Archivio mensile:Marzo 2013

SCUOLA: come evitare un salasso

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Con l’inizio dell’anno scolastico arriva anche il “Caro scuola”: libri +1,9%, istruzione primaria +1,8%. I consigli per risparmiare su libri e corredo.

Roma, 30 agosto 2018 – Con la riapertura imminente dell’anno scolastico, l’Unione Nazionale Consumatori ha analizzato gli aumenti relativi alla scuola effettivamente registrati dall’Istat nei mesi di settembre degli ultimi anni, stimando il trend di quest’anno.

Secondo l’associazione, i rialzi per il 2018 sono abbastanza contenuti, se confrontati con gli anni precedenti.

I rincari maggiori sono per i libri scolastici, che salgono dell’1,9%, come lo scorso anno, seguiti al secondo posto dall’istruzione primaria, che peggiora rispetto al 2017, passando dal +1,5% al +1,8% di quest’anno. Al terzo posto la scuola dell’infanzia, che pur segnando un rallentamento della crescita rispetto all’anno precedente, registra un significativo +1,7%.

Per quanto riguarda le mense scolastiche, rincarano dello 0,2%, come nel 2017.

Stabili gli articoli di cartoleria e materiale da disegno, voce, però, che non si riferisce solo al materiale scolastico, ma a tutti gli articoli di cartoleria. Variazione nulla anche per l’istruzione secondaria.

“I rialzi sembrano abbastanza contenuti, ma non dobbiamo dimenticare che gli aumenti stimati si riferiscono ad un solo mese, da agosto a settembre, e che si tratta di spese obbligate per le famiglie” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Di seguito i consigli dell’Unione Nazionale Consumatori per risparmiare sull’acquisto dei libri e sul corredo.

CONSIGLI PER RISPARMIARE SULL’ACQUISTO DEI LIBRI

  • Nuove edizioni. I genitori verifichino, prima dell’acquisto, se l’edizione “nuova” è realmente tale.
  • Usati. Acquistate libri usati. Preferibile farlo direttamente da altri studenti: si risparmia fino al 50% del prezzo di copertina. Altrimenti li trovate nelle bancarelle, in alcune librerie e ora anche presso alcune catene della grande distribuzione (di solito si riceve un buono spesa pari al 30% del prezzo di copertina).
  • E-commerce. Acquistare i libri on line può convenire rispetto alla libreria tradizionale, anche fino al 15% sul prezzo di copertina.
  • E-book. Si ai libri in formato digitale, scaricati su tablet o computer. Leggere libri direttamente sul tablet alleggerisce sia la spesa che lo zaino dei ragazzi. Attenti, però, se decidete di stamparli in proprio: i costi potrebbero essere superiori al vecchio e tradizionale acquisto. Non tutte le scuole e gli insegnanti, poi, consentono di portare il tablet in classe. Quindi, verificate prima di procedere.
  • Scambi tra studenti. Si agli scambi di libri. Le scuole dovrebbero favorire lo scambio diretto tra studenti consentendo nelle bacheche l’affissione di annunci e organizzando specifiche iniziative.
  • Sharing economy. Oltre a scambiarsi libri, si può condividere lo stesso testo con altri. Oltre a risparmiare, si educano i giovani all’economia della condivisione. Si può, ad esempio, acquistare un solo libro e poi dividerlo con il compagno di banco o con il compagno di classe con il quale si fanno solitamente i compiti.
  • Biblioteche. Chiedete che nella biblioteca della scuola o del comune ci siano in abbondanza i libri di testo, in modo da poter ricorrere a prestiti a domicilio. Ideale è il comodato d’uso: gli studenti tengono il libro per tutto l’anno e si impegnano a restituirlo in buone condizioni.
  • Acquisti all’ingrosso. Alcune scuole acquistano i libri di testo per conto di tutti gli studenti, in modo da risparmiare sull’acquisto grazie al grande quantitativo e all’ordinativo all’ingrosso.
  • Libri a cura dei professori. In alcune scuole i professori fanno dispense gratuite per gli studenti. Iniziativa lodevole che si spera si diffonda.
  • Grande distribuzione. Anche presso gli ipermercati è possibile acquistare libri scolastici, risparmiando rispetto alla cartolibreria. Di solito è il 15% sul prezzo di copertina o il 20%, ma in buoni acquisto.

CONSIGLI PER RISPARMIARE SULL’ACQUISTO DEL CORREDO SCOLASTICO

  • Non inseguite la moda del momento. Insegnate ai ragazzi a non inseguire necessariamente la moda del momento e a non farsi condizionare dalla pubblicità. Non seguendo le mode, per il corredo potreste spendere il 40% in meno, acquistando prodotti di identica qualità. Basta non comperare gli articoli legati ai personaggi dei cartoni animati, rinunciare allo zaino dei beniamini o all’astuccio visto in tv. Provate a renderli liberi dal mercato pubblicitario o cercate, almeno, un compromesso.
  • Grande distribuzione. Andateci con la lista di quello che serve! Negli ipermercati si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto al corredo acquistato in cartolibreria se la catena decide di usare i prodotti scolastici come prodotti civetta, ossia vendendoli a prezzi stracciati o sottocosto, per attirarvi da loro, contando sul fatto che poi acquisterete anche tutto il resto, non scontato. Approfittatene, quindi, ma acquistate solo i prodotti realmente in offerta! Poi cambiate negozio. Il rischio dei grandi punti vendita, poi, è di acquistare anche quello che non vi serve, vanificando il risparmio. Andate, quindi, con la lista dettagliata della spesa fatta razionalmente a casa e obbligatevi a rispettarla. Se, infatti, comperate decidendo quello che vi serve mentre osservate i prodotti esposti sugli scaffali e girate tra le corsie, sarete in balia del centro commerciale. Negli ipermercati, comunque, è difficile avere consigli sulla bontà della merce: per i prodotti più tecnici, quindi, può essere un problema.
  • Aspettate. Non fatevi prendere dall’ansia del tutto e subito. Non è obbligatorio acquistare subito tutto quello che servirà durante l’intero anno scolastico. Le scorte di quaderni e penne si possono fare se sono in offerta, altrimenti meglio rinviare l’acquisto. Aspettando, si può anche risparmiare.
  • Attendete i professori. Per le cose più tecniche (compasso, dizionari…), è bene aspettare i suggerimenti dei professori. Eviterete, in tal modo, acquisti inutili o, peggio ancora, sbagliati.
  • Kit a prezzo fisso. Possono convenire. Confrontate comunque i prezzi dei singoli articoli e controllate la qualità del prodotto, specie per lo zaino ed il trolley (per la schiena è preferibile il trolley, salvo ci siano troppe scale da fare all’interno della scuola ed il trolley non abbia spallacci a scomparsa). Meglio se queste offerte promozionali sono frutto di un accordo con le associazioni di consumatori, che fanno da garante.

“Presa… in pieno!”: i risultati del sondaggio verranno presentati durante That’s Mobility

La tua auto ti lascia definitivamente a piedi, come scegli la prossima? Quali sono i punti deboli della tua auto elettrica? Sono queste alcune delle domande presente nella  survey “Presa… in pieno!” i cui risultati verranno presentati a Milano il 25 e 26 settembre, l’evento That’s Mobility, organizzato da Reed Exhibitions Italia in partnership con l’Energy&Strategy Group del Politecnico di Milano rivolto a un pubblico di professionisti del settore.

L’indagine, che ha come obiettivo quello di comprendere le conoscenze degli italiani sulla mobilità elettrica, è stata creata da Nuova Energia, il periodico dello sviluppo sostenibile per mettere alla prova le conoscenze dei consumatori sui temi del trasporto elettrico. I risultati aiuteranno a rilevare le percezioni sull’auto elettrica e sull’utilizzo friendly delle colonnine di ricarica ma anche individuare le fake news già radicate intorno a questo tema.

HAI BISOGNO DEL NOSTRO AIUTO? SCRIVICI ALLO SPORTELLO AUTO-MOTO!

Autore: Gianluca Selicato
Data: 30 agosto 2018

Giocattoli in spiaggia: non comprateli da venditori ambulanti

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Paletta e secchiello, pistole d’acqua, braccioli, materassini, aquiloni di carta, bolle di sapone colorate. Se durante le vacanze in spiaggia, alla vista di un venditore ambulante vostro figlio vi chiederà di comprargli un giocattolo, ricordatevi che se non lo accontenterete è per il bene della sua salute. Acquistare giocattoli da persone non autorizzate, infatti, può presentare molti rischi, e non solo perché si va incontro a multe salate previste dal piano “Spiagge Sicure”. Vediamo perché.

Da dove provengono questi giocattoli?

Sui giocattoli venduti in spiaggia dagli ambulanti, il primo aspetto da chiarire è dove vengono fabbricati e secondo quali criteri. Si tratta, quasi sempre, di merce contraffatta fabbricata in Cina o in altri Paesi asiatici. Sono dunque giocattoli che non sono stati prodotti seguendo tutte le norme di sicurezza previste dall’Unione Europea. Questo è già un motivo più che sufficiente per non farsi convincere dai prezzi bassissimi proposti dagli ambulanti. Di conseguenza, se non leggete da nessuna parte il marchio CE (Comunità Europea), diffidate delle offerte che vi vengono fatte. La qualità di questi prodotti non è certificata, il che significa che non esiste nessuna garanzia né sulla qualità dei materiali con cui sono stati realizzati né sul fatto che siano sicuri.

I rischi per la salute

Comprare un giocattolo contraffatto comporta, ovviamente, anche dei rischi per la salute dei bambini. Questi giocattoli potrebbero contenere sostanze tossiche. A rischiare di più sono i bambini da 1 a 3 anni. In questa fascia d’età, infatti, i piccoli tendono a portarsi i giochi alla bocca ed è per questo che, per loro, aumentano le possibilità di soffocamento per l’inalazione di corpi estranei per le vie respiratorie. Frequenti sono anche i casi di ingestione di oggetti molto piccoli. Può succedere, ad esempio, con le pile a bottone – facilmente staccabili nei giochi di bassa qualità venduti in spiaggia – o delle perline. Quest’ultime potrebbero finire facilmente nell’orecchio o nel naso dei bambini. Per un genitore il consiglio da seguire è di comprare sempre giocattoli adatti all’età dei propri figli. Sotto i 36 mesi i bambini non devono maneggiare oggetti del diametro di 37 mm (quasi 4 cm), dunque mai più piccoli di una pallina da ‘ping pong”. Lo dicono le stesse indicazioni poste sui giocattoli a norma.

Involucri e liquidi

Anche contenitori e involucri dei giocattoli venduti in spiaggia possono creare dei problemi. Il più delle volte si tratta di buste o fogli di plastica o di corde. Se un bambino prende in mano oggetti di questo tipo, potrebbe avvicinarli immediatamente alla bocca e soffocarsi. Attenzione va prestata anche a liquidi come le bolle di sapone o ai gel che sono contenuti in diversi pupazzi. Anche in questo caso, se su questi giocattoli non vi è alcuna etichetta di conformità alle norme UE, per i bambini il rischio di entrare in contatto con sostanze nocive è alto.  

Quali giocattoli comprare?

In generale, è dunque sempre meglio acquistare i giocattoli in negozi e canali di vendita sicuri e certificati. Sono posti in cui la merce, se danneggiata, può essere restituita purché si presenti lo scontrino di acquisto. Se si è in spiaggia o meno, per i neonati sono preferibili peluche morbidi, mentre per i più grandi oggetti realizzati con materiali naturali come il legno: in questo modo avranno giochi per la loro età, capaci non solo di intrattenerli ma anche di stimolare la loro creatività.

Autore: Rocco Bellantone
Data: 29 agosto 2018

ANTITRUST: aperta istruttoria su DAZN e SKY

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Primo passo per tutela degli utenti pay tv. Situazione assurda! Raccolte oltre 1000 segnalazioni.

 Roma, 28 agosto 2018 – L’Antitrust ha avviato due procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette e possibili violazioni dei diritti dei consumatori nei confronti di Sky e di Dazn.

“Un primo passo per la tutela degli utenti pay tv” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“E’ assurdo che i tifosi paghino e poi debbano incrociare le dita sperando che la propria squadra giochi nel giorno e nell’orario giusto” prosegue Dona, che aggiunge: “sui disservizi causati da Sky e Dazn abbiamo già raccolto oltre 1000 segnalazioni”.

TRASPORTI: Autostrade per l’Italia risponde su convenzione pedaggi

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Le chiacchiere stanno a zero! Tutti sarebbero felici di avere una remunerazione fissata e garantita per legge.

Roma, 28 agosto 2018 – Autostrade per l’Italia, per replicare all’accusa di pedaggi troppi cari, ha cercato di spiegare che il rendimento lordo garantito nella Convenzione firmata con il Ministero delle Infrastrutture, pari al 10,21% ha avuto un impatto irrilevante sulle tariffe e che per il quinquennio 2018-2022 è prevista una remunerazione al 7,61% lordi, che corrisponde a un 5,4% al netto delle tasse.

“Le chiacchiere stanno a zero! Non c’è azienda in Italia che, in barba al rischio di impresa, non sarebbe felice di avere una remunerazione fissata e garantita per legge al 5,4 per cento” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“In questi anni tutte le concessionarie autostradali ed i relativi azionisti si sono arricchiti grazie ai pedaggi pagati dagli italiani che hanno subito rincari esagerati, ben superiori all’inflazione. Un bel regalo!” prosegue Dona.

“Ora la cosa migliore è provare a ridiscutere le convenzioni, cambiando la formula tariffaria” conclude Dona.

TRASPORTI: Autostrade, tariffe troppo care, vanno riviste

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Per Governo le autostrade italiane sono le più care d’Europa. Ministro ricontrolli le tariffe dal 1999.

Roma, 27 agosto 2018 – “La formula adottata per l’adeguamento delle tariffe autostradali va rivista al più presto, essendo decisamente troppo generosa” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Non solo viene garantita per legge la remunerazione degli investimenti, ma nella formula tariffaria si conteggia anche il tasso di inflazione programmato” prosegue Dona.

“Insomma, per lo Stato i gestori delle autostrade hanno diritto alla rivalutazione della tariffa in base all’inflazione, ma non i dipendenti ed i pensionati, che devono attendere sentenze della Consulta per veder riconosciuto, peraltro molto parzialmente, quanto hanno perso in termini di adeguamento al costo della vita in questi anni di crisi” prosegue Dona.

Per il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli, in audizione in Parlamento sul sistema tariffario per i concessionari autostradali, le nostre autostrade risultano essere le più care d’Europa.

“Il ministro conferma quanto andiamo sostenendo da anni. Le tariffe autostradali, che con la privatizzazione ci dicevano che sarebbero scese e avrebbero fatto risparmiare gli automobilisti, sono aumentate ben più dell’inflazione. Un fallimento totale, sia perché il mercato non può funzionare quando si tratta di monopoli ed il consumatore non ha possibilità di scelta, sia perché la formula per l’adeguamento delle tariffe è un regalo per i concessionari” continua Dona.

“Chiediamo al ministro di ricontrollare tutti gli aumenti dei pedaggi registrati dal 1999, anno della presunta liberalizzazione, ad oggi, per verificare se erano realmente dovuti oppure no, in relazione agli effettivi investimenti realizzati” conclude Dona.

GIOCO D’AZZARDO: raccolta firme #VincoSeSmetto a Civitanova Marche

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

UNC e U.Di.Con. insieme contro il gioco d’azzardo. La ludopatia è una dipendenza e lo Stato ha il dovere di aiutare i cittadini a smettere.

Civitanova Marche, 27 agosto 2018 – “Continua la nostra raccolta firme organizzata su tutto il territorio nazionale – scrive in una nota il Presidente Nazionale dell’U.Di.Con. Denis Nesci – il problema della ludopatia è purtroppo un tema caldo in Italia e faremo di tutto pur di contrastarlo al meglio. E’ da anni che combattiamo questo fenomeno patologico che colpisce migliaia di famiglie italiane, abbiamo organizzato numerosi convegni sia a livello nazionale che regionale e non abbiamo intenzione di arrenderci contro un problema che si estende a macchia d’olio. Con #VincoSeSmetto vogliamo sensibilizzare ed informare i cittadini di ogni età sui rischi che la ludopatia genera nella loro quotidianità. Abbiamo ricevuto in questi giorni numerosi messaggi dai cittadini per congratularsi dell’iniziativa invitandoci ad andare avanti, e questo vale più di mille riconoscimenti, perché significa che il tema interessa una buona parte della popolazione.

Per questo abbiamo deciso di non fermarci e di proseguire il nostro tour che ci vede oggi, lunedì 27 agosto, sul Lungomare Sud di Civitanova Marche per continuare la nostra raccolta firme, passando da tutti gli stabilimenti balneari dalle 9 alle 13”.

“La ludopatia è una dipendenza e lo Stato ha il dovere di aiutare i cittadini a smettere. Abbiamo bisogno di raccogliere il maggior numero di firme” – continua Dona, Presidente di Unione Nazionale Consumatori- per evitare che sia consentita la diffusione dei Bancomat all’interno dei tabaccai. Il gioco ha sempre fatto parte dell’esistenza umana ma con il progresso tecnologico e l’invadenza della pubblicità (per fortuna ora vietata dal Decreto Dignità) si deve essere ancora più attenti. Noi di Unione Nazionale Consumatori combattiamo da anni contro il gioco d’azzardo e siamo felici di dar voce alla cittadinanza insieme a U.Di.Con. con la campagna #VincoSeSmetto”.

La campagna #VincoSeSmetto prosegue nello splendido scenario delle Marche. Una sola firma, per dire no alla pericolosa presenza degli ATM nelle tabaccherie. Ricordiamo che la campagna è promossa dall’Unione per la Difesa dei Consumatori e da Unione Nazionale Consumatori, ed è possibile apporre la propria firma anche recandosi presso le sedi delle associazioni o direttamente su #VincoSeSmetto.

TRASPORTI: Ryanair, dal 1° novembre il bagaglio a mano si paga sempre

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Di male in peggio! Pronti ad esposto all’Antitrust se pagamento non sarà indicato in modo chiaro.

Roma, 24 agosto 2018 – Ryanair cambia nuovamente la politica sui bagagli. Dal 1° novembre non sarà più possibile viaggiare gratuitamente con un trolley di dimensioni ridotte, ma si dovrà comunque pagare.

“Di male in peggio! Vigileremo perché questa nuova ed ennesima gabella sia evidenziata in modo chiaro e trasparente sul sito, altrimenti procederemo con un altro esposto all’Antitrust, denunciando la compagnia per l’ingannevolezza della pratica commerciale, come abbiamo già fatto pochi giorni fa quando Ryanair ha ristretto, da 4 a 2 giorni i termini per poter effettuare il check-in on line gratuito” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Dal 1° novembre, per chi prenota da settembre, per salire con un secondo oggetto oltre a una piccola borsa personale da sistemare sotto il sedile, si dovranno pagare, anche se il trolley è di dimensioni e peso ridotti (massimo 10 chili), da 6 a 10 euro a seconda se se si è acquistato l’imbarco prioritario oppure no, o se viene aggiunto successivamente alla prenotazione.

TRASPORTI: cancellazione voli, compensazione anche in caso di sciopero

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

In caso di cancellazione del volo, i passeggeri, in alcuni casi, possono chiedere la compensazione pecuniaria anche in caso di sciopero.

Roma, 10 agosto 2018 – Una sentenza di un giudice di pace del Lussemburgo ha dato torto alla compagnia aerea Lufthansa che non voleva riconoscere alcuna compensazione pecuniaria ai viaggiatori rimasti a terra a causa dell’agitazione sindacale di alcuni suoi dipendenti.

Per il giudice, uno sciopero annunciato non può essere considerato una circostanza eccezionale. Di conseguenza, il vettore deve pagare anche la compensazione pecuniaria ai passeggeri lasciati a terra (che va dai 250 ai 600 chilometri a seconda della tratta), oltre alle altre due modalità di protezione, ossia assistenza e rimborso o riprotezione su un volo alternativo.

Il caso è nato nell’autunno 2016 quando lo sciopero del personale Luthansa aveva prodotto diverse cancellazioni di voli. La compagnia aveva rifiutato il pagamento della compensazione ad alcuni passeggeri.
La sentenza del giudice del Lussemburgo, si aggiunge a quella della Corte di giustizia dell’Unione europea del 17 aprile 2018 relativa alla compagnia Tuifly. In quel caso la Corte rammentava che il regolamento prevede due condizioni cumulative affinché un evento possa essere qualificato come «circostanza eccezionale» (e quindi non far scattare la compensazione per i passeggeri): 1) non deve essere, per sua natura o per sua origine, inerente al normale esercizio dell’attività della compagnia aerea; 2) deve sfuggire all’effettivo controllo di quest’ultima. Il mero fatto che un considerando del regolamento indichi che siffatte circostanze possono verificarsi in caso di sciopero, non significa che uno sciopero sia necessariamente e automaticamente causa di esonero dall’obbligo di compensazione pecuniaria. Al contrario, occorre valutare caso per caso se le due condizioni summenzionate siano soddisfatte.

La Corte decise, quindi, che nel caso compagnia tedesca TUifly, quando furono cancellati diversi voli per uno sciopero selvaggio dei dipendenti, che si misero in malattia mettendo l’azienda in difficoltà, di fronte a una ristrutturazione aziendale non condivisa, le due condizioni non erano soddisfatte.

Infatti, in primo luogo, le ristrutturazioni e le riorganizzazioni fanno parte delle normali misure di gestione delle imprese. Quindi, le compagnie aeree possono normalmente trovarsi ad affrontare, nell’esercizio della loro attività, divergenze o conflitti con i membri del loro personale o con una parte di tale personale. Pertanto, in una situazione come quella verificatasi presso la TUIfly a fine settembre/inizio ottobre 2016, i rischi derivanti dalle conseguenze sociali che accompagnano tali misure devono essere considerati inerenti al normale esercizio dell’attività della compagnia aerea interessata.

In secondo luogo, lo «sciopero selvaggio» non può essere considerato come una circostanza che sfugge all’effettivo controllo della TUIfly. Infatti, non solo tale «sciopero selvaggio» trae origine da una decisione della TUIfly, ma, a prescindere dall’elevata percentuale di assenze, è cessato in seguito all’accordo concluso il 7 ottobre 2016 dalla TUIfly con i rappresentanti del personale.

Insomma, non vi dovete arrendere se la compagnia aerea, come ha fatto recentemente Rynair, prende la scusa dello sciopero per rifiutare la compensazione pecuniaria, ma va verificato caso per caso.
L’Unione Nazionale Consumatori ha chiesto all’Enac, fin dal mese di aprile, di modificare la Carta dei diritti del Passeggero che, non ancora aggiornata, riporta genericamente lo sciopero tra le circostanze eccezionali che consentono alla compagnia di non pagare la compensazione, insieme ad avverse condizioni meteorologiche e allarmi per la sicurezza.

Ricordiamo, in breve, che, in caso di cancellazione del volo, ossia quando l’aereo non parte, il passeggero ha diritto, oltre all’assistenza e ai rimborsi (o riprotezione), anche alla compensazione pecuniaria, salvo sia stato informato della cancellazione con almeno 2 settimane di preavviso, o 7 giorni prima purché venga offerto un volo alternativo non più di 2 ore prima dell’orario di partenza originario e che si possa raggiungere la destinazione finale meno di 4 ore dopo l’orario di arrivo originariamente previsto, oppure meno di sette giorni prima, qualora venga offerto un volo alternativo non più di un’ora prima dell’orario di partenza iniziale che consenta di raggiungere la destinazione finale meno di due ore dopo l’orario d’arrivo originariamente previsto.

La compensazione pecuniaria non è dovuta solo se il vettore può provare che la cancellazione del volo è stata causata da circostanze eccezionali che non si sarebbero comunque potute evitare anche se fossero state adottate tutte le misure del caso ((ad esempio condizioni meteorologiche incompatibili con l’effettuazione del volo). In tal caso resta rimborso (o riprotezione) e assistenza.

La compensazione pecuniaria è pari a 250 euro per le tratte fino a 1.500 Km, 400 euro per i voli tra i 1.500 ed i 3.500 Km (o oltre 3.500 Km per le tratte intracomunitarie) e 600 euro per le tratte superiori ai 3.500 Km al di fuori dell’UE. La cifra è dimezzata se al passeggero è offerto un volo alternativo il cui orario di arrivo non superi rispetto al volo originario, rispettivamente, le 2, 3 o 4 ore. La compensazione pecuniaria deve essere pagata in contanti, salvo che il passeggero non preferisca buoni di viaggio e/o altri servizi.

PAY TV: Unc raccoglie le proteste a Sky calcio per un esposto all’Antitrust

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Il pasticcio delle partite di serie A: ti abboni ma non sai quali squadre di calcio vedrai giocare.

Roma, 10 agosto 2018 – Fioccano le proteste e le segnalazioni degli abbonati a Sky calcio, impossibilitati a vedere tutte le partite della propria squadra del cuore, se non al prezzo di disagi e di costi aggiuntivi, ossia accedendo ai contenuti di Dazn, con un sovraccarico pari a 7,99 euro al mese o con altri pacchetti a 3 mesi o 9 mesi.

“Stiamo raccogliendo le segnalazioni per valutare un esposto all’Antitrust” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Gli abbonati a Sky calcio, che lo scorso anno vedevano tutte le partite del campionato, ora nel pacchetto vedranno solo 7 partite su 10 di serie A. Peccato che non potranno sapere quali. Dipenderà dall’orario e dal giorno. Una situazione assurda: ti abboni, paghi e poi bisogna incrociare le dita sperando che la propria squadra giochi nel giorno e nell’orario giusto” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Dubitiamo che la pratica commerciale possa considerarsi corretta dal momento che può indurre in errore il consumatore medio, falsandone il processo decisionale, considerato che il prodotto venduto è indefinito, non sono definite le caratteristiche principali del prodotto, visto che nessun tifoso sa in partenza quali partite potrà vedere e se ci sarà la sua squadra del cuore” aggiunge Dona.

“Anche se la colpa non è di Sky e dipende dall’avidità della Lega di serie A, che per incassare più milioni, ben 973, ha avuto la bella pensata di dividere in 3 pacchetti le partite di calcio, impendendo ad un unico operatore di poterli acquistare tutti e 3, si tratta comunque di un pasticcio” prosegue Dona.

“L’oggetto di un contratto qualunque deve essere determinato o determinabile, ossia vanno fissati i criteri per la sua determinazione. Ma in questo caso non bastano 7 partite su 10 per fissarlo, visto che non si sa quali partite si potranno vedere, che è il vero motivo per cui un tifoso si abbona” conclude Dona.

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