Archivio mensile:Marzo 2013

Lenovo: sembrava un affare invece era un errore!

offerta pc

Il motivo principale che spinge i consumatori a fare acquisti su internet è la possibilità di risparmiare, approfittare di promozioni e prezzi scontatissimi. Ecco perché è fondamentale che i rapporti online siano ispirati da lealtà e fiducia: in fondo compro su un sito localizzato chissà dove, senza toccare con mano il prodotto, mi affido alle recensioni scritte da altri utenti e dovrò attendere la spedizione con il timore dei danni che può fare uno spedizioniere non troppo delicato.

Ora questo rapporto di fiducia rischia di essere messo in crisi dalla brutta storia dei prezzi sbagliati: nei giorni scorsi sono giunte ai nostri sportelli numerose segnalazioni di consumatori che raccontano di aver acquistato prodotti su internet a prezzi scontati per poi ricevere l’amara sorpresa dell’annullamento dell’ordine a causa di “inconvenienti tecnici! L’ultimo caso, nel mese di gennaio 2018, ha riguardato Lenovo, noto brand dell’elettronica di consumo, che, dopo aver esposto sul proprio sito alcuni tablet in offerta (e aver raccolto numerosi ordini), in un secondo momento comunicava l’annullamento del contratto a causa di un malfunzionamento che avrebbe generato per errore un prezzo diverso da quello effettivo.

Il caso non è nuovo: la nostra organizzazione si era già interessata ai Kindle Fire messi in vendita su Amazon qualche tempo fa al prezzo promozionale di 1 euro e poi non consegnati per le stesse ragioni. In quel caso era intervenuta l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato invitando la piattaforma a cambiare le informazioni disponibili sul sito.

Ecco perché anche questa pratica adottata da Lenovo ci sembra scorretta e l’abbiamo segnalata all’Autorità Antitrust: il punto è che se un venditore pubblicizza una offerta, quel prezzo “fa fede” per l’acquirente che deve poter acquistare a quella cifra. Si tratta della regola fondamentale del mercato: chi espone un prezzo deve rispettare la sua offerta!

Qualcuno potrebbe obiettare che l’eventuale errore nell’indicazione del prezzo non deve essere tale da essere chiaramente “inverosimile”: ebbene online le cose funzionano un po’ diversamente rispetto alla vita reale! Torniamo, in particolare, all’offerta di Lenovo che si presentava chiaramente come una promozione: in alto le immagini dei prodotti con una breve descrizione delle loro funzionalità e più in basso la scritta “a partire da € 189,00 – Con lo sconto: € 30,00 –Risparmia: €159,00”. Circa due settimane dopo, si è ripetuta un’analoga vicenda sul sito di Amazon per dei notebook delllo stesso brand Lenovo.

In entrambi i casi, con le e-mail di annullamento degli ordini si  informavano i clienti che, a causa dell’indicazione erronea del prezzo sul suo sito, la spedizione del relativo articolo era annullata e che l’addebito del corrispondente importo non sarebbe stato effettuato.

Da parte mia ho motivo di ritenere che Lenovo abbia arbitrariamente annullato gli ordini ricevuti nonostante avesse già inviato la “conferma ordine” a ciascun acquirente (il contratto a quel punto poteva considerarsi perfezionato). La stessa Lenovo, in risposta alle numerose richieste di spiegazione di consumatori pervenute sulle pagine social della società, ha ammesso espressamente l’accadimento dei fatti per come descritti sopra, purtuttavia negando ogni responsabilità: a questo punto sarà l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato a dirci se si tratta di una pratica scorretta, quel che è certo è che di questo passo nessuno crederà più alle offerte online con grave danno per l’immagine del commercio elettronico nel suo complesso.

Intanto, con l’Unione Nazionale Consumatori, stiamo raccogliendo i casi delle persone che si ritengono danneggiate da Lenovo, da Amazon o da altri operatori in situazioni analoghe.

I nostri esperti dello sportello ecommerce sono pronti a fornirvi assistenza.

Autore: Massimiliano Dona
Data: 9 febbraio 2018

Istat: tasso disoccupazione a novembre cala all’11%

Il tasso di disoccupazione a novembre scende all’11%, dall’11,1% di ottobre. E’ il livello più basso dopo settembre 2012. Lo rileva l’Istat, sottolineando che il tasso è diminuito di un punto percentuale rispetto a novembre 2016.

Il tasso di disoccupazione giovanile cala al 32,7%, -1,3 punti rispetto ad un mese prima e del 7,2% su base annua.

A parere dell’UNC, si tratta di dati indubbiamente positivi, indipendentemente dalla composizione tra occupati a termine e permanenti.

Su base annua si conferma l’aumento degli occupati (+1,5%, +345 mila). La crescita si concentra tra i lavoratori dipendenti (+497 mila, di cui +450 mila a termine e +48 mila permanenti), mentre scendono gli indipendenti (-152 mila). Nello stesso periodo diminuiscono sia i disoccupati (-7,8%, -243 mila) sia gli inattivi (-1,3%, -173 mila).

L’esperto risponde su… tasso zero

Sento spesso parlare di finanziamenti a tasso zero. Ma esistono davvero?

I finanziamenti a “tasso zero” di norma si concedono per i prestiti finalizzati, dunque ad esempio per l’acquisto di un veicolo. Non tutti i prestiti a tasso zero che vengono pubblicizzati lo sono però nei fatti. Molte banche mettono in evidenza solo il TAN (Tasso  Annuo  Nominale) a zero interessi, celando i costi che invece esistono e che spesso sono tutti riversati sul TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale): costi di istruttoria, spese accessorie o commissioni per l’incasso delle rate.

Pertanto, un finanziamento a tasso zero è solo quello che presenta tassi di interesse pari a zero sia nel TAN che nel TAEG. Se sussistono effettivamente queste due condizioni, il consumatore potrà pagare le proprie rate senza sostenere alcun costo accessorio. 

HAI BISOGNO DI AIUTO? CONTATTACI ALLO SPORTELLO DEDICATO

Scopri tutte le nostre FAQ

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 31 gennaio 2018

Pentole, padelle e posate: la nostra guida sugli utensili da cucina

La tradizione culinaria italiana è un fiore all’occhiello del nostro Paese, tanto che nelle nostre cucine non mancano mai utensili per cucinare i cibi in modo sano e al contempo gustoso, come pentole, casseruole e tegami in acciaio. Ma come scegliere prodotti di qualitàsicuri e duraturi nel tempo?

Selezionare con attenzione gli alimenti che acquistiamo al supermercato è sicuramente un primo importante passo per garantire la sicurezza di ciò che mangiamo, ma rischia di essere vanificato se poi li cuciniamo con strumenti che ne alterano le proprietà o addirittura introducono elementi contaminanti che possono essere pericolosi per la nostra salute.

L’Unione Nazionale Consumatori ha realizzato una guida con la collaborazione di Fiac (Associazione fabbricanti italiani articoli casalinghi) in un pratico formato così da averla facilmente a portata di mano, con l’obiettivo di informare i consumatori con alcuni consigli concreti sull’acquisto e l’uso sicuro degli utensili da cucina.

Innanzitutto è sempre importante controllare la provenienza dei prodotti che si intendono acquistare, preferendo il made in Italy e diffidando da indicazioni fuorvianti come “garantita da…”, “costruita secondo gli standard qualitativi di…”, etc.

Sapevate che ad esempio gli utensili da cucina rivestiti, e quindi anche le pentole, non andrebbero lavati in lavastoviglie perché i detergenti utilizzati sono troppo aggressivi e possono danneggiare il rivestimento? Meglio una pulizia a mano con spugna e detergente neutro.

Insomma, un utile vademecum che potrà accompagnarvi in cucina e a tavola: non vi resta che scoprire i nostri consigli!

SCARICA LA GUIDA

Autore: Sonia Galardo
Data: 31 gennaio 2018

Servizi di cibo a domicilio: come sceglierli?

Delivery food

Nel corso del 2017 gli italiani hanno cercato migliaia di volte su Internet termini come “pizza a domicilio” o “consegna cibo a casa”. Del resto negli ultimi anni le aziende impegnate in questo settore si sono diffuse in maniera capillare. Appare quindi evidente che questa tipologia di servizio di consegna (food delivery) è sempre più richiesta, nonostante ci sia ancora un po’ di confusione sull’argomento.

In collaborazione con QualeScegliere.it, abbiamo dunque deciso di approfondire meglio il settore per comprendere secondo quali parametri scegliere la consegna cibo più adatto, oltre ad analizzare i più famosi operatori online, per capire che tipo di servizio offrono ai consumatori.

COME FUNZIONA IL FOOD DELIVERY?

Esistono due grandi tipologie di servizi.

Servizi di consegna: rientrano in questa tipologia le aziende che si occupano materialmente della consegna, prelevando il pasto realizzato dal ristorante prescelto dal consumatore e consegnandolo direttamente al suo domicilio. Il vantaggio dei servizi di consegna è che, se si verificassero problemi, è prevista una maggiore tutela del consumatore grazie all’assistenza post-ordine fornita dall’azienda stessa che, tra l’altro, ha tutto l’interesse di coinvolgere tra i suoi partner solo i ristornati più affidabili.

Network di ristoranti: in questo gruppo rientrano invece quei servizi che in realtà svolgono un’attività di collegamento tra il ristorante e il cliente. La qualità della preparazione, il trasporto del cibo, i costi e tempi di consegna e l’eventuale assistenza al cliente, sono completamente rimessi al ristorante scelto. Il vantaggio di questa tipologia di servizio è sicuramente la varietà di scelta.

delivery food

COME SI SCEGLIE IL MIGLIOR SERVIZIO?

Analizziamo i fattori decisivi nella scelta del servizio.

Esperienza d’uso del sito Internet: in base a quanto appare chiara, ben organizzata ed accattivante l’interfaccia del sito, varia anche la facilità con cui l’utente riesce a cercare e trovare le informazioni di cui ha bisogno.

I siti più all’avanguardia includono anche un’anteprima dei piatti, il che migliora molto l’esperienza d’ordine visto che è possibile farsi un’idea realistica di come si presenterà il piatto ordinato. Inoltre, affinché un sito sia valido, dovrà avere un minuzioso sistema di filtri di ricerca che permettano di ordinare i risultati in base a criteri quali prezzo, tipo di cucina, esigenze alimentari specifiche, orari di apertura, costi della consegna e molto altro. Per gli utilizzatori più giovani o amanti dello smartphone, infine, sarà utile verificare se il sito permette di essere utilizzato anche tramite l’apposita app.

Ampiezza della scelta di ristoranti: avere un’ampia possibilità di scelta tra numerose offerte gastronomiche è fondamentale per fare in modo che il consumatore riesca a trovare ciò che sta cercando. Fate quindi attenzione alla quantità di ristoranti che il sito mette a disposizione in base al CAP di residenza.

Costi e modalità di pagamento: verificate subito i costi extra. La maggior parte dei siti di servizi di consegna prevede il pagamento di un supplemento che si aggira solitamente intorno ai 2,50 Euro, mentre i network di ristoranti non hanno un prezzo fisso poiché le spese di consegna variano a discrezione del ristorante da cui si ordina. Alcuni ristoranti impongono, poi, un ordine minimo da effettuare, una regola valida a prescindere dal tipo di piattaforma che si utilizza. Non dimenticate, infine, di verificare che i metodi di pagamento accettati includano quello da voi utilizzato abitualmente. Molti siti, infatti, vincolano al solo uso della carta di credito, mentre altri accettano contanti, Paypal e anche molte tipologie di buoni pasto.

I SERVIZI PIÙ FAMOSI IN ITALIA

I siti che si occupano di food delivery sono numerosi e molti di questi davvero validi ma spesso circoscritti ad una o due città, per questo motivo abbiamo selezionato i 3 servizi di cibo a domicilio più diffusi sul territorio nazionale).

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JustEat: è il più noto network di ristoranti in Italia e vanta una copertura decisamente più capillare rispetto alle altre piattaforme. È la scelta ideale per chi vuole ordinare un pasto economico o di fascia media visto che sono esclusi molti ristoranti di fascia media ed alta. Ricordate, però, che in caso di necessità post-ordine dovrete mettervi direttamente in contatto con il ristorante.

Foodora: offre un servizio molto efficiente, includendo numerosi ristoranti di fascia media ed alta. Il sito è fatto molto bene e permette di ordinare in modo semplice ed immediato. È l’unico sito che permette di sfruttare la funzione “ritiro”, per trovare il pasto da asporto pronto da portar via. Disponibile su Milano, Firenze, Torino, Roma, Bologna e Verona ed ideale soprattutto per zone centrali dove la copertura di ristoranti è decisamente più abbondante rispetto all’hinterland.

Deliveroo: offre un servizio molto buono, con una ricca quantità di opzioni tra cui scegliere: anch’esso include molti ristoranti di fascia qualitativa media ed alta. È attivo in 11 comuni italiani (Bergamo, Bologna, Brescia, Firenze, Milano, Monza, Padova, Piacenza, Roma, Torino, Verona) e lo riteniamo perfetto sia per chi vive in centro che in aree più periferiche.

CONCLUSIONI: PRO E CONTRO

I vantaggi dei servizi di food delivery sono diversi e tra tutti spiccano: la comodità di poter ordinare e ricevere in qualsiasi momento un piatto pronto, la possibilità di risparmiare tempo qualora si debba improvvisare una cena tra amici, ma anche la possibilità di soddisfare la voglia di mangiare qualcosa di buono senza dover per forza uscire di casa.

Ordinare del cibo a casa ha, però, anche alcuni aspetti peculiari di cui bisogna essere consapevoli prima di ordinare per non restare delusi dal servizio: durante il trasporto, infatti, potrebbe andare a “perdersi” parte della qualità del piatto, soprattutto per quanto riguarda temperatura e consistenza dei cibi. Per questo motivo, se siete degli amanti intransigenti della buona cucina, vi sconsigliamo di ordinare pasti caldi e, piuttosto, prediligere i servizi di food delivery per piatti freschi come insalate, sushi o panini freddi.

Infine, tenete presente che la comodità ha un prezzo ulteriore a quello della consegna in sé: molto spesso, infatti, il prezzo di ogni piatto è leggermente maggiorato per poter sostenere i costi del servizio.

Leggi anche Servizi a domicilio nella capitale

Vuoi dire la tua sul tema del food-delivery? Sei un’azienda del settore e vuoi commentare questo articolo?  Lascia il tuo parere nella parte destinata ai commenti o sulla pagina Facebook UNConsumatori. La tua opinione per noi è importante! 

Questa rubrica è stata realizzata in collaborazione con QualeScegliere.it, piattaforma online che mette a disposizione una serie di strumenti utili e pratici da consultare per aiutare gli utenti nella scelta di oltre 250 categorie di prodotti.

Data: 30 gennaio 2018

Bollette a 28 giorni: è ora di chiedere i rimborsi!

Come vi abbiamo anticipato nello scorso numero di questa newsletter, proseguono le vicende legate al #nofattura28giorni: le compagnie telefoniche stanno infatti tornando alla fatturazione mensile, come previsto dalla legge, ma hanno annunciato un aumento dell’8,6% dell’abbonamento mobile e di rete fissa; per questo motivo l’Unione Nazionale Consumatori ha denunciato i principali operatori all’Autorità della Concorrenza e del Mercato e a quella delle Comunicazioni. 

Negli sms in cui gli operatori annunciano ai propri clienti il cambio tariffario, infatti, non si riporterebbero informazioni esaustive rispetto al diritto del consumatore di poter recedere senza alcuna spesa, ma si rimanda ad una chiamata o al sito per i dettagli relativi al recesso. Non solo: gli operatori provano a far credere ai consumatori che la loro scelta è dovuta alla modifica della legge e non a scelte autonome della società!

Intanto, la nostra associazione continua a raccogliere le pre-adesioni per un’eventuale class-action necessaria ad ottenere i rimborsi di quanto ingiustamente prelevato: avete aderito già in moltissimi ma per chi non lo avesse ancora fatto, vi chiediamo di compilare e condividere il modulo così da essere sempre più numerosi. I nostri legali sono a lavoro: grazie al vostro sostegno sarà più facile vincere la nostra battaglia!

COMPILA IL MODULO DI PRE-ADESIONE! (si tratta di una pre-adesione completamente gratuita e non impegnativa)

RIPERCORRI TUTTE LE TAPPE DELLA VICENDA #NOFATTURA28GIORNI

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 31 gennaio 2018

ECONOMIA: retribuzioni, record storico per attesa rinnovo

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

UNC chiede ripristino scala mobile all’inflazione programmata.

Roma, 30 gennaio 2018 – Secondo i dati Istat resi noti oggi, l’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 71,5 mesi, mentre l’attesa media calcolata sul totale dei dipendenti è di 29,5 mesi.

“Si tratta di due record storici negativi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Mai si erano registrati valori così alti e sfavorevoli. Nel caso della durata media della vacanza contrattuale per i dipendenti in attesa di rinnovo, pari per il totale dell’economia a 71,5 mesi, il primato non dipende solo dalla pubblica amministrazione, che raggiunge i 96 mesi, ma anche dal settore privato, che svetta a 41,8 mesi. Record per tutti i comparti salvo per l’agricoltura: l’industria tocca i 18,8 mesi mentre i servizi destinabili alla vendita i 52 mesi” prosegue Dona.

“E’ evidente che se le tariffe aumentano ogni anno, mentre gli stipendi restano al palo, i consumi non potranno mai decollare. Per questo è giunto il momento di intervenire a livello legislativo, ripristinando meccanismi automatici, come la scala mobile all’inflazione programmata” conclude Dona.

ECONOMIA: scende la fiducia dei consumatori

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Finito l’effetto Natale. Peggiora il giudizio sulla situazione economica della famiglia.

Roma, 30 gennaio 2018 – Secondo i dati Istat resi noti oggi, a gennaio la fiducia dei consumatori scende, passando da 116,5 a 115,5.

“Finito l’effetto Natale. Il dato di oggi conferma che il rialzo di dicembre era legato agli acquisti natalizi e all’arrivo delle tredicesima, che aveva migliorato l’opportunità di acquistare beni durevoli. Ora si torna, purtroppo, alla normalità” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“In particolare, preoccupa il netto peggioramento del giudizio sulla situazione economica della famiglia, che passa da -23,9 a -25,6, il dato più concreto e affidabile rispetto alle mutevoli aspettative sul futuro e soprattutto l’indicatore che più influisce sui consumi” conclude Dona.

Spreco alimentare, cosa dice la Legge Gadda

spreco_alimentare

Il valore dello spreco alimentare in Italia vale quasi 16 miliardi di euro all’anno, circa l’1% del PIL del Paese. A differenza di ciò che pensano in molti, lo sperpero di cibo non avviene quasi esclusivamente nelle grandi catene dei supermercati ma in casa, tra il 60% e 70% del totale. Per limitare questi sprechi dal 14 settembre del 2016 è entrata in vigore la legge 166/2016, la cosiddetta norma “antisprechi”, la cui prima firmataria è stata l’onorevole Maria Chiara Gadda.

Cosa dice la legge “antisprechi”

Lo scopo della legge 166/2016 è ridurre gli sprechi lungo tutta la filiera agro-alimentare, favorendo il recupero e la donazione dei prodotti in eccedenza. Con l’approvazione della legge di bilancio 2018 l’ambito di applicazione della legge è stato ampliato: oltre ad alimenti e farmaci, sarà possibile donare anche prodotti per l’igiene e la cura della persona e della casa, integratori alimentari, biocidi, presidi medico chirurgici, prodotti di cartoleria e cancelleria.

Tra i punti più importanti della legge vi sono:                

– definizione chiara di tutti i termini che si utilizzano quando si parla di “spreco alimentare”: spreco, eccedenza, operatore del settore alimentare, soggetto cedente, donazione, distinzione tra termine minimo di conservazione e data di scadenza;

– semplificazione delle procedure per il recupero e la donazione delle eccedenze alimentari;

– diffusione delle doggy bag nei ristoranti;

– riduzione della tassa sui rifiuti per chi dona cibo;

– introduzione nelle scuole di un insegnamento sull’educazione alimentare e sulla lotta agli sprechi;

campagne di comunicazione sui temi dell’educazione alimentare e della riduzione degli sprechi per incentivare le donazioni delle eccedenze da parte delle aziende e sensibilizzare i consumatori;

finanziamenti per chi sviluppa progetti di ricerca nel settore;

– impiego di alimenti recuperati per nutrire gli animali nel caso in cui questi non possano più essere utilizzati direttamente dall’uomo;

I primi risultati

Secondo la Fondazione Banco Alimentare, Onlus che si occupa della raccolta e del recupero di generi alimentari ed eccedenze alimentari e della loro ridistribuzione a strutture caritative, nel primo anno in cui la norma è entrata in vigore (ottobre 2016-settembre 2017), le donazioni di eccedenze alimentari fatte alla Onlus da parte della grande distribuzione sono aumentate del 21,4%: 5.573.000 kg contro 4.635.000 kg del periodo ottobre 2015-settembre 2016. Si tratta di un importante recupero di eccedenze che contribuisce, anche se solo in parte, ad alleviare le sofferenze di chi è più bisognoso. Si tratta, purtroppo, di molte persone in Italia. Stando alle ultime rilevazioni diffuse da Istat nel dicembre 2017, sono infatti 18 milioni gli italiani a rischio di povertà ed esclusione sociale. L’Italia rimane inoltre il Paese che conta, in valore assoluto, più poveri in Europa.

Il nostro impegno

Affinché questa legge porti a una sensibile riduzione degli sprechi e delle eccedenze alimentari, è necessaria la collaborazione tra istituzioni, operatori della filiera agro-alimentare e Onlus. Ma, soprattutto, c’è bisogno del comportamento virtuoso dei cittadini. Per contribuire alla divulgazione della “cultura dell’antispreco”, l’Unione Nazionale Consumatori sostiene e partecipa attivamente al progetto Life – FOOD.WASTE.STAND.UP, co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma per l’ambiente e l’azione per il clima (LIFE 2014 – 2020) con on Federalimentare (capofila), Federdistribuizone e Fondazione Banco Alimentare Onlus. In quest’ambito l’Associazione ha avviato una serie di iniziative per dare ai consumatori informazioni e consigli utili sia per risparmiare che per rispettare dell’ambiente. Tra queste vi sono le brochure “Impariamo a conoscere la durabilità dei prodotti”, “Impariamo a conservare correttamente gli alimenti” e “Impariamo a fare la spesa”, l’App “Spesa Facile App” e il servizio “L’esperto risponde”.

Leggi la nostra intervista all’Onorevole Maria Chiara Gadda

Data: 29 gennaio 2018
Autore: Rocco Bellantone

E-commerce: scarica la nostra guida

Guida E-commerce

 

I consumatori italiani acquistano sempre più volentieri online alla ricerca dell’offerta migliore o di prodotti difficilmente rintracciabili al negozio sotto casa. 

Elettronica, abbigliamento, viaggi, ma anche prodotti per la casa e talvolta alimentari: ormai sul web si compra di tutto con estrema facilità. Attenzione però: velocità e facilità negli acquisti non vuol dire assenza di regole, anzi la protezione del Codice del Consumo è anche più forte quando si fa shopping online! 

Sapevi, ad esempio, che acquistando online hai 14 giorni di tempo per cambiare idea se il prodotto che hai acquistato non rispetta le  aspettative o semplicemente se hai cambiato idea? E’ il così detto “diritto di ripensamento” che riguarda appunto gli acquisti online.

Non solo: la legge impone a chi vende online di indicare il prezzo “totale” dei beni o dei servizi, comprensivo delle imposte. Anche le spese di spedizione devono essere preventivamente segnalate e, persino nel caso in cui non siano calcolabili in anticipo, va sempre fornita l’indicazione che potranno essere addebitate al consumatore. Se il venditore quindi addebita costi non indicati nella schermata iniziale si ha il diritto a chiedere il rimborso. 

Questi e altri consigli sono contenuti nella nostra guida E-commerce che fornisce ai consumatori utili strumenti di autotutela prima, durante e dopo l’acquisto online. Dalle garanzie al diritto di recesso, dal metodo di pagamento alla reputazione online, dalle consegne ai costi non previsti: la guida accompagna il consumatore dando anche la parola alle Autorità (il Presidente dell’Agcm Giovanni Pitruzzella, il Presidente dell’AGCOM Angelo Marcello Cardani , il Presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali  Antonello Soro e il Direttore Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni Nunzia Ciardi) che impreziosiscono il vademecum con la loro testimonianza.

Inoltre, per assistenza o semplicemente per denunciare un’irregolarità è possibile contattare i nostri esperti attraverso lo sportello e-commerce in home page.

Autore: Simona Volpe
Data: 29 gennaio 2018