Archivio mensile:Marzo 2013

Problemi con l’acquisto dell’auto usata? Ti assistiamo noi!

Se avete già perfezionato l’acquisto o comunque firmato un impegno e versato un acconto o una caparra, è importante verificare se la trattativa si è svolta nei canoni delle pratiche commerciali corrette o meno. Per questo l’Unione Nazionale Consumatori mette a disposizione degli associati ordinari (in regola con il versamento della quota di 50 €) un apposito servizio per la verifica della correttezza del vostro acquisto e degli obblighi ai quali il venditore deve attenersi nei vostri confronti.

Se avete acquistato un veicolo usato, possiamo verificarne la qualità in riferimento alla norma UNC DOC 01, indicandovi come procedere se ciò che avete comprato non risponde alle vostre legittime attese rispetto a come il Venditore ha gestito la vendita, alle informazioni che vi ha fornito e alle condizioni che vi ha fatto accettare (se non siete ancora Soci ma siete interessati al servizio, potrete associarvi e contestualmente inviarci una richiesta di accesso al servizio: la risposta è di norma fornita entro 3 giorni lavorativi ma vi raccomandiamo di avvalersene PRIMA di avere problemi, perché prevenire è naturalmente molto preferibile a curare).

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 31 luglio 2017

ABC acquistare un’auto con la norma UNC DOC 01

Se state per acquistare un’auto usata possiamo aiutarvi nella scelta grazie alla norma UNC DOC 01, utile a verificare se il prezzo di vendita è davvero conveniente  e se state acquistando da un venditore professionale (ma anche se acquisterete da un privato possiamo esservi di aiuto!).

Unione Nazionale Consumatori propone, infatti, un apposito servizio strutturato sulla base di un modulo contenete le informazioni che chiunque vi venda un auto deve darvi: il risultato sarà l’indice IUP (Indice di uso pregresso), che rappresenta un criterio di aggiustamento del prezzo e valutazione dei costi per interventi “naturali”, ragionevolmente prevedibili, nel periodo di Garanzia Legale.

Se vi hanno proposto un contratto d’acquisto per veicolo nuovo da concessionario ufficiale, chilometri zero, d’importazione parallela, nuovo o usato ed una garanzia convenzionale ulteriore, possiamo redigere un riesame dei documenti che indicherà le aree vessatorie non in linea con il Codice del Consumo e come operare a tutela dei vostri diritti.

Insomma grazie alla nostra norma UNC DOC A01, acquistare un’auto usata è più facile e conveniente!

Il servizio è gratuito e riservato agli associati; se non siete ancora soci contattateci attraverso lo sportello Auto e moto, anticipando che volete usufruire di questo servizio.

Autore: Raffaele Caracciolo
Data: 31 luglio 2017

ABC salubrità alimenti

L’acquisto degli alimenti è una necessità per tutti e per essere sicuri di non andare incontro a brutte sorprese, è necessario seguire la regola fondamentale di rivolgersi esclusivamente da rivenditori, siano essi ambulanti o la grande distribuzione, che abbiano una regolare licenza rilasciata dalle Autorità Pubbliche. La “licenza” garantisce che c’è stato un controllo preliminare sulla serietà del rivenditore, che le strutture di rivendita sono in buone condizioni igieniche e che vengono seguite delle procedure di vendita idonee a garantire la salubrità degli alimenti. Inoltre esiste un sistema di vigilanza che assicura il rispetto costante delle regole.

Un altro aspetto importante, indipendentemente da questioni fiscali, è quello di farsi rilasciare uno scontrino che in definitiva rimane l’unica garanzia in caso di controversie che dovessero sorgere con i rivenditori per qualsiasi anomalia che dovesse essere accertata dopo gli acquisti. Queste anomalie sono prevalentemente di tipo merceologico, ma alle volte possono avere anche risvolti igienico sanitario. Per evitare ogni pericolo in questi casi i consumatori sono costretti a buttare via quello che hanno  acquistato con un evidente danno economico.

Le “anomalie” che più di frequente si presentano sono:

– Prodotti venduti oltre la data di scadenza

– Etichette poco “trasparenti”

– Prodotti che si presentano “deteriorati” al momento dell’apertura delle confezioni

– Presenza di “corpi estranei” nelle confezioni (pezzetti di vetro o di metalli, insetti, residui di vegetali, ecc.)

– Pesi non corretti

Per ognuna delle anomalie sopra riportate esistono diverse varietà che diviene difficile poter  descrivere nei dettagli. Tuttavia è necessario chiarire che nella maggior parte dei casi non esistono particolari problemi sanitari, ma si tratta prevalentemente di aspetti merceologici che si traducono in danni di carattere economico. Come esempio di questa situazione si ricorda che la data di scadenza riportata nelle etichette può avere la definizione  “Da consumare entro il…..”, oppure “Da consumare preferibilmente entro …”. Nel primo caso la data di scadenza è perentoria ed il mancato rispetto può essere causa effettiva di danno. Nel secondo caso generalmente il consumo anche dopo la data di scadenza potrebbe portare soltanto ad uno scadimento organolettico. In alcuni casi le “anomalie” dipendono dai produttori per difetti di fabbricazione, in altri invece ne sono responsabili i rivenditori che non rispettano delle buone norme di conservazione come, ad esempio, modificare le etichette o mettere in vendita prodotti scongelati e poi ricongelati. Alcune anomalie si possono osservare al momento dell’acquisto e quindi la cosa migliore è di evitare di prenderli segnalando al rivenditore quello che si è rilevato.

Il problema è più complicato quando ci si accorge dei difetti direttamente a casa e diventa oneroso dovere tornare al negozio lamentando il danno subito. Il rivenditore in questi casi potrebbe non riconoscere  il difetto e potrebbe aprire un contenzioso con il cliente nella convinzione che lo stesso difetto sia conseguente di un errato comportamento del consumatore. La risoluzione diretta delle controversie tra acquirente e rivenditore è la migliore “strategia” da adottare in quanto consente di risparmiare tempo e comunque di recuperare i soldi che si sono spesi.

Bisogna però ricordare che si tratta di una “scorciatoia” che non sempre permette di risolvere un eventuale problema alla radice. Esiste invece la strada “legale” della segnalazione agli organi di controllo delle anomalie riscontrate che possono intervenire direttamente nelle rivendite e risalire all’intera filiera di produzione di quell’alimento eliminando il pericolo eventuale. Esistono numerosi organi di controllo deputati proprio ad intervenire nelle situazioni di irregolarità.

Citando alcune delle strutture di intervento cui ci si può rivolgere esistono  le Aziende Sanitarie Locali (ASL) in cui sono presenti i Servizi di Prevenzione (SIAN e Servizi Veterinari), i Carabinieri dei NAS, l’Ispettorato “Repressioni Frodi”, il Corpo Forestale dello Stato. le Capinarie di Porto (per i prodotti ittici), le Polizie Locali. Nei casi in cui si rilevano “difetti” negli alimenti il comportamento da osservare per segnalarli alle autorità di controllo dovrebbe essere:

  1. conservare il prodotto, anche se è stato aperto, nella sua confezione originale e nelle condizioni in cui è stato acquistato  (congelatore o frigorifero o luogo fresco e asciutto).
  2. Conservare lo scontrino che comprovi la data di vendita ed il luogo dove è stato acquistato.
  3. Rivolgersi alla struttura di controllo che si ritiene abbia la competenza primaria. Ad esempio se c’è un problema di peso può essere chiamata la Polizia Urbana, se invece un cibo ha provocato una malattia alimentare è bene rivolgersi al SIAN della ASL di competenza territoriale.
  4. Consegnare alla struttura di controllo prescelta sia l’alimento che lo scontrino.

A questo punto le Autorità di controllo procederanno ad ispezioni e, sulla base di quanto avranno accertato, provvederanno ad attivare le necessarie misure preventive per evitare il ripetersi dell’incidente e provvederanno a emanare le eventuali sanzioni.

Il consiglio è quindi di tenere a portata di mano i recapiti delle varie strutture di controllo pubbliche esistenti nella zona in cui si abita e, se necessario, rivolgersi a loro con fiducia nella certezza di compiere un atto di prevenzione utile non soltanto per se stessi, ma per l’intera comunità.

Autore: Agostino Macrì
Data: 31 luglio 2017

 

ABC codice del turismo

ABC codice del turismo spiega tutto quello che c’è da sapere sul provvedimento entrato in vigore il 21 giugno 2011 (Decreto legislativo n. 79 del 23 maggio 2011) con l’intento di favorire lo sviluppo di una regolamentazione organica del settore turistico, ma anche per accrescere le tutele del turista-consumatore (che quindi non è più attualmente disciplinato dal Codice del Consumo come era in passato).

Una delle precisazioni di maggior rilievo riguarda l’equiparazione tra agenzie di tipo tradizionale e agenzie on-line: in caso di vacanza rovinata, dunque, chi ha acquistato un pacchetto all inclusive su Internet beneficerà  delle medesime tutele che sono riconosciute a chi acquista nei canali tradizionali.

Per quanto riguarda il diritto di ripensamento (tradizionalmente riconosciuto a chi acquista sul web), si prevede che per i pacchetti turistici venduti on-line, il venditore debba comunicare per iscritto l’esclusione del diritto di recesso; in caso contrario il consumatore potrà recedere anche dal contratto turistico.

Altro elemento degno di nota è quello previsto all’art. 43, laddove si precisa che si considera come inesatto adempimento “le difformità dagli standard qualitativi del servizio promessi o pubblicizzati”; all’art. 47 si prevede poi specificatamente il danno da vacanza rovinata (fino ad ora riconosciuto soltanto a livello giurisprudenziale), facendolo dipendere anche dal tempo di vacanza inutilmente trascorso e all’irripetibilità dell’occasione perduta.

Per il reclamo, che il consumatore può inoltrare in caso di disservizi turistici, inoltre, il Codice semplifica il percorso del consumatore perché oltre alla tradizionale raccomandata da inviare entro 10 giorni dal rientro, è possibile inviare il reclamo  anche con altri mezzi che garantiscano la prova dell’avvenuto ricevimento.

Scarica il Codice del Turismo

Da luglio 2018 ci saranno dei cambiamenti in materia di turismo grazie ad una nuova direttiva europea, leggi a riguardo Viaggi: cosa cambia con la nuova normativa europea

L’Unione Nazionale Consumatori offre ogni anno assistenza a migliaia di consumatori che ci segnalano danni da vacanza rovinata.

Se vuoi ricevere assistenza personalizzata, vai allo sportello Turismo-Viaggi

Per approfondimenti leggi anche: ABC vacanza sicura  Tutto su smarrimento bagaglio  Speciale autonoleggio

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 15 gennaio 2018

PREZZI: Istat, inflazione luglio rallenta a 1,1%

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Stangata per italiani in vacanza: in un mese + 21,6% per Villaggi vacanza e +15,1% per pacchetti vacanza nazionali

Roma, 31 luglio 2017 – “Bene il rallentamento dell’inflazione. Ma per gli italiani in vacanza si è registrata una vera e propria stangata. Chi è andato in ferie, infatti, ha subito aumenti inaccettabili, una speculazione bella e buona. Non è tollerabile che in un solo mese, da giugno a luglio, ci siano stati rialzi del 12,5% per il Trasporto aereo passeggeri, del 13,2% per il Trasporto marittimo, del 21,6% per i Villaggi vacanza e campeggi e del 15,1% per i Pacchetti vacanza nazionali (+15,1%)” ha dichiarato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando il dato dell’inflazione di luglio, scesa dall’1,2% di giugno all’1,1 per cento.

“Solo il trasporto ferroviario è rimasto stabile, mentre gli Alberghi sono calati, anche se su base annua registrano un incremento ragguardevole, del 5,1 per cento” conclude Dona.

Tabella su stangata vacanze relativa all’inflazione di luglio 2017

Voce Inflazione mensile Inflazione annua
Trasporto aereo passeggeri  +12,5 +13,8
Trasporto marittimo +13,2 +22
Villaggi vacanze, campeggi, ostelli +21,6 +7,5
Pacchetti vacanza nazionali +15,1 -1,9
Pacchetti vacanza internazionali +5,7 +4,2
Alberghi, motel, pensioni e simili -1,5 +5,1

 

ABC contenzioso con l’officina

Manutenzione / Riparazione dell’auto, installazione di accessori e sistemi “after market”

Trascurare la manutenzione ordinaria è il modo migliore per spendere molto di più del dovuto, e l’auto per sua natura è soggetta a interventi d’Officina per i sottosistemi che terminano il loro ciclo di vita, più o meno precocemente ina base alla qualità della manutenzione ordinaria e all’utilizzo più o meno scriteriato del veicolo.

La spesa per manutenzione incide parecchio sul costo annuo dell’auto, dopo i primi due anni, e può oscillare tra il 14% ed il 60% del valore dell’auto su base annua.

Il rapporto con l’Officina è ancora più complesso di quello con il Venditore ed il rischio di pratiche disinvolte, grossolane approssimazioni e negligente esecuzione dei lavori è molto forte.

Se avete problemi con l’esecuzione dei tagliandi, o difetti nei lavori eseguiti e pagati possiamo indicarvi cosa fare per tutelare i vostri diritti.

HAI BISOGNO DEL NOSTRO AIUTO? SCRIVICI ALLO SPORTELLO DEDICATO

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 31 luglio 2017

ABC registro delle opposizioni

Ormai è evidente che il telemarketing nel nostro Paese ha assunto una forma aggressiva e spesso invadente. Veniamo contattati telefonicamente di continuo da società e imprese che vogliono pubblicizzarci o venderci qualcosa senza che ci risulti aver dato loro il permesso di utilizzare il nostro numero telefonico in tal senso.

Dal 1 febbraio 2011, il legislatore ha dotato i cittadini di un nuovo strumento per proteggersi dagli abusi e dalla violazione della propria privacy: si tratta del Registro pubblico delle opposizioni, che consente agli utenti, mediante iscrizione gratuita, di dichiarare esplicitamente il proprio diniego a ricevere chiamate promozionali da teleoperatori.

Che cos’è il Registro delle opposizioni?

Il Registro pubblico delle opposizioni è un servizio progettato per raccogliere le utenze degli abbonati presenti negli elenchi telefonici pubblici che non desiderano più essere contattati telefonicamente per scopi commerciali, promozionali o per il compimento di ricerche di mercato. Istituito con il D.P.R. del 7 settembre 2010, è attivo dal 1 febbraio 2011 ed è gestito dalla Fondazione Ugo Bordoni, istituzione di alta cultura e ricerca soggetta alla vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico.

Qual è lo scopo del Registro delle opposizioni?

Lo scopo del Registro è quello di regolamentare e normalizzare l’attuale gestione del telemarketing e salvaguardare la privacy degli abbonati che decideranno di non rendersi più raggiungibili dagli operatori del settore.

Qual è la novità?

L’istituzione del Registro modifica sostanzialmente le regole che sino ad oggi hanno disciplinato il rapporto tra telemarketing e tutela della privacy dei privati cittadini. La novità appare in tutta evidenza, se si tiene conto che il nostro sistema di privacy è improntato al principio c.d. dell’opt-in, per il quale il trattamento dei dati non è consentito, se non previa autorizzazione dell’interessato. Con l’introduzione del Registro, limitatamente al direct marketing (chiamata pubblicitaria con operatore) vige al contrario il principio c.d. dell’opt-out, in base al quale il trattamento dei dati è consentito, a meno che l’interessato non esprima il proprio dissenso, opponendosi allo stesso. In pratica, si è passati da un sistema nel quale chi fa telemarketing deve chiedere prima il consenso ai destinatari delle telefonate ad un sistema nel quale sarà possibile contattare tutti tranne coloro che hanno espressamente chiesto di non essere contattati.

Come funziona il Registro delle opposizioni?

Prima di avviare qualsiasi campagna promozionale tramite telefonata con operatore, l’impresa dovrà presentare istanza di accesso al Registro. L’impresa è obbligata a consultare il Registro al fine di “depennare” dalla sua lista di contatti tutti gli utenti presenti nel Registro stesso e che dunque hanno manifestato il loro diniego in tal senso. È da evidenziare che la nuova norma prevede in capo all’impresa il diritto di contattare tutte le utenze che non risultano iscritte nel Registro delle opposizioni e che incorrerà in sanzioni se dovesse procedere all’utilizzo di data base non aggiornati con il patrimonio informativo del Registro.

Scompare il numero riservato?

Il legislatore ha inoltre previsto per l’impresa l’obbligo di chiamare con un’utenza in chiaro, vietando le chiamate con numero riservato. Il telemarketer ha inoltre l’obbligo di informare il consumatore del suo diritto di opporsi a futuri contatti, iscrivendosi al Registro.

Come ci si iscrive al Registro delle opposizioni?

L’iscrizione al Registro delle opposizioni, completamente gratuita, è dedicata esclusivamente agli abbonati la cui numerazione è presente all’interno di elenchi telefonici pubblici.

L’iscrizione al registro è gratuita e può avvenire nelle seguenti modalità:

a) compilando un modulo elettronico via web dal sito http://abbonati.registrodelleopposizioni.it/abbonati/home-abbonato;

b) chiamando dal numero che si vuole inserire nell’elenco il numero verde 800.265.265 e fornendo i dati richiesti dal risponditore automatico;

c) compilando il modulo predisposto dal gestore del Registro (http://abbonati.registrodelleopposizioni.it/sites/default/files/Mod.RO-ABBONATO_FAX.pdf ) e inviandolo, con copia del documento di identità:

– per raccomandata a/r all’indirizzo “Gestore del registro pubblico delle opposizioni – Abbonati – Ufficio Roma Nomentano – Casella Postale 7211 – 00162 Roma”

– oppure per fax al numero 06.54224822;

d) inviando un modulo apposito per e-mail all’indirizzo “abbonati.rpo@fub.it” http://abbonati.registrodelleopposizioni.it/sites/default/files/Mod.RO-ABBONATO_email.pdf

Quanto dura l’iscrizione?

L’iscrizione è a tempo indeterminato, ma può essere revocata attraverso le modalità previste per l’iscrizione stessa. L’iscrizione decade quando cambia l’intestatario dell’utenza o quando l’utenza cessa. In questi casi deve essere fatta, eventualmente, un’ulteriore iscrizione. Le modalità per la revoca possono essere utilizzate anche per aggiornare e modificare l’iscrizione.

Ci si può iscrivere per più di un’ utenza telefonica?

Utilizzando le modalità’ a), c) o d) si può chiedere l’iscrizione di più numeri telefonici, a patto che siano intestati alla stessa persona (altrimenti andranno inviate richieste diverse).

Il Registro delle opposizioni mi protegge da qualsiasi pubblicità?

L’iscrizione nel registro non riguarda i consensi relativi all’invio di pubblicità ottenuti dalle aziende per vie diverse rispetto alla consultazione degli elenchi telefonici. Per esempio, se nel contratto di acquisto di un bene (o servizio) è stato dato il consenso all’utilizzo dei propri dati a fini pubblicitari, tale consenso continua a valere pur se il numero viene iscritto nel Registro delle opposizioni. Per revocarlo è necessario inviare una richiesta alla controparte contrattuale “titolare del trattamento” a cui e’ stato direttamente dato il consenso.

Il Registro mi protegge dalla pubblicità mediante fax, sms e posta elettronica?

No, l’istituzione del Registro è relativa alla protezione dei dati personali per impedire la pubblicità o la vendita diretta mediante l’impiego della telefonata con operatore. Dunque si pone una netta differenza tra il telemarketing telefonico e quello veicolato con i mezzi di comunicazioni elettroniche (chiamate automatiche, posta elettronica, telefax, mms, sms o di altro tipo): per quest’ultimo vale ancora il principio che prevede che l’utente, se non vuole essere contattato a scopo pubblicitario o per ricerche di mercato, deve semplicemente non dare il consenso a tale utilizzo. Cosa devo fare se vengo contattato telefonicamente nonostante mi sia iscritto al Registro? In tutti i casi in cui vengano violate le disposizioni che riguardano il Registro, ovvero quando nonostante l’iscrizione al Registro si ricevono chiamate da società che hanno preso i nostri dati dall’elenco telefonico, è possibile tutelarsi segnalando tale violazione al Garante della Privacy (che può comminare sanzioni), nonché diffidando formalmente la società chiamante. Non è ancora chiaro se la tutela dal telemarketing telefonico continuerà a valere anche per persone giuridiche, enti e associazioni. Infatti il recente decreto “salva-Italia” esclude questi ultimi dalla applicazione del Codice della privacy, mentre d’altra parte non modifica la definizione di “abbonato” e quindi, nei confronti del marketing telefonico, sembra continuare a tutelare le persone giuridiche nello stesso modo di quelle fisiche. Speriamo in un rapido chiarimento da parte del Garante.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data di pubblicazione: 14 aprile 2014
Data di aggiornamento: 31 luglio 2017

ABC etichette alimentari

etichetteQuesto ABC etichette alimentari è un’utile guida per aiutare il consumatore ad orientarsi negli acquisti. Come una vera e propria carta d’identità dei prodotti, infatti, le etichette raccolgono le informazioni utili che consentono di conoscere meglio gli alimenti e di guidare i consumatori verso acquisti consapevoli, senza indurli in errore.

Molto spesso i consumatori ci chiedono come deve essere fatta un’etichetta a norma di legge: innanzitutto, è bene sapere che, proprio secondo la legge, le informazioni devono essere facilmente leggibili e devono contenere obbligatoriamente le seguenti indicazioni:

  • denominazione del prodotto;
  • elenco degli ingredienti (in ordine decrescente rispetto alla quantità presente);
  • termini di scadenza;
  • modalità di conservazione;
  • nome dell’azienda produttrice;
  • sede dello stabilimento;
  • lotto di appartenenza;
  • luogo di origine, limitatamente ai casi previsti dalla legge;

Nonostante le norme siano rigorose, non sono però rari i casi di irregolarità e, secondo quanto ci viene segnalato ai nostri sportelli, le anomalie che si presentano più di frequente riguardano prodotti venduti oltre le data di scadenza, etichette poco trasparenti, pesi non corretti.

Ecco allora come difendersi:

  • evitare l’acquisto di alimenti che presentano etichette non facilmente comprensibili;
  • fare attenzione al prezzo al kilo o al litro;
  • ricordare che anche nel caso di prodotti sfusi, il venditore dispone di un elenco degli ingredienti a cui si può accedere, richiedendolo;
  • conservare sempre gli scontrini da esibire nel caso in cui ci si accorga di eventuali anomalie una volta arrivati a casa;
  • tornare dal rivenditore con l’alimento “anomalo” cercando di risolvere bonariamente il problema facendosi cambiare l’alimento o facendoselo rimborsare;
  • conservare il prodotto, anche se è stato aperto, nella sua confezione originale e nelle condizioni in cui è stato acquistato  (congelatore o frigorifero o luogo fresco e asciutto).
  • se il rivenditore non riconoscere  il difetto oppure si è verificato un danno a seguito del consumo dell’alimento non regolare bisogna seguire le vie legali rivolgendosi, a seconda del caso, alle strutture di intervento che sono le Aziende Sanitarie Locali (ASL) in cui sono presenti i Servizi di Prevenzione (SIAN e Servizi Veterinari), i Carabinieri dei NAS, l’Ispettorato “Repressioni Frodi”, il Corpo Forestale dello Stato, le Capitanerie di Porto (per i prodotti ittici), le Polizie Locali.

Per segnalare eventuali casi di difformità rinvenute, è possibile contattare l’Unione Nazionale Consumatori all’indirizzo segnalazioni@consumatori.it; per maggiori informazioni sul tema, visitare il blog www.sicurezzalimentare.it

Autore: Agostino Macrì
Data: 31 luglio 2017

ABC social shopping

social shoppingIn questo ABC social shopping spieghiamo di cosa si tratta, quali sono i vantaggi e gli svantaggi e diamo alcuni consigli per evitare fregature.

Come funzionano 
Dopo essersi iscritti ad uno dei siti si social shopping (Groupon, Groupalia, Livingsocial, Letsbonus, Citydeal, Buywithme, Glamoo, Tuangon, Yoodeal per citarne qualcuno) si ricevono quotidianamente per email le offerte del giorno. Scelta la proposta più interessante, l’acquisto si perfeziona solo se si raggiunge un numero prestabilito di acquirenti (quorum) in un tempo predeterminato (24, massimo 72 ore). Grazie a questa dinamica, che molto si avvicina alla logica dei social network (flessibilità, tempo reale, condivisione), questi siti, stanno facendo letteralmente faville.

Vantaggi e svantaggi
I siti di acquisto online rappresentano un buon escamotage commerciale per accedere a scontistiche davvero privilegiate (tra il 30 e il 60 % con punte dell’80 %). Ma anche il social shopping ha i suoi inconvenienti: dalle difficoltà di utilizzare il coupon prima della sua scadenza a quella di riuscire a prenotare il servizio per usufruirne in tempi brevi.
Senza dire che alcune scontistiche sono convenienti solo in apparenza, in quanto il consumatore non è in grado di valutare in tempo reale, per non perdere l’opportunità, se lo sconto è reale o è magari lo stesso di altre promozioni.
Altra problematica che è frequentemente segnalata ai nostri sportelli riguarda la mancanza di disponibilità del prodotto/servizio nel momento in cui decido di usufruire del coupon; normalmente ne vengono venduti di più rispetto alla disponibilità effettiva del fornitore: si viene a creare così una sorta di overbooking che spesso porta non pochi problemi per il  consumatore, ma anche per il commerciante che deve rinunciare (forse per sempre) al cliente.
E così pure ritardi nelle consegne, prodotti difettosi, informazioni incomplete relative al reale contenuto dell’offerta: sono questi i disservizi più comuni, ai quali si aggiunge un’assistenza post-vendita non all’altezza di un tradizionale servizio di customer care.
C’è poi il tema delle prestazioni sanitarie offerte in vendita su questi siti: è lecito? Quali avvertenze dovrebbe dare il medico? Quale sarà il regime di responsabilità in caso di errate diagnosi? Su questo tema la partita è aperta, ma non si può certo rinunciare ad un rapporto diretto con il professionista sanitario quando è in gioco la nostra salute.

I nostri consigli
Per evitare i problemi è buona regola non affidarsi semplicemente al sito del gruppo d’acquisto su cui si sta acquistando, ma contattare la singola struttura cui si fa riferimento (se si tratta ad esempio di un centro benessere, un trattamento estetico o una cena al ristorante); anche una ricerca sui forum che raccolgono le recensioni dei clienti può essere utile.
È consigliabile, inoltre leggere le condizioni di utilizzo del coupon prima del click e in caso di problemi contattare subito il servizio clienti.
La prima regola resta il buonsenso: il rischio, infatti, è che accecati dallo sconto si comprino cose di cui non si ha effettivamente bisogno; il suggerimento, dunque, è crearsi un paniere di beni (compatibili con il nostro budget) e cercare in rete i prezzi più vantaggiosi confrontando diversi siti.

Per assistenza per problemi con i social shopping, ma non solo, è possibile contattare i nostri esperti attraverso lo sportello e-commerce sul nostro sito

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 31 luglio 2017

ABC pratiche commerciali scorrette

Il Decreto Legislativo 2 agosto 2007, n.146, definisce come pratiche commerciali scorrette “qualsiasi azione, omissione, condotta o dichiarazione, comunicazione commerciale ivi compresa la pubblicità e la commercializzazione del prodotto, posta in essere da un professionista, in relazione alla promozione, vendita o fornitura di un prodotto ai consumatori”.

Quindi per “pratica commerciale” si intende qualsiasi azione, omissione, condotta, dichiarazione o comunicazione commerciale, ivi compresa la pubblicità diffusa con ogni mezzo (incluso il direct marketing e la confezione dei prodotti) e il marketing, che un professionista  pone in essere in relazione alla promozione, alla vendita o alla fornitura di beni o servizi ai consumatori. La pratica commerciale è scorretta quando, in contrasto con il principio della diligenza professionale, falsa o è idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio che raggiunge o al quale è diretta.

Il Codice del consumo distingue le pratiche commerciali ingannevoli e aggressive.

Le prime (articoli 21-23 del Codice del consumo) sono idonee a indurre in errore il consumatore medio, falsandone il processo decisionale. L’induzione in errore può riguardare il prezzo, la disponibilità sul mercato del prodotto, le sue caratteristiche, i rischi connessi al suo impiego. L’Autorità considera illecite anche le pratiche che inducono il consumatore a trascurare le normali regole di prudenza o vigilanza relativamente all’uso di prodotti pericolosi per la salute e la sicurezza o che possano, anche indirettamente, minacciare la sicurezza di bambini o adolescenti.

Se l’impresa agisce con molestie, coercizione o altre forme di indebito condizionamento, il suo comportamento è considerato aggressivo (articoli 24-26 del Codice del consumo). L’aggressività di una pratica commerciale dipende dalla natura, dai tempi, dalle modalità, dall’eventuale ricorso alle minacce fisiche o verbali.

Il Codice del consumo indica le pratiche commerciali che devono essere considerate in ogni caso ingannevoli o aggressive. Sono di per sé ingannevoli, ad esempio, i comportamenti attraverso i quali l’operatore economico promette di vendere un prodotto a un certo prezzo e poi si rifiuta di accettare ordini per un certo periodo di tempo; afferma, contrariamente al vero, di avere ottenuto tutte le autorizzazioni; dichiara, per indurre in errore sulla particolare convenienza dei prezzi praticati, di essere in procinto di cessare l’attività commerciale. Sono invece di per sé aggressivi, ad esempio, i comportamenti che creano nel consumatore l’impressione di non potere lasciare i locali commerciali fino alla conclusione del contratto, le visite a domicilio nel corso delle quali il professionista ignora gli inviti del consumatore a lasciare la sua residenza o a non ritornarvi.

Autore: Dino Cimaglia
Data: 31 luglio 2017