Archivio mensile:Marzo 2013

ENERGIA: dal primo ottobre stangata sulle bollette di luce e gas

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Aumento di 109 euro su base annua: +42 euro per luce e +67 euro per il gas.

Roma, 27 settembre 2018 – Secondo quanto stabilito da Arera per il mercato tutelato, dal 1° ottobre per la famiglia-tipo,  la bolletta dell’elettricità registrerà un aumento del 7,6% mentre la bolletta del gas salirà del 6,1%.

Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, per una famiglia tipo significa pagare, su base annua (non, quindi, secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° ottobre 2018 al 1° ottobre 2019), 42 euro per la luce e 67 euro per il gas. Una maggior spesa complessiva pari a 109 euro.

“Una stangata. Nonostante l’Authority, opportunamente, abbia rinnovato l’intervento di scudo, già attuato nel trimestre precedente, si tratta di rialzi da record che avranno effetti pesanti sulle famiglie in difficoltà” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.

VENDITA A DOMICILIO: scarica la nostra guida con i consigli antitruffa

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Un volume di affari di circa 2,9 miliardi di euro, in crescita del 2,5% rispetto allo scorso anno: è il mercato del Direct Selling. Da oggi è online la guida per acquistare a domicilio senza problemi.

Roma, 27 settembre 2018  – Come riconoscere un incaricato alle vendite affidabile? A cosa fare attenzione quando si firma un contratto per un acquisto a domicilio? Che cos’è un sistema piramidale e come difendersi? Sono alcuni dei quesiti che spesso i consumatori rivolgono agli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori, in tema di vendite a domicilio e ai quali abbiamo provato a rispondere con la guida “Vendita a domicilio”, realizzata da Unc in collaborazione con AVEDISCO-Associazione Vendite Dirette Servizio Consumatori e scaricabile gratuitamente sul sito www.consumatori.it. (SCARICA LA GUIDA)

La guida contiene le 10 regole fondamentali per acquistare prodotti e servizi attraverso questo modello di vendita: chiedere all’incaricato di mostrare il tesserino di riconoscimento, sapere che le vendite piramidali sono vietate per legge, chiedere all’incaricato di illustrare caratteristiche dei prodotti e condizioni d’acquisto, ricordare che il diritto di recesso è valido solo per ordini superiori a 50 euro e per persone fisiche e non società, controllare la presenza sul contratto di adempimenti per la tutela della privacy. Inoltre è necessario conservare la copia dell’ordine, non firmare per omaggi distribuiti a titolo gratuito e ricordare, in caso di dubbi, di contattare UNC e AVEDISCO in quanto Associazioni di riferimento per la tutela degli interlocutori coinvolti.

Ad impreziosire la guida, la testimonianza di due rappresentanti delle Autorità che regolano il settore delle vendite a domicilio: Giovanni Calabrò, Direttore Generale per la Tutela del Consumatore dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e Giuseppe Busia, Segretario generale del Garante per la protezione dei dati personali.

“Il più grande vantaggio di acquistare a domicilio -afferma il Presidente di Unc Massimiliano Dona– è quello di testare il prodotto comodamente a casa propria senza alcuna fretta e avendo il diritto a cambiare idea, esercitando il recesso, qualora il prodotto non sia del tutto soddisfacente. In questo, sicuramente giocano un ruolo fondamentale gli incaricati alle vendite che in un momento in cui regna un clima di sfiducia generale e le persone sono sempre più circospette nell’aprire la porta di casa, sono chiamati ad ancora maggiore trasparenza e professionalità. Per questo diamo ai consumatori gli strumenti per riconoscere la serietà del venditore che hanno davanti e ricordiamo loro quelli che sono i loro diritti: lo facciamo con questa guida e dieci semplici consigli per gli acquisti porta a porta”.

“La Vendita Diretta, è un settore dinamico, in salute e in linea con i trend di consumo degli italiani – afferma il  Presidente di AVEDISCO Giovanni Paolino –  i dati relativi al 2017 sono da questo punto di vista significativi con un volume d’affari pari a 2,9 miliardi di euro e un incremento del +2,5% rispetto all’anno precedente. Anche i primi sei mesi del 2018 confermano l’andamento positivo: le 41 Aziende Associate AVEDISCO registrano una crescita del +3.4%. Vince una modalità di vendita basata sul contatto diretto tra incaricati alle vendite e consumatore, al passo con l’evoluzione nelle tendenze d’acquisto: la consulenza personalizzata, la formazione dei nostri incaricati, la consegna rapida e comoda a domicilio, la qualità dei prodotti commercializzati sono solo alcuni dei fattori principali del nostro successo”. 

La fine del mercato di tutela e le problematiche del settore energia: le nostre proposte ai partiti

Un emendamento al decreto Milleproroghe n. 91/2018, approvato in Commissione Affari Istituzionali del Senato, farà slittare all’1° luglio 2020 lo stop definitivo al regime di maggior tutela (inizialmente previsto per il 1° luglio 2019 dalla Legge 4 agosto 2017, n. 124). Come Unione Nazionale Consumatori siamo preoccupati che questa decisione possa creare una situazione di difficoltà ai clienti domestici, in un settore fondamentale come quello delle forniture di elettricità e gas e che è già caratterizzato dalla numerosità di pratiche commerciali scorrette, da una scarsa consapevolezza dei consumatori e da problematiche tecniche frequenti e di difficile risoluzione.

I principali problemi lasciati irrisolti dalla “Legge sulla Concorrenza” sono:

  1. La fine del ruolo dell’Autorità dell’energia nello stabilire trimestralmente i prezzi di riferimento di elettricità e gas.
  2. La cessazione dell’acquisto sul mercato all’ingrosso dell’elettricità per i clienti del Servizio di Maggio Tutela da parte dell’Acquirente Unico.
  3. La concentrazione dell’80% dei volumi di vendita di energia nei primi 4 gruppi societari italiani
  4. La mancata definizione, ad oggi, del destino che avranno dal 1° luglio 2020 gli oltre 23 milioni di clienti attualmente forniti nel Servizio di Maggior Tutela.
  5. La mancata definizione di sistemi di tutela per i clienti vulnerabili (famiglie economicamente disagiate e/o socialmente deboli).

Per questi motivi è evidente che la fine del Mercato Tutelato, senza importanti interventi correttivi, anziché una maggiore concorrenza, produrrà una situazione sostanzialmente oligopolistica, con la inevitabile conseguenza di provocare un aumento dei prezzi dell’elettricità e del gas per i clienti domestici.

Esprimere queste preoccupazioni non significa che Unione Nazionale Consumatori è contraria ad un corretto sviluppo del mercato libero nel settore energetico; anzi vediamo con  favore che un sempre maggior numero di clienti domestici possa fare una scelta libera e consapevole, ma ciò deve avvenire in un mercato realmente libero, concorrenziale, adeguatamente regolato ed in grado di evitare che operatori senza scrupoli facciano sottoscrivere ai clienti domestici meno esperti contratti di fornitura acquisiti con false informazioni e talvolta con truffe e raggiri.

In questa prospettiva, gli interventi da adottare dovrebbero essere i seguenti:

  1. Continuare a mantenere il ruolo di centrale di acquisti di elettricità e gas di Acquirente Unico sui mercati all’ingrosso per i clienti domestici vulnerabili e per la Pubblica Amministrazione e costituire un organismo interno all’Acquirente Unico, formato da soggetti rappresentativi dei consumatori e della Pubblica Amministrazione, per la determinazione delle strategie di acquisto dell’energia e per la realizzazione di sinergie tra lo Sportello per il consumatore e le stesse Associazioni dei consumatori.
  2. Definire una nuova regolamentazione finalizzata a rinnovare l’albo delle Società abilitate alla vendita di energia ai clienti domestici, con l’obiettivo di sfoltire il numero dei soggetti, attraverso la individuazione e la verifica dei requisiti che le Società di vendita debbono possedere per svolgere l’attività di vendita ai clienti domestici.
  3. Definire la platea dei clienti vulnerabili e le tutele che ad essi debbano essere riservate, così come suggerito anche dalle direttive europee.
  4. Aumentare l’importo del Bonus Sociale previsto per le famiglie in condizioni di disagio economico sino a coprire almeno il 50% della spesa media annua e per il gas e l’elettricità e rivedere gli scaglioni ISEE, sia proporzionandoli in modo più coerente rispetto al numero dei componenti le famiglie, sia elevandoli in modo da ricomprendere tutte le famiglie in stato di povertà relativa.
  5. Definire una modalità di riconoscimento automatico del bonus sociale attraverso una norma che, superando le problematiche collegate alla tutela della privacy, affidi ad Acquirente Unico, tramite una convenzione con l’INPS, il compito di individuare automaticamente le famiglie aventi il diritto ad usufruire della tutela prevista per i clienti vulnerabili e per il godimento dei Bonus.

Per  saperne di più leggi il documento completo su I clienti domestici dopo la soppressione del Mercato Tutelato

Autore: Marco Vignola
Data: 27 settembre 2018

Vendita a domicilio, non perdere la nostra guida

vendita a domicilio

Acquistare a casa senza fila e senza stress con un consulente a propria disposizione che illustra le caratteristiche di beni e servizi e la possibilità una volta concluso l’acquisto di cambiare idea esercitando il recesso: sono i vantaggi della vendita a domicilio, un settore che non conosce crisi e anzi registra un volume di affari di circa 2.9 miliardi di euro, in crescita nel 2017 del 2,5 per cento rispetto all’anno precedente.

L’altra faccia della medaglia è il rischio di truffe e raggiri che purtroppo, anche  a livello psicologico è ancora più forte quando si apre la porta della propria abitazione ad uno sconosciuto: per questo noi dell’Unione Nazionale Consumatori, in collaborazione con Avedisco-Associazione Vendite Dirette Servizio Consumatori, abbiamo realizzato una guida per fornire ai consumatori gli strumenti adeguati per cogliere il “bello delle vendite porta a porta”.

SCARICA LA GUIDA VENDITA A DOMICILIO

La guida in poche pagine accompagna il consumatore nelle vendite a domicilio, da quando apre la porta di casa, dando quindi le indicazione per riconoscere un incaricato alle vendite affidabile, passando per il pagamento e poi eventualmente il diritto di recesso, tutto sottoforma di domande e risposte a misura di consumatore. Alla fine 10 consigli pratici riassumono tutto ciò a cui prestare attenzione per gli acquisti porta a porta: chiedere all’incaricato di mostrare il tesserino di riconoscimento e di illustrare le caratteristiche dei prodotti e condizioni d’acquisto, controllare la presenza sul contratto di adempimenti per la tutela della privacy e conservare la copia dell’ordine: sono solo alcuni dei consigli che semplificano il rapporto tra consumatore e venditore.

Ad impreziosire la guida, la testimonianza di due rappresentanti delle Autorità che regolano il settore delle vendite a domicilio: Giovanni Calabrò, Direttore Generale per la Tutela del Consumatore dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e Giuseppe Busia, Segretario generale del Garante per la protezione dei dati personali.

Insomma, prima di affidarsi alla vendita a domicilio per l’acquisto di aspirapolveri, surgelati o robot da cucina (che risultano tra i prodotti più venduti) date un’occhiata alla nostra guida e in caso di problemi contattate gli esperti della nostra associazione attraverso gli sportelli in home page.

Autore: Simona Volpe
Data: 27 settembre 2018

CONSUMATORI: presentato a Roma il progetto contro le disuguaglianze

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Si è tenuta a Roma la conferenza stampa di presentazione del progetto “Quello che le persone non dicono – un’inclusione possibile”, realizzato dalla nostra Unione Nazionale Consumatori e Udicon.

Roma, 25 settembre – “Siamo molto soddisfatti della conferenza stampa che si è appena conclusa – scrive in una nota il Presidente Nazionale dell’U.Di.Con. Denis Nesci – la numerosa affluenza di giovani ci fa capire che ancora c’è speranza di cambiare questa società, purtroppo ancora piena di ostacoli e barriere per le fasce deboli della popolazione, come anziani e disabili. L’obiettivo del nostro progetto è quello di minimizzare queste disuguaglianze di trattamento con cui queste persone sono trattate e di garantirgli la maggior assistenza ed il miglior supporto possibile, affiancandoli durante tutta la durata del progetto”.

“Il mercato attuale non può permettersi di trascurare le esigenze dei soggetti più deboli -afferma il Presidente dell’Unione Nazionale consumatori Massimiliano Dona – siano essi anziani o disabili. Noi con questo progetto ci mettiamo dalla loro parte cercando di abbattere le barriere informative e in alcuni casi culturali, per aiutarli a meglio comprendere i propri diritti e scegliere con consapevolezza”.

Il progetto in questione “Quello che le persone non dicono – un’inclusione possibile” ammesso a finanziamento con decreto del Direttore generale della Direzione Generale del terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese, in data 29/12/2017 – a valere sulla disponibilità del Fondo di cui all’art. 72, comma 1 del decreto legislativo n. 117/2017 per l’anno finanziario 2017, mira a sensibilizzare, informare ed assistere le persone anziane e disabili sviluppando azioni di vario genere, come l’organizzazione di laboratori, convegni e corsi di formazione. Il progetto prevede, inoltre, l’istituzione di dieci sportelli dislocati su tutto il territorio nazionale e due sportelli presso le Sedi Nazionali U.Di.Con. e Unc.

CGIA: 113 miliardi di evasione

Negli ultimi 20 anni (1997-2017) il peso delle tasse in capo ai 41 milioni di contribuenti italiani è aumentato di 198 miliardi, la media dell’evasione fiscale è al 16,3% che ha portato a una sottrazione al fisco di 113 miliardi. Lo rileva la Cgia di Mestre, secondo la quale se l’inflazione in questi 2 decenni è aumentata di quasi il 43%, le entrate tributarie sono cresciute di oltre 65 punti, vale a dire il 22,5% in più del costo della vita.  

La media nazionale dell’evasione fiscale è al 16,3%, con punte del 24,7% in Calabria, del 23,4% in Campania e del 22,3% in Sicilia.  

L’armamentario fiscale italiano è composto da oltre 100 voci: una sequela di addizionali e bolli, dai canoni ai contributi, dai diritti alle imposte per passare alle ritenute. Non mancano, ovviamente, le tasse i tributi e le sovraimposte; senza contare che paghiamo anche le tasse sulle tasse. L’esempio più clamoroso è quando si fa il pieno all’auto. La base imponibile su cui si applica l’Iva è composta anche dalle accise sui carburanti. Con un giorno di lavoro in più rispetto al 2018, nel 2016 (ultimo anno in cui è possibile fare una comparazione con i paesi Ue) gli italiani hanno lavorato per il fisco fino al 2 giugno (154 giorni lavorativi), vale a dire 4 giorni in più rispetto alla media registrata nei Paesi dell’area euro e 9 se, invece, la comparazione è realizzata con la media dei 28 Paesi dell’Ue.

Sconto sul bollo auto

La domanda dei consumatori: ho comprato auto nuova che mi arriva tra 15 giorni. Il bollo della mia vecchia auto, che verrà rottamata, è scaduto e quindi dovrei rinnovarlo. E’ prevista la possibilità di pagamenti parziali o magari posso chiedere un rimborso se pago per 12 mesi, ma a breve l’auto non sarà più in mio possesso e tra l’altro non viaggerà più su strada? Non so se l’eventuale normativa possa cambiare da regione a regione, io sono residente in Toscana…

 

La risposta di Manuel Schiavo, segretario nazionale Studi di Consulenza Confarca

La Regione Toscana non prevede pagamenti frazionati per veicoli già circolanti e tanto meno il rimborso della tassa annuale anche se il bene è oggetto di vendita, rottamazione, esportazione o furto. Poche altre regioni hanno normative diverse in merito. Il pagamento parziale è previsto soltanto per i veicoli nuovi o quelli che pagano di nuovo dopo un periodo di “sospensione/esenzione” come nel caso dei veicoli usati presi in carico dai rivenditori che possono usufruire di un meccanismo di “sospensione” del pagamento della tassa nel periodo che va dall’acquisizione per la rivendita alla cessione all’acquirente.

Vuoi fare anche tu una domanda al nostro esperto? Scrivi a esperto@consumatori.it, ricordandoti di mettere in oggetto “auto e moto”. I quesiti più interessanti saranno selezionati per avere una risposta in questa rubrica, continua a seguirci!

L’esperto risponde su… prodotti biologici

Si sente spesso parlare del biologico e delle sue qualità che sembrano giustificarne gli elevati costi. Ma i prodotti biologici sono realmente più sicuri?

Indubbiamente il biologico è importante perché viene ottenuto rispettando l’ambiente e la qualità richiama i valori della tradizione. Il livello di sicurezza è del tutto analogo a quello degli alimenti convenzionali. Le produzioni biologiche seguono cicli produttivi “naturali” senza il ricorso a sostanze chimiche “xenobiotiche” e quindi si riduce fortemente o si annulla del tutto il pericolo della presenza di residui di pesticidi, fitofarmaci, farmaci veterinari. 

Negli alimenti “convenzionali”, l’eventuale presenza di questi residui è comunque molto contenuta e sempre al di sotto dei limiti di sicurezza stabiliti dalle autorità sanitarie nazionali e comunitarie. Il vero problema è che le sostanze chimiche naturali (micotossine, prodotti di degradazione) ed i microrganismi (virus, batteri, parassiti, funghi) di origine ambientale (che possono essere alla base delle tossinfezioni alimentari) possono essere presenti sia negli alimenti biologici sia in quelli convenzionali. 

A far lievitare i costi del biologico contribuiscono, oltre che alle minori rese produttive, le norme comunitarie che impongono una “certificazione”, le cui spese devono essere sostenute direttamente dai produttori. Ridurre i costi per le certificazioni (rendendole anche più efficienti), potrebbe contenere le spese di gestione per i produttori e rendere gli alimenti biologici meno elitari.

Autore: Agostino Macrì
Data: 25 settembre 2018

CONSUMATORI: Unc e Udicon presentano il 25 settembre un progetto dedicato all’inclusione

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Martedì alle 15 a Roma presso il The Building Hotel, Via Montebello n. 126 (zona Castro Pretorio) si terrà la conferenza stampa del progetto “Quello che le persone non dicono”.

Roma, 21 settembre 2018 – “Finalmente il 25 settembre presenteremo, insieme ad Unione Nazionale Consumatori, il progetto di promozione sociale “Quello che le persone non dicono – un’inclusione possibile” per favorire l’inserimento, ancora ostacolato da numerosi fattori, di persone anziane e disabili nella società – scrive in una nota il Presidente Nazionale dell’U.Di.Con. Denis Nesci – il nostro obiettivo è quello di mettere in atto azioni che non solo sensibilizzino ed informino i cittadini su queste tematiche, ma anche garantire loro quanto più servizi più facilmente accessibili”.

“Il nostro impegno dalla parte dei consumatori non può non tenere conto delle fasce più deboli della popolazione -aggiunge il presidente di Unc Massimiliano Dona- non solo i disabili, per cui  purtroppo esistono ancora oggi delle barriere architettoniche (e non solo), ma anche le persone anziane, che non sempre riescono facilmente a far valere i propri diritti. Noi ci mettiamo dalla loro parte per supportarli nel far sentire la propria voce, nella convinzione che un’”inclusione è possibile””.

Il progetto “Quello che le persone non dicono – un’inclusione possibile” avrà la durata di 18 mesi e prevede l’organizzazione di corsi di formazione, di convegni, laboratori per bimbi disabili e tanto altro ancora per raggiungere al meglio il nostro obiettivo. Ci saranno due sportelli dedicati presso le Sedi Nazionali dell’U.Di.Con. e di UNC ed altri dieci sportelli dislocati su tutto il territorio nazionale. Durante la conferenza stampa di martedì 25 settembre dalle ore 15 presso il The Building Hotel, Via Montebello n. 126, Roma (zona Castro Pretorio) scoprirete gli interventi che interesseranno tutte le Regioni italiane.

CosmesiAmo, non perdere le foto dell’evento

Grande successo di pubblico sabato 15 settembre a Roma per cosmesiAmo, l’evento, organizzato dalla nostra Unione Nazionale Consumatori in collaborazione con Cosmetica Italia, dedicato alla bellezza, ai profumi, alla cura della pelle e dei capelli con un occhio sempre rivolto al consumo consapevole.

Nell’elegante cornice del Due Ponti Sporting club, che ha ospitato l’evento, numerosissimi consumatori hanno testato i trattamenti a disposizione nei corner esperienziali avvalendosi della professionalità degli esperti presenti: dall’estetica del viso e del corpo alla cura dei capelli, dai prodotti per un sorriso perfetto a quelli per barba e capelli.

In contemporanea, nella sala lobby del Circolo si sono svolti alcuni talk show che hanno incontrato il favore del pubblico presente: la cura delle pelle al rientro dalle vacanze (e non solo), è stato l’argomento centrale della discussione con il dermatologo Leonardo Celleno che non ha mancato di dare consigli su alcuni prodotti in commercio, smascherando molti luoghi comuni sulla salute e la bellezza.

Roberta Scagnolari, la beauty blogger tanto amata sul web con il nome Robyberta, ha poi tenuto una vera e propria lezione di trucco con i suoi consigli per un make up adatto a tutte le occasioni. 

Anche in questa edizione di CosmesiAmo, la terza dopo gli appuntamenti di Milano e Bara, non è mancato il momento dedicato alla solidarietà con “La forza e il sorriso onlus”, l’associazione che si occupa di aiutare le donne in trattamento oncologico attraverso la cosmesi; grande interesse ha suscitato poi lo spazio dedicato alla salute e bellezza dei denti, a cura di Zendium nel quale non sono mancate le domande dei partecipanti all’odontoiatra e protesista dentale Silvia D’Agostino.

GUARDA IL VIDEO DI COSMESIAMO

A conclusione della giornata, i presenti hanno messo alla prova il proprio olfatto con il “naso” professionista Marianna Villa che ha portato i presenti in un viaggio sensoriale nel mondo dei profumi.

GUARDA LA FOTOGALLERY DI COSMESIAMO

 

Autore: Simona Volpe
Data: 19 settembre 2018