Archivio mensile:Marzo 2013

Massimialiano Dona Cose da non credere 2016

Cose da non credere, la consapevolezza protagonista

Massimialiano Dona Cose da non credere 2016Prosegue l’eco di “Cose da non credere”, l’evento dedicato alla consapevolezza dei consuamtori che si è tenuto lo scorso 19 maggio a villa Miani.

Per rivivere insieme l’atmosfera di questo pomeriggio di confronto e crescita guarda il video realizzato da Key4biz e la fotogallery dell’evento

Come di consueto il pomeriggio di lavori è iniziato alle 15.00 con i quattro tavoli dedicati a Web, Energia, Food, Salute e benessere; i nostri ospiti hanno trovato ad accoglierli la prima sorpresa di quest’anno: non più un unico tavolo in ogni stanza ad ospitare la discussione, ma due tavoli più piccoli per ciascuna tematica in modo da rendere il confronto più vivace.

Anche i moderatori quindi sono “raddoppiati”: per cui al web accanto all’ormai consolidato Raffaele Barberio, il secondo moderatore è stato Guido Scorza; all’energia Alessandro Ortis è stato accompagnato da Tullio Fanelli; al Food: Ivo Ferrario e Andrea Ghiselli hanno fatto gli onori di casa, mentre a Salute e benessere il compito è toccato a Federico Mereta e Paola vinciguerra.

La seconda novità di questa edizione l’abbiamo posizionata su ciascun tavolo con i template realizzati dalla nostra facilitatrice visuale: si tratta di mappe concettuali utili ad orientare la discussione e sulle quali  abbiamo chiesto ai nostri ospiti di “giocare” con pennarelli e post-it da appuntare. Ma non si è trattato di un semplice gioco (anche se guardando alcune foto sembra di essere davanti ad una sorta di Monopoli!) perché questi cartelloni hanno fatto da scenario alle idee emerse al tavolo e sono stati protagonisti, in una versione digitale, delle sintesi dei moderatori durante la sessione plenaria.

Scarica i report visuali:

Web

Energia

Food

Salute e benessere

Una conferma rispetto all’anno scorso sono stati gli studenti del corso di Laure di Gestione ed Etica delle imprese dell’Università Roma Tre che hanno animato la discussione con le loro domande e gli interventi sui temi di loro interesse.

Alle 19.00 è iniziata la sessione plenaria: dopo una breve sintesi di quanto emerso in ciascun tavolo, la serata si è conclusa con la conferenza spettacolo “Fate il nostro gioco” del gruppo Taxi1729 (Scarica il report visuale della conferenza). Abbiamo così inaugurato il nostro anno della gamification, argomento a cui sarà dedicata la decima edizione del “Premio Vincenzo Dona, voce di consumatori”, il prossimo 18 novembre. Non ci resta dunque che darvi appuntamento a novembre per il più importante evento sui consumi nel panorama italiano!

Scarica il report visuale di introduzione

 

Autore: Simona Volpe
Data:1 giugno 2016

Amazon e la denuncia per il Kindle a 1 euro

Amazon Kindle Fire 7 1 euroNei giorni scorsi lo sportello e-commerce dell’Unione Nazionale  Consumatori è stato letteralmente preso d’assalto da centinaia di segnalazioni di consumatori che avevano provato ad acquistare sul sito di Amazon un Kindle Fire al prezzo in offerta di 1 euro (il prezzo iniziale del prodotto è di 64,99 euro). In prima battuta gli utenti hanno ricevuto la “conferma dell’ordine” da parte dell’azienda, ma in un secondo momento, il venditore ha comunicato l’annullamento dell’ordine a causa di un “inconveniente tecnico” che avrebbe generato per errore un prezzo diverso da quello effettivo.

Le iniziative dell’Unc

I legali dell’Unione Nazionale Consumatori hanno immediatamente contattato Amazon, cercando una prima soluzione per evitare che fossero i consumatori a pagare per un errore dell’azienda, ma il tentativo di bonaria composizione non è andato a buon fine. Per questo motivo, la nostra associazione ha proseguito, denunciando l’accaduto all‘Autorità Antitrust.

Non solo: abbiamo anche denunciato quella che sembra un pratica commerciale scorretta a Netcomm il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, di cui anche Amazon fa parte.

Vien da chiedersi cosa sarebbe accaduto se un episodio del genere fosse successo in un altro Paese europeo. Per questo motivo l’Unc ha anche attivato una mediazione sulla piattaforma europea per la risoluzione alternativa delle controversie online, creata appunto per aiutare i consumatori insoddisfatti di un acquisto.

Infine i legali di Unc hanno intrapreso un’iniziativa pilota davanti al Giudice di pace per trovare una soluzione per quanti hanno acquistato il Kindle, ma sono rimasti a bocca asciutta!

I consumatori che avessero provato ad acquistare il Kindle Fire ad 1 euro devono inviare ad Amazon un reclamo scritto. Per questo l’Unione Nazionale Consumatori ha predisposto un modulo di reclamo già completo dell’indirizzo della sede legale che potrete personalizzare e spedire.

ATTENZIONE: Prima di scaricare il modulo leggi le istruzioni:
1) Si prega di compilare il modulo in ogni sua parte prestando attenzione anche alle indicazioni tra parentesi in neretto.

2) Inviare per lettera raccomandata A/R ad Amazon EU SARL (all’indirizzo Via Ferrante Aporti 8, 20125 – Milano) oppure, per chi possiede un indirizzo pec, al seguente indirizzo pec amazoneu@legalmail.it.

 

Sull’argomento leggi anche Amazon e le denunce dei consumatori

Autore: Simona Volpe
Data: 25 maggio 2016

ENERGIA: bollette più care d’Europa, il Governo abbassi le imposte

Secondo i dati Eurostat, l’Italia si situa tra i Paesi più cari dell’Ue per la bolletta energetica a carico delle famiglie. Per Unc: fondamentale abbassare le imposte.

Roma, 27 maggio 2016 – Secondo i dati Eurostat resi noti oggi, l’Italia si situa tra i Paesi più cari dell’Ue per la bolletta energetica a carico delle famiglie. Il costo del gas in Italia è il quarto più alto nell’Ue in termini assoluti. Ben sopra la media Ue anche l’impatto fiscale sulle bollette: 39% la tassazione sui costi dell’elettricità in Italia contro il 31% Ue, il quarto onere più alto, 35% sul gas contro il 23% Ue, il quinto più alto.

“Eurostat attesta che le accise e le imposte sull’energia in Italia sono esorbitanti e vanno abbassate, a cominciare dagli oneri di sistema, dove paghiamo gli incentivi per le fonti rinnovabili, per la messa in sicurezza del nucleare, per le imprese energivore e per le Ferrovie dello Stato” ha dichiarato Pieraldo Isolani, Responsabile settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.”

“A questa situazione va aggiunto che l’aumento dei prezzi dell’energia derivante dalla eliminazione del mercato tutelato a partire dal 1° gennaio 2018 contenuta nel ddl concorrenza, produrrà un ulteriore aggravio per le famiglie ed un regalo alle società energetiche” ha concluso Isolani.

 

Supermercato

Cosa vorrei nel supermercato ideale?

SupermercatoFare la spesa è un’esigenza a cui nessuno può sottrarsi, ma può anche diventare più piacevole di altre incombenze casalinghe. Come? Basterebbe organizzarsi con lista alla spesa alla mano e buona volontà, certamente, ma non guasterebbe anche una maggiore attenzione del mondo della grande distribuzione per i consumatori.

Quali sono gli aspetti che queste moderne cattedrali dello shopping potrebbero migliorare per rendere più facile la vita dei loro clienti? Noi abbiamo stilato una lista delle dieci cose che non dovrebbero mancare nel nostro supermercato ideale e ve le proponiamo, che cosa ne pensate?

1) Prevedere strumenti più efficaci di interazione con la clientela: non solo con il classico punto di ascolto presso il supermercato (o il call center), ma anche App e altri canali digitali come i social network;

2) maggiori informazioni sulla provenienza dei prodotti, anche oltre le previsioni normative, a cominciare dall’introduzione in etichetta dell’informazione sullo stabilimento di produzione;

3) divieto di collocare i prodotti per bambini alle casse, così da non sollecitare gli acquisti di impulso dei più piccoli;

4) predisposizione dei prodotti all’interno del grande magazzino secondo le esigenze consumatore (e non secondo le tecniche di visual merchandising del supermercato): quindi prima l’acqua minerale, per evitare che schiacci altri prodotti, poi prodotti in scatola, quindi i freschi come formaggi, frutta e verdura e per ultimo i surgelati vicini alla casse, per non interrompere la catena del freddo;

5) impegno a non cambiare la disposizione dei prodotti solo per disorientare il consumatore e costringerlo a peregrinare per le corsie;

6) indicazione del prodotto più conveniente per facilitare gli acquisti di chi si indirizza ai prezzi più vantaggiosi;

7) impegno per la sostenibilità ambientale: dall’uso di materiali riciclabili ai contenitori per la raccolta delle batterie esaurite, dal divieto di uso della pellicola pvc per salumi e formaggi alla istallazione di termometri visibili al pubblico nei congelatori, fino alla corretta raccolta del RAEE;

8) seri investimenti sulla formazione degli addetti ai punti vendita anche per introdurre nuove figure di assistenti alla clientela che possano indirizzare il consumatore per trovare i prodotti tra gli scaffali e le notizie necessarie per acquisti di buon rapporto qualità prezzo;

9) migliore accoglienza per la clientela: dalla disponibilità di cartellonistica sui diritti di garanzia e post-vendita alla presenza di etichette “green” e di prodotti per particolari esigenze dei consumatori, dal contenimento delle file alle casse (offrendo percorsi privilegiati o automatizzati), alla disponibilità di aree wifi o per la ricarica di smartphone o tablet, fino a luoghi attrezzati per i minori o gli anziani;

10) sistemi di certificazione da parte delle Associazioni dei consumatori sulla qualità dell’informazione, i servizi di ascolto, la sicurezza prodotti (ad esempio tramite ispezioni o attività di mistery shopping che consentano di pervenire al rilascio di un trustmark di fiducia).

Autore: Massimiliano Dona
Data: 31 maggio 2016

ISTAT: l’aumento delle retribuzioni non è mai stato così basso, è una vergogna

Secondo i dati Istat resi noti oggi, l’aumento delle retribuzioni contrattuali orarie dello 0,6% ad aprile è il più basso registrato dall’Istat in 34 anni di serie storiche, iniziate nel 1982. Per Unc va ripristinata la scala mobile.

Roma, 26 maggio 2016 – “E’ una vergogna! E’ evidente che fino a che gli stipendi restano al palo mentre le tasse e le tariffe spiccano il volo, le famiglie non ce la faranno mai ad arrivare alla fine del mese ed i consumi resteranno congelati, come dimostrano i dati di oggi delle vendite al dettaglio. Non bastano, insomma, i bonus da 80 euro una tantum, ma occorre una riforma che ripristini il diritto dei lavoratori ad avere un adeguamento dei salari al costo della vita. Per questo chiediamo il ritorno della scala mobile all’inflazione programmata” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

Da record anche i dati relativi alle tensioni contrattuali.

L’attesa media della vacanza contrattuale per l’insieme dei dipendenti è di 24,3 mesi, in crescita del 3% rispetto al record storico registrato a marzo (23,6 mesi) ed in rialzo del 18,5% rispetto ad un anno prima (20,5 mesi).

Sale anche la quota di dipendenti in attesa di rinnovo che raggiunge il 64,1% sul totale dell’economia, +8,3% su marzo 2016 e + 30,5% su aprile 2015. Anche nel settore privato la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo, pari al 53,6%, è in aumento del 13,3% sul mese precedente e del 69,6% su base annua.

“Si tratta di dati record che dimostrano la violazione dei diritti dei lavoratori e l’esistenza di un problema sociale di cui il Governo dovrebbe farsi carico, cominciando a dare il buon esempio, rispettando la sentenza della Corte Costituzionale” ha concluso Dona

Amazon e le denunce dei consumatori

Migliaia di Kindle Fire venduti sul sito di Amazon al prezzo di un euro (invece di 64,99) per poi annullare l’ordine dando la colpa ad un guasto tecnico: è il motivo per cui i legali dell‘Unione Nazionale Consumatori hanno denunciato il colosso dell’e-commerce all’Autorità Antitrust. (Leggi a riguardo: Amazon e la denuncia per il Kindle a 1 euro)

Purtroppo non è il primo caso in cui i consumatori hanno avuto a che dire con Amazon: soltanto poche settimane fa, infatti, l’azienda è stata condannata ad una multa di 300 mila euro dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che ha accertato che due società di Amazon hanno omesso o fornito in modo incompleto informazioni rilevanti (Leggi il bollettino dell’Antitrust n.11).

A ciò si aggiunge la nostra denuncia dello scorso novembre su Amazon Prime: nello spot andato in onda  nei mesi scorsi infatti, Amazon promuoveva una “prova gratuita” del servizio di consegna veloce ‘Amazon Prime’ riportando solo nelle note, con caratteri illeggibili, il fatto che dopo i primi 30 giorni di utilizzo gratuito diventava automaticamente a pagamento per la durata di 1 anno.

Dopo la denuncia, l’Antitrust, in pieno accoglimento della tesi dell’UNC, ha ordinato ad Amazon di rimuovere o modificare i messaggi pubblicitari scorretti. Secondo quanto riferito dall’Authority, l’azienda ha provveduto a modificare i messaggi pubblicitari in onda e si è impegnata a fornire una informativa più chiara e trasparente sul servizio “Prime” e i vantaggi ad esso connessi.

Autore:
Simona Volpe
Data: 26 maggio 2016

 

DDL CONCORRENZA: più obblighi per i call center fuori dall’Ue, ma non basta

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Secondo il DDL concorrenza, le società che delocalizzano i call center in Paesi extra-europei saranno soggette a maggiori obblighi di comunicazione e dovranno comunicarlo al ministero del Lavoro, al Mise e al garante della Privacy. Per Unc si tratta di misure insufficienti.

Roma, 25 maggio 2016 – “Si tratta di misure insufficienti. Non basta comunicare. Va introdotto un meccanismo di responsabilità solidale tra l’azienda che commissiona la campagna di telemarketing ed il gestore del call-center che fa materialmente le telefonate, per evitare rimpalli di responsabilità e consentire ai trasgressori di nascondesi dietro call center localizzati all’estero” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

L’UNC, che ha lanciato nei giorni scorsi la campagna #nondistubarmi per dire basta alle chiamate indesiderate e una petizione contro il teleselling selvaggio (sul sito www.consumatori.it ), ricorda che il Registro delle opposizioni non funziona, visto che si possono iscrivere solo gli utenti che hanno il loro numero sugli elenchi telefonici. Chi non è sull’elenco ed i cellulari sono esclusi. Su 115 milioni di linee telefoniche, tra fisse e mobili, solo 13 milioni, l’11,3%, sono negli elenchi telefonici, e solo poco più di 1 milione e mezzo, circa l’1,3%,  è iscritto al Registro.

Inoltre il sistema è concepito in modo da disincentivare le buone pratiche. Per accedere al Registro, gli operatori devono pagare e più numeri controllano, più pagano. Bisogna, quindi, che gli operatori paghino una quota fissa, definita sulla base del fatturato.

L’iscrizione, inoltre, deve consentire la cancellazione contestuale di ogni eventuale consenso pregresso, per consentire al cittadino di riprendere il pieno controllo dei propri dati.

ANTITRUST: denunciata Amazon per il Kindle ad 1 euro

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Il colosso dell’e-commerce ha messo in vendita il kindle Fire ad 1 euro per poi annullare gli ordini di quanti l’hanno acquistato. Per Unc potrebbe trattarsi di pratica scorretta.

Roma, 25 maggio 2016 – “Gli accordi devono essere rispettati e non possono essere i consumatori a pagare per un inconveniente tecnico causato da un colosso come Amazon”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, annunciando la segnalazione depositata all’Autorità Antitrust a seguito della vendita (e successivo annullamento) del Kindle Fire al prezzo di 1 euro.

Il 17 maggio e nei giorni a seguire  lo sportello e-commerce dell’Unione Nazionale  Consumatori è stato letteralmente preso d’assalto da centinaia di segnalazioni di consumatori che hanno approfittato dell’offerta sul portale Amazon (sul sito si riportava anche il prezzo iniziale del prodotto di 64,99 euro). In prima battuta gli utenti hanno ricevuto la “conferma dell’ordine” da parte dell’azienda, ma in un secondo momento, il venditore ha comunicato l’annullamento dell’ordine a causa di un “inconveniente tecnico” che avrebbe generato per errore un prezzo diverso da quello effettivo.

“In termini giuridici -spiega l’avvocato Dona- la conferma d’ordine è sufficiente per ritenere il contratto valido, ma a questo si aggiunge una questione “morale”: non possono essere i consumatori a pagare per un errore dell’azienda, anche laddove si verificasse che si è trattato di un inconveniente tecnico. Senza contare che da un’azienda come Amazon, che della disponibilità nei confronti del consumatore ha fatto la sua forza, ci saremmo aspettati di più, soprattutto a pochi mesi dalla condanna dell’Antitrust che ha sanzionato Amazon per informazioni ingannevoli sul suo sito di e-commerce.”

“Ci auguriamo che l’Autorità si pronunci velocemente -conclude il Segretario generale- anche per evitare che si crei un precedente per cui qualsiasi azienda possa imputare ad un “guasto tecnico” le sue negligenze, scaricandole sulle spalle dei consumatori”.

I consumatori che avessero provato ad acquistare il Kindle Fire ad 1 euro e avessero ricevuto l’annullamento da parte dell’azienda possono contattare i nostri esperti attraverso lo sportello E-commerce sul nostro sito.

L’angolo del notaio… agevolazione fiscali

Ci sono agevolazioni fiscali per il trasferimento di un appartamento tra coniugi che si separano?

La risposta è “si”. L’atto notarile di trasferimento di immobili in esecuzione degli accordi presi dai coniugi in sede di separazione personale non sono soggetti ad alcuna imposta, sia che tra gli stessi coniugi sia stato previsto il pagamento di una somma, che non, occorre però che l’impegno a trasferire risulti in modo chiaro, e preciso nella descrizione dell’oggetto, dal verbale di separazione contestuale, dal provvedimento di separazione giudiziale o, anche, dalla sentenza di divorzio (Art. 19 L. 74/1987). Nessuna agevolazione invece per i trasferimenti concordati in sede di separazione/divorzio a favore dei figli (cosa che spesso accade). In tal caso il trasferimento a titolo gratuito a favore di un figlio sarà soggetto alle normali imposte di registro, ipotecaria e catastale.

Le agevolazioni si applicano a ogni altro accordo patrimoniale preso dai coniugi.

Chi sono i campioni del riciclo?

Il riciclo non è un “mestiere” per giovani. Anche se gli europei sono sempre più consapevoli dell’importanza di riciclare gli imballaggi di cibi e bevande, le generazioni più anziane risultano più informate e più impegnate rispetto a quelle più giovani, e questo è vero anche per gli italiani, anche se in maniera inferiore rispetto alla maggior parte degli europei. Gli italiani sono poi quelli che hanno imparato meglio le buone maniere ambientali: il 99% afferma infatti di riciclare gli imballaggi (fanno meglio solo svizzeri e austriaci) e sono secondi in Europa per quanto riguarda il riciclo del vetro, quasi il 91% sostiene di riciclarlo sempre. Questo quanto risulta da un sondaggio indipendente condotto a livello europeo, secondo il quale oltre il 94% dei consumatori europei ricicla gli imballaggi utilizzati in casa e la maggior parte di loro considera il vetro l’imballaggio più riciclabile. Il sondaggio, commissionato da Friends of Glass, ha coinvolto 8.000 consumatori in 11 Paesi.

Le generazioni più anziane sono generalmente più consapevoli dell’importanza dei benefici, a livello ambientale, del riciclo degli imballaggi di cibo e bevande. Da questo punto di vista, il gap di consapevolezza tra generazioni è presente in tutti i paesi, prima di tutto in Spagna, dove c’è una differenza di consapevolezza tra le giovani generazioni e quelle più anziane del 27%. In Slovacchia, questo numero scende al 20%. Gli ultrasessantenni riciclano, sostanzialmente, tutti i loro imballaggi (comprese le bottiglie e vasetti di vetro) e, in generale, fanno meglio di coloro che hanno tra i 18-29 anni. In alcuni paesi, come la Croazia (23%) o il Regno Unito (22%), il divario è molto più alto che in altri paesi come la Repubblica Ceca (13%) o l’Italia (7%). In Italia quando si parla di riciclo in generale non c’è una grande differenza tra giovani e anziani, i giovani (18-29 anni) affermano di riciclare il 98,2% degli imballaggi, poco di meno degli over 60 che ne riciclano il 98,6%. Il divario diventa maggiore quando si tratta del riciclo del vetro: 87,5% sono i giovani che sostengono di farlo, contro il 97,3% dei più anziani. Il gap aumenta vertiginosamente, poi, quando si passa dai comportamenti all’informazione, solo il 44,60% degli under 30 dice di sapere che il vetro si può riciclare un numero infinito di volte, contro il 63,80% degli over 60.

La maggior parte dei Paesi oggetto dell’indagine ha dichiarato che il vetro è l’imballaggio preferito per le sue caratteristiche di sostenibilità ambientale (solo Regno Unito, Croazia e Slovacchia hanno risposto in modo diverso): i paesi più amici del vetro, secondo il sondaggio, sono Austria e Germania con più del 69% degli intervistati che lo considera ecologicamente sostenibile (in Italia il 59,9%). In 9 degli 11 Paesi presi in esame, i consumatori riciclano in media 6-20 contenitori in vetro in un mese. Alcuni Paesi, come la Slovacchia o la Repubblica Ceca, sono leggermente meno impegnati. In Svizzera, il 93,1% di tutti gli intervistati ha dichiarato di riciclare sempre il vetro. Al secondo posto si classifica l‘Italia con quasi il 91% (90,8%), al terzo l’Austria con l’89,9% degli intervistati che dichiara di riciclare sempre il vetro, seguita dalla Germania (88,7%) e dalla Francia (83,4%). La Francia con il 74% e la Spagna con il 77% sono i Paesi con il più alto tasso di persone che sono a conoscenza che il vetro può essere ‘infinitamente’ riciclato in nuove bottiglie e vasetti (in Italia il 58,2%).

I dati europei e soprattutto quelli italiani dimostrano che il riciclo, e soprattutto il riciclo del vetro, è ormai entrato nel DNA dei consumatori. Il vetro è considerato uno dei materiali più sostenibili grazie alla sua vita infinita ed è un esempio virtuoso di economia circolare. Riciclare il vetro in modo corretto vuol dire risparmiare sulle materie prime vergini, sull’energia e sulle emissioni di CO2.

Il sondaggio Omnibus è stato condotto in collaborazione con l’Istituto di Ricerca Respondi e ha utilizzato un campione di 1.000 unità per Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Spagna. Per Austria Svizzera, Polonia, Croazia, Repubblica Ceca, Slovacchia il campione utilizzato è stato di 500 unità. Oggi in Europa il 73% delle bottiglie e dei barattoli di vetro sono raccolti ai fini del riciclo. Circa il 90% di questi contenitori in vetro vengono continuamente riciclati in nuove bottiglie e nuovi barattoli. Un 1 kg di vetro riciclato sostituisce 1,2 kg di materie prime vergini e riduce le emissioni di CO2 del 67%. Per ogni 10% di vetro riciclato introdotto nella fornace si ha un risparmio energetico del 3%. Per ulteriori risultati, potete consultare le schede dei singoli paesi al link news.friendsofglass.com

Friends of Glass nasce nel 2008 come campagna di sensibilizzazione sul vetro. È stata creata da FEVE, la Federazione Europea dei Produttori di Contenitori in Vetro, un’associazione internazionale no-profit che rappresenta i produttori degli imballaggi in vetro per cibi e bevande, di flaconi per i prodotti di profumeria, farmacia e cosmesi e i produttori di articoli per la tavola in vetro. Friends of Glass unisce una community di persone provenienti da diversi paesi dentro e fuori l’Europa, convinte che i contenitori in vetro siano la scelta migliore per le qualità uniche di questo materiale dal punto di vista ambientale, economico e vicino alle esigenze delle famiglie. Individui, organizzazioni nazionali, agenzie e aziende che credono nei requisiti di sostenibilità del vetro sono orgogliosi membri della community.

Leggi anche Le infinite vie del vetro

Per maggiori info vai sul sito www.news.friendsofglass.com

Autore: Assovetro
Data: 25 maggio 2016