Archivio mensile:Marzo 2013

BANCHE: Consob, avvertenze chiare per risparmiatori

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Sono solo parole. Va vietata la vendita ai piccoli risparmiatori di prodotti rischiosi come le obbligazioni subordinate.

Roma, 31 ottobre 2016 – “Parole, parole, parole, soltanto parole. Siamo stufi delle chiacchiere! Quello che serve è che le banche non vendano più strumenti finanziari particolarmente rischiosi ai clienti al dettaglio e che siano riservati solo a investitori istituzionali. Basta, insomma, con le obbligazioni subordinate o strutturate vendute alle famiglie e ai clienti più deboli” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la notizia secondo la quale la Consob ha emanato una raccomandazione sulle avvertenze che devono essere date ai piccoli risparmiatori in nome della chiarezza e della semplicità.

ECONOMIA: peggiora fiducia consumatori a ottobre

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Dati altalenanti: scende il clima di fiducia, ma salgono le attese sulla situazione economica della famiglia

Roma, 27 ottobre 2016 – “Certo contano di più i dati reali, rispetto al clima di fiducia. Ma è evidente che anche chi può spendere, se non si attende nulla di buono per il futuro, è più restio a mettere mano al portafoglio. Per questo i dati di oggi non sono, in realtà, negativi, ma ambigui e altalenanti” afferma Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati Istat resi noti oggi, secondo i quali a ottobre diminuisce il clima di fiducia dei consumatori, passando da 108,6 a 108.

“Da un lato è negativo che peggiorino le aspettative circa la situazione economica del Paese (da -18 a -19), dall’altro è positivo che migliorino le attese sulla situazione economica della propria famiglia (da -10 a -7). Questo dato, infatti, è quello che ha più influenza sui consumi delle famiglie. Peccato che, andando a vedere le domande grezze (cfr tabella), ci si accorge per i prossimi 12 mesi, resta invariata la percentuale di chi considera la propria situazione molto migliorata e addirittura scende da 10 a 8,6 (-1,4 punti) il dato di chi la considera migliorata. Insomma, l’attesa per il futuro della propria famiglia migliora solo perché aumenta chi considera la propria situazione invariata o perché diminuisce chi la prevede peggiorata. Niente di entusiasmante, insomma!” dichiara Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

ALIMENTAZIONE: Unc commenta i dati del CENSIS

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Consumatori si dividono tra chi sa spendere e chi non sa allocare le risorse. Bisogna investire su informazione

Roma, 26 ottobre 2016 – “Con le difficoltà economiche delle famiglie, si amplificano anche le disuguaglianze informative e culturali: i consumatori, ancor prima che per reddito disponibile, si dividono tra chi “sa” spendere e chi “non sa” allocare le proprie risorse nell’acquisto al supermercato. Così in molti sprecano le pur poche risorse a disposizione, restando vittime di radicalizzazioni e scandalismi (così marginalizzando alcuni cibi) o seguendo le mode (esagerando con alimenti nuovi o funzionali)” afferma Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati resi noti oggi dal Censis sull’allargamento del food social gap.

“La proposta allora non può che essere quella di chiedere alle istituzioni un serio investimento informativo nelle scuole e presso i responsabili degli acquisti, tenendo conto dell’evoluzione digitale che ha realizzato le condizioni di informazione che, ormai disintermediata grazie a internet, rischia di generare comportamenti di consumo irrazionali” prosegue Dona.

“Ecco perché non basta investire, peraltro troppo poco, sul reddito disponibile delle fasce più deboli, ma si deve anche contribuire a scelte più informate: il post-expó non deve dimenticare questa missione divulgativa!” conclude Dona.

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Le regole per scegliere il prestito personale

finanziamenti soldiRichiedere un prestito personale è ormai diventata una cosa semplice. Non solo le procedure sono diventate un po’ più semplici e immediate, ma anche l’offerta ha subito un’enorme evoluzione nel corso degli ultimi anni, arricchendosi di tante soluzioni in grado di soddisfare qualunque esigenze. Nonostante questi vantaggi, la scelta di un prestito richiede comunque grande attenzione, perché bisogna valutare molti aspetti, non solo i costi che potrebbero invece far lievitare anche di molto l’importo della rata, ma anche l’affidabilità dell’istituto di credito prescelto.

Cosa bisogna valutare per scegliere il prestito personale

Quando infatti si inizia la ricerca della soluzione di prestito migliore bisognerebbe partire dalla valutazione di più offerte, allargando l’analisi alle proposte di vari istituti. A tal proposito è importante verificare come prima cosa il grado di affidabilità dei vari istituti di credito, che dovrà comparire negli elenchi della Banca d’Italia che indicano anche il possesso di un’autorizzazione necessaria per operare in Italia. Attuare questa piccola strategia consente infatti da tutelarsi dal pericolo di possibili truffe che spesso si nascondono dietro soluzioni di finanziamento particolarmente convenienti.

I tassi d’interesse rappresentano un altro aspetto a cui prestare molta attenzione. In modo particolare bisognerà valutare i valori del Tag e Taeg, dal momento che incidono direttamente sull’importo finale della rata.

  • Il Tan – tasso annuo nominale – che indica il tasso di interesse puro applicato dalla banca che eroga il prestito;
  • il Taeg – tasso annuo effettivo globale – indica il costo complessivo del finanziamento e comprende altre voci di costo, come ad esempio le spese di istruttoria o il costo dell’assicurazione. Per semplificare il discorso diremo che più alto sarà il valore del Taeg, maggiori saranno i costi del finanziamento.

Rappresentando un aspetto determinante per capire la convenienza del prestito, sarebbe opportuno anche verificare che i tassi previsti dal finanziamento prescelto siano in linea con i valori medi del mercato. Per farlo basta consultare le tabelle dei tassi soglia pubblicati ogni tre mesi dalla Banca d’Italia.

Cosa bisogna valutare prima di firmare il contratto

Se le condizioni proposte dal finanziamento sembrano essere vantaggiose fino a questo punto, non bisogna certo abbassare la guardia e firmare subito la documentazione. Leggere attentamente il contratto in tutte le sue parti consentirà di avere a disposizione molti altri aspetti su cui riflettere. Nel prospetto informativo sarà indicato ad esempio il numero delle rate da pagare, il singolo importo e la durata del finanziamento. Inoltre, in caso di dubbi, sarà possibile portare la documentazione a casa e prendersi tutto il tempo necessario per leggerla.

Tra gli aspetti indicati nel contratto a cui bisognerà prestare attenzione rientra le conseguenze previste in caso di estinzione anticipata del contratto. Si tratta di una possibilità riconosciuta a tutti i creditori che desiderano chiudere il prestito prima della scadenza pattuita versando la somma restante. La procedura seguita dagli istituti di credito prevede per questi casi specifici il rimborso del solo il capitale residuo.

La procedura potrebbe però prevedere dei costi aggiuntivi a seconda dell’ammontare del capitale residuo. Infatti se è superiore ai 10mila euro la banca potrebbe richiedere una commissione massima dell’1% se manca più di un anno al termine del piano di rimborso o dello 0,5% se mancano meno di 12 mesi. Se invece il capitale residuo è inferiore ai 10mila euro non è dovuta alcuna commissione. Infine, se una volta firmato il contratto, dovessero emergere dei dubbi o dei ripensamenti, sarà possibile sciogliere il contratto entro 10 giorni senza pagare alcun costo aggiuntivo o penale.

Per assistenza rivolgersi allo sportello banche

Autore:Unione Nazionale Consumatori
Data: 26 ottobre 2016

DIESELGATE: OK giustizia Usa a patteggiamento

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Gli Usa dicono si a patteggiamento da 14,7 miliardi di dollari per il Dieselgate. Italiani ed europei snobbati…

Roma, 25 ottobre 2016 – La giustizia americana ha approvato il patteggiamento da 14,7 miliardi di dollari di Volkswagen per lo scandalo delle emissioni diesel. L’accordo prevede anche il riacquisto da parte della casa tedesca di 475.000 auto a partire da novembre.

“Ancora una volta gli italiani e gli europei vengono discriminati e snobbati rispetto agli americani e questo solo per colpa di una legislazione meno avanzata, una class action fasulla senza danno punitivo ed un codice del consumo non adeguato a situazioni di questo tipo, dato che non prevede, almeno per il settore auto, che il produttore sia considerato responsabile anche per la qualità intrinseca dell’auto che sta fornendo” dichiara Raffaele Caracciolo, esperto di automotive dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Insomma, mentre negli Stati Uniti paga, in Italia la Volkwagen rifiuta persino la proposta transattiva dell’UNC, che prevedeva un bonus come supervalutazione dell’usato per l’acquisto di un altro veicolo nuovo. Un gesto di attenzione verso i consumatori che hanno scelto i prodotti della casa automobilistica sulla base della loro reputazione di qualità”  conclude Caracciolo.

 

L’esperto risponde su… canone Rai

Sono tra gli italiani che non hanno ancora ricevuto la richiesta di pagamento del canone in bolletta, che cosa devo fare?

In caso di mancato addebito del canone in bolletta, l’importo dovuto deve essere versato entro il 31 ottobre utilizzando il modello F24: i codici da inserire nel modello sono TVRI per il rinnovo e TVNA per un nuovo abbonamento. Purtroppo la scadenza prevista per la fine del mese è per lo più ignota alla maggior parte dei contribuenti e per questo motivo, la nostra associazione ha chiesto più volte alla Rai di darne immediatamente notizia alla fine dei telegiornali, come si faceva negli anni passati a gennaio e a febbraio. Il rischio, se non si paga entro fine mese, è che siano addebitate sovrattasse.

L’Agenzia delle entrate, nelle Faq del sito, riporta che: “In caso di mancato addebito, occorre verificare il tipo di contratto e controllare se il canone viene addebitato nella bolletta successiva. In caso contrario, l’importo dovuto deve essere versato entro il 31 ottobre 2016 utilizzando il modello F24″.

Ecco perché sarebbe il caso di regolarizzare la propria posizione entro il 31 ottobre.

Di seguito, l’elenco di chi, avendo un apparecchio televisivo, deve pagare il canone di abbonamento con modello F24, entro il 31 ottobre (o tutti i 100 euro in unica soluzione o una quota residua del canone):

1) Chi non ha ancora ricevuto il canone in bolletta. Se nessun componente della famiglia anagrafica ha ancora ricevuto il canone in bolletta e si detiene una tv, si deve provvedere al pagamento, in unica soluzione, di tutti i 100 euro, entro il 31 ottobre.

2) Quando nessun componente della famiglia anagrafica tenuta al versamento del canone è titolare di contratto elettrico di tipo domestico residenziale (decreto del ministero dello Sviluppo economico n. 94 del 13 maggio 2016).

Ad esempio:

a) Case multifamiliari dove c’è un solo contatore e abitano più famiglie (genitori e figli sposati oppure fratelli vari). In questo caso la famiglia titolare di contratto elettrico paga mediante bolletta, le altre famiglie versano il canone, se dovuto, mediante modello F24.

b) Inquilino, con luce intestata al proprietario. Gli inquilini che risiedono in una casa in affitto e l’utenza elettrica risulta ancora intestata al proprietario. Ricordiamo che gli inquilini devono pagare il canone anche se la tv è del proprietario dell’appartamento. Conta, infatti, la detenzione dell’apparecchio tv, non la proprietà.

c) Moglie che non ha la residenza anagrafica con il marito. In tal caso, essendo due distinte famiglie anagrafiche, il canone è dovuto sia dal marito che dalla moglie. Se, però, le utenze elettriche delle due case sono entrambe intestate al marito, o quella intestata alla moglie è utenza elettrica non residenziale, la moglie dovrà pagare con modello F24.

d) Bidelli che vivono nelle scuole, titolari dell’utenza elettrica.

e) Portieri che risiedono nella casa data a disposizione dal condominio, titolare dell’utenza elettrica.

f) Figli che abitano nella seconda casa dei genitori e hanno lì la residenza, ma la luce è intestata ad uno dei genitori. I figli, avendo la residenza anagrafica nella seconda casa dei genitori, costituiscono un’autonoma famiglia anagrafica e sono, quindi, tenuti al pagamento del canone. Ma essendo la luce intestata ai genitori, devono pagare in unica soluzione.

3) Chi abita nelle isole non interconnesse con la rete di trasmissione nazionale, ossia: Ustica, Tremiti, Levanzo, Favignana, Lipari, Lampedusa, Linosa, Marettimo, Ponza, Giglio, Capri, Pantelleria, Stromboli, Panarea, Vulcano, Salina, Alicudi, Filucudi, Capraia, Ventotene.

4) Chi ha variato l’utenza elettrica da “residente” a “non residente” entro il 30 giugno. In questi casi, infatti, il canone non arriva nella fattura elettrica.

5) Chi ha disattivato una utenza elettrica residente in corso d’anno e non ha attivato alcuna nuova utenza elettrica residente nel corso dello stesso anno. In questo caso, dato che nella fattura  di conguaglio non sono addebitate tutte le rate di canone mancanti sino a fine anno, occorre che la somma residua sia pagata direttamente dal contribuente con il modello F24.

6) Chi ha volturato l’utenza elettrica ad un terzo, e non ne attiva una nuova entro la fine dell’anno, deve pagare le rate mancanti con modello F24.

7) A chi è stata volturata una utenza elettrica in corso d’anno, il canone è addebitato dal mese di voltura della fornitura. L’addebito avviene nella prima fattura elettrica utile, nella quale sono addebitate le rate scadute. Dato che in questo caso l’importo non è 100 euro, ma è variabile a seconda della data di attivazione, se il televisore era già posseduto prima dell’attivazione dell’utenza l’eventuale importo non addebitato deve essere pagato mediante modello F24.

8) A chi ha attivato una nuova utenza elettrica, il canone è addebitato dal mese di attivazione della fornitura. L’addebito avviene nella prima fattura elettrica utile, nella quale sono addebitate le rate già scadute. Dato che in questo caso l’importo non è 100 euro, ma è variabile a seconda della data di attivazione, se il televisore era già posseduto prima dell’attivazione dell’utenza l’eventuale importo non addebitato deve essere pagato mediante modello F24.

9) In linea generale, in tutti i casi in cui l’importo complessivamente addebitato in fattura è inferiore al canone dovuto per l’anno di riferimento, occorre versare la differenza mediante modello F24.

10) Chi ha erroneamente scorporato la quota canone dalla bolletta elettrica, pagando con un bollettino “bianco”, è bene, invece, che non paghi con modello F24, ma che versi il canone con la stessa modalità, ossia all’impresa elettrica, per consentire all’impresa di riconciliare il pagamento e di rendicontare correttamente all’Agenzia delle entrate l’avvenuto versamento. Questo anche per evitare che l’impresa elettrica solleciti il pagamento, a fronte di un versamento già avvenuto con modello F24.

Ricordiamo ai consumatori che volessero informazioni o avessero bisogno di assistenza che l’Unione Nazionale Consumatori e Udicon, grazie al progetto “Canone tv in bolletta. Assistenza ai consumatori”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico ai sensi della legge 388/2000 art. 148, mettono a disposizione di tutti i cittadini i propri esperti che offriranno la consulenza in materia e aiuteranno coloro i quali volessero far richiesta di rimborso.

Ricordiamo che è attivo lo sportello nell’ambito del progetto  “Canone tv in bolletta. Assistenza ai consumatori”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico ai sensi della legge 388/2000 art. 148 e realizzato dalla nostra Unione Nazionale Consumatori insieme a Udicon. Per assistenza è possibile contattare l’Unione Nazionale Consumatori al numero 06-32600239 o mandare un’email all’indirizzo canonetv@consumatori.it e l’ Udicon al numero verde 800305503 o inviare la tue richieste all’email canonetv@udicon.org.

Autore: Mauro Antonelli
Data: 26 Ottobre 2016

televisore composizione

Cosa c’è dentro un televisore?

televisore composizione

Nel numero precedente della newsletter abbiamo visto di cosa è fatta una lavatrice, oggi vi raccontiamo il televisore. Anche la vecchia TV da buttare diventa un RAEERifiuto da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.  In questo articolo è possibile conoscere quali benefici porta all’ambiente un corretto trattamento di questi rifiuti. La nostra vecchia TV a tubo catodico contiene sostanze inquinanti come le polveri fluorescenti. E’ dunque indispensabile evitare che queste sostanze vengano disperse nell’ambiente. Ma il vecchio televisore contiene anche molte e importanti materie prime.

televisore riciclo

televisore ambiente

Il corretto trattamento di un televisore permette di recuperare importanti quantità di ferro, plastica, rame e altre “materie prime-seconde” che possono essere riutilizzate, evitando l’immissione in atmosfera di 18,2 kg di CO₂ e con un risparmio di 45,9 kWh rispetto all’energia necessaria per estrarre le stesse quantità di materie prime “vergini”.

Dal digitale alla cosmesi: i consumatori incontrano le aziende a consumiAmo

consumiAmoDebutto milanese per consumiAmo, il ciclo di eventi promosso da Unc con una serie di partner di eccellenza, volto ad avvicinare aziende e consumatori.

Il primo degli incontri che si è svolto il 12 ottobre, nella location Presso di via Sarpi, è stato dedicato alla sicurezza sul web, la privacy online e la semplificazione della burocrazia grazie al digitale; a mettersi in gioco al cospetto dei numerosi consumatori intervenuti, due colossi del mercato, Facebook Italia e Poste Italiane.

Proprio alle aziende intervenute, i cittadini hanno potuto porre alcune domande, imparando a conoscere, grazie a Poste, un servizio innovativo come Spid (nuovo sistema di Identità Digitale che permetterà a cittadini e imprese di accedere con credenziali uniche a tutti i servizi on-line di Pubbliche Amministrazioni e Imprese aderenti), ma anche interrogandosi, insieme ai protagonisti del digitale, sui rischi e le opportunità del web, soprattutto per quanto riguarda il rispetto della privacy.

Neanche a dirlo, il nome scelto per questo primo appuntamento è postiAmo!

Scarica l’esito del sondaggio sull’apprezzamento di postiAmo

Il pomeriggio di confronto a porte aperte si è concluso con un aperitivo digitale, utile occasione per approfondire alcuni dei temi trattati nel corso del workshop , ma anche per “toccare con mano” e saperne di più sui prodotti presentati.

Guarda la galleria fotografica di postiAmo

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Stesso posto, ma con protagonisti diversi qualche giorno dopo per cosmesiAmo, pomeriggio di incontri dedicato alla bellezza, il benessere e la prevenzione. Ad accompagnare i consumatori in questo percorso, Cosmetica Italia-Associaizone Nazionale delle Imprese Cosmetiche con una serie di esperti che si sono messi a disposizione dei presenti con tante utili informazioni e consigli per la cura del corpo (e non solo). A fare gli onori di casa, il Segretario generale dell’Unc Massimiliano Dona, protagonista, insieme al dermatologo Antonino Di Pietro del primo spazio dedicato alla salute della pelle; a seguire, la beauty blogger Roberta Scagnolari (Robyberta), ha illustrato i passaggi per un make up perfetto.

Scarica l’esito del sondaggio sull’apprezzamento di cosmesiAmo

Non è mancato naturalmente lo spazio per la solidarietà con l’approfondimento su “La forza e il sorriso onlus”, affidato alla Presidente dell’associazione Anna Segatti, che ha spiegato come la cosmesi può aiutare le donne in trattamento oncologico a “ritrovare il sorriso davanti allo specchio e dentro di sé”.

Alle ore 19, Luca Maffei, naso-creatore di AFM – Atelier Fragranze Milano ha guidato i presenti alla scoperta del legame tra profumi e territorio, rivelando ai numerosissimi presenti un mondo di fatto di odori e sensazioni sconosciuto ai più; anche l’aperitivo non poteva che essere a tema con una selezione di cocktail per inebriare il gusto e l’olfatto, a cura di Lab Solue dell’Hotel Magna Pars Suites di Milano.

Non solo parole, naturalmente in questo open day dedicato alla bellezza: sono state infatti allestite per tutto il pomeriggio delle postazioni per styling e finishing della pettinatura a cura di Camera Italiana dell’Acconciatura e delle postazioni make up a cura delle volontarie de La forza e il sorriso Onlus.

Guarda la galleria fotografica di cosmesiAmo

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“L’UNC, da sempre lavora per agevolare il dialogo tra il consumatore, le aziende e le istituzioni -afferma il Segretario generale Massimiliano Dona, commentando il successo di queste iniziative- e siamo sicuri che questa sia la chiave per avvicinare i protagonisti del mercato: consumatori e aziende. Grazie a questo format innovativo infatti gli utenti possono toccare con mano i servizi delle aziende e avere risposte chiare sul mercato di riferimento. D’altra parte abbiamo fatto nostro lo slogan di Presso, la location che ci ha ospitati, “vietato non toccare” e che vogliamo trasmettere ai cittadini che partecipano, sia per quanto riguarda gli oggetti, sia per quanto concerne i servizi di cui si parla”.

Guarda il video di presentazione di consumiAmo

Autore: Simona Volpe
Data: 26 Ottobre 2016

PREMIO DONA: l’Unc si mette in gioco con i dispositivi di Fitbit

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Si svolgerà il 18 novembre la decima edizione del Premio Vincenzo Dona, il più importante evento sui consumi nel panorama italiano, che quest’anno è dedicata alla gamification: l’UNC per l’occasione inaugura una collaborazione con Fitbit, l’azienda leader nel mercato dei fitness tracker indossabili che porta il programma di Corporate Wellness tra i propri collaboratori e dipendenti.

Roma, 24 ottobre 2016 – Il conteggio dei passi, le calorie bruciate, la qualità del sonno e un po’ di sana competizione: sono gli ingredienti della sfida lanciata dall’Unione Nazionale Consumatori tra i propri dipendenti della sede nazionale. Arbitro della sfida, Fitbit,  leader nel mercato dei Connected Health and Fitness, che porta il suo Corporate Wellness Program all’interno di UNC: la squadra vincitrice della sfida sarà rivelata il prossimo 18 novembre in occasione Premio Vincenzo Dona (Roma, Teatro Argentina). SCARICA L’INVITO AL PREMIO DONA 

“In questa decima edizione del Premio Dona, dedicata al consumatore “ludico” -spiega il Segretario generale Massimiliano Dona- siamo i primi a metterci in gioco, accettando la sfida di Fitbit a migliorare la qualità della vita dei nostri dipendenti. Dai primi di ottobre fino a metà novembre, i dirigenti, i consulenti, gli addetti alla comunicazione e la nostra amministrazione saranno tutti in gara, divisi per squadre, con i dispositivi che misurano il numero di passi di ciascuno incitandoci a fare movimento. I primi risultati si iniziano a vedere e anche gli irriducibili dell’automobile, parcheggiano più distante per guadagnare qualche passo!”.”E’ questo lo spirito della gamification a misura di consumatore -aggiunge Dona- dove tecnologia e marketing sfruttano la dimensione ludica per interagire con le persone e contemporaneamente farle sentire parte di una comunità: sarà questo uno degli aspetti che analizzeremo nel corso del nostro Premio Dona in cui ospiteremo, tra gli altri, anche il country manager di Fitbit Italia Giovanni Bergamaschi per raccontarci il Corporate Wellness Program dell’azienda. Ma non solo: in piena tradizione con il nostro evento, ormai affermatosi come il più importante appuntamento sui consumi nel panorama italiano, il tema sarà trattato da diverse angolazioni, così da comporre, come nel Tetris che abbiamo usato sull’invito, uno nuovo spunto di riflessione”.

“Sappiamo che tecnologia e dati sono un connubio vincente quando si tratta di migliorare il proprio benessere e la propria forma fisica -spiega Giovanni Bergamaschi, Regional Director, Mediterranean, Gulf and Africa. Negli ultimi sei anni, Fitbit si è molto impegnata nello sviluppo di tecnologia e di servizi sempre più avanzati proprio per migliorare i propri programmi di Corporate Wellness. Abbiamo collaborato anche con UNC in questa direzione, per migliorare non solo la salute, ma anche il morale, delle persone che lavorano in azienda”.

Per essere sempre aggiornato sulla gara e soprattutto sulle novità sul “Premio Vincenzo Dona”, seguici sulla nostra pagina Facebook e su Twitter attraverso l’hashtag #premiodona e #fitbit