Archivio mensile:Marzo 2013

Mobili difettosi, come far valere i propri diritti

mobile difettoso

Sono molti i casi di mobili difettosi segnalati agli sportelli dell’UNC da consumatori che il più delle volte denunciano un rimpallo di responsabilità tra venditore e produttore nel momento in cui sorge un problema.

Facciamo subito chiarezza: è il negoziante ad essere responsabile del prodotto difettoso durante i primi due anni dall’acquisto. Si tratta della garanzia legale che entra in gioco ogni volta in cui il consumatore riscontra delle difformità dell’articolo acquistato rispetto alle caratteristiche dichiarate nella pubblicità, sulla confezione o dal venditore.

Un caso molto frequente riguarda i difetti di conformità che sopraggiungono dopo il montaggio dei mobili acquistati: anche in questo caso è possibile far valere la garanzia legale sul venditore.

Riassumendo, dunque, la garanzia legale ha queste caratteristiche:

  • è valida due anni dalla consegna del bene;
  • è obbligatoria per legge;
  • è inderogabile (cioè non subisce eccezioni);
  • può essere fatta valere dal consumatore direttamente nei confronti del venditore (e non del produttore, salvo che non si voglia far valere la garanzia contrattuale).

Il consumatore, il cui bene abbia un difetto di conformità, deve rivolgersi dunque al rivenditore che è l’unico soggetto responsabile nei suoi confronti, a prescindere dal fatto che il difetto dipenda da un altro soggetto della catena distributiva: il cliente, per esercitare i suoi diritti, ha l’onere di denunciare il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui l’ha constatato, per iscritto mediante lettera raccomandata A/R o per e-mail o per fax.

Facendo valere la garanzia legale il consumatore ha diritto, a sua scelta, alla riparazione o alla sostituzione del bene difettoso da parte del venditore, senza addebito di spese. Solo se il venditore non provvede a riparare o sostituire il bene entro il termine congruo (o la riparazione effettuata in precedenza ha portato notevoli inconvenienti) il consumatore può arrivare a chiedere la risoluzione del contratto.

Accanto alla garanzia legale di conformità, il Codice del Consumo prevede la possibilità di offrire, gratuitamente oppure a pagamento, una garanzia convenzionale che non può limitare o escludere quella legale e che può comprendere servizi aggiuntivi di assistenza oppure semplicemente allungare il tempo previsto per la garanzia.

Leggi anche Come difendersi dalle truffe nel settore dell’arredamento.

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Autore: Simona Volpe
Data: 31 luglio 2019

Casa: ISTAT, dal 2010 prezzi giù del 17,2%

Nel primo trimestre 2019 l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, diminuisce dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% nei confronti dello stesso periodo del 2018 (era -0,5% nel quarto trimestre 2018). Lo rileva l’Istat.

La flessione tendenziale dell’IPAB è da attribuire unicamente ai prezzi delle abitazioni esistenti che registrano una variazione negativa pari a -1,3% (era -0,7% nel trimestre precedente). I prezzi delle abitazioni nuove, invece, aumentano su base tendenziale dell’1,7% mostrando un’accelerazione rispetto al +0,6% del quarto trimestre del 2018.

Questi andamenti si manifestano in un contesto di crescita persistente dei volumi di compravendita (+8,8% l’incremento tendenziale registrato per il primo trimestre del 2019 dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate per il settore residenziale).

Su base congiunturale la lieve diminuzione dell’IPAB (-0,5%) è dovuta sia ai prezzi delle abitazioni nuove sia a quelli delle abitazioni esistenti che diminuiscono rispettivamente dello 0,5% e dello 0,6%.

Rispetto alla media del 2010, primo anno per il quale è disponibile la serie storica dell’IPAB, nel primo trimestre 2019 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 17,2%, a causa esclusivamente delle abitazioni esistenti i cui prezzi sono diminuiti del 23,7% mentre per quelli delle abitazioni nuove si registra complessivamente un aumento, seppur debole (+0,8%).

Il peso delle abitazioni nuove continua a diminuire ed è pari a 16,6% (era quasi il 35% nel 2010) contro l’83,4% delle abitazioni esistenti.

In Italia i prezzi delle abitazioni avevano chiuso il 2018 in flessione (unico Paese dell’Eurozona, dove invece sono cresciuti di più di 4 punti) ed i primi dati del 2019 ne confermano la debolezza. Ciò a fronte di un crescita delle compravendite di abitazioni che persiste dal 2014 confermando, così, la vischiosità dei prezzi rispetto all’andamento della domanda. In questo quadro un segnale di ripresa viene dai prezzi delle abitazioni nuove, che crescono su base annua per il sesto trimestre consecutivo

Tutti al mare? No, il 24,6% delle vacanze è in montagna

Non tutti scelgono il mare per le vacanze. Secondo i dati ufficiali Istat, se nel 2018 il mare si conferma il luogo più scelto, il 45,6% delle vacanze di piacere o svago, il 24,6% del totale delle vacanze è ambientato in montagna o in collina. E’ bene, quindi, dare alcuni consigli su come ci si deve comportare in alta quota. Non c’è, infatti, solo il rischio valanghe. Spesso, senza allenamento e conoscenze adeguate, ci si avventura in escursioni pericolose. E’ necessaria maggiore informazione e preparazione per evitare problemi. Di seguito i consigli dell’Unione Nazionale Consumatori:

  1. Guardate le previsioni del tempo prima di avventurarvi in un’escursione. In alta montagna, indispensabili anche le informazioni nivologiche.
  2. Siamo noi che dobbiamo adattarci alla montagna e non viceversa. Capita spesso, ad esempio, avendo fatto ore di viaggio in macchina per poter fare l’escursione, di volerla fare lo stesso anche se il tempo è cattivo: è da irresponsabili!
  3. Partite presto (non verso le 10) e tornate prima. Bisogna, infatti, rientrare prima, non solo per evitare il rischio di trovarsi nell’oscurità ma anche per evitare il maltempo ed i temporali, più frequenti di pomeriggio.
  4. Non avventuratevi mai da soli, possibilmente andate con qualcuno più esperto di voi.
  5. Studiate con attenzione l’itinerario ed il suo grado di difficoltà. Anche se siete bravi e competenti, è bene informarsi da persone esperte del luogo sui possibili pericoli. Scegliete un sentiero adatto alle vostre capacità e al vostro fisico. Tornare stanchi morti significa aumentare il rischio di incidenti. L’allenamento è fondamentale.
  6. Abbigliamento adeguato. No alle improvvisazioni. No, quindi, a scarpe da ginnastica ma scarponcini da montagna. Controllate sempre l’attrezzatura. Portarsi un maglione di scorta.
  7. Se piove non correte sui sentieri scivolosi.
  8. Lo zaino deve avere uno schienale rigido. Non deve essere di grandi dimensioni. Le bretelle devono essere regolabili, larghe e ben imbottite, dotate di fibbie sicure e facilmente sganciabili. Ci deve essere una cintura addominale con fibbia per fare aderire lo zaino alla colonna vertebrale, in modo che non sobbalzi durante la camminata.
  9. Attenti alle insolazioni. Per via dell’altitudine, ci si scotta più facilmente che al mare. Se poi c’è anche la neve, l’albedo (la riflessione) provocata dal biancore amplifica l’effetto del sole. Non dimenticate, quindi, creme per un’adeguata protezione solare. Utile anche una crema per le labbra.
  10. Disidratazione. Non sottovalutate la disidratazione, reintegrate i liquidi. Il minor caldo rende meno evidenti i sintomi della sete.

Un discorso a parte per i fulmini. La montagna è un luogo molto esposto ai fulmini. In aggiunta alcuni percorsi di montagna sono attrezzati con funi o scale metalliche che possono “attirare” il fulmine. Alcuni consigli:

  • Allontanate da voi gli oggetti metallici, a punta o lunghi, dalla piccozza ai bastoni;
  • Spegnete il cellulare o altri apparecchi elettrici;
  • Cercare spazi lontano dagli alberi, specie se isolati, alti o sporgenti e assumete una posizione accucciata;
  • Cercate di scendere di quota o di trovare un rifugio chiuso;
  • State lontani dalle parti “ferrate” del percorso.

Inutile dire che la montagna non è adatta a tutti, specie se andate in alta quota. Se, ad esempio, avete particolari patologie, come l’ipertensione, fatevi consigliare dal vostro medico di fiducia. Buona passeggiata a tutti!

Autore: Mauro Antonelli
Data: 30 luglio 2019

Ristorante etnico che passione! Ma attenzione…

ristorante etnico

Sono sempre più numerosi gli italiani che amano la cucina etnica e si concedono, quando possibile, un pranzo o una cena in uno dei numerosissimi ristornati diffusissimi nelle città.

Occorre però prestare attenzione quando si va a mangiare in ristoranti che servono cucine di altri Paesi (e non) per evitare spiacevoli sorprese.

Irregolarità nei ristoranti: maxi sequestro e chiusura di alcune attività

Recentemente le forze dell’ordine, a seguito di controlli mirati, hanno dato il via ad una maxi operazione su fornitori e ristoranti etnici.

Su oltre 500 attività controllate ben 242 presentavano irregolarità di vario tipo, in 22 casi sono state riscontrare condizioni di rispetto delle norme igienico sanitarie assolutamente scadenti sia nelle cucine che negli alimenti, il che ha portato alla chiusura immediata del ristorante.

Nell’ambito di queste indagini sono state sequestrate enormi quantità di cibo: 128 tonnellate.

Agli italiani piace la cucina etnica

La cucina etnica ha sempre più un ruolo di primo piano nelle abitudini alimentari nostrane, almeno un italiano su tre la consuma più volte durante l’anno.

Nel periodo che va dal 2012 al 2017 le attività commerciali specializzate in cucina straniera sono aumentate del 40%, dato che è destinato a crescere nel prossimo periodo.

Il giro di affari che riguarda questo tipo di ristorazione si aggira intorno ai 4 miliardi di euro, su un complessivo di 80 miliardi per l’intero settore.

A cosa stare attenti

Molto spesso i ristoranti etnici offrono la forma dell’all you can eat (dove pagando una cifra fissa si può mangiare quel che si vuole) specialmente in attività che servono cucina di tipo orientale.

Occorre prestare particolare attenzione ad alcuni elementi, specialmente quando, come nel caso del sushi, si mangia pesce crudo.

Il pericolo maggiore è rappresentato dalla possibile presenza di anisakis, piccolo verme parassita di molti pesci. Per evitare questo pericolo il pesce da consumare crudo deve essere previamente “abbattuto”, ovvero congelato a circa -20°C per 12 – 24 ore.

Se mal conservato possono esserci altre contaminazioni microbiche in grado di provocare intossicazioni alimentari; questo pericolo viene eliminato con una adeguata cottura. Non si può escludere che molti ristoranti “all you can eat” utilizzino come materia prima pesce congelato che costa molto meno di quello fresco e, paradossalmente, dà maggiori garanzie igienico sanitarie.

Ecco alcune indicazioni da seguire quando si va a mangiare in ristoranti all you can eat:

  • tutti i ristoranti debbono seguire un manuale di autocontrollo che deve essere reso visibile. Se questo manca evitate di sedervi
  • controllate lo stato di igienicità del locale e del personale. Un utile indicatore è la pulizia dei servizi
  • prima di mangiare controllate l’aspetto di quello che vi viene servito e annusate il cibo. Se avvertite odori anomali o osservate consistenza e/o colorazioni sospette non mangiate.
  • Nel caso che dopo aver mangiato avvertiate dei disturbi rivolgetevi alla ASL segnalando quanto successo.
  • Come accennato il basso costo potrebbe essere dovuto alla utilizzazione di materie prime surgelate; non potete quindi aspettarvi una qualità organolettica eccelsa.

E se volete ordinare prodotti a domicilio, attività in continua crescita, ecco alcuni consigli da seguire.

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Autore: Lorenzo Cargnelutti
Data: 30 luglio 2019

In viaggio in auto per le vacanze

Finalmente state per partire per le agognate vacanze. Un meritato riposo dopo un anno di lavoro. E’ bene, però, iniziarle con il piede giusto per non rovinarsele prima ancora che comincino. Un tempo le fabbriche chiudevano il 1° agosto e gli italiani partivano tutti nello stesso giorno.

Oggi le partenze sono più scaglionate, più intelligenti. Comunque è bene evitare le giornate da bollino rosso, consultando il calendario con le previsioni del traffico. Anche il giorno della partenza è bene informarsi. Notizie aggiornate sono disponibili tramite i canali del C.C.I.S.S. (numero gratuito 1518, siti web www.cciss.it e mobile.cciss.it, applicazione iCCISS per iPHONE, canale Twitter del CCISS), le trasmissioni di Isoradio (103,3 Mhz), i notiziari di Onda Verde sulle tre reti Radio-Rai e sul Televideo RAI. Per informarsi sullo stato del traffico sulla rete stradale di competenza Anas è disponibile il numero unico 800.841.148 ed è possibile utilizzare l’applicazione “VAI” (Viabilità Anas Integrata) visitabile sul sito www.stradeanas.it. Altre informazioni sulla rete autostradale sono disponibili sui siti delle singole concessionarie autostradali. Insomma, le fonti non mancano.

E mentre viaggiate, leggete i messaggi sui pannelli a messaggio variabile che trovate agli ingressi delle autostrade o lungo il percorso.

Di seguito alcuni consigli per viaggiare in auto in sicurezza:

1)     Prima di partire, controllare l’efficienza del veicolo. In particolare la pressione e l’usura delle gomme, i freni, il funzionamento delle luci, specie quelle posteriori, i tergicristalli, olio e liquido di raffreddamento. Se il viaggio è lungo e la macchina è vecchia, fate fare un controllino al vostro meccanico di fiducia. Verificate di avere con voi tutti i documenti di guida.

2)     Occhio ai bagagli. State attenti perché i bagagli, in caso di incidente, potrebbero rivelarsi dei veri e propri proiettili. Posizionare borse, sacchi sopra il ripiano del bagagliaio è pericolosissimo, in caso d’urto ci arriveranno addosso.

3)     Limiti di velocità. Inutile dire che vanno rispettati. Non tutti si ricordano, però, che in caso di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura, la velocità massima non può superare i 110 km/h per le autostrade ed i 90 km/h per le strade extraurbane principali.

4)     Non distraetevi. Non è solo il cellulare. Mentre si guida non si dovrebbe neanche mangiare, bere, consultare il navigatore, scattare selfie, postare sui social, regolare l’autoradio, accendere la sigaretta, cercare qualcosa nel portaoggetti, litigare con altri passeggeri o guardare cosa è accaduto nella corsia opposta. Troppi tamponamenti, infatti, avvengono proprio in occasione di altri incidenti, perché si rallenta improvvisamente per vedere cosa è successo. In una parola: non dovete mai distogliere lo sguardo dalla strada, neanche quando parlate con qualcuno (pessima abitudine!).

5)     Distanza di sicurezza. Alcuni sono convinti che sia di cinquanta metri. Sbagliato! Non è scritto da nessuna parte. E’ una leggenda metropolitana. Solitamente a 50 Km/h si raccomandano almeno 25 metri (due autobus); a 90 Km/h, 40 metri (due autotreni e un’auto piccola); a 130 Km/h, 130 metri (più di 7 autotreni). Chi sta appiccicato all’auto che lo precede è costretto a concentrare l’attenzione su quest’ultima e così non può avere una guida difensiva, prevenendo gli eventuali ostacoli.

6)     Corsie di emergenza. In caso di guasto, ricordatevi che il veicolo fermo, fuori dei centri abitati, va segnalato. Ricordatevi del triangolo. Inoltre, prima di scendere dal veicolo, sottolineiamo il prima, dovete indossare giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità. Tale obbligo sussiste anche se il veicolo si trova sulle corsie di emergenza o sulle piazzole di sosta. Prima di scendere, controllate che non stiano arrivando veicoli. Tutti sappiamo che è vietato circolare sulle corsie d’emergenza. Pochi sanno, però, che la sosta d’emergenza non deve protrarsi oltre le tre ore. Durante la sosta di notte, in caso di visibilità limitata, devono sempre essere tenute accese le luci di posizione.

7)     Colpi di sonno. Troppo spesso non siamo consapevoli del nostro effettivo grado di sonnolenza e sopravvalutiamo la nostra capacità di resistere al sonno, nonostante sbadigli, palpebre pesanti, bruciore agli occhi ecc ecc. Molti non si fermano nemmeno dopo essere andati a zig zag o aver fatto brusche manovre, ossia dopo essersi già miracolosamente salvati. Quindi, meglio prevenire. Le ore più a rischio sono di notte e alle prime ore del mattino. Evitare pasti abbondanti o difficili da digerire e l’ingestione di bevande alcoliche. Bevete acqua per evitare la disidratazione. Attenzione ai farmaci che prendete, soprattutto non prendeteli di vostra iniziativa. Fate soste almeno ogni due ore, scendendo per sgranchirvi le gambe. Non cercate di stare svegli a tutti i costi con caffè, radio accesa e finestrino aperto. Meglio fare un riposino, minimo 20 minuti di sonno, e poi ripartire. Se la notte prima avete dormito meno di 5 ore, rinviate il viaggio.

8)      Sorpasso. E’ nel momento del sorpasso che in autostrada avvengono spesso incidenti. L’utente che viene sorpassato deve agevolare la manovra e non accelerare. Mantenete la distanza di sicurezza anche nelle fasi del sorpasso, altrimenti non consentite al veicolo che vi precede di comprendere le vostre intenzioni e, se uscite dalla scia all’ultimo momento, rischiate di ritrovarvi stretto contro il guard-rail. Guardate sempre anche nello specchietto esterno ed adoperate le frecce con un certo anticipo. Quando sorpassate un camion, attenti al vuoto d’aria, potrebbe determinare uno spostamento della vettura.

9)     Due è sempre meglio di una. Le mani sempre sul volante è una regola che ci viene insegnata a scuola guida, ma poi la dimentichiamo. La mano fissa sul cambio è da evitare.

10) Sicurezza passiva. Le cinture di sicurezza le devono mettere tutti gli occupanti del veicolo di età superiore a tre anni, non solo chi sta nei sedili anteriori, salvo rare eccezioni (ad es. donne incinta con certificato medico che comprovi un rischio). I bambini di statura inferiore a 1,50 m devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, adeguato al loro peso. Quando si parla di sicurezza passiva si dimentica spesso il poggiatesta. E’ invece importantissimo per ridurre i rischi di gravi lesioni alle vertebre cervicali. Se regolabile, va sollevato finché il suo bordo superiore non si trova all’altezza del margine superiore della testa ed in modo che la distanza tra la sua superficie e la testa non superi i 10 cm.

Buon viaggio a tutti e, soprattutto, buone vacanze!

Autore: Mauro Antonelli
Data: 31 luglio 2019

Noleggio, come evitare sorprese al rientro

autonoleggio 2Dopo aver riconsegnata l’auto a noleggio, potreste ricevere una richiesta per danni: il preventivo deve essere circostanziato e documentato con fotografie, che potrete utilizzare per una valutazione dal vostro carrozziere di fiducia sulla congruità del preventivo stesso.

Se siete certi che nessun danno era visibile alla riconsegna (per questo sarebbe bene fare alcune foto del veicolo. Leggi a riguardo “Noleggio senza rischi (il ritiro – l’utilizzo – la riconsegna), contestate il preventivo e diffidate il punto di noleggio ad addebitare alcunché sulla vostra carta di credito; avvertite preventivamente la banca che gestisce la vostra carta che potreste dover disconoscere degli addebiti non dovuti da parte del punto di noleggio.

Entro i 120 giorni circa dalla riconsegna, potreste ricevere richiesta di rimborso di multe notificate all’azienda di noleggio per infrazioni rilevate durante il periodo del vostro noleggio; vi devono inviare copia del verbale e dovete verificare se lo stesso è stato notificato entro i 90 giorni dalla data dell’infrazione.

Se è stato notificato dopo i 90 giorni, l’Azienda di noleggio non deve pagare e naturalmente neanche voi e quindi rispedite il tutto al mittente; se invece è stata notificata entro i termini, dovete pagare, a meno che non possiate fornire prove certe dell’infondatezza della multa per permettere all’Azienda di noleggio di fare ricorso.

Se la multa prevede decurtazione di punti, la notifica arriva direttamente a voi perché l’Azienda di noleggio avrà notificato, alla ricezione del verbale, i vostri dati come conducente del veicolo al momento dell’infrazione e dovrete vedervela voi direttamente con l’amministrazione che ha emesso il verbale.

Leggi anche Noleggio: la prenotazione e il contratto

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Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 30 luglio 2019

Il ritiro, l’utilizzo e la riconsegna dell’auto a noleggio

A cosa prestare attenzione quando si ritira un’auto a noleggio? E durante l’utilizzo e alla riconsegna?

Vediamo nel dettaglio:

Al ritiro: se non avete accettato la cancellazione della franchigia (Leggi a riguardo “Auto a noleggio: la prenotazione e il contratto”), ispezionate attentamente l’esterno dell’auto a noleggio, per verificare eventuali danni a carrozzeria e cristalli e, se del caso, fateli riportare sul contratto; verificate anche l’esistenza della ruota di scorta e degli attrezzi di bordo, sia per evitare contestazioni al rientro e soprattutto per non trovarsi nei guai. Prima di partire, se non avete esperienza con lo specifico modello, spendete qualche minuto per familiarizzare con i comandi principali e le segnalazioni del quadro strumenti; controllate che l’indicatore di livello carburante segnali il pieno e verificate di avere sottomano il numero per le emergenze. Dopo questo rapido check siete pronti a mettervi in viaggio.

Durante l’utilizzo: l’auto a noleggio è assicurata contro il furto e anche contro danni da collisione, ma se parcheggiate e ve ne andate a spasso con le chiavi nel cruscotto, oppure fate condurre il veicolo da un terzo non registrato e sbatte contro un parapetto per negligenza o imperizia, la compagnia assicuratrice potrebbe rivalersi su di voi. Utilizzate, dunque, la normale diligenza se usate il veicolo per percorrenze e tempo apprezzabile, controllando il livello dei liquidi e la pressione delle gomme. Se avete un incidente, che non blocca il veicolo, compilate il modulo di constatazione amichevole (il CID) attentamente, per consegnarlo al rientro; se l’incidente blocca il veicolo chiamate il numero di emergenza per il recupero del veicolo e la sua sostituzione per completare il periodo di noleggio. Se ci sono feriti o comunque lesioni (vostre o di altri), preoccupatevi di avere la documentazione medica relativa per l’assicurazione.Comunque, in caso di incidente, usate il vostro smartphone per fotografare la scena, i danni e il contesto stradale.

Al rientro: lasciatevi un margine di tempo utile per la riconsegna del veicolo; arrivare tardi con l’aereo o il treno che sta per partire e quindi lasciare le chiavi in una cassetta può essere comodo, ma vi espone a rischi di piccoli abusi che non potrete più controllare. La cosa migliore è organizzarsi per riconsegnare il veicolo nelle ore di apertura del punto di noleggio e far accettare il veicolo da un addetto: eventuali danni dovranno esservi contestati, insieme alle eventuali modalità di valorizzazione degli stessi. Riceverete fattura per posta o email e l’addebito sulla vostra carta di credito. Se invece dovete lasciare le chiavi e correre, sarebbe buona cosa fotografare il veicolo nel parcheggio del punto di noleggio per documentarne il rientro e l’assenza di danni, oppure l’estensione dei medesimi.

Leggi anche Noleggio: come evitare sorprese al rientro

Autore:
Unione Nazionale Consumatori
Data: 30 luglio 2019

La prenotazione e il contratto dell’autonoleggio

L”offerta nel settore dell’autonoleggio è molto ampia, con una forte concorrenza che permette di risparmiare, ma che nasconde alcune trappole.E’ possibile scegliere tra piccole organizzazioni locali di autonoleggio oppure le grandi catene con prenotazione centralizzata, ideali se l’auto serve come proseguimento del viaggio in aereo o in treno.

Ecco, dunque, a cosa prestare attenzione prima di noleggiare un’auto:

In generale: la vettura è coperta da assicurazione RCA e Kasko, ma voi siete responsabili per eventuali danni che eccedono la franchigia della polizza Kasko; vi sarà richiesto se accettate un supplemento alla tariffa giornaliera per cancellare la franchigia, che vi raccomandiamo di accettare, a scanso di difficili discussioni al rientro.

Vi sarà anche proposta una tariffa giornaliera per l’assicurazione del conducente, in caso di danni fisici nel corso del noleggio: valutate bene le coperture che già avete e il costo che vi viene proposto perché di solito è abbastanza vantaggioso.

Per quanto riguarda la riconsegna, se è un punto diverso da quello di noleggio vi potrà essere richiesto uno specifico supplemento; inoltre potrebbero essere previste tariffe accessorie per seggiolino bimbo, catene da neve, navigatore (fate attenzione: il seggiolino bimbo deve essere specificato nella prenotazione).

Infine se riconsegnate la vettura senza il pieno, è previsto un costo aggiuntivo a quello del carburante, salvo diversi accordi con il noleggiatore.

Alla prenotazione: siate molto precisi su luogo e data di ritiro e di riconsegna; chiedete cosa fare in caso di cambio di programma, a chi comunicarlo e a quale costo.

Siate anche molto precisi sul tipo di veicolo che vi serve; le grandi catene offrono una scelta molto ampia, ma non tutti i punti noleggio hanno disponibile l’intera gamma, quindi, se vi serve ad esempio una multi spazio, è bene che vi accertiate in tempo se è disponibile nel punto di noleggio di riferimento. Verificate i criteri di ammissibilità del cliente e dei guidatori alternativi.

Vi sarà richiesto il numero di una carta di credito, al quale addebitare eventuali penali, nel caso che non ritiriate il veicolo secondo prenotazione; è prassi comune che vi sia richiesto un anticipo a valere sul costo finale del noleggio. Per tariffe “flat” vi può essere chiesto di versare l’intero importo, salvo conguaglio al rientro a cura del punto di noleggio.

Abbiate cura di chiedere e conservare con cura la documentazione della prenotazione (cosa avete prenotato, quanto pagato e a che titolo).

La relazione contrattuale: se state noleggiando come privati consumatori, il contratto di noleggio rientra nella tipologia di contratto di servizi ed è tutelato dal Codice del Consumo.

Il pagamento in contanti è normalmente escluso, salvo il deposito di un corposo anticipo, che per legge non può superare i 1.000 euro; il mezzo di pagamento più utilizzato è la carta di credito, che sarà verificata prima della firma del contratto.

È prassi comune, che vi sia chiesto di autorizzare preventivamente un futuro addebito a garanzia di eventuali danni non coperti dall’assicurazione; la vostra firma non genera un addebito, ma una specie di impegno sul vostro conto: la banca non eroga denaro, ma abbassa la disponibilità sul conto, fino a quando la somma non sarà incassata come parte del costo del noleggio o annullata, quindi attenzione a non trovarvi scoperti da disponibilità della carta durante le agognate vacanze.

Al momento del noleggio, dovrete esibire patente e documento di riconoscimento, vostro e di ogni altro eventuale guidatore del veicolo. Tenete conto che ogni azienda di noleggio può legittimamente stabilire criteri di ammissibilità del cliente, quali età minima, età massima, anzianità di patente, e quindi rifiutare il noleggio se tali criteri non sono rispettati.

Infine, se il tipo di vettura che avete prenotato non è disponibile e vi siete presentati nel rispetto degli accordi di prenotazione, il punto vendita deve offrirvi un mezzo di categoria superiore alle stesse condizioni di quello che avete prenotato. Attenzione però: se lo accettate, non potrete poi rivendicare il maggior costo di carburante.

Leggi anche Noleggio senza rischi (il ritiro – l’utilizzo – la riconsegna) e Noleggio: come evitare sorprese al rientro

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Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 30 luglio 2019

 

I nostri consigli sul noleggio dell’auto

Se vi state organizzando qualche giorno di relax durante le vacanze e avete deciso di noleggiare un’auto, prima di scegliere a chi rivolgersi leggete la nostra guida su come scegliere l’auto e a cosa fare attenzione nel contratto.  Il nostro speciale sull’autonoleggio, può essere un utile contributo per evitare spiacevoli sorprese.

Il settore è molto ampio e variegato e districarsi tra le varie offerte non è facile, per questo motivo abbiamo pensato di realizzare, in questo periodo di partenze, un’utile guida, divisa in tre parti dedicate: la prima alla prenotazione e alla relazione contrattuale, la seconda alle fasi di ritiro, utilizzo e riconsegna dell’auto e infine la terza su come evitare brutte sorprese al rientro.

1) Noleggio: la prenotazione e il contratto

2) Noleggio senza rischi (il ritiro – l’utilizzo – la riconsegna)

3) Noleggio: come evitare sorprese al rientro

In generale, possiamo dire che, in fase di prenotazione autonoleggio è bene confrontare le tariffe su Internet e scegliere un’auto conforme alle proprie esigenze, ricordando che le auto più piccole e di minore cilindrata costano e consumano di meno. Se servono seggiolini, catene, navigatore o altri optional valutate se portarli da casa perché noleggiarli con l’auto comporta un aumento del prezzo non indifferente; non risparmiate invece sull’assicurazione che vi tutelerà in caso di problemi: la vettura è coperta da assicurazione RCA e Kasko, ma siete responsabili per eventuali danni che eccedono la franchigia della polizza Kasko; in fase di prenotazione vi sarà richiesto se accettate un supplemento alla tariffa giornaliera per cancellare la franchigia, che vi raccomandiamo di accettare, a scanso di difficili discussioni al rientro. Potrebbe esserci anche una tariffa giornaliera per l’assicurazione del conducente, in caso di danni fisici nel corso del noleggio: valutate bene le coperture che già avete e il costo che vi viene proposto perché di solito è abbastanza vantaggioso.

Infine, un altro consiglio riguarda la riconsegna: meglio organizzarsi per tempo e restituire il veicolo durante le ore di apertura del punto di noleggio, controllando con l’addetto lo stato dell’auto per evitare poi brutte sorprese nei giorni successivi. Ricordate, infine, di fare il pieno di carburante: la penale in caso contrario può essere davvero molto salata.

Per saperne di più scarica la nostra guida Autonoleggio: le buone regole.

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Autore: Unione Nazionale Consumatori
Data: 30 luglio 2019

Il notaio risponde su… rent to buy

Quali imposte si pagano sul rent to buy? E’ conveniente?

Bisogna distinguere se chi concede il godimento in vista della futura vendita è un privato o un’impresa, e bisogna distinguere anche tra imposte dirette (a carico del proprietario/ venditore) e indirette (a carico del conduttore/acquirente).

Il trattamento fiscale è stato chiarito dall’Agenzia delle Entrate in un’apposita circolare esplicativa (n. 4/E del 19 febbraio 2015). In ogni caso, per valutare vantaggi o svantaggi fiscali è necessario valutare la specifica posizione del venditore, facendo un’analisi economica e fiscale del singolo caso. Anche per questo motivo il cliente ha bisogno fin dall’inizio della collaborazione di un professionista così da evitare eventuali danni futuri.

Guida “Rent to buy” Consiglio Nazionale del Notariato