Archivio mensile:Marzo 2013

Come riconoscere i difetti del vetro?

Il tema della qualità ottica e visiva dei prodotti vetrari, particolarmente caro ai produttori ed ai trasformatori del vetro, è sicuramente di grande interesse per i consumatori finali, particolarmente attenti nel valutare l’aspetto estetico delle lastre installate nei loro serramenti, al fine di godere appieno della trasparenza e della luminosità tipiche del materiale, senza il disturbo di difetti non sempre tollerabili.

Assovetro, l’Associazione Nazionale dei Produttori e dei Trasformatori di vetro, già dal 2009 ha predisposto il Disciplinare sugli standard qualitativi ottimali per l’accettazione e la validazione dei prodotti vetrari con la precisa finalità di fornire al consumatore un pratico strumento contenente tutte le informazioni relative ai difetti che possono essere oggetto di contestazione, nonché quelle relative alle tipologie di imperfezioni riscontrabili ed accettabili nel vetro, in quanto connaturate al processo industriale di produzione del vetro piano. Visti il diffuso interesse e l’ampio utilizzo di cui ha goduto, nel 2011 tale Disciplinare è stato recepito nel Rapporto Tecnico UNI/TR 11404: Vetrate isolanti per impiego in edilizia – Qualità ottica e visiva per serramenti, in cui sono ribaditi i criteri di accettabilità delle vetrate isolanti, criteri che se richiamati nella documentazione contrattuale sono in grado di prevenire e di evitare contenziosi successivi all’installazione del prodotto vetrario presso l’utente finale.

Il Rapporto Tecnico dell’UNI prevede che l’esaminatore, in particolari condizioni di luce e postosi ad una determinata distanza dal vetro, possa rilevare gli eventuali difetti, ai fini della qualità del prodotto installato. L’esito dell’esame determina la bontà della lastra piuttosto che la difettosità della stessa, in relazione alla quale è pertanto possibile avviare la contestazione della fornitura e richiederne la sostituzione. A conferma della validità dello strumento, anche in considerazione delle crescenti attenzioni da parte del consumatore finale sulla qualità degli elementi della propria abitazione, in ambito europeo è in fase di predisposizione una specifica norma tecnica applicata alle vetrate isolanti. Anche a livello comunitario, così come previsto, in modo quasi speculare, nel Rapporto Tecnico italiano UNI/TR 11404, sono individuate le tolleranze relative a quattro tipologie di imperfezioni, ossia i difetti puntuali, i residui puntiformi, i residui in macchie e i graffi lineari.

difetti del vetro

Con il proprio Disciplinare Assovetro ha quindi anticipato, rispetto al contesto europeo, la risposta alle aspettative di chiarezza informativa a vantaggio del consumatore, promuovendo un comportamento univoco nell’individuazione degli eventuali difetti e favorendo, di conseguenza, un prodotto di qualità in grado di migliorare il comfort degli ambienti interni e di migliorare la fruizione dello spazio esterno.

Autore: Assovetro
Data: 29 marzo 2016

bollo-auto

Come sospendere l’assicurazione

bollo-autoSe non usi l’auto con regolarità ti potrebbe capitare di sapere in anticipo che non la utilizzerai per un determinato periodo dell’anno. Nel caso in cui però tu abbia già stipulato una polizza assicurativa a validità annuale, sappi che puoi sospenderla per un certo lasso di tempo, così da non aver speso inutilmente i soldi del premio assicurativo. La procedura per bloccare la polizza non è complicata, ma in alcuni casi potrebbe essere un po’ lunga, motivo per cui ti consigliamo di muoverti con un certo anticipo (meglio almeno 1 mese prima). Ma nel concreto, come funziona la sospensione dell’assicurazione auto? Con l’aiuto degli esperti del comparatore SuperMoney cerchiamo di capire se è sempre possibile sospendere il proprio contratto assicurativo e per quanto tempo.

Come sospendere l’assicurazione auto?

Fare richiesta di sospensione del proprio contratto di assicurazione auto è piuttosto semplice. Ti basterà inviare una comunicazione alla tua compagnia assicurativa tramite raccomandata a/r, attenendoti alle indicazioni che troverai sul sito della società. Alcune compagnie offrono la possibilità di inoltrare tali richieste anche tramite posta elettronica, ma è sempre opportuno informarsi prima per non commettere errori.

Per comodità, molte compagnie assicurative forniscono già ai propri clienti un fac-simile del modulo per la richiesta di sospensione dell’assicurazione auto. Prima di scrivere una comunicazione di tuo pugno, controlla quindi tra la modulistica presente nell’apposita sezione sul sito della tua compagnia assicurativa che non via sia già un modello precompilato.

Nella comunicazione dovrai indicare chiaramente la tua volontà di sospendere la polizza rc auto, specificando le date di inizio e fine del periodo di “congelamento” della copertura. Inoltre, la prassi prevede che tu dichiari anche di essere consapevole del fatto che, una volta che la sospensione sarà attiva, non potrai circolare liberamente per strada con la tua auto o lasciarla parcheggiata in aree pubbliche.

La richiesta dovrà ovviamente contenere le tue generalità, ma anche tutti i dati relativi alla polizza che desideri bloccare. Unitamente alla richiesta di sospensione dovrai anche restituire il Certificato di Assicurazione e l’eventuale Carta Verde necessaria per la circolazione all’estero.

A questo punto la tua compagnia assicurativa ti invierà un modulo da restituire compilato e firmato, con il quale dovrai sottoscrivere la data di inizio della sospensione. A partire da quel giorno il tuo veicolo sarà privo della copertura rca obbligatoria per la circolazione, di conseguenza non potrai utilizzarlo per nessun motivo fino a che non avrai riattivato la polizza.

È sempre possibile sospendere la polizza auto?

La Legge garantisce la possibilità di bloccare la propria polizza auto per un certo periodo di tempo, ma sono poi le singole compagnie a stabilire i limiti temporali. Ad esempio, molte società concedono la sospensione solo se l’assicurazione ha più di 3 mesi di validità residua. Allo stesso modo, sono sempre le compagnie a decidere per quanto tempo si può sospendere la polizza. In ogni caso, tutte queste informazioni le puoi trovare nel contratto di assicurazione, motivo in più per leggerlo con particolare attenzione prima di sottoscriverlo.

Quanto costa bloccare l’assicurazione auto?

Anche questo aspetto è a discrezione delle singole compagnie. In alcuni casi la sospensione è completamente gratuita, mentre in altri occorre preventivare un piccolo sovrapprezzo al momento della stipula della polizza per poter beneficiare di questa possibilità in futuro. Altre società ancora richiedono un pagamento forfait per sospensione riattivazione, ma parliamo comunque di cifre contenute che si aggirano intorno ai 20 o 30€.

Come riattivare l’assicurazione dopo la sospensione?

Per poter tornare a circolare con la tua auto dovrai inviare un’altra comunicazione alla tua compagnia, sempre tramite raccomandata a/r e indicando la data a partire dalla quale vorresti riattivare la polizza. Come per la sospensione, anche in questo caso la riattivazione è da ritenersi valida solo dopo che la compagnia ti avrà dato conferma della ricezione della tua comunicazione.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 29 marzo 2016

CANONE RAI: attenzione se non inviate in tempo l’autocertificazione

Unici a salvarsi dal pagamento automatico, marito e moglie con due case. Dubbi giuridici sul passaggio da presunzione a pagamento obbligato.

Roma, 25 marzo 2016. “La scelta sciagurata del legislatore di presupporre la detenzione della televisione per gli utenti di fornitura elettrica si è ora tramutata in automatico pagamento del primo semestre del canone, per chi non autocertifica. Mettiamo, quindi, in guardia il consumatore ad inviare entro il 30 aprile con raccomandata o per via telematica entro il 10 maggio 2016 il modellino varato ieri, altrimenti perderanno 50 euro” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Chi, insomma, non avendo la tv, non farà alcuna comunicazione, scoprendo solo a luglio l’addebito non dovuto del canone, non potrà più far valere il fatto che non ha mai avuto una tv in vita sua, nonostante, in ultima analisi, sia proprio il presupposto dell’imposta” ha proseguito Dona.

Unica eccezione prevista, è per il quadro B, ossia per la  dichiarazione sostitutiva che il canone di abbonamento alla televisione per uso privato non deve essere addebitato in alcuna delle utenze elettriche intestate, in quanto il canone è dovuto in relazione all’utenza elettrica intestata ad altro componente della stessa famiglia anagrafica.

In pratica è escluso solo il caso del doppio pagamento dell’abbonamento tv. Salvati, insomma, i casi di marito e moglie, ossia quando nella prima casa la bolletta è intestata al marito e la seconda casa è intestata alla moglie. Oppure quando hanno una casa sola, ma due contatori della luce.  Se si dimenticheranno di autocertificare, si salveranno.

In questo caso, infatti, la dichiarazione ha effetto per l’intero canone dovuto per l’anno di presentazione e, quindi, si può anche presentare a luglio, dopo aver scoperto l’indebito prelievo in bolletta, chiedendo eventualmente il rimborso.

“Probabilmente l’Agenzia delle entrate non aveva alternative, dovendo applicare una norma assurda, ma il passaggio dal presupposto di detenzione dell’apparecchio con inversione dell’onere della prova  al prelievo forzoso automatico anche per chi, successivamente al 10 maggio, attesta che non ha mai avuto una tv in vita sua, è una forzatura legale che ci lascia perplessi. Un conto, insomma, è presupporre, un conto è che la presunzione si traduca in pagamento obbligato” ha concluso Dona.

 

Di seguito tutto quello che c’è da sapere:

Istruzioni Agenzia delle entrate
Provvedimento Agenzia delle entrate
Modellino
Comunicato Agenzia delle entrate

CANONE RAI: rischio stangata per dichiarare di non avere una TV

A proposito del canone Rai, previste poche modalità e tempi strettissimi per gli italiani costretti a dimostrare di non avere una TV: l’invio con raccomandata costera’ oltre 5 mln di euro.

Roma, 25 marzo 2016 – Rischio stangata per gli italiani costretti a dimostrare di non avere una tv. Per presentare il modello di autocertificazione, oltre ai tempi strettissimi, sono previste poche modalità. L’unica gratuita è via internet, utilizzando le credenziali Fisconline o Entratel, procedura che, però, richiede una certa competenza e non è adatta a tutti i palati. In alternativa va inviata una raccomandata o pagato un Caf, ad un costo che si stima ancora maggiore.

La raccomandata, poi, complicazione ulteriore, va inviata senza busta. Quindi per le Poste risulta invio non normalizzato ed il costo già elevato di una normale raccomandata (4,50 euro + 0,95 per l’avviso di ricevimento, per un totale di 5,45 euro) diventa ancora più alto: 5,80 + 0,95 per l’avviso, per un totale di 6,75, sempre che non si superino i 20 grammi. Altrimenti si slitta allo scaglione ancora superiore: 6,20 + 0,95, pari a 7,15 euro.

Insomma, considerando che secondo la stima più accreditata, quella dell’Istat, sono 944 mila le famiglie che non hanno un tv e che, di conseguenza, saranno sicuramente costrette a presentare  la dichiarazione di non detenzione dell’apparecchio, arriviamo ad una stangata minima, per l’invio postale, di 5 mln e 144 mila euro. Se poi si conteggiano anche le persone che avevano presentato la richiesta di suggellamento e le famiglie che hanno un doppio contatore intestato ad altro componente della famiglia, ecco la cifra sale ulteriormente.

“Certo ci saranno molti che faranno la dichiarazione con procedura telematica, ma ce ne saranno altrettante, se non di più, pensiamo a tutti gli anziani, che saranno costrette a rivolgersi al Caf, ad un costo ancora superiore. Purtroppo non è previsto alcun invio del modellino insieme alle bollette della luce di aprile e maggio, come da noi richiesto. Quindi per gli anziani e per chi non ha internet sarà già complicato procurarsi il modellino. Inevitabile, per loro, andare al Caf” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Insomma, potevano almeno essere previste anche altre modalità di invio gratuite, come la posta certificata, oppure la consegna a mano presso le sedi locali dell’Agenzia delle entrate. Senza contare che la dichiarazione andrà ripresentata ogni anno e che, quindi, la spesa sarà annuale”.

Consumatori di sport

Consumatori sportiviChi sono i consumatori di sport? Tutti quei 19.500 milioni di italiani che nel 2013, secondo il rapporto Istat-Coni, hanno dichiarato di praticare una qualunque attività sportiva durante l’anno. Tanti su una popolazione di poco più di 60 milioni di persone, poco se si fa la percentuale e si scopre che è di poco inferiore al 33%, cioè 1 su 3. D’altronde si sa che gli italiani non sono propriamente un popolo di sportivi.

Intorno a questo numero di persone (che parte dai 3 anni e non si sa dove arriva) ruota però un enorme numero di consumi che va dalle bibite rinfrescanti a quelle energetiche, dalle magliette ai cappellini, dagli attrezzi tecnici alle scarpe. Per non parlare dell’abbigliamento meno “tecnico”, ma che fa moda!

Il punto di partenza è quanto spendono gli individui e le famiglie ogni anno per lo sport: 22 miliardi di euro nel 2013. La ripartizione nelle tre principali voci riporta 1)abbigliamento e calzature (6.7 mld); 2)sport attivo (3.3 mld); 3)turismo sportivo (2.9 mld).

In questo contesto è chiaro che la prima voce risulta la più meritevole di attenzione perché è quella sulla quale punta la pubblicità  per stimolare gli acquisti non solo dei ragazzi e dei bambini, ma anche degli adulti. In molti credono che avere la stessa racchetta di Federer consenta di fare gli stessi colpi o che avere le stesse scarpe di Ronaldo o Messi faccia fare gli stessi gol o ancora inforcare la stessa bici di Nibali o indossare lo stesso costume della Pellegrini faccia fare gli stessi tempi.

Certamente questi strumenti tecnici sono di altissima qualità, possono aiutare la prestazione sportiva e in qualche caso valgono il prezzo che viene chiesto (sempre volendo ammettere che sul mercato circoli esattamente lo stesso prodotto consegnato ai campioni).

E qui sta il primo problema: proprio perché i materiali dei campioni sono realizzati “ad personam” vanno bene solo per loro, cioè per quei campioni che hanno contribuito a migliorarne le perfomance suggerendo forse anche le modifiche da fare agli attrezzi.  Quindi vale la pena di chiedersi se una racchetta firmata sia davvero qualitativamente migliore di altre che non lo sono.

Insomma, per cominciare una pratica sportiva non è affatto necessario spendere delle cifre esorbitanti come troppo spesso la pubblicità (o negozianti interessati) vorrebbero farci credere. Anche perché non sono la bicicletta o il costume a fare il campione, ma esattamente il contrario!

Oltre ai materiali, alcune problematiche sono relative alle iscrizioni e ai certificati (tema che affronteremo nei prossimi appuntamenti); intanto se è capitato anche a te di avere un problema nell’ambito di un’attività sportiva, scrivici attraverso il nostro sportello.

Leggi la seconda parte Quanto costa fare sport

Autore: Eduardo Lubrano
Data: 29 marzo 2016

PARTENZE DI PASQUA: diritto a cancellare il viaggio per Bruxelles, ma no ad allarmismi

Dopo gli attentati di Bruxelles è forte la paura terrorismo per chi è in partenza. Legittimo richiedere il rimborso per il nord Europa.

Roma, 23 marzo 2016 – “E ‘legittimo che chi è in partenza in questi giorni su destinazioni del nord Europa decida di annullare in viaggio, ma non dobbiamo cedere ad allarmismi”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori all’indomani degli attentati di Bruxelles.

“In questo periodo di partenze in vista della Pasqua -afferma Dona- molti consumatori ci hanno scritto per avere delucidazioni sui propri diritti in caso decidano di annullare un viaggio; in generale, chi ha acquistato un pacchetto turistico per Bruxelles o Parigi può annullarlo rivolgendosi direttamente all’agenzia viaggi o al tour operator; per le altre destinazioni è più difficile ottenere il rimborso in mancanza di uno specifico ‘sconsiglio’ della Farnesina (anche se ci aspettiamo dai tour operator più seri che offrano soluzioni alternative ai consumatori).

Per quanto riguarda i biglietti aerei, le principali compagnie aeree si sono già attivate per rimborsare i passeggeri in partenza in questi giorni per il Belgio o per modificare l’itinerario di viaggio, in tutti gli altri casi sarà difficile avere il rimborso “.

I consulenti dell’Unione Nazionale Consumatori sono a disposizione dei cittadini per valutare caso per caso le richieste di rimborso attraverso lo sportello Turismo-Viaggi 

La classifica dei reclami 2015

Telefonia ed energia si confermano anche quest’anno al primo e al secondo posto della classifica dei reclami che come ogni anno l’Unione Nazionale Consumatori presenta in occasione della giornata europea del consumatore, che si festeggia il 15 marzo.

Ogni anno l’Unione Nazionale Consumatori riceve oltre 100 mila contatti su tutto il territorio nazionale. Il solo sportello nazionale dell’associazione (sul sito www.consumatori.it) ha gestito, nel corso del 2015, oltre 23 mila casi: il 28% di questi riguarda disservizi con la telefonia e nello specifico servizi non richiesti (31%), problemi di connessione (24%), doppia fatturazione (20%), variazioni contrattuali (15%), altri disservizi (10%). 

I reclami del settore energetico

Staccati di 9 punti percentuali, i reclami relativi al settore energetico (il 19% del totale) con un 50% dei reclami relativi a bollette gonfiate con stime dei consumi che non corrispondono alla realtà, conguagli esorbitanti, fino ad arrivare alla sospensione della fornitura senza alcun preavviso, mentre il restante delle segnalazioni si divide tra problemi con il cambio fornitore (22%), problemi tecnici (18%), problemi di tariffazione (10%).

E’ bene sottolineare, però, che se guardiamo al valore delle controversie, la classifica si inverte: il primo posto per importo della posta in gioco spetta all’energia, seguita dalla telefonia con corrispettivi solitamente ben più bassi.

Al terzo posto troviamo subito la prima novità di quest’anno con il boom di segnalazioni sulle banche, in crescita del 116% rispetto al 2014. A causa soprattutto della crisi delle banche popolari, le segnalazioni riguardanti il settore bancario nel 2015 sono state il 13% del totale, scalzando dal terzo posto il settore delle garanzie post-vendita che è passato dal 15% dello scorso anno all’8% di quest’anno, scendendo quindi al quinto posto in classifica (i disservizi riguardano soprattutto prodotti difettosi, mancata assistenza, erronea indicazione delle modalità per ricevere assistenza).

In crescita turismo e settore auto

L’altra sorpresa del 2015 la troviamo al quarto posto con il 10% dei reclami del settore turismo e viaggi, in crescita dell’11% rispetto allo scorso anno. Nonostante perduri il calo delle partenze, l’aumento delle segnalazioni è legato soprattutto ai casi riguardanti i cofanetti regalo RegalONE e Movebox (numerosi consumatori non hanno potuto usufruire del voucher a causa del fallimento della società fornitrice dei cofanetti). A queste si aggiungono le segnalazioni più tradizionali relative a pacchetti tutto compreso in cui non sono stati rispettati i vincoli contrattuali, sistemazioni alberghiere insoddisfacenti, truffe e problemi di trasporto (overbooking, smarrimento bagagli, etc.)

Al sesto posto della classifica dei reclami troviamo l’ecommerce con il 7% delle segnalazioni, in calo rispetto allo scorso anno del 50%: è una buona notizia che dimostra da una parte il positivo effetto del recepimento della normativa europea sui contratti a distanza, dall’altra una maggiore consapevolezza dei consumatori negli acquisti sul web.

Non sorprende, poi, il boom dei reclami relativi al settore auto che si assesta al settimo posto con una crescita del 193%: a trainare questo 6% di segnalazioni è stato sicuramente il dieselgate per cui migliaia di consumatori hanno scritto ai nostri sportelli chiedendo cosa fare. La riprese del settore ha fatto il resto, portando all’aumento delle richieste d’aiuto (soprattutto nella vendita dell’usato).

A chiudere la nostra classifica troviamo all’ottavo posto i reclami relativi ai servizi postali (3% in crescita del 50% rispetto allo scorso anno) e i trasporti con l’1% delle segnalazioni: questo ultimo dato, apparentemente marginale non deve ingannare perché si tratta di reclami gestiti soprattutto di nostri comitati locali sul territorio.

Infine, nel calderone dei reclami generici (5%) troviamo: assicurazioni, multe, fisco e tv; all’interno di quest’ultima categoria abbiamo l’esplosione delle richieste sul canone Rai che fin da dicembre ha iniziato a catalizzare l’attenzione del nostro sportello ma che ha raggiunto il vero picco tra gennaio e marzo 2016 (e che sicuramente caratterizzerà il report del prossimo anno).

Se hai un problema da risolvere e vuoi mandare un reclamo ai consulenti dell’Unione Nazionale Consumatori contattaci attraverso il nostro sportello.

 

La classifica dei reclami 2015

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Guarda la classifica dei reclami 2014

Guarda la classifica dei reclami 2013

Autore: Simona Volpe
Data: 15 marzo 2016

Arriva l’app “Frutta e verdura”!

1215 (Sdc – mar. 2016) – “Volete consigli su come scegliere frutta e verdura, come prepararla e come consumarla? Da oggi potrete affidarvi all’app ‘Frutta e verdura’ realizzata dall’Unione Nazionale Consumatori in collaborazione con Unaproa (Unione Nazionale tra le Organizzazioni dei Produttori Ortofrutticoli, Agrumari e di Frutta in Guscio, www.unaproa.com)”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’UNC (www.consumatori.it), invitando gli utenti a scaricare l’applicazione disponibile gratuitamente su App Store e Play Store.

“L’Italia -spiega Agostino Macrì, esperto dell’UNC in sicurezza alimentare- vanta un ricchissimo assortimento di prodotti ortofrutticoli, da gustare in tantissime preparazioni, che permette di seguire sane e corrette abitudini alimentari. Ed è possibile apprezzare le qualità nutrizionali dei diversi prodotti attraverso il binomio prodotto/colore: i colori della frutta e degli ortaggi, infatti, ci aiutano a variare l’assunzione di sostanze preziose che svolgono effetti protettivi per la nostra salute. In particolare -prosegue Macrì- rosso, verde, giallo/arancione, bianco e blu/viola sono i 5 colori del benessere: consumare ogni giorno 5 porzioni di frutta e ortaggi di 5 colori diversi contribuisce a mantenerci in forma”.

L’App consente di eseguire ricerche basate sul valore nutrizionale, la territorialità e le certificazioni di qualità (DOP, IGP, STG e prodotti tradizionali) dei prodotti ortofrutticoli e per ognuno di essi è stata realizzata una carta di identità completa di descrizione, storia, aneddoti, ricette, cosmesi e, soprattutto, benessere. Inoltre, sono presenti utili consigli su come consumare la frutta e la verdura, come e quando sceglierla, come lavarla e tante altre curiosità.

“Insomma -conclude Massimiliano Dona- ‘Frutta e verdura’ è un’app colorata, utile per tutte le stagioni, pronta per essere ‘colta’. Che aspetti? Scaricala anche tu!”

“Questo progetto -commenta il Presidente di UNAPROA Antonio Schiavelli- consolida il positivo legame tra l’Unione Nazionale Consumatori e l’Unione Nazionale tra le Organizzazioni dei Produttori Ortofrutticoli, Agrumari e di Frutta in Guscio, che tende a rafforzare la relazione tra produzione e consumo. Il tutto nell’interesse della salute del consumatore, profondamente connessa a una maggiore conoscenza di ciò di cui ci si nutre, e finalizzato alla valorizzazione del made in Italy. Obiettivi racchiusi anche nel marchio, ideato e registrato da UNAPROA, ‘5  colori del benessere’ (www.5coloridelbenessere.com), un sigillo di garanzia che, oltre a ricordare l’importanza per il nostro benessere di mangiare ogni giorno almeno cinque porzioni di frutta e verdura di colori diversi, certifica la qualità, la provenienza e la rintracciabilità della frutta e della verdura italiane”.

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Autore: Gianluca Selicato
Data: 23 marzo 2016

L’angolo del notaio… allacci nel rogito

Ho acquistato un appartamento in un palazzo storico completamente ristrutturato e al rogito non erano ancora completati i lavori e ancora non consegnato il certificato di agibilità. Per un anno non ho avuto la possibilità di allacciarmi alla rete elettrica per mancanza della cabina elettrica, cosa che ho scoperto solo alla prima riunione condominiale. Ad oggi il costruttore dopo aver fatta richiesta e finiti i lavori mi chiede le spese sostenute per la posa in opera del contatore: premesso che ho giá provveduto a pagare il costo per l’allaccio. Mi spetta pagare I costi sostenuti dal costruttore per la posa del contatore elettrico nonostante non sia specificato nel rogito?

In genere gli accordi sulle spese per gli allacci non vengono riportati nell’atto di vendita ma nel contratto preliminare, pertanto è necessario controllare questo ultimo atto.

L’esperto risponde sul diritto di chiamata

1217 (Sdc – mar. 2016) – Devo chiamare il tecnico per riparare la lavatrice in garanzia. Dovrò pagare per la chiamata?

Assolutamente no: quando si acquista un bene ed esso si rivela difettoso entro due anni dall’acquisto, il consumatore può chiedere al venditore ovvero all’esercizio commerciale dove ha acquistato il bene di ripararlo o di sostituirlo, assolutamente senza spese. In tali casi, non possono mai gravare sul consumatore le spese necessarie per la spedizione, per la mano d’opera e per i materiali necessari alla riparazione/sostituzione del bene. Pertanto, in questo caso il diritto di chiamata non può e non deve essere richiesto al cliente da parte del produttore o chi per lui.

Per quanto riguarda, invece, l’intervento del tecnico per la riparazione di beni non in garanzia e cioè beni che si rivelano difettosi dopo che siano trascorsi due anni dall’acquisto, è previsto che si debba pagare un corrispettivo per la prestazione di mano d’opera e anche la semplice chiamata del tecnico, a prescindere dal fatto che abbia o meno eseguito operazioni sul bene. In questo caso il diritto di chiamata non è regolato da una normativa nazionale, ma è disciplinato dagli usi e dai regolamenti locali degli artigiani. Le tariffe professionali e i costi medi degli interventi degli artigiani sono consultabili presso la Camera di Commercio di ogni Provincia.

In generale, il diritto di chiamata consiste nel corrispettivo che si deve pagare ad un tecnico per il semplice fatto che si sia recato presso il domicilio del cliente, in caso di guasti e malfunzionamenti del prodotto, a prescindere dal fatto che abbia eseguito o meno operazioni di riparazione sul bene oggetto della chiamata.

Nel diritto di chiamata viene ricompreso, ad esempio, il tempo perso per strada per raggiungere il luogo dell’intervento (spesso dall’altra parte della città nell’orario più critico), la benzina, l’usura del mezzo in generale e tante altre spese vive della giornata.

Va ricordato comunque che il soggetto professionale deve informare preventivamente il consumatore sui costi dell’intervento, quindi se il diritto di chiamato compare solo alla presentazione del conto e non era stata data alcuna specifica in anticipo, potrebbero esserci gli estremi per una contestazione. In caso di problemi conviene sempre avvertire l’artigiano della nostra intenzione di chiedere chiarimenti alle Associazioni di categoria e alla locale Camera di Commercio. In ogni caso, per segnalazioni o reclami si puó contattare lo sportello dell’Unione Nazionale Consumatori

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Autore: Massimiliano Dona
Data: 23 marzo 2016