Archivio mensile:Marzo 2013

BANCHE: approvato il Decreto, un sorta di roulette russa a danno dei consumatori

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

La Camera ha definitivamente approvato il decreto legge n. 59/2016, ossia il decreto banche, con le disposizione a favore degli investitori delle banche in liquidazione. Si tratta di un pessimo testo che tradisce la fiducia dei risparmiatori…

Roma, 29 giugno 2016 – “Tradita la fiducia dei risparmiatori. Un pessimo testo, insufficiente per rispondere alle esigenze di chi ha perso i risparmi di una vita. Poteva essere l’occasione per ridare fiducia nel sistema bancario, risarcendo tutti i truffati. Invece solo un’esigua minoranza potrà accedere agli indennizzi automatici, sempre che accettino un rimborso parziale, ossia meno del dovuto” dichiara Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

“E’ inaccettabile costringere il consumatore a giocare alla roulette russa, scegliendo preventivamente se rinunciare ai suoi diritti, accettando  l’80% di quanto ha perso,  oppure giocare il terno al lotto dell’arbitrato, sperando di vincere. Un dilemma del prigioniero vergognoso” prosegue Dona.

CANONE RAI: domani scadono i termini, l’Agenzia delle Entrate emani il decreto sui rimborsi

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Scadono domani, giovedì 30 giugno, gli ultimi termini per la presentazione dell’autocertificazione sul canone Rai e per salvarsi dal pagamento di almeno 50 euro sui 100 dovuti per l’anno 2016.

Roma, 29 giugno 2016 –  “Pochi italiani sanno che possono ancora inviare la dichiarazione sostitutiva di non detenzione della televisione e che se la inviano prima del 30 giugno perderanno solo 50 euro sui 100 del canone. Peccato che la Rai non li abbia informati né con spot né attraverso i telegiornali” dichiara Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

L’associazione, poi, chiede all’Agenzia delle entrate di emanare entro luglio il provvedimento sui rimborsi previsto dall’art. 6 comma 2 del decreto Mise n. 94 del 13/5/2016, anche se legalmente ha 60 giorni di tempo dall’entrata in vigore del decreto stesso, avvenuta il 5 giugno 2016.

“Chiediamo che il decreto non preveda solo come chiedere il rimborso dopo che i soldi sono già stati indebitamente riscossi, ma anche cosa devono fare gli utenti per evitare il prelievo del canone non dovuto. Ecco perché il decreto deve essere emanato prima che comincino ad arrivare le bollette della luce di luglio” prosegue Dona.

L’Unione Nazionale Consumatori chiede, infatti, all’Agenzia di chiarire cosa devono fare gli utenti se a luglio arriva una richiesta indebita di pagamento del canone: quale è la procedura per evitare di pagare quanto non dovuto e presentare reclamo? Basterà sospendere la domiciliazione della bolletta o bisognerà presentare un reclamo?

Di seguito le cose che secondo l’UNC andrebbero chiarite ed inserite nel decreto:

1) modalità per contestare la richiesta di pagamento del canone o di eventuali sanzioni (ad esempio perché la tardività del pagamento non dipende dall’utente);

2) la procedura per pagare parzialmente la fattura di luglio, sia se si vuole contestare la parte relativa al canone Rai e pagare la luce, sia se si vuole pagare il canone Rai ma si contesta l’importo relativo alla luce, sia se si vogliono contestare entrambi. Nel decreto Mise si dice che “il pagamento parziale della fattura e’ effettuato secondo le modalita’ gia’ ordinariamente definite dalle imprese elettriche per i pagamenti parziali, indicando l’imputazione nella causale di versamento“, ma non si specifica se queste modalità valgono solo quando si contesta il pagamento della luce o anche per il canone. Inoltre, se uno paga in modo parziale la luce, le modalità ordinariamente definite per le imprese elettriche prevedono che l’impresa non interrompa le azioni di autotutela, rendendo complesso il pagamento parziale.

Se a luglio il consumatore paga la luce e non vuole pagare il canone, contestando qualcosa, ad esempio la mancata presa in carico dell’autocertificazione, cosa deve fare per non incorrere in sanzioni per ritardato pagamento? Basterà pagare la luce e limitarsi a non pagare il canone o dovrà essere inoltrata una richiesta per contestare l’addebito non dovuto, e come?

3) Se a luglio l’importo del canone non sarà inserito in bolletta, cosa deve fare il consumatore? E’ una cosa da chiarire. Nel decreto Mise, infatti, è scritto che l’utente non deve pagare sanzioni se la tardivita’  non  dipende  da  cause a lui imputabili. Va chiarito, però, quando non sono imputabili. Se l’impresa non inserisce il canone da luglio ad ottobre ed il consumatore non fa niente per pagare e segnalare il disguido, è incolpevole?

4)Predisporre due modellini come per l’autocertificazione, uno per la richiesta di rimborso in caso di prelievo già effettuato e uno per tutto il resto, ossia per contestare la richiesta di pagamento prima del prelievo, evidenziare che la tardività nel pagamento dipende dall’impresa elettrica ecc ecc

5) Consentire di inviare all’Agenzia il modello di rimborso o la contestazione del pagamento con le stesse procedure dell’autocertificazione (Entratel, tramite caf, plico raccomandato, posta certificata con firma digitale), senza essere costretti a far valere le proprie ragioni con un formale ricorso in Commissione tributaria;

6) Chiediamo che le imprese elettriche a luglio mandino 2 bollettini, uno comprensivo del canone e uno solo per la luce, oppure un bollettino solo, con l’importo in bianco, e le istruzioni su come indicare la causale di versamento e che fare per il pagamento parziale. Chi ha la domiciliazione della bolletta, infatti, non sa come pagare con bollettino, dato che non lo riceve più e non ha il numero di conto corrente dell’impresa. Chi, quindi, vuole sospendere la domiciliazione, per evitare il prelievo del canone sul conto ed essere poi costretto a chiedere il rimborso sarà costretto a telefonare ai call center delle aziende e avrà risposte evasive (del tipo: per il canone deve chiamare Agenzia delle Entrate…).

7) Per verificare i presupposti della richiesta di rimborso, chiediamo che l’Agenzia si dia un termine per la chiusura del procedimento. Altrimenti il consumatore non saprà mai se è l’impresa elettrica che non ha rispettato i termini fissati dal decreto Mise per il rimborso (prima fattura utile o 45 giorni) o se è l’Agenzia che non ha ancora verificato i presupposti della richiesta.

L’associazione ricorda che, per quanto riguarda il quadro A del modellino, ossia la Dichiarazione sostitutiva di non detenzione della televisione, cioè quando nessun componente della famiglia anagrafica ha una tv in alcuna casa, il titolare della fornitura di energia elettrica deve inviare la dichiarazione entro il 30 giugno 2016  se vuole salvarsi dal versamento del secondo semestre del canone Rai, ossia se vuol perdere “solo” 50 euro sui 100 del canone 2016. Se invece dichiarerà di non avere una tv dopo il 1° luglio 2016, anche se non l’ha mai avuta in vita sua, la dichiarazione avrà effetto solo per il prossimo canone, quello del 2017, e quindi si perderanno tutti i 100 euro dell’abbonamento televisivo 2016.

La dichiarazione riportata nel quadro B del modellino, invece, ossia quando si indica comunque la presenza di un’altra utenza elettrica per l’addebito del canone (cioè quando qualcuno della famiglia paga comunque il canone), ha effetto per l’intero anno di presentazione. In questo caso, perciò, anche se si dichiara in ritardo, il canone 2016 eventualmente pagato o addebitato per errore sarà rimborsato. In pratica, in caso di dichiarazione tardiva, il contribuente si salverà dal doppio pagamento del canone.

L’esperto risponde su… saldi online

Ho ricevuto un’email da parte di un sito di shopping online al quale sono iscritto in cui mi propongono dei prodotti ad un prezzo davvero conveniente perché in pre-saldo: posso fidarmi?

Dipende dal sito! Basta fare qualche ricerca su Internet per scoprire la reputazione che gode on-line; in generale quando è presente un recapito telefonico, l’indirizzo fisico e la partita Iva si tratta di portali seri. Se leggete testi scritti male con errori o tradotti letteralmente da un’altra lingua, state alla larga! Date anche un’occhiata all’URL dell’indirizzo: fidatevi solo di siti ad alto standard, protetti da sistemi di sicurezza internazionali come SSL e SET, riconoscibili dalla certificazione e dal lucchetto chiuso. Un altro aspetto da non sottovalutare è il prezzo: diffidate da sconti eccessivi e prezzi troppo bassi: difficilmente si tratta di prodotti originali. Prima di cliccare su ‘Acquista’ calcolate bene il costo finale del prodotto: uno sconto del 20 per cento difficilmente conviene se si devono aggiungere 15 euro di spese di spedizione. Infine, non sottovalutate il metodo di pagamento: va benissimo pagare con carta di credito, ricaricabile e anche con contrassegno, ma se il venditore chiede una ricarica della postpay, ad esempio, è meglio cambiare negozio on-line!

Ricordate che anche in periodo di saldi, comprando un capo sul web si ha il diritto di cambiare idea, da esercitare entro 14 giorni dalla data di consegna del prodotto o dalla sottoscrizione del contratto (ricordate di conservare la ricevuta di pagamento!). La serietà di un sito si vede anche dalla politica di reso che adotta e dalla chiarezza con cui fornisce al cliente le informazioni.

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Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 29 giugno 2016

L’angolo del notaio… quota patrimonio

Siamo quattro fratelli e vorremmo qualche chiarimento riguardo all’eventuale testamento di nostra madre. Vedova e proprietaria di una casa, se decidesse di destinare il bene immobile ad altri, il testamento non sarebbe comunque valido per effetto delle leggi sulla successione fra parenti? Ringrazio anticipatamente per una risposta e porgo distinti saluti.

I figli sono eredi per legge. Il genitore può derogare a quanto previsto dalla legge con un testamento, ma può validamente disporre solo di una quota del suo patrimonio a favore di altri o anche a favore di un solo figlio. Tale quota, cosiddetta disponibile, varia a seconda del numero dei figli e della presenza del coniuge. La disponibile è un quarto del patrimonio se vi è più di un figlio e il coniuge, è un terzo se vi è un solo figlio e il coniuge o vi sono più figli e non vi è il coniuge, è la metà se vi è solo un figlio.

ENERGIA: aumentano le tariffe, urgente porre fine alla speculazione dei servizi di dispacciamento

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

La nostra Unione e Federconsumatori i sono indignate ed incredule di fronte all’ennesimo aumento delle tariffe elettriche e del gas. E’ urgente porre fine alla speculazione sul mercato dei servizi di dispacciamento, che pesa sulle bollette per circa 1 miliardo di euro a trimestre.

Roma, 28 giugno 2016 – Proprio mentre le commodities energetiche (petrolio e gas) vanno verso il basso e diventa significativo il peso delle rinnovabili, per un perverso fenomeno il costo dell’elettricità cresce.

In inverno, quando i  consumi di gas dovuti al freddo crescono, aumentano maggiormente le tariffe del gas (ma quest’anno crescono inspiegabilmente anche nella bella stagione…).

In estate, quando per il raffrescamento i consumi elettrici toccano le punte più alte, aumenta il prezzo del kwh.

Il resto dell’anno conta poco: i guadagni si realizzano nei periodi citati.

Oggi, a pesare sul costo dell’elettricità c’è il fenomeno tutto italiano del costo del dispacciamento (in bolletta tra gli oneri di rete), altri 300 milioni circa a trimestre.

In una fase del mercato elettrico contraddistinta dalla sovraccapacità, assistiamo ad un aumento finalizzato alla speculazione sul mercato dei servizi di dispacciamento: l’offerta di energia viene “sequestrata” dagli speculatori (traders e produttori termoelettrici), che sono in grado di rendere corto (la domanda supera l’offerta) un mercato che di per sé sarebbe lungo, come denunciato dal Coordinamento Consorzi di Confindustria.

Cosa fa il GME – Gestore del Mercato elettrico? Perché non interviene? E TERNA? Tutte impassibili le autorità preposte: Antitrust, AEEGSI e MISE di fronte ad una speculazione che evidenzia anche un abuso di posizione dominante e taglieggia i consumatori domestici, dal momento che potrebbe pesare in bolletta, per più di un miliardo di Euro a trimestre.

Federconsumatori e Unione Nazionale Consumatori denunciano questa grave speculazione, pretendono che le autorità competenti prendano severi provvedimenti e chiedono al Parlamento di aprire una indagine parlamentare, che faccia luce e metta fine a questa intollerabile vicenda.

Gli effetti del cattivo funzionamento del mercato elettrico si vedono in bolletta.

Gli operatori, le autorità preposte ed il Governo non possono stare a guardare.

ANTITRUST: 85mila euro di multa al club per single Eliana Monti

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha condannato Italia Service Srl, meglio conosciuta come Eliana Monti, al pagamento di 85 mila euro per pratica commerciale scorretta.

Roma, 28 giugno 2016 – “Finalmente, le segnalazioni su questo fantomatico ‘club per single’ ci giungevano dal lontano 2013! ”. Con queste parole, Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, commenta il vittorioso esito del procedimento concluso dall’Autorità Antitrust con una sanzione di 85 mila euro a carico dell’agenzia per incontri conosciuta come “Eliana Monti”.

“La decisione dell’Antitrust -spiega Dona- si riferisce alla modalità di promozione dei servizi offerti dal club Eliana Monti sul sito www.elianamonti.it. Nel concreto il consumatore pensava di poter inserire un annuncio gratuito per la ricerca di un partner, scoprendo solo successivamente che questo non veniva pubblicato se non a seguito della sottoscrizione di un contratto a titolo oneroso”. L’Autorità ha ribadito che i consumatori devono essere in grado, fin dal primo contatto pubblicitario, di poter valutare l’offerta in tutti i suoi elementi essenziali così da poter conseguentemente operare una corretta scelta di consumo.

“Da anni -spiega Dona- ricevevamo ai nostri sportelli segnalazioni da parte di consumatori ingannati, siamo quindi contenti, che l’Autorità abbia stabilito una sanzione che tiene conto del fatto che la pratica è stata perpetrata per un lungo lasso di tempo.”

A questo punto si apre la strada alla risoluzione dei contratti estorti con l’inganno: gli interessati potranno segnalarci il caso al nostro sportello qui: https://www.consumatori.it/segnalaci-il-tuo-problema/

CHIAMATE INDESIDERATE: Soro, teleselling aggressivo, servono nuove norme

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Secondo l’Unc solo 1,3% delle utenze è iscritto al Registro delle opposizioni, il Governo riveda le norme sul teleselling

Roma, 28 giugno 2016 – Secondo il Garante della privacy, Antonello Soro, nel settore del telemarketing “si continua a registrare un’incontenibile aggressività degli operatori che arriva a compromettere seriamente la tranquillità individuale e familiare” e per questo ha sollecitato nuovi e più efficaci interventi normativi.

“Giustissimo. Il Governo ed il Parlamento devono rivedere subito le norme sul teleselling. Fino a che al Registro delle opposizione possono aderire solo gli utenti che hanno il loro numero fisso sugli elenchi telefonici, la battaglia è persa in partenza. Su 115 milioni di linee telefoniche, tra fisse e mobili, possono iscriversi solo 13 milioni, l’11,3%. Gli iscritti effettivi, poi, sono solo poco più di 1 milione e mezzo, circa l’1,3%” dichiara Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

Per questo abbiamo lanciato una petizione on line contro il teleselling selvaggio e l’hashtag #nondisturbarmi. Nei giorni scorsi, abbiamo presentato al Garante della Privacy le nostre proposte che sono state condivise dallo stesso Soro. Ora la palla deve passare al legislatore” prosegue Dona

Queste le richieste dell’UNC, appoggiate anche dal Garante:

1) Introduzione di un meccanismo di corresponsabilità tra l’azienda che avvia la campagna e il call-center che fa le telefonate (per evitare rimpalli di responsabilità e di dover perseguire piccoli call-center con sede all’estero).

2) Potenziamento del Registro pubblico delle opposizioni: la possibilità di iscrivere anche i numeri di cellulare e soprattutto che una volta iscritto il proprio numero si possano “cancellare” tutti i precedenti consensi (in modo tale da consentire al cittadino di riprendere il pieno controllo dei propri dati). Sarebbe inoltre preziosa l’istituzione di un Registro per censire le campagne promozionali (con indicazione dell’operatore che lancia la campagna, il periodo di riferimento e i numeri utilizzati per chiamare i consumatori) così da evitare all’utente di dover fare indagini complicate per scoprire chi lo ha disturbato.

3)  Oggi il pagamento alla Fondazione Ugo Bordoni (che si occupa del Registro) è proporzionale all’attività di scrematura dei numeri: tanto più si puliscono le liste, tanto più l’azienda deve pagare la Fondazione. Ma in questo modo si disincentivano le imprese a cancellare i numeri (di fatto preferiscono pagare le sanzioni), mentre sarebbe meglio stabilire il pagamento in base al fatturato.

Firma la nostra petizione.

VOLKSWAGEN: verso accordo da 15 mld in Usa per Dieselgate

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Italiani ed europei snobbati, il Governo convochi immediatamente l’ad di Vw Italia Nordio

Roma, 28 giugno 2016 – Volkswagen avrebbe acconsentito al pagamento di circa 15 miliardi di dollari per risolvere la disputa sullo scandalo delle emissioni diesel negli Stati Uniti.

“E’ vergognoso. L’Italia e l’Europa pagano lo scotto di non avere una vera class action con danno punitivo, ecco perché la Volkswagen sta snobbando sia gli italiani che gli europei, come se fossero cittadini di serie B rispetto agli americani” dichiara Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Chiediamo che il Governo convochi immediatamente Nordio per concordare un equo risarcimento anche per gli italiani e che vengano concluse al più presto le famose verifiche promesse da Del Rio per accertare se quanto accettato dall”autorità di omologazione tedesca sia compatibile con i parametri di legge e che le prestazioni siano quelle promesse al momento della vendita” conclude Dona

 

CANONE RAI: emanata la circolare dell’Agenzia delle Entrate

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Nella circolare dell’Agenzia delle Entrate sulle regole per la determinazione del canone confermarti i pericoli per i clienti domestici che hanno tariffa D3

Roma, 27 giugno 2016 – L’Agenzia delle Entrate, nel silenzio generale, ha emanato settimana scorsa la circolare n. 29-E sulle regole per la determinazione del canone, secondo i dettami previsti dal famoso decreto Mise n. 94 del 13/5/2016, pubblicato in Gazzetta solo il 4 giugno.

Ebbene, confermato il pericolo per i clienti domestici che hanno una tariffa D3 con contratto concluso prima del 2016. Dato che, come denunciato proprio dall’Unione Nazionale Consumatori nel novembre 2015,  né l’Acquirente unico né le società elettriche sono in grado di distinguere tra i clienti non residenti e quelli residenti con impegno di potenza superiore a 3 kW, conterà quanto risulterà all’Anagrafe tributaria.

Tradotto: quei consumatori che credendo di avere un’utenza elettrica non residenziale non hanno fatto la dichiarazione sostitutiva, se per il Comune sono residenti, avranno comunque l’addebito del canone Rai.

Un classico è il marito che per motivi di lavoro si è temporaneamente trasferito in un altro comune, diverso da quello della moglie. Se non ha la tv, non avendo dichiarato, dovrà pagare.

Oppure: Famiglia composta da due coniugi. Un’abitazione. Utenza elettrica D3 intestata al marito. Assenza di apparecchi televisivi. Se i coniugi sono residenti nell’abitazione, il marito doveva compilare il Quadro A del modello di dichiarazione sostitutiva. Se non lo ha fatto, ora dovrà pagare.

Nella circolare, infatti, è scritto: “Le utenze cui si applica la tariffa D3 per contratti conclusi fino al 2015, per le quali la coincidenza del luogo di fornitura dell’energia rispetto alla residenza è individuata in base alle informazioni disponibili nel sistema informativo dell’Anagrafe tributaria (c.d. allineate), rimangono addebitabili indipendentemente dalle informazioni sulla residenza eventualmente contenute nei flussi periodicamente inviati dall’impresa elettrica fornitrice con riguardo alle medesime utenze”.

“Non è colpa dell’Agenzia delle Entrate, che si limita ad applicare il decreto Mise pubblicato solo il 4 giugno. Peccato che i consumatori non siano stati adeguatamente informati di queste casistiche complicate e particolari. Gli spot si limitavano a dire che da quest’anno pagare il canone tv sarebbe stato molto più semplice, come accendere la luce. Sulle dichiarazioni e la sua compilazione non si è spiegato mai nulla” lo afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

NO PROBLEM: nel vivo le attività del progetto

Comunicato Stampa Unione Nazionale Consumatori

Assistenza whatsapp, attività di conciliazione, un Corso di formazione Universitario con stage sulla tutela dei diritti dei consumatori e una campagna divulgativa sulle barriere architettoniche: entrano nel vivo le attività del progetto “No problem”.

Roma, 24 giugno 2016 – Entrano nel vivo le attività di “No problem-Assistenza, informazione, incontri con le Associazioni dei consumatori”, progetto finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico (ai sensi del Decreto 6 agosto 2015) e realizzato con la collaborazione delle Associazioni dei Consumatori Unione Nazionale Consumatori, Adiconsum, Centro Tutela Consumatori e Utenti (CTCU) e U.Di.Con.

È attivo infatti già da qualche settimana lo sportello whatsapp curato dall’Unione Nazionale Consumatori per offrire assistenza su: bollette di telefonia, elettricità e gas, turismo, prodotti difettosi, e-commerce. I consulenti dell’associazione sono disponibili al numero 389-9805012 tutti i giorni dalle 10.00/alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.30 (tranne sabato e festivi). Scarica la locandina del servizio.

Ma non solo: per garantire sempre più tutele ai consumatori, il Centro Tutela Consumatori Utenti ha attivato a Bolzano uno sportello dedicato alle nuove possibilità di risoluzione delle controversie. (raggiungibile anche in modalità online all’indirizzo noproblem@centroconsumatori.it). Inoltre, all’informazione dei consumatori sono state dedicate una serie di trasmissioni televisive, nell’ambito di una collana informativa che sarà portata avanti per tutta la durata del progetto.

Sempre nell’ambito del progetto “No problem”, si inserisce il Corso Universitario gratuito di formazione e stage sulla tutela dei diritti del consumatore promosso da Adiconsum, in collaborazione con l’Universitas Mercatorum, rivolto a diplomati, laureandi e laureati. Il Corso, della durata di 80 ore, inizierà il prossimo 28 giugno e si concluderà il 20 luglio. Le iscrizioni al Corso, che prevede anche un tirocinio e uno stage, sono aperte fino al 26 giugno p.v.. Scarica il Modulo

“No problem”, inoltre, riserva una particolare attenzione ai cittadini disabili: Udicon continua ad offrire assistenza ai cittadini presso le proprie sedi, avviando al contempo un’intensa campagna divulgativa con lo scopo di sensibilizzare i cittadini-consumatori sul tema delle barriere architettoniche che ostacolano le attività dei disabili, coinvolgendo anche i partner del progetto.
Per comprendere meglio alcuni aspetti legati alla percezione dei cittadini sulla mobilità e l’accessibilità ai locali pubblici e ai mezzi di trasporto, è inoltre disponibile sul sito dell’associazione (http://www.udicon.org/noproblem/) un’indagine conoscitiva legata al tema della disabilità.
Non da ultimo, al fine di offrire uno strumento in più soprattutto ai più giovani, l’Unione per la difesa dei consumatori ha ideato l’app “No problem Udicon” che potrà essere scaricata gratuitamente dal proprio smartphone da Android, permettendo ai cittadini di registrarsi e di tenersi sempre aggiornati sulle novità inerenti il progetto, da cui sarà possibile inviare la propria segnalazione, corredata da foto, per denunciare la presenza di barriere architettoniche nella propria città.

Per maggiori informazioni vai sui siti delle quattro associazioni (www.consumatori.it; www.adiconsum.it; www.centroconsumatori.it; www.udicon.org).