Archivio mensile:Marzo 2013

ALIMENTAZIONE: Unc organizza il primo corso di formazione dedicato alla prevenzione degli sprechi alimentari

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Nell’ambito del Progetto Life-Food. Waste. StandUp, il 28 aprile  all’hotel Holiday Inn di Roma, formazionper operatori di Info Point Unc per sensibilizzare i consumatori sugli sprechi alimentari

Roma, 27 aprile 2017 –  Con lo scopo di interessare, informare e consigliare i consumatori, le imprese  agroalimentari e le imprese  della distribuzione, sul tema degli sprechi alimentari,l’Unione Nazionale Consumatori, nell’ambito del progetto Life-Food.Waste.StandUp, organizza il 28 aprile all’Hotel Holiday Inn di Roma, il primo corso di formazione per operatori di Info Point Unc che quindi saranno in grado di fornire adeguate e utili informazioni anti-spreco. 

Il progetto  è  realizzato in partenariato con  Federalimentare, Federdistribuzione e Fondazione Banco Alimentare Onlus e Co-finanziato dalla Commissione Europea.

Gli  Info Point saranno attivati in 59 città italiane in 15 regioni diverse per poter garantire la massima copertura su tutto il territorio nazionale con l’obiettivo  di aumentare la conoscenza e la consapevolezza in materia di prevenzione allo spreco.

Secondo dati della Fao, nel mondo vengono sprecate 1,3 mld tons di cibo ogni anno  e, in particolate in Italia, ogni anno vengono buttati via alimenti per un valore di circa 12,6 mld di euro. La produzione degli alimenti annualmente sprecati nel bel Paese equivale a 24,5 mln di ton. di carbonio inutilmente sprigionate in atmosfera. Gli sprechi a livello domestico sono i più rilevanti, corrispondono, infatti, a circa il 42% del totale e ammontano a circa 76 kg pro capite/anno, di cui il 60% potrebbe essere evitato. Invece, gli sprechi relativi ai processi di produzione/trasformazione degli alimenti, corrispondono a circa il 39% mentre gli sprechi nella ristorazione sono vicini al 14%.

“Il corso di formazione e i futuri info point saranno di fondamentale importanza per una adeguata campagna di prevenzione e sensibilizzazione sul tema degli sprechi -spiega Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori- per questo abbiamo aderito con slancio al progetto Life Food Waste Stand Up, con la ferma convinzione dell’urgenza di contestualizzare presso la cittadinanza nuovi comportamenti nel rapporto con il cibo anche per aiutare le fasce più deboli e bisognose.”

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PUBBLICITA’: segnalazione all’Antitrust per le foto di Belen, Fedez, Tatangelo e altri influencer

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Basta con i selfie pubblicitari pubblicati sui social network dai personaggi famosi

Roma, 27 aprile 2017- Basta con i personaggi famosi che fanno pubblicità camuffata sui loro blog o sui social network attraverso la pubblicazione di foto e video.

L’Unione Nazionale Consumatori ha presentato un esposto all’Autorità Antitrust, chiedendo di accertare “la legittimità di questa sorta di product placement camuffato sui social network”.

A finire nel mirino dell’associazione le foto di numerosissimi personaggi famosi, tra i quali Belen, Fedez, Anna Tatangelo, Melissa Satta. Perché? “A nostro avviso -spiega l’avvocato Massimiliano Dona- si tratta di pratiche volte alla pubblicazione, con evidenti finalità promozionali, di foto e video su popolari piattaforme social, promuovendo di fatto marchi e prodotti commerciali noti, senza però che siano date indicazioni esplicite circa la natura pubblicitaria di questo endorsement: vogliamo capire se le aziende che fanno pubblicità in questo modo violano il Codice del Consumo, considerato che omettono ogni dicitura idonea a spiegare che si tratta di contenuti sponsorizzati. Un’abitudine molto diffusa sia in Italia che all’estero tra i personaggi più amati dello sport, della moda e dello spettacolo”.

L’obiettivo dell’associazione è quello di ottenere maggiore trasparenza: la proposta è che, d’ora in poi, accanto alla foto, compaia una didascalia di accompagnamento che informi correttamente il fan del carattere promozionale del messaggio, nel rispetto del Codice del Consumo, che all’art. 22 prescrive di indicare l’intento commerciale di una pratica promozionale.

“La pubblicità occulta ha il potere di influenzare inconsapevolmente i consumatori nella scelta di un prodotto o nel giudizio su un brand. Se fatta sul web è in grado di raggiungere una vasta platea di persone. A maggior ragione è efficace se fatta da personaggi famosi, i cosiddetti influencer, che hanno online un largo seguito di followers, spesso adolescenti.  Per questo urge anche un nuovo quadro normativo che regoli la pubblicità realizzata sui social network” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

TRASPORTI: su Alitalia siano rispettati diritti dei passeggeri

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Enac, Governo ed eventuale Commissario garantiscano rispetto della Carta dei diritti del passeggero

Roma, 26 aprile 2017 – “Sulla vicenda Alitalia, non basta prendere atto che al momento esistono le condizioni per il mantenimento della piena operatività o fare un prestito ponte” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Nell’interesse della stessa Alitalia, Governo, Enac ed il futuro Commissario devono prendere l’impegno che chi sta per prenotare le proprie vacanze non si trovi all’ultimo momento con i voli cancellati e le vacanze rovinate. Va garantita, insomma, anche l’operatività a medio termine, altrimenti, in caso di mancata vendita ed eventuale fallimento, i consumatori rischiano di rimanere con un pugno di mosche” prosegue Dona.

“Inoltre, chiediamo un impegno per il rispetto della Carta dei diritti del passeggero, ossia che anche in caso di fallimento, la tempistica possa consentire il rimborso del biglietto e, se dovuta, la compensazione pecuniaria” prosegue Dona.

“Dopo l’avvio della procedura fallimentare, infatti, i viaggiatori non riuscirebbero a far valere i loro diritti e la Carta dei diritti del passeggero rischierebbe di diventare carta straccia. Gli utenti, infatti, sono, purtroppo, l’ultima ruota del carro nell’elenco dei creditori che devono essere soddisfatti. Inutile, quindi, insinuarsi al passivo” conclude Dona.

L’esperto risponde su… tagliando auto

E’ vero che  posso fare i tagliandi dal mio meccanico di fiducia, senza perdere la Garanzia?

Sì, lo stabilisce il Regolamento Europeo 1400/2002, noto come Direttiva Monti, aggiornato nel 2010 come Regolamento 461/2010, che si propone di permettere la concorrenza tra Officine Autorizzate e Officine indipendenti per la manutenzione ordinaria, anche durante il periodo di garanzia. Attenti però alla necessità imprescindibile, ai fini della garanzia, che il tagliando sia eseguito in assoluta conformità alle prescrizioni della Casa, sia per quanto riguarda la qualità dei materiali usati che le ispezioni prescritte a quella scadenza. Scegliete un’Officina attrezzata, che disponga delle informazioni specifiche (non basta quanto riportato nel libretto di uso e manutenzione, che è una sintesi puramente informativa a uso del Cliente, non dell’Officina) e che sia in grado di certificare seriamente la conformità del tagliando rispetto alle prescrizioni della Casa.

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Autore: Raffaele Caracciolo
Data: 26 aprile 2017

Frodi alimentari: ecco le più diffuse (seconda puntata)

Abbiamo già parlato di cosa si intende quando si parla di frodi alimentari e di quali sono i tipi di inganno. Vediamo ora, sempre nell’ambito del progetto “No problem – Assistenza, informazione, incontri con le Associazioni dei consumatori”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, ai sensi del Decreto 6 agosto 2015, quali sono le frodi più diffusi in relazione ai diversi alimenti:

OLIO DI OLIVA

  • sofisticazione con l’aggiunta di oli di semi vari scadenti;
  • contraffazione utilizzando oli di semi vari colorati;
  • aggiunta in percentuali inferiori al 20% di olio di semi di nocciola di provenienza turca o oli spagnoli o extracomunitari “deodorati”.

VINO

  • impiego di zuccheri diversi da quelli provenienti dall’uva e sottoprodotti vinosi, quali vini anomali, ultra torchiati, feccie e additivi ad uso enologico non consentiti;
  • utilizzo di uve da tavola, non adatte alla vinificazione, per la produzione di vini, spacciati poi come I.G.T., D.O.C. o D.O.C.G.;
  • aggiunta a vini di bassa gradazione o annacquati di metanolo (gravissima “frode tossica”).

PESCE

  • vendita di prodotti scongelati per freschi;
  • vendita di prodotti di allevamento per prodotti pescati in mare;
  • vendita di specie diverse da quelle dichiarate;
  • vendita di prodotti trattati con additivi per mascherare un preesistente stato di alterazione.

LATTE

  • annacquamento con o senza salagione e scrematura;
  • ricostituzione di latte in polvere;
  • latte inacidito neutralizzato con l’aggiunta di alcali;
  • aggiunta di acqua ossigenata per ridurre la carica batterica elevata.

PANE E PASTA

  • vendita di pane a pezzi e non a peso;
  • vendita di pane ricco di umidità e quindi più pesante per non essere stato portato alla cottura dovuta;
  • vendita di pane speciale con l’impiego di grassi diversi da quelli consentiti;
  • vendita di pasta di semola di grano duro ottenuta con la miscelazione di sfarinati di grano tenero.

CARNE

  • vendita di carni provenienti da animali ingrassati con sostanze non consentite (ormoni, tireostatici, ecc.);
  • vendita di carni contenenti residui di medicinali il cui uso non è stato dichiarato e senza l’osservazione di sospensione tra il trattamento stesso e l’avvio alla macellazione;
  • vendita di carni della stessa specie ma di qualità diversa (vitello adulto per vitello);
  • vendita di tagli meno pregiati per tagli pregiati (lombata del quarto anteriore per lombata del quarto posteriore o filetto).

Autore: Agostino Macrì
Data: 26 aprile 2017

Pannolini: dove conviene comprarli?

Chi è da poco diventato mamma o papà lo sa bene: la scelta dei pannolini rappresenta una voce importante nell’acquisto dell’occorrente per i propri figli. Ma quali sono quelli preferiti dalle mamme, dove li comprano e

come li scelgono? Per scoprirlo, abbiamo selezionato una taglia di pannolini (la “4”per bambini dai 7 ai 18 kg) e abbiamo interpellato direttamente le mamme (sia con interviste one-to-one, sia attraverso forum sul web), realizzando un’indagine che, seppur senza finalità statistiche, ha visto quasi 700 partecipanti. Come mostrato nel grafico 1, sul podio, al primo posto, troviamo i “Pampers Baby-Dry” (47% delle risposte), seguiti dai “Pampers Progressi” (scelti da 31 mamme su 100), mentre la medaglia di bronzo spetta agli “Huggies” (12% delle preferenze). Il restante 10% è poi diviso fra chi sceglie i pannolini “Chicco”, chi i “Pillo” e ancora chi si affida a quelli naturali come i “Nappy Nat”.

Alla domanda “Scegli i pannoloni in base a…?” la qualità viene indicata come principale discriminante (81% delle risposte), seguita dal prezzo (che influenza 11 mamme su 100). Come mostrato nel grafico 2, c’è poi un 8% diviso tra chi sostiene di essere influenzata, ad esempio, da eventuali allergie e chi dalla facilità nel reperire i prodotti.

 

A proposito del canale di vendita, il supermercato è quello preferito (indicato da 45 mamme su 100), seguito dai negozi per la casa e l’infanzia (23% delle preferenze); al terzo posto troviamo Internet (19% delle risposte) e, fanalino di coda, la farmacia con un 5% delle preferenze. (vedi grafico 3)

Grafico-3-pannolini

 

Dopo aver indagato le preferenze delle mamme, abbiamo allora deciso di confrontare i prezzi delle principali tre marche scelte (“Pampers Baby-Dry”, “Pampers Progressi” e “Huggies”) in diversi tipologie di stores: supermercati, farmacie e negozi specializzati nella vendita di oggetti per la casa e l’infanzia. Considerato poi il crescente diffondersi dell’e-commerce, abbiamo dato un’occhiata anche ai siti online (come Amazon a E-bay). Se nel caso degli Huggies, la nostra ricerca è stata interrotta a causa della bassa reperibilità del prodotto (basti pensare che su 30 punti vendita tra supermercati, negozi per la casa e farmacie, li abbiamo trovati solo in 5 stores), nel caso dei Pampers, abbiamo constatato che esistono delle importanti oscillazioni che rendono la forbice dei prezzi molto ampia.

Nel grafico 4, riportiamo, a titolo semplificativo, il confronto sui prezzi dei “Baby-Dry”, dal più caro (trovato in una farmacia) e quello più economico (di in un negozio per la casa e l’infanzia), con una differenza di prezzo che può sfiorare anche i 4 euro a pacco! Badate bene: qui indichiamo i prezzi delle confezioni sia da 26 sia da 19 pannolini, un dettaglio a cui prestare attenzione, perché magari si pensa di aver trovato un prezzo conveniente per scoprire solo in un secondo momento che la confezione acquistata è più piccola!

Grafico-4-pannolini

 

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non sempre il supermercato è il luogo dove si risparmia di più: dalla nostra ricerca, è infatti è emerso che i prezzi più bassi vengono applicati dai negozi per la casa e l’infanzia. Anche l’acquisto su Internet (spesso considerato il luogo del risparmio per eccellenza) non è sempre il più conveniente perché, a fronte di un prezzo minore applicato sul pacco dei pannolini, ci può essere un costo di spedizione che fa lievitare il costo finale. Inoltre, online può capitare di trovare offerte su grandi pacchi, sui quali non è però indicato il numero di pannolini contenuti, quindi si potrebbe rischiare di non avere un risparmio reale. Insomma, i pannolini rappresentano senz’altro una voce di spesa alta nel budget di una famiglia, ma con qualche accortezza è possibile contenerla e magari mettere da parte la cifra per investire sul futuro dei propri figli!

Autore: Rebecca Manacorda e Sonia Galardo
Data: 26 aprile 2017

INTERNET: PostiAmo, Unc, Poste Italiane e Facebook insieme sulla sicurezza e l’identità digitale

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

L’evento organizzato dall’Unione Nazionale Consumatori con Poste Italiane e Facebook Italia

Roma, 21 aprile 2017 – Sicurezza sul web, le App, reputazione online in ottica “social”, frodi informatiche, il servizio SPID -Sistema Pubblico di Identità Digitale- che permette di accedere a tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione con un’unica identità digitale e il Bonus cultura di 500 euro dedicato a chi compiuto 18 anni nel ’98, sono stati gli argomenti affrontati con gli studenti dell’ I.S.I.S. V. Gioberti, ieri al Talent Garden di Roma durante “postiAmo”, l’evento nato da una sinergia tra Unione Nazionale Consumatori e Poste Italiane, e Facebook Italia.

Ad aprire i lavori Massimiliano Dona, presidente di Unc, Romolo Giacani, responsabile rapporti istituzionali con le associazioni dei consumatori di Poste Italiane e Laura Bononcini responsabile relazioni istituzionali di Facebook Italia.
L’evento era rivolto ai giovani alunni presenti: finita la parte “didattica”c’è stato un momento di “gamification” con un gioco contenente dei quiz a risposta multipla sugli argomenti trattati durante l’iniziativa.  Alla classe vincitrice è stato consegnato un documento su pergamena per attestarne la preparazione.

“Una giornata di grande utilità e divertimento – ha dichiarato Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – che riconferma l’idoneità del format consumiAmo a  diffondere correttamente ed in linea con il Codice del Consumo, la cultura di far toccare con mano prodotti e servizi a cittadini di ogni età”.

Frodi alimentari: impariamo a distinguerle

Il recente caso della “mozzarella di bufala campana D.O.P.”, prodotta con latte vaccino (e non di bufala!), avariato e trattato con soda caustica per mascherarne l’acidità, riporta l’attenzione sulle frodi alimentari.

Diamo qualche indicazione con questo approfondimento in 2 puntate (leggi la seconda puntata), realizzato nell’ambito del progetto “No problem – Assistenza, informazione, incontri con le Associazioni dei consumatori”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, ai sensi del Decreto 6 agosto 2015.

Parlando di frodi alimentari, in primo luogo è necessario distinguere tra quelle che possono avere conseguenze per la nostra salute e quelle che invece hanno una azione nefasta soltanto per il nostro portafoglio.

Le prime sono le frodi sanitarie che rendono nocive le sostanze alimentari e attentano alla salute pubblica. Riguardano ad esempio, il trattamento dei cibi con sostanze pericolose, oppure, peggio ancora, hanno lo scopo di “mascherare” i pericoli presenti negli alimenti. L’aggiunta del metanolo alle bevande alcoliche, il trattamento degli animali con sostanze ad attività ormonale, la vendita di frutta e verdura contenenti residui elevati di pesticidi, il “lavaggio” di frutta secca per eliminare le muffe, sono esempi di frodi sanitarie dirette in grado di compromettere seriamente la salute dei consumatori.

Esistono poi delle frodi sanitarie indirette come il trattamento della carne e del pesce con sostanze in grado di mantenerne il colore originale, oppure cambiare la data di scadenza in modo da “allungare” la vita di alimenti deperibili. In questi casi lo scopo è quello di nascondere processi degenerativi in atto.

Ci sono poi le frodi commerciali consistenti nella “consegna all’acquirente di una cosa per un’altra, o diversa da quella dichiarata o pattuita per origine, provenienza, qualità o quantità” (art. 515 del Codice Penale). Non vi è, quindi, alterazione delle qualità dell’alimento tale da renderlo nocivo, ma un illecito profitto a danno del consumatore. 

Per fare un esempio: parte del latte impiegato in caseifici è di importazione e i costi di trasporto sono un aggravio economico. Importando il latte semilavorato (cagliata) oppure latte in polvere, i volumi da trasportare sono decisamente minori e le spese diminuiscono. Anche se non ci sono problemi sanitari la qualità dei formaggi ottenuti è inferiore.

Vediamo nel dettaglio quali sono le frodi alimentari.

ADULTERAZIONE: consiste nell’alterare la composizione originale di un alimento aggiungendo elementi estranei, sottraendo elementi propri dell’alimento stesso oppure sostituendoli con altri estranei, in genere di qualità inferiore.

Le adulterazioni hanno riflessi non solo commerciali ma anche igienico-nutrizionali con grave pericolo, in alcuni casi, per la salute pubblica.

Esempi di adulterazione sono la vendita di latte scremato per latte intero o l’aggiunta di metanolo al vino per aumentarne il grado alcolico.

ALTERAZIONE: si ha quando la composizione originaria di un alimento si modifica a causa di fenomeni degenerativi spontanei, determinati da errate modalità di conservazione o eccessivo prolungamento dei tempi di conservazione.

Esempi di alterazione sono la modifica della data di scadenza sull’etichetta o la “bonifica” di prodotti ammuffiti o deteriorati, messi in vendita come freschi.

CONTRAFFAZIONE: consiste nel creare un alimento con l’apparenza ingannevole della genuinità in quanto prodotto con sostanze, in tutto o in parte, diverse per qualità e quantità da quelle che normalmente concorrono a formarlo.

Esempio di contraffazione è la vendita un olio di semi con la denominazione di olio di oliva.

SOFISTICAZIONE: consiste nell’aggiungere all’alimento sostanze estranee che ne alterano l’essenza, corrompendo o viziando la composizione naturale e simulandone la genuinità con lo scopo di migliorarne l’aspetto o di coprirne difetti.

Esempi di sofisticazione sono l’aggiunta a carni alterate di coloranti in grado di ravvivarne il colore, l’aggiunta di perossido di benzoile alla mozzarella per renderla più bianca. (segue…)

Curioso di scoprire quali sono le frodi più diffuse in olio, vino, latte, pasta, etc.? Leggi Frodi alimentari: ecco le più diffuse (seconda puntata)

Autore: Agostino Macrì
Data: 19 aprile 2017

TURISMO: come chiedere il rimborso da “vacanza rovinata”

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

I consigli dell’Unione Nazionale Consumatori per ottenere il rimborso in caso di disservizi turistici

Roma, 18 aprile 2017 – “Come ogni anno, al termine delle vacanze di Pasqua, le nostre scrivanie sono invase da segnalazioni di viaggiatori che sono state vittime di disservizi turistici”. Ad affermarlo è Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Ritardi aerei, strutture alberghiere inadeguate e bagagli smarriti sono solo alcuni dei disagi più comuni denunciati dai consumatori. Questi imprevisti trasformano spesso momenti di gioia e relax in veri i propri incubi”, afferma l’Avv. Dona.

“Il termine vacanza rovinata è usato per identificare il danno corrispondente al disagio psico-fisico subito dal turista per non aver goduto pienamente delle proprie ferie -spiega il Presidente Dona- ed è ormai riconosciuto da anni come il diritto a ottenere un risarcimento nel caso in cui negligenze o ritardi non abbiano consentito di godere appieno delle proprie vacanze. E’ bene, quindi, ricordare che se la vacanza non è andata come promesso dall’agenzia o dal tour opertaor, una volta rientrati a casa avete 10 giorni lavorativi per inviare un reclamo con richiesta di rimborso a mezzo lettera raccomandata a.r. indirizzata all’agenzia di viaggi, al tour operator e per conoscenza alla nostra Unione Nazionale Consumatori”. Inoltre -conclude il Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori- è sempre bene conservare il catalogo, la documentazione di viaggio e tutto ciò che può dimostrare gli eventuali disservizi, in particolare se si tratta di un viaggio tutto compreso”.

PER INFORMAZIONI E ASSISTENZA SCRIVI ALLO SPORTELLO TURISMO-VIAGGI