Archivio mensile:Marzo 2013

ANTITRUST: Unc premiata come migliore associazione dei consumatori

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

“Per essersi distinta nella diffusione dei valori della concorrenza e della tutela dei diritti dei consumatori attraverso il complesso delle azioni di contrasto alle pratiche commerciali scorrette”, questa la motivazione del Premio Antitrust conferito ieri all’Unione Nazionale Consumatori.

Roma, 31 maggio 2018 – “Un riconoscimento che ci lusinga non solo per l’importanza dell’istituzione che ha promosso questo bando, ma anche per l’autorevolezza della commissione esaminatrice: ogni Premio rappresenta una tappa di quel viaggio che la nostra organizzazione ha intrapreso oltre 60 anni fa per l’affermazione dei diritti del consumatore, ma ci piace pensare che l’Autorità abbia voluto riconoscere anche il valore del metodo che abbiamo ereditato da Vincenzo Dona, il quale era solito ricordarci che ‘per avere una voce forte non serve gridare ma bisogna essere capaci di proposta, dialogo e iniziativa’.” Questo il commento di Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, in occasione della cerimonia di consegna del Premio Antitrust come migliore associazione dei consumatori nel contrasto alle pratiche commerciali scorrette.

Ecco la motivazione del riconoscimento: “per essersi distinta nella diffusione dei valori della concorrenza e della tutela dei diritti dei consumatori attraverso il complesso delle azioni di contrasto alle pratiche commerciali scorrette”.

“Per la verità -aggiunge l’avv. Dona- questa Autorità ci premia ogni giorno, accogliendo le nostre segnalazioni, esaminandole con cura e dando seguito alle nostre iniziative, sanzionando le imprese scorrette: un lavoro che non sarebbe realizzabile senza una squadra di collaboratori all’altezza”. Non a caso, a ricevere il Premio insieme al Presidente Dona e al Segretario generale Dino Cimaglia, era presente una rappresentanza della squadra Unc, perché, come ha affermato il presidente: è un premio per tutta la nostra struttura, per chi si occupa dell’attività di ascolto dei cittadini dalla quale derivano molti degli spunti che poi sottoponiamo all’Autorità, di chi cura l’estensione dei pareri e delle segnalazioni che depositiamo, ma anche dell’ufficio stampa che dà il giusto risalto alle nostre iniziative, senza dimenticare il dipartimento che si occupa di organizzare i nostri eventi pubblici che spesso prendono spunto proprio dalle pratiche commerciali scorrette delle aziende; in ultimo non voglio dimenticare il nostro personale di segreteria e amministrativo che ha una funzione importante nel funzionamento della struttura che ormai nella sola sede di Roma può vantare oltre 30 unità tra dipendenti e collaboratori.”

“La sfida per il futuro -conclude Massimiliano Dona- è quella di affiancare all’enforcement pubblico garantito dalle Autorità che operano nel nostro Paese, un reale enforcement privato cioè la possibilità per i singoli cittadini  di trarre un beneficio concreto dalle censure dell’Antitrust in termini risarcitori laddove ne sussistano i presupposti. L’Europa ha appena inaugurato un new deal per i consumatori che avrà tra i suoi punti fondamentali anche un ritorno all’ordine del giorno della cosiddetta class action, strumento indispensabile per sanare quello che oggi rappresenta il vero vulnus nella tutela di consumo perché, come evidenziato dai reclami che arrivano ai nostri sportelli, i consumatori si chiedono se le sanzioni sono realmente efficaci e soprattutto come materializzare rimborsi collettivi in favore di una pluralità di soggetti lesi.”

UNC vince il Premio Antitrust come migliore associazione consumatori!

La nostra Unione Nazionale Consumatori è la vincitrice del premio Antitrust per la categoria “associazioni di consumatori” per “il complesso delle azioni di contrasto alle pratiche commerciali scorrette“.

Il Premio va all’associazione che, nell’anno in corso o immediatamente precedente alla pubblicazione del bando di indizione del Premio, si è maggiormente distinta nella diffusione dei valori della concorrenza o nella tutela dei diritti dei consumatori.

“Vincerlo ora -come sottolineato da Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori- vuol dire che il nostro impegno non è mai venuto meno e che siamo in prima linea nel tutelare i consumatori da soprusi e vessazioniRingraziamo la Commissione esaminatrice e l’Authority per il riconoscimento avuto che premia tutti quelli che dal 1955 ad oggi hanno lavorato e lavorano all’interno dell’associazione per tutelare i diritti dei consumatori.”

LEGGI A RIGUARDO L’INTERVISTA AL PRESIDENTE MASSIMILIANO DONA SU KEY4BIZ

Per saperne di più su i numeri, le battaglie e le vittorie dell’Unione Nazionale Consumatori non perdete il Report Attività 2017. 

Per scoprire tutte le attività 2017 di Unc scarica il Report

Ecco i vincitori di tutte le categorie del Premio Antitrust:

Per le associazioni di imprese: vincitore del Premio Antitrust 2017 è la CNA Fita per  “la campagna risarcitoria per l’Autotrasporto danneggiato dal cartello del camion”. 

Per i giornalisti, premiata Maria Chiara Furlò dell’Ansa per la copertura giornalistica d’agenzia della prima legge annuale sulla concorrenza. 

Per gli studenti universitari, vince Eugenia Brandimarte per Competition in high-technology markets: multi-sided platforms and Google antitrust case.

Per gli studenti della scuola secondaria, la Commissione ha decretato come vincitore l’Istituto di Istruzione Superiore di Faicchio, classe 5 A Turistico, di Francesca Bellusi, Costanza Petruzzi, Maximillian Mastrobuoni, Iman Zarkani, coordinati dalla Prof.ssa Caterina Luciano per il progetto “Lobby… patia”.

Guarda le foto della consegna del “Premio Antitrust”

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 30 maggio 2018

 

L’esperto risponde su… email phishing

Mi è arrivata una strana comunicazione via e-mail da un istituto bancario molto noto che mi chiede alcuni dati personali, tra cui il numero della mia carta di credito, per propormi alcuni prodotti vantaggiosi. Posso fidarmi?

No, il sistema più diffuso su internet per frodare i clienti delle banche è il phishing, che ha proprio l’obiettivo di carpire i loro dati riservati. In genere il cliente riceve messaggi email apparentemente credibili e plausibili, che gli chiedono per esempio nome e cognome, identificativo e password di accesso al conto online, il numero di carta di credito, di conto corrente, della carta di identità, oppure lo invitano a cliccare su link contenuti all’interno del messaggio. Non è facile distinguere questi messaggi ingannevoli perché si presentano con i nomi e i marchi di banche e istituzioni affidabili e importanti. Nel dubbio, ricordare che le banche non chiedono mai dati per email ai propri clienti.

Autore: Giuseppe Mermati
Data:
29 maggio 2018

DESIGN: Unc in giuria del marchio Design for All

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Saranno consegnati oggi pomeriggio alla Triennale di Milano i Marchi di Qualità DFA, in giuria Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Milano, 29 maggio 2018 – Un ospedale di Milano e un’azienda friulana che si occupa di parchi gioco, sono i vincitori dei Marchi di Qualità DFA 2018 assegnati oggi a Milano dall’associazione Design For All. In giuria anche il Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, l’avv. Massimiliano Dona.

I marchi sono assegnati da DFA Italia per certificare e valorizzare la consapevole scelta di grandi aziende e di piccole realtà di impegnarsi nella realizzazione di prodotti che certamente rispettino norme e regole, ma soprattutto la dignità e la diversità umana.

“Sono orgoglioso di far parte (già dalla prima edizione) della commissione per l’assegnazione dei Marchi di Qualità DFA -afferma l’avvocato Dona- come associazione dei consumatori siamo convinti dell’importanza di avvicinare il design ai cittadini, rendendolo più ‘democratico’ dal punto di vista dell’accessibilità e della sicurezza. Quest’anno la scelta di due realtà a misura di bambino ci dà grande soddisfazione perché è dovere di noi adulti rendere le città vivibili per i più piccoli (e non solo), valorizzando i momenti di gioco, come nel caso di Legnolandia, ma anche migliorando le situazioni più complicate come può essere un controllo ospedaliero.”

I due Marchi di Qualità DFA andranno a :

  • Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico

Progetto di Giulio Ceppi – Studio Total Tool

All’interno della Radiologia Senologica, situata alla Clinica Mangiagalli, è stata allestita la Poli.Comfort Room, uno spazio multifunzionale in cui i bimbi possono aspettare la propria mamma o la propria nonna mentre fa i controlli di prevenzione.

  • Legnolandia s.r.l.

Legnolandia grazie ad una esperienza di oltre 30 anni nella progettazione e costruzione di parchi gioco, conosce bene le “barriere” che non consentono l’accesso a tutte le attività di gioco.

E’ entrato in vigore il GDPR: siamo pronti per la nuova privacy?

GDPR

E’ entrato in vigore dal 25 maggio, nei Paesi membri dell’UE il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali chiamato GDPR (General Data Protection Regulation). Abbiamo chiesto a Stefano Mele, avvocato specializzato in diritto delle tecnologie, privacy e cyber security, in che modo questo regolamento tutelerà di più la privacy dei cittadini europei e come influirà sulle imprese che chiedono agli utenti il consenso al trattamento dei dati personali.

Che cos’è il GDPR?

Il nuovo Regolamento generale sulla protezione dei dati personali rappresenta uno sforzo enorme da parte dell’Unione Europea di cercare di armonizzare la normativa in materia di protezione dei dati personali. Finora questa normativa era stata altamente frammentata, non tanto perché non ci fosse una direttiva europea a monte – la 95/46/CE – ma perché ogni Stato europeo l’aveva assorbita nella propria legislazione in modo autonomo. Da allora i tempi sono però cambiati e quella direttiva aveva urgente bisogno di adeguarsi agli sviluppi della tecnologia che hanno inciso profondamente anche sul trattamento dei nostri dati personali.

Quali obiettivi si prefigge l’UE con l’introduzione di questo nuovo regolamento?

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Stefano Mele, avvocato specializzato in diritto delle tecnologie, privacy e cyber security

Da una parte l’obiettivo è di dare degli strumenti alle aziende per conoscersi meglio al loro interno, dunque per chiarire come vengono trattati i dati personali dei loro dipendenti e dei loro clienti, chi ha accesso a questi dati, come vengono comunicati e quali sono le misure di sicurezza che vengono applicate per tutelarli. Si tratta, in pratica, di una radiografia delle aziende, utile per quantificare il valore dei dati personali che vi circolano sia all’interno che verso l’esterno nel rapporto con gli utenti. È per questo motivo che molte imprese avrebbero dovuto guardare all’adeguamento a questa normativa non come a un appesantimento, ma come a una ulteriore tutela nei loro confronti e nei confronti della loro reputazione. Basti pensare agli effetti che questo regolamento produrrà nel contrasto ai casi di cyber criminalità e alla sottrazione illecita di migliaia di dati personali di dipendenti e clienti delle aziende.

Cosa cambierà, invece, nel quotidiano per i cittadini?

L’altro importante obiettivo del GDPR è dare degli strumenti reali in mano a chi ha comunicato i propri dati a un’azienda o a una pubblica amministrazione. Con questo nuovo regolamento vengono riconosciuti al cittadino una serie di nuovi diritti, come ad esempio il diritto all’oblio. Significa che possiamo chiedere di essere cancellati dal database di un’azienda se riteniamo che quell’azienda non soddisfi più le nostre esigenze. Per lo stesso motivo l’UE riconoscerà all’utente anche il diritto alla portabilità dei suoi dati. Le aziende avranno pertanto l’obbligo di fornire all’utente tutti i dati che hanno immagazzinato sul suo conto nel caso in cui questi intenda farsi servire da un’altra società. Pensate all’enorme mole di dati che social network come Facebook, ad esempio, possiedono su di voi e alla facilità con cui adesso potrete averne la piena disponibilità. Internet non dimentica mai, e proprio per questo motivo il diritto all’oblio e alla portabilità dei dati rappresentano una grande innovazione a sostegno degli utenti del web.

In questa nuova ottica sarà più sicuro per gli utenti usare i social network, o rimane il rischio che i loro dati personali possano essere utilizzati senza che ne siano a conoscenza?

Partiamo dal presupposto che l’Unione Europea dà in mano degli strumenti, vale a dire una consapevolezza. Non dimentichiamoci però, come detto, che una normativa sulla protezione dei dati personali esisteva già da parecchi anni. Il problema sono anche gli utenti. Se è vero che, da un lato, la normativa non era più capace a sufficienza di contenere determinati comportamenti, dall’altro sfido a conoscere un utente che abbia letto per intera l’informativa privacy di un social network e che abbia preso piena coscienza del modo in cui ha acconsentito al trattamento dei suoi dati personali. C’è la mancanza di cultura da parte del cittadino-utente nei confronti di questi temi. Nessuno legge per intero i contratti digitali che firma – i suoi termini e le sue condizioni d’uso – pur di avere subito a disposizione l’ultimissima tecnologia. D’altro canto c’è da dire che le aziende fanno di tutti per rendere queste informative sulla privacy il più lunghe, noiose e leggibili possibile. Anche sotto questo aspetto il nuovo regolamento europeo ha richiesto che queste informative siano rilasciate con a corredo delle immagini, in modo da invogliare l’utente alla lettura e favorirne la comprensione dei contenuti.

Autore: Rocco Bellantone
Data: 29 maggio 2018

Coste italiane: balneabile il 67,9%

Nel 2016, risultano balneabili oltre due terzi (67,9%) dei chilometri di costa monitorati ai fini della qualità delle acque di balneazione; il restante 32,1% è soggetto a divieto permanente di balneazione.  

Rispetto agli anni precedenti non si riscontrano variazioni significative. 

Sulla base dei campionamenti relativi alle ultime quattro stagioni balneari è definita, a livello regionale, la qualità delle acque di balneazione marino-costiere distinta nelle seguenti categorie: eccellente, buona, sufficiente e scarsa.  

Obiettivo dei monitoraggi previsti è quello di conservare, proteggere e migliorare la qualità dell’ambiente e prevenire l’esposizione dei bagnanti ad agenti inquinanti. L’inquinamento ha diverse cause, ma spesso è dovuto a scarichi fognari abusivi o problemi imputabili a depuratori malfunzionanti.  

Prima dell’inizio della stagione balneare, i Comuni emanano le Ordinanze sindacali per informare la cittadinanza sui divieti permanenti e temporanei. I divieti permanenti ricadono nelle aree non adibite alla balneazione per legge (porti, foci di fiumi, zone militari, aree protette) mentre i divieti temporanei (che possono estendersi all’intera stagione balneare nel caso di acque con classe “scarsa”) sono riferiti a periodi d’inquinamento di breve durata.  

In tutte le regioni, ad eccezione del Friuli-Venezia Giulia in cui le aree di balneazione interessano il 42,2% della costa totale regionale, più della metà della linea litoranea italiana (superiore a 9.000 km) è monitorata, con un’incidenza massima in Basilicata (90,8%) e minima in Liguria (58,9%). In Molise la riperimetrazione delle acque di balneazione, con l’eliminazione di alcune zone come le aree portuali e le foci fluviali, ha portato ad una forte differenza del dato degli ultimi due anni rispetto agli anni precedenti. 

Nel 2016, il 94% delle acque di balneazione vanta una qualità eccellente, percentuale in significativo aumento rispetto al 2013, quando erano l’85,8%. Il Friuli-Venezia Giulia e la Puglia sono le regioni con il valore più alto (99,6% contro, rispettivamente, 91,1% e 85,4% del 2013), mentre l’Abruzzo presenta la quota più bassa (76,3%), anche se conferma il trend di crescita evidenziato già nel 2015 (nel 2013 era al 53,2%). 

Il Lazio presenta ancora l’incremento maggiore, passando dal 55,3% del 2013 al 91,1% nel 2016, anche se in lieve flessione rispetto al 2015 (93,2%) per due acque insufficientemente campionate e un aumento delle acque scarse. In Molise, dopo la forte contrazione registrata negli anni 2014-2015, si evidenzia un trend positivo con l’83,7% di costa eccellente sulla lunghezza totale, 3,2 punti percentuali in più rispetto al 2015.  

L’Abruzzo, che registra il valore percentuale di costa eccellente più basso tra le regioni litoranee, si distingue sia per aver accresciuto del 2,3% le aree soggette ai controlli di qualità, sia per la significativa diminuzione delle acque scarse, dal 9,3% del 2015 al 4,4% del 2016.  

Le regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Basilicata possiedono esclusivamente coste eccellenti e buone, mentre la Sicilia ha il 5% di acque insufficientemente campionate. 

Ancora nel 2016, come nel 2015, le acque di balneazione di qualità scarsa rappresentano l’1% della lunghezza totale delle aree monitorate.  

In Italia generalmente la stagione balneare inizia il primo maggio e termina il 30 settembre; nel 2016 ha avuto una durata media di 158 giorni, ad eccezione della Sicilia (216 giorni), dell’Emilia-Romagna (135 giorni) e del Veneto (126 giorni). Durante la stagione balneare alcune acque di balneazione hanno subito chiusure temporanee o permanenti. Basilicata e Veneto si sono distinte per non aver dovuto attivare alcun divieto di accesso ai bagnanti mentre Sicilia e Calabria sono le uniche regioni in cui nel 2016 alcune aree di balneazione di qualità eccellente e buona, seppur in numero limitato, sono rimaste sempre chiuse.

Autore: Mauro Antonelli
Data: 28 maggio 2018

Seggiolino auto: come sceglierlo?

Che si tratti di brevi tragitti quotidiani o di veri e propri viaggi, al giorno d’oggi l’automobile è senza dubbio il mezzo di trasporto più utilizzato dagli italiani per gli spostamenti assieme ai più piccoli. Sono però moltissimi gli adulti che, pur viaggiando in macchina con i propri bambini praticamente tutti i giorni, non conoscono o sottovalutano le norme di sicurezza; basti pensare che tra le prime cause di mortalità infantile ci sono proprio gli incidenti d’auto, non solo perché, specie durante i brevi tratti in città, si tende a non assicurare i più piccoli con gli appositi sistemi, ma anche perché molti bambini viaggiano su dispositivi inadeguati.

Utilizzare il seggiolino, e soprattutto utilizzare il seggiolino giusto, è dunque di vitale importanza; è anche normale, però, che molti genitori si sentano impreparati: le normative vigenti a questo proposito sono svariate, e i modelli disponibili sul mercato moltissimi. In questo articolo cercheremo di fare un po’ di chiarezza, in modo che individuare il seggiolino più sicuro per i nostri piccoli viaggiatori non sia più un problema.

Compatibilità con peso e altezza del bambino: le normative vigenti

Cominciamo sfatando un mito: quando si tratta di scegliere il seggiolino più adatto, l’età del bambino che dovrà utilizzarlo è del tutto irrilevante, perché gli unici criteri da seguire sono altezza e peso.

Più precisamente, come indicato nell’articolo 172 del Codice della Strada, viaggiare in auto con il seggiolino è obbligatorio fino al raggiungimento dei 36 kg di peso o dei 150 cm di altezza; il seggiolino, poi, dovrà essere omologato a peso e altezza specifici del bambino in questione. Per capire quale modello fa per noi, in questo caso, possiamo fare riferimento a due normative europee: la ECE R44, che è in vigore dagli anni ’80 ed è attualmente valida nella sua quarta revisione (la ECE R44/04), e la più recente ECE R129, introdotta nel 2013, che attualmente affianca ma non sostituisce la prima normativa.

La ECE R44/04 fa riferimento al peso del bambino e suddivide i seggiolini in 5 gruppi:

  • Gruppo 0, dalla nascita ai 10 kg: rientrano in questo gruppo le navicelle, da installare trasversalmente sul sedile posteriore mediante le cinture di sicurezza;
  • Gruppo 0+, dalla nascita ai 13 kg: a questo gruppo appartengono gli ovetti, da installare in senso contrario a quello di marcia e con obbligo di disattivazione dell’airbag;
  • Gruppo 1, dai 9 ai 18 kg: questi seggiolini vanno installati nello stesso senso di marcia e agganciati, a seconda del modello, tramite le cinture di sicurezza o il sistema ISOFIX (come vedremo in seguito);
  • Gruppo 2, dai 15 ai 25 kg: si tratta dei cosiddetti rialzi con schienale, che appunto rialzano il bambino per permettergli di utilizzare le cinture di sicurezza da adulti;
  • Gruppo 3, dai 22 ai 36 kg: a questo gruppo appartengono rialzi simili a quelli del gruppo precedente, ma privi di schienale, detti anche booster o alzatine.

 Esistono poi modelli che coprono allo stesso tempo diverse fasce di peso, quindi seggiolini di questo tipo sono l’ideale per chi desidera fare un investimento a lungo termine. I più diffusi sono i gruppi misti 0+/1, 1/2/3 e 2/3.

La ECE R129, invece, classifica i seggiolini in base all’altezza del bambino; questa normativa, inoltre, introduce standard più severi per l’omologazione, aggiungendo ai tradizionali crash test frontali e posteriori anche quelli laterali, e favorisce i modelli dotati di sistema ISOFIX. Quest’ultimo è un sistema internazionale che consente di agganciare il seggiolino direttamente al telaio dell’auto, fissando i due connettori posizionati sulla base del seggiolino ai ganci presenti tra la seduta e lo schienale del sedile; rispetto al fissaggio con le cinture di sicurezza dell’auto, il sistema ISOFIX è molto più semplice e intuitivo e riduce al minimo il rischio di installazione scorretta. Per questo, tutte le auto prodotte dal 2006 in poi devono obbligatoriamente essere dotate di agganci ISOFIX.

Per ora, solo due delle tre fasi previste dalla ECE R129 sono entrate in vigore: la prima, del 2013, impone l’utilizzo di seggiolini con agganci ISOFIX dalla nascita fino ai 105 cm di altezza; fino ai 15 mesi del bambino, inoltre, sarà obbligatorio installare il seggiolino in senso contrario a quello di marcia. La seconda fase, introdotta nel 2017, rende obbligatorio l’utilizzo di rialzo con schienale fino ai 125 cm di altezza.

Un buon seggiolino, dunque, deve necessariamente essere conforme a una delle due normative sopra descritte; a chi cerca un modello per un neonato, però, consigliamo di prediligere i seggiolini omologati ECE R129: molto presto, infatti, questa normativa sostituirà completamente la ECE R44/04, destinata a diventare obsoleta.

Compatibilità con la propria auto

Una volta individuata la tipologia più adatta al peso o all’altezza del piccolo viaggiatore, è necessario verificare che il modello scelto sia effettivamente compatibile anche con la propria automobile.

Sia che si tratti di un seggiolino dotato di agganci ISOFIX che di un modello da fissare con le cinture di sicurezza dell’auto, possiamo distinguere tra tre classi di compatibilità:

  • Universale/Universale ISOFIX: i seggiolini di questo tipo possono essere installati in tutte le automobili. Nel caso in cui si tratti di un modello ISOFIX, ovviamente, è necessario che l’auto sia dotata degli appositi agganci;
  • Semi-universale/Semi-universale ISOFIX: i seggiolini di questo tipo possono essere installati soltanto in alcuni modelli di auto. La lista delle autovetture compatibili è normalmente riportata sul libretto di istruzioni o sul sito web ufficiale dell’azienda produttrice;
  • Veicolo specifico: si tratta di seggiolini particolari, omologati solo a determinati modelli di auto approvati e indicati dal produttore.

Viaggiare sicuri… e comodi

Se, quando si tratta di seggiolini, la sicurezza dei bambini in auto è cruciale, altrettanto importante è non rinunciare al comfort. Spesso, infatti, di fronte all’idea di rimanere seduti e legati sul seggiolino, i più piccoli tendono a protestare e a chiedere di essere presi in braccio: una seduta comoda e confortevole, quindi, aiuta i bimbi ad accettare la situazione, favorendo il riposo e riducendo il rischio di capricci.

Consigliamo innanzitutto di puntare su un modello reclinabile: a differenza di quelli con schienale verticale, infatti, questi seggiolini permettono al bambino di assumere una postura più rilassata, consentendogli in alcuni casi di arrivare a una posizione semi-sdraiata ma comunque completamente sicura per il trasporto; i seggiolini più confortevoli, inoltre, prevedono la possibilità di regolare anche braccioli e poggiatesta, così da adattarsi ancora meglio alla corporatura del bambino.

Molto importante, poi, è anche la qualità dell’imbottitura, che dovrebbe essere abbastanza rigida da sostenere il bambino, ma allo stesso tempo adeguatamente soffice da consentirgli di riposare in tutta comodità.

I genitori più attenti alla praticità, infine, non dovrebbero trascurare la facilità di pulizia: come tutti i prodotti destinati ai più piccoli, infatti, anche il seggiolino finirà per sporcarsi con una frequenza quasi quotidiana. I modelli migliori, in questo caso, sono quelli dotati di fodera estraibile e lavabile in lavatrice.

Questa rubrica è stata realizzata in collaborazione con QualeScegliere.it, piattaforma online che mette a disposizione una serie di strumenti utili e pratici da consultare per aiutare gli utenti nella scelta fra oltre 300 categorie di prodotti.

Vuoi dire la tua sul tema? Utilizzi una macchinetta che non è tra quelle esaminate oppure sei un’azienda del settore che ha qualcosa da aggiungere all’indagine? Commenta nello spazio sottostante oppure scrivici all’indirizzo info@consumatori.it. La tua opinione per noi è importante!

 

Autore: Simona Volpe in collaborazione con Qualescegliere.it
Data: 28 maggio 2018

Piatti pronti surgelati, una scelta sempre più diffusa

piatti pronti suegelati

Togli la busta, versa tutto in padella, un giro d’olio…qualche minuto di attesa et voila! Il piatto è pronto. Ma che rapporto hanno gli italiani con i piatti pronti surgelati?

Circa il 27% delle famiglie italiane acquista piatti pronti surgelati (fonte GFK Eurisko): a farla da padrone sono i primi piatti (48%) seguiti dai contorni (30%) e da prodotti da forno (15%) e secondi (7%).

D’altra parte la loro praticità permette di non rinunciare a piatti elaborati e gustosi anche quando il tempo o la voglia (!) di cucinare scarseggiano.

Di piatti pronti ne esistono ormai di tutti i tipi: dai primi che si ispirano alla tradizione culinaria italiana (ad esempio gnocchi alla sorrentina, bucatini all’amatriciana, tagliatelle ai funghi, pappardelle al ragù di cinghiale, lasagne, cannelloni…) alle ricette di contorni che esaltano il gusto delle verdure fino ai secondi; un menù completo!

dati piatti pronti

Piatti pronti: le caratteristiche

Contrariamente a ciò che molti pensano i piatti pronti surgelati, in osservanza a quanto stabilito dalla legge, non contengono nessun conservante aggiunto: l’unico metodo che viene utilizzato per conservare i prodotti è il freddo. Il surgelamento infatti rimuove rapidamente il calore dagli alimenti lasciando inalterate le caratteristiche organolettiche e nutrizionali.

Non solo: non hanno meno valori nutrizionali rispetto ai prodotti freschi.

La surgelazione oltre ad essere un metodo sicuro e naturale per conservare gli alimenti è anche una valida alleata nella lotta allo spreco alimentare: ne abbiamo parlato qualche tempo fa in un’intervista con la dott.ssa Bernardi, Biologa e Nutrizionista (LINK). Ogni anno infatti in tutto il mondo 1/3 del cibo prodotto viene sprecato, nella sola UE si parla di circa 89 milioni di tonnellate di cibo che dalle tavole finisce dritto dritto nella pattumiera. Con i prodotti surgelati non ci sono scarti perché è più semplice cucinare di volta in volta solo la quantità di cibo che ci serve.

Ecco quindi come, sotto vari profili, l’utilizzo dei piatti pronti surgelati, specie se di alta qualità (prodotti in Italia con ingredienti tipici e genuini) sembra essere una sensata alternativa per unire in una sola mossa la soddisfazione di più bisogni. L’importante è adottare un corretto regime alimentare alternando tutti gli alimenti utili per la nostra dieta.

Tre consigli

Ricordate inoltre di:

  • leggere l’etichetta;
  • alternare prodotti freschi di stagione a quelli surgelati;
  • attenersi ai consigli di conservazione e preparazione indicate sulle confezioni dei piatti pronti surgelati.

Ed eccoci infine all’ultima raccomandazione: godetevi il buon cibo prendendovi qualche momento di relax durante i pasti. Che siate soli o in compagnia tutto il resto può aspettare, parola di UNC!

Autore: Giada D’Abruzzo
Data: 28 maggio 2018

Il notaio risponde su… riconoscimento figlio

Come si può riconoscere un figlio nato fuori dal matrimonio?

Il riconoscimento può essere fatto congiuntamente o separatamente da genitori che abbiano compiuto l’età minima di 16 anni. Se avviene separatamente, il riconoscimento fatto da un genitore dopo il riconoscimento dell’altro richiede il consenso di quest’ultimo, se il figlio non ha compiuto i 14 anni. Se invece il figlio ha raggiunto l’età di 14 anni,dovrà esprimere egli stesso il suo consenso.

Guida “Filiazione” Consiglio Nazionale del Notariato

La “nuova pubblicità” protagonista a Cose da non credere

La nuova pubblicità è stata protagonista di “Cose da non credere”, l’evento dell’Unione Nazionale Consumatori che si è tenuto il 24 maggio al Museo MAXXI di Roma. Un pomeriggio di lavoro, a partire dalle ore 15 durante il quale, dopo la relazione introduttiva del Presidente Massimiliano Dona, oltre duecento rappresentanti del mondo delle istituzioni, delle aziende, della comunicazione si sono riuniti in vari micro tavoli di lavoro per tre turni, confrontandosi su pubblicità, neuromarketing, biomarketing, influencer, nuove regole, privacy e molto altro.

“La nuova pubblicità è il tema dell’anno -ha dichiarato il Presidente Dona- e questo è un momento di grande cambiamento. La convergenza tra televisione e internet cambierà radicalmente il modo in cui tutti noi riceviamo le sollecitazioni della pubblicità. Quindi come consumatori dobbiamo conoscere questi cambiamenti e contemporaneamente essere un po’ gelosi dei nostri dati, non consegnarli troppo liberamente per rimanere padroni delle nostre scelte. Dobbiamo far maturare il nostro spirito critico e continuare a consumare felicemente, ma in modo più consapevole”.

La formula scelta per animare il dibattito dei numerosi ospiti in sala è quella del world cafè: semplice ed efficace, è stato pensato appositamente per dar vita a conversazioni informalivivaci e costruttive. Quattro o cinque persone siedono attorno a un tavolo simile a quelli dei bar, per ragionare su temi e questioni su cui pensare insieme può fare la differenza. Vicino a loro, altre persone stanno conversando in piccoli gruppi di quelle stesse cose e mentre lo fanno prendono nota delle idee più significative e dei diversi punti di vista; dopo un po’ di tempo passano ad un altro gruppo, unendosi ad un altro tavolo.

Cosa intendiamo per nuova pubblicità? Quanto conta la variabile tecnologica? Guardando al futuro, come tenere il consumatore al centro? Queste le domande che hanno guidato le discussioni di ciascuno dei tre turni di lavoro, intervallati dalle relazioni di Federico Luperi, Direttore Innovazione e Nuovi Media Gruppo Adnkronos e Giuliano Noci Professore ordinario di Strategia & Marketing, Politecnico di Milano

A chiudere la serata la sound designer Chiara Luzzana: cosa sarebbe d’altronde la pubblicità senza i suoni?

Per saperne di più, vedere le foto e il video dell’evento vai sul sito cosedanoncredere.it

Autore: Simona Volpe
Data: 25 maggio 2018