Archivio mensile:Marzo 2013

MUSICA: Tar conferma sanzione a TicketOne

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Ora Antitrust si pronunci sull’esposto presentato dall’UNC fin dal mese di maggio

Roma, 31 marzo 2017 – “Una buona notizia, considerato che quella vecchia sanzione non è bastata a sensibilizzare la società nella tutela dei consumatori” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la sentenza del Tar del Lazio, che ha confermato la sanzione da 50mila euro inflitta dall’Antitrust nel 2011 a TicketOne per la ritenuta ingannevolezza della pratica commerciale realizzata con riferimento al profilo informativo nella vendita di biglietti on-line.

“Ora, però, è importante che l’Antitrust si pronunci al più presto sull’esposto che abbiamo presentato fin dal mese di maggio sul fenomeno del secondary ticketing. In particolare, serve una parola definitiva prima dell’inizio della prossima stagione estiva” conclude Dona.

La tappa romana di postiAmo 2017: rivivi con noi la giornata!

Sicurezza sul web, le App, reputazione online in ottica “social”, frodi informatiche, il servizio SPID -Sistema Pubblico di Identità Digitale- e il Bonus cultura di 500 euro dedicato a chi compiuto 18 anni nel ’98, sono stati gli argomenti affrontati con gli studenti dell’ I.S.I.S. V. Gioberti, a marzo al Talent Garden di Poste Italiane di Roma durante “postiAmo”, l’evento nato da una sinergia tra Unione Nazionale Consumatori, Poste Italiane e Facebook Italia. Una giornata di edutainment che ha alternato momenti di formazione a momenti di ‘gamification’ seguiti con grande entusiasmo dagli alunni intervenuti.

Per rivivere insieme l’atmosfera della mattinata di confronto guarda il video dell’evento.

Guarda la fotogallery della giornata.

Modifiche unilaterali dei contratti da parte degli operatori telefonici

Finalmente si è scritta, almeno per il momento, la parola “fine” a quella pratica oltremodo fastidiosa degli operatori di telefonia che da un po’ di tempo a questa parte hanno cambiato la frequenza della fatturazione delle bollette (fissa e mobile) passando da un mese a 28 giorni.

L’Agcom con propria delibera ha stabilito che la cadenza di fatturazione di rete fissa, deve essere il mese e ciò al fine di garantire la comparabilità delle offerte consentendo, inoltre, agli utenti di tenere sotto controllo i consumi e la spesa.

Diverso è il discorso per quel che riguarda la telefonia mobile in quanto, nella maggioranza dei casi, le tariffe sono pre-pagate con un determinato numero di minuti di chiamata, sms e traffico dati. La fatturazione ogni 28 giorni (anziché mensile) comporta una spesa maggiore per l’utente, con un incremento dell’8% circa all’anno.

E’ pur vero in tal caso che, se un utente dispone di 1 GB al mese,  ad ogni rinnovo con fatturazione ogni 28 giorni avrà 13 GB all’anno, mentre con quella mensile soltanto 12 GB e così per le chiamate e gli SMS ma è altrettanto vero che questo “regalo” da parte degli operatori nessuno l’ha chiesto.

Su questo aspetto, tuttavia, Agcom non ha grandi margini di intervento e quindi si è limitata a congelare i 28 giorni per evitare che qualche operatore possa intervenire riducendo ancora il periodo di fatturazione peggiorando ulteriormente la situazione.

Infine, nel caso di offerte convergenti che coinvolgono quindi la telefonia fissa e mobile, Agcom ha stabilito il principio della prevalenza del fisso sul mobile quindi la fatturazione sarà su base mensile.

Vi terremo aggiornati sull’evoluzione della vicenda.

Autore: Claudio Pontellini
Data: 31 marzo 2016

ELETTRICITA’ E GAS: bollette, da 1° aprile elettricità +2,9%, gas -2,7%

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Un aumento su base annua pari 14,80 euro per la sola luce per la famiglia tipo

Roma, 30 marzo 2017 – Secondo quanto stabilito dall’Autorità per l’Energia, dal 1° aprile per la famiglia-tipo la bolletta dell’elettricità registrerà un aumento del 2,9%, mentre la bolletta del gas scenderà del 2,7%.

“Una brutta notizia, considerato che da aprile a luglio nessuno potrà usufruire della riduzione del prezzo del gas, essendo i riscaldamenti spenti. In concreto, quindi, sui bilanci delle famiglie inciderà solo l’aumento dell’elettricità” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.

Secondo lo studio dell’associazione, per una famiglia tipo significa pagare, su base annua (non, quindi, secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° aprile 2017 al 1° aprile 2018), 14,80 euro in più per la sola luce.

“Invitiamo il Governo Gentiloni a mettere mano agli oneri di sistema sull’elettricità che continuano a pesare per il 18,89 per cento” conclude Vignola.

uova e colomba pasquale

Ecco i nostri consigli su come scegliere le uova e la colomba

Pasqua

Uova di cioccolato, colombe pasquali e altre tipicità saranno i protagonisti delle tavole di Pasqua, ma bisogna fare attenzione a prezzi e qualità. Ecco allora i consigli dell’esperto UNC per la sicurezza alimentare, il prof. Agostino Macrì:

Le uova di cioccolato sono una ‘derivazione’ delle uova sode che venivano colorate in occasione della Pasqua; oggi sono la gioia di ogni bambino, anche se si fa sempre meno caso alla qualità del cioccolato, al suo peso e al costo unitario. Pur essendo tutta la cioccolata sicura dal punto di vista nutrizionale, la quantità di cacao è determinante per differenziare un cioccolato di pregio da uno di minore valore: un cioccolato fondente in cui il cacao è molto superiore al 50 per cento, ad esempio, dovrebbe costare di più di un cioccolato al latte, anche se non sempre è così.  Nella scelta dell’uovo:

  • è sempre bene leggere attentamente le etichette, facendo attenzione alla data di scadenza del prodotto e alla qualità del cioccolato: solo il ‘cioccolato puro’ non contiene oli tropicali o altri grassi vegetali; in caso contrario, deve essere riportata la dicitura ‘contiene altri grassi vegetali oltre al burro di cacao’, dicitura che deve essere ben visibile e chiaramente leggibile in modo da essere di facile e immediata consultazione per il consumatore.
  • nelle etichette viene riportata la natura dei grassi vegetali aggiunti (se contiene olio di palma o altri oli deve esserci scritto): di conseguenza indicare “senza olio di palma” è pleonastico e serve solo a trarre in inganno i consumatori.
  • Non dimentichiamo, infine, che l’etichetta può fornire indicazioni utili anche sul prezzo adeguato del prodotto: considerato il contenuto in cacao della cioccolata (inferiore al 50%) e valutati i costi di produzione, di confezione e della sorpresa, un prezzo ragionevole dovrebbe aggirarsi tra i 35 e i 45 euro al Kg.

Un discorso analogo si può fare con le colombe, i cui costi possono variare in funzione non tanto della qualità e della sicurezza, quanto delle strategie di vendita. E’ infatti possibile trovare una colomba della stessa marca con prezzi molto diversi tra i vari punti di vendita: in alcuni casi si tratta di vendite ‘civetta’ per indurre i consumatori a fare altri acquisti nello stesso esercizio commerciale. Bisogna soltanto evitare di abboccare e di limitarsi ad acquistare soltanto i prodotti i cui costi sono effettivamente convenienti. E’ inoltre bene ricordare per le colombe esistono dei disciplinari di produzione che dicono come debbono essere fatte.

Per quanto riguarda infine la carne, ne esistono di diversi tipi e i costi di produzione sono molto diversi, tuttavia non sempre si riflettono sul prezzo al consumatore finale. Attualmente parte della carne ovina in commercio è di importazione e diviene sempre più difficile riuscire a distinguerla: non si può escludere che venga venduta carne importata (magari dall’Australia) come italiana: si tratta quindi di fare molta attenzione e confidare nella serietà dei rivenditori.

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Autore: Sonia Galardo
Data: 29 marzo 2017

Salari: scesi in Italia dello 0,3% l’anno

Tra il 2009 e il 2016 i salari reali sono diminuiti in sette paesi europei, in 18 sono cresciuti più lentamente rispetto al periodo precrisi, mentre in 3 paesi (Germania, Polonia e Bulgaria) sono saliti più rapidamente di quanto accaduto tra il 2001 e il 2008.

È’ quanto emerge da una ricerca della Ces, la confederazione europea dei sindacati, secondo la quale in Italia si è registrato un calo medio degli stipendi reali dello 0,3 per cento l’anno. La flessione più consistente è stata registrata in Grecia (-3,1 per cento l’anno). Seguono: -1% in Croazia, -0,9% in Ungheria, -0,7% in Portogallo, -0,6% a Cipro, -0,4% nel Regno Unito e -0,3% in Italia. Il dato nel nostro Paese risente del blocco dei contratti dei dipendenti pubblici.

Nel 2016 i salari hanno cominciato a crescere di nuovo ma sono rimasti stagnanti in Italia, Francia e Grecia.

L’aumento del trasporto di merci e posta, pari al 3,1%, è dovuto solo all’incremento dei trasporti internazionali (+5,7%), mentre quelli nazionali diminuiscono sensibilmente (-20,5%).

Il traffico merci si concentra nei due grandi sistemi aeroportuali di Milano Malpensa, che nel 2015 copre il 54,3% del traffico totale delle merci (51,5% nel 2014), e Roma Fiumicino, con il 15,4% dell’intero traffico (era 15,7% nel 2014). Al terzo posto, con il 12,9%, l’aeroporto di Bergamo (sceso di 0,5 punti, era 13,4%). Complessivamente nei tre aeroporti viene movimentata una quota di merce pari all’82,6% del traffico totale.

I movimenti di merci registrano rialzi soprattutto verso il Sud-America (+15%), i paesi europei extra Ue (+10,2%), il Centro America (+7,4%), i Paesi Ue (+6,3%) e l’Asia (+5,7%); risultano, invece, in calo quelli da e verso l’Africa (-5,4%).

La principale area geografica di destinazione e provenienza delle merci trasportate negli aeroporti italiani è l’Asia, con circa 370 mila tonnellate (pari al 42,5% del totale della merce trasportata da e per l’estero); per i Paesi Ue si contano invece 277 mila tonnellate (pari al 31,8%), mentre per il Nord America le tonnellate sono 130 mila (il 14,9% circa del totale).

In particolare, con circa 140 mila tonnellate di merce movimentata, la Germania rimane anche nel 2015 il principale paese europeo di origine/destinazione; seguono la Russia (circa 39 mila tonnellate) e il Belgio (più di 34 mila tonnellate).

Il notaio risponde su… rent to buy

Ho sentito parlare di “rent to buy”: di che si tratta?

È un nuovo tipo di contratto in base al quale il proprietario consegna fin da subito l’immobile al conduttore-futuro acquirente, dietro il pagamento di un canone che deve comprendere due distinte componenti: una per il pagamento dell’utilizzo e una da imputare al prezzo finale di vendita. Dopo un certo periodo di tempo il conduttore può decidere se acquistare il bene, detraendo dal prezzo la componente dei canoni pagati destinata al prezzo di acquisto.

Guida “Rent to buy” Consiglio Nazionale del Notariato

Le regole d’oro per tutelare i risparmi

Valentina GrecoDal 2007, anno del noto fallimento della banca d’affari americana Lehman Brothers, il sistema bancario ha iniziato a manifestare le sue fragilità: le conseguenze di quel caso si ripercuotono ancora oggi nei sistemi di tutto il mondo e naturalmente anche in Italia, basti pensare al recente fallimento delle quattro banche popolari (Banca Etruria, Carichieti, Banca Marche e Cassa di Risparmio di Ferrara).

Abbiamo deciso di parlarne con uno degli avvocati che in questi anni hanno seguito i casi degli iscritti dell’UNC, l’avvocato Valentina Greco.

Perché, secondo lei, i problemi non mancano soprattutto a livello locale?

Dirigenti incapaci, frequenti collusioni con la politica, molte più filiali e dipendenti di quanti siano giustificati dalle loro dimensioni e una sorta di campanilismo finanziario hanno portato alla nascita di decine di piccole banche, troppo spesso poco efficienti. Ma il problema più attuale è quello dei crediti “deteriorati” che pesano sui bilanci delle banche e rendono difficile erogare nuovi prestiti. Questi crediti sono frutto in parte della crisi economica, che ha fatto sì che diversi privati e imprenditori non fossero più in grado di ripagare gli interessi sui prestiti ricevuti. Altre volte sono il frutto di scelte imprudenti e sconsiderate da parte dei manager delle banche, che hanno prestato (ad amici o alleati politici) somme che difficilmente avrebbero potuto essere restituite. Il risultato è che -a causa delle regole che impongono un rapporto tra patrimonio e prestiti erogati- questa situazione blocca la capacità delle banche di erogare nuovi prestiti con grave danno per tutto il sistema economico. Il problema è emerso con sempre più chiarezza anche grazie alle ispezioni e agli stress test della BCE, che hanno rivelato la difficile situazione italiana.

Avv. Greco, che soluzione ipotizza?

Le possibilità, in questo caso, sono sostanzialmente due: aumentare il patrimonio delle banche oppure ridurre la quantità di crediti deteriorati. Il governo vorrebbe fare tutte e due, ma usando soldi pubblici. È una soluzione che è appoggiata da tutti quelli che in genere vengono chiamati “poteri forti”: Banca d’Italia, ABI, Confindustria e persino il Fondo Monetario Internazionale. Il problema è come farlo essendovi un grosso ostacolo da superare: e cioè l’Europa e la sua direttiva sul bail-in.

Dopo l’applicazione parziale della direttiva nel caso delle quattro banche, non sono difatti mancate le critiche: un numero elevatissimo di obbligazioni subordinate (le prime a subire perdite in caso di dissesto di una banca) non sono state vendute ad investitori che possedevano la competenza necessaria ad acquistare questi strumenti, ma a risparmiatori “comuni” senza alcuna conoscenza specifica. Per questo il governo sta cercando di ottenere dall’Europa la possibilità di salvare le banche italiane senza applicare la BRRD. Ma se anche questo ostacolo venisse superato, resta il problema di trovare decine di miliardi per mettere in sicurezza tutto il sistema, ripulendolo delle centinaia di miliardi di crediti deteriorati.

Alla luce di questo sconsolante panorama, quali consigli dare ai risparmiatori interessati ad effettuare investimenti in strumenti finanziari?

Direi di prestare la massima attenzione a queste poche e semplici regole:

  • chiedere alla banca di prestarvi il servizio di consulenza in materia di investimenti. In questo modo il consulente fornisce consigli o raccomandazioni personalizzate circa una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. La consulenza in senso proprio assicura un elevato grado di tutela, perché mette al servizio dell’investitore la professionalità del consulente che suggerirà solo operazioni ritenute adeguate, assumendosene anche la responsabilità;
  • compilare con cura ed autonomamente (senza l’aiuto dell’intermediario) il c.d. “questionario Mifid” che la banca deve sottoporci prima di effettuare un investimento e che contiene domande sull’esperienza e situazione finanziaria, sugli obiettivi di investimento e sull’attitudine al rischio;
  • non firmare mai moduli o contratti senza prima averli letti e soprattutto senza aver compreso la natura ed il rischio insito nell’investimento stesso. Ricordarsi che non esistono investimenti che rendono tanto e sono poco rischiosi;
  • diffidare delle proposte di guadagni facili e sicuri. Chiedere sempre quanto rendono investimenti alternativi potenzialmente meno rischiosi, quali ad esempio i titoli di Stato italiani e tedeschi di pari scadenza.

E se nonostante tutti gli sforzi, si rimanesse comunque vittima di perdite economiche in conseguenza di un cattivo investimento? Beh in questo caso, i consulenti dell’UNC sono sempre a disposizione dei risparmiatori per un’analisi della posizione atta a comprendere se l’intermediario finanziario ha svolto correttamente la sua attività.

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Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 29 marzo 2017

TELEFONIA: per telefonia mobile cadenza non inferiore a 28 giorni

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Nuova delibera dell’Autorità delle Comunicazioni. Per UNC, bene che si fissino le regole, ma si poteva fare di più

Roma, 24 marzo 2017 –  “Bene che alcune regole siano state messe nero su bianco dall’Authority, ma si poteva fare di più. Sul credito residuo, ad esempio, le compagnie dovrebbero mettere a disposizioni degli utenti tutte le opzioni elencate, dall’sms alle app, così da dare un’ampia gamma di scelta ai clienti. Rispetto alla cadenza di fatturazione non inferiore ai 28 giorni per la telefonia mobile, si tratta di una mera ratifica di quanto già deciso dalle compagnie” afferma Dino Cimaglia, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.

La delibera dell’Autorità per le Comunicazioni ha stabilito che per la telefonia fissa il criterio della fatturazione debba essere il mese, mentre per la telefonia mobile la cadenza della fatturazione non possa essere inferiore a 28 giorni.

L’Autorità ha altresì stabilito, nei casi di offerte di telefonia mobile con cadenza diversa da quella mensile, l’obbligo per gli operatori di informare l’utente, tramite l’invio di un sms, dell’avvenuto rinnovo dell’offerta. Per il credito residuo ha deciso che gli utenti debbano conoscere gratuitamente il proprio credito tramite una pagina ad accesso riservato consultabile nel sito web dell’operatore o tramite applicazioni dedicate, nonché attraverso un messaggio informativo inviato dal numero telefonico di assistenza clienti o via sms gratuito. Gli operatori avranno 90 giorni per adeguarsi alle nuove regole.

FISCO: bene il decreto proroga rottamazione cartelle

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Bene, ma non bastano 21 giorni in più. Vanno cambiate le istruzioni di Equitalia. Attenti a pagare in ritardo la seconda rata!

Roma, 24 marzo 2017 – Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto ad hoc per prorogare dal 31 marzo al 21 aprile la scadenza per fare domanda di rottamazione delle cartelle esattoriali.

“Bene, ma non basta. Dare appena 21 giorni in più non è sufficiente per evitare le code fuori dagli uffici di Equitalia” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“A meno che si cambiano le istruzioni per l’invio del modulo di richiesta ed Equitalia, come avrebbe dovuto fare fin dall’inizio, non si decide ad indicare la possibilità di spedire il modello anche con raccomandata a/r. Attualmente, infatti, sono segnalate 3 solo modalità: on line con credenziali di accesso, via posta (e-mail o pec) o presso gli sportelli dell’Agenzia. Inevitabile, quindi, che gli anziani che non hanno il computer siano costretti a stare in coda per ore. Peraltro, per inviare il modulo via email non basta avere il computer ed un casella di posta, ma serve anche uno scanner, visto che la domanda va accompagnata con una copia del documento di identità. Anche telefonando al call center 06-01-01 si esclude la possibilità dell’invio attraverso la posta tradizionale” prosegue Dona.

L’associazione mette in guardia i consumatori anche rispetto ad un nuovo rischio. A differenza di quanto previsto dal decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193 e dalla legge di conversione (legge 1 dicembre 2016, n. 225), se non si pagano o si pagano, anche con un solo giorno di ritardo, le rate successive alla prima, non solo, come si sapeva, salta la rottamazione e tornano a scattare sanzioni e interessi delle vecchie cartelle, ma salta anche il vecchio piano di dilazione. Questo vuol dire che se il contribuente aveva ottenuto di pagare il debito in 6 o 10 anni, perde anche questo beneficio se, dopo aver chiesto la definizione agevolata, non rispetta tutti i pagamenti successivi al primo.

“Una “nuova” regola che chiediamo di cancellare, non essendo stata prevista dal legislatore e non potendo essere decisa in altra sede” conclude Dona.