Archivio mensile:Marzo 2013

CANONE RAI: addebitati 51,03 euro a “ritardatari”

Comunicato Stampa Unione Nazionale Consumatori

I consumatori continuano a segnalare anomalie sulle bollette per l’addebito del canone Rai. Secondo l’Unc l’Agenzia deve sanare le posizioni senza la necessità che il consumatore sia costretto anche a presentare una domanda di rimborso

Roma, 30 luglio 2016 – Proseguono le segnalazioni dei consumatori sul canone Rai. Molti contribuenti, pur presentando la dichiarazione, hanno ricevuto lo strano addebito, nella bolletta della luce, non di 70 euro, bensì di 51,03 euro.

Si tratta del canone relativo al primo semestre. In pratica, a tutti quelli che hanno inviato la dichiarazione prima del 16 maggio, moltissimi ad esempio l’hanno spedita sabato 14, ma all’Agenzia delle entrate è pervenuta dopo il giorno 16, è stato comunque addebitato il primo semestre di abbonamento alla televisione.

Ricordiamo, infatti, che le dichiarazioni relative al quadro A, presentate dal 17 maggio al 30 giugno, avevano effetto solo per il canone dovuto per il secondo semestre del 2016 e, quindi, si perdevano i primi 6 mesi di abbonamento, pari a 51,03 euro.

Peccato che conti la data di partenza, e non quella di arrivo. Nel provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 24/3/2016 e successive modificazioni, infatti, è scritto: “La dichiarazione si considera presentata nella data di spedizione risultante dal timbro postale”. Cosa che viene poi ribadita anche nelle istruzioni allegate al modello della dichiarazione sostitutiva da compilare.

“Chiediamo che l’Agenzia delle entrate sani automaticamente ed autonomamente queste posizioni, senza necessità che il consumatore sia costretto a presentare una domanda di rimborso. E’, infatti, un errore dell’Agenzia, dovuto alla necessità di incrociare ed allineare i dati in tempo utile per poterli trasmettere all’Acquirente Unico. Un errore, però, che non possono pagare i consumatori con la necessità di ripresentare domande e carte bollate. Per non parlare dei contribuenti che non correttamente informati dei loro diritti, non presenteranno nemmeno la richiesta” afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

PREZZI: arrivata stangata sulle vacanze degli italiani

Secondo l’Istat si registrano sconti record del 21,3/, in linea con le previsioni dell’Unione Nazionale Consumatori. Salgono, invece, i prezzi per chi va in vacanza…

Roma, 29 luglio 2016 – Secondo i dati provvisori di luglio resi noti oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), registra una diminuzione su base annua dello 0,1% (era -0,4 % a giugno).

“Ma per chi va in vacanza i prezzi salgono. Ancora una volta si specula sulle ferie degli italiani. E’ inaccettabile che in un solo mese i prezzi del Trasporto aereo passeggeri salgano del 21,3%, il Trasporto marittimo del 26,5%, i Villaggi vacanza e campeggi del 19,4%, i Pacchetti vacanza dell’11,1%. Sono percentuali bulgare inaccettabili!” afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori

“Una notizia invece positiva, è che oggi l’Istat ha attestato che lo sconto medio praticato dai commercianti in occasione delle vendite di fine stagione, è il più alto mai registrato per quanto riguarda i saldi estivi, il 21,9%, confermando le nostre previsioni. I commercianti sono stati indotti dalla crisi a ridurre i prezzi in occasione dei saldi, per compensare le mancate vendite nel corso dell’anno, raggiungendo il primato per quanto riguarda i saldi estivi” prosegue Dona.

“Si conferma anche, purtroppo,  che gli sconti solitamente pubblicizzati in vetrina, 70% e 50%, sono gonfiati e ben lontani da quelli ufficiali registrati dall’Istat. L’abitudine, insomma, di ritoccare il prezzo vecchio, così da alzare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto, è dura a morire” conclude Dona.

VIAGGI AUTO: i nostri consigli per un check pre-partenza

Molti italiani scelgono di viaggiare in auto durante le vacanze. Ecco i consigli dell’’Unione Nazionale Consumatori sul controllo dell’auto prima di partire

Roma 28 luglio 2016 –  “Bisognerebbe viaggiare comodi, ma soprattutto sicuri con ogni mezzo. E per quel che riguarda l’auto dipende solo da noi! Quindi non scordate di farla revisionare prima di partire”. Ad affermarlo è Raffaele Caracciolo, esperto di automotive dell’Unione Nazionale Consumatori, che ha stilato un vademecum su cosa è bene far controllare prima del viaggio.

“L’auto è di gran lunga il mezzo preferito dagli italiani per gli spostamenti nel periodo di vacanza -continua Caracciolo-  ma è un bene complesso, che integra sottosistemi con varie tecnologie, che hanno un proprio ciclo di vita e che può essere abbreviato da una guida sconsiderata o da carente manutenzione. E’ consigliabile, quindi, far eseguire una diagnostica da parte di un’officina autorizzata che può mettere in evidenza aree critiche per intervenire prima che si manifestino conseguenze che possono rovinare la vacanza”.

Risparmiare sulla prevenzione può costare molto caro, e avere un’officina di sicuro affidamento può fare la differenza. Ecco alcuni consigli dell’Unc:

1.      Controllate il livello dei liquidi e dei lubrificanti

2.      Verificate la funzionalità delle luci e degli stop

3.      Controllate la scadenza del tagliando e della revisione

4.      Se la batteria ha oltre 4-5 anni, cambiatela senza esitazione

5.      Accertatevi del funzionamento dell’aria condizionata

6.      Appurate lo stato degli pneumatici

“Ricordate, inoltre, di non partite senza un valido servizio di soccorso stradale, spesso compreso nel prezzo dell’assicurazione RCA, ma verificate che il servizio scelto sia abilitato a operare in Italia e in Europa se pensate di andare all’estero” conclude Caracciolo.

 

CONCORRENZA: ok delega a governo disciplina Uber-Ncc

Secondo l’Unione Nazionale Consumatori vanno incentivate le nuove forme di trasporto innovativo. Dubbi sull’esito finale e timore dell’inasprimento delle sanzioni.

Roma, 27 luglio 2016 – Entro un anno dall’entrata vigore del ddl Concorrenza, il Governo è delegato ad adottare un decreto legislativo per la revisione della disciplina in materia di autoservizi pubblici non di linea, ossia Ncc e Uber. Lo prevede un emendamento al ddl Concorrenza, approvato dalla commissione Industria del Senato.

“Meglio tardi che mai, ma è evidente che si tratta di un ripiego. La materia andava disciplinata direttamente nel ddl concorrenza, ma per l’opposizione dei tassisti è stata stralciata. Ora se ne riparlerà tra un anno, nella migliore delle ipotesi. Inoltre ci sono dubbi sull’esito finale. Non vorremmo, infatti, che invece di favorire queste nuove forme di trasporto innovativo e la sharing economy, si cogliesse l’occasione per considerare tutto abusivo, per poi sanzionare i responsabili. Non ci piace, infatti, l’emendamento che prevede di adeguare il sistema sanzionatorio, individuando sanzioni efficaci” afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori..

L’Unione Nazionale Consumatori ricorda che tra le modifiche più volte condannate dall’Antitrust (AS277 del 3 marzo 2004 e AS683 del 27 marzo 2010) ci sono proprio le sanzioni esagerate già previste dall’art. 11 bis della legge n. 21/1992 per gli esercenti il servizio di noleggio con conducente che violano l’art. 3 e 11, ossia quegli articoli che prevedono l’assurdo obbligo di dover rientrare in rimessa dopo ogni singolo servizio. Attualmente è previsto un mese di sospensione dal ruolo alla prima inosservanza, due mesi alla seconda, 3 alla terza, cancellazione dal ruolo alla quarta inosservanza.

“Ci pare fin troppo!” conclude Dona.

ANTITRUST: denunciata Telecom per Tim Internet illimitato.

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Numerosi consumatori hanno segnalato all’Unione Nazionale Consumatori le locandine presenti fuori da alcuni negozi Tim in cui si pubblicizza un servizio di internet illimitato a 14,90 euro. Entrando in negozio la verità è ben diversa…

Roma, 26 luglio 2016 – “Non sono solo 14,90 euro al mese per internet gratis e i clienti di Tim dovrebbero saperlo senza bisogno di chiedere ulteriori chiarimenti in negozio”.  E’ quanto dichiara Dino Cimaglia, Responsabile dell’area legale dell’Unione Nazionale Consumatori, annunciando la denuncia dell’associazione a Telecom per l’offerta “Tim Smart”.

Numerosi consumatori, infatti, si sono rivolti alla nostra associazione denunciando di essere entrati nei negozi TIM attratti da una locandina in cui si legge: “SOLO CON TIM INTERNET ILLIMITATO 14,90 € mese ZERO COSTI DI ATTIVAZIONE” per poi scoprire che l’offerta è attivabile solo se si aggiunge obbligatoriamente “TIM Smart Casa”, ossia la componente “casa voce” senza limiti a fissi e cellulari, oppure “TIM Smart Mobile” che offre una SIM con 500 minuti di traffico voce e 3 GB mensili. Entrambe le offerte aggiuntive hanno un costo di 10,00 euro.

“A nostro avviso -afferma Cimaglia-  la proposta accattivante apposta non a caso all’ingresso dei punti vendita avrebbe come fine esclusivo quello di invitare i consumatori ad entrare in negozio per poi scoprire che le offerte hanno costi decisamente maggiori rispetto a quanto pubblicizzato. Per questo motivo è urgente l’intervento dell’Autorità Antitrust per evitare che alcuni consumatori aderiscano all’offerta senza aver ben chiaro quanto dovranno pagare: inoltre, sembrerebbe che l’offerta proposta ai consumatori dai rivenditori abbia una durata di 12 mesi e decorso tale periodo, il servizio costerebbe 34,90 euro al mese: ben 20,00 euro in più rispetto al messaggio contenuto nella locandina!”

Il notaio risponde su… pensione di reversibilità

La pensione di reversibilità spetta anche in caso di separazione e di divorzio?

La pensione di reversibilità spetta anche al coniuge separato, purché il lavoratore deceduto sia stato iscritto all’ente previdenziale prima del termine del procedimento di separazione; se però il coniuge è separato con addebito, ne ha diritto solo se già titolare di un assegno alimentare a carico del coniuge deceduto. Il coniuge divorziato è beneficiario della pensione di reversibilità alle stesse condizioni di quello separato, purché l’ex coniuge defunto sia stato iscritto all’ente previdenziale prima della sentenza di divorzio. Se quest’ultimo in vita si fosse risposato, l’autorità giudiziaria, su istanza delle parti interessate, stabilirà con motivata sentenza la percentuale di ripartizione della reversibilità tra il coniuge superstite e l’ex coniuge divorziato. (Consiglio Nazionale del Notariato_ Guida “Diritti e doveri in famiglia”).

L’esperto risponde su… auto d’importazione

Buongiorno volevo raccontarvi quanto mi è recentemente accaduto per essere certo che si tratti di un comportamento corretto: mi sono recato presso un autosalone fuori Roma dove ero interessato ad una vettura non immatricolata. Il venditore sostenendo la necessità di immatricolarla intestandola al sottoscritto mi ha chiesto di saldare l’intero prezzo alla firma de contratto. È una pratica corretta? Come posso tutelarmi che effettivamente venga fatto il passaggio di proprietà .

Gentile consumatore, nel caso di specie si tratta di “importazione parallela”: il veicolo è stato radiato per esportazione nel paese di origine e successivamente importato in Italia dove può circolare con targa “prova”. Il consumatore corre un grave rischio pagando prima dell’immatricolazione, perché potrebbero esserci ostacoli burocratici insormontabili per la regolarizzazione del veicolo, per la mancanza di documenti di omologazione. Ci vorrebbe un meccanismo tipo lettera di credito che il beneficiario può incassare solo presentando documenti che attestino l’assolvimento degli impegni presi, nel nostro caso la carta di circolazione del veicolo immatricolato. Ma io consiglierei più semplicemente di pagare dopo una visita insieme al venditore al responsabile della delegazione ACI più vicina, con i documenti disponibili per avere certezza della possibilità di immatricolare il veicolo in Italia, e pagare solo dopo la consegna dei documenti nelle sue mani.

Per avere assistenza sul tema vai allo sportello Auto-Moto 

Autore: Raffaele Caracciolo
Data: 26 luglio 2016

CANONE RAI: inviano dichiarazione, ma arriva l’addebito di 70 euro

Comunicato Stampa Unione Nazionale Consumatori

Come era prevedibile stanno arrivando le prime bollette nonostante gli utenti abbiano inviato la dichiarazione sostitutiva. L’Agenzia delle Entrate ha poco tempo per emanare il provvedimento sui rimborsi, cosa bisogna fare per contestare l’addebito?

Roma, 26 luglio 2016- Arrivate le bollette pazze sul canone Rai: consumatori che hanno regolarmente inviato la dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla televisione e che si sono ritrovate ugualmente l’importo di 70 euro.

“Non era difficile prevedere che qualcosa si sarebbe inceppato. Consumatori che hanno dichiarato di non avere la tv o che il canone andava pagato su un’altra utenza elettrica, si sono ritrovati, rispettivamente, uno e due canoni Rai in bolletta” afferma Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Ci sono anche persone che non hanno dichiarato nulla, dato che hanno la tv e sapevano di dover pagare, ma che non hanno ricevuto nella bolletta di luglio i 70 euro del canone e che ora ci chiedono cosa devono fare” prosegue Dona.

“L’Agenzia delle entrate ha tempo fino al 4 agosto per emanare il provvedimento sui rimborsi. Ma le bollette di luglio stanno ormai per scadere. Nessuno ha ancora spiegato ai contribuenti, una volta sospesa la domiciliazione di tutta la bolletta e pagata la sola luce, cosa devono fare per contestare l’addebito senza incorrere in problemi. Non è accettabile che si debba pagare e poi chiedere il rimborso, riavendo i soldi non si sa quando” conclude Dona.

L’Unione Nazionale Consumatori ricorda quello che per il momento è noto:

1) Domiciliazione. L’utente ha la facoltà di revocare l’autorizzazione all’addebito diretto sul conto corrente bancario delle fatture per la fornitura di energia elettrica, ma deve farlo nel suo complesso.  Ossia, per revocare la domiciliazione del canone, si deve revocare anche quella della luce. Cosa si debba fare dopo aver sospeso il pagamento, non è noto!

2) I soldi vanno prioritariamente per la luce. In caso di pagamento parziale della fattura elettrica, se non c’è l’indicazione da parte dell’utente dell’imputazione delle somme pagate, l’imputazione avviene prioritariamente alla fornitura elettrica. Ossia, se non si dice cosa si sta pagando, i soldi vanno per il pagamento della luce, evitando, così, problemi come il distacco della fornitura. Il pagamento parziale della fattura è effettuato secondo le modalità già ordinariamente definite dalle imprese elettriche per i pagamenti parziali, indicando l’imputazione nella causale di versamento.

3) Solleciti di pagamento. “In caso di mancato pagamento totale o parziale della fattura per la parte relativa ai consumi elettrici, l’impresa elettrica provvede ad inviare solleciti al cliente con le modalità ordinariamente utilizzate, anche per la parte relativa al canone”. Per quanto attiene alla quota di canone, le sanzioni e gli interessi eventualmente dovuti, sarà comunque l’Agenzia delle entrate ad applicarli. Se, entro l’anno solare, ossia entro 365 giorni, il cliente non ha provveduto al pagamento del canone, le azioni di recupero, con le relative sanzioni ed interessi, sono effettuate dall’Agenzia delle entrate.

4) No al distacco della luce. In nessun caso il mancato pagamento del canone comporta il distacco della fornitura di energia elettrica.

5) Niente sanzioni se il ritardo non dipende da noi, ma quando non dipende da noi? Nei casi in cui il tardivo versamento del canone “non dipenda da cause imputabili all’utente non si procede all’applicazione di sanzioni e interessi a suo carico”. Peccato che non si sappiano quali cause sono imputabili e quali no: se non ricevo l’addebito in bolletta fino ad ottobre e non segnalo nulla, sono colpevole?

6) Rimborsi. Il rimborso del canone addebitato al cliente dall’impresa elettrica ma non dovuto, avverrà, una volta che l’Agenzia delle entrate avrà verificato i presupposti della richiesta, mediante accredito della somma sulla prima fattura utile, oppure con altre modalità, purché sia assicurata all’utente l’effettiva corresponsione della somma entro 45 giorni (dalla ricezione da parte delle imprese elettriche dei dati trasmessi dall’Agenzia delle entrate). Manca, purtroppo, la tempistica entro la quale l’Agenzia dovrà verificare la spettanza, ossia pronunciarsi.

 

TURISMO: i consigli dell’Unc a prova di vacanza rovinata

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Prima durante e dopo: il nostro approfondimento per una vacanza senza problemi

Roma, 25 luglio 2016 – “Negli ultimi anni, il Codice del Turismo ha equiparato le agenzie viaggi on-line a quelle tradizionali per cui in caso di vacanza rovinata chi ha acquistato un pacchetto all-inclusive sul web beneficerà delle medesime tutele che sono riconosciute sui canali tradizionali”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori in merito a disservizi e alle truffe online sulle vacanze. “Inoltre -sottolinea Dona- per quanto riguarda il diritto di ripensamento il consumatore ricordi che per i pacchetti turistici venduti on-line, il venditore deve comunicare per iscritto l’esclusione del diritto di recesso o in in caso contrario l’utente potrà recedere anche dal contratto turistico”.

Sono aumentate le tutele, anche se purtroppo non sempre sono sufficienti. Ecco quindi alcuni consigli dell’Unc per  tutelarsi in caso di vacanza rovinata.

Prima di partire

  • richiedere copia del contratto che si sottoscrive, accertando che faccia chiaro riferimento alle offerte contenute nel catalogo informativo (in questo caso le indicazioni fornite da depliants e brochures saranno vincolanti per l’organizzatore);
  • se si sottoscrive una polizza di assicurazione, leggere attentamente le condizioni contrattuali (attenzione alla previsione di franchigie, spese non rimborsabili, etc.);
  • qualora la destinazione sia un paese straniero, verificare la necessità di adempimenti burocratici o sanitari (documenti di espatrio, visti di ingresso, vaccinazioni, etc.);
  • opporsi per iscritto ad eventuali richieste di ulteriori esborsi da parte dell’agenzia quando mancano meno di venti giorni alla partenza.

Durante la vacanza

  • il soggiorno deve svolgersi esattamente come previsto (ogni modifica del programma o della sistemazione alberghiera legittimano il consumatore al rimborso del prezzo per la prestazione non goduta oltre al risarcimento del danno);
  • rivolgersi ai rappresentanti dell’organizzazione sul posto per segnalare ogni difformità rispetto al contratto di viaggio;
  • documentare gli eventuali disagi tramite fotografie, dichiarazioni sottoscritte da altri turisti, fatture di spesa.

Al rientro

  • entro 10 giorni dal rientro, nel caso di difformità o disservizi, formalizzare un reclamo con richiesta di rimborso tramite raccomandata a.r. (o un qualsiasi strumento che consenta di provare l’avvenuto ricevimento) indirizzata all’agenzia di viaggi, al tour operator e per conoscenza all’Unione Nazionale Consumatori (via Duilio 13, 00192, Roma);
  • acquistando un pacchetto turistico tutto compreso, la richiesta dovrà essere indirizzata all’organizzatore e non al singolo fornitore di servizi turistici

Per assistenza vai sullo Sportello Turismo

 

 

TELEFONIA: più tutele con i sistemi di soluzione semplificata delle controversie, ma non basta

Comunicato stampa dell’Unione Nazionale Consumatori

Due milioni e mezzo di euro restituiti ai cittadini lombardi tramite conciliazioni/risoluzioni, se ne parla questa mattina a Milano, nell’ambito del convegno “I Co.Re.Com. e la tutela del cittadino consumatore nell’ambito delle telecomunicazioni”. Tra i relatori il Segretario generale Massimiliano Dona

Roma, 20 luglio 2016 – “I sistemi di soluzione semplificata delle controversie di consumo sono particolarmente efficaci soprattutto in alcuni settori, come quello delle comunicazioni elettroniche, dove lo scarso valore delle somme in contestazione induce talvolta i consumatori a rinunciare alla tutela dei propri diritti”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori a margine del convegno “I Co.Re.Com. e la tutela del cittadino consumatore nell’ambito delle telecomunicazioni–Forme di giustizia alternativa, conciliazioni e definizioni delle controversie”, in corso a Milano.

“I dati diffusi oggi dal Corecom di Milano -aggiunge Dona- evidenziano l’importanza dell’attività del Corecom, ma anche la criticità del mercato delle telecomunicazioni dove i disservizi sono all’ordine del giorno: dalle attivazioni non richieste ai costi di disattivazione, per non dire delle procedure di migrazione o portabilità. Situazioni dove spesso l’utente è alla mercé di venditori talvolta poco trasparenti!”.

Accanto ai Corecom dobbiamo poi ricordare l’opera delle Associazioni dei consumatori facilmente accessibili attraverso gli sportelli online delle associazioni dei consumatori: per assistenza vai allo sportello)

“E’ proprio grazie a questa rete di prossimità offerta da Corecom e Associazioni di consumatori  -sottolinea Massimiliano Dona- che i cittadini possono ritrovare fiducia in un mercato che presenta ancora molte insidie, tanto sul versante delle attivazioni non richieste, tanto su quello delle cosiddette chiamate indesiderate. Proprio per sensibilizzare il legislatore sugli eccessi del teleselling aggressivo, l’Unione Nazionale Consumatori ha recentemente lanciato una campagna di sottoscrizioni che ha raccolto numerose adesioni con l’hashtag #nondisturbarmi, disponibile ancora per qualche settimana sul sito www.consumatori.it. L’obiettivo della campagna (che stiamo portando avanti in collaborazione con Cittadinanzattiva, Movimento Difesa del Cittadino e Udicon), è di ottenere una riforma del “sistema call-center” e nello specifico:

1) Introduzione di un meccanismo di corresponsabilità tra l’azienda che avvia la campagna e il call-center che fa le telefonate (per evitare rimpalli di responsabilità e di dover perseguire piccoli call-center con sede all’estero), prevedendo anche un attività di monitoraggio e di educazione da parte del gestore.

2) Potenziamento del Registro pubblico delle opposizioni, così da ampliarne le prerogative prevedendo: la possibilità di iscrivere anche i numeri di cellulare e soprattutto che una volta iscritto il proprio numero, si possano così “cancellare” tutti i precedenti consensi (in modo tale da consentire al cittadino di riprendere il pieno controllo dei propri dati). Sarebbe inoltre preziosa l’istituzione di un Registro per censire le campagne promozionali (con indicazione dell’operatore che lancia la campagna, il periodo di riferimento e i numeri utilizzati per chiamare i consumatori) così da evitare all’utente di dover fare indagini complicate per scoprire chi lo ha disturbato

3) Incentivare gli operatori a gestire meglio i dati in loro possesso: il sistema attuale è costruito in modo tale da disincentivare le buone pratiche. Oggi, infatti, il pagamento alla Fondazione Ugo Bordoni (che si occupa del Registro) è proporzionale all’attività di scrematura dei numeri: tanto più pulisce le liste, tanto più l’azienda deve pagare la Fondazione. Ma in questo modo si disincentivano le imprese a cancellare i numeri (di fatto questi preferiscono pagare le sanzioni), mentre sarebbe meglio stabilire il pagamento in base al fatturato.