Archivio mensile:Marzo 2013

Cosa abbiamo imparato al Corso sulla sicurezza alimentare?


Il Corso di formazione per giornalisti “Consumatori tra scelte alimentari e fake news” organizzato dall’Unione Nazionale Consumatori si è svolto venerdì 24 maggio a Roma (Binario F presso l’Hub di LVenture Group e LUISS EnLabs). La mattinata formativa, riconosciuta dall’Ordine dei giornalisti del Lazio, è stata realizzata con la collaborazione di Assitol (Associazione Italiana dell’Industria Olearia), Assolatte (Associazione Italiana Lattiero-Casearia) ed Unaitalia (Unione Nazionale Filiere Agroalimentari Carni e Uova): tre partner d’eccellenza di UNC che hanno reso possibile affrontare il problema delle fake news nel campo dell’alimentazione.

Olio d’oliva, latte e derivati, uova e carni bianche sono alimenti centrali nella dieta mediterranea attorno ai quali circolano false credenze, dicerie, bugie: per contrastarne la circolazione, niente di più efficace che dar voce alla verità scientifica! È stato questo infatti l’obiettivo del Corso durante il quale si sono avvicendati medici e docenti universitari che hanno sfatato alcuni dei fake più comuni in campo alimentare.

Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, che ha aperto i lavori, ha portato esempi di pubblicità ingannevoli, notizie inventate, leggende metropolitane ed esagerazioni in campo alimentare: di chi è la responsabilità di tale e tanta disinformazione? La responsabilità è in parte anche di ciascuno di noi. Ogni persona/consumatore infatti dovrebbe acquisire gli strumenti per non cadere in questi tranelli architettati per motivi di business. Concretamente, si tratta di imparare a confrontare le notizie, resistere all’emotività davanti alla pubblicità, non fermarsi ai titoli (il rischio è quello di incappare in click bait, ossia titoli esca), verificare le fonti delle informazioni, fare fact-checking, non credere alle foto, verificare la URL… in una parola, per difendersi dalle fake news occorre l’empowerment del consumatore! Quindi, responsabilizzazione (e consapevolizzazione) degli operatori dell’informazione – a cui il Corso è stato indirizzato – ma non solo: “ciascuno di noi – ha affermato d’avv. Dona – (non solo gli addetti ai lavori) ‘crea influenza’, quindi non possiamo dimenticare l’imperativo di adottare noi stessi, ogni giorno, comportamenti più responsabili”.

Francesco Visioli, Docente di Nutrizione Umana presso l’Università di Padova, ha parlato degli equivoci che dilagano sull’olio d’oliva, un prodotto che ha segnato l’evoluzione della civiltà mediterranea, assumendo significato religiosi, storici e, ultimamente, nutrizionali, rispetto al quale c’è, paradossalmente, poca cultura: si sono diffuse parecchie notizie infondate sull’olio d’oliva, che vengono recepite acriticamente dai consumatori.

Il principale equivoco è quello del prezzo: l’olio d’oliva è un succo di frutta, ottenuto esclusivamente tramite procedimenti meccanici, che risente dell’andamento delle stagioni e che richiede mano d’opera. La qualità deve essere valorizzata anche a livello del prezzo di vendita. Le continue promozioni della GdO sull’Olio Extra Vergine, ad esempio, non aiutano a creare valore per la categoria.

Alcuni modi di dire rientrati ormai nell’uso comune hanno poco senso: “spremuto a freddo”, ad esempio, considerato che, per legge, la temperatura a cui l’olio viene ottenuto non può superare il 27 gradi; “prima spremitura” non si usa quasi più: gli oli di qualità sono ottenuti per centrifugazione della pasta.

Un capitolo a parte riguarda le frodi. Molto spesso si sente dire che gli oli d’oliva sono “tagliati” con oli di semi. Questo può avvenire, ma se guardiamo i prezzi di certi oli di semi e le analisi effettuate sul prodotto finito, è alquanto improbabile che si trovino sul mercato, anche se qualche volta frodi del genere si registrano, come nel recente caso di Cerignola. Anche la dicitura 100% italiano non apporta informazioni utili: ogni paese produce oli di alta e bassa qualità e si tratta di scegliere quello che il consumatore ritiene più adatto al suo consumo. Lo stesso ragionamento si applica alle miscele (blend): una miscela di oli d’oliva di qualità darà un prodotto finale di livello, mentre possiamo trovare oli monovarietali difettati.

In breve: anche se il consumatore ritiene di essere informato, sull’olio d’oliva si sono diffuse e continuano a diffondersi informazioni sbagliate che penalizzano un prodotto dalle rilevanti caratteristiche nutrizionali e culinarie. È necessario fare acquisti consapevoli, informandosi sui prodotti che stiamo comprando ed imparando a degustarli prima di fare le nostre scelte.

Maggiori informazioni sull’olio sono contenute nella Guida sull’Olio Extravergine di Oliva realizzata da UNC con Assitol.

Andrea Ghiselli, Dirigente di ricerca presso CREA-Nutrizione, ha fatto capire quanto il latte sia un alimento spesso vittima di fake news, come ad esempio: è innaturale bere latte da adulti, per giunta di un’altra specie; il latte contiene calcio ma porta via quello delle ossa; il latte fa aumentare il colesterolo; il latte fa venire il diabete… e via dicendo. In realtà queste falsità sono solo costruite ad arte da una certa parte di popolazione che per diversi motivi ha deciso di dichiarare guerra al latte.

Non è per nulla innaturale infatti bere latte in età adulta. E’ vero che dopo lo svezzamento si perde un poco la capacità di digerire il lattosio, ma dobbiamo anche tenere conto che il lattante consuma una quantità di latte pari al 10-15% del proprio peso, mentre la quota di latte che beve un adulto è pari allo 0,3-0,5% e anche se la capacità di digestione del lattosio è ridotta, ma stragrande maggioranza delle persone è in grado di bere una tazza di latte senza sintomatologia. Ad ogni modo, ammesso che si abbia qualche sintomo ascrivibile alla mal digestione del lattosio si può ricorrere ai prodotti a ridotto contenuto di lattosio.

Non è nemmeno vero che siamo l’unico animale adulto che consuma latte, è invece corretto dire che siamo l’unico animale adulto che ha imparato a mungere una vacca! È esperienza di chiunque abbia un animale domestico, sia esso un gatto o cane, che se gli si offre del latte, venga gradito e consumato.

Non è vera l’ipotesi, millantata da molti, che le proteine del latte acidifichino l’organismo e lo costringano a ricorrere al calcio dell’osso per tamponare, anzi è vero il contrario, vale a dire che il latte è dotato di un certo, anche se debole, potere alcalinizzante.

Non è vero che il latte determini aumento di colesterolo e di malattie cardiovascolari, anzi molti studi hanno documentato un impatto nullo o favorevole sulle malattie cardiovascolari. Il consumo di latte, oltre ad avere un impatto favorevole sulla crescita dell’osso e sulla densità ossea, determina un rischio inferiore di diabete e sindrome metabolica, ha un effetto favorevole sulla sazietà e sul mantenimento del peso a lungo termine e non ci sono evidenze convincenti di aumento di cancro, come molti spesso dicono. Anzi le evidenze convincenti mettono in relazione il consumo di latte con un effetto protettivo nei confronti del cancro del colon. 

Insomma, tante se ne dicono, forse troppe! Le linee guida di tutto il mondo spingono verso un consumo ragionevole di latte che è un alimento estremamente ricco di nutrienti, bilanciato nelle componenti, relativamente poco costoso e ampiamente disponibile. Non solo non ha nessun senso rinunciare al prezioso apporto di latte e prodotti lattiero caseari dunque, ma il loro consumo è raccomandato dalle varie autorità nazionali e sovranazionali e potrebbe risparmiare un numero considerevole di anni di vita persi prematuramente o vissuti con disabilità. In Italia il consumo di latte arriva a coprire a malapena un terzo delle raccomandazioni. 

Per sapere di più sul latte, consulta la nostra Guida per sfatare false credenze su latte e derivati, realizzata in collaborazione con Assolatte.

Antonello Paparella, Docente di Microbiologia Alimentare presso l’Università di Teramo, ha affermato che il settore avicolo è frequentemente bersaglio di false accuse che si diffondono sulla rete e nei media tradizionali. In particolare, ci sono alcune fake news su uova e carni bianche che, malgrado le smentite, sono periodicamente rilanciate dalla rete e trovano terreno fertile nei social. Ad esempio, è falso che ci siano ormoni nelle carni di pollo perché gli ormoni non sono mai utilizzati nelle carni avicole, sono vietati in tutta Europa, Italia inclusa, e per di più non avrebbero utilità in quanto hanno efficacia solo sui mammiferi; è falso anche che ci siano antibiotici nelle carni di pollo, i quali potrebbero essere somministrati solo per scopi terapeutici, non per promuovere la crescita dell’animale e come dimostrato dagli ultimi dati del Piano Nazionale Residui. È vero invece che – e questi sono utili consigli pratici dell’esperto – quando tocchiamo carne di pollo e gusci di uova dobbiamo usare accorgimenti per prevenire la contaminazione crociata, come ad esempio, conservare sia uova che pollo al riparo dal contatto con alimenti da consumare crudi, non lavare il pollo prima di cuocerlo, usare piatti e stoviglie separati per pollo cotto e crudo, lavare accuratamente le mani dopo averlo toccato crudo; inoltre conservare le uova nel ripiano superiore del frigo e non nello sportello, sgusciarle in un luogo separato rispetto all’area di preparazione, allontanare subito i gusci e lavare accuratamente mani e superfici di lavoro.

Oltre a seguire questi accorgimenti è fondamentale imparare a riconoscere le fake news cercando di attenersi soltanto a fonti attendibili e a professionisti seri, senza credere a tutto ciò che gira in Rete e che spesso non ha alcuna valenza scientifica.

La scommessa di UNC con questo secondo appuntamento educativo è porre l’attenzione degli operatori dell’informazione sulla responsabilità che hanno nel veicolare le notizie, soprattutto quando riguardano la salute dei consumatori; l’antidoto alle fake news altro non è che più informazioni, ma di qualità!

Guarda le foto del corso

Autore: Silvia Mosca
Data: 30 maggio 2019

ENERGIA: rischio aumento bollette per Alitalia

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Rischio di un aumento delle bollette di luce e gas per colpa del salvataggio di Alitalia.

Roma, 29 maggio 2019 – Secondo la segnalazione dell’Autorità dell’energia (Autorità di Regolazione per Energia Reti Ambiente) inviata a Governo e Parlamento, il decreto crescita conterrebbe il rischio di un aumento delle bollette di luce e gas.

“Una vergogna! E’ già il colmo che si continuino a buttare soldi pubblici dalla finestra per l’ennesimo salvataggio della compagnia aerea Alitalia, ma ha dell’incredibile che il costo di questa operazione, invece di gravare sulla fiscalità generale, sia caricato sul sistema elettrico, con il rischio di aumenti delle bollette di luce e gas, che sono già tra le più care d’Europa” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Insomma, gli oneri, come abbiamo sempre chiesto, dovrebbero semmai scendere, non certo aumentare” conclude Vignola.

La norma incriminata è quella prevista nel ‘Decreto Crescita’ a sostegno della continuità del servizio della compagnia aerea Alitalia. L’Authority chiede di evitare il ricorso a misure che dispongano il trasferimento diretto al Bilancio dello Stato di risorse provenienti dalla tariffa elettrica e gas, al fine di evitare ripercussioni negative su famiglie e imprese. In particolare, chiede che il trasferimento abbia il carattere di straordinarietà (una tantum), con riferimento esclusivo all’anno 2019 e che sia introdotto un termine di restituzione delle somme disponibili.

ACQUISTI: Mercatone Uno, consumatori risolvano contratto di credito

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

I consumatori che hanno acquistato mobili da Mercatone Uno tramite una finanziaria, devono risolvere il contratto di credito.

Roma 28 maggio 2019 – “Nel caso abbiano acquistato il mobile ricorrendo al prestito di una finanziaria, essendoci un inadempimento da parte del fornitore, hanno diritto alla risoluzione del contratto di credito” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, in merito al fallimento di Mercatone Uno.

“Devono farlo ovviamente nei modi di legge, per evitare di finire nelle black list dei cattivi pagatori, ma è evidente che non devono continuare a pagare delle rate per dei mobili che non hanno mai ricevuto e che, purtroppo, non riceveranno più. Anzi, hanno diritto al rimborso delle rate già pagate” conclude l’avv. Dona.

Prezzi: aprile, +0,2% su mese, +1,1% su anno

Nel mese di aprile 2019, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,2% su base mensile e dell’1,1% su base annua (da +1% di marzo). Lo comunica l’Istat nei dati definitivi, confermando la stima preliminare.

La lieve accelerazione dell’inflazione si deve principalmente alla dinamica dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +0,5% a +2,8%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +0,9% a +1,6%) e dei Beni energetici non regolamentati (da +3,3% a +3,7%). A contenere queste accelerazioni sono il netto rallentamento dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da +7,8% a +4,3%) cui si aggiunge quello più contenuto dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (da +1,9% a +1,0%) e lavorati (da +0,7% a -0,1%).

Rispetto alle divisioni di spesa, i maggiori aumenti mensili per Servizi ricettivi e di ristorazione (+2,3%) e Trasporti (+1,7%). I cali più significativi per Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-2,5%) e Comunicazioni (-2,3%).

Su base annua, gli incrementi più rilevanti per Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (3,4%), Trasporti (+2,6%) e Bevande alcoliche e tabacchi (+2,4%). Flessioni per Comunicazioni (-9,2%) e Ricreazione, spettacoli e cultura (-0,2%).

Considerando i singoli beni e servizi, si segnalano i rialzi mensili della Benzina (+2,9%), Gasolio per mezzi di trasporto (+0,7%), Energia elettrica mercato libero (+1,9%, a fronte invece di un calo dell’Energia elettrica mercato tutelato del 7,6%), Trasporto aereo passeggeri (+24%), Voli nazionali (+35,1%), Voli internazionali (+21%), Pacchetti vacanza (+2,2%), Alberghi e motel (+11,5%).

Per quanto concerne le regioni, gli incrementi annui più rilevanti per Liguria (+1,5%), Trentino (+1,5%), Puglia (+1,3%) e Sicilia (+1,3%). Per quanto riguarda i capoluoghi di regione ed i comuni non capoluoghi di regione con più di 150 mila abitanti, le variazioni annue più consistenti per Bolzano (+1,8%), Verona (+1,6%), Bari, Brescia, Modena, Reggio Emilia e Trieste (+1,5% per tutte e cinque).

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, il cosiddetto carrello della spesa, scendono dello 0,4% rispetto a marzo 2019 e salgono dello 0,3% su aprile 2018 (era +1,1% a marzo).

I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto diminuiscono dello 0,1% su base mensile e aumentano dell’1,1% nei dodici mesi (da +1,5% del mese precedente).

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) cresce dello 0,5% in termini congiunturali e dell’1,1% su base annua, era +1,1% a marzo.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un rialzo dello 0,1% rispetto al mese precedente e dello 0,9% in termini tendenziali.

Secondo l’Istat, la lieve accelerazione dell’inflazione ad aprile si deve a fattori transitori, per lo più stagionali e di calendario. La prossimità nel 2019 della Pasqua con la festa della Liberazione ha infatti favorito una crescita congiunturale molto più marcata di quella registrata nello stesso mese dello scorso anno (quando la Pasqua era caduta il primo aprile) dei prezzi sia dei servizi di trasporto sia di quelli legati alla filiera turistica (sostenuti anche da eventi come il salone del mobile di Milano ed il Vinitaly a Verona), determinandone così l’accelerazione tendenziale. Agli aumenti dovuti a tali fattori si sono poi sommati quelli, seppur contenuti, dei prezzi da una parte dei carburanti, e in particolare della benzina, e dall’altra dell’energia elettrica sul mercato libero.

Il notaio risponde su… donazione modale

Cos’è la donazione con onere di assistenza o donazione modale?

Questo tipo di donazione può essere fatta da un anziano per garantirsi una vecchiaia serena; donando la propria abitazione egli pone un onere di assistenza e/o mantenimento a carico del donatario. Il contenuto dell’assistenza viene stabilito dal donante secondo quelle che sono le sue esigenze e necessità, ma il donatario è tenuto all’adempimento dell’onere entro i limiti del valore della cosa donata. La risoluzione per inadempimento dell’onere può essere domandata dal donante o dai suoi eredi solo se prevista nell’atto di donazione.

Fonte: Guida La terza età: strumenti patrimoniali, opportunità e tutele Consiglio Nazionale del Notariato

Integratori: una campagna per la corretta informazione

Che cosa sono gli integratori alimentari? A cosa servono? Dove acquistarli? A cosa prestare attenzione?

Sono alcune delle domande più frequenti che i consumatori si pongono sull’utilizzo degli integratori alimentari, mercato in forte crescita al quali gli italiani guardano con interesse, ma purtroppo non sempre con l’adeguata consapevolezza.

Per rispondere a questa esigenza, nasce la campagna “LA SFIDA DELL’INFORMAZIONE CORRETTA NELL’ERA DIGITALE”, promossa dall’Unione Nazionale Consumatori con il supporto di Integratori Italia–UIF, con l’obiettivo di fornire contenuti affidabili e corretti per contrastare il proliferare di informazioni parziali o del tutto “fake” sul tema degli integratori alimentari.

Attraverso tre brevi video, la nostra associazione offre ai consumatori le risposte ai dubbi più comuni.

GUARDA I VIDEO:

Gli integratori alimentari sono farmaci? 

 

È sicuro acquistare sul web integratori alimentari?

 

Quando si utilizza un integratore alimentare bisogna attenersi
alla dose indicata sulla confezione?
 

 

I video saranno protagonisti di una campagna social attraverso i nostri canali (Twitter: @consumatori/Facebook: UNConsumatori): “il web ha reso più facile l’accesso alle informazioni -commenta il Presidente Massimiliano Dona- ma ciò, purtroppo, non si traduce in più qualità, anzi si moltiplicano le fonti e chiunque semplicemente con un telefonino può, grazie ai social, elargire consigli anche su temi delicati come la salute, arrivando ad un pubblico di milioni di follower spesso giovanissimi. Per questo UNC accetta la sfida della corretta informazione nell’era digitale per fornire ai consumatori gli strumenti per riconoscere le fake news (soprattutto nel settore della salute) e scegliere in modo consapevole, consigliando di rivolgersi a professionisti e acquistare su canali affidabili.”

Ma non solo: per sapere di più sul mondo degli integratori è scaricabile la guida “L’uso corretto degli integratori”, realizzata da Unc con Integratori Italia–UIF nel 2018, un vero e proprio viaggio nel mondo degli integratori tra consigli utili su utilizzi e benefici, curiosità e brevi pillole di esperti del settore. A conclusione un vademecum per un corretto stile di vita: è fondamentale infatti tenere a mente che seguire uno stile di vita sano costruito su una dieta varia, costante esercizio fisico e comportamenti virtuosi (come evitare fumo e alcol) rappresentano la base irrinunciabile per mantenersi in buona salute. A quel punto l’uso consapevole degli integratori alimentari rappresenta un valido supporto per il proprio benessere.

SCARICA LA GUIDA

Autore: Simona Volpe
Data: 28 maggio 2019

Estrattore di succo o centrifuga?

Cresce il numero di consumatori che invece di comprare succhi di frutta e/o di verdura confezionati preferisce preparare queste bevande da sé, in modo da scegliere la natura prima e risparmiare anche sulla spesa.

I due strumenti più diffusi per produrre succhi in casa sono l’estrattore di succo e la centrifuga, due elettrodomestici che possono all’apparenza sembrare simili, ma che hanno invece caratteristiche molto differenti e soddisfano esigenze d’uso diverse.

Analizziamo, allora, nel dettaglio gli aspetti che li differenziano in collaborazione con QualeScegliere.it.

Cosa è possibile preparare

FUNZIONAMENTO

La prima e sostanziale differenza tra l’estrattore di succo e la centrifuga riguarda il loro funzionamento.

Centrifuga: al suo interno è presente un setaccio con delle lame che ruotano a velocità altissima e generano una forza centrifuga che permette di separare succo e scarti. Solitamente è possibile selezionare la velocità con cui lavorare gli alimenti, in modo da adattarla alla loro consistenza e al tempo a disposizione.

Estrattore: il suo meccanismo prevede una spremitura degli alimenti che avviene in maniera lenta attraverso una grossa vite chiamata coclea. Non è possibile selezionare la velocità con cui l’apparecchio lavora gli alimenti e l’unica opzione è l’inversione del senso di rotazione.

PRATICITÀ D’USO

Data la diversa natura di funzionamento di questi due apparecchi, è chiaro che anche il loro uso pratico varia in maniera considerevole così, ad una più lenta lavorazione dell’estrattore, corrispondono ovviamente dei tempi di attesa più dilatati per la produzione di succhi di frutta e di verdura. Inoltre, gli alimenti spesso devono essere precedentemente tagliati in pezzetti piccoli, in modo da facilitarne l’inserimento all’interno dell’estrattore e la lavorazione stessa.

La centrifuga, invece, è uno strumento davvero molto rapido nella realizzazione del succo sia perché le lame al suo interno ruotano molto velocemente sia perché gli alimenti possono essere tagliati grossolanamente.

RUMOROSITÀ

Un aspetto relativo all’uso pratico di questi due apparecchi è la rumorosità che producono quando sono in funzione: nel caso della centrifuga è senza dubbio molto più elevata, motivo per cui questo prodotto non ci sembra la scelta ideale per chi voglia, ad esempio, prepararsi un succo al mattino presto, magari mentre in casa ci sono altre persone che dormono.

Un vantaggio della lentezza con cui lavora l’estrattore è, invece, il fatto che la preparazione avviene in maniera silenziosa, rendendo quindi il suo utilizzo adatto anche per la preparazione di un succo a qualsiasi ora del giorno e della notte, senza disturbare particolarmente.

 

IL SUCCO

La consistenza dei succhi prodotti con un estrattore appare corposa, un po’ più densa del succo centrifugato che, invece, è più fresco e “leggero” da bere. Come si vede nella figura sotto, il succo che si ottiene con l’estrattore (quello a destra nella foto) appare più omogeneo: poco dopo la sua produzione il centrifugato mostra una divisione in due “strati”, uno più schiumoso e uno liquido, processo che avviene molto più lentamente nel caso dei succhi estratti.

PREZZO

Acquistare un estrattore implica una spesa più elevata rispetto a quella necessaria per comprare una centrifuga. In commercio troviamo modelli di estrattori da circa 100 Euro fino a superare i 500 Euro mentre, nel caso della centrifuga, si va dai circa 30 Euro ai 250 Euro massimo.

FACILITÀ DI PULIZIA

Sia la centrifuga che l’estrattore richiedono un minimo impegno per essere puliti, ma in generale è la centrifuga quella che rende necessario più tempo per un lavaggio accurato.

Gli estrattori di succo possono essere considerati più rapidi da lavare perché prevedono sempre l’estrusione degli scarti in un contenitore esterno, mentre a volte le centrifughe possono raccoglierli in serbatoi interni, il che rende la pulizia più impegnativa, così come la struttura del setaccio dove si accumulano molti residui di polpa.

PROPRIETÀ NUTRIZIONALI

La quantità di nutrienti contenuti all’interno dei centrifugati e dei succhi estratti è l’aspetto più dibattuto e su cui resta ancora discordanza di opinioni.

Molti sostengono che la centrifuga, a causa dell’alta velocità con cui lavora gli alimenti e del calore che si produce al suo interno, ne distrugga le proprietà nutrizionali, una perdita che non si verificherebbe usando l’estrattore. In realtà questa credenza non è del tutto corretta visto che, analizzando i succhi prodotti da entrambi gli apparecchi, non sono state rilevate significative differenze in termini di percentuale di vitamine o altri nutrienti presenti. (Leggi a riguardo il parere del nostro esperto Agostino Macrì)

LA NOSTRA PROVA

Abbiamo inserito gli stessi alimenti nell’estrattore e nella centrifuga per verificare le prestazioni di entrambi, la quantità di succo prodotto e la sua consistenza. Nella figura sotto, il bicchiere sulla sinistra mostra il succo di carota ottenuto con la centrifuga e sulla destra invece con l’estrattore.

Nella foto successiva, stessa operazione con succo d’arancia (estrattore sulla destra e centrifuga sulla sinistra).

QUALE SCEGLIERE?

Possiamo concludere che la scelta tra estrattore e centrifuga è legata ad esigenze di budget, gusto ed utilizzo. Non si può affermare, infatti, una superiorità qualitativa di uno dei due prodotti sull’altro, visto che entrambi sono efficaci per arricchire la propria dieta di frutta e verdura.

Riassumendo consigliamo l’acquisto di una centrifuga quando si vogliono preparare esclusivamente succhi, anche su base quotidiana, in maniera molto rapida e pratica. Se, invece, ciò che si ricerca è la versatilità, allora sarà il caso di optare per un estrattore che, in maniera più silenziosa e lenta, permette di preparare anche sorbetti e latte vegetale fatto in casa.

Questa rubrica è stata realizzata in collaborazione con QualeScegliere.it, piattaforma online che mette a disposizione una serie di strumenti utili e pratici da consultare per aiutare gli utenti nella scelta di oltre 250 categorie di prodotti.

 

IL PARERE DELL’ESPERTO

Agostino MacrìAbbiamo coinvolto nel confronto tra centrifuga ed estrattore il nostro Responsabile di sicurezza alimentare Agostino Macrì che dà alcune informazioni nutrizionali su frutta e verdura: “sono alimenti di fondamentale importanza  nella nostra dieta”, afferma Macrì, che aggiunge: “tutti i nutrizionisti raccomandano un consumo costante, più volte al giorno di ben oltre mezzo chilo. La frutta e la verdura sono importanti perché apportano zuccheri, vitamine, sali minerali, antiossidanti e fibra grezza. Gli zuccheri sono nutrienti che apportano energia; quelli della frutta, e in particolare il fruttosio, sono di facile assorbimento per questo dopo aver mangiato la frutta, si può avere un rapido innalzamento della glicemia. Le vitamine, i sali minerali e gli antiossidanti, che possiamo definire “micronutrienti”,  possiedono svariate e importanti funzioni fisiologiche  e la loro presenza nella dieta contribuisce a mantenere lo stato di benessere. La “fibra grezza” è un complesso di polisaccaridi e di lignina che pur essendo chimicamente classificabile tra i carboidrati, non viene assorbito dal nostro apparato digerente e di conseguenza non ha alcun valore come apportatore di energia. Pur essendo apparentemente “inerte” la fibra grezza possiede straordinarie funzioni di “supporto” nei processi digestivi. Infatti aumenta il senso di sazietà, trattiene l’acqua,  riduce l’assorbimento e la produzione di colesterolo, favorisce la motilità intestinale ed è il substrato per lo sviluppo della flora batterica intestinale “buona”. Proprio grazie alla fibra grezza  (che è quella maggiormente coinvolta in alcuni processi di “trasformazione”) diviene quindi più facile utilizzare i nutrienti  (proteine, carboidrati e grassi in particolare) sia di origine vegetale, sia di origine animale che quotidianamente assumiamo.”

Che succede quindi quando “trasformiamo” la frutta e la verdura?

“La frullatura è la tecnica più antica, consiste nello sminuzzare la frutta trasformandola in pochi minuti in un liquido più o meno denso in funzione dell’aggiunta di acqua o di latte nel frullatore. Durante la frullatura si raggiunge una temperatura relativamente elevata che può danneggiare qualche vitamina, il problema può essere parzialmente risolto con l’aggiunta di ghiaccio. L’aspetto positivo è che nei frullati la fibra grezza rimane la stessa presente nella frutta e la verdura di partenza, cosa che non succede con centrifughe ed estratti. Per questo motivo, d’altra parte, con la centrifugatura si ottengono delle bevande simili alle spremute di agrumi che ad alcuni possono risultare più gradevoli. Anche in questo caso durante la fase di trasformazione si raggiungono temperature relativamente elevate che possono danneggiare alcuni micronutrienti. Il vantaggio dell’estrattore è proprio questo: avviene in modo più lento e quindi mantiene inalterati i micronutrienti.”

Che fare quindi?

“Il consumo di frutta e di verdura è sicuramente un piacere -afferma Macrì- ma richiede un minimo di “lavoro” preliminare (lavaggio, sbucciatura, porzionatura, ecc.)  che con gli attuali ritmi frenetici della nostra vita è scoraggiante. Ben venga quindi tutta quella tecnologia che ci semplifica la vita e ci permette di avere un’alimentazione varia ed equilibrata. L’importante appunto è variare: non rinunciamo del tutto ad una bella porzione di frutta fresca o di verdure “al piatto”, alteriamole al piacere di gustare un frullato, una centrifuga e un estratto, che come detto hanno sicuramente il vantaggio della comodità! 

D’altra parte è davvero un paradosso la tendenza attuale di ricorrere ad alimenti “integrali” per aumentare l’apporto di  fibra e nello stesso tempo rinunciare a quella “naturale” proveniente dalla frutta e dalle verdura fresche.

Vuoi dire la tua sul tema? Sei un addetto ai lavori o un’azienda del settore che ha qualcosa da aggiungere all’indagine? Commenta nello spazio sottostante oppure scrivici all’indirizzo info@consumatori.it. La tua opinione per noi è importante!

Autore: Unione Nazionale Consumatori in collaborazione con QualeScegliere.it
Data: 27 settembre 2017
Aggiornamento: 2 maggio 2018

ACQUISTI: su Mercatone Uno vanno tutelati i clienti

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Mercatone Uno: tavolo al ministero dello Sviluppo Economico il 30 maggio. Convocate anche i consumatori.

Roma, 27 maggio 2019 – Su Mercatone Uno sì terrà un prossimo tavolo al ministero dello Sviluppo Economico il 30 maggio con creditori e fornitori.  Lo ha detto il Vicepremier e ministro Luigi Di Maio.

“Chiediamo al ministro Di Maio di convocare non solo creditori e fornitori, ma anche le associazioni di consumatori che rappresentano i clienti rimasti beffati da Mercatone Uno” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“In troppi hanno pagato per mobili che ora non riceveranno più. Serve una soluzione che tuteli anche loro” conclude Dona.

E-COMMERCE: poca trasparenza nei siti di elettrodomestici rigenerati/ricondizionati

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Unc in collaborazione con APPLiA Italia presenta un’indagine sui prodotti ricondizionati/rigenerati.  A confronto 14 siti che vendono e promuovono elettrodomestici.

Milano, 27 maggio 2019 – “Un quadro informativo tra luci e ombre, con alcuni significativi punti deboli nella trasparenza verso i consumatori” con queste parole Massimiliano Dona, Presidente di Unione Nazionale Consumatori, presenta l’indagine svolta tra gennaio-aprile del 2019 sui 14 siti internet che promuovono e/o vendono elettrodomestici rigenerati/ricondizionati.

L’iniziativa realizzata da UNC, in collaborazione con APPLiA Italia, ha interessato piccoli e grandi elettrodomestici, apparecchi d’informatica e di high-tech. Sono stati oggetto dell’indagine i seguenti 14 siti internet: Amazon Renewed, Astelav, Back Market, Centro Elettrodomestici Ricondizionati, Cycleon-Recare – Returne to Value, Elettro Discount, Ebay, Eprice, Evoluzione Casa, Mediamarket, Mondo Affari, Solo Stocks, Subito.it, WireShop.

Si precisa, inoltre, che alcuni operatori (come Back Market, Ebay e Subito.it) operano come intermediari; Elettro Discount opera come drop shipping; 

L’analisi, muovendo dalle segnalazioni pervenute agli sportelli di assistenza dell’Unione Nazionale Consumatori, si è focalizzata esclusivamente sulla relazione di consumo, cioè quella “business to consumer” (c.d. “B2C”), per cui non sono stati presi in considerazione gli operatori del mercato B2B (Cycleon-Recare – Returne to Value e Solo Stocks).

Per alcuni siti sono emerse criticità che i legali di UNC riassumono così:

  • mancata e/o generica indicazione del soggetto ricondizionatore, degli interventi effettuati e delle caratteristiche delle componenti utilizzate nel processo di ricondizionamento
  • mancata e/o generica indicazione di eventuali difetti estetici
  • presenza di clausole vessatorie come quelle inerenti al foro del consumatore o il diritto applicabile
  • mancata e/o generica informativa riguardante l’applicazione di garanzie post vendita
  • ostacoli al legittimo esercizio del diritto di recesso del consumatore
  • esclusione di responsabilità in caso di danni al prodotto intervenuti durante il trasporto
  • mancata indicazione delle informazioni circa la piattaforma ODR (Online Despute Regulation) e delle modalità di risoluzione alternativa delle controversie ai sensi del Regolamento UE n. 524/2013 e il D.Lgs. n. 130/

“In generale -commenta l’avvocato Dona- ci sembra di poter giudicare un quadro tra luci e ombre: sono particolarmente allarmanti alcune carenze informative sull’identità del soggetto che ha effettuato gli interventi sui prodotti o sui canali per ottenere un contatto con il venditore; solo una parte dei siti internet esaminati risulta sufficientemente trasparente e rispettosa della normativa di consumo. In particolare, notiamo una certa riluttanza degli operatori ad illustrare ai consumatori cosa si intende per prodotto ricondizionato/rigenerato (ad esempio, non è quasi mai spiegata la natura dell’intervento al quale è sottoposto il prodotto e questa circostanza può incidere sulla sicurezza stessa del prodotto oltre che sulla classe energetica). Tutti aspetti che abbiamo evidenziato nell’infografica pubblicata sul nostro sito www.consumatori.it. I casi più gravi riscontrati dai nostri legali saranno oggetto di una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.”

“Le criticità emerse dall’indagine realizzata in collaborazione con UNC non ci sorprendono” afferma Manuela Soffientini Presidente APPLiA Italia. “La legislazione in materia è carente e confusa: il DM 140/2016 infatti non regolamenta in modo chiaro ed esaustivo il tema del ricondizionamento a discapito della sicurezza del consumatore e della trasparenza del mercato. È necessario certificare innanzitutto l’identità dei soggetti ricondizionatori, definire le regole secondo cui operano e le loro responsabilità sugli interventi effettuati. Il tema delle garanzie post vendita ed una effettiva sorveglianza del mercato sono ulteriori aspetti fondamentali”.

APPLiA Italia è da tempo impegnata sulla corretta applicazione dei principi dell’economia circolare; anche per questo ha ripetutamente richiesto agli organi competenti di fare chiarezza sul tema del ricondizionato affinché tale processo possa essere attuato nel pieno rispetto delle norme di prodotto e ambientali.

A confronto i siti di prodotti rigenerati-ricondizionati

Dalle numerose segnalazioni giunte agli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori nasce l’indagine svolta dall’associazione tra gennaio-aprile del 2019 sui 14 siti internet che promuovono e/o vendono elettrodomestici rigenerati/ricondizionati.

Dalla ricerca è emerso “un quadro informativo tra luci e ombre -commenta il Presidente Massimiliano Dona- con alcuni significativi punti deboli nella trasparenza verso i consumatori”.

PRODOTTO RIGENERATO/RICONDIZIONATO: COSA DICE LA LEGGE

vediamo di delineare prima di tutto cosa si intende per prodotto rigenerato/ricondizionato:

Per “prodotto ricondizionato” si intende un “bene che dopo essere stato sottoposto ad un processo di riparazione e manutenzione, sia di tipo estetico che meccanico-funzionale viene immesso sul mercato” (Art. 2 comma 1, lett. c) del Regolamento recante criteri e modalità per favorire la progettazione e la produzione ecocompatibili di AEE di attuazione della direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).

Per “rigenerato” secondo la Cassazione si deve intendere un prodotto usato che, pur rimanendo tale, viene riportato allo stato di origine: il bene usato viene sottoposto a controlli di funzionalità e le componenti usurate o difettose vengono sostituite ricorrendo a ricambi originali (Cass. Pen. Sez. II, sent. n. 9133/2012: «rigenerati, ossia usati e ripristinati con l’integrazione di parti originali»).

Elementi caratterizzanti il fenomeno della rigenerazione secondo la giurisprudenza sono:
•  rimessa a nuovo del prodotto: il prodotto non è nuovo nel senso che non è immesso per la prima volta sul mercato, ma è rimesso a nuovo dal punto di vista della funzionalità e, quindi, garantisce le stesse prestazioni di un prodotto nuovo a tutti gli effetti;
•  ricorso a ricambi originali: il prodotto continua anche a seguito della rigenerazione a garantire lo stesso standard qualitativo del prodotto originale.
Se la rigenerazione avviene ricorrendo a ricambi originali, il prodotto è lecitamente commerciabile (Corte d’appello di Milano, sez. IV penale, sent. n. 1226/2011, confermata da Cass. Pen. Sez. II, sent. n. 9133/2012). Mentre, se la rigenerazione avviene ricorrendo a ricambi non originali, il prodotto potrebbe non essere conforme al modello offerto dalla società che aveva immesso sul mercato il bene e la condotta può essere penalmente rilevante.

Se a questo aggiungiamo che con un prodotto rigenerato/ricondizionato si può risparmiare dal 30 al 50 per cento del prezzo intero è ben comprensibile perché sempre più consumatori scelgano questo tipo di soluzione per acquistare prodotti hi-tech–smartphone, tablet, computer ma anche elettrodomestici.

Leggi a riguardo Prodotti rigenerati, convengono davvero?

L’INDAGINE DI UNC

L’indagine realizzata da UNC, in collaborazione con APPLiA Italia, ha interessato piccoli e grandi elettrodomestici, apparecchi d’informatica e di high-tech. Sono stati oggetto dell’indagine i seguenti 14 siti internet: Amazon Renewed, Astelav, Back Market, Centro Elettrodomestici Ricondizionati, Cycleon-Recare – Returne to Value, Elettro Discount, Ebay, Eprice, Evoluzione Casa, Mediamarket, Mondo Affari, Solo Stocks, Subito.it, WireShop.

Si precisa, inoltre, che alcuni operatori (come Back Market, Ebay e Subito.it) operano come intermediari; Elettro Discount opera come drop shipping; 

L’analisi, muovendo dalle segnalazioni pervenute agli sportelli di assistenza dell’Unione Nazionale Consumatori, si è focalizzata esclusivamente sulla relazione di consumo, cioè quella “business to consumer” (c.d. “B2C”), per cui non sono stati presi in considerazione gli operatori del mercato B2B (Cycleon-Recare – Returne to Value e Solo Stocks).

UN MERCATO TRA LUCI E OMBRE

Dall’analisi realizzata da UNC sono emerse per alcuni siti criticità che i legali dell’associazione riassumono così:

  • mancata e/o generica indicazione del soggetto ricondizionatore, degli interventi effettuati e delle caratteristiche delle componenti utilizzate nel processo di ricondizionamento
  • mancata e/o generica indicazione di eventuali difetti estetici
  • presenza di clausole vessatorie come quelle inerenti al foro del consumatore o il diritto applicabile
  • mancata e/o generica informativa riguardante l’applicazione di garanzie post vendita
  • ostacoli al legittimo esercizio del diritto di recesso del consumatore
  • esclusione di responsabilità in caso di danni al prodotto intervenuti durante il trasporto
  • mancata indicazione delle informazioni circa la piattaforma ODR (Online Despute Regulation) e delle modalità di risoluzione alternativa delle controversie ai sensi del Regolamento UE n. 524/2013 e il D.Lgs. n. 130/

PER LEGGERE QUANTO EMERSO DALL’INDAGINE SCARICA L’INFOGRAFICA

I COMMENTI DELLE ASSOCIAZIONI

Secondo l’avvocato Dona: “sono particolarmente allarmanti alcune carenze informative sull’identità del soggetto che ha effettuato gli interventi sui prodotti o sui canali per ottenere un contatto con il venditore; solo una parte dei siti internet esaminati risulta sufficientemente trasparente e rispettosa della normativa di consumo. In particolare, notiamo una certa riluttanza degli operatori ad illustrare ai consumatori cosa si intende per prodotto ricondizionato/rigenerato (ad esempio, non è quasi mai spiegata la natura dell’intervento al quale è sottoposto il prodotto e questa circostanza può incidere sulla sicurezza stessa del prodotto oltre che sulla classe energetica). I casi più gravi riscontrati dai nostri legali saranno oggetto di una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.”

“Le criticità emerse dall’indagine realizzata in collaborazione con UNC non ci sorprendono” afferma Manuela Soffientini Presidente APPLiA Italia. “La legislazione in materia è carente e confusa: il DM 140/2016 infatti non regolamenta in modo chiaro ed esaustivo il tema del ricondizionamento a discapito della sicurezza del consumatore e della trasparenza del mercato. È necessario certificare innanzitutto l’identità dei soggetti ricondizionatori, definire le regole secondo cui operano e le loro responsabilità sugli interventi effettuati. Il tema delle garanzie post vendita ed una effettiva sorveglianza del mercato sono ulteriori aspetti fondamentali”.

APPLiA Italia è da tempo impegnata sulla corretta applicazione dei principi dell’economia circolare; anche per questo ha ripetutamente richiesto agli organi competenti di fare chiarezza sul tema del ricondizionato affinché tale processo possa essere attuato nel pieno rispetto delle norme di prodotto e ambientali.

Autore: Simona Volpe
Data: 27 maggio 2019