Archivio mensile:Marzo 2013

Poltronesofà, la promozione quanto durerà?

Poltronesofà

“La promozione scade domenica”: claim decisamente accattivante se non fosse per il fatto che, la settimana successiva, stessa storia, stessa promozione. Per questo motivo, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha costretto Poltronesofà a modificare i messaggi pubblicitari rendendoli rispettosi della normativa e dei consumatori.

Quando la promozione è in scadenza ma non scade mai…

Ci abbiamo fatto quasi l’abitudine: ogni volta che vedevamo o sentivamo una pubblicità di Poltronesofà compariva puntuale l’avviso che la promozione in questione sarebbe finita nel weekend. Se ci occorreva un divano, quindi avremmo fatto bene ad acquistarlo in tutta fretta!

Salvo poi, la settimana dopo, rivedere e risentire, che la stessa promozione fosse in realtà valida anche per la settimana successiva e quella dopo: per mesi e mesi sempre lo stesso schema.

Questa campagna pubblicitaria martellante non ha convinto affatto la nostra associazione che più volte ha segnalato come tale atteggiamento fosse forviante nei confronti del consumatore e il nostro Presidente Massimiliano Dona ne ha parlato in uno dei suoi video.

Guarda il video “Cosa sbaglia PoltroneSofà”

L’intervento dell’Antitrust

L’azienda non è nuova a questo tipo di pubblicità: infatti era già stata multata nel 2014 di 500 mila euro per pratica commerciale scorretta. Il Codice del consumo, considera scorretta qualsiasi promozione che, contrariamente al vero, cerca di fare leva sul prodotto che sarà disponibile solo a condizioni particolari e per un periodo di tempo limitato.

Ma Poltronesofà ha recentemente riproposto le “promozioni a finta scadenza” e l’Antitrust raccogliendo le varie segnalazioni ha costretto la società a cambiare immediatamente gli spot.

Fa sapere la stessa Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in una nota, che “il professionista è intervenuto modificando le proprie comunicazioni promozionali che risultano allo stato adeguatamente circostanziate con riferimento all’oggetto della promozione, allo sconto praticato, nonché alla durata delle promozioni che indicano chiaramente la data di scadenza delle stesse”.

Oltre a questo, la società fondata a Forlì nel 1955, ha dovuto modificare anche il claim presente nello spot “Poltronesofà, gli artigiani della qualità”, che è diventato “Poltronesofà, autentica qualità”.

Insomma dopo tutte queste peripezie vien da chiedersi (ironicamente ma non troppo): “Poltronesofà, la promozione quanto durerà ?”

Autore: Lorenzo Cargnelutti
Data: 23 ottobre 2019

Inflazione: ecco le città e le regioni con i maggiori rincari

L’Istat ha reso noto l’inflazione di settembre, +0,3% su base annua. Un’ottima notizia, dato che più l’inflazione è bassa più aumenta il potere d’acquisto delle famiglie e la casalinga di Voghera, andando al mercato a fare la spesa, risparmia o, per essere più precisi, subisce minori rincari. Non vanno confuse, infatti, come fanno troppi presunti “esperti”, le cause della bassa inflazione con gli effetti: le cause possono essere negative, quando, come ad es. in questo caso, dipendono dai consumi al palo e dalla domanda delle famiglie che non decolla, mentre le conseguenze sono sempre positive.

In termini pratici, l’inflazione a +0,3% significa, per una coppia con due figli, una maggior spesa annua di soli 40 euro. Per una coppia con 1 figlio, il rialzo è di appena 38 euro, 30 euro per la famiglia media.

L’inflazione, però, cambia a seconda di dove abitiamo. Per questo l’Unione Nazionale Consumatori stila da anni una classifica, ormai diventata una tradizione, delle città e delle regioni più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.

Ebbene, in testa alla classifica dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care, in termini di rincari, si conferma Bolzano che, con un’inflazione dell’1%, ha la maggior spesa aggiuntiva, equivalente, per una famiglia media, a 301 euro. Al secondo posto Genova, dove il rialzo dei prezzi dell’1% determina un aggravio annuo di spesa pari a 243 euro, terza Bari, dove l’inflazione a +1%, comporta una spesa supplementare pari a 208 euro, sempre per la famiglia tipo.

In testa alla classifica delle regioni più costose in termini di maggior spesa, si conferma la Liguria, che, con l’inflazione a +0,7, registra, per una famiglia media, una batosta pari a 161 euro su base annua. Segue l’Abruzzo, dove l’incremento dei prezzi pari allo 0,7%, implica un’impennata del costo della vita pari a 143 euro, terza la Puglia, dove per via dell’inflazione a +0,6%, si ha un salasso annuo di 117 euro.

 

Tabella n. 1: Podio delle città più care (capoluoghi di regione e comuni con più di 150 mila abitanti), in termini di spesa aggiuntiva annua

N Città Rincaro annuo per la famiglia media (*)  Inflazione annua di settembre
1 Bolzano 301 1
2 Genova 243 1
3 Bari 208 1

Fonte: Unione Nazionale Consumatori su dati Istat

 

Tabella n. 2: Podio delle regioni più care, in termini di spesa aggiuntiva annua

N Regioni Rincaro annuo per la famiglia media (*) Inflazione annua di settembre
1 Liguria 161 0,7
2 Abruzzo 143 0,7
3 Puglia 117 0,6

Fonte: Unione Nazionale Consumatori su dati Istat

(*) Famiglia media: da 2,4 componenti

Autore: Mauro Antonelli
Data: 23 ottobre 2019

L’esperto risponde su… bagaglio smarrito

Se durante il viaggio viene smarrito o danneggiato il bagaglio ho diritto ad un risarcimento?

In caso di smarrimento del bagaglio non è previsto il risarcimento. Trenitalia risponde della perdita o danneggiamento dei bagagli soltanto in seguito a un incidente di cui l’azienda sia responsabile o comunque tenuta a rispondere. In caso di furto, per i treni nazionali, Trenitalia mette a disposizione una polizza assicurativa gratuita per i soli bagagli riposti negli appositi vani, esterni al salone passeggeri, o nelle cuccette e vagoni-letto, se correttamente chiusi. Per usufruire della polizza, il viaggiatore deve informare subito il personale di bordo o quello di Assistenza della stazione di arrivo e sporgere denuncia entro tre giorni lavorativi dalla data del furto. Infine, nei 15 giorni successivi, il viaggiatore deve presentare la richiesta di indennizzo presso qualsiasi biglietteria o ufficio assistenza di Trenitalia. Il limite massimo del risarcimento è di 300.000 euro.

HAI BISOGNO DI ASSISTENZA? CONTATTA LO SPORTELLO TRENITALIA

N.B. La risposta vale per i servizi nazionali -Frecce e Intercity- e regionali gestiti da Trenitalia, fatto salvo quanto disciplinato dai Regolamenti europei.

Autore: Dino Cimaglia
Data: 23 ottobre 2019

Reddito di cittadinanza e invalidità civile, alcune info

Reddito di cittadinanza

Possono i titolari di provvidenze di invalidità civile richiedere il reddito di cittadinanza? E’ una delle domande che più frequentemente i consumatori rivolgono al nostro sportello Pensioni.

Chi è titolare di assegno o pensione di invalidità civile può richiedere il reddito di cittadinanza sempre che possieda i requisiti reddituali e patrimoniali previsti.

L’assegno mensile di invalidità e la pensione di inabilità civile ammontano nel 2019 a € 285,66.

Il reddito di cittadinanza va a integrare la prestazione percepita dal beneficiario sino ad arrivare alla soglia di reddito prevista (€ 780 mensili per chi vive da solo e € 1.330 per i nuclei familiari più numerosi).

In altre parole il reddito di cittadinanza andrà a subire una riduzione pari all’importo della pensione di invalidità.

Per presentare la domanda di reddito di cittadinanza, è necessario prima richiedere il calcolo dell’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) presso i CAF oppure sul sito dell’INPS e controllare di possedere un Indicatore di Situazione Economica Equivalente aggiornato inferiore a 9.360 euro annui.

Ma in generale, quali sono i requisiti per richiedere il reddito di cittadinanza?

Secondo quanto sintetizzato sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (https://www.redditodicittadinanza.gov.it/) i requisiti previsti dalla normativa sono i seguenti:

Cittadinanza

Essere cittadino italiano o europeo o lungo soggiornante e risiedere in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 in via continuativa.

ISEE

Avere un ISEE (Indicatore di Situazione Economica Equivalente) aggiornato inferiore a 9.360 euro annui.

Patrimonio immobiliare

Possedere un patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro.

Patrimonio finanziario

Avere un patrimonio finanziario non superiore a 6.000 euro che può essere incrementato in funzione del numero dei componenti del nucleo familiare e delle eventuali disabilità presenti nello stesso.

Reddito familiare

Avere un reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui moltiplicato per la scala di equivalenza. La soglia del reddito è elevata a 9.360 euro nei casi in cui il nucleo familiare risieda in una abitazione in affitto.

 
La pensione di cittadinanza, invece è prevista:

  • per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più componenti di età pari o superiore a 67 anni,…………….. quale misura di contrasto alla povertà delle persone anziane.”
  • ….nei casi in cui il componente o i componenti del nucleo familiare di età pari o superiore a 67 anni, ….. convivano esclusivamente con una o più persone in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza, ………., di età inferiore al predetto requisito anagrafico.”

Leggi anche Reddito di cittadinanza: quello che c’è da sapere

Per ulteriori informazioni in relazione al diritto alle provvidenze d’invalidità civile o al reddito di cittadinanza è possibile contattare i nostri esperti attraverso il nostro sportello Pensioni.

Autore: Cristiano Guida
Data: 21 ottobre 2019

Car sharing, perché conviene

car sharing

In Italia il car sharing non è ormai soltanto più una “moda passeggera” presa in prestito dall’estero, ma un modo di spostarsi in città scelto da un numero sempre maggiore di persone. I motivi sono semplici. Il primo è la praticità. Basta infatti avere uno smartphone e scaricare l’applicazione di uno dei tanti servizi di noleggio auto per rintracciare il veicolo più vicino e raggiungere la meta prefissata. Il secondo è la comodità. Il car sharing permette infatti da un lato di lasciare a casa l’auto di proprietà, evitando così code in traffico; dall’altro consente di non doversi affidare solo ed esclusivamente ai mezzi pubblici la cui puntualità ed efficienza, in città caotiche come Roma, spesso purtroppo lasciano molto a desiderare. In mezzo le note negative, di certo, non mancano. A cominciare dalla disponibilità dei mezzi, che in Italia comunque è in crescita, e dai prezzi. Il car sharing è indubbiamente un’ottima alternativa all’auto anche in termini di sostenibilità ambientale, ma farne uso tutti i giorni, ad esempio per recarsi al lavoro, non è affatto nelle disponibilità di tutti.

I numeri in Italia

I pro sembrano comunque superare nettamente i contro, come emerge dai dati del rapporto del 2019 di Aniasa (Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici) sulla portata del car sharing in Italia, secondo cui nel 2018 il “fenomeno” è continuato a crescere, raggiungendo quota 1,8 milioni di iscritti. Rispetto al 2017, è invece diminuito del 20% il numero di utenti attivi (vale a dire coloro che hanno effettuato almeno un noleggio negli ultimi sei mesi). Dalla sintesi dei due dati viene comunque fuori una base sempre più solida di clienti che sta facendo della condivisione dell’auto uno degli elementi contraddistintivi del proprio stile di vita quotidiano. Il car sharing viene usato in Italia in prevalenza da persone di sesso maschile (63%), anche se è in graduale aumento anche il numero di donne che ne fanno l’utilizzo (dal 34% del 2016 al 37% del 2018). Per ciò che concerne le fasce d’età, a servirsi delle auto in condivisione sono soprattutto i “millennials” tra i 26 e 35 anni (30%), seguiti dai neopatentati (26%), dagli adulti tra 36 e 45 anni (21%) e tra 46 e 55 anni (15%). Sopra i 55 anni si fa invece molta fatica a lasciare nel garage l’auto di proprietà. Riguardo i giorni di maggiori prenotazioni, prevalgono quelli feriali (tra il 14 e il 15%) sulla domenica (13%). Per gli orari, i picchi si registrano tra le 16 e le 21 (31%) e tra le 7 e le 12 (20%), dunque le fasce orarie in cui pendolari e lavoratori delle grandi città raggiungono o lasciano il posto di lavoro. Le città in cui il car sharing ha ormai preso stabilmente piede sono Milano (in testa), Roma, Torino e Firenze.

Chi offre il servizio di car sharing in Italia?

Sempre secondo il rapporto 2019 di Aniasa, attualmente in Italia in totale circolano circa 33.000 auto in condivisione. L’offerta del servizio si sta facendo sempre più variegata: da Fca con Enjoy a Daimler con Car2Go, al Gruppo Bmw con DriveNow.

Car sharing: istruzioni per l’uso

Come detto, la prima cosa da fare se si vuole accedere al car sharing è scaricare l’app predisposta dalle case automobilistiche che vendono il servizio. Una volta scaricata l’applicazione sullo smartphone, basta aprirla e guardare sulla mappa qual è l’auto più vicina. Selezionata quella meno distante (e magari anche non a corto di benzina come si evince dall’icona accanto al veicolo), è possibile raggiungerla lasciandosi guidare dalla mappa. Il tempo a disposizione per salire a bordo è di 15 minuti prima che si attivino la tariffa e il pagamento. Una volta raggiunta l’auto, la sia apre dalla app, le chiavi sono all’interno dell’abitacolo. Acceso il motore, il prezzo della “corsa” è di circa 25 centesimi al minuto. Se il viaggio si fa da soli o in due si possono usare le Smart di Car2Go, altrimenti Car2Go da quattro passeggeri, Enjoy e DriveNow rispettivamente da 4 e 5 posti. Terminato il viaggio, basta spegnere il motore, rimettere la chiave dove la si era trovata, uscire dalla macchina e confermare sempre tramite l’app la fine del noleggio. In pochi secondi arriverà sullo smartphone una notifica con la conferma della conclusione del noleggio e una mail con indicato l’importo pagato. Cosa importante da ricordare: è bene non dimenticare niente nell’auto, altrimenti per recuperare gli oggetti nella migliore delle ipotesi si dovrà attendere l’arrivo di un nuovo noleggiatore.

Il bonus nel decreto Clima

Nel decreto Clima, entrato in vigore lo scorso 14 ottobre, sono previsti bonus per 100 milioni di euro nel 2020 e altrettanti nel 2021 per i cittadini residenti nei Comuni sotto procedura d’infrazione per lo smog. In caso di rottamazione di auto vecchie entro il 31 dicembre 2021, verrà riconosciuto un “buono mobilità” di 1.500 euro da spendere in tre anni per abbonamenti al trasporto pubblico o per altri servizi meno impattanti sull’ambiente. Tra questi c’è anche il car sharing.

Bike sharing

In Italia, seppur molto più a rilento, inizia a prendere piede anche il servizio di bike sharing. A rompere il ghiaccio a Roma è stata, lo scorso 21 ottobre, Uber con Uber Jumop. Al momento sono 700 le bici disponibili, tutte elettriche con pedalata assistita. I costi sono di 50 centesimi per lo sblocco della bici e di 20 centesimi al minuto dal momento in cui la si noleggia. Le bici si possono parcheggiare quasi ovunque e non sono previste stazioni dedicate. Ognuna di esse è dotata di un lucchetto con le quali possono essere legate a una rastrelliera o a supporti simili. La capitale, dunque, ci riprova dopo che nell’ottobre del 2018 oBike ha iniziato a ritirare le proprie biciclette per l’incuranza con cui venivano ripetutamente abbandonate per strada. Sempre a Roma è invece inattivo dal 2013 il servizio di noleggio di biciclette del comune.

Autore: Rocco Bellantone
Data: 22 ottobre 2019

Halloween 2019: i consigli per festeggiare in sicurezza

Halloween 2019, i consigli per una festa sicura. Pronti a divertirvi con i vostri bambini? A sbizzarrirvi tra maschere di streghe e vampiri, a decorare la casa con le zucche intagliate e le candele profumate, e a riprendere la tradizione (tutta americana) di “dolcetto o scherzetto”? Mancano pochi giorni al 31 ottobre: ecco allora i consigli dell’Unione Nazionale Consumatori per trascorrere una festa sicura che faccia divertire grandi e piccini.

LE MASCHERE E I COSTUMI DI HALLOWEEN

Cominciamo dalle maschere e dai costumi: anzitutto, occhio al portafogli. Non è necessario spendere una fortuna nei negozi: basta fare una veloce ricerca su internet per scovare consigli pratici (anche con video tutorial per i meno esperti) per realizzare in casa tutto il necessario per una festa coi fiocchi. Se fate acquisti nei negozi, invece, diffidate dalle maschere di plastica che emettono un odore molto forte perché possono contenere sostanze tossiche.

LA ZUCCA DI HALLOWEEN

Simbolo per eccellenza che caratterizza la festa di Halloween, la zucca si trova in tutti i negozi di oggettistica, come contenitore per candele profumate, come lanterna o elemento decorativo. Sarà sicuramente più divertente intagliarne in casa una vera acquistata dal vostro fruttivendolo di fiducia: anche qui basta fare una ricerca sul web e avere a portata di mano pochi arnesi (una zucca appunto, un cucchiaio, un taglierino, una matita, un pennarello, due strofinacci, un coltello lungo e affilato) per svuotarla di polpa e semi e realizzare espressioni spaventose o ghigni beffardi. Vista la presenza di lame, a occuparsene saranno i grandi, lasciando ai più piccoli il divertimento di assistere alla preparazione. Se non siete pratici di lame e coltello, accontentatevi di realizzare una decorazione con dei fogli di cartoncino colorati: non sarà la stessa cosa, ma potrete comunque addobbare la casa con tante (e spaventose) zucche arancioni.

I TRUCCHI DI HALLOWEEN

Come per Carnevale, giocate a truccare i vostri bambini in tutta sicurezza: utilizzate solo prodotti di qualità per il facepainting (ovvero per dipingere il viso), perché la pelle dei piccoli è particolarmente delicata. Li potrete acquistare nei negozi di giocattoli: sono solitamente a base d’acqua, anallergici e senza parabeni; diffidate invece dai prodotti che trovate nelle bancarelle o che non riportano il marchio CE (come per tutti i giochi dei vostri bambini). Verificate inoltre, come raccomandano i dermatologi, che sia presente la lista degli ingredienti per permettere a un medico di intervenire in caso insorgano rossori o allergie. È importante comunque struccare i bambini quando la festa è finita.

I DOLCI DI HALLOWEEN

Per i dolci non fatevi cogliere impreparati: il pomeriggio del 31 ottobre suoneranno alla vostra porta di casa i figli dei vostri vicini per chiedervi “dolcetto o scherzetto?”, il famoso “trick-or-treat” americano. Meglio allora organizzarsi per tempo, e realizzare facili ricette come muffin al cioccolato, cupcake a base di zucca o biscotti con la glassa, solo per darvi qualche idea. Essendo dolci destinati ai più piccoli, meglio non eccedere con lo zucchero e se proprio non avete tempo di cucinare, a biscotti, cioccolatini e caramelle aggiungete la frutta di stagione: cachi, mele cotogne, mandarini e castagne sono tipici dell’autunno e con un po’ di fantasia possono diventare sufficientemente spaventosi per salvarvi dallo scherzetto di rito.

Autore: Rocco Bellantone
Data: 22 ottobre 2019

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Il notaio risponde su… disabilità

Ho sentito parlare della legge sul “Dopo di noi”. Di che si tratta?

La legge n.112/2016, entrata in vigore il 25 giugno 2016, meglio nota come legge sul “Dopo di noi”, è stata emanata in attuazione dei principi della Costituzione, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Con l’espressione “dopo di noi” si è voluto dare rilevanza alle forti problematiche che riguardano la vita delle persone con disabilità grave dopo la scomparsa dei genitori/familiari. La legge è volta a favorire il benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità grave per il raggiungimento dei quali il legislatore ha previsto importanti agevolazioni fiscali.

Guida “Dopo di noi” Consiglio Nazionale del Notariato

ENERGIA: Enea, in 10 anni prezzo elettricità famiglie +23%

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Rialzo astronomico, il doppio dell’inflazione, pari al 12,5%. Colpa degli oneri di sistema, che andrebbero azzerati.

Roma, 21 ottobre 2019 – “Un rialzo astronomico che doppia quello dell’inflazione” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la ricerca di Enea, secondo la quale il prezzo dell’elettricità per le famiglie nell’ultimo decennio è aumentato del 23%.

“L’aumento del 23% del prezzo dell’elettricità è quasi il doppio rispetto all’inflazione che, nello stesso periodo di riferimento, ossia dal primo semestre 2009 allo stesso periodo del 2019 è salita del 12,5%” prosegue Vignola.

“E’ il problema che ha ridotto sul lastrico le famiglie italiane. Le tariffe sono salite sempre più dell’inflazione e dell’aumento degli stipendi e delle pensioni” aggiunge Vignola.

“Ma il vero problema, denunciato dall’Enea è che negli ultimi 6 anni, nonostante il forte calo del gas, da cui dipende il costo dell’elettricità, -33%, le famiglie hanno subito lo stesso un rialzo del 9%, per via degli oneri di sistema, tasse occulte che andrebbero azzerate” conclude Vignola.

SALUTE: Istituto superiore sanità chiede di vigilare su e-cig

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Bene, ma non basta! Anche il ministero della Salute deve fare la sua parte.

Roma, 21 ottobre 2019 – “Bene, ma non basta!” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la richiesta dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) di vigilare sulle persone che utilizzano le sigarette elettroniche.

“Da mesi abbiamo chiesto al ministero della Salute di fare la sua parte, tutelando la salute del cittadino, ma non abbiamo ancora avuto alcun riscontro” prosegue Dona.

“Va impedita, ad esempio, anche qualunque elusione del divieto di pubblicità sul tabacco, da Iqos, il dispositivo che scalda il tabacco senza bruciarlo prodotto dalla Philip Morris, alla scritta Mission Winnow che compare nelle competizioni sportive sulla Ferrari e sulla Ducati” conclude Dona.

L’Istituto Superiore di Sanità (Iss) ha diramato un’allerta di grado 2 (quello intermedio su 3 gradi) sulle sigarette elettroniche al Ministero della Salute e agli assessorati regionali di tutta Italia. L’obiettivo è vigilare sulle persone che utilizzano le sigarette elettroniche, e in particolare alcuni liquidi, e monitorare l’insorgenza di eventuali malattie polmonari, dopo i casi riscontrati negli Usa.

Negli Usa, infatti, sono circa 1300 casi e 26 morti da polmonite chimica, soprattutto tra i più giovani. La maggior parte ha utilizzato prodotti per e-cig contenenti THC (tetraidrocannabinolo), molti hanno usato prodotti a base sia di THC che nicotina e altri solo nicotina. I Centers for diseases control (Cdc) segnalano inoltre che molti casi sono collegati all’uso di prodotti acquistati su canali non ufficiali e rivenditori non autorizzati. E proprio la vendita online potrebbe rappresentare un rischio concreto per l’Europa.

L’alert ad alzare la guardia è giunto dall’Osservatorio europeo sulle tossicodipendenze di Lisbona, proprio perché non si può escludere che liquidi di ricarica a rischio possano arrivare anche in Ue attraverso il canale di vendita online.

POVERTA’: in 10 anni triplicati minori poveri

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Per Save the Children sono triplicati i minori poveri dal 2008 al 2018. Dati drammatici: povertà resta priorità del Paese.

Roma, 21 ottobre 2019 – “Dati drammatici, che confermano che la povertà è ancora la priorità del Paese e che non sono bastati il Sia, il Rei o il Reddito di cittadinanza per risolvere il problema” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati di Save The Children secondo i quali, in Italia, in 10 anni, i bambini che vivono in condizioni di povertà assoluta sono triplicati, passando dal 3,7% del 2008 al 12,5% del 2018.

“Serve, infatti, un Fisco diverso che smetta di chiedere soldi a chi non ne ha più, rispettando l’art. 53 della Costituzione ed il criterio della capacità contributiva, altrimenti, pur aiutando chi sta peggio con il Reddito di cittadinanza, le file dei poveri continueranno ad ingrossarsi. Vanno rimosse le cause della povertà, altrimenti i provvedimenti serviranno solo a tamponare il fenomeno, ma non a chiudere la ferita” conclude Dona.