Archivio mensile:Marzo 2013

Costi nascosti del conto corrente, cosa fare per evitare sorprese

I costi per la gestione di un conto corrente vengono spesso sottovalutati ma in realtà possono rappresentare una grossa voce di spesa nel bilancio di un consumatore e sempre più i “costi nascosti” diventano una problematica da dover gestire.

Un’indagine sui costi dei conti corrente fatta dalla Banca d’Italia sottolinea come negli ultimi anni la spesa per la gestione di un conto “standard” sia aumentata del 6,5% con un costo ancor maggiore se si analizzano gli ultimi tre mesi: +3,7%.

Alcuni istituti bancari ci promettono dei tassi agevolati, un conto “a costo zero” e altri vantaggi che però, non sempre, hanno durata illimitata.

Quali sono le problematiche più frequenti ?

Ai nostri sportelli arrivano molte segnalazioni riguardo i costi nascosti del conto corrente: spese che non erano state annunciate al momento dell’apertura e che invece dopo pochi mesi ci troviamo a dover affrontare.

Anche ad un occhio attento, ad esempio, può sfuggire che verranno addebitati: i prelievi, le operazioni con la carta di credito o l’utilizzo del libretto degli assegni.

Come capire quali sono i costi nascosti del conto corrente ?

Seguendo alcune indicazioni è possibile capire quali sono i costi nascosti del conto corrente riuscendo così a non incappare in spiacevoli sorprese a fine mese.

Una buona abitudine è quella di controllare l’Indicatore Sintetico di Costo (ISC) che viene comunicato nell’informativa periodica di fine anno e che offre una visione complessiva del costo totale di gestione del conto comprese tutte le spese e le commissioni che sarebbero addebitate a un cliente-tipo nel corso dell’anno, al netto degli interessi e delle commissioni su eventuali scoperti di conto corrente.

Ma l’ISC non basta per avere un’idea chiara sui costi di un conto corrente, ecco allora alcuni consigli per evitare di veder lievitare i  costi di gestione:

  • prudenza, leggete attentamente il contratto assicurandovi che non ci siano clausole per le quali la gestione del vostro conto corrente potrebbe diventare eccessivamente onerosa;
  • il conto corrente risulta avere dei costi importanti specialmente per chi fa molte operazioni o per chi ha un conto attivo da molto tempo con la stessa banca;
  • molto spesso ad aumentare è il costo, ad esempio, del bancomat, del libretto degli assegni o della carta di credito, controllate bene queste voci di spesa sul vostro estratto conto;
  • i documenti che riguardano il vostro conto corrente fateveli mandare in formato elettronico e non via posta perché quest’ultimo tipo di spedizione ha un costo spesso “nascosto” che vi verrà addebitato;
  • alcune banche hanno introdotto una commissione per ogni prelievo allo sportello. In tal caso prelevate al bancomat e per le operazioni meglio farle online. Ad esempio non chiedete l’estratto conto e la lista movimenti allo sportello. Anche i bonifici fateli via internet;
  • per scegliere al meglio a quale banca affidare i propri risparmi può essere utile  il nostro articolo con alcuni consigli utili.

Ma non finisce qui

Altro aspetto da non sottovalutare riguarda le modifiche unilaterali del contratto da parte della banca con aumento dei costi di gestione del conto corrente.

In tal caso è utile sapere che la banca deve informare il cliente per iscritto entro 2 mesi prima dall’applicazione delle nuove condizioni dando così il tempo al cliente di cambiare istituto bancario qualora queste modifiche non fossero da lui condivise, tra l’altro le modifiche che la banca decide di attuare devono essere motivate. Ricordiamo inoltre che qualora il cliente non fosse disposto a condividere le nuove condizioni applicate al rapporto di conto, ha facoltà di recedere dal contratto entro il termine previsto senza alcun onere di spesa.

Il ruolo dell’Arbitro Bancario Finanziario

In un contenzioso con una banca il sistema di risoluzione extragiudiziale più efficace è quello dell’Arbitro Bancario Finanziario.

Si tratta di un utile strumento a cui il consumatore può fare ricorso sulle controversie che sorgono fra cliente e banca riferite alla gestione delle operazioni e delle spese o a procedure ad esse relative.

Dopo aver presentato un reclamo alla banca, qualora quest’ultima non risponda entro 30 giorni o la sua risposta sia ritenuta non sufficiente, il consumatore si può rivolgere all’ABF attraverso una procedura online.

A quel punto l’ABF contatterà la banca in questione che avrà 45 giorni per rispondere con le sue motivazioni.

Entro 60 giorni dal ricevimento delle osservazioni della banca l’ABF esprimerà il suo giudizio sulla questione.

Per supportarvi nell’invio del reclamo all’ABF o per ulteriori problemi con la banca i nostri esperti sono a disposizione attraverso lo sportello Banche.

Autore: Lorenzo Cargnelutti
Data: 24 aprile 2019

E-COMMERCE: vittoria Unc, Antitrust sanziona sito da noi segnalato

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Antitrust sanziona 6 siti che vendevano secondo il meccanismo del buy and share, ritendendo la pratica ingannevole.

Roma, 30 aprile 2019 – l’Antitrust ha sanzionato, per oltre un milione di euro complessivi, sei operatori attivi nel settore e-commerce, che vendevano secondo il meccanismo del Buy&Share, ritenendo le loro pratiche commerciali scorrette, ingannevoli.

“Bene, vittoria dei consumatori!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, che aveva già segnalato all’Antitrust uno di questi siti.

“Sono intollerabili queste vendite piramidali, queste versioni moderne delle catene di Sant’Antonio alle quali, purtroppo, troppi consumatori abboccano. Attirati con uno sconto, devono poi attendere che altri cadano nella rete” conclude Dona.

Secondo l’Antitrust, gli operatori, seppure con modalità differenziate, invitavano ad “acquistare” prodotti ad un prezzo particolarmente scontato, versando immediatamente il prezzo scontato richiesto, salvo poi dover attendere, per poter conseguire il prodotto, che altri consumatori effettuassero un analogo acquisto. Al fine di ottenere il bene al prezzo scontato, il consumatore doveva inoltre attivarsi per individuare direttamente i nuovi acquirenti, generalmente 2 o 3, ovvero attendere in una specifica lista gestita dal venditore che altri consumatori “acquistassero” il medesimo prodotto.

L’Autorità ha accertato che, in realtà, il pagamento richiesto costituiva una mera prenotazione del bene e non il prezzo scontato di acquisto del bene medesimo. Infatti, solo le prenotazioni e i versamenti effettuati da altri consumatori consentivano al primo consumatore di conseguire il bene prescelto al prezzo di prenotazione. Nel caso di attesa nella lista del venditore, inoltre, non venivano resi noti i meccanismi di funzionamento, scorrimento della stessa lista ed i tempi di attesa, aspetti che rendevano estremamente aleatorio l’ottenimento e la consegna del bene.

Gli accertamenti istruttori hanno altresì evidenziato che ai consumatori veniva impedito l’esercizio di diritti contrattuali, ovvero di essere rimborsati di quanto originariamente versato, di acquisire il prodotto ad un prezzo di mercato e di esercitare il diritto di recesso.

Gli operatori coinvolti sono stati complessivamente sanzionati dall’Autorità per oltre un milione di euro, così ripartito:

Girada S.r.l.s. (sito: girada.com, in passato girada.it), sanzione 350.000;
Zuami S.r.l.s. (sito: zuami.it), sanzione 100.000;
Gladiatori Roma s.r.l.s. (sito: bazaza.it e listapro.it), sanzione 200.000;
SHOP BUY S.r.l.s. (sito: shopbuy.it), sanzione 150.000;
IBALO S.r.l.s  (sito: ibalo.it) sanzione 130.000;
E CO WORLD (sito: 66×100.com), sanzione 100.000.

ANTITRUST: multate Vodafone, Wind Fastweb per discriminazioni agli utenti con conto estero

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Bene ribadire libertà di scelta del consumatore di domiciliare le bollette anche su conti esteri.

Roma, 29 aprile 2019 – L’Antitrust ha deliberato di sanzionare per 800mila euro Vodafone e Wind e per 600mila euro Fastweb, per aver discriminato gli utenti con conto bancario estero.

“Bene, è importante che sia stata ribadita la libertà di scelta del consumatore di poter pagare anche con domiciliazione bancaria su conti esteri” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Le 4 libertà di circolazione, ossia persone, capitali, servizi e merci, non sono solo a fondamento dell’integrazione comunitaria, ma innalzando le possibilità di scelta del consumatore, aumenta la concorrenza e si riducono i costi a carico di famiglie e imprese, in questo caso sia rispetto alla tenuta del conto corrente sia rispetto alla bolletta telefonica” conclude Dona.

Per l’Antitrust, nell’ambito della commercializzazione di servizi di telefonia fissa e mobile, Vodafone, Wind e Fastweb non consentivano alla clientela il pagamento dei servizi tramite domiciliazione bancaria su conti correnti accesi presso Banche aventi sede in Paesi dell’Unione Europea diversi dall’Italia e quindi con Iban non caratterizzati dalle iniziali nazionali “IT…”.

ANTITRUST: aperto procedimento contro Viagogo per secondary ticketing

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Bene, ottima notizia! Prosegue battaglia sul secondary ticketing.

Roma, 29 aprile 2019 – L’Antitrust ha aperto un procedimento contro Viagogo per non aver ottemperato ad una precedente delibera dell’Antitrust relativa alla rivendita dei biglietti dei concerti.

“Bene, ottima notizia!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, l’associazione che ha sollevato il problema.

“Purtroppo il problema del bagarinaggio è ancora irrisolto. Ed il fatto che ora si apra un procedimento per inottemperanza, attesta che siamo ancora lontani da una soluzione, nonostante processi, provvedimenti dell’Antitrust e interventi del legislatore” aggiunge Dona.

“Prosegue, quindi, la nostra battaglia. Chi va ad un concerto ha diritto di pagare il giusto prezzo del biglietto, senza ricarichi ingiustificati, sapendo fin dall’inizio della procedura quanto sarà il prezzo complessivo finale, oltre all’esatto posto assegnato” conclude Dona.

ECONOMIA: le retribuzioni salgono dell’1,4% su base annua

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Bene, ma non basta! Va ripristinata la scala mobile all’inflazione programmata.

Roma, 29 aprile 2019 – Secondo i dati Istat resi noti oggi, a marzo l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie è aumentato dell’1,4% nei confronti di marzo 2018.

“Bene, ma non basta! Finalmente, grazie ai rinnovi contrattuali e alla fine del blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici, fermi dal 2010, le retribuzioni sono state adeguate all’aumento del costo della vita e a marzo sono salite dell’1,4% contro un’inflazione dell’1%, ma siano ancora molto lontani dall’aver recuperato quanto perso in questi anni di crisi e di mancati rinnovi. Senza contare che l’incremento per i dipendenti del settore privato è pari appena allo 0,8% su base annua” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Se gli stipendi restano troppo a lungo al palo, il reddito delle famiglie in termini reali non può che scendere ed i consumi ristagnare. Ecco perché vanno ripristinati meccanismi automatici di adeguamento al costo della vita, come la scala mobile all’inflazione programmata” prosegue Dona.

“Il potere d’acquisto delle famiglie delle famiglie nel 2018 è ancora inferiore del 6,6% rispetto al 2007” conclude Dona.

FISCO: reddito cittadinanza, 70% prende più di 300 euro

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Inps fornisce i primi dati sul reddito di cittadinanza: meno del 21,4% ha raggiunto i 780 euro.

Roma, 19 aprile 2019 – L’Inps ha reso noto che quasi 337mila degli importi erogati per il reddito di cittadinanza, pari al 71% delle prime 472.970 domande elaborate dall’Inps, superano i 300 euro.

“La verità è che il Governo aveva promesso i famosi 780 euro, mentre a raggiungere o superare quella cifra sono meno del 21,4% dei beneficiari” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. 

“Se a questo si aggiunge che i 780 erano i 6/10 del reddito mediano familiare al tempo dello studio Istat sul reddito di cittadinanza, diffuso nel 2014, ma nel frattempo il reddito è salito e ora il dato andrebbe aggiornato, il quadro è ancora più deludente” prosegue Dona.

“Infine, se sono arrivate, come sostiene il presidente dell’Inps Tridico, solo 800 mila domande, quand’anche venissero tutte accolte, è evidente che saremmo ben lungi dal coprire tutte le famiglie povere assolute, pari a 1 milione e 778 mila, più del doppio. Per questo, è evidente, che vanno subito ampliati i criteri reddituali per la concessione del beneficio, almeno fino a coprire i 6 miliardi di stanziamento 2019” conclude Dona.

ANTITRUST: segnalata Unicusano per la tassa dei rinunciatari. AGGIORNAMENTO

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

L’Unione Nazionale Consumatori ha depositato una segnalazione all’Autorità Antitrust sulla trasparenza della “tassa di rinuncia” agli studi che l’Università Niccolò Cusano sembrerebbe richiedere agli studenti che decidono di abbandonare l’università.

Roma, 7 febbraio 2019 – “La rinuncia al proseguimento degli studi universitari verrebbe fatta ‘pagare’ agli studenti dell’Università telematica Unicusano con una ‘tassa’ pari a 550 euro: abbiamo seri dubbi sulla legittimità di questa pratica. Vediamo cosa ne pensa l’Autorità Antitrust”, dichiara Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, in merito alla segnalazione depositata presso l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sulla trasparenza della “tassa di rinuncia” dell’Università degli Studi Niccolò Cusano.

Diverse lamentele infatti sono pervenute agli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori da parte di studenti che, per aver deciso di abbandonare l’Università, hanno ricevuto un apposito modulo dalla Unicusano in cui per la prima volta si faceva menzione della “tassa di rinuncia”. Né i moduli di iscrizione all’Università né i Regolamenti di Ateneo e di corso di laurea fornivano informazioni agli studenti sulla necessità di versare un importo nel caso di cessazione anticipata del corso di studi.

“Adesso sarà l’Autorità a verificare la legittimità di tale richiesta di pagamento non preannunciata agli iscritti dell’università Niccolò Cusano”, conclude l’avv. Dona, invitando altri studenti a rivolgersi a UNC per avere tutela.

AGGIORNAMENTO: nell’adunanza del 10 aprile 2019, l’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato ha archiviato la segnalazione. Leggi la comunicazione dell’Antitrust.

 

Antitrust: sanzione a Optima Italia

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso l’istruttoria avviata nei confronti di Optima Italia S.p.A. in relazione all’offerta commerciale multiservizi denominata “Optima VitaMia” (adesso rinominata “TUTTO-IN-UNO”) per la fornitura di energia, gas, telefonia fissa/mobile e Internet, accertando una pratica commerciale scorretta in violazione del D.Lgs. n. 206/2005 (Codice del Consumo) ed irrogando alla società una sanzione di 1 milione di euro.

La presentazione dell’offerta come “flat” (a tariffa fissa), nella misura in cui, da un lato, enfatizzava in modo suggestivo la stabilità della spesa mensile e l’invarianza del “canone fisso”, mentre dall’altro lato ometteva tout court di indicare le effettive condizioni limitative della proposta (quali la presenza di un vincolo di durata minima annuale, la perdita dei consumi risparmiati di valore superiore a quello del Bonus iniziale, l’esistenza di un conguaglio a fine dell’anno contrattuale e le tariffe applicate in tale sede per la fatturazione dei consumi extra-soglia), è stata ritenuta idonea a indurre gravemente in errore i consumatori circa la reale natura dell’offerta pubblicizzata e, nello specifico, l’esistenza di una spesa fissa mensile, priva di ulteriori costi, parametrata sulle esigenze di fornitura del singolo consumatore.

Per quanto concerne i profili di aggressività della pratica commerciale scorretta, la condotta della società, consistente nell’applicare a una molteplicità di consumatori una fatturazione a conguaglio che li esponeva all’esborso, in soluzione unica e a fine anno contrattuale, di importi rilevanti che dipendevano dalla taglia inizialmente fissata (canone mensile), rivelatasi spesso sbagliata e fatturati sulla base di tariffe personalizzate non facilmente conoscibili nonché in funzione di dati di consumo non sempre effettivi e realmente aggiornati, peraltro con notevole penalizzazione in caso di recesso anticipato da parte del consumatore, è stata ritenuta idonea a esercitare un indebito condizionamento nei confronti dei consumatori in relazione alla proposta contrattuale, limitandone la libertà di comportamento, inducendoli ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbero altrimenti preso in ordine alla gestione delle proprie abitudini di consumo e alla prosecuzione del rapporto contrattuale.

Partecipa alla nostra survey sul mondo delle assicurazioni

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Partecipa al nostro sondaggio in tema di innovazione nel campo della mobilità e dell’assicurazione! Unc e Fondazione Forum ANIA-Consumatori, nell’ambito del progetto “Più informati, più protetti”, hanno realizzato questa indagine con l’obiettivo di individuare gli usi e le tendenze delle scelte dei consumatori, nonché le loro aspettative ed esigenze sulla gestione dei dati da parte delle imprese assicurative, per capire quali sistemi di protezione assicurativa fanno al caso degli utenti.

BASTANO POCHI SECONDI PER RISPONDERE SU MESSANGER AD ALCUNE SEMPLICI DOMANDE!

Nuovi modi per fruire di un bene di consumo come l’auto (car sharing, car pooling, ecc.) stanno spopolando, incentivando al contempo la tendenza degli utenti all’acquisto on line di servizi di prevenzione ed assistenza e rendendo necessarie nuove forme di protezione assicurativa con piani tariffari sempre più personalizzati, basati su rischi derivanti dai nuovi modelli di consumo. In questa fase di profondo mutamento: quali sono effettivamente i bisogni dei consumatori di fronte a queste nuove possibilità di utilizzo della vettura?

Il sondaggio indaga su questo e sulla base dei dati che verranno raccolti, sarà più facile capire quali servizi assicurativi i consumatori si aspettano dalle imprese di assicurazione.

La survey non ha valore statistico, ma mira a cogliere il sentiment dei consumatori rispetto ad un mercato delle assicurazioni che sta cambiando e in cui la gestione dei dati personali ha un valore prioritario per imprese e consumatori.

Le informazioni che emergeranno dalla survey verranno analizzate da un team di esperti e saranno condivise con il mondo assicurativo, media di settore e consumatori.

Partecipa al nostro sondaggio, dì la tua su come vorresti un’assicurazione a misura di consumatore!

Autore: Silvia Mosca
Data: 19 aprile 2019

Problemi di debiti, cosa fare?

Sovraindebitamento

“Ho il dubbio di aver corrisposto alla banca interessi in misura superiore a quanto previsto dalla legge!” “Come posso verificare se la mia banca mi addebita spese troppo alte per i finanziamenti concessi?”, “È possibile rimodulare il mutuo o  trovare un accordo di saldo e stralcio con l’Istituto di credito?” e ancora “Mi hanno pignorato casa e vorrei cercare un rimedio!”.

Queste sono alcune delle domande che giungono ai nostri sportelli: sono dubbi legittimi da parte dei consumatori, anche perché può effettivamente capitare che le banche applichino interessi troppo alti ai propri clienti, oppure rendano i contratti di finanziamento eccessivamente onerosi, nonostante il tasso “in regola” (ciò può accadere a causa dell’applicazione di spese aggiuntive, per aggirare i controlli sull’usura).

Senza contare che alle volte vengono notificati atti di pignoramento, senza i presupposti necessari. Semplicemente, poi in alcuni casi sono cambiate le condizioni economiche del correntista che non è  più in grado di pagare…

Nel dubbio, è necessario verificare tutta  la documentazione per capire se sono stati rispettati i termini di legge ed in caso emergano irregolarità, valutare l’opportunità di agire in giudizio ponderando i costi-benefici di una possibile azione legale. C’è poi la strada di valutare l’opportunità di un accordo transattivo extragiudiziale con la Banca. In altri casi si può decidere di accedere al sovraindebitamento per azzerare i propri debiti: si tratta di una procedura di “esdebitazione”, (prevista dalla legge n. 3 del 27 gennaio 2012, c.d. “legge salva suicidi”), per aiutare i sovraindebitati a far fronte ai debiti contratti affinché agevolmente e senza troppi sacrifici riescano ad estinguirli ed, al contempo, evitare che possano essere iniziate o proseguite, in loro danno, procedure esecutive come pignoramenti immobiliari, mobiliari e presso terzi.

Assistiamo  i nostri soci svolgendo un’analisi preliminare gratuita finalizzata alla verifica di possibili anomalie nei contratti di finanziamento consigliando gli associati su come gestire le azioni intraprese dalla Banca. Un supporto, quello dei nostri esperti, mirato alla valutazione delle possibili strade da percorrere per risolvere i problemi insorti con gli Istituti di credito.

HAI BISOGNO DEL NOSTRO AIUTO? SCRIVICI ALLO SPORTELLO BANCHE

Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 29 maggio 2019