Archivio mensile:Marzo 2013

BUCHE: Corte Conti apre inchiesta su manutenzione strade di Roma

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Ottima notizia, ma ora Comune di Roma paghi. Consumatori facciano valere i loro diritti!

Roma, 28 febbraio 2019 – Un procedimento, relativo ai ritardi e alle presunte omissioni nella gestione delle gare per la manutenzione del manto stradale del comune di Roma, è in istruttoria. Lo afferma il procuratore della Corte dei Conti del Lazio, Andrea Lupi.

“Ottima notizia! E’ inaccettabile che le strade di Roma siano un colabrodo!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Ora, però, il Comune deve risarcire gli automobilisti che subiscono danni. E’ intollerabile che, nonostante siano assicurati, resistano per scoraggiare i consumatori nelle loro giuste pretese, costringendoli a fare causa per avere un risarcimento” conclude Dona.

Ecco come i consumatori possono far valere i loro diritti e ottenere il risarcimento per le buche di Roma:

1) Restate sul posto.

2) Bloccate e fatevi dare l’indirizzo di eventuali testimoni che abbiano assistito all’ evento dannoso, utili per aumentare la possibilità di essere risarciti.

3)  Chiamate subito i vigili o le forze dell’ordine, in modo che possano procedere agli accertamenti e fotografare la buca. Poi richiedete copia della relazione di servizio e delle foto scattate.

4) Nell’attesa che i vigili intervengano, scattate subito con il cellulare una foto della buca, prima che venga coperta da qualcuno. Se non riuscite a contattare i vigili recatevi successivamente a presentare denuncia.

5) Onde evitare che l’ente proprietario della strada possa tentare di attribuirvi una qualche responsabilità per non aver evitato la buca, fate notare ai testimoni e fate verbalizzare alle forze dell’ordine non solo l’esistenza della buca ma anche le condizioni della strada e le circostanze aggravanti. Ad esempio la buca era subito dopo una curva? Era piena d’acqua? Era notte? Quanto era larga e profonda? Fate una foto della buca sia mostrando quanto è larga e profonda (ad esempio infilandoci verticalmente una penna), sia il contesto in cui si trova.

6) Se avete subito danni fisici recatevi al Pronto Soccorso e poi dal vostro medico di famiglia. In tal caso rivolgetevi all’Unione Nazionale Consumatori, alla vostra compagnia assicurativa o ad un legale. Conservate tutta la documentazione medica e le spese sostenute (ricette, farmaci…).

7) Segnalate l’incidente alla vostra compagnia assicurativa.

8) Portate la macchina dal meccanico e/o dal carrozziere. Scattate una foto del danno subito e fate conservare i pezzi rotti sostituiti. Fatevi rilasciare regolare fattura. Nei casi più gravi aspettate prima di far effettuare la riparazione in modo che possa intervenire il perito della controparte.

9) Inviate una raccomandata a/r all’ente proprietario della strada (il Comune se è una strada urbana) chiedendo i danni e allegando tutta la documentazione: relazione dei vigili, foto della buca, foto del danno subito, fattura del meccanico, tutte le ricevute delle spese sostenute (taxi, auto sostitutiva, spese mediche…). Sappiate che i comuni sono assicurati per questi danni.

Nel caso ci sia una prognosi del Pronto Soccorso o nel caso di ingenti danni al veicolo, meglio far scrivere la raccomandata dai nostri consulenti legali.

10) Se non vi danno retta procedete con l’azione legale.

HAI BISOGNO DEL NOSTRO AIUTO? SCRIVICI ALLO SPORTELLO GENERICO

Dieci consigli per il baratto online

Lo scambio di beni o prestazioni di servizi sono una soluzione che va incontro alle esigenze delle famiglie di risparmiare. Grazie ad internet questa antica forma di scambio ha trovato nuova linfa. Le piattaforme consentono e facilitano l’incontro tra domanda e offerta. Come in tutte le cose, comunque, è bene seguire alcune precauzioni, per evitare brutte sorprese, ecco il nostro decalogo:

  1. C’è sito e sito. Ricordatevi che la quasi totalità dei siti noti e famosi per gli scambi ed i baratti non rispondono di eventuali truffe. Si limitano a mettere in contatto la domanda con l’offerta e se chi offre il bene è un truffatore il rischio è a vostro esclusivo carico. Per questo, non acquistando direttamente dai siti delle aziende note, che producono direttamente il bene o vendono i loro servizi (un tour operator noto, ad esempio), va verificata l’identità del nostro interlocutore.
  2. Telefono fisso venditore.  Cercate di avere non solo l’email o il cellulare della persona con la quale scambiate il bene. Meglio avere anche un telefono fisso ed un indirizzo fisico, da poter verificare sulla guida del telefono.
  3. Truffatori. Un classico dei truffatori è una casella postale o un indirizzo fittizio presso un ignaro anziano. Verificate, quindi, a chi corrisponde indirizzo e telefono.
  4. Difetti. Chiedete alla controparte di dichiarare gli eventuali vizi/difetti del prodotto. Verificate quanti anni fa era stato acquistato ed informatevi del suo stato di conservazione.
  5. Confrontate le offerte di quello che vi interessa attraverso più siti e non credete a offerte mirabolanti.
  6. Foto. Fatevi mandare una foto del bene che volete. Può sempre essere falsa e non vi salva dalle truffe, ma può essere utile negli altri casi. Potete inoltre controllare se la foto che vi hanno inviato l’hanno scaricata da internet.
  7. Dati segreti. Non date online il vostro numero di codice fiscale, il luogo e la data di nascita o il numero della carta d’identità.
  8. Anticipi. Dato che è un baratto, non c’è alcuna ragione per versare anticipi o caparre, per pagare le spese di spedizione altrui o dare il vostro numero di conto corrente.
  9. Postino. Quando vi portano il pacco, aspettate a firmare per ricevuta. Aprite prima il pacco, potrebbe essere vuoto. Meglio se lo fate in presenza di testimoni.
  10. Valore dei beni. Se una cosa non vi serve più, potete sempre scambiarla per una di minor valore, dato che per voi si tratta ormai di un prodotto inutile. In ogni caso è consigliabile scambiare beni che non hanno prezzi troppo dissimili. Guardate, quindi, su internet quando costano i due prodotti nuovi, così da sapere se state facendo un regalo alla controparte.

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 27 febbraio 2019

ISTAT: cambia paniere per rilevazione prezzi

L’Istat, come ogni anno ha rivisto l’elenco dei prodotti che compongono il paniere di riferimento per la rilevazione dei prezzi al consumo.

L’aggiornamento del paniere tiene conto dei cambiamenti emersi nelle abitudini di spesa delle famiglie, dell’evoluzione di norme e classificazioni e in alcuni casi arricchisce la gamma dei prodotti che rappresentano consumi consolidati.

Nel paniere del 2019 utilizzato per il calcolo dell’inflazione figurano 1.507 prodotti elementari (1.489 nel 2018).

Per quanto riguarda l’ingresso di prodotti che hanno acquisito maggiore rilevanza nella spesa delle famiglie, sono da segnalare: Frutti di bosco che, insieme all’Uva e alle Fragole (in rilevazione già da alcuni anni), compongono il segmento Frutti a bacca; Zenzero, nel segmento di consumo Radici, bulbi non amidacei, funghi e altri vegetali; Bicicletta elettrica, che si affianca alla più tradizionale Bicicletta per adulto e alla Bicicletta per bambino nel segmento di consumo riguardante le Biciclette; Scooter sharing che si aggiunge a Car sharing e Bike sharing nel segmento Noleggio mezzi di trasporto e sharing; Cuffia con microfono, tra gli Apparecchi audiovisivi, fotografici e informatici le cui vendite sono risultate in forte espansione nell’ultimo anno; Hoverboard (scooter elettrico autobilanciato), nell’ambito degli Articoli sportivi; Web TV che integra il segmento relativo all’Abbonamento alla Pay tv.

Tra i prodotti entrati per migliorare la rappresentatività del paniere: Tavolo, sedia e mobile da esterno che permettono di coprire la sottoclasse dei Mobili da giardino; Pannoloni e Traversa salvaletto, nel segmento degli Altri prodotti medicali non altrove classificati; Energia elettrica del mercato libero che rappresenta ormai una parte consistente del mercato dell’energia elettrica nel nostro Paese e che si aggiunge ai prezzi del regime di maggior tutela.

L’Unc esprime apprezzamento per questa aggiunta, considerato che in media il prezzo del mercato libero è superiore a quello tutelato.

Escono dal paniere: Supporto digitale da registrare (ad esempio DVD e CD vergini), i cui valori di spesa si sono fortemente ridotti così da renderlo non più rappresentativo dei consumi degli italiani; Lampadina a risparmio energetico, che risulta sostituita nelle decisioni di acquisto delle famiglie dalla più moderna Lampadina a LED, già presente nel paniere.

Per quanto riguarda le variazioni nella struttura di ponderazione dell’indice NIC tra il 2018 e il 2019, l’aumento più elevato in termini assoluti è quello della divisione di spesa Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,2323 punti percentuali) interamente dovuto all’”effetto rivalutazione”, ossia all’inflazione registrata da ciascun prodotto tra il 2017 e dicembre 2018, che incide in modo particolare sui Beni energetici regolamentati, largamente rappresentati in questo raggruppamento e i cui prezzi a dicembre hanno registrato, rispetto alla media del 2017, un aumento dell’11,3%. Anche l’aumento del peso di Altri beni e servizi (+0,1682 punti percentuali) risente principalmente dell’aumento dei prezzi mentre quello dei Servizi ricettivi e di ristorazione (+0,1018 punti percentuali) è interamente dovuto all’”effetto spesa”, ossia ascrivibile alla differenza tra quanto le famiglie hanno destinato all’acquisto di beni e servizi, ovvero all’accresciuta importanza relativa di questo raggruppamento di prodotti misurata nei Conti nazionali del 2017 rispetto all’anno precedente.

La diminuzione più ampia riguarda la divisione di spesa Trasporti (-0,2594 punti percentuali) che risente dell’effetto rivalutazione. La riduzione del peso di Prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,1782) è dovuta anch’essa per lo più all’effetto rivalutazione che ha invece un influenza marginale sul calo del peso di Abbigliamento e calzature (-0,1627) determinato fondamentalmente dalla riduzione della spesa per questo raggruppamento di prodotti.

La divisione di spesa Prodotti alimentari e bevande analcoliche continua ad avere il peso maggiore nel paniere (16,33%), seguita da Trasporti (14,41%), Servizi ricettivi e di ristorazione (11,84%) e Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (11,03%).

Codice della Strada: cosa non convince tra le proposte di modifica

cellulare alla guida sanzioni

In Commissione Trasporti alla Camera prosegue l’iter per la riforma del Codice della Strada. Negli ultimi giorni sono state discusse diverse proposte. Tra quelle principali vi sono l’innalzamento del limite di velocità in autostrada, la possibilità per i ciclisti di circolare in contromano rispetto al senso di marcia degli altri veicoli, l’introduzione di pesanti sanzioni per il conducente che si distrae con lo smartphone mentre è al volante e il divieto di fumare in auto anche se a bordo non ci sono donne incinte o minorenni con un multe che, in quest’ultimo caso, andrebbero da 27,50 a 275 euro.

Innalzamento del limite di velocità in autostrada

Tra le proposte di modifica al Codice della Strada vi è, come detto, quella di aumentare il limite massimo di velocità sulle autostrade a tre corsie (più la corsia di emergenza) per ogni senso di marcia dagli attuali 130 km orari a 150. L’estensione del limite riguarderebbe soprattutto le tratte autostradali a lunga percorrenza. Il limite attuale di 130 km orari viene spesso disatteso dagli automobilisti, nonostante le autostrade a tre corsie siano dotate in molti punti di apparecchiature omologate per il calcolo della velocità media di percorrenza. Restano però alcune perplessità su questo provvedimento considerato che secondo una ricerca condotta in 27 paesi dall’Etsc, l’Istituto europeo per la sicurezza dei trasporti, la velocità è uno dei principali fattori che causano incidenti stradali e per la quale una riduzione dei limiti di 10 km orari salverebbe in Italia la vita a 2.000 persone ogni anno. Motivo per cui l’innalzamento della velocità a 150 km orari potrebbe anche essere una soluzione accettabile, ma a patto che valga esclusivamente per le autostrade a tre corsie e che siano presenti lungo i tragitti i controlli della velocità media. 

Quali novità per i ciclisti?

Per quanto riguarda i ciclisti, la proposta principale di cui si sta discutendo in Commissione Trasporti alla Camera riguarda la possibilità di circolare contromano rispetto agli altri veicoli all’interno dei centri abitati, dunque nelle cosiddette “zone 30”, vale a dire quelle aree della rete stradale urbana dove il limite di velocità è di 30 km orari invece dei consueti 50. Se approvata, questa concessione dovrà essere regolata da un’ordinanza del sindaco e segnalata con l’aggiunta di segnali verticali di divieto e di obbligo in appositi pannelli integrativi che dovranno indicare l’eccezione per le biciclette. Sempre per ciò che concerne i ciclisti, si stanno discutendo altre quattro proposte: permettere loro di utilizzare le “corsie gialle”, dunque quelle riservate agli autobus e ai taxi; obbligarli a indossare sempre il casco; prevedere per le biciclette dei parcheggi ad hoc sui marciapiede; negli incroci con semaforo indicare una linea di arresto in posizione avanzata rispetto a quella per tutti gli altri veicoli in modo da dare loro la precedenza (anche in quest’ultimo caso sarebbe necessaria una ordinanza comunale). Pur essendo condivisibili le finalità di queste proposte il timore è che, a differenza di altri Paesi come l’Olanda, in Italia queste misure non funzionerebbero adeguatamente dato il basso tasso esistente di conoscenza del Codice della strada da parte degli automobilisti. In particolare, l’avanzamento di una linea d’arresto negli incroci con semaforo per i ciclisti verrebbe spesso occupata dagli automobilisti generando confusione. Non sarebbe nemmeno funzionale l’utilizzo delle corsie preferenziali di taxi e autobus da parte dei ciclisti. Si tratta infatti di corsie in larga parte ricavate ex post e, pertanto, troppo strette per consentire anche il solo passaggio degli autobus.

Motocicli e ciclomotori

Per chi guida motocicli e ciclomotori potrebbe entrare in vigore l’obbligo non più solo del casco ma anche di “un abbigliamento tecnico protettivo omologato”. Inoltre per i motocicli con motore elettrico di potenza fino a 11 kW si potrebbe prevedere l’autorizzazione a circolare in autostrada.

Skateboard, monopattini e hoverboard

Per la prima volta si sta discutendo della necessità di normare all’interno del Codice della Strada anche l’uso di skateboard, monopattini e hoverboard. Il punto principale del dibattito riguarda il luogo in cui questi “mezzi” potranno circolare, molto probabilmente solo all’interno delle piste ciclabili.

Multe più salate per chi guida con lo smartphone

Una delle proposte di modifica del Codice della Strada che sta facendo più discutere riguarda sicuramente il divieto di utilizzare lo smartphone mentre si guida. Al momento il Codice vieta l’utilizzo di apparecchi radiotelefonici. La nuova proposta di legge punta a estendere il divieto anche a smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi che comportino l’allontanamento delle mani dal volante anche solo per pochi secondi. Per comportamenti di questo tipo si pensa a un inasprimento delle multe dagli attuali 161 a 422 euro, la sospensione della patente e la perdita di 10 punti.

Si tratta però di misure eccessivamente pesanti che rischiano di andare a quasi esclusivo discapito dell’automobilista senza produrre alcun significativo miglioramento della sicurezza in strada. A dimostrarlo sono le statistiche ufficiali. Le multe date per tutte le violazioni dell’art. 173 del Codice della Strada, ossia quelle che comprendono l’uso del telefonino, sono infatti pari ad appena lo 0,36% del totale (61.929 multe). Una percentuale che, in pratica, equivale a zero considerato che l’uso del cellulare in auto è la violazione più frequente in Italia, ripetuta svariate volte al giorno dalla quasi totalità degli automobilisti. Stando ai dati Aci-Istat, se si prendono in riferimento tutte le multe comminate nel 2017 nei comuni capoluoghi di provincia dalla Polizia Municipale, su un totale di 17.690.524 infrazioni rilevate, quelle per l’uso del telefonino sono state appena 61.929. Ben il 79,55% delle multe, invece, sono state comminate per divieto di sosta  (art. 157 e 158 Cds, 3.199.604 multe, il 18,74%) e ztl (art. 7 Cds, 10.379.353, il 60,81%). Un’enormità rispetto a quelle fatte per le infrazioni realmente pericolose: per sorpassi (art. 148, 3.685 multe, lo 0,02%), per precedenze (art. 145, 20.488, lo 0,12%), per la distanza di sicurezza (art. 149, 4.727, lo 0,03%), per il semaforo rosso (art. 146, 336.804, l’1,97%), per guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti (art. 187, 853, lo 0,005%), per guida in stato di ebbrezza alcolica (art. 186, 4.941, lo 0,029%).

Alla luce di questi numeri è pertanto assolutamente inutile innalzare la sanzione per chi usa lo smartphone da 161 a 422 euro se poi, di fatto, non si viene mai multati. Per aumentare la sicurezza in strada l’unica soluzione è invertire questo rapporto, vigilando e sanzionando in modo più capillare quei comportamenti scorretti alla guida che sono realmente più pericolosi e che causano, purtroppo, il maggior numero di morti, feriti e incidenti nelle strade.  

Autore: Rocco Bellantone
Data: 26 febbraio 2019

Uova con tuorlo arancione e guscio bianco

La domanda dei consumatori: è vero che le uova con il tuorlo arancione e quelle con il guscio bianco sono le più nutrienti?

 

La risposta di Marcello Ticca, nutrizionista e dietologo

Si tratta di due affermazioni sostanzialmente infondate. Il guscio, che è formato principalmente da carbonato di calcio, serve soltanto a proteggere il contenuto dell’uovo, ed il suo colore non ha nessuna influenza né sul contenuto né, di conseguenza, sulle proprietà nutritive dell’uovo stesso. Si tratta di una colorazione legata a fattori genetici, nel senso che dipende unicamente dalla razza delle galline. Invece il colore del tuorlo (giallo pallido, giallo oro, rosso-arancione e così via) dipende esclusivamente da ciò che le galline mangiano, ossia dal tipo e dalla quantità di certe sostanze pigmentanti, chiamate “xantofille”, che sono presenti nei mangimi somministrati alle ovaiole e che appartengono alla famiglia dei carotenoidi. Oltre ad essere dei coloranti naturali, le xantofille sono anche degli antiossidanti, utili per la protezione delle vitamine e dei grassi presenti nel tuorlo. La composizione dei mangimi, fra l’altro, varia anche secondo la destinazione prevista per le uova, ossia per la produzione di pulcini o per la alimentazione umana.

La maggior parte dei pigmenti che determinano la colorazione del tuorlo si trova nell’erba e in particolare nell’erba medica: si tratta di betacarotene e altri carotenoidi gialli che sono anche precursori della vitamina A (nel senso che in questa vitamina si trasformano nel nostro organismo) e il cui colore giallo è mascherato, nell’erba, dal verde della clorofilla. Nel mais, invece, oltre al betacarotene che rende arancione il cereale e che passa all’uovo intensificandone il colore, si trovano altre xantofille, quali la luteina e la zeaxantina, le quali conferiscono una netta colorazione gialla ma non vengono trasformate in vitamina e quindi non aumentano il valore nutritivo dell’uovo in senso stretto: esse però hanno comunque il merito di essere dei potenti antiossidanti e di avere la tendenza a concentrarsi elettivamente nella retina, proteggendola da quella degenerazione maculare senile che nel mondo occidentale è la prima causa di cecità.

Come detto, le xantofille determinano nel tuorlo una colorazione che va dal giallo pallido ad un arancione acceso. Poi, per ottenere una tinta più scura, vengono talvolta aggiunti al mangime dei pigmenti normalmente non presenti nei mangimi naturali, vale a dire dei coloranti artificiali, che naturalmente sono ammessi dalla legge. Si tratta per lo più di xantofille rosse dai nomi complicati (capsantina, presente negli estratti di paprica, cantaxantina, presente in alcune alghe e batteri, ecc.). Il motivo di tali aggiunte è la preferenza che spesso il consumatore mostra per tuorli dal colore più intenso, preferenza legata al ricordo di uova di galline nutrite con mais giallo ricco di betacarotene e di periodi nei quali il colore giallo pallido del tuorlo segnalava un cattivo stato di salute delle ovaiole. Insomma, si dà troppa importanza al colore del tuorlo: nutritivamente le uova con tuorlo giallo pallido e le uova con tuorlo rosso-arancione sono equivalenti.

Come è stato acutamente osservato, l’unica vera differenza può consistere nelle colorazioni che di conseguenza vengono trasmesse alla sfoglia che si prepara nella cucina di casa…

 

 


Vuoi saperne di più sull’alimentazione? Anche tu ti trovi davanti ai grandi dilemmi della tavola? Vuoi leggere tutti i luoghi comuni sul cibo? Li trovi nel libro di Marcello Ticca: Miraggi alimentari, 99 idee sbagliate su cosa e come mangiamo

 

Vuoi fare anche tu una domanda al nostro esperto? Scrivi a esperto@consumatori.it, ricordandoti di mettere in oggetto “nutrizionista”. I quesiti più interessanti saranno selezionati per avere una risposta in questa rubrica, continua a seguirci!

 

 

 

 

 

L’esperto risponde su… garanzia cucina

Ho cambiato la cucina di casa, ma subito dopo il montaggio ho riscontrato dei problemi con alcuni pezzi. Mi sono rivolto al venditore che però mi ha detto che è responsabilità dell’azienda produttrice. Che cosa devo fare? 

E’ il negoziante ad essere responsabile del prodotto difettoso durante i primi due anni dall’acquisto: si tratta della garanzia legale durante la quale il consumatore ha il dovere di segnalare per iscritto ogni problema (entro due mesi dalla scoperta del difetto).

Per valersi di questa garanzia prevista dal Codice del Consumo non serve altro che la fattura/scontrino (o qualunque altra prova d’acquisto, come un contratto o la ricevuta della carta di credito). 

Facendo valere la garanzia legale il consumatore ha diritto, a sua scelta, alla riparazione o alla sostituzione del bene difettoso da parte del venditore, senza addebito di spese. Solo se il venditore non provvede a riparare o sostituire il bene entro il termine congruo (o la riparazione effettuata in precedenza ha portato notevoli inconvenienti) il consumatore può arrivare a richiedere la risoluzione del contratto.

Non è legittimo dunque che il venditore rimpalli la propria responsabilità sul produttore, ma ricordate: sta all’acquirente denunciare al venditore il difetto di conformità per iscritto mediante lettera raccomandata A/R o per e-mail o via fax.

HAI BISOGNO DEL NOSTRO AIUTO? SCRIVICI ALLO SPORTELLO PRODOTTI DIFETTOSI

Autore: Massimiliano Dona
Data: 26 febbraio 2019

Cosa succede dopo la multa a Ryanair e Wizzair per il bagaglio?

wizzair ryanair bagagli

Multa di  3 milioni di euro per Ryanair e di 1 milione di euro per WizzAir per la politica dei bagagli. A stabilirlo l’Autorità Antitrust  che ha chiuso a fine febbraio l’istruttoria contro le due compagnie aeree low cost accertando che le modifiche apportate lo scorso novembre alle regole di trasporto del bagaglio a mano “costituiscono una pratica commerciale scorretta in quanto ingannano il consumatore circa l’effettivo prezzo del biglietto, non includendo più nella tariffa base un elemento essenziale del contratto di trasporto aereo quale è il bagaglio a mano grande”.

Secondo il Garante, quindi, trasportare un bagaglio a mano è un diritto dei passeggeri sia se si vola con una compagnia low cost che con un volo di linea. Sulla base della normativa europea in tema di trasporto aereo, infatti, i supplementi prevedibili ed inevitabili devono essere già compresi nel prezzo del servizio base e non possono essere separati con la richiesta di somme ulteriori. Ryanair e WizzAir hanno aumentato il prezzo del biglietto con modalità non trasparenti, scorporando dalla tariffa quello che è a tutti gli effetti un servizio essenziale, prevedibile ed inevitabile per i passeggeri.

Adesso le compagnie hanno 60 giorni (quindi fino al 22 aprile) per comunicare quali misure vorranno adottare. Di fatto quindi per ora non cambierà nulla: chi acquista un volo sui siti di Ryanair e Wizzair continuerà a pagare il sovrapprezzo.

Probabilmente ai passeggeri che hanno già pagato per il bagaglio (e pagheranno fino ad aprile) sarà corrisposto un rimborso nei tempi e nelle modalità che saranno definite dopo quella data.

Per questo motivo invitiamo i consumatori coinvolti a conservare la ricevuta del pagamento e contattare il nostro sportello Turismo per un eventuale azione risarcitoria.

Autore: Simona Volpe
Data: 26 febbraio 2019

Partecipa al nostro sondaggio sui Giovani Consumatori!

Dagli acquisti sul web all’influenza dei social, dal pericolo truffe al rapporto con la pubblicità: sono alcuni dei focus del nostro sondaggio realizzato in collaborazione con Diregiovani.it per fotografare il rapporto dei ragazzi con il mondo dei consumi.

Bastano pochi istanti per rispondere a 10 semplici domande sulle abitudini di consumo e misurare il proprio livello di consapevolezza: PARTECIPA AL SONDAGGIO!

Già da alcuni mesi infatti, l’Unione Nazionale Consumatori ha uno spazio dal titolo “Giovani consumatori” sul portale dell’agenzia Dire con contenuti dedicati ad un pubblico di under 25: comprare online in sicurezza, far valere il diritto di recesso, disdire un contratto telefonico e tenere al sicuro i propri dati sono alcuni dei temi che abbiamo affrontato insieme, fornendo ai giovani consumatori informazioni utili per muoversi nel mercato.

Ma il mercato al quale i giovani consumatori guardano con maggiore interesse è sicuramente quello digitale, per questo è per noi fondamentale capire il grado di consapevolezza dei nativi digitali abituati più delle generazioni precedenti a condividere la propria vita sui social e acquistare online prodotti e servizi.

Non ti resta che dire la tua, partecipa al sondaggio!

Autore: Simona Volpe
Data: 26 febbraio 2019

Luci (poche) e ombre (molte) della fine dei mercati di tutela

E’ ormai da anni che è aperto il dibattito sulla possibile fine dei mercati di tutela per l’elettricità ed il gas e la completa apertura al mercato libero. Un’ulteriore proroga ha fatto slittare al 1° gennaio 2022 lo stop definitivo al regime di maggior tutela (inizialmente previsto per il 1° luglio 2019 dalla Legge 4 agosto 2017, n. 124 e poi prorogato una prima volta al 1° luglio 2020) ma ancora, ad oggi, non sono state definite le modalità operative e non sono stati fugati i dubbi sulle conseguenze che questo cambiamento epocale potrà avere sulle tasche, e le vite, di milioni di persone.

Come Unione Nazionale Consumatori, consapevoli dei vantaggi che un mercato dell’energia realmente competitivo ed efficiente potrebbe avere sui consumatori, abbiamo da sempre espresso forti critiche sulle modalità con cui la fine dei mercati tutelati è stata immaginata in questi anni. Riteniamo, infatti, che un settore tanto importante come quello dei servizi energetici non possa essere completamente liberalizzato senza prima superare i tanti ostacoli e limiti che ancora lo caratterizzano.

Innanzitutto, non può non essere considerata la vulnerabilità dei consumatori che è maggiore in questo settore rispetto ad altri a cui erroneamente viene paragonato. Vulnerabilità che non è solo economica, caso in cui si parla di povertà energetica, ma anche di consapevolezza. Mancanza di consapevolezza determinata da un lato dalla complessità del sistema energetico (soggetti che operano in regime libero di vendita, soggetti operanti in monopolio naturale fortemente regolato, enorme peso nella composizione finale del prezzo di oneri esterni alle commodities come gli oneri generali di sistema per l’elettricità e la fiscalità per il gas) e dall’altro dalla confusione generata in questi anni da messaggi parziali, se non fuorvianti, delle campagne di marketing delle aziende ed il proliferare incontrollato di ogni sorta di pratica commerciale scorretta e lesiva delle regole antitrust (su questo ultimo aspetto basta scorrere i molti provvedimenti sanzionatori comminati da AGCM ed ARERA in questi anni).

Proprio per questo motivo l’idea di perdere tout court la prerogativa di ARERA di fissare trimestralmente i prezzi di riferimento non la riteniamo, almeno per il momento, la strada corretta soprattutto in assenza di conoscere con certezza il destino che avranno dal 1° gennaio 2022 gli oltre 23 milioni di clienti attualmente forniti nel Servizio di Maggior Tutela e considerando il buon lavoro fatto in questi anni da Acquirente Unico che ha consentito a milioni di piccoli consumatori di beneficiare, in termini di prezzo, della concorrenza sui mercati all’ingrosso.

Altro aspetto fondamentale da considerare sta nel fatto che circa l’80% dei volumi di vendita di energia per i clienti domestici è appannaggio dei primi 4 gruppi societari italiani, tutti verticalmente integrati: questa concentrazione di clienti in poche società non è compatibile con un mercato veramente concorrenziale e dovrà essere affrontata e risolta prima del passaggio ad un mercato completamente liberalizzato per evitare che questo si concretizzi in un semplice travaso di clienti all’interno dello stesso gruppo societario.

Ma se da un lato è indispensabile risolvere le posizioni dominanti dall’altro è impensabile che un mercato realmente efficiente, moderno e competitivo possa avere più di 500 operatori operanti nel mercato e, quindi, alcune migliaia di offerte tra cui un consumatore dovrebbe essere in grado di scegliere (basta fare una ricerca sul nuovo Portale Offerte, strumento indispensabile e da potenziare, per capire di cosa stiamo parlando). Se queste aziende riescono a stare sul mercato significa che riescono a fare margine e, considerata la limitata quota di contendibilità sul prezzo, molto probabilmente stanno facendo pagare ai loro clienti prezzi più alti rispetto a quelli dei mercati di tutela (come certificato negli scorsi anni dalle relazioni annuali dell’ARERA). E’ indispensabile quindi definire una nuova regolamentazione finalizzata a rinnovare l’albo delle Società abilitate alla vendita di energia ai clienti domestici, con l’obiettivo di sfoltire il numero dei soggetti, attraverso l’individuazione e la verifica dei requisiti che le Società di vendita debbono possedere per svolgere l’attività di vendita ai clienti domestici. Da un lato, per impedire il verificarsi di vere e proprie truffe a danno del sistema di soggetti operanti senza le dovute garanzie e, dall’altro, per consentire di avere società di dimensioni comparabili e quindi in grado di competere non soltanto sul prezzo ma sui servizi: efficienza e riqualificazione energetica, sviluppo del vettore elettrico, domotica, mobilità elettrica, digitalizzazione, customer journey, aspetti che, al momento e a parte qualche rara eccezione, non compaiono per nulla nel ventaglio di offerte a disposizione dei clienti.

Più ombre che luci, quindi, per i consumatori allo stato attuale. Per questo è fondamentale attivare al più presto un Tavolo di confronto tra tutti i soggetti coinvolti e portatori di interessi (e proposte): legislatore, Autorità, imprese e consumatori.

Per saperne di più leggi Le nostre proposte per il mercato dell’energia 

HAI BISOGNO DEL NOSTRO AIUTO? SCRIVICI ALLO SPORTELLO ENERGIA

Autore: Marco Vignola
Data: 26 febbraio 2019
Aggiornamento: 16 luglio 2020

PAGAMENTI: siglato accordo tra Unc e A.P.S.P.

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

La nostra Unione Nazionale Consumatori firma un accordo con l’Associazione Prestatori Servizi di Pagamento per promuovere l’informazione in tema di pagamenti.

Roma, 25 febbraio 2019 – UNC, prima associazione di consumatori in Italia e l’Associazione Prestatori Servizi di Pagamento, A.P.S.P. – che annovera tra suoi membri i principali player nazionali ed internazionali del settore dell’innovazione, degli incassi e dei pagamenti – hanno sottoscritto un accordo quadro di collaborazione sui temi di interesse comune e in particolare per la realizzazione di attività di studio, ricerca e divulgazione nel settore del sistema dei pagamenti, dell’assistenza e dell’informazione ai cittadini.

L’accordo, firmato da Maurizio Pimpinella e da Massimiliano Dona, rispettivamente Presidenti di A.P.S.P. e UNC, ha durata triennale e prevede, tra l’altro, che le due associazioni:

  • svolgano programmi di ricerca di rilevanza nazionale e internazionale sulle tematiche di comune interesse
  • organizzino seminari e incontri di studio sul territorio nazionale
  • promuovano programmi di informazione ed educazione in ambito digitale e finanziario presso le scuole e sul territorio, avvalendosi anche di pubblicazioni sulla materia
  • realizzino e presentino una survey indirizzata alle giovani generazioni che scatti una fotografia del sistema Italia per quanto riguarda le loro conoscenze e abitudini in ambito tecnologico, dei consumi e delle competenze
  • organizzino congiuntamente corsi di formazione e perfezionamento

“In un contesto economico e sociale in profondo mutamento, la collaborazione dell’A.P.S.P. con Unione Nazionale Consumatori rappresenta un importante punto di partenza per la creazione di un hub di incontro tra imprese e cittadini anche per fornire a questi ultimi le informazioni e il sostegno di cui necessitano, soprattutto in un ambito cruciale come quello dei pagamenti” – afferma il Presidente A.P.S.P. Maurizio Pimpinella.

“E’ nostro dovere affiancare i cittadini in questa fase epocale per il mercato, collaborando ad orientarli tra le offerte dei diversi sistemi di pagamento sempre più innovativi. Se da una parte, infatti, notiamo cittadini ben disposti verso nuovi strumenti di pagamento, non possiamo ignorare quella parte di popolazione ancora poco avvezza alla moneta elettronica: collaborare con A.P.S.P. è fondamentale per ridurre questo gap e contemporaneamente porsi da cerniera tra imprese e consumatori per garantire la trasparenza delle transazioni nell’economia digitale”– afferma il Presidente di Unc Massimiliano Dona.