Archivio mensile:Marzo 2013

TRASPORTI: per Authority Regno Unito, Ryanair sta violando legge

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Consumatori non rimborsati in tempo utile mandino formale diffida a Ryanair e all’UNC per conoscenza

Roma, 28 settembre 2017 – La Civil Aviation Authority (Caa), l’Authority del trasporto aereo del Regno Unito ha ammonito Ryanair, affermando che sta violando la legge e ha ripetutamente fuorviato i passeggeri con informazioni non accurate riguardo i loro diritti. Ryanair ha scongiurato l’azione legale della Caa, “mostrando” volontà di piena collaborazione.

“La volontà di piena collaborazione di Ryanair sta diventando una presa in giro. Non ci interessano le scuse o gli impegni. Le chiacchiere stanno a zero! Contano i fatti!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“La compagnia aerea, ad esempio, nonostante siano ormai passati 9 dalla nostra segnalazione all’Enac, non ha ancora rimosso dal suo sito la scritta sui rimborsi che viola l’art. 8 del Regolamento (CE) n. 261/2004 e si ostina ad annunciare di voler accreditare i soldi entro 7 giorni lavorativi, ossia entro 9 giorni, invece che in 7 giorni come previsto dalla normativa vigente” conclude Dona.

L’associazione di consumatori invita, quindi, i consumatori che non hanno ancora ricevuto i soldi dovuti in tempo utile, ad inviare una formale diffida a Ryanair, inviando copia della lettera per conoscenza anche all’Unione Nazionale Consumatori, che provvederà a segnale le violazioni sia all’Antitrust che all’Enac.

ENERGIA: i consumatori chiedono lo stop della legge su maxi conguagli

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

L’Unc con le altre associazioni dei consumatori chiedono al Parlamento di legiferare sul problema delle maxi bollette, ovvero i conguagli fatti sulla base di consumi stimati e non effettivi

Roma, 28 settembre 2017 – Le Associazioni dei Consumatori hanno partecipato al ciclo di audizioni previsto dalla Camera sul disegno di legge C.3792, recante disposizioni a tutela dei consumatori in materia di fatturazione a conguaglio, ed hanno inviato una nota congiunta affinché vengano accolti gli emendamenti presentati dalle associazioni.

E’ diventata una priorità assoluta risolvere il problema delle maxi bollette, ovvero quei conguagli fatti spesso sulla base di consumi stimati e non effettivi, che arrivano in fattura al consumatore. Parliamo di bollette anche di svariate migliaia di euro, oltre che per i privati cittadini, per le piccole e medie imprese che si sono ritrovate in seria difficoltà a causa di maxi conguagli non sostenibili.

Nel mercato tutelato di energia e gas, l’unica soluzione praticabile è la rateizzazione dell’importo, non replicabile però nel mercato libero. Libero arbitrio invece sul settore idrico dove tutto è lasciato alla scelta dei singoli gestori.

Il problema segnalato tempo addietro, è rimasto a tutt’oggi irrisolto.

Abbiamo pertanto chiesto al Parlamento di legiferare in maniera definitiva affinché:

  • la stima sia solo un’eccezione e comunque per un periodo che non può superare i due anni;
  • venga abrogato il concetto di “tentativo di lettura”, soprattutto in presenza di contatori teleletti;
  • sia legittimata l’autolettura attraverso l’accesso dei consumatori o di loro delegati al Sistema Informativo integrato presso Acquirente Unico;
  • si preveda per gli utenti la restituzione entro 30 giorni del denaro indebitamente sborsato maggiorato degli interessi legali;
  • si elimini la quota lettura in capo ai distributori che non hanno effettuato tale attività;
  • sia diritto dell’utente, anche nel caso di contratti stipulati in regime di libero mercato, ottenere entro tre mesi il rimborso dei pagamenti effettuati a titolo di conguaglio
  • L’utente possa sempre chiedere di procedere al pagamento rateale del conguaglio, e ciò deve essere reso esplicito nella medesima fattura di conguaglio. In caso di richiesta di pagamento rateale non saranno applicati interessi di dilazione. Il numero di rate concesse non può essere inferiore a dodici per ogni anno di conguaglio.
  • Si estendono anche per il settore idrico le medesime tutele previste per gli altri settori regolati.

ENERGIA: bollette, da 1° ottobre elettricità -0,7%, gas +2,8%

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Aumento di 24 euro per una famiglia tipo: 3,6 euro in meno per la luce e 27,6 euro in più per il gas

Roma, 28 settembre 2017 – Secondo quanto stabilito dall’Autorità per l’Energia, dal 1° ottobre per la famiglia-tipo la bolletta dell’elettricità registrerà una diminuzione dello 0,7% mentre la bolletta del gas salirà del 2,8%.

“Notizia pessima. Il calo del prezzo dell’elettricità, infatti, non basta certo per compensare la stangata sul gas che, guarda caso, aumenta proprio quando i riscaldamenti vanno accesi” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.

Secondo lo studio dell’associazione, per una famiglia tipo significa pagare, su base annua (non, quindi, secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° ottobre 2017 al 1° ottobre 2018), 3,6 euro in meno per la luce e 27,6 euro in più per il gas. Un rialzo complessivo pari a 24 euro.

Bonus 80 euro: speso 50-60%

Secondo uno studio condotto da tre economisti della Banca d’Italia (Andrea Neri, Concetta Rondinelli e Filippo Scoccianti), che poi la Bce ha pubblicato tra i suoi working paper, il bonus di 80 euro introdotto dal Governo Renzi nel 2014 ha avuto un significativo impatto macroeconomico.

La ricerca, che Bankitalia aveva pubblicato a metà giugno tra le “Questioni di economia e finanza”, ha stimato l’effetto del bonus fiscale (decreto legge n. 66 del 24 aprile 2014) sulla spesa delle famiglie italiane nel 2014 e rileva come le famiglie beneficiarie abbiano aumentato la spesa mensile per alimentari e mezzi di trasporto di circa 20 euro e 30 euro, rispettivamente, consumando circa il 50-60% del bonus nel corso dello stesso anno.

Applicando le stime derivanti ai trasferimenti dal Governo, i consumi sono aumentati di circa 3,5 miliardi di euro, vale a dire che il 40% dell’aumento totale delle spese delle famiglie nel 2014 è stato dovuto all’ introduzione di questo sgravio. Complessivamente, la misura aveva comportato un trasferimento di 5,9 miliardi di euro, pari allo 0,5% del reddito disponibile delle famiglie e allo 0,4% del prodotto interno lordo.

La quota è maggiore per le famiglie plausibilmente soggette a vincoli di liquidità. I risultati sono robusti a diverse specificazioni del modello stimato e in linea con altri studi proposti in letteratura, ma, data l’insufficiente numerosità campionaria, non sono sempre statisticamente significativi.

Ad avviso dell’UNC, questo studio conferma quanto sostenuto fin dall’inizio dall’associazione, ossia che il provvedimento è positivo e va nella giusta direzione di aiutare le famiglie in difficoltà, rilanciando la crescita attraverso un incremento dei consumi, ma che avrebbe raggiunto risultati assai migliori se il bonus fosse stato commisurato al reddito Isee della famiglia, visto che, come sostenuto nello studio, c’è stato un incremento dei consumi più ampio per le famiglie con minore ricchezza in liquidità o con redditi più bassi che hanno dedicato ai consumi circa l’ 80% del bonus. La pubblicazione dello studio, come sempre in questi casi, non impegna né la Banca d’ Italia, né la Bce. E’ stato, quindi, inopportuno strumentalizzarlo politicamente, attribuendolo alla Bce.

Il notaio risponde su… testamento

In caso di convivenza, è necessario redigere un testamento per riconoscere diritti successori al proprio partner?

Sì. Il testamento è l’unico strumento a disposizione del convivente per poter attribuire diritti successori al proprio partner. In mancanza quindi di un testamento, il convivente non potrà vantare alcun diritto sui beni caduti in successione, che si devolveranno a favore dei parenti del defunto sino al sesto grado.

Guida “Convivenza” Consiglio Nazionale del Notariato

Cosa c’è nel tuo cellulare?

cellulari

L’utilizzo dei telefono cellulari – o, come più spesso li chiamiamo, smartphone – è sempre più diffuso: d’altra parte, ci servono per rimanere in contatto con amici e parenti, accedere ai social network, giocare, ascoltare musica, programmare la sveglia, conoscere le strade, scansionare documenti e archiviarli in diversi modi, fare fotografie, entrare nei vari cloud, navigare in internet, fare shopping, prenotare gli alberghi… insomma, ormai quando abbiamo un qualsiasi problema da risolvere il primo pensiero, più o meno consapevole, di ciascuno di noi è: “Il mio telefono mi può aiutare?”. Data tale importanza e diffusione, non stupisce siano anche spesso al centro di preoccupazioni sui danni che potrebbero portare alla salute, come i non ancora confermati effetti delle onde elettromagnetiche.

Ma, al di là di utilizzi più o meno consapevoli e corretti, iniziamo ad andare a vedere cosa c’è al loro interno. Insomma: quali sono i materiali che li compongono? Quasi la metà (48,9%) di un telefono cellulare è composta di materiali plastici. Segue, a grande distanza, la parte elettronica: rappresenta il 16,1% del telefono e può a sua volta contenere sia plastiche sia metalli. Abbiamo poi metalli ferrosi (13,6%), in particolare l’acciaio, e metalli non ferrosi (12,1%) quali alluminio e rame. Troviamo poi un 3,4% di materiali pericolosi, contenuti in particolare nelle batterie, e materiali vari per il restante 5,4% (di questa categoria fanno ad esempio parte gli schermi).

La prima considerazione da fare riguarda i materiali plastici che, come è noto, possono essere in gran parte riciclati. Ci fermiamo qui? No di certo. Anche i metalli ferrosi possono essere riciclati, così come quelli non ferrosi. E arriviamo già a una percentuale di riciclo superiore al 70%.

Ma ancora non è tutto: anche le schede elettroniche possono essere inviate a fonderie specializzate per recuperarne i materiali, mentre la plastica presente in esse viene di norma valorizzata come fonte energetica. Per quanto riguarda i materiali vari, gli schermi ad esempio possono essere in parte riciclati e in parte smaltiti, così come i materiali pericolosi (ai quali bisogna naturalmente prestare particolare attenzione): le batterie, in particolare, vengono inviate a strutture specializzate nel loro riciclo e valorizzazione.

Cosa ricaviamo da queste considerazioni? Innanzitutto un dato molto importante: che quasi tutti i materiali di un telefono cellulare, se questo viene smaltito nel modo corretto, possono tornare a vivere in altre forme, con tutto vantaggio dell’ambiente (e, di conseguenza, della nostra salute).

Avete un vecchio cellulare da buttare via? Ricordatevi che potete avvalervi del cosiddetto servizio “Uno contro Zero”: i negozi di elettronica più grandi hanno l’obbligo di ritirare gratuitamente i piccolissimi apparecchi elettronici – quali appunto gli smartphone – anche se non ne comprate uno nuovo.

Fonte: Consorzio Eco-systémes | Francia
Autore: Ecodom 
Data: 27 settembre 2017

convegno copyright

COPYRIGHT: partecipa alla survey e aderisci alla campagna #PocheParole

La riforma europea sul copyright potrebbe limitare la libertà di condividere contenuti su Internet: è per questo che abbiamo lanciato la campagna #PocheParole e la survey “Copyright: come tutelare la libertà di condivisione sul web”.

La libertà di link e la possibilità di condividere i contenuti pubblici presenti in Rete sono due capisaldi del nostro diritto di accedere alle informazioni: tutelare il diritto di link vuol dire allora tutelare i diritti di tutti i cittadini digitali di trovare le #pocheparole che portano a un contenuto. Raccontaci  la tua esperienza rispondendo a 5 semplici domande: alla fine del questionario potrai scoprire di più sul tema e aderire alla nostra campagna  per difendere anche un tuo diritto.

Ricordiamo che della riforma sul diritto d’autore si discuterà il prossimo lunedì 9 ottobre 2017 a Roma (Camera dei Deputati, sala Aldo Moro, ore 10:00-13:00) in occasione del convegno UNC “Poche parole tra copyright e consumatori”, registrati per partecipare!

Autore: Sonia Galardo
Data: 26 settembre 2017

COPYRIGHT: aderisci alla campagna “PocheParole” per tutelare la tua libertà di condivisione sul web

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

La riforma europea sul copyright potrebbe limitare la libertà di condivisione sul web. Partecipa alla survey e aderisci alla campagna UNC #PocheParole per difendere la libera circolazione delle informazioni…

Roma, 26 settembre 2017– “La riforma europea sul copyright potrebbe limitare la libertà di condividere contenuti su Internet: è per questo che abbiamo lanciato la campagna ‘PocheParole’ e la survey ‘Copyright: come tutelare la libertà di condivisione sul web’. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, presidente dell’UNC, che invita ad aderire alla campagna.

“La libertà di link e la possibilità di condividere i contenuti pubblici presenti in Rete -spiega l’avv. Massimiliano Dona- sono due capisaldi del nostro diritto di accedere alle informazioni: tutelare il diritto di link vuol dire allora tutelare i diritti di tutti i cittadini digitali di trovare le #pocheparole che portano a un contenuto. Raccontaci  la tua esperienza rispondendo a 5 semplici domande: alla fine del questionario -conclude Dona- potrai scoprire di più sul tema e aderire alla nostra campagna  per difendere anche un tuo diritto”. PARTECIPA ALLA SURVEY E ADERISCI ALLA CAMPAGNA

Ricordiamo che della riforma sul diritto d’autore si discuterà il prossimo lunedì 9 ottobre 2017 a Roma (Camera dei Deputati, sala Aldo Moro, ore 10:00-13:00) in occasione del convegno UNC “Poche parole tra copyright e consumatori”, registrati per partecipare!

Aiutaci a dire “stop” alle chiamate INDESIDERATE

Stop Chiamate IndesiderateOggi le chiamate pubblicitarie in Italia (il cosiddetto “TELESELLING”) rappresentano un problema sociale: come consumatori siamo disturbati ad ogni ora del giorno delle telefonate moleste.

L’attuale regolamentazione è del tutto insufficiente e il Registro pubblico delle opposizioni non consente di iscrivere i numeri cellulari.

Vogliamo chiedere il tuo aiuto per cambiare la legge!

Aderisci alla petizione!

TRASPORTI: Enac sanzioni Ryanair per violazione norme Ue

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Ryanair non ha ancora rimosso la scritta sui rimborsi. L’Antitrust intervenga per far rimuovere la scritta

Roma, 21 settembre 2017 – “L’Enac deve comminare oggi stesso una sanzione a Ryanair, dato che sul sito della compagnia appare ancora oggi la scritta sui rimborsi sbagliata, in violazione dell’art. 8 del Regolamento (CE) n. 261/2004” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Ieri, infatti, l’Enac ha richiamato Ryanair “alla rigida applicazione di quanto previsto dalla normativa, segnalando alla compagnia che ogni “mancata osservanza delle previsioni del Regolamento” a tutela dei passeggeri sarebbe stata “rigorosamente sanzionata“.

“Ebbene una violazione è in corso, come riconosciuto e noto all’Enac fin dal 19 settembre. E’ ora, quindi, di passare all’azione. Chiediamo anche all’Antitrust, che ha già aperto un procedimento, di intervenire per far rimuovere la scritta, sospendendo in via cautelare la pratica segnalata ai sensi dell’articolo 27, comma 3, del Codice del Consumo, per evitare, in attesa di una pronuncia sul merito, che siano pregiudicati i diritti dei consumatori” prosegue Dona.

“Quanto all’incontro tra Enac e Ryanair previsto per oggi, è incredibile che la compagnia possa permettersi di snobbare la convocazione e si limiti a dare disponibilità per i primi giorni di ottobre. Evidentemente le istituzioni del nostro Paese sono poco considerate. Per questo avevamo suggerito che l’incontro avvenisse non solo con l’Enac, ma anche con il ministro Delrio, che invece preferisce limitarsi a rilasciare dichiarazioni” conclude Dona.

L’associazione ricorda che sul sito di Ryanair (https://www.ryanair.com/it/it/info-utili/Centro-assistenza/aggiornamenti/cancellazioni) compare la scritta che “I rimborsi saranno accreditati entro 7 giorni lavorativi sulla carta utilizzata per la prenotazione originale”, quando l’art. 8 del Regolamento (CE) n. 261/2004 indica invece 7 giorni, non 7 giorni lavorativi. La compagnia, quindi, si regala 2 giorni prima di rimborsare il consumatore.