Archivio mensile:Marzo 2013

BANCHE: Mef apre a plusvalenze a risparmiatori

Il Mef ha aperto alla possibilità che eventuali plusvalenze ottenute dalla vendita delle sofferenze delle 4 banche possano andare ai risparmiatori.Per l’unione Nazionale Consumatori è un’ottima notizia…

Roma, 21 gennaio 2016 – “Ottima notizia. Considerato che i crediti inesigibili sono stati svalutati dell’83%, da 8,5 a 1,5 miliardi, vuol dire che ora ci sono, almeno potenzialmente, 7 miliardi a disposizione per risarcire i risparmiatori. Era un sacrosanto diritto dei consumatori che quei soldi venissero destinati al loro risarcimento. Con 2 di quei 7 miliardi potrebbero restituire i soldi sia a tutti gli obbligazionisti che a tutti gli azionisti” ha dichiarato l’avv. Corrado Canafoglia dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Non dimentichiamo che, anche in caso di applicazione del bail-in, secondo l’art. 87 del D.gls n. 180/2015, gli azionisti ed i creditori i cui crediti sono stati ridotti non possono subire perdite maggiori di quelle che avrebbero subito se l’ente sottoposto a risoluzione fosse stato liquidato, cosa che sarebbe accaduta destinando eventuali plusvalenze al Fondo di risoluzione. Quindi, per noi, un atto dovuto. Resta comunque una notizia importante che apre uno spiraglio a possibili risarcimenti” ha concluso Canafoglia.

I consumatori coinvolti nei problemi con le banche possono contattarci attraverso il nostro sportello

VOLKSWAGEN: evasive le risposte dell’Ad ai consumatori

Si è conclusa ora una riunione al CNCU tra le associazioni dei consumatori e l’ad di Volkswagen Group Italia, Massimo Nordio . Alle domande sulle ripercussioni delle modifiche sulle prestazioni delle auto l’azienda è stata evasiva.

Roma, 21 gennaio 2016 – L’Unione Nazionale Consumatori ha rivolto a Nordio la seguente domanda: “sappiamo che stanno arrivando lettere a proprietari dei veicoli interessati per il richiamo, anche se l’albo dei richiami del MIT ancora non riporta alcuna indicazione. Ci può dire se il richiamo prevede la riprogrammazione della centralina, ed ha conseguenze sulle prestazioni di velocità, ripresa e accelerazione dei veicoli?”

La risposta dell’ad della Volkswagen è stata: “c’è l’impegno della casa madre di fare in modo che gli interventi non impattano sulle prestazioni del veicolo, non c’è però la garanzia che questo sarà possibile”. Si è poi detto disponibile ad un confronto, ma solo con le associazioni di consumatori che hanno scelto di dialogare e non di andare in tribunale.

“Siamo preoccupati perché il timore sulle prestazioni potrebbe portare molti consumatori a non effettuare il richiamo. Ma la risposta della Volkswagen è stata al momento evasiva” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori. “Un incontro che avevamo chiesto da tempo, nella speranza che la Volkswagen potesse già chiarire i dubbi e le perplessità dei consumatori. Ma evidentemente la Volkswagen continua a prendere tempo dando risposte elusive oppure non è in grado di dare risposte esaurienti. In entrambi i casi è un problema, oltre che una delusione!” ha proseguito Dona.

Per questo l’UNC invita chi ha ricevuto una lettera dalla Volkswagen a contattare  al più presto gli esperti dell’Unione Nazionale Consumatori attraverso lo sportello Auto e moto dell’associazione a questo link https://www.consumatori.it/sportello-auto-moto/

L’Unione Nazionale Consumatori ha avanzato alla Volkswagen due proposte per uscire da questa ingarbugliata situazione:

1) Dare un valore aggiunto al veicolo offrendo una convincente estensione di garanzia di almeno due anni a chi farà eseguire il richiamo, con esecuzione gratuita del tagliando di manutenzione ordinaria alla scadenza immediatamente successiva.

2) Lasciare le cose come stanno, ma VW dovrà riconoscere un valore di permuta bloccato.

Privacy on-line: che navigatore sei?

Sondaggio sulla privacy sui social networkIn una società sempre più digitalizzata, una corretta informazione su temi come sicurezza on-line e trattamento dei dati personali è fondamentale. Proprio per raggiungere questo obiettivo l’UNC ha realizzato insieme con Facebook Italia un semplice e veloce quiz per scoprire il grado di consapevolezza dei consumatori su questi temi e al contempo fornire loro gli strumenti per tutelare la privacy disponibile al link http://sondaggi.consumatori.it/facebook/

Il quiz si compone di più step: alcune domande mirano a conoscere le abitudini dei consumatori e a valutare il loro grado di consapevolezza quando navigano su Internet come, ad esempio, quanta attenzione prestano alla privacy on-line, ogni quanto condividono informazioni su social network o se hanno mai sentito parlare della ‘pubblicità basata sugli interessi’. Vengono poi messi a disposizione dell’utente alcuni contenuti esplicativi che mirano ad accrescere la loro consapevolezza come ‘Dati personali: cosa sono e come vengono condivisi”: ad ogni contenuto segue un quesito che intende valutare quanto hanno appreso gli utenti.

Alla fine del quiz sarà possibile leggere il proprio profilo e condividere il quiz su Facebook: sarà ‘attento’ il consumatore consapevole che sa come mantenere il controllo delle informazioni che condivide quando naviga in Internet, ‘istintivo’ sarà invece il profilo di chi si fa travolgere dall’euforia del condividere on-line senza prestare molta attenzione ai propri dati, ‘inconsapevole’ sarà l’utente completamente all’oscuro del fatto che quando naviga on-line condivide i propri personali ed è necessario faccia più attenzione.

Non mi resta che invitarvi a rispondere al sondaggio: e voi -conclude Dona- sapete tutelare la vostra privacy on-line?
A conclusione del quiz l’utente è indirizzato alle risorse messe a disposizione dalla nostra Unione Nazionale Consumatori, dal Garante per la protezione dei dati personali e da Facebook sul sito “Vivere in un mondo connesso” www.mondoconnesso.info.

BANCHE: incontro tra i consumatori e Nicastro delle nuove Banca Etruria, Marche, Carichieti, Cariferrara.

Primo incontro tra  le associazioni dei consumatori, Roberto Nicastro e Maria Pierdicchi, Presidente e consigliere indipendente delle quattro nuove banca Etruria, Marche, Carichieti, Cariferrara.

Roma, 19 gennaio 2016 – La nostra Unione consumatori con le associazioni Adiconsum, Adoc, Associazione Consumatori e Utenti, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codici, Confconsumatori, Lega Consumatori e Movimento Difesa del Cittadino ha incontrato Roberto Nicastro, Presidente delle nuove Banca Etruria, Banca Marche., Carichieti, Cariferrara. Durante l’incontro si è approfondita la situazione degli oltre 10.000 risparmiatori coinvolti nell’azzeramento dei propri risparmi investiti in azioni e obbligazioni subordinate delle quattro banche

Con le altre associazioni abbiamo proposto alla Presidenza:

  1. Di vedere riconosciuta la propria funzione di rappresentanza e tutela dei diritti dei consumatori sia nella fase di definizione dei criteri di accesso sia nella fase attuative dell’arbitrato.
  2. Di valorizzare la positiva esperienza della conciliazione paritetica anche in questa drammatica situazione di risparmio tradito.
  3. Che eventuali ulteriori disponibilità risultanti dalle cessioni e dalle azioni di responsabilità contro chi ha dissipato il patrimonio, siano messe a disposizione dei risarcimenti.
  4. Che il tavolo ora avviato sia mantenuto anche dopo la vendita delle quattro good banks e operi con trasparenza e informazione permanente.

Ricordiamo che i consumatori coinvolti nel caso Banca Etruria, Marche, Carichieti, Cariferrara possono contattarci per assistenza attraverso lo sportello generico sul nostro sito.

Cartella esattoriale, cosa fare

1169 (Sdc – gen. 2016) – La cartella esattoriale è l’atto con il quale l’Ente Esattore (nella provincia di Roma è l’Equitalia Gerit S.p.A.) agisce per recuperare un credito, nella fattispecie derivante da multe non pagate, dei Comuni o del Ministero dell’Interno.

E’ possibile fare Ricorso al Giudice di Pace, entro 30 giorni dalla notifica della cartella, esclusivamente per motivi inerenti a vizi di notifica del verbale di contravvenzione (o dei verbali di contravvenzione) sottesi all’emissione della cartella medesima: in pratica, se il cittadino non ha mai ricevuto il verbale (o i verbali) dell’epoca, può richiedere al Giudice di annullare la cartella.

Il suggerimento, quindi, è quello di analizzare sempre molto attentamente il contenuto della cartella notificata anche perché spesso le indicazioni ivi contenute e la descrizione dei pagamenti risultano difficilmente comprensibili ad un’analisi sommaria: frequentemente, infatti, non sono allegati alla cartella i verbali di contravvenzione o gli atti successivi e risulta necessaria un’attenta lettura della data di tali provvedimenti, della data della notificazione, della relata di notificazione, degli importi, delle maggiorazioni e delle spese del procedimento, della data di iscrizione a ruolo delle somme pretese.

La prima verifica è quella sui termini: infatti, la cartella esattoriale deve essere notificata entro 5 anni dalla data di ricevimento dei verbali di contravvenzione. Se riceviamo una cartella oltre tale termine, gli importi richiesti risultano prescritti e, pertanto, il Giudice non potrà fare altro che dichiarare tale prescrizione, accogliere il ricorso e annullare la cartella di pagamento.

La seconda analisi da effettuare è più semplice ed è relativa all’effettiva notificazione dei verbali dell’epoca. Purtroppo, infatti, l’Ente Esattore notifica ai cittadini cartelle esattoriali per multe mai consegnate: anche in tal caso la cartella sarà nulla perché le multe devono essere notificate entro 90 giorni dall’infrazione (e non a distanza di anni!).

Bisogna prestare attenzione, quindi, alla relazione di notifica dei verbali dell’epoca contenuti nella cartella esattoriale. Anche perché, si può verificare l’ipotesi di una cartella esattoriale emessa in relazione a verbali di contestazione la cui notificazione sia irregolare.

L’atto potrebbe essere consegnato a persona non abilitata alla ricezione dello stesso e, quindi, la notificazione risultare nulla ai sensi di legge. Ipotesi frequente, specie nelle città, è quella della consegna dell’atto al portiere dello stabile. L’art. 139, 3° co., c.p.c. consente la consegna del documento da notificare al portiere soltanto nell’ipotesi in cui né il destinatario stesso né una persona di famiglia o addetta alla casa, all’ufficio o all’azienda siano state reperite. Tale infruttuosa ricerca deve essere verbalizzata nella relata. Spesso accade che l’incaricato della notifica ometta di effettuare tale verifica limitandosi (per comodità) a lasciare gli atti nelle mani del portiere.

Secondo pacifica giurisprudenza della Suprema Corte la mancata ricerca delle persone ulteriormente abilitate a ricevere l’atto indicate nel comma 2° dell’art. 139 c.p.c. unitamente alla relativa certificazione nella relata di notifica, al fine di giustificare la consegna dell’atto al portiere dello stabile, determinano la nullità della notificazione. Inoltre, per la regolarità della notifica del verbale in questione, la legge prevede che l’organo notificatore dia notizia al destinatario dell’avvenuta notifica mediante l’invio di lettera raccomandata, così come prescritto dal comma 4° dell’art. 139 c.p.c. Quindi, se i verbali inseriti nella cartella esattoriale sono stati, all’epoca, lasciati al portiere, l’Amministrazione dovrà dimostrare di aver inviato la seconda raccomandata: in caso contrario, tutta la cartella sarà nulla.

Infine, bisogna citare il caso di cartella esattoriale emessa in relazione a verbali di accertamento contro i quali era stato proposto tempestivo ricorso al prefetto. In questi casi il motivo di ricorso avverso la cartella sarà  la mancanza del provvedimento prefettizio previsto a pena di nullità dalla legge.

Inutile sottolineare quanto sia importante conservare tutti i documenti e i dati relativi ai ricorsi presentati per un tempo di almeno 5 anni dalla presentazione degli stessi.

Per maggiori informazioni contattaci al nostro sportello

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data:
20 gennaio 2016

L’angolo del notaio… Appartamento in donazione

1170 (Sdc – gen. 2016) – La rubrica per rispondere alle domande di consumatori su compravendite, successioni, etc. La domanda di oggi è… Fare donazione di un appartamento ad un proprio parente preclude un eventuale vendita di quest’ultimo? Quanto costa la donazione?

Il bene donato si vende con difficoltà finché è in vita il donante, perché solo dopo la morte del donante si può sapere se vi sono eredi legittimari che non reclamano quanto eventualmente è stato sottratto alla quota loro riservata per legge, con una donazione. Il costo dell’atto non è possibile determinarlo se non si hanno elementi necessari per la valutazione dell’immobile, né quali sono i rapporti di parentela intercorrenti tra donante e donatario.

Autore: Associazione Sindacale Notai del Lazio
Data: 20 gennaio 2016

CANONE RAI: il servizio “Pronto la Rai” non è pronto

Bene l’annuncio della Rai di voler istituire un numero verde sul canone e la decisione di non far pagare il canone entro il 31 gennaio, ma il servizio deve essere immediatamente attivo.

Roma, 16 gennaio 2016 – E’ una vittoria dell’Unione Nazionale Consumatori sia l’annuncio della Rai di voler istituire un numero verde sia il comunicato congiunto con l’Agenzia delle entrate che chiarisce, anche per mezzo dei telegiornali, che il canone Rai non va più pagato entro il 31 gennaio.

Ma al di là di questa vittoria e del chiarimento più urgente, quello relativo al 31 gennaio, la Rai deve istituire immediatamente il numero verde, dato che tutti gli altri servizi alternativi messi teoricamente a disposizione del pubblico, non funzionano, salvo, guarda caso, quello a pagamento “Risponderai”, all’199 123 000, al costo, da rete fissa, iva inclusa, di 14,49 centesimi di euro al minuto in fascia intera e di 5,67 cent in fascia ridotta.

1) Pronto la Rai. Cominciamo dal servizio “Pronto la Rai”, sbandierato sul sito www.canone.rai.it come un servizio gratuito che dovrebbe consentire di “prenotare on line un appuntamento telefonico per essere ricontattati e ricevere assistenza per la risoluzione di problematiche inerenti il canone tv collegandosi al sito www.prontolarai.it “. E’  il consumatore che può fissare un appuntamento nel giorno e nell’ora che preferisce. Basta registrarsi al servizio.

Bello, in teoria, peccato che in pratica non funzioni. Dopo essersi registrati, sul sito è impossibile inserire la data e l’orario dell’appuntamento telefonico dato che non funziona l’elenco a discesa con scritto “seleziona data” e “seleziona ora“. E se si procede ugualmente cliccando sul tasto “conferma“, compare la scritta che non hai cliccato tutti i campi obbligatori. Come dire, impossibile scrivere e fissare un appuntamento …. la Rai non è pronta!

2) Scriveteci. Si ma rispondete? Sul sito www.abbonamenti.rai.it è istituito il servizio “Scriveteci“.

Se volete scriverci” è scritto sul sito. Noi non solo vorremmo, ma lo abbiamo anche fatto, con dei quesiti specifici. Peccato che la risposta, dopo un tempo di attesa in media variabile tra 3 e 6 giorni, per tutti i quesiti sia stata:

“Gentile Signora/e xxxxxxx, in merito alla Sua richiesta del xx/01/2016, La informiamo che per le novità relative alla normativa sul Canone Tv in ambito famigliare (Canone ordinario) è possibile collegarsi ai seguenti link: http://www.abbonamenti.rai.it/Ordinari/Novita.aspx
http://www.abbonamenti.rai.it/Ordinari/faq.aspx
Per ulteriori informazioni La invitiamo a ricontattarci prossimamente al seguente indirizzo  http://www.abbonamenti.rai.it/Ordinari/Scriveteci.aspx , porgiamo cordiali saluti”.

Come dire, vai sul sito, non trovi le risposte, quindi scrivi, e loro ti rimandano al sito. Della serie: c’era una volta un re, seduto sul sofà…..

3) Televideo. La pagina 380 e seguenti del Televideo non sono state ancora aggiornate con quanto riportato nel comunicato congiunto con l’Agenzia delle entrate del 13 gennaio. Non è scritto, insomma, nemmeno il chiarimento più urgente, che i vecchi abbonati non devono più pagare entro il 31  gennaio 2016, come hanno sempre fatto in passato, ma devono attendere la bolletta di luglio.

Insomma, dei 4 servizi messi attualmente a disposizione dell’utente, solo “Risponderai” dà qualche dettaglio in più rispetto a quanto scritto sui due siti www.canone.rai.it e www.abbonamenti.rai.it.

L’Unione Nazionale Consumatori continua a raccogliere le adesioni per la petizione sul canone Rai, che può essere firmata sul sito dell’associazione www.consumatori.it, al link https://www.consumatori.it/petizione-sul-canone-rai.

ISTAT: nel 2015 il carrello della spesa è 8 volte l’inflazione media

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, in media d’anno, nel 2015, l’inflazione si porta a +0,1% dal +0,2% del 2014. Il carrello della spesa è 8 volte l’inflazione media.

15 gennaio 2016 – “Il dato che ci preoccupa è il carrello della spesa, che, in media, nel 2015, fa registrare un’inflazione dello 0,8%, 8 volte superiore all’indice generale dei prezzi al consumo, fermo a +0,1” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Insomma, nonostante l’inflazione sia ai minimi storici dal 1959, per la massaia che va a fare la spesa tutti i giorni i prezzi sono aumentati, rispetto al 2014, più di 2 volte e mezzo, dato che all’epoca, in media, i beni alimentari, per la cura della casa e della persona sono rincarati dello 0,3%” ha concluso Dona.

Secondo i calcoli dell’Unione Nazionale Consumatori, l’incremento dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, pari allo 0,8% in media d’anno, significa pagare, in termini di aumento del costo della vita, per una tradizionale famiglia, una coppia con 2 figli, 62 euro in più su base annua.

Per la sola spesa di tutti i giorni, una coppia con 1 figlio pagherà, invece, 57 euro in più, un pensionato con più di 65 anni sborserà 31 euro, 34 euro un single con meno di 35 anni, 46 euro una coppia senza figli con meno di 35 anni.

RENAULT: vanno aggiornate le norme e le procedure europee

Dubbi su Renault e un possibile coinvolgimento in un nuovo scandalo sulle emissioni. Per Unc è necessaria un’indagine a 360 gradi e aggiornare le norme europee.

Roma, 14 gennaio 2016 – In relazione alle notizie di stampa emerse su Renault ed il possibile coinvolgimento della casa automobilistica nello stesso meccanismo di interferenza con i test di omologazione per le  emissioni che ha colpito la Volkswagen, l’Unione Nazionale Consumatori reitera la richiesta, fatta fin dall’inizio dell’affaire Volkswagen, ossia la necessità di un’indagine a 360 gradi su tutte le case automobilistiche.

“I risultati di prove fatte in laboratori scelti dalle case dovrebbero essere almeno verificati. Per questo è necessario rivedere al più presto le procedure europee per rendere i risultati dei tests più aderenti alle effettive condizioni di utilizzo” ha dichiarato Raffaele Caracciolo, esperto di automotive dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Sia l’autorità di omologazione che i servizi tecnici, ossia gli enti designati dall’autorità di omologazione di uno Stato membro come laboratori per l’esecuzione delle prove, devono essere pubblici. Occorre superare la Direttiva 2007/46 che, di fatto, permette ai  fabbricanti di omologare un veicolo nel paese dell’UE considerato più accessibile e, automaticamente, tutti gli altri  Stati membri sono tenuti ad immatricolare i veicoli senza necessità di ulteriori controlli, sulla base del certificato di conformità” ha concluso Caracciolo.