre i taxi costano tra 34,30 euro (nel caso lo si trovi libero e si prenda al volo) e 41,40 (in caso di chiamata alla centrale), ecco che il consumatore decide di spostarsi utilizzando le nuove forme di mobilità cittadin,a il costo oscilla da 3,9 a 8,7 euro.

Leggi la nostra inchiesta “Bus, taxi, car sharing: cosa conviene di più?”

Di seguito le tabelle citate.

tabella-costi-spostamenti-milano

TRASPORTI: Tribunale fa regalo ai tassisti bloccando “Uber Pop”

Il Tribunale di Milano ha disposto il blocco di ‘Uber-pop’: una legislazione moderna non dovrebbe prescindere dall’esistenza della sharing economy, che rappresenta il nuovo che avanza ed una nuova frontiera per i consumatori.

Roma, 26 maggio 2015 – “Un regalo alla lobby dei tassisti” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario Generale dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la sentenza del Tribunale di Milano che ha disposto il blocco di ‘Uber-pop’, uno dei servizi messi a disposizione dalla app Uber, su tutto il territorio nazionale.

“Se le leggi sono antidiluviane e non riescono a stare al passo con l’innovazione, vanno interpretate con senso logico” ha proseguito Dona. “E’ evidente che c’è un vuoto normativo in materia, ma questo vuoto non può essere colmato dai giudici. Per questo chiediamo al Governo di intervenire e al Parlamento di legiferare sul punto. Ricordiamo che proprio dal ddl concorrenza, ora in discussione, il capitolo sul Trasporto pubblico non di linea è stato accantonato, guarda caso per le proteste dei tassisti. L’UNC chiede di reintrodurlo e di potenziarlo, disciplinando servizi come quelli di Uber. Una legislazione moderna, infatti, non può prescindere dall’esistenza della sharing economy, che rappresenta il nuovo che avanza ed una nuova frontiera per i consumatori” ha concluso l’avv. Dona (segui @massidona su Twitter).

Ricordiamo che nella prima bozza del ddl concorrenza era prevista l’eliminazione dell’obbligo, per il servizio di noleggio con conducente, di avere la rimessa nel comune che ha rilasciato l’autorizzazione ed il fatto che l’inizio ed il termine di ogni servizio dovesse avvenire alla rimessa.

ENERGIA: poca consapevolezza, ma voglia di innovazione

L’Unione Nazionale Consumatori diffonde i risultati del sondaggio sulla consapevolezza dei consumatori nel mercato dell’energia, realizzato in occasione dell’evento “Cose da non credere”.

Roma, 26 maggio 2015 – “L’innovazione può essere un alleato formidabile per il consumatore nel settore dell’energia, che si presenta molto complesso, tanto che ancora oggi i consumatori dimostrano difficoltà anche solo nella lettura della bolletta”.  Con queste parole Alessandro Ortis, Pass-President dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, ha sintetizzato il tema principale del tavolo dedicato all’Energia che si è svolto giovedì scorso, nell’ambito di “Cose da non credere”, l’evento dedicato alla consapevolezza dei consumatori, organizzato dall’Unione Nazionale Consumatori.

“Una delle novità più apprezzate di quest’anno -spiega il Segretario generale dell’Unc Massimiliano Dona- è stata di far partire la discussione dalle survey lanciate nei giorni scorsi sul sentiment dei consumatori. Per quanto riguarda l’energia, è emerso un basso livello di consapevolezza dei consumatori, accompagnato però da una forte richiesta di innovazione. Secondo la nostra ricerca, i consumatori sembrano accogliere positivamente le novità tecnologiche,  soprattutto i nuovi contatori che potrebbero diventare non solo misuratori più precisi, ma veri e propri strumenti per rendere più facile la gestione dei consumi”.

Guarda i risultati della Survey Energia

“Nelle due domande in cui si mette alla prova la conoscenza dei consumatori -aggiunge Dona (segui @massidona su Twitter)– i risultati non sono del tutto soddisfacenti: se infatti alla domanda numero 6 sulla differenza tra mercato libero e mercato tutelato la maggior parte dei consumatori (65%) risponde correttamente (‘Il mercato tutelato è quello regolamentato dall’Autorità per l’energia’), va nettamente peggio con la domanda successiva da cui si evince che ben il 52% dei consumatori non conosce la differenza tra distributori e venditori. Fanno riflettere, inoltre le risposte alla domanda sulle modalità di informarsi per la scelta del fornitore del mercato libero: il 20% degli intervistati risponde ‘sono stato contattato a casa mia da un operatore’; il 10% ‘ho conosciuto l’offerta attraverso la pubblicità sui mass media’, il 7% ‘ho ricevuto una proposta per telefono’ e soltanto il 2% dichiara di aver consultato il ‘Trova offerte sul sito dell’Autorità dell’Energia’, che è sicuramente più attendibile rispetto alle offerte commerciali”.

“L’ultima domanda è quella più interessante per noi rappresentanti dei consumatori -conclude Massimiliano Dona- abbiamo, infatti, chiesto ‘che cosa dovrebbe fare un’associazione nel settore dell’energia?’. Abbiamo dato la possibilità di scegliere più opzioni e la maggior parte degli intervistati ha puntato sul ruolo informativo dell’associazione e infatti il 65% risponde: ‘fare chiarezza sui mezzi di informazione per spiegare come scegliere i contratti più vantaggiosi’ a cui si aggiunge il 21%: ‘fare informazione con opuscoli, pubblicazioni e app per smartphone‘; considerevole poi è il numero di quanti reputano prioritaria l’attività di denuncia: il 52% risponde infatti: ‘Denunciare le imprese scorrette alle Autorità indipendenti’ e il 35% ‘fare cause e processi per chi subisce abusi, come ad esempio addebiti indesiderati’ “.

Guarda i risultati della Survey Energia

TRASPORTI IN CITTA’: consumatori verso il nuovo tra comodità e sicurezza

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Ieri a “Cose da non credere” Massimiliano Dona ha simbolicamente consegnato ad Andrea Camanzi (Presidente Autorità di Regolazione dei trasporti) i risultati del sondaggio UNC sui trasporti in città. Scopri cosa preferiscono i consumatori!

Roma, 22 maggio 2015 – “Possiedono almeno un’automobile, preferiscono spostarsi in città con il proprio mezzo, nella scelta di un trasporto urbano considerano prioritarie comodità e sicurezza. E ancora, usano i mezzi pubblici di giorno ma poco di sera e pensano che il taxi sia un servizio troppo costoso rispetto alla qualità. A proposito poi delle nuove piattaforme di sharing temono che salire in macchina con uno sconosciuto possa essere pericoloso, ma al contempo credono che condividere l’auto consenta di ridurre inquinamento e traffico nelle città e che le nuove piattaforme di sharing assicurino facilità nei pagamenti e convenienza economica. E’ questo il profilo dei consumatori emerso dal sondaggio ‘Trasporti in città: e tu, quale preferisci?’” lanciato a inizio marzo dall’UNC secondo quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario dell’associazione. LEGGI I RISULTATI COMPLETI DEL SONDAGGIO

“Il sondaggio -spiega Dona- fotografa il sentiment dei consumatori e, seppur senza finalità statistiche, ha avuto un significativo riscontro con un ampio coinvolgimento dei consumatori (quasi duemila risposte). D’altronde, la mobilità cittadina ci riguarda tutti da vicino in un momento in cui il settore dei trasporti urbani è al centro di un dibattito sempre più acceso e la sharing economy sembra essere una realtà sempre più consolidata nelle grandi città (in proposito leggi lo studio UNC presentato a novembre): per questo abbiamo voluto indagare le preferenze dei cittadini, soffermandoci anche ad analizzare le differenze più significative che emergono fra uomo e donna, fra utenti più giovani e popolazione più in là negli anni”.

Nel dettaglio la propria auto/moto sembra il mezzo prediletto per spostarsi durante la giornata (48%) e vi si rinuncia principalmente per muoversi in una città che non si conosce (51%) o se si deve uscire in sicurezza il sabato sera (50%). Proprio di sera i consumatori preferiscono allora spostarsi in taxi/noleggio con conducente nel 42% dei casi, mentre la scelta della propria auto/moto scala al secondo posto (rispetto alle ore diurne) con il 34% delle preferenze.

Secondo lo studio, se il trasporto pubblico locale di giorno è utilizzato dal 40% dei consumatori, di sera la percentuale crolla al 6%: un dato che fa riflettere su come i cittadini considerino i mezzi pubblici insufficienti e forse anche poco sicuri nelle ore serali. C’è poi un 17% che per spostarsi la sera individua nelle piattaforme di sharing il mezzo preferito, segnale di un nuovo che avanza, soprattutto fra i più giovani. Andando a confrontare le risposte date da coloro di età compresa tra i 18 e i 40 anni, emerge infatti che di sera si affida alle piattaforme di sharing il 22% dei partecipanti al sondaggio, rispetto all’9% di coloro di età compresa tra i 41-80 anni.

Alla domanda su cosa influenza di più nella scelta di un trasporto urbano, i consumatori indicano comodità e sicurezza come i fattori ritenuti più determinanti: il 56% dei consumatori mette infatti al primo posto la comodità del mezzo (vicinanza o facilità di accesso al servizio) seguita dalla sicurezza (44% delle risposte) e dalla convenienza economica (37%).

Per quanto riguarda il taxi, il servizio è ritenuto sicuro, efficiente e ben regolamentato dal 33% dei consumatori, ma più della metà dei consumatori (56% delle risposte) lo considera troppo costoso se paragonato alla qualità.  A proposito delle piattaforme di sharing, il 45% dei consumatori ritiene che condividere l’auto consenta di ridurre inquinamento e traffico nelle città, il che evidenzia un’importante attenzione ai temi ambientali; un interessante 25% individua nella nuova forma di mobilità un’opportunità, ma con la necessità di adeguare la normativa alle nuove tecnologie; è poi da notare il dato per cui il 41% dei consumatori teme che salire in macchina con uno sconosciuto possa creare pericoli per la sicurezza, tant’è vero che alla domanda “Nella scelta di un servizio di sharing cos’è per te sinonimo di sicurezza?” ben il 59% sostiene infatti che per sentirsi sicuro vuole avere informazioni sull’autista e sull’auto sulla quale viaggerà”.

“Dai dati emersi -spiega Massimiliano Dona- si evince una grande curiosità da parte degli utenti e  il desiderio di accesso a più soluzioni di mobilità, soprattutto tra i più giovani,  alla ricerca di un mercato che garantisca loro servizi più efficienti, tariffe concorrenziali e al contempo sicurezza. Il fatto che la maggior parte dei consumatori dichiari di usare l’automobile per spostarsi di giorno è sicuramente una sconfitta per tutti, anche alla luce di una sempre più diffusa coscienza ambientale: se ci fossero più soluzioni -prosegue Dona- si garantirebbe invece un pluralismo di servizi, che andrebbe al di là dello scontro fra le singole parti, e implicherebbe un approccio di più ampio respiro”.

“Per questo -conclude l’avvocato Dona- ricordiamo a chi ha responsabilità di Governo l’urgenza di una nuova regolamentazione per le nuove tecnologie: è tempo di stabilire regole che creino le condizioni per un’effettiva concorrenza nella mobilità cittadina, che non deve necessariamente andare contro i vecchi modelli di trasporto, come quello dei taxi, ma che anzi può consentire anche a loro nuove forme di esercizio della professione e al contempo creare nuovi posti di lavoro.  Il vento della sharing economy può tradursi in una occasione da non perdere per accelerare le liberalizzazioni rafforzando la qualità dei servizi a disposizione dei consumatori”.

LEGGI I RISULTATI COMPLETI DEL SONDAGGIO

COSE DA NON CREDERE: l’innovazione protagonista dell’evento

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Pomeriggio dedicato alla consapevolezza dei consumatori, ieri a Roma a Villa Miani, con “Cose da non credere”, l’evento promosso dall’Unione Nazionale Consumatori con la partecipazione di illustri ospiti del mondo delle istituzioni, delle imprese e della comunicazione.

Roma, 22 maggio 2015 – “‘Credere’ significa ‘cor-dare’, secondo una suggestiva etimologia medievale, grazie quindi a tutti coloro che hanno partecipato al nostro evento, ‘dandoci il cuore’ e contribuendo così  al successo di ‘Cose da non credere’”. Con queste parole, Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, ha salutato ieri sera a villa Miani gli ospiti di “Cose da non credere”, l’evento dedicato alla consapevolezza dei consumatori, promosso dall’associazione.

“Siamo giunti alla terza edizione -afferma Dona (segui @massidona su Twitter)– di quello che è ormai diventato un appuntamento fisso per istituzioni, manager del web, capitani dell’industria alimentare, autorevoli rappresentanti delle aziende dell’energia e attori della filiera produttiva della salute e del benessere che si riuniscono, in una splendida location nel cuore di Roma, per discutere dei luoghi comuni, i pregiudizi, gli equivoci, gli inganni, insomma le ‘cose da non credere’ del mercato! Quest’anno, poi abbiamo cercato di mettere i consumatori ancora più al centro della discussione grazie ai risultati delle ricerche diffuse nelle ultime settimane sui nostri canali (e che renderemo pubblici nei prossimi giorni), che sono stati il punto di partenza dei tavoli di lavoro e aggiungendo una sorta di giuria popolare composta dagli studenti del corso di ‘Gestione ed etica delle imprese’ dell’Università degli studi Roma Tre, che hanno movimentato le discussioni con le loro domande e curiosità”.

“Il macro-tema che ha accompagnato il nostro pomeriggio di lavori è l’innovazione -prosegue Massimiliano Dona- abbiamo, infatti, chiesto ai nostri ospiti come il ‘nuovo’ influenza il rapporto imprese-consumatori; il tema è stato molto apprezzato dai partecipanti dei tavoli, come ci hanno raccontato all’inizio della sessione plenaria delle 19 i quattro moderatori (Raffaele Barberio per il web, Alessandro Ortis per l’energia, Federico Mereta per salute e benessere e novità di quest’anno, Andrea Ghiselli per il Food), ma è stato protagonista anche delle interviste successive con Andrea Camanzi, Presidente della neo-nata e quindi nuovissima, Autorità dei Trasporti; con il professor Alfonso Celotto, che nei panni del protagonista del suo libro “Il dottor Ciro Amendola, direttore della Gazzetta Ufficiale” (edito da Mondadori), ha risposto in maniera ironica alle mie domande sull’apparato burocratico del nostro Paese; nel face to face tra Luigi Scordamaglia (Presidente di Federalimentare) e Roberto Moncalvo (Presidente di Coldiretti) su ‘Food, Expò e cose da non credere’”.

“La nostra serata -aggiunge Massimiliano Dona- si è conclusa con un estratto dello spettacolo ‘Tutto quello che sto per dirvi è falso’, messo in scena dall’attrice sociale Tiziana Di Masi, che utilizza il teatro come strumento di contrasto all’illegalità; ci è sembrato il modo migliore per salutare i nostri  ospiti e dare l’appuntamento al prossimo anno. D’altra parte la contraffazione è sicuramente una ‘cosa da non credere’ che mette a repentaglio l’immagine del nostro Paese e dei nostri prodotti”.

A breve sul sito www.cosedanoncredere.it sarà disponibile il materiale fotografico, i video e gli approfondimenti della serata: continuate a seguirci!

L’innovazione protagonista a “Cose da non credere”

cdnc2015Il 21 maggio, a Roma, nella splendida cornice Villa Miani si è tenuto “Cose da non credere”, l’evento dedicato alla consapevolezza dei consumatori che la nostra associazione organizza ogni anno e al quale partecipano illustri ospiti del mondo delle istituzioni, delle imprese e della comunicazione.

Siamo giunti alla terza edizione di quello che è ormai diventato un appuntamento fisso per istituzioni, manager del web, capitani dell’industria alimentare, autorevoli rappresentanti delle aziende dell’energia e attori della filiera produttiva della salute e del benessere che si riuniscono per discutere dei luoghi comuni, i pregiudizi, gli equivoci, gli inganni, insomma le cose da non credere del mercato!

Quest’anno, poi abbiamo cercato di mettere i consumatori ancora più al centro della discussione grazie ai risultati delle ricerche diffuse nelle ultime settimane sui nostri canali (e che renderemo pubblici nei prossimi giorni), che sono stati il punto di partenza dei tavoli di lavoro e aggiungendo una sorta di giuria popolare composta dagli studenti del corso di ‘Gestione ed etica delle imprese’ dell’Università degli studi Roma Tre, che hanno movimentato le discussioni con le loro domande e curiosità”.

Il macro-tema che ha accompagnato il nostro pomeriggio di lavori è l’innovazione: abbiamo, infatti, chiesto ai nostri ospiti come il ‘nuovo’ influenza il rapporto imprese-consumatori; il tema è stato molto apprezzato dai partecipanti dei tavoli, come ci hanno raccontato all’inizio della sessione plenaria delle 19 i quattro moderatori (Raffaele Barberio per il web, Alessandro Ortis per l’energia, Federico Mereta per salute e benessere e novità di quest’anno, Andrea Ghiselli per il Food), ma è stato protagonista anche delle interviste successive con Andrea Camanzi, Presidente della neo-nata e quindi nuovissima, Autorità dei Trasporti; con il professor Alfonso Celotto, che nei panni del protagonista del suo libro “Il dottor Ciro Amendola, direttore della Gazzetta Ufficiale” (edito da Mondadori), ha risposto alle mie domande sull’apparato burocratico del nostro Paese; nel face to face tra Luigi Scordamaglia (Presidente di Federalimentare) e Roberto Moncalvo (Presidente di Coldiretti) su ‘Food, Expò e cose da non credere’.

La nostra serata si è conclusa con un estratto dello spettacolo ‘Tutto quello che sto per dirvi è falso’, messo in scena dall’attrice sociale Tiziana Di Masi, che utilizza il teatro come strumento di contrasto all’illegalità;

“Ci è sembrato il modo migliore per salutare i nostri  ospiti e dare l’appuntamento al prossimo anno -ha commentato a caldo il Segretario generale Massimiliano Dona- d’altra parte la contraffazione è sicuramente una ‘cosa da non credere’ che mette a repentaglio l’immagine del nostro Paese e dei nostri prodotti.”

Guarda le foto dell’evento!

Guarda i video dell’evento!

Autore: Simona Volpe
Data: 22 maggio 2015

Microbi e cottura

microbi cibiNelle nostre cucine possono verificarsi alcune tossinfezioni alimentari dovute più che altro a sistemi imperfetti di cottura e di conservazione dei cibi. Va ricordato che se un cibo è contaminato da pochi microrganismi patogeni, cioè in grado di provocare malattie, il corpo può generalmente assorbirli senza conseguenze, poiché le difese organiche sono sufficienti a parere l’attacco microbico; l’importante è perciò impedire che il numero dei microrganismi che contaminano l’alimento aumenti prima di ingerirlo.

La temperatura del ghiaccio (0°), per esempio, è sufficiente a bloccare la moltiplicazione dei batteri, ma già quella di frigorifero (circa 4°) permette una buona riproduzione dei microrganismi. Man mano che sale la temperatura i microbi si trovano sempre più a loro agio, presso a poco fino alla temperatura del corpo umano (37°), oltre la quale cominciano ad avere dei problemi, tanto è vero che la “febbre” costituisce una difesa del corpo contro i microbi che l’hanno attaccato.

La cosiddetta “pastorizzazione”, applicata al latte e ad altri prodotti, è un trattamento termico intorno ai 75° e distrugge tutte le forme vive dei batteri nocivi alla salute. Però i microbi hanno anche la capacità, sconosciuta all’uomo, di rinchiudersi in una specie di capsula, detta “spora”, dove rimangono in uno stato di “non vita” anche per diversi anni, come i semi delle piante, per resuscitare quando ritorna un ambiente favorevole. La spora è molto più resistente al calore del microbo vivo e occorrono temperature superiori anche a 120°, a volte per tempi prolungati, per neutralizzarla.

Per questo, oltre a cuocere bene i cibi, va ricordato che è rischioso non ricuocere, almeno per un po’, i cibi cotti conservati. Infatti, la sola spora, anche se di per sé non tossica nel periodo di tempo (sia pur breve) in cui si è conservato il cibo, potrebbe essere tornata allo stato vivo approfittando delle condizioni favorevoli.

Da questo punto di vista, le fritture sono più sicure delle lessature in acqua, perché l’olio raggiunge temperature fra i 160/180°. Tuttavia alzare troppo la fiamma fino a rendere l’olio fumante è decisamente sconsigliabile perché si decompone in sostanze nocive e poco digeribili. Anche la cottura al forno, con temperature prolungate intorno ai 180°, garantisce la sterilizzazione del cibo, cioè l’assenza di qualunque forma microbica.

Nella bollitura con acqua o nella cottura di cibi acquosi come sughi, salse, creme, uova e vegetali ricchi di umidità, invece, la temperatura è intorno ai 100° e raggiunge i 120 con il recipiente sotto pressione, in quanto il vapore prodotto all’interno fa aumentare la temperatura dell’acqua. In questi casi il tempo di cottura non dovrebbe essere inferiore ai 10 minuti, anche se vi sono alimenti “preferiti” dai microbi nocivi e altri meno preferiti.