Archivio mensile:Marzo 2013

La galleria fotografica del Premio Dona 2019

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PREMIO VINCENZO DONA: le voci dei protagonisti

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Roma, 29 novembre 2019 – Questa mattina, in occasione della tredicesima edizione del “Premio Vincenzo Dona”, organizzato dall’ Unione Nazionale Consumatori e dedicata all’evoluzione dei format di vendita e degli strumenti di pagamento, abbiamo ascoltato la voce di alcuni degli ospiti della manifestazione.

Massimiliano Dona, Presidente Unione Nazionale Consumatori: “come da tradizione il Premio Vincenzo Dona guarda ai cambiamenti impressi dalla innovazione (non solo digitale) ai paradigmi di consumo. Ci facciamo ispirare dall’attualità: è proprio la cronaca di questo 2019 a presentarci il moltiplicarsi delle forme di pagamento. Questa spinta innovativa nel mondo payment incide profondamente anche sul punto vendita con il conseguente sviluppo di nuovi luoghi dove possiamo fare acquisti. Ma non solo: si moltiplicano i luoghi ma mutano anche le modalità di vendita e acquisto. Pensiamo alle tecnologie che, con buona probabilità, faranno ‘sparire’ le casse per il pagamento, consentendoci di individuare un prodotto con il nostro smartphone e di metterlo in un carrello virtuale senza neppure toccarlo, né fare la fila alla cassa… e magari neppure caricare le pesanti buste della spesa o pacchi ingombranti. Riceveremo il conto sul nostro home banking e la merce arriverà direttamente sul pianerottolo di casa (o persino direttamente all’interno del nostro frigorifero). All’interno dei nuovi punti vendita, il consumatore può non solo toccare con mano il prodotto, ma vivere una esperienza d’acquisto più o meno virtuale, a seconda dei nostri desideri. È una nuova esperienza d’acquisto, ma è fondamentale viverla consapevolmente se vogliamo evitare (minimizzare) il rischio di perdere l’orientamento tra le tecnologie che stanno impattando il Retail e i Pagamenti.”

Flavio Salvischiani, Vice Direttore Generale Agos: “l’evoluzione veloce che sta vivendo il mondo del retail è un tema molto stimolante. Nuovi format, nuove offerte e la necessità di fare i conti con clienti che esigono servizi di qualità nel punto vendita fisico, con la possibilità di passare sul canale on line per vivere un’esperienza totalmente integrata tra online e canale fisico, rappresentano la sfida della moderna distribuzione e, quindi, indirettamente anche di Agos che da oltre 30 anni l’accompagna nel suo processo evolutivo. Attraverso l’offerta del servizio di credito al consumo, mettiamo infatti a disposizione di dealer e clienti una comoda modalità di pagamento degli acquisti con forme sempre più innovative che comprendono strumenti di pagamento digitali, argomento su cui si concentra la seconda parte del convegno. Per questo abbiamo colto con grande piacere l’opportunità di sostenere il Premio Vincenzo Dona 2019, per consolidare una collaborazione che da anni ci vede accanto a UNC su tematiche di comune interesse e, soprattutto, volte a tutelare l’interesse dei clienti.”

Giuseppe Benincasa, Segretario Generale ANIASA: “la digitalizzazione dei pagamenti è oggi tema centrale per tutti i consumatori, sempre più propensi ad acquistare mediante device, lontani dal luogo fisico che offre il prodotto/servizio.  Un tema strategico anche nell’ottica della tracciabilità delle transazioni e del contrasto al sommerso, ma altrettanto importante sul fronte della reale consapevolezza del cliente che esegue il pagamento. Su questo fronte le aziende di noleggio veicoli sono da sempre in prima fila, anche al fianco dell’Unione Nazionale Consumatori, per garantire piena trasparenza, certezza e sicurezza alle transazioni effettuate per comprare i servizi di noleggio”.

Marco Imparato, Direttore Generale APPLiA Italia: “l’innovazione è uno dei driver dell’attività di APPLiA Italia, che da sempre supporta con grande entusiasmo il Premio Vincenzo Dona, realtà con la quale ha un costante dialogo positivo. L’edizione 2019 si focalizza sull’importante tema dell’evoluzione dei format di vendita e dei metodi di pagamento; APPLiA Italia monitora con attenzione le spinte evolutive in questo ambito e i riflessi sul mercato degli elettrodomestici. L’Associazione auspica per queste nuove esperienze d’acquisto la massima garanzia di sicurezza, fiducia e trasparenza per il consumatore.”

Italo Bussoli, Presidente Assofranchising: “come Associazione siamo lieti di collaborare con UNC e di supportare un’iniziativa di tale rilievo, che da molti anni premia i comportamenti virtuosi di personalità e aziende nei confronti dei consumatori finali. Assofranchising dal 1971 si occupa di tutelare e promuovere il settore del franchising, un segmento che ha segnato vere e proprie rivoluzioni nel campo del retail e che in Italia continua a crescere anno dopo anno proprio grazie alla clientela e agli imprenditori che credono e in questa formula.”

Claudio Fiorentini, Responsabile Rapporti con Associazioni e Stakeholders Enel Italia: “la tecnologia offre nuovi strumenti per disegnare prodotti e servizi personalizzabili in tutti gli aspetti: dalle caratteristiche alle modalità di fruizione, dagli strumenti per la gestione fino al metodo di pagamento e al rapporto con il fornitore. Per Enel la modernizzazione dei processi e la digitalizzazione delle infrastrutture rappresentano il pilastro fondamentale di un’azione sempre più sostenibile che apra la strada a un nuovo modo di utilizzare l’energia, per un cliente protagonista nella gestione consapevole dei propri consumi e del suo impatto sull’ambiente”.

Ivano Vacondio, Presidente Federalimentare: “l’industria alimentare è uno dei settori trainanti della nostra economia e pertanto è immersa a pieno titolo nel processo di digitalizzazione che sta investendo il nostro paese a tutti i livelli. In quest’ottica, la digitalizzazione dei pagamenti è solo l’ultimo tassello di un percorso che l’industria alimentare già presidia da tempo attraverso la blockchain, per favorire la trasparenza e la visibilità lungo tutta la filiera alimentare. Una necessità che nasce prima di tutto dalla richiesta dei principali azionisti del settore, i consumatori, che sempre di più chiedono attenzione sulla qualità del cibo e sulla sua sostenibilità. È indubbio che la blockchain cambierà nei prossimi anni la vendita al dettaglio e l’industria alimentare, di fronte a un cambiamento di tale portata, non intende farsi cogliere impreparata ma vuole essere tra i driver di questa innovazione”.

Marco Cossolo, Presidente Federfarma: “le farmacie sono impegnate in un processo di ampliamento della propria attività, senza dimenticare però che il loro core business è il farmaco. Tale processo si traduce in una riorganizzazione della struttura delle farmacie stesse che si attrezzano per ampliare l’offerta di prodotti e servizi e dare risposta a una domanda di salute in continua evoluzione. Da una parte assistiamo, infatti, a un aumento delle malattie croniche con una crescente richiesta di assistenza a favore di pazienti, spesso anziani, affetti da più patologie; dall’altra emerge un’articolata domanda di prodotti e servizi per la prevenzione e il benessere. La farmacia del futuro deve conciliare queste esigenze e strutturarsi per essere in grado di dare risposte adeguate, sfruttando le opportunità offerte dalle nuove tecnologie. In quest’ottica è fondamentale il supporto di interlocutori attenti come l’Unione Nazionale Consumatori che, anche quest’anno, con il Premio Dona, offre interessanti spunti di riflessione su come rispondere in modo efficace ai bisogni del nuovo consumatore.” 

Gianfranco Chimirri, Direttore Risorse Umane e Comunicazione Unilever Italia: “la digitalizzazione degli stili di vita e, conseguentemente, dei processi di acquisto rappresenta una delle più grandi rivoluzioni dopo quella industriale, che ha portato alla nascita di nuovi comportamenti e nuovi strumenti. In un contesto sempre più connesso e digitale, Unilever risponde alle nuove esigenze dei consumatori sviluppando esperienze di comunicazione e di consumo sempre più personalizzate. Fondamentale per la nostra azienda essere parte attiva del cambiamento, promuovendo soluzioni innovative in linea con i nuovi canali e modalità di acquisto.”

Si ringraziano i Partner per il supporto alla realizzazione del Premio Vincenzo Dona: A2A, Acea, Agos, ANIASA, APPLiA Italia, Arval Italia, Assofranchising, AVEDISCO, Coop Italia, Enel Italia, Eni gas e luce, Euronics Italia, Federalimentare Servizi, Federfarma, Google Italia, Intesa Sanpaolo, Metro Italia Cash and Carry, Nexi, Unilever Italia, Unione Italiana Food.

Partner tecnico: MediaEngineering

PREMIO DONA: mattinata di confronto su retail e nuovi pagamenti al Teatro Argentina

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

L’Unione Nazionale Consumatori, la prima organizzazione consumerista in Italia, presenta la tredicesima edizione del Premio “Vincenzo Dona, voce dei consumatori”, dedicato alla memoria del suo fondatore: un momento di riflessione sull’evoluzione dei format di vendita e degli strumenti di pagamento.

Roma, 29 novembre 2019 – Appuntamento questa mattina a Roma (Teatro Argentina, Largo di Torre Argentina 52) con la tredicesima edizione del Premio “Vincenzo Dona, voce dei consumatori”, evento organizzato dall’Unione Nazionale Consumatori, la prima organizzazione di consumatori in Italia, fondata nel 1955 da Vincenzo Dona.

L’incontro, ispirato al ricordo del fondatore, autentica “voce dei consumatori” e padre del movimento consumerista italiano, quest’anno vede protagonista l’innovazione (non solo digitale) dei nuovi paradigmi di consumo, in una mattinata di confronto su le nuove forme di pagamento e il moltiplicarsi dei luoghi dove fare acquisti.

A fare gli onori di casa, l’avvocato Massimiliano Dona, Presidente di Unc, che anticipa alcuni dei temi della giornata: “il nostro tempo è un’epoca di cambiamenti rapidissimi e non sempre tutti i consumatori riescono a tenere il passo: cambiano anche i punti di riferimento più tradizionali come i negozi e i pagamenti. Ecco perché, giunti alla tredicesima edizione del nostro appuntamento annuale, abbiamo deciso di dedicare la riflessione ai due temi che rappresentano “l’alfa e l’omega” dei consumi e cioè appunto retail e payment. Nell’ultimo anno, infatti, si sono moltiplicati gli annunci di nuove forme di pagamento e questa spinta innovativa nel mondo payment incide profondamente anche sul punto vendita (reale o virtuale che sia) con la conseguenza che vanno a moltiplicarsi i luoghi dove possiamo fare acquisti in un continuum di ‘everywhere shopping’. In questa mattinata di confronto, idealmente divisa in due momenti (prima e dopo il coffe break), affronteremo dapprima i cambiamenti che sta vivendo il mondo del retail, per poi sviluppare un focus sull’innovazione nei pagamenti: la riflessione è affidata come sempre ad accademici, opinion leader, addetti ai lavori ed operatori, più e meno tradizionali, del mondo del retail e payment”.

Il Presidente Massimiliano Dona lascia la parola a Davide Pellegrini, Professore di Channel Metrics, Università degli studi di Parma che, anticipando alcuni dei temi del suo libro in uscita “Il Fattore T” (edizione Egea), descrive i cambiamenti del retail: “prima della rivoluzione digitale le architetture del valore erano “verticali” perché mostravano una chiara sequenza logica, cronologica e fisica: le imprese a monte facevano proposte di valore -value proposition- gli intermediari commerciali nel mezzo che si assumevano il rischio di comprarle e rivenderle -exchange value- e i consumatori quello di utilizzarle a valle -value in use-. La separazione fisica delle tre fasi di creazione e distribuzione del valore -proposition-sale-use- creava asimmetrie informative tra le parti che conferiva potere a chi più di altri avesse investito nel presidio dell’informazione: in alcuni casi all’industria, che aveva investito nella ricerca (R&D); in altri casi agli intermediari commerciali, che presidiavano le fasi di comunicazione e di commercializzazione; mai al consumatore finale.  Nel nuovo scenario il concetto di channel leadership e di verticalità viene messo in discussione. La scomparsa di vincoli spaziali genera ubiquità, la scomparsa di vincoli spaziali contemporaneità.  Il tutto mediato dalla fisicità dei touch screen che trasforma il digitale in fisico e viceversa. Il consumatore, abilitato dai nuovi strumenti riscopre la sua doppia identità di cliente e di persona si apre a nuove forme di dialogo con le imprese che lo chiamano a diventare un co-worker cioè a svolgere un ruolo attivo in processi che in passato erano di competenza esclusiva delle imprese stesse. Nello stesso momento in cui i cittadini diventano co-worker le imprese sono chiamate a diventare co-citizen. I paradigmi della creazione del valore vacillano. La distanza tra società e mercato si riduce.  I new comer sono veloci e non faticano a rimodellare la concorrenza verticale e orizzontale di intere filiere industriali.  I brand storici dell’industria e della distribuzione sono chiamati a consolidare lo stock di fiducia costruito prima della rivoluzione digitale. L’e-commerce rappresenta solo la punta dell’iceberg di una service revolution che si fonda sull’esplosione del fattore T: Tecnology+Time+Trust. In questo scenario, l’economia di Impresa è chiamata a nuove risposte. Con quale velocità prenderà forma il cambiamento? In che misura i digital device sosteranno la mutazione genetica delle persone? Che ruolo rivestirà la fisicità degli spazi e delle persone nella creazione della fiducia e chi vincerà la nuova sfida del controllo dell’informazione?”

Iniziano le testimonianze della giornata con due esempi molto diversi di retailer: AVEDISCO, Associazione Vendite Dirette e Servizio Consumatori che testimonia come anche la casa possa diventare luogo di vendita e acquisto ed Eni gas e luce che racconta il cambiamento da fornitore di prodotti e servizi a partner in grado di soddisfare le necessità del mondo della casa.

“Uno dei più importanti fenomeni a cui stiamo assistendo nel mondo della Vendita Diretta è sicuramente l’affermarsi della multicanalità”, dichiara Giovanni Paolino Presidente di AVEDISCO, Associazione Vendite Dirette e Servizio Consumatori. Il nostro settore ha colto questa sfida con grande determinazione: vi sono aziende di Vendita Diretta che approdano a scaffale, o viceversa aziende che si affidano alla Vendita Diretta per integrare il retail tradizionale. Il nostro modello distributivo dimostra oggi una grande attualità. Gli strumenti messi a disposizione dalla digitalizzazione sono sicuramente un grande supporto, possono ad esempio aiutare il Consumatore ad essere più informato e più consapevole, ma le tecnologie non possono sostituirsi al bisogno del contatto umano, ed è qui che la Vendita Diretta porta valore aggiunto al Consumatore, specialmente nella scelta di quei prodotti o servizi in cui c’è maggiore bisogno di conoscenza e assistenza.”

“Il mondo dei pagamenti e i format di vendita retail stanno evolvendo rapidamente e profondamente grazie alla digitalizzazione delle nostre abitudini di consumo”, afferma Pasquale Cuzzola, Responsabile Customer Relations & Operation di Eni gas e luce.

Il canale digitale offre ai consumatori la possibilità di interagire con il proprio fornitore in modo diretto, immediato e semplice. Sempre più clienti lo sceglieranno in futuro e in Eni gas e luce stiamo lavorando per garantire a questi clienti un’esperienza memorabile e di valore. Il digitale non mette però in discussione la centralità del rapporto umano con il cliente, su cui Eni gas e luce continua a puntare, anche in modo innovativo, per esempio attraverso i nostri nuovi Flagship Store.

Per quanto riguarda i pagamenti, anche il settore energetico, oggi caratterizzato dalla prevalenza di modalità di pagamento tradizionali, vedrà nei prossimi anni una crescita significativa dei pagamenti digitali, accanto al ricorso all’addebito automatico sul conto corrente. In questo percorso di innovazione si colloca come fattore abilitante l’implementazione della PSD2 (Nuova Direttiva Europea sui Servizi di Pagamento). Questi metodi di pagamento portano indiscussi benefici ai consumatori: sono pratici, immediati e generalmente meno costosi. Lato aziende, sono ugualmente vantaggiosi, in termini di semplificazione dell’operatività e conseguente riduzione dei costi di gestione, vantaggi che possono essere condivisi con i propri clienti, per esempio riconoscendo uno sconto in caso di scelta di pagamento delle bollette con domiciliazione bancaria o postale.

In Eni gas e luce, stiamo lavorando per ridisegnare l’esperienza del cliente e trasformare il nostro rapporto da fornitore di prodotti e servizi a partner a tutto tondo in grado di soddisfare le diverse necessità legate al mondo della casa. Una partnership basata sulla fiducia e sull’interesse comune a cogliere insieme le nuove opportunità, anche nel settore dei pagamenti.”

Nella prima tavola rotonda della mattinata, moderata da Armando Garosci di Largo Consumo, sono protagonisti quattro esempi di retail in settori diversi.

Dario Casiraghi, Direttore Generale SME Solutions and New Business Development di Arval Italia racconta l’esperienza dell’azienda nel coniugare negozio fisico e digitale.

“Arval Italia è una società di servizi, il nostro prodotto core è il noleggio a lungo termine, una soluzione che permette di avere un’auto senza acquistarla e, a fronte di un canone mensile, avere, oltre alla disponibilità del mezzo, anche una serie di servizi come la manutenzione, l’assistenza, il bollo, la copertura assicurativa. Abbiamo scelto di porci sul mercato con un approccio phygital, che combina l’aspetto digitale con un luogo fisico, l’Arval Store, un negozio interamente dedicato al noleggio. I due aspetti, fisico e digitale, si accompagnano, creando un dialogo e un’interazione avvolgente verso i clienti che, connessi, informati e consapevoli, vogliono vivere un’esperienza premium. L’obiettivo di Arval Store è offrire ai nostri clienti un punto di contatto diretto, un luogo dove è possibile incontrare i nostri consulenti e farsi supportare nella scelta, ma anche diffondere la cultura del noleggio sul territorio e coinvolgere i consumatori in un’esperienza a tutto tondo con il brand e con il prodotto”.

Altro esempio di retailer che cambia per offrire un’esperienza gratificante al cliente viene dalla grande distribuzione. Gabriele Tubertini, Direttore IT e Organizzazione Coop Italia spiega: “gestire al meglio l’esperienza cliente al momento del check-out è di vitale importanza per la GDO, i consumatori mal sopportano le code in cassa e sfruttano i servizi che le insegne mettono loro a disposizione per ridurre al minimo i tempi di attesa.

Strumenti di self scanning per le spese più consistenti e le casse self checkout per l’acquisto di pochi prodotti aiutano a ridurre l’attrito tra il distributore e il cliente.

Completare queste soluzioni con strumenti di pagamento evoluti è il passo successivo che ogni retailer deve compiere per offrire un’esperienza davvero gratificante anche al cliente più esigente. Un’esperienza che non si limita alla pura accettazione del pagamento tramite denaro elettronico ma arriva allo sviluppo di strategie evolute di ingaggio e fidelizzazione nella fase di pre e post-vendita.

Nel 2018 il 33% delle imprese retail italiane ha concentrato i propri investimenti nell’accettazione di strumenti di pagamento digitale, in questo scenario competitivo Coop è stata tra le prime ad integrare i più popolari wallet digitali e sta valutando ulteriori integrazioni di servizi coerenti con la natura della cooperazione di consumo”.

Rimaniamo nel campo alimentare con Paola Pavesi, Technology Director McDonald’s: “grazie all’innovazione tecnologica McDonald’s sta cambiando velocemente, dentro e fuori i suoi ristoranti. La tecnologia trasforma l’esperienza dei consumatori, semplifica il lavoro e abilita nuovi servizi.

Per comunicare con il nostro milione di clienti al giorno e per rafforzare la relazione con loro, abbiamo affiancato ai canali tradizionali una App, cuore di un programma CRM, e abbiamo portato nei nostri ristoranti i chioschi digitali per ordinare in autonomia il proprio menu e chiedere di essere serviti al tavolo.

L’adozione dei chioschi ha sicuramente aumentato la propensione al pagamento cashless, per comodità e velocità dell’esperienza: l’innovazione su grande scala, infatti, funziona solo se porta vantaggi concreti a chi la utilizza.

Proprio con questa visione sono state fatte le nostre ultime acquisizioni a livello globale: aziende e start up state selezionate per la loro capacità di migliorare sensibilmente l’esperienza dei nostri clienti e allo stesso tempo semplificare il lavoro nelle cucine al personale del ristorante, in modo che si possa concentrare su un miglior servizio alla clientela in sala.”

Anche l’approccio di chi lavora con una clientela professionale sta mutando secondo Giuseppe Piparo, Head of Information Technology Metro Italia Cash and Carry: “per sua natura METRO Italia ha un ruolo duplice rispetto alla grande sfida dei pagamenti digitali ed elettronici. In qualità di partner dei Professionisti della Ristorazione e dell’Ospitalità, lavoriamo per semplificare il business dei nostri clienti a tutti i livelli. Ecco perché selezioniamo e proponiamo servizi e soluzioni innovative per supportarli nella gestione dei locali, facilitandone la trasformazione digitale. Inoltre, in questi mesi stiamo facendo scouting di start up che operano proprio nel fin tech per offrire ai Professionisti Horeca strumenti di pagamento nuovi ed efficaci. Sappiamo che questa è una grande sfida, anche culturale. Non si tratta infatti solo di proporre una piattaforma digitale, ma di farne capire il vero valore per la loro attività. In seconda battuta, vorremmo introdurre alcune delle soluzioni che stiamo selezionando per i pagamenti elettronici e digitali anche al nostro interno. Qui la sfida per noi si fa ancora più grande perché il nostro cliente è un cliente professionale indipendente, che spesso necessita di lavorare con dilazioni di pagamento che non sempre fittano con la logica dei tool più diffusi sul mercato.”

La prima parte della mattinata si conclude con Giuseppe Stigliano, CEO Wunderman Thompson (agenzia di marketing e comunicazione del gruppo WPP) e Docente di Retail Marketing Innovation, al quale va il “Premio Vincenzo Dona” per la personalità di quest’anno. “Da attento osservatore del mondo dei consumi e dei bisogni e desideri dei consumatori -afferma Stiglianosono felice e orgoglioso di ricevere questo riconoscimento. Il mercato cambia alla velocità di un algoritmo -prosegue il professore- e l’unica costante è il cambiamento stesso. Le aspettative, i bisogni e i desideri dei consumatori sono sempre più spesso determinati, in termini di qualità della customer experience, da attori di nuova generazione, nativi digitali, che per loro stessa natura sono meglio equipaggiati per le sfide dei prossimi anni. Le aziende tradizionali hanno bisogno di nuovi punti di riferimento per orientarsi in un contesto competitivo in costante evoluzione, e devono adattarsi rapidamente a questo scenario per evitare il cosiddetto ‘darwinismo digitale”.

Ad aprire la seconda parte della mattinata incentrata sui pagamenti è Roberto Fogliata, Sales Lead di GFK Italia: “l’innovazione tecnologica sta favorendo una “trasformazione” della realtà in molti ambiti: nuove modalità di acquisto, nuovi touchpoint fisici e digitali, nuove forme di experience.

Grazie al Digital (ma non solo), si assiste ad una crescita dell’«empowerment» individuale dalla quale nascono consumatori più liberi, informati, critici, disintermediati ma anche infedeli, ondivaghi, molto difficili da prevedere e trattenere. Oggi più che mai è fondamentale capire le logiche profonde di acquisto e le tendenze che guidano atteggiamenti e comportamenti dei «nuovi» individui-consumatori. Esperienza, qualità, semplicità, velocità sembrano essere le parole chiave per comprendere la complessità dei nuovi trend.

I consumatori -oggi più che in passato- sono alla ricerca di Shopping Experience immediate, senza barriere e personalizzate. Lo Smartphone si pone oggi come lo strumento d’eccellenza per lo shopping e un riferimento per un ecosistema semplificato e accessibile. Ma semplificazione, accessibilità e smaterializzazione portano solo benefici al consumatore finale?”.

Segue una seconda relazione di Luigi Rubinelli, Direttore di RetailWatch: “molti retailer stanno studiando l’area delle casse di pagamento partendo dal presupposto che proprio in quell’area il cliente voglia risparmiare tempo. In realtà stanno allargando il risparmio di tempo a tutto il negozio. E questo è un errore perché ogni negozio ha dei punti caldi e dei punti freddi: nei primi, dove evidentemente è più interessato ai prodotti e ai servizi offerti, vuole passare più tempo e avere informazioni e consigli, soprattutto nei prodotti a più alto contenuto di servizio. Informazioni e consigli possono essere erogati sia fisicamente sia on line, ma all’interno del negozio, per rispondere alla domanda di omnicanalità, cioè unire il negozio e le informazioni on line, con il negozio e le informazioni fisiche. Il momento del pagamento è il più delicato nella omnicanalità e non può esserci solo una modalità, cioè quella elettronica, ma deve per forza di cose essere doppia, elettronica e umana, per soddisfare più necessità e i diversi sentiment dei differenti target che frequentano il negozio.

Entrati nel vivo della discussione è il momento della seconda tavola rotonda affidata alla moderazione di Federico Luperi di Adnkronos.

Dario Rapisarda, Direttore Generale LIS-Lottomatica Italia Servizi S.p.A. racconta l’impegno dell’azienda per semplificare i pagamenti: “l’evoluzione dei pagamenti è al centro del business e degli investimenti che LIS S.p.A. ha fatto sulla rete di esercizi convenzionati. Obiettivo è offrire nuove forme di pagamento senza stravolgere la customer experience di milioni di clienti che si affidano alle reti tradizionali. L’ampliamento dei prodotti offerti e la diffusione della moneta elettronica sono le direttrici principali di sviluppo dell’offerta al cliente finale. In parallelo l’azione di LIS ha l’obiettivo di rendere l’utilizzo della moderna tecnologia di pagamento semplice e conveniente anche per il punto vendita, fornendo soluzioni che integrano le attività di cassa, la gestione del magazzino e la fatturazione elettronica. Questo anche perché l’evoluzione del format di vendita nei piccoli esercizi passa anche per la semplificazione della gestione dei singoli pagamenti per tutte le parti coinvolte.”

Semplicità, sicurezza e velocità sono le parole chiave di Saverio Tridico, Direttore Corporate & External Affairs di Nexi: “Anche in Italia i pagamenti digitali stanno finalmente prendendo piede, grazie ai vantaggi che riescono a portare nella quotidianità di cittadini e imprese. Semplicità, sicurezza e velocità sono le caratteristiche di questo “nuovo mondo” che si sta affermando e che sta allineando il nostro Paese al resto d’Europa. La crescita dei pagamenti digitali non solo ci porta nella modernità ma rappresenta un volano di crescita per l’intero Sistema Paese. Certo, al tempo stesso, esistono delicate sfide nel campo della privacy e del rispetto dei consumatori che la digitalizzazione porta con sé. Nexi, come azienda leader nel mercato italiano, pone al centro della propria attività il consumatore e i suoi diritti, consapevole che l’innovazione tecnologica vada guidata e messa sempre al servizio dei consumatori affinché non siano questi ultimi ad essere al servizio della tecnologia.”

Federico Zambelli Hosmer, Country Manager di PayPal Italia: In qualità di azienda leader e principale provider a livello mondiale di servizi e soluzioni di digital payment, PayPal si propone di tracciare la via per la rivoluzione nel settore dei pagamenti digitali, con l’obiettivo di diventare il partner migliore per tutti gli utenti, consentendo ai consumatori di effettuare pagamenti e trasferimenti di denaro con la massima rapidità e sicurezza da qualunque dispositivo, in pochi click. Ad oggi abbiamo 297 miliodi di utenti attivi a livello globale, di cui 6.8  milioni in Italia e ogni giorno e crediamo che oggi più che mai sia importante democratizzare sempre di più i servizi finanziari per tutti i consumatori. In quest’ottica abbiamo recentemente diffuso i dati del nostro studio mCommerce, condotto insieme a Ipsos, promosso per indagare le ultime tendenze nel commercio elettronico da dispositivi mobile in Italia. I risultati aiutano a comprendere come le persone usano il proprio tempo e denaro mentre fanno acquisti dai dispositivi mobile, oltre a fornire indicazioni più ampie per l’evoluzione del mobile Commerce. La ricerca ha confermato trend di mercato che già conosciamo bene, vediamo ad esempio come gli acquisti da dispositivi mobile siano un trend in costante crescita – il 40% delle vendite online avviene tramite dispositivi mobile e il restante da web – ma prevediamo anche un grande aumento di questa percentuale nei prossimi due-tre anni.  Siamo infatti convinti che questo trend sia pronto ad invertirsi, dando maggiore peso alle transazioni mobile rispetto a quelle su web. Inoltre, l’analisi dei dati ha evidenziato che PayPal è il metodo di pagamento preferito in Italia (45%) quando i consumatori vogliono effettuare acquisti online tramite dispositivi mobile e che il 22% degli utenti italiani ammette che sarebbe maggiormente propenso a effettuare acquisti sulle piattaforme dei social media se potesse utilizzare un account PayPal per motivi di praticità e sicurezza.” 

Innovazione e attenzione al cliente sono protagoniste della strategia del Gruppo Intesa Sanpaolo. Raffaella Mastrofilippo, responsabile Prodotti Transazionali e Piattaforme di Payment, conferma che “il Gruppo Intesa Sanpaolo è in prima linea nel contribuire ad accelerare l’evoluzione dei pagamenti digitali in Italia. Il nostro Paese ci sta arrivando con qualche anno di ritardo, ma i pagamenti digitali sono destinati a rivoluzionare le abitudini quotidiane, non solo per gli esperti di tecnologia, ma per tutti i cittadini.

In Intesa Sanpaolo lavoriamo quotidianamente allo sviluppo di nuovi servizi e soluzioni di pagamento digitali per i nostri clienti e promuoviamo iniziative “di sistema”, come Bancomat Pay e PagoPA, volte a creare un sistema dei pagamenti sempre più evoluto. La nostra strategia è chiara: rendere semplici e quotidiane le soluzioni di pagamento e di accettazione, con l’obiettivo di fornire al cittadino servizi intuitivi, veloci e sicuri, garantendo sempre la consapevolezza del pagamento. 

Il digitale è l’elemento chiave della nostra ampia gamma di servizi, sviluppata insieme con i clienti, che include le soluzioni per il pagatore, fruibili attraverso il portafoglio digitale XME Pay, da smartphone e wearable, e per gli esercenti, garantendo la massima accettazione degli strumenti di pagamento in modo semplice e veloce nel punto vendita, in mobilità e anche online.

Ancora una volta, tutto ciò è una prova tangibile dell’attenzione che costantemente riserviamo alla soddisfazione dei nostri clienti.”

Le conclusioni sono affidate a due esperti. Sergio Boccadutri, Direttore Generale Fondazione Luigi Einaudi pone l’attenzione su due aspetti: “dal punto di vista dei consumatori il tema dei nuovi pagamenti pone almeno due priorità: la sicurezza e la trasparenza. Sul primo versante è evidente che il cybercrime è sempre più pericoloso, basti pensare al furto dei dati e al furto di identità; quando tutto è digitale anche la protezione dei nostri interessi economici si fa più complicata. La sfida è di costruire una policy della sicurezza (a cominciare dalla così detta privacy by design) che però non penalizzi l’utilizzabilità dello strumento finanziario per evitare che il consumatore poi non abbandoni l’utilizzo di soluzioni innovative, perché troppo difficile da utilizzare. Sul versante della trasparenza dei costi è altrettanto chiaro quando questa incida sulla fiducia degli utilizzatori, valore che se vogliamo promuovere pagamenti nuovi e più efficienti non possiamo trascurare.”

Luca Florentino, CEO Ottosunove infine riporta la discussione ai temi del marketing e delle persone: “le scienze comportamentali ed il neuromarketing offrono l’opportunità di comprendere più a fondo come le persone vivono le esperienze di acquisto e di pagamento, che molto spesso sono frutto di pulsioni istintive più che razionali. Grazie a queste conoscenze, oggi è possibile progettare e costruire ambienti di scelta più gradevoli, emotivamente impattanti e brain-friendly, in cui tecnologia e innovazione siano realmente al servizio dell’uomo.”

Seguici sul sito www.consumatori.it e in diretta su facebook.com/premiodona e su Twitter attraverso gli hashtag #premiodona e #RetailPayment.

In occasione dell’incontro sono assegnati i seguenti riconoscimenti:

“Premio Vincenzo Dona” per le personalità che si sono distinte per l’impegno a favore dei consumatori:

  • GIUSEPPE STIGLIANO
    CEO, Wunderman Thompson e Docente di Retail Marketing Innovation.
    “Per aver teorizzato un nuovo marketing del retail con un occhio sempre rivolto al mondo dei consumi e ai bisogni dei consumatori e per la sua intensa attività di educazione e formazione dei giovani, fondamentale per creare manager illuminati e consumatori consapevoli”.

 

“Premio Vincenzo Dona” per la stampa:  

  • FEDERICO FORMICA
    Giornalista per Repubblica Economia.
    “Per l’attenzione dimostrata in questi anni verso il mondo dei consumi, raccontando l’economia reale in maniera semplice e obiettiva senza cedere a facili sensazionalismi”.

 

“Premio Vincenzo Dona” per le migliori tesi di laurea in materia di tutela dei consumatori:

  • 1° PREMIO: ELENA SCARPACE – Università degli Studi di Pavia
    con una tesi dal titolo: “Dal proximity marketing alla proximity experience” 
  • 2° PREMIO: CAMILLA COCHIS – Università degli Studi di Torino
    con una tesi dal titolo: “Local e-commerce: applicazione web e mobile. Analisi e progettazione”.
  • Premio Vincenzo Dona” per il comitato Unc:
    COMITATO di CASSINO (FR), ritira il Premio la responsabile Ivana Russo

PREMIO DONA: a Giuseppe Stigliano l’edizione 2019

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Appuntamento domani con la tredicesima edizione del “Premio Vincenzo Dona” al Teatro Argentina di Roma. Ospiti di grande spessore per l’evento dedicato a retail e payment.

Roma, 28 novembre 2019 – Sarà Giuseppe Stigliano, CEO Wunderman Thompson (agenzia di marketing e comunicazione del gruppo WPP) e Docente di Retail Marketing Innovation, a ricevere il Premio per le personalità “Vincenzo Dona, voce dei consumatori”, edizione 2019, dedicato a Retail e Payment. E’ quanto rende noto l’Unione Nazionale Consumatori (UNC), Associazione promotrice dell’evento consumeristico più importante dell’anno, che è giunto alla sua tredicesima edizione e che si terrà domani 29 novembre, alle ore 9.00 al Teatro Argentina di Roma.

 SCARICA IL PROGRAMMA

“Nell’ultimo anno -dichiara il Presidente di Unc Massimiliano Dona- si sono moltiplicati gli annunci di nuove forme di pagamento e questa spinta innovativa nel mondo payment incide profondamente anche sul punto vendita (reale o virtuale che sia) con la conseguenza che vanno a moltiplicarsi i luoghi dove possiamo fare acquisti in un continuum di ‘everywhere shopping’. Il rischio è che i consumatori perdano i punti di riferimento e si approccino agli acquisti senza la giusta consapevolezza. Per questo abbiamo dedicato questa edizione del Premio all’evoluzione dei format di vendita e degli strumenti di pagamento e il nostro Consiglio Direttivo ha scelto Giuseppe Stigliano per il riconoscimento di quest’anno: ‘per aver teorizzato un nuovo marketing del retail con un occhio sempre rivolto al mondo dei consumi e ai bisogni dei consumatori e per la sua intensa attività di educazione e formazione dei giovani, fondamentale per creare manager illuminati e consumatori consapevoli’”.

A Federico Formica, giornalista di Repubblica Economia, va invece il Premio Dona  per la stampa: “per l’attenzione dimostrata in questi anni verso il mondo dei consumi, raccontando l’economia reale in maniera semplice e obiettiva senza cedere a facili sensazionalismi”.

Nel corso della mattinata saranno consegnati anche il  Premio Vincenzo Dona per le migliori tesi di laurea in materia di tutela dei consumatori a Elena Scarpace dell’Università degli Studi di Pavia con una tesi dal titolo: “Dal proximity marketing alla proximity experience” e Camilla Cochis dell’Università degli Studi di Torino con una tesi dal titolo: “Local e-commerce: applicazione web e mobile. Analisi e progettazione”.

Il “Premio Vincenzo Dona” per il comitato Unc sarà assegnato al Comitato di Cassino (FR), ritira il Premio la responsabile Ivana Russo.

RETAIL E PAYMENT: i risultati della survey UNC

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Pubblichiamo i risultati della survey UNC “Negozi e strumenti di pagamento, oggi e domani”, realizzata con la collaborazione di Agos.

Roma, 27 novembre 2019 – “Postazioni per acquisto e pagamento in autonomia, senza l’intervento dell’addetto alle vendite (59% delle risposte), vantaggi dedicati al cliente fedele (45%), possibilità di ordinare online e ritirare in negozio (41%): queste le preferenze espresse dai consumatori rispetto agli attuali canali di vendita. Immaginando gli strumenti di pagamento del futuro conquistano invece il podio la gratuità del servizio (79% delle risposte), la trasparenza e la chiarezza e un servizio clienti affidabile ed efficiente (a pari merito con il 44% delle preferenze). E’ quanto emerge dalla survey “Negozi e strumenti di pagamento, oggi e domani” lanciata dall’UNC sul sito www.consumatori.it e sui suoi canali social e realizzata con la collaborazione di Agos, una delle primarie società finanziarie italiane specializzate nel credito al consumo.

“Il sondaggio -spiega Massimiliano Dona, presidente dell’UNC – seppur non abbia valore statistico e intenda semplicemente fotografare il sentiment degli utenti, ha avuto un significativo riscontro (oltre 800 risposte), a dimostrazione di come si tratti di un tema di grande attualità e interesse. D’altro canto -prosegue Dona- canali di vendita e strumenti di pagamento stanno attraversando un momento di importante evoluzione, basti pensare alla moneta elettronica o anche a modalità più evolute come, solo per citarne alcune, la criptovaluta di Facebook, l’Apple Pay e la possibilità di effettuare i pagamenti tramite whatsapp”.

“Proprio questa evoluzione -incalza Dona- coinvolge sempre più da vicino il consumatore che, come evidenziano i dati emersi dalla survey, vuole sentirsi sempre più autonomo nelle proprie scelte di acquisto, anche al fine di risparmiare tempo come peraltro evidenziato dalla scelta di ordinare i prodotti online, ma non per questo rinuncia ai vantaggi di essere un cliente ‘fedele’ o a un servizio clienti che risponda adeguatamente ai suoi bisogni”.

Entrando nel vivo dello studio, la metà dei consumatori dichiara di utilizzare i contanti per pagare quotidianamente, mentre 48 persone su 100 usano  carte di credito e bancomat. “Tali risposte -spiega Dona- evidenziano come il denaro contante sia ancora per molti il mezzo prediletto e per questo ribadiamo l’importanza di non tassare il prelievo di contanti che costituirebbe una stangata per le famiglie, ma al contempo evidenziamo la necessità di incentivare l’uso della moneta elettronica anche al fine della lotta all’evasione”.

Proseguendo nell’analisi dei dati, alla domanda “Da cosa dipende la tua scelta di pagamento?”, al primo posto troviamo l’importo della spesa (59% delle preferenze), seguito dalla sicurezza dello strumento (42%), mentre la medaglia di bronzo, con quasi il 40% delle preferenze, va alla tipologia di acquisto che si intende fare.

In merito poi ai servizi della carta ritenuti più vantaggiosi, le notifiche relative alle spese effettuate e l’assenza di canone per l’utilizzo della carta sono gli aspetti più apprezzati, rispettivamente con il 66% e il 64% delle preferenze. “Un dato quest’ultimo -conclude Dona- che evidenzia come risparmio e sicurezza siano due aspetti prioritari per i consumatori”.

“L’indagine realizzata da UNC restituisce importanti conferme e anche spunti interessanti per una società come Agos, attenta ad intercettare le nuove tendenze e i nuovi bisogni espressi dai clienti, che sembrano diventare sempre più consapevoli, autonomi e indipendenti, tanto da individuare come servizio più apprezzato del mondo retail la presenza di postazioni per l’acquisto e il pagamento in autonomia” commenta Flavio Salvischiani, Vice Direttore Generale di Agos, che continua “nonostante questa evoluzione nei comportamenti di acquisto, i clienti restano affezionati al contante, sempre al primo posto tra i mezzi di pagamento utilizzati, seguito da vicino da carte di debito e di credito”.

“Il percorso di crescita delle carte è lento ma costante, come dimostrano i dati recentemente presentati nell’‘Osservatorio Carte di Credito e Digital Payment’: dal 2012 al 2018 siamo infatti passati da 130 miliardi a 230 miliardi di transato carta, anche se restiamo all’ultimo posto in Europa come diffusione di questo strumento di pagamento. I risultati della survey -prosegue Salvischiani- evidenziano comunque l’orientamento futuro dei clienti, proiettati verso strumenti di pagamento ai quali si chiede, oltre alla convenienza che resta l’elemento principale, di essere trasparenti e chiari e supportati da un servizio clienti affidabile e comodo. A noi operatori del settore -conclude il Vice Direttore Generale di Agos- è richiesta la capacità di dare le risposte necessarie a favorire la transazione verso un sistema dei pagamenti sempre più efficiente”.

SCOPRI I RISULTATI COMPLETI DELLA SURVEY

Proprio di retail payment si parlerà in occasione della tredicesima edizione del Premio Vincenzo Dona, in programma a Roma il prossimo venerdì 29 novembre. 

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Retail e payment: i risultati della survey UNC

pagamento

Postazioni per acquisto e pagamento in autonomia, senza l’intervento dell’addetto alle vendite (59% delle risposte), vantaggi dedicati al cliente fedele (45%), possibilità di ordinare online e ritirare in negozio (41%): queste le preferenze espresse dai consumatori rispetto agli attuali canali di vendita. Immaginando gli strumenti di pagamento del futuro conquistano invece il podio la gratuità del servizio (79% delle risposte), la trasparenza e la chiarezza e un servizio clienti affidabile ed efficiente (a pari merito con il 44% delle preferenze). E’ quanto emerge dalla survey “Negozi e strumenti di pagamento, oggi e domani” lanciata dall’UNC sul sito www.consumatori.it e sui suoi canali social e realizzata con la collaborazione di Agos, una delle primarie società finanziarie italiane specializzate nel credito al consumo.

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Canali di vendita e strumenti di pagamento stanno attraversando un momento di importante evoluzione, basti pensare alla moneta elettronica o anche a modalità più evolute come, solo per citarne alcune, la criptovaluta di Facebook, l’Apple Pay e la possibilità di effettuare i pagamenti tramite whatsapp. Proprio questa evoluzione coinvolge sempre più da vicino il consumatore che, come evidenziano i dati emersi dalla survey, vuole sentirsi sempre più autonomo nelle proprie scelte di acquisto, anche al fine di risparmiare tempo, ma non per questo rinuncia ai vantaggi di essere un cliente ‘fedele’ o a un servizio clienti che risponda adeguatamente ai suoi bisogni.

Entrando nel vivo dello studio, la metà dei consumatori dichiara di utilizzare i contanti per pagare quotidianamente, mentre 48 persone su 100 preferiscono carte di credito e bancomat. Proseguendo nell’analisi dei dati, alla domanda “Da cosa dipende la tua scelta di pagamento?”, al primo posto troviamo l’importo della spesa (59% delle preferenze), seguito dalla sicurezza dello strumento (42%), mentre la medaglia di bronzo, con quasi il 40% delle preferenze, va alla tipologia di acquisto che si intende fare.

In merito poi ai servizi della carta ritenuti più vantaggiosi, le notifiche relative alle spese effettuate e l’assenza di canone per l’utilizzo della carta sono gli aspetti più apprezzati, rispettivamente con il 66% e il 64% delle preferenze. Un dato quest’ultimo che evidenzia come risparmio e sicurezza siano sempre prioritari per i consumatori.

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Proprio di retail e payment si parlerà in occasione della tredicesima edizione del Premio Vincenzo Dona, in programma a Roma il prossimo venerdì 29 novembre.

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Autore: Sonia Galardo
Data: 27 novembre 2019

SPI-CGIL: il 90% dei pensionati ha perso potere d’acquisto

Oltre il 90% dei pensionati, il 91,6%, ritiene di aver perso in questi anni una parte più o meno consistente del proprio potere d’acquisto. Solo il 2,7% crede invece di averlo mantenuto inalterato. È quanto sostiene la ricerca “Sogni e bisogni dei pensionati” realizzata da Fondazione Di Vittorio e Tecnè per lo Spi-Cgil.

In particolare, il 59,1% pensa di aver perso molto del suo potere d’acquisto, il 32,5% di averne perso un po’, mentre il 5,7% non sa rispondere.

La rivalutazione delle pensioni rispetto al costo della vita dovrebbe essere sempre al 100% tranne per quelle più alte per il 41,4% dei pensionati, al 100% solo per quelle più basse per il 25,1%, sempre tutte al 100% per il 23,1%.

Ad avviso dell’UNC, tutti i pensionati hanno perso potere d’acquisto, anche quelli che percepiscono una pensione inferiore a 3 volte il trattamento minimo. In questi anni, infatti, i pensionati hanno avuto un’inflazione sempre superiore rispetto a quella ufficiale, talvolta anche doppia, visto che per loro pesano molto di più i prezzi del carrello della spesa e voci come alimentazione e abitazione, rispetto ad altre divisioni di spesa come le comunicazioni, sempre in deflazione. Insomma, i pensionati, specie quelli al minimo, hanno un’inflazione diversa rispetto ad un operaio o alla media degli italiani e, quindi, serve un indice ad hoc per misurarla, altrimenti avranno sempre una perdita del potere d’acquisto. Una richiesta avanzata ufficialmente anche all’Istat.

Secondo il Rapporto, è impellente la richiesta di migliorare il sistema di rivalutazione delle pensioni, misura indicata come urgente dal 41% dei pensionati italiani. Il 30,7% chiede invece che sia prioritario aumentare le pensioni più basse, mentre il 17,5% che si diminuiscano le tasse.

Le tasse sono considerate necessarie ma troppo alte perché c’è chi evade dal 77,5% dei pensionati, necessarie per pagare i servizi dall’11,6%, andrebbero calate, anche tagliando i servizi, per il 10,9%.

Sono 6 milioni i pensionati che, pur tra mille difficoltà, aiutano economicamente le proprie famiglie per una spesa totale di circa 10 miliardi di euro all’anno. Molti di meno sono invece quelli che si fanno aiutare con 14 milioni che non ricevono alcun sostegno economico da parenti stretti, un milione e mezzo che lo riceve sporadicamente e solo 300mila che invece lo ricevono costantemente.

Sono 3 milioni i pensionati che hanno in famiglia e a proprio carico una persona non autosufficiente. Il 92% ritiene che le risposte fornite dal sistema pubblico al tema della non autosufficienza non siano assolutamente adeguate. L’84% pensa inoltre che di questo debba farsi carico la fiscalità generale. L’80% ritiene inoltre che la risposta da dare ai bisogni assistenziali e sanitari di una persona non autosufficiente debba consistere in un mix di trasferimenti monetari e di servizi, il 14% in servizi qualificati e diffusi e il 2,5% solo in trasferimenti monetari.

Tra le proposte del sindacato, la richiesta al Governo di rivalutare le pensioni, di dare la 14esima a chi ne ha più bisogno, di abbassare le tasse e di arrivare alla definizione di una legge nazionale sulla non autosufficienza.

Ad avviso dell’UNC, è positivo che in manovra si porti al 100% la rivalutazione delle pensioni da 3 a 4 volte il minimo, ossia da 1.539,03 a 2.052,04 euro. Un provvedimento che va nella giusta direzione. Peccato che si traduca in meno di 3 euro all’anno, visto che avevano già la rivalutazione al 97% e l’inflazione è bassa. Inoltre bisognerebbe tornare ad un sistema di rivalutazione delle pensioni per scaglioni, ossia per fasce di importo, anche se magari riviste rispetto allo schema della legge 388/2000, invece di rivalutarle come ora sull’importo complessivo. Condivisibile la proposta di estendere la quattordicesima.

È vero che è preferibile evitare di mangiare fra un pasto e l’altro?

Marcello Ticca

La domanda dei consumatori: è vero che è preferibile evitare di mangiare fra un pasto e l’altro?

 

La risposta di Marcello Ticca, nutrizionista e dietologo

È vero il contrario. Ormai possediamo moltissimi dati – ricavati tanto da studi sperimentali quanto da studi su ampi gruppi di popolazione – che dimostrano come un aumento della frequenza dei pasti influenzi positivamente tutta una serie di variabili di notevole interesse per la difesa della salute, a patto, naturalmente, di tenere sotto controllo la quantità e la qualità complessive di ciò che si mangia. E, parallelamente, è stato anche dimostrato che se, al contrario, si concentra la assunzione di cibo in un solo grosso pasto quotidiano, o al massimo due, i rischi per la salute tendono ad aumentare significativamente. In sostanza, sembra che sia proprio il frazionamento dei pasti il comportamento alimentare più corretto, ossia quello che – a parità di quantità e qualità della dieta consumata, è utile ripeterlo – è capace da un lato di ridurre il rischio di sovrappeso e obesità, di aumento della colesterolemia e della glicemia e di aumento della massa grassa corporea e dall’altro di provocare, dopo il pasto, una vantaggiosa diminuzione dei livelli di insulina e di glucosio nel sangue. Insomma, il “mangiare frazionato” diluisce utilmente il carico di nutrienti, con il risultato che le stesse calorie, ripartite in più momenti, finiscono anche con lo stimolare molto di meno la produzione di tessuto adiposo.

 


Vuoi saperne di più sull’alimentazione? Anche tu ti trovi davanti ai grandi dilemmi della tavola? Vuoi leggere tutti i luoghi comuni sul cibo? Li trovi nel libro di Marcello Ticca: Miraggi alimentari, 99 idee sbagliate su cosa e come mangiamo

 

Vuoi fare anche tu una domanda al nostro esperto? Scrivi a esperto@consumatori.it, ricordandoti di mettere in oggetto “nutrizionista”. I quesiti più interessanti saranno selezionati per avere una risposta in questa rubrica, continua a seguirci!

 

 

 

 

 

Dieci consigli per il Black Friday senza fregature

Qualcuno approfitterà del “Black Friday” per acquistare online i primi regali di Natale, altri per comprare piccoli e grandi elettrodomestici a prezzi scontati: ormai l’ultimo week-end di novembre dedicato agli sconti è diventato una tradizione anche per i consumatori italiani in cerca dell’affare.

Approfittarne in alcuni casi può risultare molto conveniente, ma è fondamentale farlo con senso critico, senza farsi attrarre più dallo sconto che da quello che si sta acquistando!

Ecco quindi dieci consigli per lo shopping online in sicurezza, validi per tutte le stagioni, ma ancor di più in questo periodo… e per dormire sogni tranquilli approfittando delle promozioni senza incorrere in fregature, è disponibile online la nostra guida e-commerce con tanti preziosi consigli prima-durante e dopo l’acquisto online.

SCARICA QUI LA GUIDA
E-COMMERCE: GUIDA PRATICA AGLI ACQUISTI ONLINE”

DIECI CONSIGLI PER ACQUISTI ON-LINE IN SICUREZZA

  1. acquistate solo su siti protetti da sistemi di sicurezza internazionali come SSL e SET: sono riconoscibili dal simbolo di un lucchetto chiuso nella barra di indirizzo;
  2. confrontate le varie offerte prima di procedere all’acquisto, cercando anche online maggiori dettagli sulla reputazione del venditore;
  3. non fatevi prendere dalla fretta o dall’ansia; molti siti giocano su una comunicazione emotiva (timer che scadono, avvisi che indicano che l’articolo è in esaurimento, etc.) ma è il caso di ignorarla;
  4. diffidate dalle offerte estremamente vantaggiose (potrebbero essere siti che “giocano” con l’iva o che mettono in vendita merce di incerta provenienza);
  5. non fatevi attrarre dallo sconto, ma chiedetevi sempre se state acquistando quello di cui realmente avete bisogno;
  6. controllate il prezzo finale comprensivo di spese di spedizione e altri costi aggiuntivi;
  7. controllate la data di consegna per scongiurare il rischio che il vostro acquisto non arrivi per tempo, se si tratta di un regalo o venga consegnato in un periodo in cui siete in vacanza;
  8. stampate sempre una copia dell’ordine e della pagina contenente l’offerta per conservarla in vista di future contestazioni;
  9. scegliete pagamenti con carta di credito prepagate o paypal (meglio evitare il bonifico) e non comunicate mai i riferimenti o altri dati personali via email (a riguardo leggi anche “Pagamenti on-line, quale scegliere?“)
  10. ricordate che comprando on-line vale il diritto di recesso (da esercitare qualora abbiate cambiato idea comunicandolo entro 14 giorni dalla data di consegna del prodotto).

GUARDA L’INTERVENTO DI MASSIMILIANO DONA A “MI MANDA RAITRE”

HAI BISOGNO DEL NOSTRO AIUTO? CHIAMACI ALLO SPORTELLO E-COMMERCE

Autore: Simona Volpe
Data: 26 novembre 2019

POSTE: Antitrust apre istruttoria su raccomandate

Comunicato stampa Unione Nazionale Consumatori

Ottima notizia. Si faccia luce sul servizio delle raccomandate. Il postino non suona sempre due volte…

Roma, 26 novembre 2019 – “Ottima notizia! Era ora! Si faccia luce sul servizio delle raccomandate, decisamente troppo caro e poco efficiente. Bisogna tornare ai tempi in cui il postino suona sempre due volte. Non è possibile che il destinatario non si cerchi nei dovuti modi e che si lasci sistematicamente l’avviso di giacenza in casella, costringendo il consumatore a fare lunghe code in posta per recuperare la raccomandata ricevuta” afferma l’avv. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando la notizia dell’apertura, da parte dell’Antitrust, di un procedimento istruttorio nei confronti della società Poste Italiane S.p.A. per accertare una presunta pratica commerciale scorretta, posta in essere nell’ambito del servizio di recapito della corrispondenza e, in particolare, delle raccomandate.

L’ipotesi dell’Antitrust è che il cliente/mittente che decida di rivolgersi a Poste per inviare una raccomandata potrebbe essere ingannevolmente indotto ad acquistare un servizio pubblicizzato da claim che ne enfatizzano determinate caratteristiche che, nella sua concreta erogazione non vengono, poi, rispettate.

Si assume, del resto, quanto al tentativo di recapito della corrispondenza, che l’avviso di giacenza del plico raccomandato verrebbe spesso depositato nella cassetta postale del destinatario dell’invio senza previo accertamento della presenza o meno del medesimo al proprio domicilio. Costringendo quindi il destinatario che voglia entrare in possesso del plico ad esperire procedure alternative previste da Poste, con uno slittamento dei tempi di consegna ed un dispendio di tempo ed energie che non sarebbe necessario qualora il tentativo di consegna venisse realmente effettuato.

Poste, inoltre, avrebbe veicolato messaggi ingannevoli riguardo al servizio di ritiro digitale, vale a dire la versione evoluta della consegna fisica, delle raccomandate, con riferimento alle relative condizioni economiche e di utilizzo.