Archivio mensile:Marzo 2013

BANCHE: la proposta sull’anatocismo è un buon inizio

La commissione Finanza della Camera allo stop definitivo all’anatocismo bancario, cioè al pagamento degli interessi sugli interessi, anche per le carte di credito revolving.

Roma, 18 marzo 2016 – “Ottima notizia. Finalmente un emendamento a favore dei consumatori e delle famiglie e non delle banche” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Ora si spera che le banche la smettano di provare ad interpretare le norme sull’anatocismo a proprio uso e consumo, costringendo i consumatori ad aprire lunghi contenziosi legali. Era una storia che durava francamente da troppi anni. Bene anche l’estensione alle carte di credito revolving” ha concluso Dona.

TAXI: il Governo si piega alla lobby, sospeso lo sciopero di domani

I tassisti hanno sospeso lo sciopero di domani venerdì 18 marzo, dopo l’incontro che si è svolto ieri con il Governo e l’impegno dei ministeri dei Trasporti e dello Sviluppo economico di non affrontare la regolamentazione del settore nel ddl concorrenza ma con un’apposita legge.

Roma, 17 marzo 2016 – “In pratica il Governo ha ceduto alla piazza e, per paura dello sciopero, si è sottomesso alla lobby dei tassisti, rinunciando ad affrontare la materia, rinviandola sine die” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

“A questo punto invitiamo i pensionati ed i lavoratori dipendenti che non hanno avuto la rivalutazione della loro pensione e del loro stipendio, in barba a due sentenze della Corte Costituzionale, a fare altrettanto e a prendere esempio dai tassisti. Scendete in piazza per ottenere i vostri diritti sanciti dalla Costituzione e violati ripetutamente in questi anni” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

INFLAZIONE: la classifica delle città dove si risparmia di più

L’Unc ha stilato la classifica dei capoluoghi di regione dove, grazie alla deflazione, si risparmia di più: a Bari, Potenza e Torino la palma del risparmio. Bolzano,Trento e Bologna le più care.

Roma, 15 marzo 2016 – La palma del risparmio spetta a Bari, dove l’abbassamento dei prezzi dello 0,9% consente ad una famiglia di 4 persone di risparmiare 318 euro su base annua, in termini di riduzione del costo della vita. Al secondo posto Potenza, con una minor spesa di 293 euro di spesa. Semaforo verde anche per  Torino, dove una famiglia di 4 persone risparmierà 222 euro.

La città più cara d’Italia si conferma Bolzano, dove l’inflazione dello 0,3% si traduce in un aggravio di spesa, sempre per una famiglia di 4 persone, pari a 167 euro su base annua. Seguono, come capoluoghi di regione, sempre in termini di aumento del costo della vita,  Trento, dove l’inflazione dello 0,3% si traduce in un aumento del costo della vita pari a 139 euro e Bologna (inflazione +0,2%, + 96 euro).

Solo 6 capoluoghi di regione, comunque, registrano un aumento dei prezzi.

Tra la città più cara, Bolzano, e quella meno cara, Bari, si determina una differenza, in termini di spesa, pari a 485 euro (318+ 167).

 

RECLAMI DI CONSUMO: boom per banche, auto e… cofanetti regalo

Come ogni anno, in occasione della Giornata europea del consumatore del 15 marzo, l’Unc pubblica la classifica dei disservizi più diffusi.

Roma, 15 marzo 2016 – “Alcune conferme, come i primi posti per il terzo anno consecutivo di telefonia ed energia, ma anche molte novità da ricondurre ai casi eclatanti che hanno caratterizzato il 2015 per i consumatori, come la crisi delle banche popolari e il dieselgate”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori svelando la classifica dei reclami che ogni anno l’associazione divulga in occasione della Giornata europea del consumatore del 15 marzo.

Degli oltre 23 mila reclami giunti allo sportello nazionale dell’associazione, il 28% riguarda disservizi con la telefonia; seguono i reclami relativi al settore energetico (il 19% del totale), mentre al terzo posto troviamo subito la prima novità di quest’anno con il boom di segnalazioni sulle banche, in crescita del 116% rispetto al 2014! A causa soprattutto della crisi delle banche popolari, le segnalazioni riguardanti il settore bancario nel 2015 sono state il 13% del totale.

L’altra sorpresa del 2015 la troviamo al quarto posto con il 10% dei reclami del settore turismo e viaggi, in crescita dell’11% rispetto allo scorso anno. “Nonostante perduri il calo delle partenze -spiega il Segretario generale- l’aumento delle segnalazioni è legato ai casi riguardanti i cofanetti regalo RegalONE e Movebox: numerosi consumatori, infatti, ci hanno contattato perché non hanno potuto usufruire del voucher a causa del fallimento della società Move Groups fornitrice dei cofanetti. A queste naturalmente si aggiungono le segnalazioni più tradizionali relative a pacchetti turistici, sistemazioni alberghiere insoddisfacenti, truffe e problemi di trasporto (overbooking, smarrimento bagagli, etc.)”.

Non sorprende, infine, il boom dei reclami relativi al settore automotive che si assesta al settimo posto con una crescita del 193%; “a trainare queste segnalazioni -spiega Dona-  è stato sicuramente il dieselgate per cui migliaia di consumatori hanno scritto ai nostri sportelli chiedendo cosa fare. La ripresa del settore ha fatto il resto, portando all’aumento delle richieste d’aiuto (soprattutto nella vendita dell’usato)”.

Guarda la classifica completa dei reclami di consumo con l’infografica Top 10_Reclami 2015

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La classifica dei reclami 2015

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ENERGIA: i passi avanti sulle bollette di chiusura sono insufficienti

L’Autorità per l’energia ha reso noto la nuova delibera per garantire tempi certi per l’invio delle bollette di chiusura in caso di cambio di fornitore e voltura ed i nuovi indennizzi automatici ai consumatori.

Roma, 14 marzo 2016 – “Si tratta di passi avanti insufficienti. Gli indennizzi dovevano avere un potere dissuasivo per prevenire possibili abusi. Purtroppo non è così! Non sono state accolte le nostre proposte. Noi avevamo chiesto 50 euro + 20 euro per ogni giorno di ritardo” ha dichiarato Pieraldo Isolani, Responsabile settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Prevedere indennizzi massimi di 57 euro, anche per i casi più critici di grave inadempimento, è decisamente troppo poco” ha proseguito Isolani.

“Quanto alla fatturazione, bisognava più semplicemente eliminare i dati stimati. Basta, insomma, con le fatture miste. E’ un diritto sacrosanto del consumatore, infatti, pagare per quello che consuma realmente” ha concluso Isolani.

Le regole del recupero crediti (2a parte)

1208 (Sdc – mar. 2016) – Dopo aver visto, la scorsa settimana, quali sono le regole che le società di recupero crediti dovrebbero seguire in base alla normativa (Leggi “Le regole del recupero crediti 1a parte”), esaminiamo adesso quali sono le condotte da seguire, secondo i Codici di autoregolamentazione, nel contatto con i consumatori.

Contatti telefonici:

  • devono essere improntati a buona educazione/rispetto e finalizzati ad instaurare un percorso di confronto concordato in merito alle cause dell’insolvenza e alle possibili soluzioni;
  • non devono essere reiterati in maniera petulante ed aggressiva (nell’arco della medesima giornata può svolgersi al massimo un colloquio effettivo col debitore, mentre nell’arco della medesima settimana possono svolgersi al massimo tre colloqui effettivi col debitore);
  • non possono essere effettuati contatti durante le festività nazionali ed in orari diversi dai seguenti 8.30-21.00 dal lunedì al venerdì (8.30-15.00 il sabato).

Comunicazioni epistolari:

  • le richieste di pagamento (effettuate per mezzo di posta ordinaria, elettronica, raccomandata o per il tramite del competente ufficiale giudiziario), devono fornire la causale e il dettaglio delle somme richieste, specificandone le singole componenti (capitale, interessi, spese accessorie);
  • devono essere indicate obbligatoriamente le modalità di pagamento e le conseguenze dell’eventuale protrarsi dello stato d’inadempimento;
  • in base alla legge, devono prevedere termini “congrui” (che comunque, secondo i Codici di autoregolamentazione, non devono essere inferiori a 10 giorni);
  • secondo i Codici di autoregolamentazione dette richieste devono contenere una clausola di cortesia del seguente tenore: “Qualora abbia già saldato il Suo debito, consideri nulla la presente e, al solo fine di permettere l’allineamento contabile della Sua posizione, per evitare ulteriori rilevazioni d’insolvenza, voglia cortesemente documentare l’avvenuto pagamento delle fatture, inviando copia della relativa ricevuta […]”.

Comunicazioni elettroniche:

  • ogni comunicazione (e-mail, fax e sms, ecc.) che contiene il dettaglio della posizione debitoria e/o le coordinate ove effettuare il pagamento, deve essere inviata unicamente in accordo con il consumatore evitando modalità ingiustificatamente ripetitive;
  • le richieste di contatto possono essere inviate per un massimo di quattro nell’arco di un mese. Tali comunicazioni, infatti, non possono essere utilizzate come sistema di primo sollecito di pagamento, a meno che il recapito utilizzato non sia stato fornito dal consumatore anche allo scopo di ricevere comunicazioni sullo svolgimento del rapporto.

Contatti domiciliari:

  • le visite domiciliari devono essere improntati a buona educazione/rispetto e finalizzati ad instaurare un percorso di confronto concordato in merito alle cause dell’insolvenza e alle possibili soluzioni;
  • le visite non devono essere reiterate in maniera petulante ed aggressiva;
  • le comunicazioni recapitate al domicilio devono indicare i riferimenti dell’incaricato e della società per la quale opera, il soggetto creditore ed il motivo della visita, nonché un recapito telefonico da contattare per eventuali richieste di chiarimenti e/o informazioni;
  • le visite al domicilio non possono essere effettuate durante le festività nazionali ed in orari diversi dai seguenti 8.30-21.00 dal lunedì al venerdì (8.30-15.00 il sabato) né è consentito effettuare visite sul posto di lavoro del consumatore senza previo accordo.

Reclami:

  • Le società di recupero crediti sono obbligate a fornire adeguata risposta al consumatore che si lamenta del loro operato attraverso un reclamo in forma scritta.
  • Se hai bisogno di aiuto, contattaci sul nostro sito attraverso i nostri sportelli per ricevere la nostra assistenza personalizzata.

Autore: Federica Morrone
Data:
16 marzo 2016

Acquisti: ecco i risultati della nostra indagine

1209 (Sdc – mar. 2016) – Il tempo liberò è al primo posto tra le loro preferenze in tema di acquisti, se comprano in un negozio fisico scelgono il pagamento in contanti o con carta di debito/bancomat, in caso di acquisti on-line prediligono l’uso della carta di credito o della carta prepagata, se dovessero chiedere un prestito preferirebbero essere seguiti in filiale per l’intera pratica. E’ questo il profilo dei consumatori emerso dall’indagine “Acquisti: quali sono le tue abitudini?” lanciata dall’UNC nel mese di febbraio sul sito www.consumatori.it e sui suoi canali social.

LEGGI I RISULTATI COMPLETI DELL’INDAGINE

“La survey -spiega Massimiliano Dona, Segretario generale dell’UNC- fotografa ilsentiment dei consumatori e, seppur senza finalità statistiche, ha avuto un significativo riscontro con un ampio coinvolgimento di consumatori (oltre 500 risposte)”.

“D’altra parte -prosegue Dona- gli acquisti fanno parte della nostra quotidianità e le nostre abitudini stanno cambiando velocemente, talvolta muovendosi anche in apparente contraddizione: se da un lato assistiamo ad una crescita esponenziale dell’e-commerce, dall’altro resta importante il rapporto personale al momento dell’acquisto. E i dati emersi dal sondaggio -continua Massimiliano Dona- confermano proprio questo trend: basti pensare che solo il 13% dei rispondenti ha dichiarato di non aver effettuato acquisti on-line nell’ultimo anno, ma al contempo il negozio fisico resta irrinunciabile per il 99% del campione”.

Lo studio ha poi evidenziato che il 55% dei rispondenti è ricorso ad Internet, almeno una volta negli ultimi 12 mesi, per l’acquisto di servizi per il tempo libero come viaggi, vacanze e libri, il 46% per biglietti di trasporto, spettacoli e sport, il 43% per elettronica ed elettrodomestici e il 36% per servizi bancari e finanziari.  In merito alle modalità di pagamento, al primo posto troviamo la carta di credito con il 47% delle preferenze, seguita dalla carta prepagata (41%) e da PayPal (38%). Chi invece ha acquistato nei negozi fisici, ha pagato in contanti o con carte di debito/bancomat (a pari merito con il 72% delle preferenze), è ricorso alla carta di credito nel 46% dei casi, mentre solo 14 consumatori su 100 hanno scelto di pagare con carta prepagata.

Indagando le previsioni di acquisto per i prossimi mesi, il tempo libero conquista ancora una volta il primo posto con il 60% delle preferenze; troviamo poi i biglietti per spettacoli, sport, etc. (49% delle risposte), scende al 22% la preferenza per acquisti di servizi bancari/finanziari, mentre sale quella per l’abbigliamento (37% delle risposte).
Passando al tema di finanziamenti e prestiti, alla domanda “Acquisteresti nel prossimo anno senza alcun problema con il finanziamento on-line di un bene o un servizio, ad esempio un elettrodomestico o un viaggio?” il 72% dei partecipanti risponde che non vi ricorrerebbe; nel caso di un prestito personale (in questo caso non direttamente legato a un acquisto) i rispondenti all’indagine preferirebbero essere seguiti nell’intera pratica direttamente nella filiale della banca/finanziaria (67% delle risposte), solo il 16% si dichiara disposto a cominciare la pratica on-line per poi terminarla in filiale e solo il 17% farebbe tutto tranquillamente su Internet. Un dato, questo, che dimostra ancora una volta l’importanza che i consumatori danno al rapporto personale nell’acquisto di un servizio o di un prodotto, specie se costoso.
“Insomma -spiega Massimiliano Dona- i dati emersi evidenziano come i consumatori si avvicinino sempre più consapevolmente al commercio elettronico per i piccoli acquisti, ma restino ancora legati a canali di vendita e modalità di pagamento tradizionali, basti pensare al predominante uso del denaro contante scelto da chi compra in negozi fisici. A tal proposito, da parte nostra riteniamo fondamentale proseguire nell’attività di informazione ed educazione finanziaria, sull’uso delle carte elettroniche e sugli strumenti di tutela che sono a disposizione dei consumatori sia nel commercio fisico sia in quello on-line”.

LEGGI I RISULTATI COMPLETI DELL’INDAGINE

Autore: Sonia Galardo
Data: 16 marzo 2016

Tre giorni dedicati alla crescita

1210 (Sdc – mar. 2016) – Domani pomeriggio alle ore 14.00 si inaugura la tappa romana del Festival della crescita/Luiss EnLabs_Roma Termini-_via Giolitti 34_Secondo piano), organizzato dal Future Concept Lab di Francesco Morace. Ad aprire i lavori di questa tre giorni di convivi, workshop e iniziative social, un incontro moderato da Gianni Riotta su “La sfida della crescita felice”.

Ma sarà solo la prima tappa di un percorso denso di appuntamenti e confronti tra autorevoli rappresentanti del mondo delle istituzioni, delle aziende, della comunicazione e della cultura.

Scarica il programma del Festival della crescita di Roma

Anche l’Unc sarà protagonista, venerdì mattina con il Terzo Convivio, dedicato a “La persona al centro: cittadino e consumatore” (ore 10.00); parteciperanno oltre a Massimiliano Dona e Francesco Morace, il Presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella, la Presidente di Federfarma Annarosa Racca, il parlamentare Antonio Palmieri e Roberto Panzarani Studio Panzarani & Associates.

Maggiori informazioni sul sito www.festivalcrescita.it

L’esperto risponde sull’acqua potabile

1212 (Sdc – mar. 2016) – Come faccio a sapere se l’acqua della mia zona ha bisogno di essere trattata?

L’acqua che scorre dai nostri rubinetti deve essere potabile per legge! Questo significa che deve rispettare dei requisiti minimi precisi e definiti superando numerosi controlli che aumentano in base al volume di acqua distribuito ogni giorno. Ad esempio, un acquedotto che eroga ogni giorno tra i 100 e 1000 m³ di acqua e che serve circa 5000 abitanti, subisce 5 controlli all’anno. Per le acque minerali, invece, è prevista un’analisi annua (Decreto 29
dicembre 2003, art. 3).

La qualità dell’acqua in Italia, quindi, è ottima ma è garantita nei parametri di legge in tutte le città fino al contatore. In pratica rimangono “scoperti” gli ultimi metri che l’acqua percorre nelle tubature private; questi ultimi metri, ad esempio nel caso di tubature molto vecchie, potrebbero modificare e peggiorare la qualità dell’acqua erogata dall’acquedotto. Per assicurarsi che i parametri vengano rispettati fino al rubinetto di casa, basta rivolgersi ad aziende specializzate e competenti per effettuare, in caso di necessità, i trattamenti più adatti. Altrettanto importante è svolgere periodicamente una corretta manutenzione, affidandosi sempre e solo a personale qualificato.

La maggior parte degli acquedotti pubblicano regolarmente gli esiti delle analisi effettuate e molto spesso vengono anche allegati alle bollette. Questo link riporta l’elenco dei parametri microbiologici, chimici e indicatori fissati per legge: Acqua in Italia.

(Risposta a cura di AQUA ITALIA – Associazione costruttori impianti e componenti per il trattamento delle acque primarie)

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