Archivio mensile:Marzo 2013

Vermi nei cioccolatini, cosa fare?

cioccolatiniI nostri esperti rispondono alle domande più frequenti dei consumatori. La domanda di oggi è: ho acquistato presso un grande magazzino, due confezioni di cioccolatini di una nota marca e dopo che le mie figlie ne hanno mangiati alcuni, in quello che ho scartato io ho trovato un verme vivo. Dopo aver informato il supermercato con una mail, mi hanno telefonato oggi per scusarsi, di portargli indietro appena possibile i prodotti avariati e chiudere la cosa rimborsandomi la somma spesa (7euro). Vorrei sapere cortesemente come devo comportarmi e se ho diritto a richiedere dei danni, sono in possesso di un video che dimostra il tutto, scontrino e cioccolatini.

Casi di alimenti infestati con insetti o loro larve si verificano in modo relativamente frequente. Il fenomeno è dovuto al fatto che alcune uova degli insetti possono resistere ai trattamenti termici cui vengono sottoposti gli alimenti; un altro modo di contaminazione potrebbe verificarsi nelle successive fasi. Le uova se trovano le condizioni ambientali favorevoli quale, ad esempio, la conservazione a temperatura ambiente, possono svilupparsi e quindi formarsi le larve che possono anche trasformarsi in insetti adulti. Episodi del genere sono dovuti generalmente ad incidenti della produzione, ma anche ad una “cattiva gestione”  del prodotto da parte dei rivenditori o il non rispetto della data di scadenza. Quando si verificano situazioni del genere è sicuramente corretto informare il gestore dell’esercizio commerciale, ma la cosa migliore è quella di rivolgersi ai Servizi di Prevenzione della ASL  consegnando loro l’alimento infestato. Dovrebbe quindi seguire una ispezione presso l’esercizio commerciale per verificarne le condizioni igieniche e cercare di capire l’origine dell’inconveniente.

Autore: Agostino Macrì
Data
: 25 novembre 2015

PREMIO DONA: le voci dei protagonisti

premio-dona-27-novembre

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Roma, 27 novembre 2015 – Questa mattina, in occasione della nona edizione del Premio Vincenzo Dona, abbiamo ascoltato la voce di alcune fra le imprese protagoniste. Ecco cosa hanno dichiarato ai microfoni dell’Unione Nazionale Consumatori:

“In occasione del sessantesimo anniversario della fondazione dell’Unione Nazionale Consumatori, il ‘Premio Vincenzo Dona’ è dedicato al guardarci allo specchio: di qui l’immagine riflessa che ci accompagna. E’ pensabile una visione strettamente legata la consumatore? Celebriamo le ‘persone’ raccontando i temi dell’innovazione, della gestione dei dati personali e delle nuove modalità di servizio rivolte alla cittadinanza dell’economia collaborativa”. Queste le parole di Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, per presentare la nona edizione dell’evento consumeristico più importante dell’anno.

Gianfranco Torriero, Vice Direttore Generale ABI, ha dichiarato: “Questa edizione del Premio Vincenzo Dona propone già di per sé un approccio innovativo, nel momento in cui pone in risalto il ruolo decisivo che le persone hanno nelle organizzazioni e, più in generale, nella nostra società.  L’orientamento all’innovazione che stiamo vivendo in questi anni, non ha probabilmente precedenti quanto ad intensità. Eppure è sempre più chiaro quanto siano proprio le persone a fare la differenza per riuscire ad essere all’altezza delle sfide che le economie moderne devono affrontare e cercare di superare. In questa direzione appare dunque coerente la scelta strategica che ABI e il mondo bancario italiano hanno fatto di concentrare la propria attenzione sui giovani, sulla loro formazione, sulla crescita di consapevolezza riguardo a quei principi e a quei valori  di preparazione umana e professionale e di esercizio delle proprie responsabilità che sono indispensabili per creare solide condizioni di sviluppo per le nuove generazioni e, più in generale, per l’Italia che verrà.

E’ su questa linea che si colloca la conferma del nostro rinnovato impegno per il Premio di laurea che l’Unione Nazionale Consumatori promuove da anni con particolare merito”.

 

“Il mondo associativo di AIDEPIdichiara Mario Piccialuti, Direttore dell’Associazione che rappresenta e tutela le aziende del mondo del dolce, della pasta e dei cereali da prima colazione -anche per la tipologia di prodotti che producono le aziende associate, ha da sempre creduto nelle persone ancor più che nei consumatori.

Quando si parla di alimentazione, ed in particolar modo del mondo dolciario e della pasta, che affondano le radici nella tradizione culturale italiana, porre al primo posto la “persona” è non solo opportuno, ma necessario poiché pochi altri settori sono influenzati dalla “personalità” dei consumi come lo è il mondo delle nostre aziende associate, che da sempre hanno un rapporto anche “emozionale” con i propri consumatori.

Aidepi crede nel diretto coinvolgimento dei consumatori visti proprio come persone e in questo momento anche molto più capaci di influenzare e di comunicare con le aziende, con un ruolo più centrale e più attivo. Su temi delicati abbiamo lanciato ad esempio una campagna informativa diretta, rendendoci disponibili a rispondere personalmente a chiunque desideri avere una informazione più approfondita”.

 

Daniela Cerboni, Vice President World Service Italy AMERICAN EXPRESS ha così commentato:“Cambiare prospettiva ed iniziare a guardare i consumatori appunto come Persone, come recita il titolo di questo evento, è diventato cruciale non solo da un punto di vista etico ma in un’ottica di business per qualunque azienda che si proponga di permanere a lungo nel mercato. Anche semplicemente proporsi di “parlare ad un consumatore” è diventato a mio avviso riduttivo: è arrivato il momento per le aziende di dialogare con i propri Clienti, dando spazio piuttosto all’ascolto. Il grande successo dei Social Media è la prova di quanto le Persone abbiano voglia di parlare e, appunto, di condividere le proprie esperienze di consumo, e mai come ora il passaparola è diventato un grande amplificatore del successo, o al contrario un boomerang, se la promessa del brand viene tradita. In American Express, crediamo fermamente nel circolo virtuoso che un’esperienza positiva di servizio può generare, e siamo convinti che il Cliente soddisfatto sia il primo ambassador del nostro brand. Sappiamo che alla base del successo c’è la capacità di entrare in relazione con le Persone, ed è per questo che abbiamo registrato il marchio che rappresenta la nostra filosofia di servizio: Relationship Care®. Personalizzazione, ascolto, fiducia e riconoscimento dell’unicità di ciascun Cliente proprio come Persona: è questa la sfida ed al tempo stesso la chiave per dialogare con un “consumatore” sempre più informato, consapevole ed esigente, e che difficilmente si accontenterà di un prodotto senza aver apprezzato anche un’esperienza di servizio ad esso associata”.

 

Ecco la dichiarazione di Massimiliano Archiapatti, Vice Presidente ANIASA (Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici): “Un confine sempre più labile tra la propria individualità di persona, quella di consumatore e quella di donne e uomini di azienda. Le nuove tecnologie e la velocità esponenziale dei cambiamenti che ne derivano portano a moltiplicazioni e scambi continui di ruolo. Ogni giorno oltre 11 mila persone fanno ricorso ai servizi di rent-a-car, circa 480 ogni ora. Dietro a un banco di noleggio o al volante di un’auto noleggiata, la fiducia è l’elemento base che unisce. Il Cliente si affida  all’Azienda/consumatore/persona e nei relativi comportamenti vuole riconoscersi. Dall’altra parte dello specchio, l’Azienda/consumatore/persona si affida al Cliente e attende risposte allineate”.

 

Italo Bussoli, Segretario Generale e Vice Presidente ASSOFRANCHISING ha dichiarato: “Che le persone siano sempre state al centro delle attività, dell’economia e degli sviluppi di una società è un fatto inequivocabile. Negli ultimi anni è però spesso cambiata la considerazione della sfera personale delle persone, che si è assottigliata e spesso ridotta ad una semplice raccolta di dati da utilizzare oppure ad un’entità astratta e virtuale da canali social. La persona, il consumatore deve tornare ad essere considerato molto di più, ovvero una parte viva e integrata ad un processo economico più ampio ma con caratteristiche individuali uniche, pur se classificabili e statisticamente fruibili a livello promozionale, economico, sociale, etc. Il Franchising che ha nello sviluppo di un format collaudato e replicabile la sua base fondante è in linea con questa necessità: gli imprenditori affiliati sono persone che agiscono e reagiscono sul territorio portando un contributo limpido e costruttivo al successo economico della rete e del sistema distributivo. Assofranchising sostiene questo modo di agire e di pensare l’economia attivandosi in maniera costruttiva per dare serietà ad un settore economicamente vivace, sul quale occorre vigilare e per il quale a Franchising&Retail Expo (la 1° fiera internazionale del Franchising e del Retail a Bologna il prossimo 28-30 aprile 2016), sarà infatti questo tipo di persona, di imprenditore, ad essere al centro di ogni progetto di Franchising che sarà presente e il consumatore sarà ancora una volta il protagonista del quadro economico di riferimento”.

 

Ecco le parole di Adriano Hribal, consigliere delegato di ASSOLATTE (Associazione Italiana Lattiero Casearia):“Assolatte ha festeggiato quest’anno i suoi 70 anni, e in questo lungo periodo abbiamo vissuto insieme alle nostre Aziende tanto le rivoluzioni epocali che i piccoli mutamenti quotidiani. Siamo quindi i testimoni dello sviluppo del settore lattiero caseario che è divenuto leader dell’intero comparto alimentare nazionale. Tutto ciò non si realizza senza mettere al centro della propria attività la persona. Ingegno, volontà, capacità dei nostri imprenditori hanno conquistato i consumatori ed è solo grazie ai consumatori che il prestigio dei prodotti lattiero caseari si è accresciuto senza sosta, dando il via ad una inarrestabile corsa al successo. Dal lavoro e dalla passione delle imprese nascono ogni giorno centinaia di prodotti diversi, che hanno una matrice comune: il latte, filo conduttore di una grande filiera italiana. 25.000 persone che producono latte alimentare, yogurt, formaggi e burro, cibi che da millenni sono parte integrante della vita di tutti. Prodotti buoni e sani apprezzati in Italia e nel mondo per gusto e freschezza. Prodotti sicuri perché la sicurezza alimentare è una priorità assoluta per le nostre imprese. Per far crescere questo grande patrimonio italiano le imprese lattiero casearie investono da sempre in qualità & sicurezza e in tradizione & innovazione.Ecco perché hanno conquistato un posto privilegiato nelle diete e sulle tavole di oltre 1 miliardo di persone in tutto il mondo”.

 

Agnes Regnault, Presidente ASSOSALUTE ha affermato:“Per Assosalute non ci sono dubbi, quando abbiamo a che fare con la salute, la cura e il benessere non ci sono mai consumatori, bensì persone. E queste persone come prima cosa cercano informazioni, si scambiano opinioni, in una realtà sempre più connessa, interattiva. E’ un dato di fatto ormai assodato la crescente propensione ad informarsi anche sui temi della salute. E questo pone enormi problemi perché informazione non sempre porta con sé una reale formazione, cioè la capacità di progredire e di sviluppare comportamenti più appropriati. In questo quadro, saper parlare alle persone e non più ai consumatori, significa sviluppare e promuovere un concetto di salute più evoluto. E prima di tutto, in una realtà dove Internet ha ridefinito i parametri dell’informazione sanitaria, moltiplicando a dismisura le fonti di informazione e la loro possibilità di condivisione, ciò significa offrire punti di riferimento certi, verificabili, dove poter trovare la qualità e l’affidabilità delle informazioni presenti in rete. Questa è la sfida che Assosalute ha colto avviando il progetto “semplicementesalute.it”, attraverso cui si vuole portare su Internet – in quei luoghi virtuali (ma anche molto reali) dove le persone si confrontano e discutono i loro problemi – quei fattori di credibilità e di affidabilità della cultura sanitaria. E’ altresì importante che all’innovazione tecnologica e comunicativa segua un corrispondente rinnovamento e sviluppo della cultura sanitaria, dove i soggetti non sono più considerati dei meri fruitori di beni e servizi (i consumatori) bensì i protagonisti attivi e responsabili delle proprie scelte, in una sola parola, ‘persone’”.

 

Questo il commento di Antonio Guerrini, Direttore Generale di CECED ITALIA: “Dopo gli smartphone, ci sono gli elettrodomestici: messaggeri di innovazione e tecnologia. Gli elettrodomestici sono infatti presenti in praticamente la totalità delle famiglie italiane, che li usano con continuità. I produttori hanno da sempre dedicato ingenti risorse all’innovazione dei prodotti, sempre più performanti, sempre più convenienti nei costi di utilizzo, sempre più rispettosi dell’ambiente attraverso la grande riduzione dei consumi di energia e di acqua. Le innovazioni più recenti sono nell’area della smartness grazie alla connessione facile con i moderni strumenti di comunicazione: l’obiettivo è la loro gestione più razionale per ridurre i costi per la famiglia e per l’intero sistema energetico-ambientale. Tutte le innovazioni degli elettrodomestici hanno un obiettivo funzionale: in questo rispondono pienamente all’utilizzo personalizzato da parte dei consumatori.”

 

“Il consumatore è al centro della nostra attenzione –ha dichiarato Alessandro Zunino, Amministratore Delegato di EDISON ENERGIA l’energia si differenzia grazie ai servizi che siamo in grado di fornire ai nostri clienti. La sfida di Edison è proporre un nuovo modello di consumo capace di rispondere alle esigenze delle persone in base al loro diverso profilo di consumo e stile di vita. Una relazione basata sul risparmio, sulla sostenibilità e sulla trasparenza. Il completamento del processo di liberalizzazione del mercato elettrico, attualmente in discussione al Senato, offre un’opportunità unica a consumatori e operatori per favorire lo sviluppo di nuovi servizi e di nuove tecnologie abilitanti. È ora fondamentale superare le barriere normative e regolatorie al fine di costruire il libero mercato del futuro insieme a consumatori più consapevoli, fornitori affidabili e tutelando coloro che ne hanno davvero bisogno. A questo scopo Edison, insieme ad altri operatori e stakeholder, promuove il Manifesto “Liberi di scegliere, liberi di innovare” per contribuire alla realizzazione di  un mercato fatto di regole più semplici ed efficaci, e dove i consumatori possano più facilmente comprendere, scegliere, cambiare. 

 

Massimo Bruno, Responsabile Affari Istituzionali di ENEL ha dichiarato:“La persona al centro. Non può che essere questo uno degli obiettivi strategici di qualunque azienda moderna. Per Enel, Gruppo presente in oltre 30 Paesi e con più di 60 milioni di clienti, la centralità del cliente è una vera e propria mission che interpretiamo innanzitutto declinando il concetto di sostenibilità in tutte le possibili valenze – ambientali, sociali ed economiche – e improntando la nostra attività ai principi di correttezza, trasparenza e responsabilità. Ci rendiamo tuttavia conto che oggi tutto questo non può bastare. Le Aziende devono rinnovare e  innovare il rapporto il cittadino-consumatore riconquistandone la fiducia. Attraverso la fiducia possiamo assicurare sicurezza e tranquillità e creare le migliori condizioni per scelte consapevoli”.

 

“Le modalità di fruizione e condivisione delle informazioni è profondamente mutata negli ultimi anni, attribuendo un ruolo sempre più centrale ai singoli individui.  Facebook è parte attiva di questo cambiamento: i consumatori per noi non sono “utenti” ma “persone” le cui esigenze devono essere soddisfatte, il cui feedback va implementato e la cui sicurezza va tutelata sia online che offline”, ha dichiarato Laura Bononcini, Head of Public Policy di FACEBOOK ITALIA, che prosegue: ” Facebook mette la persona al centro, invitandola a condividere la nostra stessa missione – rendere il mondo sempre più aperto e connesso- attraverso strumenti sempre più innovativi  anche dove le risorse sono limitate.  Tutto nel rispetto della privacy delle persone, come dimostra  l’ultimo progetto ‘Vivere in un mondo connesso’, sito informativo promosso da Facebook, dedicato alla tutela dei dati personali su Internet e nella vita di tutti i giorni i cui contenuti sono stati elaborati tenendo conto delle indicazioni del Garante per la protezione dei dati personali, corredato anche da uno strumento di autovalutazione delle competenze in materia di privacy online sviluppato da Unione Nazionale Consumatori.”

 

Questa la dichiarazione di FEDERALIMENTARE: “L’impegno dell’industria alimentare sul tema dell’innovazione è di prima grandezza. Oggi l’8% del fatturato investito dall’industria alimentare è diretto in ricerca e sviluppo, l’1,8% in R&S formale e informale di prodotti e processi innovativi, il 4% in nuovi impianti, automazione, ICT (tecnologie dell’informazione e comunicazione) e logistica, oltre il 2% in analisi e controllo di qualità e sicurezza. L’obiettivo è quello di coniugare la sapienza, le tradizioni, i localismi del modello alimentare italiano con la costante innovazione di processo e di prodotto. La sfida del settore passa, quindi, proprio attraverso l’innovazione, che in imprenditoria si traduce anche in startup. La loro alta componente tecnologica ha consentito di sfruttare nuove strategie, utilizzando le valenze positive con le reti d’impresa e le loro grandi potenzialità di mercato.

Le nuove spinte imprenditoriali hanno facilitato il superamento dei vecchi schemi che la crisi ha spazzato via, e la realizzazione di nuovi modelli di impresa anche in un settore apparentemente “tradizionale” come l’alimentare.

Questo impegno ha reso accessibili le eccellenze agroalimentari italiane nel mondo a 1,2 miliardi di consumatori, che ogni anno comprano un prodotto o una bevanda Made in Italy, e a circa 650 milioni di consumatori in qualche modo fidelizzati. Ciò ha consentito infine al settore di resistere in modo esemplare alla crisi degli ultimi anni, erodendo in modo del tutto marginale i propri livelli di produzione e occupazione, e aiutando in modo determinante la ripresa del Paese”.  

 

“Negli anni abbiamo avuto l’opportunità di supportare le iniziative dell’Unione Nazionale Consumatori e siamo ancora più felici di farlo con il Premio Dona di quest’anno, visto che il tema “Consumatori o Persone?” è in piena sintonia con l’approccio di attenzione alle persone che da sempre guida le nostre attività, ha spiegato Enrico Bellini, Public Policy Senior Analyst di GOOGLE. “Infatti, non solo al primo posto tra i valori in cui crediamo vi è ‘L’utente prima di tutto: il resto viene dopo’, ma ciò si concretizza, ogni giorno, nell’impegno a far sì che i nostri servizi e prodotti creino valore per le persone, abbiano al centro l’attenzione alla sicurezza e protezione del consumatore e gli consentano, ogni giorno, di essere più consapevole – soprattutto quando è online”

 

“La dicotomia persona e consumatore –ha affermato Piercarlo Pirovano, Marketing Manager di IMQ è sempre più sentita nell’era digitale e social in particolare. La possibilità di avere accesso a un numero sempre maggiore di informazioni in tempi veloci, se non in tempo reale, permette alle persone di essere sempre più addentro alle logiche di consumo e partecipare in modo attivo alla formazione della catena del valore industriale. Ma data questa situazione si rileva che si assottiglia la differenza tra consumatore e il lato personale dell’individuo che sempre meno trova una reale espressione ed esperienza al di fuori delle logiche di consumo.

Sarebbe opportuno comprendere come in un sistema che mette al centro le persone in quanto consumatori e non individui, gli stessi siano capaci di reagire uscendo da questa situazione a volte di comfort zone affinché, citando Milan Kundera, non si dimentichino che ‘la vita è altrove’”.

 

Simona D’Altorio, Head of Communication and PR METRO ITALIA CASH AND CARRY, ha dichiarato: “Metro serve per vocazione e missione il mondo dei Professionisti della ristorazione e dell’ospitalità italiana. Una community fatta di persone, famiglie e imprenditori che grazie alla loro passione compiono, tutte insieme, il miracolo di rendere il nostro Paese una mecca indiscussa del gusto e dell’ospitalità.  Parliamo di persone speciali che servono a loro volta altri clienti – i cosiddetti consumatori finali, ovvero tutti noi – e che possono giocare insieme a METRO un ruolo fondamentale nel fare da cassa di risonanza per sfide più ampie, come rendere più trasparente la provenienza e le caratteristiche dei prodotti consumati al ristorante. Quando andiamo al supermercato troviamo infatti nell’etichetta una guida di riferimento a ciò che ci interessa comprendere. Ma cosa accade di fronte alla materia trasformata? Come possono i luoghi di consumo guidare questa conoscenza verso nuovi orizzonti? METRO ha voluto dare una risposta a questi interrogativi suggerendo ai Professionisti dell’Horeca ‘7 Regole d’Oro’ per soddisfare le aspettative e il bisogno di informazione dei consumatori finali”.

 

Ecco la dichiarazione di Stefano Folli, Presidente e Amministratore Delegato PHILIPS Italia, Israele e Grecia: “Philips, che da oltre 120 anni mette la persona al centro della sua strategia aziendale, è impegnata a migliorare la vita delle persone attraverso innovazioni significative e a trasformare la cura della salute in un esperienza sempre più umano-centrica. Ogni grande scoperta, che si traduce poi in un’innovazione, nasce a seguito di un’attenta analisi dei bisogni concreti e dei desideri reali delle persone. Da sempre, infatti, Philips non offre solo prodotti bensì soluzioni complete, integrate e personalizzate in grado di motivare le persone ad avere un ruolo più attivo per ciò che riguarda la tutela della propria salute e di sostenere le persone in tutte le tappe del loro benessere: dalla prevenzione al sostegno di uno stile di vita sano, dalla diagnosi precoce al trattamento fino alle cure domiciliari.”

 

Ecco la dichiarazione di Salvatore Ippolito, Country Manager di TWITTER ITALIA: “Il mondo è cambiato e anche il consumatore sta cambiando. Ad un un crescente affollamento di messaggi, le persone rispondono con un’attenzione sempre più ridotta. In questo contesto le aziende devono essere in grado di ascoltare con attenzione quello che il loro consumatore sta dicendo e, con il giusto linguaggio e tempismo, riuscire a partecipare alla conversazione. Attraverso l’utilizzo di un ampio spettro di dispositivi, le persone infatti stanno utilizzando nuove modalità di comunicazione e nuovi codici linguistici. Partecipare alla conversazione, per i brand, vuol dire riuscire a capire quando e come inserirsi nelle conversazioni per essere rilevanti per il proprio consumatore”. 

 

Mario Gasbarrino, Amministratore Delegato di UNES ha dichiarato: “Quest’anno le vendite a parità di superficie della Grande Distribuzione Italiana dopo 11 anni consecutivi di perdita registreranno un piccolo incremento positivo. Segnale che non può, stante la esiguità del valore, essere letto come fenomeno di tendenza per i prossimi anni. Il mondo è cambiato ed in futuro cambierà ancora di più, lasciando irrisolti nel mondo del retail italiano una serie di problemi come un eccesso di frammentazione distributiva, una bassa quota della Marca del Distributore ed una competizione basata quasi esclusivamente sul prezzo. Due sono i fenomeni che stanno caratterizzando questi momenti: da una parte una omogeneizzazione e perdita di distintività dei formati distributivi classici (supermercati, ipermercati e discount) e dall’altra, complice anche l’aumento delle connessione ad Internet, la diffusione di smartphone ed il raddoppio dei “millenials”(nativi digitali) prevista per i prossimi 5 anni, la diffusione dell’ e-commerce (l’arrivo in Italia di Amazon fresh e la crescita di Zalando ne sono una testimonianza). Sembra di assistere ad uno spostamento da una competizione tra negozi fisici ad una competizione tra negozio fisico e negozio virtuale. In questo contesto noi crediamo che i supermercati non potranno continuare ad essere tutti uguali, bisognerà scegliere, noi di U2 lo abbiamo già iniziato a fare, eleggendo a stelle comete del nostro posizionamento la Marca Privata, i reparti freschissimi e le Persone, consapevoli che solo le Persone che

lavorano nei nostri Punti vendita potranno difendere i nostri negozi dall’ attacco di Amazon”.

 

Mara Croce, Presidente di UNICHECK S.R.L. ha dichiarato: “Difendiamo il diritto di ogni individuo all’informazione e alla tutela e diamo all’imprenditoria il mezzo per garantire i propri prodotti, per conoscere i propri clienti e per creare un canale di comunicazione diretta con loro. SEiD è un sistema innovativo ed economico in grado di porre le persone al centro dell’economia e i produttori al fianco delle persone. Con un semplice click è possibile accedere ad una piattaforma globale attraverso la quale conoscere e vedere la storia di ogni singolo articolo e stabilire un contatto tra produttore e consumatore: tu conosci il produttore ed il produttore conosce te.

Non più salti nel buio ma scelte consapevoli di prodotti certificati. SE.iD offre informazioni certificate per scegliere!”.

 

Queste le parole di Angelo Trocchia, Presidente di UNILEVER ITALIA:“Oltre il 70% delle nostre responsabili d’acquisto è donna ed è per questo che oggi in Unilever abbiamo la percentuale di donne manager più alta della media del mercato del lavoro italiano: l’azienda è fatta di persone e più queste persone sono vicine ai consumatori meglio sapranno interpretare e leggere i bisogni del mercato, più queste persone godranno di buona salute e di un buon equilibrio tra vita privata e vita lavorativa più saranno contente di lavorare. Il successo del business è quindi decisamente legato a doppio filo al benessere delle persone che lo portano avanti e noi in Unilever Italia ci impegniamo a garantire quest’ultimo”.

Auto in sosta senza assicurazione, cosa si rischia?

assicurazione tagliandinoSono tanti i rischi che si corrono circolando a bordo di una vettura senza assicurazione auto. La redazione di SuperMoney ci fornisce tutte le informazioni necessarie La novità in questione però riguarda l’auto in sosta perché se non assicurata, non può neanche occupare da ferma il suolo pubblico, pena sanzione o sequestro. Stesso rischio corrono anche i veicoli abbandonati in strada successivamente ad incidente che in quanto considerati rifiuti pericolosi per l’ambiente devono essere obbligatoriamente rimossi dalla strada.

Per non correre il rischio di essere sanzionati, nel primo caso, la soluzione sarebbe tenere l’auto senza assicurazione parcheggiata in un garage privato – il che implicherebbe comunque il pagamento del bollo del veicolo che va corrisposto a prescindere dalla circolazione o meno dell’auto – oppure scegliere  una polizza auto al prezzo più vantaggioso in modo da non rischiare di imbattersi in sanzioni salate e, nel frattempo, continuare a usufruire del veicolo in questione. Stando a quanto di recente stabilito dalla sentenza della Quarta Sezione della Corte Suprema della Cassazione sono dunque legittime la multa e il sequestro dell’auto senza assicurazione lasciata in parcheggi non privati nonché di auto abbandonate per disuso in strada a seguito di incidente.

Il presupposto alla base dell’ordinanza della Corte Suprema della Cassazione è correlato all’obbligo della polizza Rc Auto di coprire, tra gli altri, anche i danni derivanti da sinistro durante la sosta in strada pubblica.

Auto abbandonata, rimozione obbligatoria

Nei casi in cui l’auto sia stata abbandonata in strada per disuso a  seguito di incidente, secondo quanto recentemente specificato dalla Corte Suprema di Cassazione il veicolo è da considerarsi un rifiuto da smaltire, per cui il proprietario non è soggetto a sanzione per veicolo fermo senza assicurazione né è tenuto a stipulare una polizza assicurativa ma in compenso dovrà provvedere alla mobilitazione dell’auto, pena comunque una sanzione per mancata rimozione del “rifiuto pericoloso”.

Auto senza assicurazione, la sentenza della Cassazione

In merito al parcheggio dell’auto senza assicurazione su suolo pubblico, la Corte Suprema di Cassazione ha sottolineato che la sosta del veicolo su area di pubblico dominio, quale ad esempio strada a bordo marciapiede, rientra nel concetto di circolazione. Nel caso ad esempio di veicolo di proprietà di un soggetto deceduto posteggiato in luogo pubblico, dal giorno della scadenza dell’assicurazione gli eredi sono soggetti all’applicazione delle stesse sanzioni che spettano a chi circoli con auto senza assicurazione.

Successivamente, la Corte Suprema di Cassazione ha sottolineato che secondo quanto riportato nel codice civile il concetto di circolazione stradale include la sosta dell’autoveicolo sia relativamente all’ingombro dell’auto stessa sia per quanto riguarda  le operazioni che l’auto compie in generale sia quelle operazioni svolte al momento della fermata del veicolo e al momento della messa in moto.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 27 novembre 2015

PREMIO DONA: focus sulle “persone”

LogoPremio

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

L’Unione Nazionale Consumatori, la prima organizzazione consumerista in Italia, presenta la nona edizione del Premio “Vincenzo Dona”, dedicato alla memoria del suo fondatore, offrendo un momento di riflessione sulle “persone” raccontando i temi dell’innovazione, della gestione dei dati personali e delle nuove modalità di servizio rivolte alla cittadinanza nell’economia collaborativa.

Roma, 27 novembre 2015 – Appuntamento questa mattina a Roma (Teatro Argentina, Largo di Torre Argentina 52) con la nona edizione del Premio “Vincenzo Dona, voce dei consumatori”, evento organizzato dall’Unione Nazionale Consumatori, la prima organizzazione di consumatori in Italia, fondata nel novembre 1955 da Vincenzo Dona.

L’incontro, ispirato al ricordo del fondatore, autentica “voce dei consumatori” ed iniziatore del movimento consumerista italiano, intende quest’anno focalizzare l’attenzione sulle “persone” alla presenza di autorevoli personalità del mondo accademico, politico e istituzionale.

Il Premio “Vincenzo Dona, voce dei consumatori” 2015 è conferito al giornalista e autore di “Sereno Variabile” Osvaldo Bevilacqua e al Garante europeo della protezione dei dati Giovanni Buttarelli.

Ecco le dichiarazioni di alcuni partecipanti alla mattinata di convegno:

donaL’avvocato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori ha dichiarato: “E’ troppo presto per dire se possiamo intravedere già questo importante cambio di paradigma (dai consumatori alle persone), quel che è certo è che lo sviluppo del digitale sta modificando radicalmente le relazioni tra il pubblico e le imprese. In una strana mescolanza di fenomeni inediti, siamo testimoni di una crescente fluidità nelle relazioni che possiamo immaginare ispirate a due tendenze apparentemente inconciliabili: accanto al diffuso globalismo dei nostri tempi, emerge un crescente individualismo. Universale e personale, standardizzazione e customizzazione si confrontano in una continua dialettica che dà vita a situazioni nuove, apparentemente contraddittorie. Pensiamo al nuovo marketing che è sempre più di massa e nel contempo sempre più one to one. Sembra un ossimoro! Pensiamo al trionfo delle “start-up”, che portano con sé, insieme a caratteri fortemente innovativi, l’adesione alla marca (alcune di queste sono più brand rispetto a certe industrie centenarie). Pensiamo a come evolve l’ideologia del rapporto azienda-cliente; celebriamo l’estinzione delle relazioni asimmetriche, dell’adesione fideistica della marca, alla quale va sostituendosi un nuovo patto sociale: non più delega acritica da parte dei consumatori, ma un nuovo diritto di scelta, di giudizio da parte delle persone, nuovi protagonisti nell’economia circolare”.

 

buttarelliGiovanni Buttarelli, Garante europeo della protezione dei dati, che riceve il Premio Vincenzo Dona 2015 commenta: “L´Europa si accinge a varare una riforma epocale per i diritti della persona che avrà importanti effetti su utenti, consumatori e abbonati, considerati come “persone”, anziché come oggetti passivi di un business insaziabile di informazioni su comportamenti, movimenti gusti e preferenze. Venti anni dopo la prima armonizzazione delle norme nazionali in tema di privacy, un regolamento di seconda generazione cambierà in radice le leggi di 28 Paesi. I valori della Carta europea dei diritti e del Trattato di Lisbona possono divenire una realtà concreta nella vita di tutti i giorni. Mentre registriamo momenti critici per la sicurezza dei cittadini e l´integrazione europea, le nuove tecnologie cambiano radicalmente i rapporti commerciali. I cambiamenti attorno al Big Data sono più radicali della rivoluzione industriale dell´800. Grandi opportunità e benefici sociali, ma anche riflessioni etiche, rischi di concentrazione delle informazioni in poche mani, opacità e discriminazione. La protezione dei dati 2.0 vuole porre l´individuo al centro di questi processi, e porre nuove garanzie per il rispetto della persona in quanto tale e non perché “consumiamo”. Sono onorato dell´attenzione rivolta quest´anno all´Autorità europea che presiedo. Condividerò il Premio Vincenzo Dona 2015 con tutti i miei collaboratori che hanno contribuito ai grandi risultati raggiunti.

 

finziCosimo Finzi, Presidente Astra Ricerche, ha affermato: “Navigando in Internet, si rendono disponibili – in modo consapevole o non consapevole – una grande quantità di informazioni su di sé: caratteristiche demografiche, comportamentali, di opinione, etc. Negli ultimi anni si è sviluppata la tendenza a proporre servizi e prodotti in base alle preferenze espresse dagli utenti; spesso si tratta di preferenze espresse in maniera implicita (ad esempio tramite ciò che è stato letto, visionato, esitato, acquistato) e meno tramite indicazione esplicita. Si assiste poi sempre di più alla presenza di informazioni selezionate in base ai gusti, agli interessi, alle preferenze espresse dagli utenti. Dal punto di vista del cittadino-consumatore i filtri (ovvero il nascondere le informazioni e le proposte commerciali potenzialmente non interessanti) e le evidenziazioni (ovvero il proporre primariamente ciò che dovrebbe essere interessante e rilevante per l’utente) possono costituire un vantaggio in termini di riduzione sia del tempo necessario a trovare qualcosa di interessante, sia di fatica connessa; dal punto di vista del sistema economico possono rappresentare un incentivo all’acquisto e quindi aiutare a ‘far girare l’economia’; dal punto di vista del provider di offerte commerciali o di informazioni possono rappresentare una tecnica di fidelizzazione. Ma cosa rischiano di rappresentare per la Società nel suo insieme? Si rischia di creare un sistema in cui le scelte personali tendono a essere ribadite o modificate in modo moderato/marginale; una Società, al contrario, ha bisogno che i cittadini siano in grado di mettere in discussione le proprie scelte, preferenze, attitudini, magari non per cambiarle ma eventualmente solo per fruire dei vantaggi che il possibile cambiamento porta nelle nostre vite”.

 

garosciQuesto il commento di Armando Garosci, giornalista di Largo Consumo: “In un tempo di crisi della rappresentanza per alcune istituzioni, si pone la sfida di nuovi patti tra le organizzazioni e le persone. Le imprese hanno una grande opportunità in questo senso, di apparire cioè rilevanti nella vita dei propri numerosi interlocutori sociali. La fiducia è la valuta di scambio di tali relazioni”.

 

lazzatiEcco le parole di Cristina Lazzati, Direttore responsabile Mark up: “Stiamo passando dall’era del consumo a quella dell’utilizzo, dalla dipendenza alla collaborazione, complice anche la grande presenza che ormai ha nelle nostre vite il web. Un cambio non da poco che ci vede più padroni del nostro destino, più influenzatori che influenzati, cittadini per l’appunto, con una voce più riconosciuta. E’ tempo per le imprese di accettare questo cambio e di adeguarsi, mettendosi al servizio dei loro “utilizzatori”, in ascolto dei loro “collaboratori”, solo così il cambiamento continuo, che segna e segnerà presente e futuro, potrà chiamarsi innovazione”.

 

salvettiOvidio Salvetti, Direttore Ricerca Istituto Scienza e Tecnologie dell’informazione – CNR, ha dichiarato: “Il volto è stato considerato fin dall’antichità uno specchio delle emozioni e delle malattie. In epoca pitagorica e socratica la fisiognomica era la scienza che considerava il volto come descrittore della personalità che era intesa come il risultato dell’interazione circolare tra psyche e soma. La semiotica medica classica considera il volto come un importante rivelatore di informazioni in cui si compongono segni fisici integrati con tratti espressivi. Ogni quadro semiologico è infatti il risultato dell’associazione di molteplici segni che nel loro insieme costituiscono un pattern caratteristico denominato “facies” considerato tipico di definiti quadri collegati alla salute e al benessere individuale. I descrittori più comunemente usati sono il colore della cute e delle mucose, la distribuzione del grasso sottocutaneo, la sudorazione, la mimica faciale, l’espressione, le alterazioni della struttura delle parti molli e ossee. L’informatica ha permesso di sviluppare applicazioni indirizzate a uno studio sistematico delle caratteristiche morfometriche che hanno avuto applicazioni in campo antropologico, criminologico e neuropsichiatrico. In campo medico invece lo sviluppo di tecnologie diagnostiche come le tecniche per immagine, biologiche e genetiche ha messo a disposizione strumenti diagnostici efficienti, ma anche complessi, per la gestione della salute e ha indotto a sottostimare l’utilità di conoscenze basate su segnali di più diretta rilevazione come quelli della semeiotica fisica. Appare dunque sorprendente come una conoscenza comune a tutte le culture umane, che riconosce il volto come un indicatore dello stato di salute, non abbia suscitato un interesse scientifico sistematico. Esiste quindi la potenzialità di tradurre il codice semiologico del volto in indicatori che potrebbero rivelarsi estremamente utili per lo screening e la prevenzione di malattie epidemiologicamente rilevanti, ad esempio cardiovascolari e metaboliche, per le quali esiste una crescita esponenziale dei costi sociali correlati con l’uso, spesso inappropriato, di tecniche diagnostiche complesse”.

 

scancarelloQuesto il commento di Gea Scancarello, Giornalista e Blogger – Pane & sharing: “Non più solo consumatori ma anche soggetti attivi. Con la possibilità di scegliere, di valutare, di decidere. E con l’onere di orientare il giudizio degli altri: una responsabilità di peso, fondamentale nel dare forma ai rapporti – umani ed economici – del nuovo tempo. Sono alcuni dei cambiamenti introdotti (anche) dall’economia collaborativa, che ha contribuito a scardinare alcuni monopoli e ha fornito ai cittadini nuove possibilità di partecipazione ai servizi di cui fruisce. Si tratta di un nuovo ordine che può e deve ancora crescere, grazie a maggiori aperture del legislatore, a interventi di sostegno delle start up e a una cornice regolamentativa chiara. Ma che porta con sé molte domande e molte sfide. Per esempio il nuovo ruolo dei consumatori-prestatori d’opera. La gestione dei dati risultanti degli scambi: e se fossero utilizzati per migliorare l’intorno sociale o le nuove scelte aziendali?”.

 

siliprandiSilvio Siliprandi, Presidente GFK Eurisko, ha affermato: “La crescita di cultura, saperi, informazione, accessi, scambi tra le persone, apre oggi possibilità e orizzonti nuovi. Promuove un “empowerment” senza precedenti, con donne e uomini insofferenti alle imposizioni, alle gerarchie, alle regole, alle formalità. Quindi, cittadini e consumatori sempre più mobili, “infedeli”, esigenti, alla ricerca di nuove esperienze di consumo e nella vita quotidiana (relazioni, scelte politiche, interessi, scelte di consumo). Vengono così messi in crisi alcuni miti del consumo: la delega alla Grande Marca, il mito del prezzo come sinonimo di qualità, il mito della storia come sinonimo di autorevolezza; contemporaneamente emergono nuovi ancoraggi di senso: il mito dell’esploratività, il mito del consumo economico e “smart”, l’”ideologia” dell’innovazione e della start up… In questo modo, l’idea di un consumatore appiattito su una dimensione di crisi e/o di razionalità economica appare del tutto fuorviante ed emerge con forza una figura molto più complessa, ricca di sfumature, multidimensionale”.

 

In occasione dell’incontro si svolgerà la cerimonia di consegna dei premi “Vincenzo Dona”: nella scorsa edizione sono stati premiati Nicola Gratteri (Procuratore della Repubblica Aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria) e Jeremy Rifkin (President Foundation on Economic Trends). (Vedi foto).

 

gratteri-rifkin

Questi i premi che saranno assegnati per il 2015:

“Premio Vincenzo Dona” per le personalità che si sono distinte per l’impegno a favore dei consumatori:

  • Osvaldo Bevilacqua, giornalista e autore del programma “Sereno Variabile”
  • Giovanni Buttarelli, Garante europeo della protezione dei dati

“Premio Vincenzo Dona” per le migliori tesi di laurea in materia di tutela dei consumatori. Riceveranno il Premio:

  • Michela Gallo – Alma Mater Studiorum Università degli Studi di Bologna
  • Alice De Benetti – Università degli Studi di Udine
  • Menzione speciale: Elisa Pavan UNIVERSITA’ IULM DI MILANO

“Premio Vincenzo Dona” per i comitati locali dell’Unione Nazionale Consumatori: Comitato di Foggia

PREMIO DONA: l’edizione 2015 a Osvaldo Bevilacqua e Giovanni Buttarelli

Appuntamento domani mattina alle 9,00 al Teatro Argentina con la nona edizione del “Premio Vincenzo Dona, voce dei consumatori”. “Consumatori o persone?” è il titolo della nona edizione del più importante evento sui consumi nel panorama italiano.

Roma, 26 novembre 2015 – Saranno Osvaldo Bevilacqua e Giovanni Buttarelli a ricevere il Premio per le personalità “Vincenzo Dona, voce dei consumatori”, edizione 2015. E’ quanto rende noto l’Unione Nazionale Consumatori (https://www.consumatori.it), associazione promotrice del più importante evento sui consumi nel panorama italiano, che si terrà domani 27 novembre, alle ore 9.00 nella splendida cornice del Teatro Argentina.

Scarica il programma della giornata

“Questo pubblico riconoscimento -commenta Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Consumatori- va al giornalista Osvaldo Bevilacqua, conduttore di “Sereno variabile“, entrato quest’anno nel Guinness dei Primati per essere il programma televisivo in onda ininterrottamente da più tempo con lo stesso conduttore (1977-2015). L’altro premiato di questa edizione è il Garante europeo della protezione dei dati Giovanni Buttarelli, per il suo impegno per la protezione della privacy dei consumatori europei”.

Il Premio prevede, inoltre, un riconoscimento per la sezione laurea che andrà a Michela Gallo dell’Alma Mater Studiorum Università degli Studi di Bologna e Alice De Benetti dell’Università degli Studi di Udine. Inoltre si è aggiudicata la menzione speciale: Elisa Pavan dell’Università IULM di Milano. Infine il riconoscimento per i comitati locali dell’Unione Nazionale Consumatori va al Comitato di Foggia.

Contratti con la banca: i nostri diritti

Contratto con la bancaNell’ambito del progetto UNC “Informati per decidere” realizzato in collaborazione con la Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio e svolto in partenariato con Lega Consumatori, vogliamo oggi concentrare la nostra attenzione sui diritti che abbiamo quando stipuliamo un contratto con la banca per usufruire di un suo prodotto o servizi. Vediamoli insieme.

PRIMA DI FIRMARE UN CONTRATTO

Abbiamo il diritto di chiedere i fogli informativi nei quali sono indicati anche l’ISC (Indicatore Sintetico di Costo) o il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) quando previsti, le guide pratiche, la copia del contratto per studiarlo con cura e i documenti di sintesi.

DURANTE IL RAPPORTO CONTRATTUALE

La banca deve fornirci comunicazioni sull’andamento del rapporto almeno una volta all’anno, mediante un rendiconto (denominato estratto conto per i rapporti di conto corrente) e il documento di sintesi.

La banca, in alcuni casi, può modificare unilateralmente le condizioni contrattuali relative alle operazioni e ai servizi bancari e finanziari. Deve tuttavia avvisarci almeno 2 mesi prima delle eventuali modifiche. Se non siamo d’accordo, è nostro diritto recedere entro il medesimo termine, senza spese, ed ottenere in sede di liquidazione del rapporto l’applicazione delle condizioni precedentemente praticate. Possiamo farlo andando allo sportello o inviando una comunicazione scritta alla banca; se invece non esercitiamo il diritto di recesso dal contratto, le modifiche si intenderanno approvate.

In alcuni contratti di finanziamento possiamo trasferire il contratto (“portabilità”) presso un altro intermediario senza sostenere alcun costo.

Possiamo richiedere alla banca di modificare le proprie condizioni (ad esempio passare da un mutuo a tasso variabile a fisso o viceversa, allungare la scadenza per ridurre l’importo delle rate,  ecc…).

Possiamo estinguere in anticipo il rapporto contrattuale, in alcuni casi, senza penalità.

E SE ABBIAMO PROBLEMI?

Se dovessimo avere problemi con la banca, possiamo, innanzi tutto, rivolgerci direttamente all’ufficio reclami della banca stessa.

Il reclamo può essere scritto in forma libera, indicando precisamente alcuni contenuti, o avvalendosi di moduli standard appositamente predisposti, disponibili anche on-line.

L’ufficio reclami entro 60 giorni, o 90 giorni in caso di prodotti finanziari, dovrà valutare il reclamo e comunicare se è stato accolto o meno.

Se ci siamo rivolti all’ufficio reclami della nostra banca e la risposta è stata negativa possiamo chiedere aiuto all’ABF (Arbitro Bancario Finanziario), che ha il compito di risolvere i conflitti tra consumatori e banche (previo versamento di un contributo di 20 euro per le spese di procedura).

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 18 novembre 2015

INDUSTRIA: a settembre calano fatturato e ordini

UNC: allarmante crollo mercato estero.

Roma, 25 novembre 2015 – Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a settembre il fatturato dell’industria, su base annua, diminuisce dello 0,9% (dato corretto per gli effetti di calendario), con una flessione dello 0,5% sul mercato interno e dell’1,4% su quello estero, mentre gli ordinativi (dati grezzi) segnano un calo tendenziale dello 0,8%, +0,4% quelli interni e -2,5% quelli esteri.

“Dati molto negativi. Preoccupa, in particolare, il crollo del mercato estero, l’unico che aveva sorretto le industrie italiane in questi anni di crisi, a fronte di una caduta della domanda interna. Le esportazioni avevano consentito la sopravvivenza delle nostre imprese, mentre i consumi delle famiglie precipitavano” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Se ora cede anche il mercato estero, non raggiungeremo a fine anno la crescita stimata dal Governo, +0,9%. L’entusiasmo generale per i dati positivi di agosto era, decisamente, prematuro. Fino a che le famiglie non arrivano a fine mese e, come dicono i dati Istat di pochi giorni fa,  il 38,8% non riesce a sostenere una spesa imprevista di 800 euro, non andremo da nessuna parte. Per questo è necessario rivedere a fondo la Legge di stabilità, cambiando la composizione delle entrate. Non è possibile che il  20% più ricco delle famiglie residenti percepisca il 37,5% del reddito totale, mentre al 20% più povero spetti solo il 7,7%” ha concluso Dona.

A Bevilacqua e Buttarelli il Premio Dona 2015

Premio Dona al Teatro ArgentinaSi è svolta al Teatro Argentina di Roma, la nona edizione del “Premio Vincenzo Dona, voce dei consumatori”.

A ricevere il Premio 2015 per le personalità è stato il giornalista Osvaldo Bevilacqua, conduttore di “Sereno variabile“, entrato quest’anno nel Guinness dei Primati per essere il programma televisivo in onda ininterrottamente da più tempo con lo stesso conduttore (1977-2015). L’altro premiato di questa edizione è il Garante europeo della protezione dei dati Giovanni Buttarelli, per il suo impegno per la protezione della privacy dei consumatori europei.

Il Premio prevede, inoltre, un riconoscimento per la sezione laurea che è andato a Michela Gallo dell’Alma Mater Studiorum Università degli Studi di Bologna e Alice De Benetti dell’Università degli Studi di Udine. Inoltre si è aggiudicata la menzione speciale: Elisa Pavan dell’Università IULM di Milano. Infine il riconoscimento per i comitati locali dell’Unione Nazionale Consumatori è stato assegnato al Comitato di Foggia.

Per maggiori informazioni leggi Premio Dona 2015!

 

Autore: Simona Volpe
Data: 27 novembre 2015

A Giovanni Buttarelli il Premio Dona 2015

1136 (Sdc – nov. 2015) – In un evento dedicato alle “persone”, è chiaro che l’importanza della tutela dei dati personali farà da sfondo a molti degli interventi del Premio Vincenzo Dona: dalla tutela della privacy nei social network al profilarsi da parte di molte aziende degli interessi dei consumatori, l’intervento del Garante europeo della protezione dei dati, Giovanni Buttarelli, sarà una buona occasione per fare il punto sul grado di protezione per i consumatori sul web e nella vita reale, senza esimerci dall’affrontare il tema della sicurezza post attentati di Parigi.

Scarica l’invito all’evento

Scarica il programma della giornata

Sarà proprio il Garante uno dei premiati del “Premio Vincenzo Dona, voce dei consumatori”: in una realtà digitale che vede crescere le preoccupazioni dei consumatori per l’uso dei propri dati, c’è una crescente attenzione alla effettiva libertà delle nostre scelte. Proprio su questo aspetto andrà a focalizzarsi la riflessione della giornata che fin dalla relazione introduttiva di Massimiliano Dona, affronterà l’esigenza di essere “persone” e cioè individui capaci di una propria identità e quindi di autodeterminarsi anche nella scelta di prodotti e servizi, nonostante le sollecitazioni (talvolta mirate sui nostri interessi), che ci provengono dagli operatori digitali.

Per sapere chi sono gli altri premiati dell’edizione 2015, continuate a seguirci sul sito www.consumatori.it e sui social attraverso gli hashtag #premiodona e #consumatoripersone.

Autore: Simona Volpe
Data: 25 novembre 2015

Denunciata Amazon Prime per la “prova” gratuita

1138 (Sdc – nov. 2015) – Negli ultimi giorni, Amazon sta promuovendo con spot televisivi e sul sito internet il servizio Amazon Prime, spiegando le opportunità del servizio offerto con un forte incentivo rivolto ai consumatori a sperimentarlo: “perché non provarci? Provalo gratis per 30 giorni”. Solo in caratteri microscopici (e comunque visualizzati con una tempistica tale da renderli illeggibili), però si spiega: “Dopo i primi 30 giorni, l’iscrizione prosegue automaticamente a pagamento per EUR 19,99 l’anno”.

Per questo motivo abbiamo denunciato la società di commercio elettronico all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, chiedendo che valutino tempestivamente legittimità di questa pratica, anche perché sono molte le aziende che ultimamente stanno utilizzando questo meccanismo di opt-out per le nuove promozioni, che poi mutano in un servizio a pagamento.

Non è corretto infatti porre a carico del consumatore l’onere di disattivare l’iscrizione onde evitare il pagamento, non solo: la visione dello spot induce i consumatori ad attivare il servizio credendo che si tratti di una semplice prova, invece si ritroverà con un’attivazione automatica!

Autore: Eleonora Iacobelli
Data
: 25 novembre 2015